ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Mausoleo di Augusto, nuova vita in 3D. IL MESSAGGERO (29/04/2017) | LAURA LARCAN – FACEBOOK (29/04/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Mausoleo di Augusto, nuova vita in 3D. IL MESSAGGERO (29/04/2017) | LAURA LARCAN – FACEBOOK (29/04/2017).

ROMA – Il Mausoleo di Augusto, nuova vita in 3D. IL MESSAGGERO (29/04/2017).

“Il Mausoleo di Augusto rinasce? La sfida è in atto. Dopo sei mesi dall’avvio del primo lotto di lavori di restauro, martedì inaugura la nuova cancellata artistica, con scenografia hi-tech, e la nuova illuminazione. I lavori vanno avanti grazie al mecenate Fondazione Tim. Tutti i dettagli della cerimonia oggi sul Messaggero.”

LAURA LARCAN – FACEBOOK (29/04/2017).
https://www.facebook.com/laura.larcan?fref=nf

s.v,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Francesco Cellini, Roma – Usi e interpretazioni di un monumento antico – il Mausoleo di Augusto a Roma, Accademia Nazionale di San Luca, Roma (10/04/2015), 1-157 [pdf]; & Dr. Fabio Berti, Mausoleo di Augusto. Demolizioni e scavi. Fotografie 1928/1941, Milano: Electa (2011), pp. 1-164 [in PDF].

— ROMA ARCHEOLOGIA: Dott.ssa Paola Virgili, Ecco la magica via di luce cosi` Augusto in 13 minuti si trasformava in un dio – Scoperto il sentiero sacro dal Pantheon al suo mausoleo. La Repubblica (11/06/2012), p. 23.

— ROMA ARCHEOLOGICLA & RESTAURO ARCHITETTURA: NEL PALAZZO DELL’INPS – Piazza Augusto Imperatore: hotel a cinque stelle, vista mausoleo – La vendita del palazzo degli anni ‘30, Bulgari e Four Season i marchi interessati, CORRIERE DELLA SERA (03|06|2015).

— ROMA ARCHEOLOGIA: Mausoleo di Augusto. Demolizioni e scavi (1928-1941) & Progetto ARA PACIS – Architetto Richard Meier (2008-12).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=Il+Mausoleo+di+Augusto

NAPOLI | CAMPANIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Der historische Stadtplan von Neapel (1775) Digitale & Archivio Fotografica – Dott. Carlo Raso | FLICKR (2011-17).

NAPOLI 2017

NAPOLI | CAMPANIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Der historische Stadtplan von Neapel (1775) Digitale & Archivio Fotografica – Dott. Carlo Raso | FLICKR (2011-17).

1). Prof. Dr. Tanja Michalsky, Dr. Grit Heidemann-Schirmer & Dr. Martin Raspe, Der historische Stadtplan von Neapel (1775) Digitale. © 2011, Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte.

https://maps.biblhertz.it/map?fn=napoli/noia-dewarp-lzw-tiled.tif

Prof. Dr. Tanja Michalsky, Dr. Grit Heidemann-Schirmer & Dr. Martin Raspe, Online-Ressourcen DUCA di NOIA digital. Der historische Stadtplan von Neapel in der SLUB Dresden (1775) wurde 2016 im Auftrag der Bibliotheca Hertziana digitalisiert. Der aus 35 Kupfertafeln bestehende Plan (Maßstab ca. 1:3800) wurde digital zusammengesetzt und ist seit 2017 konsultierbar. Graphische Overlays erschließen die Legenden und sollen in Zukunft dazu dienen, weitere Inhalte zu erschließen (Guiden, Bildmaterial, Datenbank ZUCCARO).© 2011, Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte

2). Dott. Carlo Raso | Antichità attraverso il moderno | Archivio Fotografica | FLICKR (2011-17).

https://www.flickr.com/photos/70125105@N06/albums

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COMUNE DI ROMA “Non Fatello” & DARIO FRANCESHINI, MIBACT – ‘ A false’ Colosseo fra business e liti – Il Grande “business” dell’ arte (28/04/2017). Foto: DARIO FRANCESHINI, MIBACT & IL COLOSSEO (2016-17).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COMUNE DI ROMA “Non Fatello” & DARIO FRANCESHINI, MIBACT – ‘ A false’ Colosseo fra business e liti – Il Grande “business” dell’ arte (28/04/2017). Foto: DARIO FRANCESHINI, MIBACT & IL COLOSSEO (2016-17).

