ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the Imperial Fora & Dr. Roberto Meneghini (2004-14): ‘Nothing Accomplished’ – ARCHEO, no. 349 (03|2014) & Stampa Vivire Roma (26|10|2003) [Italiano & English].

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the Imperial Fora & Dr. Roberto Meneghini (2004-14): 'Nothing Accomplished' - ARCHEO, no. 349 (03|2014) & Stampa Vivire Roma [Italiano & English] (26|10|2003).

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the Imperial Fora & Dr. Roberto Meneghini (2004-14): ‘Nothing Accomplished’ – ARCHEO, no. 349 (03|2014) & Stampa Vivire Roma (26|10|2003) [Italiano & English].

— Dott. Flavia Maripietri, “A Passeggio tra i Fori Imperiali” Un intervento che però, come spiega Roberto Meneghini, ARCHEO, no. 349 | Marzo 2014.

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s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA – FORO DI TRAIANO: Dott. Roberto Meneghini e Dott.ssa Lucrezia Ungaro – L’ area archeologia videosorvegliata usata come toilette – Rifuti, bivacchi, cattivi odori discarica al Foro di Traiano. Il Messaggero (20/08/2012), [PDF] p. 1 e 30 & (28/08/2007), p. 1 e 9.
http://wp.me/pPRv6-X1

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Dopo una lunga chiusura, riapre la via Alessandrina che rimette a disposizione del pubblico il suo affaccio incomparabile su un’area al centro di Roma. Un intervento che però, come spiega Roberto Meneghini, dev’essere il primo passo di un’operazione di ben piú ampia portata.

Èstato riaperto al pubblico il percorso pedonale lungo la via Alessandrina, nel centro storico di Roma, con la sua vista mozzafiato sui Fori Imperiali e sui Mercati di Traiano: è tornato cosí al godimento di Romani e turisti un affaccio unico al mondo. Ce ne parla Roberto Meneghini, archeologo responsabile dei Fori Imperiali per la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. «Si tratta dell’area archeologica monumentale piú importante al mondo: il complesso dei Fori Imperiali è un unicum nell’architettura antica per grandezza e splendore», esordisce Meneghini: «La via Alessandrina è l’unica testimonianza rimasta del quartiere omonimo, realizzato nella seconda metà del Cinquecento dal cardinale Michele Bonelli, nipote di Papa Pio V Ghislieri, originario di Alessandria, e demolito negli anni Trenta da Mussolini».

F.M. – Ma perché la via Alessandrina, col suo spettacolare affaccio sull’area archeologica dei Fori Imperiali, è stata chiusa al pubblico per tutti questi anni?

R.M. – «Per problemi di sicurezza e di ordine pubblico, a causa dei continui scippi e borseggi che si sono verificati nel tempo a danno dei turisti, in alcuni casi vere e proprie aggressioni, da parte di nomadi principalmente. Nel 2007 il Comune ha deciso di chiuderla, poiché non riusciva ad arginare il problema. Ora che l’area è stata riaperta, grazie a un accordo con l’Associazione Carabinieri in Congedo, abbiamo ottenuto un presidio fisso che controlla la zona dalla mattina alla sera e che, devo dire, sta dando buoni risultati: i furti non si sono piú verificati».

F.M. – Grazie ai nuovi pannelli esplicativi montati lungo il percorso pedonale, i visitatori potranno conoscere e comprendere meglio un’area archeologica per natura complessa e molto stratificata…

R.M. – «Abbiamo installato dodici pannelli didattici per illustrare i diversi settori dei Fori Imperiali visibili dalla strada e la storia della via Alessandrina: sei all’interno della strada e sei all’esterno, verso la chiesa della Madonna di Loreto e largo Corrado Ricci. Ma questo corredo di pannelli è solo un anticipo di quanto verrà fatto su tutta l’area nell’arco di un paio di mesi, grazie ai fondi di Roma Capitale erogati alcuni anni fa per lo scavo di via Alessandrina, poi dirottati sui restauri delle aree piú degradate dei Fori. Nelle prossime settimane tutta l’area archeologica verrà corredata da pannelli esplicativi, in totale 40, posizionati sulle balaustre di recinzione dello scavo».

F.M. – La sistemazione del percorso pedonale di via Alessandrina, peraltro, è un’operazione realizzata con poche risorse, non è vero?

R.M. – «Sí, praticamente a costo zero: i denari per i pannelli, circa 5mila euro, erano già disponibili, mentre per gli arredi urbani, come balaustre e panchine, sono stati spesi circa 20mila euro».

F.M. – I visitatori sono contenti?

R.M. – «Molto. È un punto di aggregazione turistica notevole. È stato riaperto anche il passetto che collega i Fori con la salita del Grillo, ovvero con la Suburra e il rione Monti, che ripropone il tracciato dell’antica via di Campo Carleo. Una delle riflessioni da fare è se mantenere la via Alessandrina come affaccio, oppure scavarla per unificare le aree archeologiche di via dei Fori Imperiali. Il problema va risolto a livello urbanistico e non è detto che la via in futuro non venga scavata, come aveva previsto il Comune qualche anno fa».

F.M. – Quali sono i prossimi progetti previsti per valorizzare l’area archeologica dei Fori imperiali?

R.M. – «Abbiamo in progetto il restauro della sala marmorea della Forma Urbis, con un intervento che prevede anche lo scavo di un tunnel di collegamento tra le due parti scavate ai lati della chiesa dei SS. Cosma e Damiano nel Foro della Pace, che oggi è frazionato in varie aree di scavo irraggiungibili tra loro».

F.M. – E quali sarebbero, a suo avviso, gli interventi necessari per rendere comprensibile al pubblico questa complessa, ma preziosa area archeologica, restituendole il decoro che si merita?

R.M. – «Le idee non mancano. Si potrebbero fare pannelli interattivi, totem e punti informativi… quello che manca sono soldi, progetti e personale. Vorrei vedere un consistente finanziamento, dato anche da una legge speciale, da investire nel restauro delle strutture archeologiche, che ai Fori Imperiali hanno gli stessi problemi di Pompei».

F. M. – Quanti soldi sarebbero necessari per il restauro dei Fori Imperiali?

R.M. – «Dieci milioni di euro, solo per cominciare. La situazione piú problematica è il degrado di alcune strutture archeologiche che, esposte agli agenti atmosferici da ormai 15 anni, si stanno sbriciolando.
Se non ci saranno finanziamenti adeguati, il rischio è che crolli tutto, con danni ben peggiori di quelli registrati a Pompei».

F.M. – Che cosa si sta sbriciolando, per esempio?

R.M. – «La preparazione della pavimentazione del Foro di Traiano, quasi un ettaro di area scavata esposta alla pioggia e al vento. Solo per un consolidamento immediato di quest’area ci vorrebbe un milione di euro. Poi c’è il bellissimo pavimento marmoreo della sala della Forma Urbis, nel Templum Pacis, che è in condizioni deplorevoli. Per non parlare della Basilica Ulpia, che da 202 anni sta all’aperto (venne scavata nel 1812 e da allora non è stata mai coperta): se non si interviene con un restauro è destinata a sfarinarsi completamente».

F.M. – Quale sarebbe, a suo avviso, l’intervento piú urgente?

R.M. – «Per prima cosa avvierei il restauro di tutti i sottofondi pavimentali, che versano in condizioni critiche. Le pavimentazioni in marmo del Foro di Augusto e del Foro di Cesare sono state già restaurate, in un paio di anni interverremo nel Foro della Pace. Inoltre, si dovrebbe intervenire per velocizzare le gare di appalto, che sono la nostra “morte”: per far partire un lavoro ci vogliono almeno cinque anni. La burocrazia ci sta strangolando».

Fonte | source:

— Dott. Flavia Maripietri, “A Passeggio tra i Fori Imperiali” Un intervento che però, come spiega Roberto Meneghini, ARCHEO, no. 349 | Marzo 2014.

http://www.archeo.it/rivista/2014/Marzo/a-passeggio-tra-i-fori-imperiali

s.v.,

— Dott. Roberto Meneghini, “Foro di Traiano – Cari Reperti, non c’e un soldo!” STAMPA VIVERE ROMA (26/10/2003), p. 1 [Italiano & English].

P. 1 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/636340674/in/set-72157600507913498/

P. 2 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/636341470/in/set-72157600507913498/

P. 3 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/636342196/in/set-72157600507913498/

P. 4 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/635483511/in/set-72157600507913498/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: ‘#bastagratis’ – La rabbia degli tre Marmittoni (USA): “Hey Ignazio! Even We’re not that Stupid!” LA REPUBBLICA (29|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Capitoline Museum & The University of Missouri - The Hidden Treasures of Rome: '#bastagratis' - La rabbia degli tre Marmittoni (USA): "Hey Ignazio! Even We're not that Stupid!" LA REPUBBLICA (29|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: ‘#bastagratis’ – La rabbia degli tre Marmittoni (USA): “Hey Ignazio! Even We’re not that Stupid!” LA REPUBBLICA (29|11|2014).

— Pantheon, archeologi e restauratori in piazza: “Il lavoro si paga, basta gratis”, LA REPUBBLICA (29|11|2014).

Archeologi, restauratori, storici dell’arte in piazza contro le politiche a costo zero nel settore da parte di Comune e Mibact. Nel mirino il progetto del Campidoglio “Hidden treasure of Rome”
che prevede l’invio di migliaia di reperti archeologici negli Usa, per essere catalogati dalle universita’ americane, ma anche il bando del Comune per la ricerca di volontari da impiegare nei musei civici e “il mancato inserimento nel piano assunzionale del Comune di tutti i vincitori dei concorsi pubblici per archeologi e istrutturi di servizi culturali e turistici”. Dopo aver manifestato in Campidoglio, oggi i lavoratori dei Beni culturali sono scesi in piazza davanti al Panthen (di Sara Grattoggi).

Fonte | source:

LA REPUBBLICA (29|11|2014).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/29/foto/pantheon_archeologi_e_restauratori_in_piazza_il_lavoro_si_paga_basta_gratis-101706996/1/#1

— PROTESTA IN PIAZZA DEL PANTHEON – Gli addetti ai Beni culturali: «No lavoro gratis, la cultura si paga» Tanti i manifestanti che, dopo la protesta degli archeologi in Campidoglio, sono scesi in piazza per il riconoscimento delle competenze professionali, più fondi e tutele. CORRIERE DELLA SERA (29|11|2014).

ROMA – «Il lavoro è cultura e la cultura si paga». Gli addetti dei Beni culturali scendono in piazza e “occupano” simbolicamente il Pantheon contro «la gestione del patrimonio culturale a costo zero» e lo «sfruttamento del volontariato», con tanto di hashtag #bastagratis e striscioni a favore del riconoscimento delle professioni. Tanti i lavoratori che sabato mattina, dopo la protesta di due giorni fa degli archeologi in Campidoglio, hanno affollato piazza della Rotonda al Pantheon, archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori e storici dell’arte tutti assieme per chiedere, oltre al riconoscimento delle competenze professionali, maggiori tutele e più fondi per la gestione dei beni culturali. La manifestazione nazionale Confassociazioni BBCC ha visto fra i promotori anche l’Associazione Nazionale Archeologici insieme ad altre realtà attive nel settore.ROMA – «Il lavoro è cultura e la cultura si paga». Gli addetti dei Beni culturali scendono in piazza e “occupano” simbolicamente il Pantheon contro «la gestione del patrimonio culturale a costo zero» e lo «sfruttamento del volontariato», con tanto di hashtag #bastagratis e striscioni a favore del riconoscimento delle professioni. Tanti i lavoratori che sabato mattina, dopo la protesta di due giorni fa degli archeologi in Campidoglio, hanno affollato piazza della Rotonda al Pantheon, archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori e storici dell’arte tutti assieme per chiedere, oltre al riconoscimento delle competenze professionali, maggiori tutele e più fondi per la gestione dei beni culturali. La manifestazione nazionale Confassociazioni BBCC ha visto fra i promotori anche l’Associazione Nazionale Archeologici insieme ad altre realtà attive nel settore.

