ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: LA CAPITALE DEI PARADOSSI – Roma senza regole, piscina-party nella piazzetta «rubata» dai residenti – l’Arco degli Acetari chiuso con un cancello. CORRIERE DELLA SERA (21-27|02|2016) & Foto: ROMA – Arco degli Acetari | Via del Pellegrino (2011) di Alvaro de Alvariis (19|01|2011).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: LA CAPITALE DEI PARADOSSI – Roma senza regole, piscina-party nella piazzetta «rubata» dai residenti – l’Arco degli Acetari chiuso con un cancello. CORRIERE DELLA SERA (21-27|02|2016) & Foto: ROMA – Arco degli Acetari | Via del Pellegrino (2011) di Alvaro de Alvariis (19|01|2011).

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1). ROMA – LA CAPITALE DEI PARADOSSI, Roma senza regole, piscina-party nella piazzetta «rubata» dai residenti. La festa si è tenuta la scorsa estate, oltre l’Arco degli Acetari chiuso con un cancello. In via dei Cappellari spariti gli antichi sampietrini. Le «Iene» intervistano, arriva la polizia. CORRIERE DELLA SERA (27|02|2016).

Piazzette rubate nel centro di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori. Adesso, a rendere bene l’idea dell’uso privato e del gran trastullo che si cela dietro lo scandalo degli spazi pubblici «requisiti» da comuni cittadini, spuntano le foto: una, datata estate 2015, ritrae un gruppo di giovani in costume da bagno o bermuda, con il calice dello spritz tra le mani, visibilmente divertiti dal party attorno alla «vasca», come aveva messo in musica anni fa Alex Britti: mi bagno, mi tuffo, mi giro e mi rilasso… Già, proprio così. Peccato che la piscinetta fosse stata installata nel più insospettabile dei luoghi: la stupenda corte medievale dell’Arco degli Acetari, al civico 19 di via del Pellegrino, trasformata in un club esclusivissimo, al riparo dalla curiosità di estranei e da controlli, grazie al cancello installato abusivamente.

Il caso è senza precedenti: una piazzetta della capitale d’Italia, nel cuore del centro storico, è da molto tempo «privatizzata» da alcuni residenti, capitanati, pare, da un uomo di spettacolo. Sono gli stessi che una decina di anni fa installarono l‘inferriata sotto l’arco, mai disturbati dalle pubbliche autorità, fino a che, in tempi recenti, è arrivato persino il «sigillo» ufficiale: il I Municipio, con la convenzione firmata lo scorso 19 novembre, ha di fatto legalizzato l’abuso, consegnando al presidente del sedicente comitato «per la tutela e valorizzazione dell’Arco degli Acetari» la chiave del cancello (già in suo possesso), con l’incarico di chiuderlo alle 23 e riaprirlo alle 6.30. Ottima idea: così le feste a bordo piscina, come quella della fotografia (nella quale sarebbe ritratto anche il fortunato «custode» della splendida corte), riescono meglio.

L’indagine dei vigili
L’anomala situazione finora non ha suscitato reazioni in Campidoglio, da parte del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, e nel Municipio. I soli a muoversi sono stati i vigili urbani, che hanno aperto un’indagine preliminare su pubbliche proprietà, atti ed eventuali concessioni, manifestando più d’una perplessità. Anche perché, sempre in zona, l’altro caso della piazzetta «requisita» all’altezza di via dei Cappellari 30 non smette di far discutere. Pure su questo, in redazione arrivano foto, rigorosamente anonime: stavolta di «selciaroli» al lavoro. Era il 2007 quando, oltre il cancello installato dal Venerabile Collegio Inglese a beneficio degli affittuari al pian terreno, nella stupenda corte giunsero due operai, con un incarico quantomeno dubbio: rifare, a coronamento della ristrutturazione dell’edificio, l’intera pavimentazione. Può, un privato, decidere autonomamente di togliere gli antichi sampietrini da una pubblica via, forse per non correre il rischio di inciampare, e sostituirli con un pietrame di inferiore qualità, ordinato magari in Cina?

Il dipinto nel Collegio
Nella capitale senza regole, a quanto pare sì. La foto dei manovali alle prese con il fondo del nuovo lastricato documenta che i vecchi blocchetti di basalto vulcanico, fine Ottocento, di colore scuro e molto resistenti, erano stati ammassati in un angolo, per essere portati via. L’immagine più recente, invece, scioglie i dubbi restanti: i nuovi sampietrini «taroccati» sono di forma e consistenza palesemente diverse. Tanto chi se ne accorge? Grazie al cancello non si può entrare, appunto… Ma le stranezze in via dei Cappellari non finiscono qui: la Sovrintendenza capitolina, dopo una ricerca d’archivio, ha fatto sapere che il «Cristo Crocifisso» sparito dall’altare in fondo al vicolo da cui si accede nella piazzetta-salotto non è stato rubato, ma consegnato al Collegio Inglese proprietario delle mura. Può un dipinto da secoli oggetto di devozione popolare finire in mani privati? In base a quali norme? Questo si chiedono i residenti della zona desiderosi di legalità e decoro, pronti a presentare esposti e ricorsi, sia al Comune sia alla Procura di Roma. E anche le «Iene», alle 7 di mattina, si sono presentate con la telecamera davanti al cancello dello scandalo. «Volevamo chiedere…» Macché. L’invasione, come prevedibile, non è stata gradita. É dovuta intervenire la polizia che, dopo aver placato gli animi, altro non ha potuto fare che girare la pratica al Campidoglio, in attesa di chiarimenti. (fperonaci@rcs.it)

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (27|02|2016).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_25/roma-senza-regole-piscina-party-piazzetta-rubata-residenti-arco-acetari-cappellari-sampietrini-586e7fdc-dbe7-11e5-b9ca-09e1837d908b.shtml

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA – Arco degli Acetari | Via del Pellegrino (2011) di Alvaro de Alvariis (19|01|2011).

2011 All'Arco degli Acetari

2). ROMA – DOPO LA DENUNCIA DEL CORRIERE Piazzette rubate? «No, quel cancello serve a contrastare la movida» Il cancello all’Arco degli Acetari è «regolarmente autorizzato da una convenzione». Irregolare quello ai Cappellari, CORRIERE DELLA SERA (24/02/2016).

Tutto regolare, dicono. Il cancello sotto l’Arco degli Acetari per accedere a uno dei cortili più romantici di Roma di proprietà del Comune, è stato chiuso per motivi di sicurezza. «Risse, spaccio e la paura di rientrare a casa: questi sono i motivi per i quali abbiamo chiesto di chiudere il cancello» dichiara Paolo Fois del comitato dei residenti. E la chiusura è stabilita solo da qualche mese, «perché il cancello esiste da 15 anni, ma era aperto».

Apertura alle 6,30, chiusura alle 23
Dopo il caso dei «cortili rubati» sollevato dal Corriere, i cittadini hanno fornito ieri il documento della convenzione stabilita il 19 novembre 2015: «Il Municipio autorizza il comitato a provvedere all’apertura e chiusura del cancello di accesso a un’area di suolo pubblico». Al coordinatore del comitato, quindi, il compito di aprire alle 6,30 e chiudere alle 23. E presa visione del documento, sempre martedì, i vigili guidati dal comandante del I gruppo Trevi, Angelo Moretti, hanno chiuso il fascicolo. Proseguono invece le indagini sulle altre piazzette «requisite» dai privati.

Il pub delle risse
Il vicolo prima di accedere all’Arco degli Acetari è buio e il cortile isolato «un luogo amato dagli ubriachi della movida di Campo de’ Fiori» aggiunge Fois che racconta delle pulizie quotidiane di bottiglie, calcinacci e angoli che diventano orinatoi. Proprio vicino all’Arco nel 2014 i vigili hanno chiuso il pub «Conspiracy club» che non aveva la licenza e provocava non pochi problemi di schiamazzi e risse.

Cittadini sentinelle
«L’esigenza di chiudere il cancello ci è pervenuta direttamente dalla Vice capo di Gabinetto del Sindaco con delega alla sicurezza, Rossella Matarazzo, a seguito di un esposto del Comitato» dichiara la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi. E l’assessora Tatiana Campioni spiega: «Nell’esposto venivano denunciati continui bivacchi con consumo di sostanze alcoliche e stupefacenti durante le ore notturne, favorite dal luogo non visibile dalla strada». I cittadini in questo modo sono diventati «sentinelle» che controllano il territorio. «Purtroppo, per la sua conformazione, l’Arco fa quello che, in un altro quartiere, farebbe il parchetto di zona dove nessuno va mai a controllare» commenta la residente Valentina Stagnaro.

Via dei Cappellari, il cancello verrà rimosso
Nessuna autorizzazione invece per via dei Cappellari, dove l’assessora Campioni ha chiesto l’immediata rimozione dei cancelli. «C’era una convenzione ma è stata revocata dal ricorso al Tar che ha diffidato il Condominio a rimuovere immediatamente il cancello». La questione che risale al 2012 e che questa amministrazione ha preso in mano, vede ora gli ispettori del Municipio e i vigili pronti a intervenire. «Le convenzioni sono degli aiuti per controllare i territori pericolosi, ma le regole si devono rispettare, altrimenti c’è la revoca» aggiunge Alfonsi. (mpelati@corriere.it)

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (24/02/2016).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_23/piazzette-rubate-parlano-residenti-e1d1daee-da61-11e5-84e2-5233d26d29b4.shtml

3). ROMA – Piazzette rubate, il Comune sapeva Tre mesi fa firmata una convenzione L’accordo tra I municipio e il comitato Arco degli Acetari ha di fatto legalizzato l’abuso del cancello. Il presidente dell’associazione autorizzato a chiudere dopo le 23. CORRIERE DELLA SERA (23/02/2016).