1). MONUMENT RESTORATION BETWEEN PRESERVATION SCIENCE AND ARCHAEOLOGICAL TOURISM – the Dipartimento Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, the MIBACT (2007-08).

“…The restoration of monuments is one of the unavoidable passages of the upgrade process of an archaeological site, which is so transformed from a ‘simple’ ruin into a readable witness of the past. Contemporary tourists are essentially looking for an emotional involvement. The authenticity of the place to visit is not so important as a reconstruction that may convey an emotion or a feeling which can be considered as an ‘extraordinary.’ A ‘false’ or even virtual reconstruction capable of ensuring an emotionally unique experience is preferable to an authentic relic that cannot talk to the visitor’s ‘senses’. But how to combine this new frontier of international tourism based on the senses with the need for a scientific and rational basis, that is the very essence of the institutions that take care of the preservation and protection of the cultural heritage? Italian and foreign experts from different Mediterranean areas will attend the meeting.”

Fonte | source:

— The Dipartimento Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, the MIBACT (2007-08).
http://www.dsu.cnr.it/

2). COMUNE DI ROMA – Virginia Raggi, Sindaca di Roma, ha presentato il Ricorso al TAR! (23/04/2017).

“…Il Ministro Franceschini reagisce dicendo che siamo contro l’innovazione e che diamo notizie false. Favole. Noi abbiamo proposto innovazioni senza precedenti. In incontri privati e in pubblico, come anche riportato dalla stampa, abbiamo offerto di creare un consorzio per curare insieme, Stato e Capitale, TUTTO il patrimonio culturale di Roma, non solo al centro. Solo così si evita di fare una polo di serie A (quello ricco, al centro, di fatto riservato ai turisti e ai facoltosi) e tanti di serie B (nel resto della città, senza risorse per valorizzare lo sterminato patrimonio che rende Roma unica al mondo). Solo così si eliminano le sovrapposizioni tra le tante autorità che hanno voce in tema di patrimonio culturale sul territorio di Roma e si superano le lentezze e spesso arbitrarietà delle decisioni su ciò che si può e non si può fare in città.”

FONTE | SOURCE:

— Virginia Raggi, Sindaca di Roma, COMUNE DI ROMA (23/04/2017).
https://www.facebook.com/Luca-Bergamo-510686362454111/

s.v.,

— ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA DI MUSSOLINI & DARIO FRANCESHINI, MIBACT – Colosseo, centurioni fra business e liti, ecc., (1945 | 2017) – “…Certo, fra le grandi trovate di Mussolini [e oggi Dario Franceschini] quella di far vedere Roma ai romani resterà una delle più memorabili,” * in: Nuova Antologia (16/11/1932); Corriere della Sera (1945); Il Messaggero 1958 & 1959 & THE NEW YORK TIMES (1959), ecc.