Vincitori del concorso ancora non assunti
Fra le istanze dei manifestanti, anche «l’immediata assunzione, anche attraverso l’immissione di risorse nazionali straordinarie, di tutti gli specialisti dei beni culturali che hanno vinto il concorso di Roma Capitale nel 2013/2014, ma non ancora assunti», e «il ritiro dell’avviso pubblico della Soprintendenza Capitolina, da parte del sindaco Marino, «per la ricerca di associazioni di volontariato, associazioni culturali per lo svolgimento di attività gratuite da svolgersi presso musei ed aree archeologiche e monumentali di competenza della soprintendenza capitolina», previsto nel programma «The Hidden Treasure of Rome» che prevede l’invio di reperti archeologici negli Usa in cambio di un servizio di catalogazione da parte delle università straniere.

«No ai dilettanti»
Il presidente dall’Associazione nazionale archeologi Salvo Barrano: «Stiamo assistendo a una progressiva tendenza ad assegnare il patrimonio culturale a una logica di volontariato e dilettantismo, che ha il nostro rispetto, ma che non può sostituire le nostre competenze. Gli ultimi casi, Villa Massenzio e il Museo Barracco, che un bando assegnerà ad associazioni di volontari. Ma anche il reclutamento di 2 mila volontari tra ministero dei Beni culturali e dell’Economia che andranno a fare il nostro lavoro, gratis, drogando il mercato»

«Lo Stato ci deve tutelare»
«Uno dei più grandi proprietari di Beni culturali in Italia è lo Stato che dovrebbe tutelarli con professionalità altissime e adeguate – spiega Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni – per questo diciamo “basta gratis” e per questo la nostra non è solo protesta ma anche proposta». «Chiediamo il riconoscimento delle qualità specifiche dei lavoratori, che svolgono mansioni lavorative a tutti gli effetti e che devono perciò essere equamente retribuiti – afferma una delle promotrici dell’iniziativa – Non si può pensare di gestire i beni culturali solo con volontariato e con politiche al massimo ribasso sugli appalti pubblici. Basta lavoro gratis».Vincitori del concorso ancora non assunti
Fra le istanze dei manifestanti, anche «l’immediata assunzione, anche attraverso l’immissione di risorse nazionali straordinarie, di tutti gli specialisti dei beni culturali che hanno vinto il concorso di Roma Capitale nel 2013/2014, ma non ancora assunti», e «il ritiro dell’avviso pubblico della Soprintendenza Capitolina, da parte del sindaco Marino, «per la ricerca di associazioni di volontariato, associazioni culturali per lo svolgimento di attività gratuite da svolgersi presso musei ed aree archeologiche e monumentali di competenza della soprintendenza capitolina», previsto nel programma «The Hidden Treasure of Rome» che prevede l’invio di reperti archeologici negli Usa in cambio di un servizio di catalogazione da parte delle università straniere.

Fonte | source:

CORRIERE DELLA SERA (29|11|2014).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_29/protesta-addetti-beni-culturali-no-lavoro-gratis-cultura-si-paga-f22b2f94-77b6-11e4-8006-31d326664f16.shtml

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Dott. F. Castagnoli (et. alli.), “PROGETTO PER LO SCAVO DI UN SETTORE DEI FORI DI CESARE E DI NERVA – Convegno ‘Roma: Archeologia e Progetto,’ MIBAC | SAR [SSBAR] (1982), [PDF] pp. 5-31.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Dott. F. Castagnoli (et. alli.), "PROGETTO PER LO SCAVO DI UN SETTORE DEI FORI DI CESARE E DI NERVA - Convegno 'Roma: Archeologia e Progetto,' MIBAC | SAR [SSBAR] (1982), [PDF] pp. 5-31.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Dott. F. Castagnoli (et. alli.), “PROGETTO PER LO SCAVO DI UN SETTORE DEI FORI DI CESARE E DI NERVA – Convegno ‘Roma: Archeologia e Progetto,’ MIBAC | SAR [SSBAR] (1982), [PDF] pp. 5-31.

FONTE | SOURCE:

PDF = Dott. F. Castagnoli (et. alli.), “PROGETTO PER LO SCAVO DI UN SETTORE DEI FORI DI CESARE E DI NERVA – Convegno ‘Roma: Archeologia e Progetto,’ MIBAC | SAR [SSBAR] (1982), pp. 5-31.

— In: ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA – “FORI IMPERIALI – PIANTE (LAVORI)” MAGGIO 1989, (FASCICOLO 1378) Conferenza stampa del Comune di Roma del 19 maggio 1989 [11|2014].

– Documentazione relativa al progetto Fori dal 1981:
-“Progetto di scavo del Fornix Traiani”, a cura della Soprintendenza archeologica di Roma, Relazione dell’Ufficio tecnico e tavole, sd;
– stralcio dagli appunti stenografici della seduta del Consiglio Comunale di Roma del 20 gennaio 1981, dibattito Fori imperiali;
– F. Castagnoli, C. Morselli, E. Tortorici, “Progetto per lo scavo di un settore dei Fori di Cesare e di Nerva (Documentazione per il Convegno ‘Roma: Archeologia e progetto’)”, De Luca editore Roma 1982;
– “Progetto di uno scavo nel Foro di Traiano. Appunti preliminari”, a cura di A. Carandini, M. Medri, R. Volpe, Pisa 1983 (presenti solo le tavole numerate 22-29 in fotocopia).

http://www.archiviocederna.it/cederna-web/scheda/archivio/IT-SSBA-RM-AS00132-01606/Fori-Imperiali-piante-lavori.html

Foto | Fonte | source:

— Il Foro di Nerva (1995-96), in: Foto & stampa 1 di 248, ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Nerva – Scavi (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31) | The Forum of Nerva – excavations (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31).

ROME - THE FORUM OF NERVA: ARCHAEOLOGICAL EXCAVATIONS & RELATED STUDIES (1995-2009).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Foto di Il Foro di Nerva – Prof. A. M. Coloni, Scavi ([zona meridionale al confine con il Foro Romano 1928-31):

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & Via Alessandrina & I Fori Imperiali & Foro di Nerva (c. 1928-30?).

Rome - The Forum of Nerva and Via dell' Impero (1926-1928): View of Prof. A. M. Colini's excavations in the F. of Nerva and the Medieval Domus, later re-excavated in 1995-97.

ROMA ARCHEOLOGIA: I Fori Imperiali | Foro di Nerva - [Prof. Antonio M. Colini] Scavi (Inizio dei Lavori), (22/01/1927). ROMA ARCHIVIO LUCE (2013).

Rome - The Forum of Nerva and Via dell' Impero (20.02.1928): View of Prof. A. M. Colini's excavations in the F. of Nerva and the Medieval Domus, later re-excavated in 1995-97. Archivo Storico LUCE (2010).

Rome - The Forum of Nerva and Via dell' Impero (20.02.1928): View of Prof. A. M. Colini's excavations in the F. of Nerva and the Medieval Domus, later re-excavated in 1995-97. Archivo Storico LUCE (2010).

ROMA ARCHEOLOGIA: I Fori Imperiali | Foro di Nerva - [Prof. Antonio M. Colini] Scavi (Inizio dei Lavori), (22/01/1927). ROMA ARCHIVIO LUCE (2013).

Rome - The Forum of Nerva and Via dell' Impero (22.01.1927): View of Prof. A. M. Colini's excavations in the F. of Nerva and the Medieval Domus, later re-excavated in 1995-97. Archivo Storico LUCE (2010).

ROMA ARCHEOLOGIA - I FORI IMPERIALI / VIA DELL'IMPERO: Foro e Tempio della Pace & ex-Via Salara vecchia (ca. 1930), di Alvaro de Alvariis (2012).

ROMA ARCHEOLOGICA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Cesare Brandi, Gli scavi nei Fori: “Non sono d’ accordo,” – A Proposto Della Polemica Sulle Ricerche Archeologiche Zona Di VIA DELL’ IMPERO, CORRIERE DELLA SERA (18|03|1983) [PDF], p. 3.

ROMA ARCHEOLOGICA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Cesare Brandi, Gli scavi nei Fori: "Non sono d' accordo," - A Proposto Della Polemica Sulle Ricerche Archeologiche Zona Di VIA DELL' IMPERO, CORRIERE DELLA SERA (18|03|1983) [PDF], p. 3.

ROMA ARCHEOLOGICA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Cesare Brandi, Gli scavi nei Fori: “Non sono d’ accordo,” – A Proposto Della Polemica Sulle Ricerche Archeologiche Zona Di VIA DELL’ IMPERO, CORRIERE DELLA SERA (18|03|1983) [PDF], p. 3.

Fonte | source:

PDF = Prof. Cesare Brandi, Gli scavi nei Fori: “Non sono d’ accordo,” – A Proposto Della Polemica Sulle Ricerche Archeologiche Zona Di VIA DELL’ IMPERO, CORRIERE DELLA SERA (18|03|1983) [PDF], p. 3.

In: ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA: “FORI IMPERIALI – DOPO BOCCIATURA 1983”
1983 | (FASCICOLO 1194.6). [11|2014].

Reazioni e interventi dopo la bocciatura del progetto Fori da parte del ministro dei beni culturali:
– Documentazione precedente la bocciatura: Incontro alla Protomoteca del Campidoglio 12 gennaio 1983: Relazione del sindaco “Progetto per la valorizzazione dell’area Fori”, relazione a cura del Coordinamento del Settore Archeologico del Centro Storico “Progetto per valorizzazione dell’area dei Fori Imperiali e dei Mercati Traianei”; Comunicato stampa di Italia Nostra del 21 marzo 1983; appunti dattiloscritti del dibatito tra Cederna e Cesare Brandi tenuto presso la redazione de la Repubblica, pubblicato il 25 marzo 1983; testo senza data e autore “Progetto per la valorizzazione dellarea dei Fori Imperiali”;
– documentazione successiva: Comunicato di Italia Nostra – critico – sulla mostra “Roma. Archeologia e progetto”, del luglio 1983; lettera anonima di commento all’articolo di Cederna (L’Impero colpisce ancora, in l’Espresso del 21 agosto 1983), allegato, con annotazioni a penna.
-Senza data: schema di Delibera dell’Ufficio per gli interventi nel centro storico relativa all’attuazione del programma elaborato dalla Soprintendenza Archeologica di Roma nell’ambito della Legge Biasini; appunti dattiloscritti di Cederna.

ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA: “FORI IMPERIALI – DOPO BOCCIATURA 1983” [11|2014].

http://www.archiviocederna.it/cederna-web/scheda/archivio/IT-SSBA-RM-AS00132-01446/Fori-imperiali-dopo-Bocciatura-1983.html

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Italy’s fears that corporate-sponsored restoration projects will lead to the Disneyfication of its cultural heritage, WASHINGTON POST | INDEPENDENT, U.K., (6-7|09|2014).

http://wp.me/pPRv6-2mo

— ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: “La demolizione di via dei Fori,” LA REP. (18|03|2014). Dott.ssa S. Rizzo, Prof. C. Brandi, Prof. A. M. Coloni & Prof. Arch. S. Kostof, dice “NO”! = Prof. Arch. Benevolo & Progetto Fori all’Appia Antica (1985|1976).

http://wp.me/pPRv6-1Va

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Alessandro Benevolo | Studio Architetti Benevolo, “Via dei Fori Imperiali 2/ Perché va cancellata, IL GIORNALE DELL’ ARCHITETTURA, edizione online, (21 febbraio 2014). s.v., (G. Calza [1934] & L. Lenzi [1931]).