L’accordo tra I municipio e il comitato Arco degli Acetari ha di fatto legalizzato l’abuso del cancello. Il presidente dell’associazione autorizzato a chiudere dopo le 23L’accordo tra I municipio e il comitato Arco degli Acetari ha di fatto legalizzato l’abuso del cancello. Il presidente dell’associazione autorizzato a chiudere dopo le 23

Era arrivato da pochi giorni, il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Reduce dall’Expo milanese (in veste di prefetto), non poteva immaginare quale garbuglio di norme avrebbe trovato nella capitale d’Italia. Prima è emerso il caos disarmante della mala gestio del patrimonio immobiliare, che ha riportato in primo piano la vergogna degli appartamenti affittati a prezzi irrisori, da decenni, molti in zone di pregio. Non era tutto. Nei giorni scorsi, grazie all’inchiesta del Corriere, è venuto alla luce lo scandalo delle piazzette rubate nel centro storico, chiuse con un cancello e privatizzate dai residenti, nelle more di controlli inesistenti: il Campidoglio, di fatto, non riesce a garantire il diritto di romani e turisti a passeggiare su beni comuni come i marciapiedi, le strade, i sampietrini «requisiti». Non bastava, però. Almeno nel caso del cortile dell’Arco degli Acetari, adesso, è spuntata l’ultima novità: una «giustificazione» sorprendente. Considerato che la suggestiva piazzetta a due passi da Campo de’ Fiori era diventata un’enclave della movida violenta, rifugio di sbevazzati e ricettacolo di loschi traffici, cosa si poteva fare per salvaguardare l’ordine pubblico? Perseguire eventuali reati? Potenziare l’illuminazione notturna?
shadow carouselPiazzette rubate, ecco la convenzione con il Municipio.

Senza oneri
Macché. Lo Stato, rappresentato in base al principio di sussidiarietà in prima istanza dal Comune e in seconda dal Municipio, ha ritenuto che per risolvere l’emergenza all’Arco degli Acetari bastasse mettersi d’accordo con gli abitanti del circondario. Il relativo atto è la convenzione tra il Primo Municipio e il comitato «per la tutela e la valorizzazione» dell’area che è stata firmata, su sollecitazione dello stesso Campidoglio, lo scorso 19 novembre 2015. La situazione pregressa – l’evidente abuso commesso installando la cancellata nera sotto l’arco – è stata così in qualche modo sanata. Al presidente dell’associazione di abitanti, certamente una bravissima persona, sono state consegnate le chiavi, e non solo simbolicamente. A lui, precisano gli articoli 2 e 3 della convenzione, compete «l’attività di apertura e chiusura del cancello tutte le mattine alle ore 6.30 e tutte le sere alle 23, senza oneri per l’amministrazione». È un’idea, il cittadino-portinaio. Ma somiglia tanto a una resa. (fperonaci@rcs.it)

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (23/02/2016).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_23/piazzette-chiuse-centro-segnale-resa-campidoglio-convenzione-1dc0832c-da4c-11e5-84e2-5233d26d29b4.shtml

ITALIA ARCHITETTURA & RESTAURO ARCHITETTURA: Trump cita Mussolini, ecc. In 1927, Donald Trump’s father was arrested after a Klan riot in Queens, THE NEW YORK TIMES (1 JUNE 1927) & THE WASHINGTON POST (28 FEB. 2016).

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ITALIA ARCHITETTURA & RESTAURO ARCHITETTURA: Trump cita Mussolini, ecc. In 1927, Donald Trump’s father was arrested after a Klan riot in Queens, THE NEW YORK TIMES (1 JUNE 1927) & THE WASHINGTON POST (28 FEB. 2016).
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— ITALIA ARCHITETTURA & RESTAURO ARCHITETTURA: Trump cita Mussolini ma la frase è di un soldato italiano – Bernardo Vicario la scrisse su un muro di una casa il 14 giugno 1918 prima di un bombardamento che distrusse il suo battaglione nel Trevigiano, TGCOM24 (28|02|2016). http://wp.me/pPRv6-3uE

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In 1927, Donald Trump’s father was arrested after a Klan riot in Queens, THE WASHINGTON POST (28 FEB. 2016).

When he was asked on CNN’s “State of the Union” on Sunday whether he would condemn the praise of former Ku Klux Klan grand wizard David Duke, Donald Trump declined to disavow Duke’s comments.

“I don’t know anything about David Duke, okay,” Trump said. “I don’t know anything about what you’re even talking about with white supremacy or white supremacists. I don’t know, did he endorse me? Or what’s going on. Because I know nothing about David Duke. I know nothing about white supremacists.”

In 2000, Trump declined to run for president as a member of the Reform Party because the “Reform Party now includes a Klansman, Mr. Duke, a neo-Nazi, Mr. Buchanan, and a communist, Ms. Fulani. This is not company I wish to keep.” As Trump himself noted on Twitter, he also disavowed Duke in a press conference earlier this week.

But this incident also brings to mind another report, unearthed in September by the technology blog Boing Boing.

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On Memorial Day 1927, brawls erupted in New York led by sympathizers of the Italian fascist movement and the Ku Klux Klan. In the fascist brawl, which took place in the Bronx, two Italian men were killed by anti-fascists. In Queens, 1,000 white-robed Klansmen marched through the Jamaica neighborhood, eventually spurring an all-out brawl in which seven men were arrested.

One of those arrested was Fred Trump of 175-24 Devonshire Rd. in Jamaica.

This is Donald Trump’s father. Trump had a brother named Fred, but he wasn’t born until more than a decade later. The Fred Trump at Devonshire Road was the Fred C. Trump who lived there with his wife, according to the 1930 Census.

The predication for the Klan to march, according to a flier passed around Jamaica beforehand, was that “Native-born Protestant Americans” were being “assaulted by Roman Catholic police of New York City.” “Liberty and Democracy have been trampled upon,” it continued, “when native-born Protestant Americans dare to organize to protect one flag, the American flag; one school, the public school; and one language, the English language.”

It’s not clear from the context what role Fred Trump played in the brawl. The news article simply notes that seven men were arrested in the “near-riot of the parade,” all of whom were represented by the same lawyers. No doubt to the chagrin of those in the Klan, the seven faced a Roman Catholic judge.

When news of the old report surfaced last year, Donald Trump vehemently denied his father’s arrest. “He was never arrested. He has nothing to do with this. This never happened. This is nonsense and it never happened,” he said to the Daily Mail. “This never happened. Never took place. He was never arrested, never convicted, never even charged. It’s a completely false, ridiculous story. He was never there! It never happened. Never took place.”

Given the politics and cultural constraints of 1927, the Klan wasn’t the sort of thing that a politician would necessarily be asked to condemn. An article in the Brooklyn Daily Eagle from that December notes that the Klan would probably weigh in heavily against the potential presidential nomination of then-New York Gov. Al Smith, given that he was a Catholic and a “champion of ‘alienism.'”

It’s worth noting that Trump’s comments came one day after another Klan brawl, this time in Anaheim, Calif. Thirteen people were arrested and three were stabbed after a Klan rally turned violent. And it’s worth noting, too, as did Jonathan Chait at New York magazine, that Trump’s claim to “know nothing” about white supremacists echoes the language of the 19th-century “Know Nothing” party — a nativist group that supported only Protestants for public office.

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (1 JUNE 1927) & THE WASHINGTON POST (28 FEB. 2016).

https://www.washingtonpost.com/news/the-fix/wp/2016/02/28/in-1927-donald-trumps-father-was-arrested-after-a-klan-riot-in-queens/?tid=sm_fb

ITALIA ARCHITETTURA & RESTAURO ARCHITETTURA: Trump cita Mussolini ma la frase è di un soldato italiano – Bernardo Vicario la scrisse su un muro di una casa il 14 giugno 1918 prima di un bombardamento che distrusse il suo battaglione nel Trevigiano, TGCOM24 (28|02|2016).

 

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ITALIA ARCHITETTURA & RESTAURO ARCHITETTURA: Trump cita Mussolini ma la frase è di un soldato italiano – Bernardo Vicario la scrisse su un muro di una casa il 14 giugno 1918 prima di un bombardamento che distrusse il suo battaglione nel Trevigiano, TGCOM24 (28|02|2016).

Trump cita Mussolini ma la frase è di un soldato italiano – Bernardo Vicario la scrisse su un muro di una casa il 14 giugno 1918 prima di un bombardamento che distrusse il suo battaglione nel Trevigiano, TGCOM24 (28|02|2016).
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Donald Trump ha pubblicato sul suo profilo Twitter la frase “Meglio vivere un giorno da leone che cento giorni da pecora”. La citazione, attribuita erroneamente a Mussolini, è stata ritwittata dal candidato alle primarie Usa, che l’ha ripresa dall’account “ilduce2016”: il profilo ha come logo una foto di Mussolini con la chioma bionda di Trump. La Rete si è indignata, ma il milionario ha sottolineato che non si è trattato di una gaffe.
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“Meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora”, frase retwittata da Donald Trump e frettolosamente attribuita al Duce, è stata in realtà scritta sul muro di una casa a Fagarè (Treviso) il 14 giugno del 1918 da un soldato, Bernardo Vicario, sei ore prima del bombardamento che distrusse il suo battaglione. Da quel giorno è stata ripresa più volte e compare anche nel film “La Grande Guerra” di Mario Monicelli.

Trump cita Mussolini ma la frase è di un soldato italiano
La frase è stata sempre attribuita ad un soldato ignoto, fino a quando l’ex combattente Bernardo Vicario chiarì la sua origine in una lettera del 23 ottobre 1931, poi ripresa nel libro di Piero Tessaro “Aquile e Angeli sul Grappa e sul Piave”: “Tale leggenda è stata scritta da me la sera del 14 giugno 1918, alle ore 19, cioè sei ore prima del grande bombardamento che provocò la scomparsa del mio battaglione di cui non restarono che pochi superstiti. Tale leggenda mi è stata dettata dal compianto Maggiore Rigoli Cav. Carlo ed io, come zappatore presso il comando del battaglione, eseguii tale ordine scrivendo come potei su quel rozzo muro all’entrata del paese ove aveva sede il primo Battaglione del 201° Reggimento Fanteria…”

FONTE | SOURCE:

— TGCOM24 (28|02|2016).

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/donald-trump-frase-attribuita-al-duce-scritta-da-un-soldato-italiano_2162570-201602a.shtml

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mussolini, fuorionda di fuoco su Bertolaso: «Non si può candidare questo co…ne», IL MESSAGGERO (26|02|2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mussolini, fuorionda di fuoco su Bertolaso: «Non si può candidare questo co…ne», IL MESSAGGERO (26|02|2016).