http://wp.me/pPRv6-3Jd

— ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: Fotografie di esempi passati del MIBACT, del Colosseo e dell’innovazione (2007-1017).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. ARCHEO DISNEYLAND - UNA FLOP: Roma, Il Colosseo - The Bookstore (15|05|2015), &  Prof. Cesare Brandi (1966) = "A Phony Rome for Lazy Tourist!", in: The 'Il Messaggero' & The 'NEW YORK TIMES' (15|07|1959), p. 6.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. ARCHEO DISNEYLAND - UNA FLOP: Roma, Il Colosseo - The Bookstore (15|05|2015), &  Prof. Cesare Brandi (1966) = "A Phony Rome for Lazy Tourist!", in: The 'Il Messaggero' & The 'NEW YORK TIMES' (15|07|1959), p. 6.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. L’assessore Giovanna Marinelli - Umiliano i monumenti della città, ma il Comune di Roma gli organizza una mostra, ARTRIBUNE (07|12|2014). Foto: Nathalie Naim, Comune di Roma consigliere (15|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURE: Italy's fears that corporate-sponsored restoration projects will lead to the Disneyfication of its cultural heritage, WASHINGTON POST | INDEPENDENT, U.K., (6-7|09|2014).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. F. Galloni, Lazio, i conti dei beni culturali: 200 milioni bloccati in cassa. IL MESSAGGERO (23|02|2013). & L' Imperatore Augusto & Scavi Via Guilia, in: THE TELEGRAPH (18|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma in rivolta - "La chiusura del Colosseo un grave danno alla citta`", IL MESSAGGERO (22/06/2013), p. 53. [Foto: Via dei Fori imperiali (03/2008) o "Via dei Latrina Imperiale?, i residenti Rione Monti" (01/2011)].

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Colosseo, bloccate le uscite di sicurezza Grossi lucchetti alle porte, IL MESSAGGERO (09/06/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA:"Roma citta eterna" dello schifo," Il terrazzo che guarda al Colosseo. E che annega nel degrado e nell'abbandono. Blog di ROMA FA SCHIFO (30/08/2012).

ROME - Centurions clash with police at Colosseum. ANSA & ITALIAN NEWS (12/04/2012): [The Neglect of Rome's Cultural Heritage: Dino Gasperini, Rome's Councialman of Culture & Umberto Broccolli, Rome's Archaeological Supervisor Need to Resign].

ROME - The Neglect of Rome's Cultural Heritage by the Ministry of Culture (2008-11), and the City of Rome (2005 - 11): Rome & GOOGLE EARTH (2006) - View of the Roman Forum, Arch of Constantine, the Colloseum. Note: the long lines of illegal vendors.

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ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA DI MUSSOLINI & DARIO FRANCESHINI, MIBACT – Colosseo, centurioni fra business e liti, ecc., (1945 | 2017) – “…Certo, fra le grandi trovate di Mussolini [e oggi Dario Franceschini] quella di far vedere Roma ai romani resterà una delle più memorabili,” * in: Nuova Antologia (16/11/1932); Corriere della Sera (1945); Il Messaggero 1958 & 1959 & THE NEW YORK TIMES (1959), ecc.

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ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA DI MUSSOLINI & DARIO FRANCESHINI, MIBACT – Colosseo, centurioni fra business e liti, ecc., (1945 | 2017) – “…Certo, fra le grandi trovate di Mussolini [e oggi Dario Franceschini] quella di far vedere Roma ai romani resterà una delle più memorabili,” * in: Nuova Antologia (16/11/1932); Corriere della Sera (1945); Il Messaggero 1958 & 1959 & THE NEW YORK TIMES (1959), ecc.

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“monumenti antichi riporti alla lezione con cui li ammanniscono nei polpettoni dell pellicole storiche. Sicche’ per un pelo si e` capitolato pericolo di veder sorgere a Roma, una Roma in miniatura tipo Disneyland”

Prof. Cesare Brandi, ‘La situazione archeologica. Ulisse, 2, Sansoni, (1966): 9-15. **
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1). ROMA-Colosseo, il Ministero silenzia le polemiche: “Con il Parco nessun rischio per l’area Unesco.” PATRIMONIOSOS.IT & ROMA TODAY (28/04/2017).

Dal Mibact un chiarimento punto per punto: cos’è il nuovo ente parco e quali sono le implicazioni in termini di risorse e gestione

Nessun rischio per l’area Unesco, maggiore tutela per il centro storico di Roma e più risorse per la tutela del patrimonio culturale della città, con la nuova Soprintendenza speciale che disporrà di un finanziamento stabile pari ad almeno circa 11 milioni di euro annui. Il Ministero dei Beni culturali chiarisce una volta per tutte, punto per punto tramite un lungo comunicato stampa, ogni aspetto del nuovo ente Parco, a seguito della pioggia di polemiche partite dai ricorsi al Tar del Campidoglio e della Uil e proseguite con gli allarmi dell’associazione Italia Nostra e dell’ex soprintendente Adriano La Regina.