ROMA ARCHEOLOGIA  e BENI CULTURALI: Alessandro Benevolo | Studio Architetti Benevolo, "Via dei Fori Imperiali 2/ Perché va cancellata, IL GIORNALE DELL' ARCHITETTURA, edizione online, (21 febbraio 2014). s.v., (G. Calza [1934] & L. Lenzi [1931]).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Gustavo Giovannoni, Prof. Giulio Carlo Argan, & Prof. Cesare Brandi, in: “Archeometria e restauro,” di Paolo Marconi. Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (2008) [11|2014].

http://wp.me/pPRv6-2sA

— ROME – The Imperial Fora 2009 / 2013 – Mayor Marino, “Pedestrianisation Zone of the Via dei Fori Imperiali” [June-August 2013]. Historical References: Prof. Rafealla Panella (2013/2009), Prof. Arch. Italo Insolera & Prof. Francesco Perego (1999), Dr. Silvana Rizzo (1997/1999), Prof. Antonio M. Colini (1981), Prof. Guido Calza (1933-34), Prof. Thomas Ashby Jr. (1912), Prof. Corrado Ricci / Prof. Giacomo Boni (1911-33).

ROME – The Imperial Fora 2009 / 2013 – Mayor Marino, “Pedestrianisation Zone of the Via dei Fori Imperiali” [June-August 2013]. Historical References: Roma, I Fori Imperiali (1911-1999).

— ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Antonio M. Colini, COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI, IL TEMPO (30|11|1981), [PDF] p. 4 & UN TERZO INTERVENTO DEL PROF. A. M. COLINI, IL TEMPO (18|02|1981), [PDF] p. (?). [11|2014].

http://wp.me/pPRv6-2vF

ROMA ARCHEOLOGICA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, va in scena la Grande Tristezza Viaggio nella capitale sfasciata dal degrado, REPORTAGE | l’Espresso (28|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, va in scena la Grande Tristezza Viaggio nella capitale sfasciata dal degrado, REPORTAGE | l'Espresso (28|11|2014).

REPORTAGE – Roma, va in scena la Grande Tristezza – Viaggio nella capitale sfasciata dal degrado -Una città invasa da sporcizia e topi, soffocata da bancarelle e auto. Che va avanti nel disinteresse 
di tutti. E dove a guidare le proteste per la legalità è la famiglia a capo dell’esercito di ambulanti. DI FABRIZIO GATTI | l’Espresso (28|11|2014). [Trans. English: Rome, into a scene of great sadness – journey into the Capital of great degradation].

Che Grande Tristezza è diventata Roma. Una città che sta seppellendo se stessa. Sì, sì, la storia. L’arte. La bellezza. Ma la sua vera immagine sta da un’altra parte. Prendete i vigili. Scusate: la polizia di Roma Capitale. Ma come fanno a dire che non si vedono mai in giro? Certo, a volte devi stare alzato fino a tardi la sera, come i bambini romani a gennaio con la speranza di incontrare la Befana. Turno di notte festivo tra domenica 23 e lunedì 24 novembre. Pagano di più, la notte.

Eccoli qua davanti, a pochi metri: addirittura sei vigili in divisa, tutti insieme, le auto di servizio parcheggiate, un’ora passata a lavorare al bar. Non proprio un’ora: dalle 00,23 alle 00,37 dentro il bar, dalle 00,37 all’1,18 davanti al bar. E forse non proprio a lavorare. Da come gesticolano, dimostrano comunque impegno e dedizione. Sono quattro agenti e due superiori con i gradi sulle spalle. Probabilmente costituiscono più del cinquanta per cento della forza notturna in azione sulle strade dalla stazione Termini al Quirinale. Tutta concentrata in un unico punto della città: tra le tazzine di caffè appena bevute al bancone e le chiacchiere sul marciapiede.

E quanto amore per gli animali da parte dell’Ama, l’azienda di Roma Capitale che raccoglie i rifiuti. I suoi netturbini fanno di tutto per lasciare un po’ di immondizia sparsa in giro in modo che anche i roditori abbiano da mangiare. Mentre me ne sto seduto sui gradini della fontana di Santa Maria Maggiore, con alle spalle i mosaici della basilica e nelle mani la telecamera puntata sui vigili al bar di fronte, devo spesso schioccare le dita o battere un piede: decine di ratti sgusciati dai sampietrini sembrano interessarsi alle scarpe o alle pieghe calde del mio giaccone ed è l’unico modo per tenerli lontani.

Tra poche ore papa Francesco verrà proprio qui, a pregare prima del viaggio a Strasburgo. Chissà se noterà lo spargimento di cellophane, bottiglie e cassonetti ammaccati intorno a questo luogo storico e sacro. E chissà se i ratti, almeno quelli che adesso fanno la sentinella con il muso all’insù, punteranno anche le pieghe della sua ampia veste papale.

MUSSOLINI AL VIMINALE
L’avete mai visto il pupazzo di Balotelli nudo che le bancarelle vendono durante la messa in piazza San Pietro? E le fontane di piazza Farnese, che quando l’ambasciatore francese fa festa diventano il parcheggio privato per i Suv degli invitati e i camion del catering? Roma oggi è pure la piscina gonfiabile piena di detersivo davanti all’ingresso ai Fori Imperiali. Oppure Trinità dei Monti, coperta da un paio di scarpe stampate su un immenso cartellone pubblicitario. Ma anche i marciapiedi intorno alla stazione Termini, affollati di bancarelle e la notte di diseredati come mai se ne sono visti. E le bottiglie di birra vendute a 50 centesimi, perché i disperati diventino alcolizzati e non smettano più di comprare alcol.

Sette giorni e sette notti, in giro con una telecamera, non bastano a conoscere Roma. Ma molto si intuisce. Da caput mundi a capitale kaputt: la discesa a precipizio di una metropoli in decomposizione che è sintesi dello sfascio italiano. Chi poteva, ha arraffato qualcosa. O continua ad arraffare. Fanno come i ratti di Santa Maria Maggiore la notte: si mangiano tutto il mangiabile che trovano. In piccolo e in grande. Ufficialmente sempre in forma legale, s’intende. E ora che le casse del Comune sono vuote e i servizi allo sfascio, per fortuna Roma ancora esprime una classe dirigente gaudente. Come la nostra icona dello sport nel mondo: il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Sua l’idea di dimenticarsi dei monumenti, delle scuole, degli ospedali, delle strade che cadono a pezzi. E perché mai dovremmo investire nel patrimonio storico e culturale che già esiste? No, la capitale e l’Italia, per rilanciare la loro immagine e attirare turisti, hanno bisogno di ben altro: decine di nostri milioni per candidare Roma alle Olimpiadi 2024. Cosa gli puoi rispondere? Gli ricordi quello che è successo nel 2009 con i mondiali di nuoto e i soliti costruttori che hanno disseminato l’Italia di debiti per centinaia di milioni e i quartieri di impianti sportivi pubblici mai completati: mentre piscine e club privati, come il circolo Aniene di Malagò, certo che si sono finanziati e allargati. Oppure gli batti una pacca sulle spalle convinto che stia scherzando. Invece il premier, Matteo Renzi, e il sindaco di Roma, Ignazio Marino, gli hanno dato ragione. Marino sta addirittura impegnandosi perché la Roma abbia il suo nuovo stadio privato da sessantamila posti. Vedete che nella Suburra è sempre carnevale? Allora forza, si parte.

IL PARCHEGGIO DELL’AMBASCIATORE
Se volete andare in piazza Farnese la sera e fotografare i giochi di luce proiettati dalle due fontane, cercate di capire cosa hanno organizzato nell’antico palazzo che ospita l’ambasciata di Francia. Eviterete di perdere tempo. Stasera l’ambasciatore fa festa e la fontana di sinistra non si vede più. Ecco, si possono ammirare i riflessi dei lampioni sulle carrozzerie: Suv con la targa del corpo diplomatico, auto e schiere di furgoni del catering. Piazza Farnese e le sue fontane ridotte a parcheggio privato. In piazza della Cancelleria è perfino peggio. Ma qui l’ambasciatore non c’entra.

Qualcuno abita nel quartiere, gli altri sono andati a cena nei locali di Campo de’ Fiori. E hanno ammassato (è l’unico verbo in grado di descrivere la scena) macchine ovunque. Anche piazza Sant’Agostino, davanti alla chiesa che ospita opere come la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio, è un pezzo di storia sepolto dalle lamiere. Roma è la città italiana con il maggior numero di auto per abitante: 71 ogni cento, compresi bambini e neonati. Purtroppo la città è sempre dominata dai costruttori di palazzi, non di autobus. Romano anche il record di incidenti: 39 pedoni e 97 ciclisti investiti nel 2013. Non serve andare in periferia. Basta uscire dal centro e trovarsi a camminare sfiorati dal traffico, lungo strade senza marciapiede.

I CETRIOLI DI PIAZZA DI SPAGNA
Proprio in mezzo allo struscio di migliaia di turisti e non solo, Abdus Sattar, commerciante ambulante arrivato dal Bangladesh, vende di tutto: i soliti souvenir, la statuetta bianca del papa, il Colosseo in miniatura, caricabatterie e cavi Usb per il cellulare, qualche pianta di plastica, due o tre vasi di ciclamini e bustine con semi di cetriolo, peperoni, zucchine, pomodori, basilico e rughetta. Dalla fontana della Barcaccia, lo sguardo su piazza di Spagna si apre lungo la scalinata e si stampa dentro un paio di scarpe americane illuminate giorno e notte al centro di un gigantesco cartellone pubblicitario. È l’immagine di Roma che centinaia di migliaia di selfie scattati dai turisti ogni giorno mandano in giro per il mondo.

Il valore del prodotto reclamizzato è da poco aumentato. Fino a qualche settimana fa lì c’era un piatto di pasta. Addio Trinità dei Monti: la facciata fino a novembre 2015 sarà coperta dalle impalcature. Ordinaria manutenzione, dice il cartello del cantiere, la seconda in meno di dieci anni. Eppure per tutta la settimana su quei ponteggi non si è mai visto un muratore: stanno lavorando dentro, non fuori. L’ultima volta, al posto della pubblicità, avevano riprodotto la facciata sul telo. Molto più elegante. Evidentemente imbrattare con gigantografie i luoghi più suggestivi d’Italia non è più vietato.

IL TRAMONTO DELL’ON. TREDICINE
Giordano Tredicine è il vicepresidente dell’Assemblea capitolina, il consiglio comunale. Lo chiamano onorevole perché si è deciso che tutti i consiglieri di Roma Capitale siano onorevoli. È stato eletto nel Pdl. E pochi giorni fa era in marcia con l’ex sindaco Gianni Alemanno. Partecipavano alla manifestazione contro il sindaco Marino, i nomadi e gli immigrati aperta dalle bandiere dell’organizzazione di estrema destra Casa Pound al quartiere Esquilino: lo stesso della basilica di Santa Maria Maggiore, dei ratti in piazza e dei vigili al bar.

Eppure le teste rasate di Casa Pound, invece che a Marino avrebbero potuto rivolgere le loro lamentele a uno degli ospiti d’onore della loro marcia: proprio l’onorevole Tredicine. Se c’è una famiglia di imprenditori che a Roma ha fatto da traino all’arrivo di migliaia di ambulanti bengalesi, è la sua. I Tredicine, attraverso padri, figli, mogli, fratelli, detengono gran parte delle licenze comunali che contano nel commercio turistico. E le subaffittano agli immigrati. Sempre bengalesi. È intestata ai Tredicine anche la concessione affidata a pagamento a Tara Shahidul Alam Khondoker in cima alla scalinata di Trinità dei Monti. Così conferma il commesso di turno. I turisti arrivano da tutto il mondo per salire qui al tramonto e si ritrovano davanti una distesa di trolley di plastica, valigie e borse cinesi che i commessi di Khondoker hanno messo bene in mostra. E quando piove, si aggiunge lo svolazzo dei teli di cellophane.