ROMA – Mussolini, fuorionda di fuoco su Bertolaso: «Non si può candidare questo co…ne», IL MESSAGGERO (26|02|2016).

«Non si può candidare questo co…ne»: una frase fin troppo chiara, detta fuori onda ma con grande convinzione. A pronunciarla è stata Alessandra Mussolini, ospite degli studi Mediaset. La frase era riferita a Guido Bertolaso, candidato del centrodestra alle elezioni comunali che si terranno in giugno a Roma. Il fuori onda è stato poi trasmesso da “Striscia la notizia”.

Ma la Mussolini non si è limitata a quelle poche parole, già comunque sufficienti a far capire il suo punto di vista sulla questione. «Questo non va, non va», ha ripetuto l’eurodeputata di Forza Italia, «La gente come ve lo deve dire? A me la gente dice: “Candidate questo?”». Non solo: «Bertolaso ha detto due cose, entrambe sbagliate». E rincara: «C’è un disegno diabolico per perdere, non c’è altra spiegazione».

Gli strali della Mussolini si sono però scagliati anche contro un altro personaggio, sempre dell’area del centrodestra, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Poi c’è quell’altra che non si sopporta più… quella che è incinta, è insopportabile».

La replica. «Me lo hanno raccontato, non l’ho sentito. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. A me interessano più i giudizi di 3 milioni e mezzo di romani che di una persona. Mi sembra bizzarro che la Mussolini si sia lasciata intrappolare in questi sotterfugi mediatici. Essendo stata diverse volte in tv dovrebbe sapere quali sono i rischi da calcolare e fronteggiare». Così il candidato del centrodestra per il Campidoglio Guido Bertolaso interpellato dall’ANSA sulle dichiarazioni di Alessandra Mussolini.

FONTE | SOURCE:

— IL MESSAGGERO (26|02|2016).

http://www.ilmessaggero.it/roma/campidoglio/mussolini_bertolaso_fuorionda_meloni-1575444.html

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma del sindaco Bertolaso 2016 – Bertolaso: “I soldi di Fori e Colosseo devono andare a Roma, non al ministero”, LA REPUBBLICA (22|02|2016).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comunali Roma, Poi Bertolaso ha precisato: “Non ho mai votato Berlusconi” (…) “Ma, sì, ero sempre pronto a baciare Berlusconi culo quando era un vantaggio per me.” LA REPUBBLICA (16|02|2016).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comunali a Roma, Bertolaso: “I partiti dovranno adeguarsi. Nel 2008 votai Rutelli”, LA REPUBBLICA (14|02|2016). ROMA GIUBILIO 2000 di Rutelli & Bertolaso “Una Flop”, in: THE LOS ANGELES TIMES (22|12|1999).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: G8 Guido ‘Sventramenti’ Bertolaso – Nel 2008 per il maltempo pensammo di far saltare ponte Sant’Angelo, LA REPUBBLICA (11|05|2015) & IL FATTO QUOTIDIANO (11|05|2015).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, il centrodestra candida Guido Bertolaso. Lui accetta “per amore della città”, La Repubblica (12|02|2016). Roma, Pompei & L’Aquilia di Bertolaso, la «pornografia delle rovine», in: THE NEW YORK TIMES (30|12|2014).

— ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Berlusconi e Bertolaso – Lastre di cemento-amianto, fondale tra Arsenale e Caprera, La Maddalena, in: Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, La grande bugia di Bertolaso, da L’Espresso, (23 giugno 2010).

— POMPEI ARCHEOLOGIA, Restauri a Pompei: Corruzione e truffa, un aresto. Indagato l’ex comissario Marcello Fiori [pupillo di Guido Bertolaso], IL MATTINO (05/02/2013).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=Bertolaso

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – Sopraluogo della Commissione Urbanistica 1 municipio in Via del Banco di Santo Spirito e sul lungotevere adiacente, dove sono in corso i lavori per il Giubileo. Nathalie Naim | FACEBOOK (26|02|2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – Sopraluogo della Commissione Urbanistica 1 municipio in Via del Banco di Santo Spirito e sul lungotevere adiacente, dove sono in corso i lavori per il Giubileo. Nathalie Naim | FACEBOOK (26|02|2016).

ROMA – Sopraluogo della Commissione Urbanistica 1 municipio in Via del Banco di Santo Spirito e sul lungotevere adiacente, dove sono in corso i lavori per il Giubileo. Nathalie Naim | FACEBOOK (26|02|2016).

Sopraluogo della Commissione Urbanistica 1 municipio in Via del Banco di Santo Spirito e sul lungotevere adiacente, dove sono in corso i lavori per il Giubileo. Abbiamo rilevato delle criticita’ nei lavori che riguardano sia pendenze sbagliate dei nuovi marciapiedi, che convogliano l’ acqua all’interno dei negozi, sia cigli nuovi gia’ rotti, la necessita’ di griglie sulle caditoie per evitare continue uscite di “pantegane”. Sul lungotevere e’in rifacimento il marciapede, punteggiato da grandi platani, che costeggia il fiume. In assenza di esperti di alberi, peraltro tutti vincolati, gli operai hanno proceduto riempendo lo spazio a ridosso del tronco e delle radici con il cemento. Inoltre sono presenti dei tombini in ghisa dentro l’ apparato radicale o addiruttura dentro l’albero. Non verranno spostati ma rimessi li perche’ spostarli ha un costo che non e’stato previsto. Purtroppo si continua a non tenere in considerazione il valore dei nostri alberi e delle precauzioni per la loro salvaguardia e conseguente pubblica incolumita’. I lavori vanno fatti sempre in presenza di esperti e va approvato il regolamento del verde(pronto da due anni) che dovrebbe essere inserito in ogni appalto.

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Nathalie Naim | FACEBOOK (26|02|2016).

https://www.facebook.com/nathalie.naim

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma Urbis, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, Museo dell’Ara Pacis, (25/02/2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma Urbis, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, Museo dell’Ara Pacis, (25/02/2016).

ROMA – Forma Urbis severiana: novità e prospettive, Un convegno avente per oggetto un nuovo frammento della Forma Urbis che va ad arricchire il racconto topografico della Roma Antica, Museo dell’Ara Pacis, (25/02/2016).

Un nuovo prezioso tassello va a incastonarsi nel vasto e complesso mosaico che racconta la topografia della Roma antica.
Si tratta di un frammento della Forma Urbis severiana, la grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C, che verrà presentato, ricomposto con gli altri della lastra cui appartiene all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, dove rimarrà in esposizione fino al 17 marzo.

L’evento sarà introdotto dal Sovrintendente Capitolino ai beni Culturali, Claudio Parisi Presicce e dal direttore dei Musei Vaticani, Massimo Paolucci e costituirà l’occasione per illustrare i risultati delle ricerche che gli archeologi di entrambe le istituzioni hanno effettuato in maniera congiunta.

Sinergia tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani
La giornata di studi sulla pianta marmorea severiana e l’esposizione al pubblico di questo importante nucleo della Forma Urbis costituiscono il frutto della sinergia e di una sempre più proficua collaborazione tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani.

Il nuovo frammento, infatti, è stato rinvenuto durante i lavori che hanno interessato, negli anni scorsi, l’interno del Palazzo Maffei Marescotti, un edificio extraterritoriale di proprietà della Santa Sede situato in Via della Pigna. Il tassello “vaticano” consente ora una più esaustiva lettura della topografia antica dell’area dell’odierno Ghetto e del Teatro Marcello. La Forma Urbis severiana è da secoli parte integrante delle collezioni capitoline; la ricomposizione dei contesti storico-archeologici è ritenuta di estrema importanza dalle due istituzioni che hanno, per tale ragione, avviato l’iter finalizzato a uno scambio di opere.

FORMA URBIS 31

Il nuovo frammento
Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, uno dei settori monumentali della città antica, dominato dal Circo Flaminio, edificato nel 220 a.C., per ospitare i ludi plebei, e sul quale si affacciavano numerosi importanti monumenti pubblici. Tra questi sono ancora oggi noti e visibili il portico di Ottavia e il teatro di Marcello. Oltre che una sezione del teatro, il nuovo frammento vaticano reca un’iscrizione che completa la dicitura Circus Flaminius, agganciandosi come il pezzo di un grande puzzle ai frammenti già noti e scoperti nel 1562.

FONTE | SOURCE:

— ROMA – Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma Urbis, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, Museo dell’Ara Pacis, (25/02/2016).

http://en.arapacis.it/mostre_ed_eventi/eventi/forma_urbis_severiana_novita_e_prospettive

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Forma Urbis Severiana: Novita` e prospettive, Roma – Auditorium dell’ Ara Pacis (25|02|2016) & Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma. 112, (2011).

— ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: QUELLA «MAPPA» CHE SVELA L’ANTICO CIRCO SOTTO LA SINAGOGA – IL MISTERO DEL CIRCO SOTTO LA SINAGOGA. LA MESSAGGERO (22|05|2014), pp. 1 & 47.

http://wp.me/pPRv6-3oq

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Sinagoga di Roma (1901) – Costruzione della Sinagoga (fondamenta), sulla sinistra il Tevere e Ponte Garibaldi. Fonte: Roma ieri oggi | FACEBOOK (20|11|2015).

http://wp.me/pPRv6-3cJ

NEWS IN WASHINGTON DC, FEB. 26, 2016 – MARINES – Second Iraq War veteran brutally beaten in Washington DC attack | Decorated former Marine Chris Marquez wasn’t the only Iraq War vet brutally beaten in an attack on Feb. 12 in Washington.

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NEWS IN WASHINGTON DC, FEB. 26, 2016 – MARINES – Second Iraq War veteran brutally beaten in Washington DC attack | Decorated former Marine Chris Marquez wasn’t the only Iraq War vet brutally beaten in an attack on Feb. 12 in Washington.

MARINES – Second Iraq War veteran brutally beaten in Washington DC attack | Decorated former Marine Chris Marquez wasn’t the only Iraq War vet brutally beaten in an attack on Feb. 12 in Washington.