IL RESPIRO DI VIA CONDOTTI
Il rumore di due generatori a benzina impedisce ormai di ascoltare il respiro di Roma: quel brusio di voci e passi che, chissà, forse ancora sale da via Condotti. Il sole che tramonta nel Tirreno è coperto dagli ombrelloni stile Rimini anni Settanta che i ritrattisti hanno piantato sulla balconata. Uno verde, un altro arcobaleno. I venditori di rose circondano le coppie. Un ambulante lancia in continuazione una palla di gel per terra e a ogni impatto, dal gel esce un grido. Così, per tutto il giorno.

I generatori alimentano i due camion bar ai due lati della balconata. Quello di Islam Saiful e l’altro di Bhuyan Al Amin, due ambulanti bengalesi che hanno in gestione le licenze di Antonio Molinaro, altra famiglia di commercianti come i Tredicine. «A Molinaro diamo 1.800 euro al mese», raccontano al banco di Bhuyan Al Amin. E quanto si guadagna al mese? «Non sappiamo, siamo operai».

Con l’arrivo continuo di turisti, nella buona stagione sono comunque migliaia di euro al giorno. Risponde invece il commesso di Hossain Delowar, che vicino a Santa Maria Maggiore dice di avere affittato la licenza per 600 euro al mese da uno dei Tredicine, ennesimo parente dell’onorevole. Soltanto 600 euro al mese di affitto? «Sì». E quanto si guadagna? «200 euro al giorno minimo». Duecento euro al giorno minimo, siete aperti sette giorni su sette, sono seimila euro al mese. «Sì», risponde il commerciante. I Tredicine sono il motore che ha fatto dei bengalesi la comunità più numerosa di Roma. Ed è grazie ai subaffitti stile Tredicine se l’immagine turistica della capitale è stata completamente consegnata nelle mani degli immigrati asiatici. Ormai gestiscono quasi tutte le bancarelle, i negozi di souvenir e spesso i tour per la città.

LO SCONTRINO ALLA FONTANA DI TREVI
Provate anche voi, se ci passate. Andate alla Fontana di Trevi, comprate un souvenir e chiedete lo scontrino. Il commesso davanti al romanissimo titolare della postazione di ciondoli e ninnoli vi dice candidamente che non ve lo dà, perché nessuno lo fa. Se provate altrove, può capitare che ci sia da smontare la bancarella. È successo vicino alla stazione Termini: il blocchetto fiscale obbligatorio era nascosto sotto anni di evasione.

UNA PISCINA AI FORI IMPERIALI
Lungo il viale senza più traffico, una coppia di ragazzi da giorni gonfia una piscina di plastica verde, la riempie di acqua e detersivo e attrae i pochi bambini con una nevicata di bolle. Non è spettacolo, è commercio. I flaconi di quell’intruglio viscido sono in vendita da 8 a 13 euro. Il commesso sul camion bar di Mohammed Nur Islam dice che la sua licenza è di proprietà della famiglia Molinaro, mentre i Tredicine sono a metà del viale verso piazza Venezia. Dev’essere allegro stamattina. O al contrario è nostalgia di casa. Ha comunque messo la musica a manetta. Un ritmo frenetico e acuti di kamanjah, il violino arabo, accompagnano la visita dei turisti davanti alle rovine.

Vigili e carabinieri inseguono inutilmente lo sciame di ragazzini bengalesi che offrono bacchette portatelefonino per farsi l’autoscatto. I centurioni romani davanti al Colosseo no, non li tocca nessuno. Ed eccone quattro depredare vigliaccamente una mamma americana con un ragazzino. Si fanno dare la macchina fotografica. Uno scatto. Sessanta euro, signora. Lei protesta. Le prendono dalle mani due banconote da venti euro. Una foto, quaranta euro, trenta secondi in tutto. E un’altra voce che parlerà male di Roma e dei romani nel mondo.

QUARTIERI SENZA STRADE
Ci vorrebbe Sergio Endrigo per raccontare la nuova espansione edilizia della capitale d’Italia. Ma questa non è via dei matti numero zero. Via Decimomannu esiste ed è a poche centinaia di metri dalla sede del consiglio della Regione Lazio. Edilizia convenzionata significa che sono stati impiegati soldi pubblici per calmierare i costi. Ma l’Isveur, l’Istituto per lo sviluppo edilizio e urbanisco che riunisce i costruttori romani, non ha mai completato le opere di urbanizzazione. Così migliaia di appartamenti finiti e pagati non possono essere abitati.

Intanto i ladri rubano grondaie di rame, caldaie, infissi. A centinaia, non potendo pagare sia l’affitto sia il mutuo, sono andati comunque a viverci. Senza rete fognaria, senza telefono, senza illuminazione, senza negozi, senza depuratori. Case nuovissime si aprono su tratturi di fango. In attesa delle opere, il quartiere di Pian Saccoccia ha intanto dovuto pagare 97 mila euro di contributi per gli enti religiosi. No, non è un obolo per i moccoli tirati in questi anni, ma l’ennesimo balzello: così, nel Lazio, prevede la legge sull’edilizia convenzionata.

BALOTELLI A SAN PIETRO
Papa Francesco sta presiedendo la cerimonia di canonizzazione di sei beati. Domenica 23 novembre la piazza è piena. «Non possiamo discostarci da questo modello, se non vogliamo diventare dei mercenari», scandisce la voce di papa Bergoglio dagli amplificatori. Un ambulante prova a vendere un pupazzino di Balotelli a torso nudo che muove la testa. Chiede quindici euro. Tra immagini sacre e crocifissi, espongono perfino un Francesco Totti, l’elmo di plastica dei centurioni, la testa di Cesare. Cosa c’entrano con piazza San Pietro? Ragazzi sandwich girano a offrire tour sugli autobus panoramici. In mezzo ai fedeli appare addirittura una specie di Gabibbo vestito da patatina fritta.

I TOPI ALLA BASILICA PAPALE
Mucchi di rifiuti seguono la passeggiata notturna dalla stazione Termini fino alla piazza di Santa Maria Maggiore. Ecco arrivare la prima delle due pattuglie di vigili. Una breve pausa per un caffè non si nega a nessuno. Ma se almeno facessero un giro a piedi, vedrebbero in quali condizioni è ridotta la zona. Cose rimediabili in poche ore. Il palo abbattuto in via Carlo Alberto. I sacchetti caduti fuori dai cassonetti e mai più raccolti. I lampioni bruciati. La sporcizia. Gli abitanti onesti di questo e degli altri quartieri di Roma se lo meriterebbero. Invece no, non si allontanano dal fascio di luce delle vetrine dell’Antico Caffè Santamaria. Forse sanno già tutto.

I quattro agenti e i due graduati conversano in piedi sul marciapiede. Mentre dentro ormai hanno finito le pulizie. All’1.18 si ferma un clochard. Protesta perché mentre loro sono lì a chiacchierare lui, dice, è stato appena aggredito. I vigili lo guardano. Il clochard si allontana sbuffando. Dopo 55 minuti di sosta, i sei finalmente risalgono in macchina. Ripartono. Al di qua della strada, i ratti rovistano da ore indisturbati la piazza. Basta starsene adesso un po’ in disparte a guardare. Saltano sulla fontana. Bevono e si lavano sui bordi lucidi di travertino proprio dove di giorno si abbeverano turisti e pellegrini. La loro notte ricorda anni di ruberie. Li vedi correre ovunque ci sia da mangiare. Instancabili, insaziabili, impuniti. Fino all’ultima briciola.

Fonte | source:

— Roma, va in scena la Grande Tristezza Viaggio nella capitale sfasciata dal degrado, REPORTAGE | l’Espresso (28|11|2014).

http://espresso.repubblica.it/plus

Una città invasa da sporcizia e topi, soffocata da bancarelle e auto. Che va avanti nel disinteresse 
di tutti. E dove a guidare le proteste per la legalità è la famiglia a capo dell’esercito di ambulanti
Inchiesta Ecco le grandi opere rimaste ferme
Videomappa Così è ridotta la Capitale
Guarda Gli scatti del degrado imperante

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/11/27/news/degardo-roma-1.189525?OHKJH&ref=nrct-2

s.v.,

— Foto & stampa 1 di 223, in: ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI e I FORI IMPERIALI: Marino “Pedonalizzerò i Fori imperiali”, IL MESSAGGERO (13/06/2013). [2013-14].

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: "What's a Marino?" - Ignazio Marino a San Francisco. Ma negli Usa non se ne parla la stampa locale ancora non accenna nemmeno alla sua visita, CINQUE QOUTIDIANO (12|09|2014).

— Foto & stampa 1 di 506, in: ROMA ARCHEOLOGICA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA: Political Corruption, Neglect & Abandonment of Rome’s Cultural Heritage & Priorities of the Tourist Industry by the Political Administration of the Ministry of Culture & the City of Rome (2005 – 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA - Colosseo, sindacati e ambientalisti all’attacco del parco archeologico - Parco archeologico del Colosseo (che comprenderà Fori, Palatino, Domus Aurea) da Dario Franceschini, CORRIERE DELLA SERA (07/02/2017)

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA. Marino toglie lavoro agli archeologi italiani: negli Usa reperti di Roma – Umiliata la professionalità degli italiani, SECOLO D’ ITALIA (27|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA. Marino toglie lavoro agli archeologi italiani: negli Usa reperti di Roma - Umiliata la professionalità degli italiani, SECOLO D' ITALIA (27|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA. Marino toglie lavoro agli archeologi italiani: negli Usa reperti di Roma – Umiliata la professionalità degli italiani, SECOLO D’ ITALIA (27|11|2014).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome, Marino toglie lavoro agli archeologi italiani: negli Usa reperti di Roma, SECOLO D’ ITALIA (27|11|2014).

Un altro autogol per il lavoro italiano segnato dal sindaco di Roma Ignazio Marino che si guadagna uno “zero” in Beni culturali, mandando a far catalogare nelle università Usa un ingente numero di 100.000 reperti archeologici che per anni sostavano nei magazzini dei Musei Capitolini. Si attendeva che prima o poi questo materiale divenisse manna per i nostri restauratori ed archeologi – l’Italia ha scuole di eccellenza riconosciute in tutto il mondo – sperando in un settore potenzialmente disponibile per creare posti di lavoro per i nostri laureati precari, per i nostri atenei. Invece l’opportunità di lavoro Marino la offre su un piatto d’argento ai ricercatori americani. Confederazione italiane archeologi e varie associazioni di settore si sono date congegno in in sit-in in Campidoglio da dove verrà programmata la manifestazione nazionale del 29 prossimo a Roma.

Umiliata la professionalità degli italiani
Tutto nasce dal Progetto “The Hidden Treasure of Rome” di Roma Capitale, annunciato con grande enfasi dal sindaco di Roma e sostenuto dall’Ambasciata d’Italia a Washington in occasione dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. Peccato però che in questa operazione di facciata all’Italia non venga nulla perché il tutto si inserisce nelle politiche di disinvestimento sui beni culturali e di delocalizzazione delle competenze, messe in atto negli ultimi anni dalle istituzioni tutte. Proprio mentre tanto si dibatte sull’opportunità ormai non più procrastinabile di investire sulla nostra prima fonte di ricchezza foriera di nuovo lavoro e di rilancio. Negli ultimi anni stiamo assistendo invece ad un continuo attacco nei confronti dei lavoratori dei beni culturali e delle loro prerogative. In piazza, dunque, per protestare contro questa visione miope, che usa la cultura solamente per motivi propagandistici.

Le Università italiane hanno le stesse qualità di quelle Usa
L’iniziativa di Marino – affermano le associazioni di settore – rappresenta la resa totale delle istituzioni, che non solo alzano bandiera bianca ammettendo di non saper provvedere ai nostri beni, ma liquidano per sempre intere generazioni di professionisti. Con la scusa delle operazioni a costo zero si stanno svendendo e umiliando tanti giovani studiosi. Anche nei nostri Atenei ci sono catalogatori pronti a mettere in campo la loro professionalità. L’Università Roma Tre ha una corso specifico di Archeologia e conservazione del patrimonio che attira studenti da tutta Italia. Risibili i pretesti di Marino: «Un lavoro che se Roma dovesse fare da sola, con le proprie risorse, richiederebbe decenni». Tutti sanno che da decenni questo patrimonio attende un lavoro di catalogazione, bastava iniziare tanto tempo fa. Insomma, pur non svalutandoo ogni iniziativa che favorisca la ricerca e la conoscenza del nostro patrimonio, avvilisce constatare che siano sempre gli italiani a farne le spese.

FONTE |SOURCE:

— SECOLO D’ ITALIA (27|11|2014).

http://www.secoloditalia.it/2014/11/marino-toglie-agli-archeologi-italiani-negli-usa-reperti-roma/

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: Archeologici protestano in Campidoglio: “Non siamo a costo zero,” LA REPUBBLICA (27|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2vO

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: La rabbia degli archeologi «Usate i ricercatori italiani», CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2vL

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA – Prof. Giacomo Boni in the Roman Forum, ROME (1903).

Prof. Giacomo Boni, March 1901, “A WELL-CONSIDERED method is of the highest importance in all archeological exploration. In the case of the [Roman] Forum it is even more then ordinarily necessary, on account of the complex character of the excavations. The monuments are very diverse, and the traditions in regard to the more ancient of them are often confused. In addition, the many archaeological strata represents twenty centuries of eventual life demanding investigation – strata which often interpenetrate one another, and are complicated by natural irregularites of the ground. (…) With six years’ of previous study of the [Roman] Forum had convinced me that the strenuous life of the people who made themselves the masters of the ancient world had gradually changed the original form of the little valley, the cradle and the arena of their political existence; and, on the other hand, that the explanation of several of there constructions there would have to be sought in the nature of the place itself. “

Prof. Giacomo Boni, STRATA IN THE ROMAN FORUM. The Nineteenth Century, March 1901, pg. 461, in: “Prof. Giacomo Boni [1858-1925],” by Wickham Steed, ‘THE LIVING AGE,’ (Nov. 7, 1925), pp. 303-312. W. Steed, Editor of THE TIME OF LONDON (1919-22), Rome correspondent, THE TIMES OF LONDON (1897-1902). [PDF pp. 1-10].

http://wp.me/pPRv6-27l

Image: Prof. Giacomo Boni in the Roman Forum, c. 1903, SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI ROMA, Giugno 2004.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: Archeologici protestano in Campidoglio: “Non siamo a costo zero,” LA REPUBBLICA (27|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri - The Hidden Treasures of Rome: Archeologici protestano in Campidoglio: "Non siamo a costo zero," LA REPUBBLICA (27|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: Archeologici protestano in Campidoglio: “Non siamo a costo zero,” LA REPUBBLICA (27|11|2014).

Roma, “La cultura non si cura con dottori volontari”, “Noi non siamo a costo zero”, “Prendi l’arte e non metterci da parte”, “Vuoi scavare nel Comune di Roma??? L’archeologo lo offriamo noi”, “Fai volare in America i tuoi reperti direttamente dai Musei Capitolini solo con Hidden Treasure of Roma”. E’ la protesta degli archeologi in piazza del Campidoglio con manifesti e fumogeni rossi contro il progetto del Campidoglio e del gruppo Enel “The Hidden Treasure of Rome” che prevede l’invio di reperti archeologici negli Usa in cambio di un servizio di catalogazione da parte delle università straniere. La Confederazione italiana archeologi ha protestato con un sit-in “perché in un momento di profonda crisi si sarebbero potuti impiegare ricercatori e precari italiani”

Fonte | source:

— LA REPUBBLICA (27|11|2014).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/27/foto/archeologici_protestano_in_campidoglio-101575709/1/#1

Roma, Archeologi in piazza: “Fateci lavorare” La Confederazione di categoria contro la delocalizzazione “Perché inviare reperti negli Usa?” LA REPUBBLICA (27|11|2014).

Archeologi in piazza contro il progetto del Campidoglio e del gruppo Enel “The Hidden Treasure of Rome”, che prevede l’invio di un ingente numero di reperti archeologici, per anni rimasti nei magazzini dei Musei Capitolini, negli Usa in cambio di un servizio di catalogazione da parte delle università straniere.

La Confederazione italiana archeologi oggi alle 16 protesterà con un sitin in Campidoglio “perché in un momento di profonda crisi, con una società disposta a investire nella ricerca archeologica, si sarebbero potuti impiegare ricercatori e precari italiani. Magari in un progetto che coinvolgesse anche università straniere, ma con base a Roma”. Una posizione analoga a quella già espressa in una lettera dalla Confederazione nazionale archeologi professionisti (Cnap), che sottolineava: “Quelle stesse competenze ricercate negli Usa noi le abbiamo”. Ed è assurdo che si arrivi a una “delocalizzazione del patrimonio” seguendo la logica del “lavoro a costo zero”.

E proprio contro le “politiche a costo zero” (“dal ricorso indiscriminato al massimo ribasso negli appalti, all’abuso del volontariato per abbattere i costi del lavoro passando per il bando del Mibact “500 giovani””) sabato alle 10 scenderanno in piazza al Pantheon i professionisti dei Beni culturali, in una manifestazione lanciata da Confassociazioni con l’hashtag #bastagratis.

Fonte | source:

— LA REPUBBLICA (27|11|2014).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/27/news/archeologi_in_piazza_fateci_lavorare-101514091/

s.v.,

— s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Monumental mess: Rome’s mayor getting thumbs down – Romans sick of traffic chaos; unpaid tickets haven’t helped. THE AP NEWS (24|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2v6

— ITALIA ARCHEOLOGIA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA – “ART BONUS” & “ZERO COST” – Il Colosseo di Rea & Manacorda (2014), ma: Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell’archivio dei tesori puglies, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

http://wp.me/pPRv6-2uD

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: L’Università del Missouri, una delle principali università straniere destinatarie del progetto “I tesori di Roma” del Comune di Roma – Alla ricerca di un professore di Arte Romana e Archeologia (30|11| 2014).

http://wp.me/pPRv6-2ud

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I MUSEI CAPITOLINI E ENEL PORTANO NEL MONDO I TESORI NASCOSTI DI ROMA, Sovrintendenza Capitolina Ai Beni Culturali (10|11|2014). [risorse aggiornate: inglese e italiano 11|2014].

http://wp.me/pPRv6-2u3

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: La rabbia degli archeologi «Usate i ricercatori italiani», CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri - The Hidden Treasures of Rome: La rabbia degli archeologi «Usate i ricercatori italiani», CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: La rabbia degli archeologi «Usate i ricercatori italiani», CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

ROMA, La rabbia degli archeologi «Usate i ricercatori italiani» Protesta in Campidoglio contro il progetto che prevede di inviare negli Usa i reperti conservati negli scantinati dei Musei Capitolini per la catalogazione.

Roma, protesta degli archeologi in Campidoglio con fumogeni rossi e tanti slogan: «La cultura non si cura con dottori volontari», «Noi non siamo a costo zero», «Prendi l’arte e non metterci da parte», «Vuoi scavare nel Comune di Roma??? L’archeologo lo offriamo noi», «Fai volare in America i tuoi reperti direttamente dai Musei Capitolini solo con Hidden Treasure of Rome». È la protesta degli archeologi in piazza del Campidoglio con manifesti e fumogeni rossi contro.

Il progetto contestato – Il bersaglio del sit in della La Confederazione italiana archeologi è il progetto del Comune e dell’Enel «The Hidden Treasure of Rome», che prevede di inviare i reperti archeologici conservati negli scantinati dei Musei Capitolini negli Usa per catalogarli.

«Già fallito nel ‘92)
«In un momento di profonda crisi si sarebbero potuti impiegare ricercatori e precari italiani» sottolineano gli animatori della protesta che, tra l’altro, ricordano che «un’operazione simile era stata messa in piedi nel 1992 e malgrado fosse a spese del contribuente americano (a differenza di adesso, ndr) non ebbe seguito perché ci fu una levata di scudi».

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_27/rabbia-archeologi-usate-ricercatori-italiani-55bac878-7666-11e4-8593-6ac58034c3d7.shtml

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Monumental mess: Rome’s mayor getting thumbs down – Romans sick of traffic chaos; unpaid tickets haven’t helped. THE AP NEWS (24|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2v6

— ITALIA ARCHEOLOGIA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA – “ART BONUS” & “ZERO COST” – Il Colosseo di Rea & Manacorda (2014), ma: Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell’archivio dei tesori puglies, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

http://wp.me/pPRv6-2uD

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: L’Università del Missouri, una delle principali università straniere destinatarie del progetto “I tesori di Roma” del Comune di Roma – Alla ricerca di un professore di Arte Romana e Archeologia (30|11| 2014).

http://wp.me/pPRv6-2ud

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I MUSEI CAPITOLINI E ENEL PORTANO NEL MONDO I TESORI NASCOSTI DI ROMA, Sovrintendenza Capitolina Ai Beni Culturali (10|11|2014). [risorse aggiornate: inglese e italiano 11|2014].

http://wp.me/pPRv6-2u3

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Antonio M. Colini, COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI, IL TEMPO (30|11|1981), [PDF] p. 4 & UN TERZO INTERVENTO DEL PROF. A. M. COLINI, IL TEMPO (18|02|1981), [PDF] p. (?).

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Antonio M. Colini, COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI, IL TEMPO (30|11|1981), [PDF] p. 4 & UN TERZO INTERVENTO DEL PROF. A. M. COLINI, IL TEMPO (18|02|1981), [PDF] p. (?).

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Antonio M. Colini, COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI, IL TEMPO (30|11|1981), [PDF] p. 4 & UN TERZO INTERVENTO DEL PROF. A. M. COLINI, IL TEMPO (18|02|1981), [PDF] p. (?).

Prof. Antonio M. Colini, COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI, IL TEMPO (30|11|1981), p. 4 & UN TERZO INTERVENTO DEL PROF. A. M. COLINI, IL TEMPO (18|02|1981), p. (?).

— 1). PDF = A. M. COLINI, COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI, IL TEMPO (30|11|1981), p. 4. 

— 2). PDF = UN TERZO INTERVENTO DEL PROF. A. M. COLINI, IL TEMPO (18|02|1981), p. (?).