Not far from where Marquez was assaulted on that frigid night, 35-year-old Michael Schroeder, also a Marine, was dragged between two cars in the Glover Park neighborhood and brutally beaten, his family told WUSA9. Police found him face down with his head beaten up and his cash missing.

http://www.foxnews.com/us/2016/02/26/second-iraq-war-veteran-brutally-beaten-in-washington-dc-attack.html#

Michael Schroeder, USMC – https://www.gofundme.com/cfqnjt9w

Chris Marquez, USMC – https://www.gofundme.com/ChrisMarquez

FOTO: Lewis Burwell “Chesty” Puller | Puller è il più decorato Marine degli Stati Uniti nella storia, ed il solo ad aver ricevuto cinque Navy Cross. https://en.wikipedia.org/wiki/Chesty_Puller

Lewis Burwell “Chesty” Puller (June 26, 1898 – October 11, 1971) was a United States Marine Corps lieutenant general who fought guerrillas in Haiti and Nicaragua, and fought in World War II and the Korean War.

Puller is the most decorated Marine in American history. He is one of two U.S. servicemen to be awarded five Navy Crosses and, with the Distinguished Service Cross awarded to him by the U.S. Army, he is the only person to have received six of the nation’s second-highest military awards for valor.

Puller retired from the Marine Corps with 37 years service in 1955 and lived in Virginia.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. FRANCESCA CAVAGNINO, et. alli., Progetto di allestimento del sistema di ambienti sotterranei di collegamento tra il Foro di Traiano e il Foro di Cesare, (2010-2011), in: LA SAPIENZA (2012). [s.v., Arch. Barbara Baldrati (2002-04)].

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. FRANCESCA CAVAGNINO, et. alli., Progetto di allestimento del sistema di ambienti sotterranei di collegamento tra il Foro di Traiano e il Foro di Cesare, (2010-2011), in: LA SAPIENZA (2012). [s.v., Arch. Barbara Baldrati (2002-04)].

— Dott.ssa Arch. FRANCESCA CAVAGNINO, et. alli., Progetto di allestimento del sistema di ambienti sotterranei di collegamento tra il Foro di Traiano e il Foro di Cesare, (2010-2011), in: ARCHITETTURA PER L’ARCHEOLOGIA | LA SAPIENZA UNIVERSITA DI ROMA (2012).

Progetto di allestimento del sistema di ambienti sotterranei di collegamento tra il Foro di Traiano e il Foro di Cesare
Francesca Cavagnino, architetto
Vincenzo Dornetti, architetto
Francesca Romana Paolillo, archeologa
Calliope Schistocheili, archeologa
Maria Taloni, archeologa
In collaborazione con: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Referente: arch. Maurizio Anastasi, dott. Roberto Meneghini
Tutor: dott.ssa Claudia Cecamore, prof. arch. Andrea Grimaldi

FONTE | SOURCE:

— Progetto di allestimento del sistema di ambienti sotterranei di collegamento tra il Foro di Traiano e il Foro di Cesare, (2010-2011), in: ARCHITETTURA PER L’ARCHEOLOGIA | LA SAPIENZA UNIVERSITA DI ROMA (2012).

https://web.uniroma1.it/archarch/tesi/tesi

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: FRANCESCA CAVAGNINO, et. alli., “PROGETTO DI ALLESTIMENTO DEL SISTEMA DI AMBIENTI SOTTERRANEI DI COLLEGAMENTO FRA IL F. DI TRAIANO E IL F. DI CESARE,” F.V., NO. 10 | OTT (2012), pp. 30-39. [s.v., Arch. Barbara Baldrati (2002-04)].

— “PROGETTO DI ALLESTIMENTO DEL SISTEMA DI AMBIENTI SOTTERRANEI DI COLLEGAMENTO FRA IL FORO DI TRAIANO E IL FORO DI CESARE,” FORMA VRBIS, NO. 10 | OTT (2012), pp. 30-39 [in PDF]. [Anche s.v., Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (2002-04), = “Tavola 1, Il Foro di Cesare: Il monumento, dalla sua realizzazione ad oggi (61 a. C. – 2001). Planimetrie dell’area dei Fori (quota + 22,00 m s.l.m. e quota + 13,00 m s.l.m.). Scala metrica 1:500.” La Sapienza (2002-04).

— Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (2002-04), ‘FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord. Tavole 1 di Tavole nn. 1-22,’ (La Sapienza, Roma – Tesi di specializzazione a.a 2003-04 / tesi discussa il 16/07/2004). = “Tavola 1, Il Foro di Cesare: Il monumento, dalla sua realizzazione ad oggi (61 a. C. – 2001). Planimetrie dell’area dei Fori (quota + 22,00 m s.l.m. e quota + 13,00 m s.l.m.). Scala metrica 1:500.”

http://wp.me/pPRv6-1QS

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla Amici, EVOLUZIONE ARCHITETTONICA DEL COMIZIO A ROMA, RendPontAcc, LXXVII (2004-05), p. 351-379 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla Amici, EVOLUZIONE ARCHITETTONICA DEL COMIZIO A ROMA, RendPontAcc, LXXVII (2004-05), p. 351-379 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]).

FONTE | SOURCE:

— ROMA, Dott.ssa Carla Amici, EVOLUZIONE ARCHITETTONICA DEL COMIZIO A ROMA, RendPontAcc, LXXVII (2004-05), p. 351-379 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]).

https://www.academia.edu/22466924/EVOLUZIONE_ARCHITETTONICA_DEL_COMIZIO_A_ROMA

— COMIZIO tav.I-III, in: ROMA, Dott.ssa Carla Amici, EVOLUZIONE ARCHITETTONICA DEL COMIZIO A ROMA, RendPontAcc, LXXVII (2004-05), p. 351-379 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]).

https://www.academia.edu/22467602/COMIZIO_tav.I

https://www.academia.edu/22467710/COMIZIO_tav._II

https://www.academia.edu/22468257/COMIZIO_tav._III

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Giacomo Boni & Il Foro Romano – Una pistola laser svelerà il mistero della scritta-rebus nel cuore di Roma, LA REPUBBLICA (04|07|2015).

http://wp.me/pPRv6-39K

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla Amici, ATRIUM LIBERTATIS, RendPontAcc, LXVIII (1995-96), p. 294-321 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]). Foto: Dott.ssa Arch. B. Baldrati (2002-04).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla Amici, ATRIUM LIBERTATIS, RendPontAcc, LXVIII (1995-96), p. 294-321 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]). Foto: Dott.ssa Arch. B. Baldrati (2002-04).

FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla Amici, ATRIUM LIBERTATIS, RendPontAcc, LXVIII (1995-96), p. 294-321 (in: ACADEMIA.EDU [02|2016]).

https://www.academia.edu/22468706/ATRIUM_LIBERTATIS_ROMA

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – Il Foro di Cesare / Tav. 5 – ‘La situazione geomorfologica precedente l’ impainto cesariano.’ cfr: Arch. Dott.ssa B. Baldrati, “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord.” Tutti i diritti reservati (2002-04 / 2010).

Roma - Il Foro di Cesare / Tav. 5 - 'La situazione geomorfologica precedente l' impainto cesariano.' cfr: Arch. Dott.ssa B. Baldrati, "FORUM JULII - Il Foro di Cesare: proposta d' intervento per l' area nord." Tutti i diritti reservati (2002-04 / 2010).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA e RESTAURO ARCHITETTURA: Carla M. Amici (et. alli), Lo scavo didattico della zona retrostante la Curia (Foro di Cesare). Campagne di scavo 1961-1970, Universita` di Roma | La Sapienza (2007) [PDF], pp. 1-175. (PDF = Indice pp. 1-3).

— ROMA ARCHEOLOGICA e RESTAURO ARCHITETTURA: Carla M. Amici, “Il FORO DI CESARE,” Universita` Degli Studi Di Roma | La Sapienza | Firenze (1991) [PDF] pp. 1 -163.

— Part. 1). ROMA ARCHEOLOGICA e RESTAURO ARCHITETTURA: 2.3). Il Foro di Cesare di Dott. Arch. Barbara Baldrati, “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord,” La Sapienza (2002-04) | Dr. Arch. B. Baldrati, “Caesar’s Forum, Rome – Architectural Survey,” La Sapienza (2002-04).

— Part 2). ROMA ARCHEOLOGICA e RESTAURO ARCHITETTURA: 2.3.1). Il Foro di Cesare di Dott. Arch. Barbara Baldrati, “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord,” La Sapienza (2002-04) | Dr. Arch. B. Baldrati, “Caesar’s Forum, Rome – Architectural Survey,” La Sapienza (2002-04).

http://wp.me/pPRv6-2rV

VATICANO ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Is This the Oldest Image of the Virgin Mary?, THE NEW YORK TIMES (31 JAN. 2016), p. SR5

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VATICANO ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Is This the Oldest Image of the Virgin Mary?, THE NEW YORK TIMES (31 JAN. 2016), p. SR5

Deir ez-Zor, Syria | Dura-Europos – Is This the Oldest Image of the Virgin Mary?, THE NEW YORK TIMES (31 JAN. 2016), p. SR5.

FOTO | LEFT – A detail of the baptistery painting from Deir ez-Zor, Syria, that may portray the Virgin Mary. FOTO | RIGHT – An annunciation scene from a Byzantine 12th – century manuscript.

THE Virgin Mary, the mother of Jesus, is the most revered woman in the Christian tradition. In the history of art, she appears almost as frequently as Jesus himself. But for the past 80 years, one of the oldest paintings of her may have been hiding in plain sight.

At the Yale University Art Gallery hang wall paintings from one of the world’s oldest churches. Buried by the middle of the third century, this house-church from eastern Syria had images of Jesus, Peter and David. The gallery showcases a well-preserved procession of veiled women that once surrounded its baptistery, a room for Christian initiation.

Off to the side, seldom noticed among the likes of Jesus and Peter, stands a different wall fragment, faded but still discernible: a woman bent over a well. Holding the rope of her vessel, she looks out at the viewer or perhaps over her shoulder, seemingly startled in the act of drawing water.

Who is she? The museum’s identification is certainly plausible: “The painting most likely depicts a scene from the encounter between Christ (not shown) and a woman from Samaria,” as recorded in the Gospel of John. But historians also know that the Samaritan Woman, a repentant sinner who conversed at length with Jesus, was usually depicted in dialogue with him. This woman appears to be alone.

Is it possible that a painting from a building excavated in 1932 and publicized around the world has not been correctly identified? These murals come from the eastern frontier of the Roman Empire, a military outpost variously called “Dura” or “Europos” in antiquity.

Perched high above the Euphrates in the region that is now called Deir ez-Zor, the ruins of Dura-Europos have yielded more distinct artifacts than almost any other ancient archaeological site: an intact Roman shield, a lavishly painted synagogue, a temple to the gods of nearby Palmyra. It is the “Pompeii of the Syrian desert,” declared Michael Rostovtzeff, director of Yale’s excavations at the site.

But no Vesuvius buried this Pompeii. Portions of Dura-Europos were buried intentionally, to bolster a rampart against a Sasanian army invading from the east in the 250s. The misfortune of the Roman garrison, which lost the battle, would become good fortune for historians. The earthen rampart sealed cross-sections of many buildings, including the house-church, so that both contents and date were secure.

The church’s painted baptistery remains a unique discovery. Outside of funerary contexts, such as the catacombs in Rome, there are precious few Christian paintings from before Emperor Constantine’s conversion to Christianity in the fourth century. These also offer a glimpse into the beliefs and rituals of Syrian Christians, a community currently in peril.

While the Samaritan Woman at the Well was a respected biblical figure for early Christians, there was actually a more prominent “woman at the well” in Syria: the Virgin Mary during the Annunciation, when an angelic visitor informed her of her miraculous pregnancy. Where does this episode take place? The setting of the canonical account, in the Gospel of Luke, is not specified. But the second-century biography of Mary’s early life, usually called the Protevangelium of James, describes how one day, during a break from her work, “she took the pitcher and went forth to draw water, and behold, a voice said: ‘Hail, you are highly favored, the Lord is with you, blessed are you among women.’ And she looked around on the right and on the left to see from where this voice could have come.” During this first encounter, at a well or spring, the angel was heard but not seen. Mary appeared to be alone.

Most people, when they imagine the Annunciation, have in mind some western Renaissance masterpiece: a studious, cloistered Mary welcoming the angel from the comfort of home. But Byzantine images of the scene, though coming centuries later than the figure from Dura-Europos, bear an arresting formal resemblance to it. The brilliant illumination in James of Kokkinobaphos’s “Homilies on the Virgin” and the grand mosaic from the Byzantine monastery at Chora in Istanbul both demonstrate the importance in eastern Christianity of placing Mary at the well. Some manuscripts even depict this type among illuminations of the Gospel of Luke itself, showing that artists preferred the evocative iconographic traditions of the noncanonical text over the unspecified setting of the canonical one. At Chora, Mary’s figure can also be contrasted with the portrayal of the Samaritan Woman in the same church, who looks across a well at a pictured Jesus.

The woman at Dura-Europos has yet more secrets to reveal. Archival photographs and drawings made by the archaeologists on site show that the supposed absence behind the female figure is not totally silent — it speaks a couple of lines. That is to say, a field sketch of the wall done “to show additional details” depicts two painted lines touching the woman’s back, along with a kind of starburst on the front of her torso, features described as “unexplained” in the archaeological report. But with the new interpretation of the figure, in connection with the Eastern iconography that came later, the lines invite a rather evident meaning. They appear to represent a motion toward the woman’s body and a spark of activity within it, as if something invisible were approaching and entering her — an incarnation.

If correct, this woman at a well is the oldest securely datable image of the Virgin Mary. Devotees of the Roman catacombs may demur, since a few female figures there are often presented as Mary. But these are challenging to date with certainty, and many scholars argue that the proposed examples have insufficiently specific iconographic signifiers.

Identifying the oldest image of Mary isn’t an end in itself. Reidentifying this woman helps us to ponder anew the distinctive emphases of early Christians in Syria, who in this baptistery celebrated salvation through images of marriage, pregnancy and birth — as much or more than through participation in a ritualized death. This is not to undermine the power of Jesus’ passion and resurrection accounts, but rather to rebalance the perspective of modern Western viewers, looking back after centuries of art focused on the cross. In the extant art from Dura-Europos, we see the hope of new spiritual birth, but the death of Christ is not pictured once.

Today the paintings from this church are safe. But further opportunities to understand early Syrian Christianity are slipping away, as the archaeological sites of Deir ez-Zor are being systematically plundered under the auspices of the Islamic State. According to satellite images and reports from the ground, the looting pits at Dura-Europos are innumerable. Even while the human tragedy of the refugee crisis justifiably occupies our attention, the destruction of cultural heritage tells a parallel narrative.

Images from this ancient Syrian church are thus much more than museum pieces. They illuminate a people and heritage that need salvation — and not the kind of salvation found in a baptistery.

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (31 JAN. 2016), p. SR5.

http://www.nytimes.com/2016/01/31/opinion/sunday/is-this-the-oldest-image-of-the-virgin-mary.html

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: FEEL THE BERN: Che Testa di Cazzo! Questo non lo permetteremo! (25|02|2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: FEEL THE BERN: Che Testa di Cazzo! Questo non lo permetteremo! (25|02|2016).

s.v.,

— BERNIE 2016.
https://berniesanders.com/?nosplash=true/

— BERNIE SANDERS, in: FACEBOOK.
https://www.facebook.com/berniesanders/

Bernie Sanders (@BernieSanders) | Twitter
https://twitter.com/berniesanders

POMPEII ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I troppi turisti “consumano” Pompei. Dopo l’allarme Mibac è guerra al «mordi e fuggi». Le guide: tanta indisciplina – Se al Lupanare c’è la fila di crocieristi, davvero Pompei rischia di andare a puttane. POSITANONEWS (23|02|2016).

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POMPEII ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I troppi turisti “consumano” Pompei. Dopo l’allarme Mibac è guerra al «mordi e fuggi». Le guide: tanta indisciplina – Se al Lupanare c’è la fila di crocieristi, davvero Pompei rischia di andare a puttane. POSITANONEWS (23|02|2016).

POMPEII – Se al Lupanare c’è la fila di crocieristi, davvero Pompei rischia di andare a puttane. L’alta marea dei turisti sbarcati dalle grandi navi starebbe consumando gli Scavi. Sembra un paradosso, quello lanciato come allarme da Adele Lagi, funzionaria dell’Ufficio Unesco del Ministero dei Beni Culturali. Insomma, la città rischierebbe di morire di indigestione. Abbondanza non è solo il nome della sua strada più famosa, ma un pericolo bulimico che, come in un b-movie di fantascienza, potrebbe far squagliare duemila anni di storia, di bellezza che la tragedia e la voracità del Vesuvio hanno donato all’umanità. E proprio il Lupanare sarebbe uno degli epicentri della catastrofe. A girare una mattina d’inverno come viaggiatori tra domus, foro, anfiteatro, basiliche e botteghe, l’impressione è però rassicurante. Sarà perché non è tempo di crociere. Si ritrovano i soliti giapponesi o coreani in preda a sindrome da selfie davanti alla sfilata di anfore sotto vetro; una lunga teoria di transenne; gli occhi vigili dei custodi delle domus; i cani addormentati sotto i primi raggi tiepidi di sole. Niente di nuovo. Pare, invece, che a Pompei, come periodicamente accade a Capri, ci si stia lamentando del buon tempo. Troppa grazia sant’Antonio. In Italia si farebbero carte false per avere i numeri delle rovine più famose del pianeta: tre milioni. Ma il problema c’è e non è banale, proprio per i grandi numeri che gli Scavi riescono a raggiungere. La somma fa il totale, ma qui farebbe pure un po’ male. È un nodo che stringe due lati della stessa corda: conservazione contro valorizzazione. Per scioglierlo occorre uscire dalla nicciana sindrome antiquaria e imparare a coniugare conservazione e valorizzazione, archeologia e incassi. L’idea che circola nelle stanze della Sovrintendenza è quella di itinerari multipli con aperture a rotazione per far riposare alcuni siti, un po’ come un tempo, quando si mettevano i campi a maggese. Oppure orientare i forestieri verso domus bellissime, ma scartate dal fast travel perché lontane dal circuito tradizionale: una per tutte la magnifica Casa di Marco Lucrezio Frontone. Tra il Foro, la Basilica e gli altri spazi aperti si respira aria da picnic. Una famigliola francese, accampata all’ombra di un muro, mangia e beve come in un diserbato quadro di Manet. Più avanti, accomodate su un candido marmo, due ragazze si godono una pizza d’asporto direttamente dal cartone; due anziani amici, stanchi, si appoggiano a un capitello per togliersi le scarpe e concedersi un rigenerante massaggio ai piedi; un’adolescente in posa su un piedistallo senza più colonna imita un’avvenente cariatide per gli scatti dello smartphone del fidanzato. Sulle antiche pietre il passo diventa subito pesante, la stanchezza può farsi sentire e mica si possono mettere panchine come in un qualsiasi parco pubblico. Ci si arrangia. Il logorio della vita moderna può generare il logorio della vita antica. Se si aggiunge la necessità di una costante manutenzione si capisce che certi rischi non vanno sottovalutati: alla base degli affreschi è capace di insinuarsi la terribile malerba e sulle mura delle Terme Suburbane può accumularsi il corrosivo guano di piccione. Del resto, proprio dirigendosi al Lupanare, sui basoli si leggono i segni di consolidate abitudini. Il passaggio dei carri romani ha lasciato il segno: un bel solco che si approfondisce in prossimità della più celebre casa chiusa dell’età classica. Fuori ora c’è un vistoso cartello che contingenta le entrate. Non più di dieci alla volta. «Nei mesi turisticamente più caldi» – spiega il custode di turno a – «la fila arriva fino a via dell’Abbondanza». E le cifre, da aprile ad agosto, sono da capogiro. A Pompei approdano in un mese tra i 200mila e i 300mila visitatori. In un giorno si toccano vette di 15mila ingressi. Almeno la metà va al Lupanare. Ma solo per vedere. Qui, ieri, i curiosi sono stati condotti, sommando chiacchiera a chiacchiera, curiosità a curiosità, erudendo su corni, cornucopie e simbologia fallica, anche da Salvatore Corcione, guida istrionica che alterna inglese e italiano con una recitazione da attore. Alla fontana dell’Abbondanza aveva informato chi si dissetava: «Anche l’acqua è d’epoca». Ha duemila anni, alla faccia di Eraclito e del «panta rei». La croce del collasso imminente viene buttata sui crocieristi. Turismo mordi e fuggi. Sono tanti, intruppati dalle guide, ed hanno fretta. «Al massimo hanno a disposizione un’ora e mezza, nei casi migliori» ragiona Mattia Buondonno, guida storica ed enciclopedia pompeiana vivente. «Che cosa riescono a vedere? Poco o niente». Giusto il tempo di un paio di foto per far sapere agli amici che comunque agli Scavi ci sono stati, su Facebook un post e stai a posto, e sentirsi sazi perché hanno messo una nuova bandierina nell’atlante personale. «Per visitare discretamente una sola domus occorre almeno mezzora» aggiunge Buondonno. «Ma loro sembrano trottole». Certo c’è il turista che ha tempo e conoscenze, ma la massa, quella che consuma persino i marmi, che si vorrebbe contingentare, che andrebbe educata, pensa, invece, di essere in un luna park, una Disneyland dissepolta. Entrano da Porta Marina e hanno le loro tappe obbligate, sempre le stesse: Quadriportico, Foro, Casa del Menandro, Terme Suburbane, Lupanare. Gira e rigira, scarpina e riscarpina, anche le pietre si acciaccano. I turisti frettolosi si addensano a gruppi di trenta-quaranta nelle domus più gettonate. Si entra a un paio di gruppi alla volta. Gli altri restano in attesa all’esterno. Una processione. «In certi giorni sono troppi davvero» commenta uno dei custodi che si alternano alla vigilanza della Casa di Paquio Proculo, una delle domus restaurate da poco. «Occorre tenere gli occhi bene aperti, controllare dove mettono i piedi, perché nonostante il percorso obbligato, protetto da un tappeto, tendono a spostarsi, per distrazione o per strafottenza». Le sei case riaperte alla vigilia di Natale, con la benedizione di Matteo Renzi, sono quelle sulle quali si punta per invertire la tendenza all’ammasso. «Sono in gran parte inedite e spettacolari» illustra Buondonno addentrandosi sotto le volte della Casa del Criptoportico, indicando i resti degli affreschi con scene omeriche, le terme domestiche del ricco proprietario, il larario esterno dedicato al dio Mercurio, protettore dei commerci. «Ecco» – indica – «qua si sono anche due rudimentali graffiti. Sono reliquie anch’esse». Il restauro, come si usa, li ha mantenuti. Probabilmente sono di epoca borbonica. Pompei è fatta di pietre, ma è fragile: è questo il mantra dei protezionisti. Ma resiste con la durezza e la tenacia delle pietre. Saper irreggimentare la lava dei crocieristi potrebbe essere facile, certo più facile che fermare l’ondata di cenere che ha sepolto e salvato la città: di fronte alla ricchezza ci si organizza, non la si manda via.