Fonte | source:

ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA –  RASSEGNA STAMPA SULLE POLEMICHE NATE INTORNO AL PROGETTO FORI 1981 – 1987 (FASCICOLO 1460), Ritagli stampa anche in fotocopia:

“Così nacque via dei Fori Imperiali” di A.M. Colini, in Il Tempo 30 gennaio 1981; “Una via che tutto il mondo ci invidia” di Ettore Paratore, in Il Tempo 3 febbraio 1981; “Le intemperanze dei salvatori di Roma” di Ettore Paratore, in Il Tempo 13 febbraio 1981;”E se proprio si dovesse scavare, ecco fin dove” di A.M. Colini, in Il Tempo 18 febbraio 1981; “Sotto i sassi di Roma” di Federico Zeri, in La Stampa 21 febbraio 1981; “Chiudete quella Via, era fascista” di Federico Zeri, in La Stampa 18 marzo 1981;”I Fori imperiali spaccano Roma” di Giuseppe Fedi, in La Stampa 14 gennaio 1983; “La polemica dei Fori Imperiali. Scrive il presidente di ‘Italia Nostra’, risponde Zeri” di Giorgio Luciani e Federico Zeri, La Stampa 17 marzo 1983 (allegata corrispondenza tra Luciani e il direttore del quotidiano, Giorgio Fattori e l’articolo di Zeri “Italia loro…” pubblicato su La Stampa il 9 marzo 1983, del quale la lettera di Luciani al direttore del 17 marzo è la risposta); “Quei Fori-disastro” di Federico Zeri, in La Stampa 20 luglio 1984; “Scavi ai Fori ma sui giardini. Il sindaco darà il via ai lavori?”, in La Repubblica [settembre 1987].

http://www.archiviocederna.it/cederna-web/scheda/archivio/IT-SSBA-RM-AS00132-01689/Rassegna-stampa-sulle-polemiche-nate-intorno-al-progetto-Fori.html

s.v.,

— Roma, I Fori Imperiali / Colle Velia: Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero (1928-1933). A. M. Colini, BCom. 61 (1933), pp. 79-87.

Fonte | source:

A. M. Colini, “SCOPERTE TRA IL FORO DELLA PACE E’ L’ ANFITEATRO.” BCom 61 (1933), pp. 79-87.

Roma, I Fori Imperiali / Colle Velia: Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero (1928-1933). A. M. Colini, BCom. 61 (1933), pp. 79-87.

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Lorenzo Quilici, L’AREA DEI FORI IMPERIALI IN ROMA: DALLE ORIGINI ALLE PROSPECTTIVE ATTUALI, in: MONDO ARCHEOLOGICO, No. 60 (10|1981), [PDF] pp. 9-21.

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Lorenzo Quilici, L'AREA DEI FORI IMPERIALI IN ROMA: DALLE ORIGINI ALLE PROSPECTTIVE ATTUALI, in: MONDO ARCHEOLOGICO, No. 60 (10|1981), [PDF] pp. 9-21.

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Lorenzo Quilici, L’AREA DEI FORI IMPERIALI IN ROMA: DALLE ORIGINI ALLE PROSPECTTIVE ATTUALI, in: MONDO ARCHEOLOGICO, No. 60 (10|1981), [PDF] pp. 9-21.

Fonte | source:

PDF = Prof. Lorenzo Quilici, L’AREA DEI FORI IMPERIALI IN ROMA: DALLE ORIGINI ALLE PROSPECTTIVE ATTUALI, in: MONDO ARCHEOLOGICO, No. 60 (10|1981), pp. 9-21.

ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA – “ARTICOLO FORI IMPERIALI – LA VELIA” 1933 – 1982 (FASCICOLO 370)[11|2014].

http://www.archiviocederna.it/cederna-web/scheda/archivio/IT-SSBA-RM-AS00132-00370/Articolo-Fori-Imperiali-La-Velia.html

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: AA.VV., “CORROSIONE MONUMENTI” – Cultura – Roma Muore, L’ EUROPEO (22|11|1979), [PDF], pp. 143-154.

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: AA.VV., "CORROSIONE MONUMENTI" - Cultura - Roma Muore, L' EUROPEO (22|11|1979), [PDF], pp. 143-154.

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: AA.VV., “CORROSIONE MONUMENTI” – Cultura – Roma Muore, L’ EUROPEO (22|11|1979), [PDF], pp. 143-154.

Fonte | source:

PDF = AA.VV., “CORROSIONE MONUMENTI” – Cultura – Roma Muore, L’ EUROPEO (22|11|1979), [PDF], pp. 143-154.

ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA – “CORROSIONE MONUMENTI (TORRACA ECC.)” 1975 – 1982
(FASCICOLO 1186.4) Documentazione sul degrado dei monumenti archeologici romani in particolare della zona dei fori con raccolta di studi in particolare di Giorgio Torraca (1975-1979) con appunti di Cederna datati 17 gennaio 1979, documentazione del Comitato di settore per i beni archeologici del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali con stato di deterioramento dei monumenti e Relazioni dell’Istituto Centrale del Restauro sullo stato di avanzamento degli interventi sulla Colonna Traiana, Colonna Antonina e bassorilievi dell’Arco di Costantino; ritagli stampa (in particolare servizio de “L’Europeo” (22 nov. 1979) “Roma muore” con recensione del libro di Cederna “Mussolini urbanista” e articolo di Piero Bottai “Si va troppo per il sottile” in il Messaggero 21 luglio 1982); anche articolo di Cederna in fotocopia, ecc.

http://www.archiviocederna.it/cederna-web/scheda/archivio/IT-SSBA-RM-AS00132-01430/Corrosione-Monumenti-Torraca-ecc.html

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Monumental mess: Rome’s mayor getting thumbs down – Romans sick of traffic chaos; unpaid tickets haven’t helped. THE AP NEWS | YAHOO NEWS (24|11|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Monumental mess: Rome’s mayor getting thumbs down – Romans sick of traffic chaos; unpaid tickets haven’t helped. THE AP NEWS | YAHOO NEWS (24|11|2014).

ROME (AP) — Pigs root through garbage piling up in a working class neighborhood. City buses improvise routes on streets clogged with triple-parked cars. On rainy days, muck-choked sewers make crossing the road a Herculean labor.

Ignazio Marino promised to bring order to Rome’s chaos when he was elected mayor in a landslide last year. Instead, critics say the liver transplant surgeon is the affliction not the cure — and are pressuring him to resign.

The biggest challenge Marino faced upon winning office was tackling Rome’s notorious traffic gridlock. His first major move? Banning cars on the boulevard flanking the Roman Forum so tourists have a more pleasant stroll, strangling Rome’s center even more. The ban enraged residents and shopkeepers, whose streets became bottlenecks of detoured traffic.

Then Marino hiked parking meter fees, an unpopular move among Romans who have abandoned the capital’s strike-prone mass transit system in droves. But what has really poisoned the Roman mood is that after enforcing his big idea on parking fees, Marino was himself repeatedly caught in traffic violations with his bright red Fiat Panda — and allowed fines to pile up unpaid.

Ordinary Romans can drive into the historic center only with an annual permit that costs hundreds of euros. Marino this summer drove his Fiat into the heart of Rome after his own permit had expired. Tickets, eight of them, accumulated — as Marino blamed careless aides for failing to renew the permit. Anger only increased when a national TV program caught the Panda parked in a no-parking zone near the Senate.

Even members of Marino’s own Democratic Party have begun to give him the thumbs down, worried that he could damage Premier Matteo Renzi, who heads the party. Marino’s office turned down interview requests for this story.

“Resign, resign!” Romans hooted recently when Marino stepped into Julius Caesar Hall atop the ancient Capitoline Hill for a city council hearing about the Panda debacle.

“Buffoon! Buffoon!” they heckled, some protesters wearing bright red clown noses.

Struggling to be heard, Marino struck a defiant tone: “I read about my resignation,” he told the hearing packed with spectators, “and to tell you the truth, I smiled.” He scoffed at what he called a “morbid fixation with my car” and vowed that instead of quitting, he would forge ahead with healing Rome after “years of neglect.”

Marino revealed during the raucous hearing that he eventually paid the fines, even producing receipts for more than 1,000 euros ($1,250) to prove it. But as the catcalls continue, he struck a more contrite note — apologizing to Romans and pleading: “I hope you stop calling for my resignation.”

The people do not appear to be in a forgiving mood. An opinion poll found only 20 percent of Romans support Marino. Perhaps more embarrassing: The person who commissioned the survey was the head of Marino’s own local Democratic Party, who then made public what were supposed to be in-house findings.
Recently, Marino was blasted for being slow to visit the working-class neighborhood of Tor Sapienza, which had seen several days and nights of violence by residents opposed to a refugee center. Marino at the time was in London, trying, he later explained, to “put Rome on the world’s map.” When he did show up days later, locals angrily surrounded him. He sought to defuse tensions by sitting down with neighborhood representatives, but anti-Marino protests have sporadically hit the city outskirts.

“He doesn’t really smell the mood of the city,” said Franco Pavoncello, a political science professor who is president of John Cabot University in Rome. That may be an understatement; some commentators have nicknamed Marino “the Martian.”

To the mayor’s dismay, the Panda flap has overshadowed some real accomplishments. This fall he inaugurated several stations in a subway construction project that had been years behind schedule. He also shut down a trash dump that locals, worried about their health, had long wanted closed. The dump is owned by a local businessman with powerful political connections.

In his City Hall speech, Marino linked his unpopularity to his willingness to take on special interests and fight corruption.

Romans also play a role in their city’s mess.

They have a habit of dumping large items like old mattresses and broken TVs by the curb, instead of calling the municipal sanitation service for free pickup.

Fonte | source:

— Monumental mess: Rome’s mayor getting thumbs down – Romans sick of traffic chaos; unpaid tickets haven’t helped. THE AP NEWS (24|11|2014).

http://news.yahoo.com/monumental-mess-romes-mayor-getting-thumbs-down-074117124.html

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Iscrizione: Fabius Felix Passifilus / Paulinus, v(ir) c(larissimus) et inl(ustris), / praef(ectus) urb(i), / studiis suis [c. 450-76 AD]. Roma, Metro C Scavi – Pal. Madonna dei Loreto (2009).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Iscrizione: Fabius Felix Passifilus / Paulinus, v(ir) c(larissimus) et inl(ustris), / praef(ectus) urb(i), / studiis suis [c. 450-76 AD]. Roma, Metro C Scavi - Pal. Madonna dei Loreto (2009).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Iscrizione: Fabius Felix Passifilus / Paulinus, v(ir) c(larissimus) et inl(ustris), / praef(ectus) urb(i), / studiis suis [c. 450-76 AD]. Roma, Metro C Scavi – Pal. Madonna dei Loreto (2009).