FONTE | SOURCE:

(Pietro Treccagnoli – Il Mattino) | positanonews.it (23|02|2016).

http://www.positanonews.it/articolo/172834/i-troppi-turisti-consumano-pompei-dopo-l-allarme-mibac-e-guerra-al-mordi-e-fuggi-le-guide-tanta-indisciplina

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma Fa Schifo” (Rome Sucks) – Milan’s Image Finds New Color – The city’s increasing popularity underscores the frustrations some Romans have with their own city. US NEWS AND WORLD REPORT (22 FEB. 2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma Fa Schifo” (Rome Sucks) – Milan’s Image Finds New Color – The city’s increasing popularity underscores the frustrations some Romans have with their own city. US NEWS AND WORLD REPORT (22 FEB. 2016).

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Nota: Questo non è un bene per il Comune di Roma, citando “Roma Fa Schifo”, in: US NEWS AND WORLD REPORT (22|02|2016) una delle riviste più credibili negli Stati Uniti rapporti sulla situazione orribile a Roma.

FOTO: ROMA – L’Ultimo canto del gabbiano in un cestino di plastico in via dei Fori Imperiali, RADIO COLONNA | #RADIOCOLONNA (13|02|2015).
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MILAN — Recently, the popular Italian blog “Roma Fa Schifo” (Rome Sucks), which takes a critical look at everything from corruption in the Italian capital to costumed gladiators behaving badly at the Colosseum, turned its gaze northward to report on the continuing expansion of Milan’s already efficient transportation network.

Bitter commenting ensued – Romans are still waiting on a third subway line to be completed after years of hollow promises – with one person remarking, “In Milan, they live. In Rome, we survive.”

The fact that the notoriously proud Romans would look at their northern rival with even a twinge of envy is an indication of the level of frustration with the capital as of late, with trash piling up in the streets, charges of mafia infiltration in city government and a mayor who was forced to step down in disgrace last autumn.

By contrast, Milan last year staged a successful six-month World’s Fair (also called Expo), which led to many improvements in the city’s infrastructure. In the last year alone, the subway line saw major expansion and several new highways were inaugurated to alleviate traffic and make for easier connections to the airports and outlying cities. Furthermore, three major museums opened in the city with a focus on contemporary art, fashion and world cultures.

According to the quality of life index released last December by Italy’s influential Il Sole 24 Ore financial daily newspaper, Milan shot up the rankings to second place for 2015, (up from eighth place in 2014) while Rome was knocked out of the “top 10” and was down four points on 2014, coming in at 12th for 2015. The index takes into account factors such as standard of living, population, work prospects, culture and law and order.

“Milan has had a great boost in terms of its reputation,” says Filippo Del Corno, Milan’s councilor of culture. “It has raced to the top of the charts in many rankings in terms of being an efficient and attractive place to visit.”

Milan has long been known as a fashion and finance hub and has only recently become more of a draw for tourists. Visitors still flock to Rome, but there’s been an overall sense lately that the ancient city is, well, showing its age.

Giuseppe Roscioli, president of the Roman hotel federation Federalberghi, recently told Italy’s Corriere della Sera newspaper that hotel stays were down this past December and January 2016 as compared to the same period a year earlier. However, Roscioli blamed fears over terrorism, not the city’s recent woes, for keeping tourists away.

However, some Romans believe that complacency, corruption and bureaucracy are the issues impeding the city’s progress.

“Romans are too proud. It’s as if the only beauty in the city is the beauty that already exists,” says Valerio Gatto Bonnani, an actor and playwright from Rome who spent three years occupying the historic Teatro Valle to keep the city from turning the world-renowned theater and former opera house from the 1700s into commercial space via what he called “dirty dealings.” “For a young artist, getting things done in Rome can be like hitting a rubber wall.”

Giulio Ecchia, an economics professor at the University of Bologna, says many Romans display an “arrogance of the past,” recalling the glorious eras of two millennia ago.

While Milan’s reputation was tarnished by corruption, bribery and mafia-infiltration charges during the early bidding and procurement phases of Expo, the national government moved swiftly to improve transparency in the bidding process.

Raffaele Cantone, the head of Italy’s Anti-Corruption Authority, recently commented that Milan has taken back its role as the “moral capital” of the country, while Rome continues to show that it doesn’t have the antibodies to fight off corruption.

“It’s an unfortunate reality in this country, but you will hear people say ‘he’s too honest to get things done in Italy,’ and we have shown that honesty and transparency are the best drivers for providing efficiency, quality and concrete initiatives,” says Del Corno, the culture councilor. “We have shown that this model can work not just in Germany, France or the Scandinavian countries.”

Despite the criticism of Milan’s bidding process for Expo, the Milanese were eventually won over by how the event was run, Del Corno says. The Expo has spurred​ Milan’s citizens to want to make the city a better place to live. “We’ve had positive results despite the economic crisis, and because of this we have a responsibility to offer leadership to the entire country,” he says.

Rome may not necessarily be looking to Milan for leadership, but Milan’s top security official, Francesco Paolo Tronca, has been called in to replace the ousted Roman mayor until elections can be held. Whether Tronca can bring any Milanese efficiency to Rome remains to be seen.

“In Rome, we know that corruption is part of the DNA of the culture,” says Darius Arya, an archeologist and executive director ​of the American Institute for Roman Culture, and who has lived in Rome for 17 years. “Bus and train service is getting slower and slower. It is very obvious that money is being mismanaged when you read in the newspaper that the guy in charge of the system earns 400,000 euros a year.”

But he says there are some bright spots in the city, such as new international museum directors who are breathing new life into the museum scene, a dynamic pope and a “culture ministry that is really starting to kick it in.”

According to a recent study carried out by Confcommercio – the largest business association in Italy, which focuses on commerce, tourism, transportation and services – three out of four tourists surveyed expressed disappointment with the public transportation system in Rome, however, 95 percent said they were satisfied with their visit to the Eternal City and 82.8 percent hoped to return one day.

Some say that the two cities really shouldn’t be compared.​

“I don’t think there’s a real rivalry between Milan and Rome,” says Gianluca Preti, a Milan resident and videographer who was one of the founders of a wildly popular Expo-related Facebook channel. “The cities have different souls and even their histories are very different. They only started to have a shared history 150 years ago.”

FONTE | SOURCE:

— U.S. News & World Report
http://www.usnews.com/news/best-countries/articles/2016-02-22/milans-image-finds-new-color

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Muere el arqueólogo e historiador abulense Emilio Rodríguez Almeida Diputación y Ayuntamiento lamentan el fallecimiento de «el alma de la historia antigua de Roma» ABC Castilla Y Leon (22|02|2016). | La notizia della morte di studioso spagnolo Prof. Emilio Rodriguez Almeida esperto di archeologia sottorrenea della città di Roma.

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Muere el arqueólogo e historiador abulense Emilio Rodríguez Almeida Diputación y Ayuntamiento lamentan el fallecimiento de «el alma de la historia antigua de Roma» ABC Castilla Y Leon (22|02|2016). | La notizia della morte di studioso spagnolo Prof. Emilio Rodriguez Almeida esperto di archeologia sottorrenea della città di Roma.

Muere el arqueólogo e historiador abulense Emilio Rodríguez Almeida Diputación y Ayuntamiento lamentan el fallecimiento de «el alma de la historia antigua de Roma» ABC Castilla Y Leon (22|02|2016).

El arqueólogo e historiador abulense Emilio Rodríguez Almeida falleció ayer en Valladolid a los 85 años de edad a causa de un ictus. Nacido en Madrigal de las Altas Torres (1930), es autor de cerca de 200 trabajos arqueológicos, topográficos, filológicos y de una veintena larga de libros y en 2012 fue galardonado con el premio Castilla y León de Ciencias Sociales y Humanidades.

Miembro de número de la Institución Gran Duque de Alba, entidad de la Diputación Provincial de Ávila, cursó estudios de Humanidades, Filosofía y Teología en el Seminario Diocesano de San Millán de Ávila entre 1941 y 1954, iniciando en Roma sus estudios de Arqueología a partir de 1956. Vuelve a Ávila en 1958, donde pasó cinco años dedicado a la enseñanza en el Colegio Diocesano. Tras su vuelta a Roma se doctora en Epigrafía, con la calificación de Summa Cum Laude, informa Ical.

Establecido en la capital italiana, se dedicó a la Arqueología Clásica y colaboró asiduamente con varias instituciones oficiales de arqueología, junto con las que comenzó a realizar el trabajo por el que se hizo tan reconocido: la prospección superficial y recogida de materiales anforarios de aceite de la Bética en el área arqueológica de Monte Testaccio, llegando a reunir una serie de casi 2.000 inscripciones que se conservan en las colecciones capitolinas, formando un catálogo gráfico y técnico de 23 volúmenes.

Prolífico investigador
Otro ámbito que estudió fueron los problemas de la topografía urbana de Roma, cristalizando sus investigaciones en los dos volúmenes de su trabajo ‘Forma Urbis Marmórea: Aggiornamento Generale 1980 (1981)’. En 1984 vio la luz su monografía ‘Il Monte Testaccio, ambiente, storia, materiali (Roma, Quasar)’, hoy famosa, y en el año 1989 comienza la campaña de excavación del Monte Testaccio, en la que colaboraban la Universidad de Roma, la Complutense de Madrid y la Autónoma de Barcelona.

En 2001, la Universidad de Sevilla le concedió el honor del Doctorado Honoris Causa en reconocimiento a 25 años sostenidos de trabajos sobre la ‘Anforología y comercio del aceite bético en la antigüedad’. En 2011 obtuvo el Premio Castilla y León de Ciencias Sociales y Humanidades.

Desde su vuelta a Ávila en 2001, Rodríguez Almeida se ocupó principalmente de temas arqueológicos y artísticos de Ávila y su territorio, temas que, en realidad, no abandonó nunca. Aparte de una edición nueva (2003) de su viejo estudio de 1978 «Ávila Romana», en el mismo año 2003 apareció «El testamento espiritual de Pedro Berruguete en Ávila», con ocasión del V centenario de la muerte del pintor palentino.

«Un humanista con mayúsculas»
La Institución Gran Duque de Alba, de la que era Miembro de Número desde 2010, ha publicado en los últimos años trabajos suyos como «El Cáliz de San Segundo de la Catedral de Ávila» (1997) y «Ávila Gallega» (2002). Autor de un estudio general y sistemático sobre los puentes históricos de la provincia de Ávila, que verá la luz próximamente en una cuidada edición, al igual que su participación en el próximo volumen de ‘Historia de Ávila’, dedicada a la trashumancia y las vías de comunicación en la Edad Moderna.

Desde la Diputación Provincial de Ávila se ha lamentado profundamente el fallecimiento de un «humanista e investigador con mayúsculas». También el Ayuntamiento ha lamentado «profundamente» la muerte de «el alma de la historia antigua de Roma».

El Consistorio ha enviado su más sentido pésame a la familia y a los amigos de este «insigne» profesor e investigador, que «tanto ha contribuido a divulgar el pasado romano de Ávila». «Con él se va un sabio, pero nos deja su obra, sus libros y el profundo cariño que siempre mostró por esta ciudad y esta tierra», concluyeron.

El funeral se celebrará esta tarde, a partir de las 17 horas, en la iglesia de Santiago Apóstol de la capital abulense.

FONTE | SOURCE:

— ABC Castilla Y Leon (22|02|2016).

http://www.abc.es/espana/castilla-leon/abci-muere-arqueologo-historiador-abulense-emilio-rodriguez-almeida-201602221158_noticia.html

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Castilla y León, Emilio Rodríguez Almeida recibe el Premio Humanidades Castilla y León, viernes, 20 de abril de 2012.

Una nutrida representación abulense acompañó al profesor Emilio Rodríguez Almeida en la entrega del premio de Ciencias Sociales y Humanidades 2011, con el que se valora su compromiso con el conocimiento y la difusión de los valores de Ávila.

In: Diario de Avila.es (20|04|2012).

http://www.diariodeavila.es/GaleriaDetalle.aspx?f=2F5FDA77-F03A-E737-6BF2C26E820A9000

s.v.,

— Emilio Rodríguez Almeida | wiki (22|02|2016).
Emilio Rodríguez Almeida (Madrigal de las Altas Torres, Ávila, 10 de diciembre de 1930 – Valladolid, 21 de febrero de 2016) fue un arqueólogo e historiador español.
https://es.wikipedia.org/wiki/Emilio_Rodr%C3%ADguez_Almeida

— Emilio Rodríguez Almeida | wiki (22|02|2016).
Emilio Rodríguez Almeida (Madrigal de las Altas Torres, 1930 – Valladolid, 21 febbraio 2016) è stato un archeologo e storico spagnolo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Rodr%C3%ADguez_Almeida

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “I patrimoni di Roma? Voi” Spagnolo, archeologo, recommanda: “Meno cemento”, CORRIERE DELLA SERA (13|06|2010), p. 10.

Pagine 1 di CORRIERE DELLA SERA (13|06|2010), p. 10.

Rome - Prof. Emilio Rodriguez Almeida, Corriere Della Sera (13.06.2010), p. 10 & R. Meneghini, R. S. Valenzani (a cura di), Forma Urbis Romae. Nuovi frammenti di piante marmoree dallo scavo dei Fori Imperiali, (BCom Suppl. 15), Roma 2006, pp. 82-83.

Pagine 2 di CORRIERE DELLA SERA (13|06|2010), p. 10.

Rome - Prof. Emilio Rodriguez Almeida, Corriere Della Sera (13.06.2010), p. 10 & R. Meneghini, R. S. Valenzani (a cura di), Forma Urbis Romae. Nuovi frammenti di piante marmoree dallo scavo dei Fori Imperiali, (BCom Suppl. 15), Roma 2006, pp. 82-83.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO -SISTEMA DI CONSULTAZIONE DEGLI ARCHIVI DIGITALI (2008-16). Gli archivi digitali sono chiusi, l’incompetenza tipica all’interno del Comune di Roma.

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO -SISTEMA DI CONSULTAZIONE DEGLI ARCHIVI DIGITALI (2008-16). Gli archivi digitali sono chiusi, l’incompetenza tipica all’interno del Comune di Roma.

1). ROMA – ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO -SISTEMA DI CONSULTAZIONE DEGLI ARCHIVI DIGITALI (2008-16).

RISORSE DIGITALI – Da oltre un decennio l’Archivio Storico Capitolino ha dedicato molte delle sue energie alla realizzazione di banche dati digitali con lo scopo di ottenere il duplice risultato di conservare in maniera ottimale il materiale a rischio di deterioramento e fornire agli utenti la possibilità di una consultazione veloce ed amichevole.

FONTE | SOURCE:

— ROMA – ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO (2008-16).

http://www.archiviocapitolino.it/ita/sede.asp

— ROMA – ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO | RISORSE DIGITALI | (2008-16).

http://www.archiviocapitolino.it/ita/risorse_digitali.asp

Per consultare le risorse digitali l’indirizzo è http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it

2). COMUNE DI ROMA (2016).

Avviso, Gentili utenti,
sono in corso importanti interventi volti al rinnovamento delle infrastrutture tecnologiche che supportano i servizi di portale. Ci scusiamo sin d’ora per l’eventuale disagio arrecato, segnalando che stiamo lavorando per assicurare un miglioramento del servizio.

http://www.comune.roma.it/pcr/it/homepage.page

2.1). Con ordinanza n.18 del 5 febbraio 2016 il Commissario Straordinario ha ripartito tra i medesimi sub Commissari i compiti propositivi e di indirizzo nonché di coordinamento e controllo nelle materie indicate nella tabella sotto riportata.

Rimangono attribuiti al Commissario Straordinario:

– i Rapporti interistituzionali;
– i Rapporti con la Commissione bilaterale Italia-Santa Sede per il Giubileo;
– la Cultura;
– la Mobilità e i Trasporti.

http://www.comune.roma.it/pcr/it/commissario_prefettizio.page

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma del sindaco Bertolaso 2016 – Bertolaso: “I soldi di Fori e Colosseo devono andare a Roma, non al ministero”, LA REPUBBLICA (22|02|2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma del sindaco Bertolaso 2016 – Bertolaso: “I soldi di Fori e Colosseo devono andare a Roma, non al ministero”, LA REPUBBLICA (22|02|2016).

Roma del sindaco Bertolaso 2016 – Bertolaso: “I soldi di Fori e Colosseo devono andare a Roma, non al ministero”, LA REPUBBLICA (22|02|2016).