Discussion

Base for statue (subject unstated) re-erected by Fabius Felix Passifilus Paulinus, prefect of the City. Rome. 450-476.
INSCRIPTION:
In four lines. Letter height 7-5.5 cm.
Fabius Felix Passifilus / Paulinus, v(ir) c(larissimus) et inl(ustris), / praef(ectus) urb(i), / studiis suis.
“Fabius Felix Passifilus Paulinus, of clarissimus and illustrious rank, prefect of the City, with his special care.”
The inscription records the erection of a statue of unstated subject. The use of the expression studiis suis is previously unattested (it was used by the same prefect in LSA-1819). The expression was probably chosen to emphasize the special interest and/or initiative of this prefect for the dedication of this statue. The letters still have clear traces of red paint.
DESCRIPTION:
White marble base, 116 x 77 x 68.5 cm. The base is damaged on the left hand corners, top and bottom. The left side is damaged towards the bottom, and there is a small round hole at the top. The right side is well preserved. The epigraphic field measures 65 x 52.5 cm. It is deep and rough, indicating re-use. The base was turned upside down, and marks from the fittings for an earlier statue can still be seen at the bottom. The top is badly weathered, but at least one dowel hole can be seen on the right side, towards the back.
PROVENANCE AND LOCATION:
The base was discovered in 2009 during works related to the construction of Line C of Rome’s Metropolitana system, at piazza della Madonna di Loreto, by Piazza Venezia. The excavations revealed a structure of Hadrianic date, identified as the Athenaeum, a building used for various cultural activities (Egidi 2010, 114). The base is still there.
HONORAND, AWARDER AND DATE:
Our base records the dedication of a statue of unstated subject. The base was erected by the prefect of the City Fabius Felix Passifilus Paulinus, who was in office sometime between 450 and 476. Paulinus’ name appears in an inscription belonging to the last phase of the Flavian Amphitheatre, and also on a bronze tessera recording public works under two reigning emperors (Orlandi 2004, 499-500). Paulinus was responsible for the re-erection of other bases, presumably moved from other parts of the city: LSA-1088, LSA-1283, LSA-1338, LSA-1523, and LSA-1819.
FURTHER COMMENTS:
The movement and re-erection of ancient statues from abandoned spaces to more prestigious areas is well attested in late antique Rome. This base (and its companion LSA-1819) is particularly interesting, however, since the Athenaeum was a famous space for the reading of poetry and other literary works.
Silvia Orlandi
Main Reference
Orlandi, S., “Le testimonianze epigrafiche”, Atti del Convegno L’Athenaeum di Adriano. Storia di un edificio dalla fondazione al XVII secolo (Roma, 22 settembre 2011), Rome Forthcoming,
Discussion References
Egidi, R., “L’area di Piazza Venezia. Nuovi dati topografici”, Archeologia e infrastrutture. Il tracciato fondamentale della linea C della metropolitana di Roma: prime indagine archeologiche (Bollettino d’Arte. Volume Speciale 2010 – Serie VII), Florence 2010, 93-124.
Orlandi, S., Roma. Anfiteatri e strutture annesse con una nuova edizione e commento delle iscrizioni del Colosseo. Epigrafia anfiteatrale dell’Occidente romano 6, Rome 2004, pp. 499-500.
Fonte | source:
Dr. Silvia Orlandi | Dr. Robero Meneghini, in: ‘Last Statues of Antiquity (LSA)’ Database, THE UNIVERSITY OF OXFORD | ENGLAND (2012) [11|2014].
http://laststatues.classics.ox.ac.uk/database/detail-base.php?record=LSA-2664 & http://laststatues.classics.ox.ac.uk/database/discussion.php?id=3038

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Frammento di iscrizione monumentale da Piazza Madonna di Loreto (Iscrizione per i Divi Traiano e Plotina [scavi 2010]). Paolo Baldassarri (2013) & Silvia Orlandi (2012).

http://wp.me/pPRv6-2u8

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Gli Scavi Archeologici: Metro ‘C’ – Piazza Venezia / Piazza Madonna di Loreto. Area S14 / B1 (2007-2012), SSBAR (11|2013), [PDF], pp. 1-30.

http://wp.me/pPRv6-1T0

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni & Il Foro Romano 1911-12, in: Amy A. Bernardy, “New Archaeological Soil – The Roman Forum Still Rich With Treasure – The Basilica Aemilia | The Forum of Trajan,” THE BOSTON EVENING TRANSCRIPT, BOSTON, U.S.A. 10 January (1912), p. 20.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni & Il Foro Romano 1911-12, in: Amy A. Bernardy, "New Archaeological Soil - The Roman Forum Still Rich With Treasure - The Basilica Aemilia | The Forum of Trajan," THE BOSTON EVENING TRANSCRIPT, BOSTON, U.S.A. 10 January (1912), p. 20.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni & Il Foro Romano 1911-12, in: Amy A. Bernardy, “New Archaeological Soil – The Roman Forum Still Rich With Treasure – The Basilica Aemilia | The Forum of Trajan,” THE BOSTON EVENING TRANSCRIPT, BOSTON, U.S.A. 10 January (1912), p. 20.

Fonte | source:

— Amy A. bernardy, “New Archaeological Soil – The Roman Forum Still Rich With Treasure – The Basilica Aemilia | The Forum of Trajan,” THE BOSTON EVENING TRANSCRIPT, BOSTON, U.S.A. 10 January (1912), p. 20.

http://news.google.com/newspapers?nid=2249&dat=19120110&id=E5Y-AAAAIBAJ&sjid=zFkMAAAAIBAJ&pg=6627,1801071

Foto | Fonte | source:

— ROMA, IL FORO ROMANO 1912 | L’incidente della SRTO 310 – L’apparato frenante dei due primi gruppi di motrici SRTO | via della Salara Vecchia e cadendo nel sottostante Foro romano (16 luglio 1912), in: Roma, tram a transporto pubblico a Roma, (08/01/14). http://www.tramroma.com/tramroma/rete_urb/tram/add/inc_310.htm

“La sera del 16 luglio 1912, alle 23 circa, la motrice SRTO 310 in servizio sulla linea 12, in via Giovanni Lanza, dopo la fermata alla torre dei Capocci, acquista nella discesa di via Cavour verso piazza delle Carrette una velocità eccessiva, sviando nella curva di via della Salara Vecchia e cadendo nel sottostante Foro romano; il bilancio dell’incidente non è grave, 18 feriti, ma desta ovviamente molta impressione, nonostante i tram della SRTO non siano nuovi a simili incidenti, anche se di minore gravità. Si parlerà subito di un guasto ai freni, anzi si dirà che la 310 era già difettosa proprio ai freni, aggiungendo poi una notevole quantità di sciocchezze come sempre avviene in questi casi.”

s.v.,

— ROMA BENI CULTURALI: ‘Comune di Roma’ – Cartoline distribuite di I Fori Imperiali, “ENGLAND close to the Roman Forum, Tram stops…”; Roma, Foro Romano, Curia, S. Adraino (1905). Alvaro de Alvariis (03/2005).

http://wp.me/pPRv6-1lG

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla M. Amici, ‘FORO DI TRAIANO: BASILICA ULPIA E BIBLIOTECHE,’ Studi e Materiali dei Musei e Monumenti Comunali di Roma, ROMA (1982), [pdf] pp. 1-99. [C. M. Amici 2014].

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla M. Amici, 'FORO DI TRAIANO: BASILICA ULPIA E BIBLIOTECHE,' Studi e Materiali dei Musei e Monumenti Comunali di Roma, ROMA (1982), [pdf] pp. 1-99. [C. M. Amici 2014].

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Carla M. Amici, ‘FORO DI TRAIANO: BASILICA ULPIA E BIBLIOTECHE,’ Studi e Materiali dei Musei e Monumenti Comunali di Roma, ROMA (1982), [pdf] pp. 1-99. [C. M. Amici 2014].

Fonte | source:

— Dott. Carla M. Amici, ‘FORO DI TRAIANO: BASILICA ULPIA E BIBLIOTECHE,’ Studi e Materiali dei Musei e Monumenti Comunali di Roma, ROMA (1982), [pdf] pp. 1-99.

Dott. Carla M. Amici, University of Salento, Beni Culturali, Faculty Member, academia.edu [11|2014].

https://unisalento.academia.edu/carlamariaamici

Foto | Fonte | source:

— Roma, “Frammenti della forma urbis con basilica ulpia e biblioteche del foro di traiano, 180-220 dc ca, da antiquarium comunale roma,” in: “Ancient Libraries Exhibition (Colosseum, 2014)” di Sailko (11|2014).

http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Ancient_Libraries_Exhibition_(Colosseum,_2014)

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Marina Milella [Museo dei Fori Imperiali], ‘Decor – Linguaggio architettonico romano,’ | FACEBOOK (10|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Marina Milella [Museo dei Fori Imperiali], 'Decor - Linguaggio architettonico romano,' | FACEBOOK (10|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Marina Milella [Museo dei Fori Imperiali], ‘Decor – Linguaggio architettonico romano,’ | FACEBOOK (10|2014).

Fonte | source:

Dott.ssa Marina Milella, ‘Decor – Linguaggio architettonico romano,’ | FACEBOOK (10|2014).

https://www.facebook.com/Decor2014/timeline

Foto | fonte | source:

— Roma, “Copia del XVIII della Forma Urbis con Basilica Ulpia e Biblioteche del Foro di Traiano, Casina dei Pierleoni, Roma,” in: “Ancient Libraries Exhibition (Colosseum, 2014)” di Sailko (11|2014).

http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Ancient_Libraries_Exhibition_(Colosseum,_2014)

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the “Domus Augustea | Domus Flavia Restored” by John Burge (date?), see: John Burge, “ANCIENT ROME 1.0”, in: THE CLASSICIST, No. 6 (2000-01).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the "Domus Augustea | Domus Flavia Restored" by John Burge(?), see: John Burge, "ANCIENT ROME 1.0", in: THE CLASSICIST, No. 6 (2000-01).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the “Domus Augustea | Domus Flavia Restored” by John Burge (date?), see: John Burge, “ANCIENT ROME 1.0”, in: THE CLASSICIST, No. 6 (2000-01).

Foto | fonte | source:

— Rome, the “Domus Augustea | Domus Flavia Restored” by John Burge(?) [11|2014].

— pdf = John Burge, “ANCIENT ROME 1.0”, in: THE CLASSICIST, No. 6 (2000-01), pp. 22-27. THE INSTITUTE OF CLASSICAL ARCHITECTURE, N.Y., USA [11|2014].

http://www.classicist.org/workspace/pdf/Classicist6_content.pdf

— ROMA ARCHEOLOGIA: Costantino al Colosseo mostra archeologica di tesori e scoperte, LA REPUBBLICA & IL MESSAGGERO (09/04/2013). Foto: La basilica di Massenzio o, più propriamente, di Costantino, (John Burge [2010]).

ROMA ARCHEOLOGIA: Costantino al Colosseo mostra archeologica di tesori e scoperte, LA REPUBBLICA & IL MESSAGGERO (09/04/2013). Foto: La basilica di Massenzio o, più propriamente, di Costantino, (John Burge [2010]).

ITALIA BENI CULTURALI: “ART BONUS” & “ZERO COST” (2014): ARTICOLO DI CESARE BRANDI DEL 1984, VECCHI TEMI MOLTO ATTUALI TRA AMAREZZA, IRONIA E PROVOCAZIONE, in: CORRIERE DELLA SERA (22|03|1984).

ITALIA BENI CULTURALI: “ART BONUS” & “ZERO COST” (2014): ARTICOLO DI CESARE BRANDI DEL 1984, VECCHI TEMI MOLTO ATTUALI TRA AMAREZZA, IRONIA E PROVOCAZIONE, in: CORRIERE DELLA SERA (22|03|1984).

ITALIA BENI CULTURALI: “ART BONUS” & “ZERO COST” (2014): ARTICOLO DI CESARE BRANDI DEL 1984, VECCHI TEMI MOLTO ATTUALI TRA AMAREZZA, IRONIA E PROVOCAZIONE, in: CORRIERE DELLA SERA (22|03|1984).