“I proventi di Fori romani e Colosseo finiscono al ministero dell’Economia per ripianare il debito pubblico. Ci lavorerò con i migliori, senza tessera. Anche di sinistra. Sarà una ripartenza”. Ma andava chiusa o no quest’area? “Bloccare completamente la zona è stata un’operazione demagogica”. Così Guido Bertolaso candidato al Campidoglio per il centrodestra nel videoforum condotto da Laura Pertici.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (22|02|2016).

http://www.repubblica.it/

s.v.,

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma & Bertolaso (1995-2015).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comunali Roma, Poi Bertolaso ha precisato: “Non ho mai votato Berlusconi” (…) “Ma, sì, ero sempre pronto a baciare Berlusconi culo quando era un vantaggio per me.” LA REPUBBLICA (16|02|2016).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comunali a Roma, Bertolaso: “I partiti dovranno adeguarsi. Nel 2008 votai Rutelli”, LA REPUBBLICA (14|02|2016). ROMA GIUBILIO 2000 di Rutelli & Bertolaso “Una Flop”, in: THE LOS ANGELES TIMES (22|12|1999).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: G8 Guido ‘Sventramenti’ Bertolaso – Nel 2008 per il maltempo pensammo di far saltare ponte Sant’Angelo, LA REPUBBLICA (11|05|2015) & IL FATTO QUOTIDIANO (11|05|2015).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, il centrodestra candida Guido Bertolaso. Lui accetta “per amore della città”, La Repubblica (12|02|2016). Roma, Pompei & L’Aquilia di Bertolaso, la «pornografia delle rovine», in: THE NEW YORK TIMES (30|12|2014).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Guido Bertolaso ‘available’ to run for mayor of Rome. ‘The city on its knees needs a manager’, ANSA ITALY (20|01|2016).

— ITALIA BENI CULTURALI: Ministero al Tracollo, Incompetenza, La Corruzione, e la Mappa del Disastro [Grazie di ex-Mibac – Francesco Giro, Mario Resca, Guido Bertolaso, Roberto Cecchi, & Andrea Carandini, ecc, (2008-11)]. La Repubblica (06/07/2013).

— ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Berlusconi e Bertolaso – Lastre di cemento-amianto, fondale tra Arsenale e Caprera, La Maddalena, in: Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, La grande bugia di Bertolaso, da L’Espresso, (23 giugno 2010).

— POMPEI ARCHEOLOGIA, Restauri a Pompei: Corruzione e truffa, un aresto. Indagato l’ex comissario Marcello Fiori [pupillo di Guido Bertolaso], IL MATTINO (05/02/2013).

— ITALIA – EMERGENZA & TERREMOTO SISMA L’AQUILA: “Le verità nascoste sul terremoto dell’Aquila [purtroppo non Berlusconi o Bertolaso],” ArticoloTre (21/01/2013).

— Guido Bertolaso ​​- L’ex direttore della Protezione Civile e le sue decisioni (allora) per Aquilia: Egli è ora sotto inchiesta ed è possibile che anche essere accusato di omicidio colposo. (5 febbraio 2012).

— Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Guido Bertolaso,ex-commissario straordinario dell’area archeologica di Roma e Ostia Antica. “Berlusconi aide in corruption probe.” The Financial Times (10 Feb. 2010).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=bertolaso

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: AA.VV., Dizionario biografico dei soprintendenti archeologi, 1904-1974, Bononia University Press | Bologna (2012) [pdf], pp. 1-775. LAZIO, ROMA I-V, & Soprintendenza di Roma (1916-1976) (1976-oggi).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: AA.VV., Dizionario biografico dei soprintendenti archeologi, 1904-1974, Bononia University Press | Bologna (2012) [pdf], pp. 1-775. LAZIO, ROMA I-V, & Soprintendenza di Roma (1916-1976) (1976-oggi).

Elenco dei Soprintendenti Archeologi in ordine cronologico, ecc.

Questo volume dedicato ai Soprintendenti Archeologi conclude la serie dei Dizionari biografici sui protagonisti della tutela del patrimonio storico-artistico del nostro Paese. Un ricco mosaico che può senz’altro costituire motivo di riflessione per i nostri tempi: perché quanto è stato costruito con impegno e lungimiranza non sia dimenticato, ma continui ad essere oggetto di stimolo e di confronto.
Il panorama di personaggi e di attività che viene tracciato appare straordinario se si pensa che, in pochi decenni, autorevoli personalità scientifiche, studiosi di prestigio internazionale, uomini e donne di cultura, precursori di innovative iniziative di tutela e valorizzazione, capaci organizzatori, con il proprio contributo hanno lasciato una solida tradizione e un’impronta durevole negli uffici e nei territori di propria competenza, nella storia degli studi e nel sistema museale italiano, con effetti duraturi sul patrimonio loro affidato.
Per la maggior parte si tratta di figure la cui attività istituzionale è stata costantemente affiancata da incarichi di docenza universitaria, a riprova di un prestigio culturale riconosciuto e di un’apertura alla collaborazione scientifica priva di steccati corporativi, in un’ottica di osmosi naturale tra mondo accademico e apparato amministrativo preposto alla tutela del patrimonio.

________________

1). Roma IV | Il Foro Romano (?) | Soprintendenza di Roma (1939-1968).

[Giacomo Boni 1898-1925].

Alfonso Bartoli [1925] 1939-1945.

Guido Calza 1945-1946.

Pietro Romanelli 1946-1960.

Gianfilippo Carettoni 1960-1968.

2). Soprintendenza di Roma (1968-2016 [oggi]).

Gianfilippo Carettoni (1968-1976).

Adriano La Regina (1976-2005).

Angelo Bottini (2005-2010).

Giuseppe Proietti (2010).

Anna Maria Moretti (2010-2012).

Maria Rosaria Barbera (2012-2015).

Francesco Prosperetti (2015 – oggi).

FONTE | SOURCE:

1). Roma IV | Il Foro Romano (?) | Soprintendenza di Roma (1939-1968), in: AA.VV., Dizionario biografico dei soprintendenti archeologi, 1904-1974, Bononia University Press | Bologna (2012) [pdf], pp. 1-775, in:

— Umberto Pappalardo, voci: Barocelli, Bartoccini, Frova, Galli, Griffo, Jacopi, Mancini, Romanelli, Schiapparelli, in: AA.VV., Dizionario biografico dei soprintendenti archeologi, 1904-1974, Bononia University Press | Bologna (2012) [pdf], pp. 1-775 [ACADEMIA.EDU].

https://www.academia.edu/9657843/voci_Barocelli_Bartoccini_Frova_Galli_Griffo_Jacopi_Mancini_Romanelli_Schiapparelli

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Domus della Stazione Termini – Acquerello Cartocci (1948), Inv. 2068., in: On-line i disegni della Collezione Iconografica dell’Archivio Storico a Palazzo Altemps | Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma © Archivio di documentazione archeologica 2004-07, ultima revisione 2016-01-27,

http://archeoroma.beniculturali.it/ada/index.html

s.v.,

— AA.VV., MONUMENTI E ISTITUZIONI, PARTE 1 – La nascita del servizio di tutela dei monumenti in Italia, 1860-1880, MiBAC (1987), pp. I-XXXII, e pp. 1-498. / PaBAAC/ Elenco pubblicazioni digitalizzate (2011-12).

— AA.VV., MONUMENTI E ISTITUZIONI, PARTE 2 – Il decollo e la riforma del servizio di tutela dei monumenti in Italia, 1880-1915, MiBAC (1992), pp. I-XL, e pp. 1-652. / PaBAAC/ Elenco pubblicazioni digitalizzate (2011-12).

ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: AA.VV., MONUMENTI E ISTITUZIONI, PARTE 1 - La nascita del servizio di tutela dei monumenti in Italia, 1860-1880, MiBAC (1987), pp. I-XXXII, e pp. 1-498. / PaBAAC/ Elenco pubblicazioni digitalizzate (2011-12).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: SITAR- Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma (2005-16) | SSCOL (ex-SSBAR) – “Bello ma inutile & Niente di utile”, Questi progetti hanno avuto un costo minimo di 400000 euro ed ora il progetto e’ andato fallito (02|2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: SITAR- Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma (2005-16) | SSCOL (ex-SSBAR) – “Bello ma inutile & Niente di utile”, Questi progetti hanno avuto un costo minimo di 400000 euro ed ora il progetto e’ andato fallito (02|2016).
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FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA – Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma (2016), in:

http://webais.archeositarproject.it/webgis/login.php

— ROMA, SITAR- Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma | Organization | FACEBOOK (02|2016).

https://www.facebook.com/SITAR-Sistema-Informativo-Territoriale-Archeologico-di-Roma-290905624263518/timeline

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Un’ altro prossimo fallimento del MIBACT – IMAGO URBIS, Lazio, Roma e Surburbio di Prof. Andrea Carandini (2005-15).

http://wp.me/pPRv6-3rM

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dinner in the Sky: a Roma la possibilità di cenare sospesi nel vuoto con vista sulla Capitale, sarà a Roma per alcuni giorni a Settembre 2016. IL MESSAGGERO (06|02|206). Foto: Dinner in the Sky a Milano 2008. Nota: 100 metri fino in aria – cosa succede se ho bisogno di fare pipì?

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dinner in the Sky: a Roma la possibilità di cenare sospesi nel vuoto con vista sulla Capitale, sarà a Roma per alcuni giorni a Settembre 2016. IL MESSAGGERO (06|02|206). Foto: Dinner in the Sky a Milano 2008. Nota: 100 metri fino in aria – cosa succede se ho bisogno di fare pipì?

ROMA – Segnatevi queste date: dal 15 Settembre 2016 al 30 settembre 2016. Sono i giorni in cui arriverà a Roma, per la prima esclusiva tappa italiana, Dinner in the Sky. Organizzazione che ha già toccato oltre 40 paesi nel mondo e che finalmente giunge anche nel nostro paese. Grazie da una speciale risto-piattaforma, che viene sopraelevata da una gru di 120 tonnellate, si potrà cenare sospesi a 50 metri d’altezza. Una cena, o un pranzo, che vi lascerà senza fiato considerato che, oltre a mangiare sospesi tra le nuvole, a cucinare saranno i migliori chef in circolazione

LA SQUADRA DEGLI CHEF
Quattordici chef stellati, il vincitore dell’ultima edizione di MasterChef e la giovane Alba Esteve Ruiz che è stata premiata dal Gambero Rosso come miglior rivelazione del panorama gastronomico italiano. Eccola la squadra degli chef che contribuirà a rendere unica la tappa romana di Dinner in the Sky in programma dal 15 al 30 Settembre alla città dell’Altra Economia di Testaccio.

FONTE | SOURCE:

— IL MESSAGGERO (06|02|206).

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/roma/dinner_the_sky_roma_lista_16_chef-1534010.html