La storia dell’arte via, è «culturame»!
Si ritorna a parlare dell’abolizione della storia dell’arte nelle medie superiori per sostituirla con imprecisate «attività creative». Inoltre c’è chi propone visite guidate delle scolaresche nei musei. È una magnifica idea, pari a quella di non insegnare l’alfabeto e di far leggere di colpo senza compitare. Lo studio della storia dell’arte è come il latino, perché infarcire la testa di nozioni per una lingua che, tanto, non si parla più, che non serve neanche per la chiesa, e che è completamente senza rapporto con la lingua italiana? E la storia dell’arte a che serve per la civiltà dei computer?
Portiamo invece questi gravi ignorantelli nei musei, dove, con la genialità italiana, comprenderanno tutto d’un colpo solo e faranno contemporaneamente un po’ di footing. È un piacere per chi nei musei ci va come in chiesa, questa festosa profusione di risa e cachinni. Poi, siccome ci sono tanti santi e madonne, si può fare anche un pensierino religioso.
Questo patrimonio artistico italiano è un peso eccessivo per una nazione che manca di tutte le materie prime, rendesse qualcosa almeno! Ma il turismo non è alimentato dalle opere d’arte: la gente viene in Italia per ammirare le cattedrali del deserto, come le acciaierie chiuse, gli opifici come Ontana, che non producono più i loro gas venefici o quelli di Porto Torres, messi su da padri della patria, largamente aiutati dalla patria.
Ci sarà ancora qualche vecchio inglese che viene per vedere Raffaello e Michelangelo, ma sempre meno. E poi i giovani scendono in Italia per fumare, per bucarsi, questo è il nuovo corso, in cui siamo ritenuti dei maestri arruolando mafia e camorra. Così da poter rifornire tutta l’Europa e l’America.
In una civiltà così fatta, chi si può interessare veramente di affreschi e cattedrali? E allora non è meglio togliere questo peso inutile ad una gioventù che non deve pensare ad altro che alla droga, al calcio e alla pallacanestro, al record dell’ora in bicicletta, soprattutto ad andare allo stadio per vedere i vari derby, sconquassare automobili, assalire a coltellate il tifoso contrario, esercitare in pieno una educazione che ricusa l’umanità, si infischia dell’arte, perseguendo piuttosto le estasi del Lsd o la pace dell’eroina?
La nostra vita è tale un idillio giornaliero, che proprio non vale la pena di coltivare le oasi di quel che una volta (ma quanti secoli fa?) si chiamava lo spirito: a noi basta, ormai, Raffaella Carrà.
Se proprio vogliamo fare una cosa utile alla gioventù, sostituiamo la storia dell’arte con un corso di cucina americana — quella italiana non ne vale la pena – oppure con un corso comparato di alta moda, quella che veramente fa introitare tanti soldi in valuta pregiata.
Quando ancora facevo lezione all’università, portavo i miei allievi nei musei e nelle chiese solo dopo avere esperito il corso relativo, altrimenti i giovani, ben altrimenti preparati e disposti dei fringuelli delle medie, non avrebbero capito nulla: allora, il contatto con le opere d’arte dava frutti felici; vedevo quelle care facce animarsi, gli occhi scintillare: si apriva un grande sipario, con il piede nudo e il vestito di fiori, la primavera veniva loro incontro, come quella del Botticelli. Come si poteva capire il Botticelli, senza la civiltà di Lorenzo il Magnifico, la poesia di Poliziano? E come si poteva capire il Rinascimento senza il Botticelli? Ma che bisogno c’è di capire il Rinascimento? Diventiamo tutti apolidi, senza patria, senza storia, rinneghiamo i padri della cultura, distruggiamo la natura, soprattutto dimentichiamo l’armoniosa composizione di una civiltà che produceva Giotto, Dante, Giovanni Pisano, in un colpo solo: e Petrarca, Simone Martini, Arnolfo Di Cambio. Tutto «culturame», che si studia in aule sorde e grigie. Ecco l’unica verità, che conta di conoscere.
[«Corriere della Sera», 22 marzo 1984].

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— ARTICOLO DI CESARE BRANDI DEL 1984, VECCHI TEMI MOLTO ATTUALI TRA AMAREZZA, IRONIA E PROVOCAZIONE, CORRIERE DELLA SERA (22|03|1984); in: Patrimonio culturale a rischio | FACEBOOK (29|07|2014).

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ITALIA ARCHEOLOGIA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA – “ART BONUS” & “ZERO COST” – Il Colosseo di Rea & Manacorda (2014), ma: Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell’archivio dei tesori puglies, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

ITALIA ARCHEOLOGIA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA - “ART BONUS” & “ZERO COST” - Il Colosseo di Rea & Manacorda (2014), ma: Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell'archivio dei tesori puglies, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

ITALIA ARCHEOLOGIA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA – “ART BONUS” & “ZERO COST” – Il Colosseo di Rea & Manacorda (2014), ma: Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell’archivio dei tesori puglies, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

La memoria a brandelli, fatta a pezzi dall’incuria. Stavolta è la storia dei beni culturali pugliesi a pagarne le spese, dimenticata com’è da chissà quanto tempo nel seminterrato dell’ex convento di Santa Chiara, dallo scorso 11 febbraio occupato da circa duecento migranti africani con lo status di rifugiati politici. Proprio pochi giorni fa l’architetto Emilia Pellegrino, responsabile unico del procedimento per il progetto di restauro di Santa Chiara e la musealizzazione del castello normanno svevo, aveva confidato non senza preoccupazione a Repubblica che “nel seminterrato c’è l’archivio dei disegni storici e dei rilievi della Soprintendenza ai Beni architettonici”.

Documenti preziosi, spiegava l’architetto, “come quelli che documentano il restauro della Cattedrale di Bari avvenuto nella prima metà del Novecento. Materiale cartaceo da preservare perché, sotto il profilo documentario, dal valore inestimabile e soprattutto non ancora digitalizzato”.

Oltre ogni pessimistica previsione, invece, la scoperta che Repubblica ha fatto dello stato in cui versa quello che ormai converrebbe chiamare “ex” archivio della Soprintendenza. Parole come degrado e abbandono, in effetti, sembrano eufemismi rispetto allo stato delle cose: basta attraversare un corridoio di ponteggi in legno, peraltro aperto a chiunque e piuttosto posticcio, e varcare così le soglie del seminterrato per prendere atto di una situazione disastrosa e in parte irrecuperabile.

Più che un archivio sembra di essere catapultati in una discarica dove, in luogo dei rifiuti, trovano posto disegni e rilievi architettonici e fotografie storiche dei beni culturali pugliesi, prima e dopo i loro restauri. E poi ancora: progetti e faldoni d’archivio che testimoniano gli interventi ai quali sono stati sottoposti i monumenti pugliesi fra castelli, chiese, palazzi storici, insediamenti rupestri e qualsiasi altro bene sia finito sotto tutela nelle province di Bari, Bat e Foggia.

Ed è senza parole l’urbanista Dino Borri, presidente regionale del Fai, dinanzi allo spettacolo che gli si presenta dinanzi agli occhi. “Non capisco perché questa roba non sia stata trasferita all’archivio di stato provinciale” esordisce stupefatto: “Il contesto in cui sono stati abbandonati questi materiali è disastroso: umido, pieno di polveri, di aerosol marino che entra dalle finestre aperte e presumibilmente di topi che mangiano la carta, plastica e anche le foto. Si nutrono di questa roba. È un vero disastro: pochi mesi e quelle poche cose che ancora restano vanno in fumo. Bisogna salvare il salvabile e presto, sperando non accada quanto avvenne nel ’91 quando all’arrivo dei primi freddi gli albanesi nello stadio per potersi riscaldare fecero un falò dell’intero archivio comunale”.

Rispetto al materiale conservato, poi, secondo Borri si tratta di “un patrimonio documentario pubblico di estrema rilevanza perché qui ci sono le tracce di tutti i principali restauri avvenuti in Puglia intera fra chiese, palazzi, castelli. Ora non si capisce bene come siano finiti in questo stato. Chi ne sia stato il responsabile e quali possano essere le prospettive perché forse, e sottolineo forse, qualcosa si può ancora recuperare”.La circostanza, poi, che l’archivio giaccia nel seminterrato di un edificio oggi occupato è solo un dettaglio, a margine della vicenda.

“Non darei certo la colpa di questo scempio ai migranti, soprattutto perché – accusa Borri – questi faldoni e disegni non sono mica stati abbandonati qui in seguito all’occupazione di Santa Chiara. Fra l’altro qui è tutto aperto, alla mercé del primo che capita. È molto grave dunque aver lasciato l’archivio in questo spazio e bisognerebbe, ripeto, individuare le responsabilità, visto che l’impressione è che siano qui da diversi anni”.

Rispetto alle conseguenze di quest’abbandono e alla compromissione di disegni e rilievi “potrebbe essere stato pregiudicato pesantemente il restauro futuro di diversi tesori del nostro patrimonio culturale, visto che edifici di questa importanza durano nei secoli e periodicamente hanno bisogno di restauri. E ogni intervento successivo fonda sulle tracce del passato, sicché la distruzione di queste tracce compromette il restauro e la vita futura di un monumento. E non è rassicurante che alcuni di questi disegni possano essere copie, i rilievi e le fotografie sembrano non esserlo, ma gli originali potrebbero essere scomparsi negli studi professionali o perduti chissà dove in qualche altro archivio. I rilievi, in particolare, sono fondamentali prima di ogni restauro e per di più costosissimi: perderli è un danno sia per la tutela dei beni che per le casse dello Stato”.

Ma tant’è. A scendere nei sotterranei dell’archivio perduto insieme con Repubblica c’è anche lo storico dell’arte Maurizio Triggiani, docente di Tutela dei beni culturali nella sede jonica dell’Ateneo barese. “Questo luogo è una metafora di come anche la memoria possa essere dimenticata” suggerisce: “È un paradosso, ma credo sia utile per sottolineare come anche la memoria delle azioni di salvaguardia possa andare perduta”.

E come Borri anche Triggiani fruga fra i documenti accatastati al pari di rifiuti e coperti da una coltre di polvere se non accartocciati per l’umidità e le infiltrazioni d’acqua. “Si tratta di materiale preziosissimo non solo per gli studiosi ma – continua – anche per chi si occupa dei restauri. Ho sfogliato diversi disegni e, lo ammetto, ho avuto la tentazione di portare via di qui alcuni faldoni che contenevano i rilievi che l’architetto Angelo Ambrosi ha fatto chissà quanti anni fa per la chiesa di San Giorgio Martire e la planimetria di alcuni insediamenti rupestri come la chiesa della Caravella, solo per citare almeno un paio di luoghi noti qui a Bari. Ci ho rinunciato, naturalmente, perché confido che la Soprintendenza e la direzione regionale per i Beni culturali interverranno a tutela di questo patrimonio non appena saranno a conoscenza del disastro in atto”.

E se archivio perduto a parte resta in piedi l’urgenza di completare il restauro del complesso di Santa Chiara – deve essere compiuto entro il 30 giugno 2015 insieme con la musealizzazione del castello, pena la perdita dei fondi europei pari a 8 milioni di euro – Triggiani pone l’accento proprio sulla valenza architettonica e storica di quello che potrebbe essere ribattezzato sotterraneo della vergogna.

“Questo labirinto di cunicoli e arcate medievali è quanto rimane degli edifici conventuali di Santa Chiara che – ricorda – risalgono al XVI secolo. Secondo fonti storiche accreditate insisterebbero su insediamenti ben più antichi e, infatti, nel XIII secolo proprio in quest’area sorgeva la fondazione monastica di Santa Maria degli Alemanni, appartenuta insieme con l’ospedale ai cavalieri teutonici. Si parla, dunque, di un luogo degno della massima tutela, anche in ragione delle eventuali rinvenimenti e scoperte archeologiche che potrebbero avvenire in un futuro che mi auguro migliore per i beni culturali in questa città”.

Fonte | sources:

— Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell’archivio dei tesori pugliesi, Foto 1 di 51 – Disegni storici, progetti e fotografie: viaggio nell’archivio dell’abbandono, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

Progetti, fotografie, rilievi e disegni storici ridotti come rifiuti. Ecco le condizioni in cui versa l’archivio della Soprintendenza ai beni architettonici di Bari, dimenticato da anni nel seminterrato aperto a tutti dell’ex convento di Santa Chiara, da qualche mese oggetto di un’occupazione di alcuni migranti. Nelle immagini il viaggio nel disastro della memoria dei restauri dei tesori della storia di Puglia, compiuto da Repubblica insieme con l’urbanista Dino Borri e lo storico Maurizio Triggiani di ANTONIO DI GIACOMO

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/08/09/news/topi_ddd-93484609/#gallery-slider=93485711

— Patrimonio culturale a rischio | FACEBOOK (07-08|2014).

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