“STESSI FINANZIAMENTI DEL PASSATO” – Punto primo: “Con il Parco archeologico del Colosseo più risorse per la tutela del Patrimonio culturale di Roma”. Tradotto, in risposta ai timori sollevati dalla sindaca Raggi: “Non determinerà alcuna diminuzione dei finanziamenti destinati alla tutela del patrimonio culturale di Roma. Al contrario, come già dimostrato dai risultati della riforma dei musei statali, potrà solo comportare un aumento di introiti, di cui beneficeranno sia Roma, sia l’intero sistema museale nazionale”. E ancora le percentuali già diffuse nei giorni scorsi dal ministro Franceschini.

“Le risorse derivanti dai biglietti del Parco archeologico del Colosseo contribuiranno: per l’80% alla tutela e valorizzazione di tutti i beni culturali statali presenti nel territorio di Roma (per il 50% alla tutela dei beni culturali statali presenti nell’area archeologica centrale – esattamente come è avvenuto negli ultimi anni – e per il 30% alla tutela del patrimonio culturale statale presente nel restante territorio della città di competenza della nuova Soprintendenza speciale di Roma); per il 20%, come già avviene dal 2015 per tutti i musei e i luoghi della cultura dello Stato, al sostegno dell’intero sistema museale nazionale. In passato, del resto, la maggior parte degli introiti derivanti dal Colosseo è sempre stata usata per le spese di manutenzione, conservazione e restauro dei luoghi assegnati al nuovo Parco (Colosseo, Foro romano, Palatino e Domus Aurea)”.

E ancora, al punto due, “la nuova Soprintendenza speciale di Roma riceverà, in modo diretto e con cadenza quadrimestrale, i fondi dal Parco archeologico del Colosseo”, il 30% appunto. “In altri termini, se si considera che, per il 2016, l’importo degli introiti complessivi annui derivanti da bigliettazione da Colosseo, Palatino, Foro romano e Domus aurea è stata, al netto dell’aggio concessorio, di circa 35-36 milioni di euro, la nuova Soprintendenza speciale disporrà di un finanziamento stabile pari ad almeno circa 11 milioni di euro annui; importo che si aggiungerà comunque ai trasferimenti che saranno assicurati dal Ministero (come avviene per tutte le Soprintendenze) e ad ogni altra eventuale risorsa (ad esempio, da donazioni o sponsorizzazioni). Va rilevato inoltre che, quando vi era la Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale, il Soprintendente avrebbe astrattamente potuto destinare al Colosseo o al Palatino l’intero ammontare delle risorse derivanti dalla bigliettazione, senza assegnare alcunchè ai restanti monumenti”.

FRANCESCHINI A RAGGI: “DA LEI SOLO FALSITA'”

TEMPISTICHE – Al punto tre: “Il parco nasce nei tempi previsti”. “Sono stati definiti i confini, che coincidono con l’area prevista dall’accordo tra il Ministero e Roma Capitale per la valorizzazione dell’area archeologica centrale sottoscritto il 21 aprile 2015. Al Parco sono stati espressamente assegnati la gestione dell’Anfiteatro Flavio, del Foro romano, del Palatino, della Domus Aurea e della Meta Sudans, nonchè la tutela di ogni altro monumento o immobile all’interno dei suoi confini già di competenza della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale. È stato conferito l’incarico di direzione ad interim ad un dirigente del Ministero per assicurare la pronta attivazione dell’ufficio e curare i passaggi di consegna; è stata adeguata la ripartizione delle dotazioni organiche; si stanno effettuando gli adempimenti contabili; il 27 febbraio 2017 è stata bandita la procedura di selezione pubblica internazionale per il nuovo direttore, che si concluderà entro il 30 giugno prossimo; il 14 aprile si è chiuso il termine per la presentazione delle domande con 84 candidature pervenute che verranno valutate da una commissione composta da esperti di chiara fama; il 26 aprile 2017 il Parco ha avuto l’autonomia speciale, che permette ora di nominare gli organi, nei quali, come avviene per gli altri istituti autonomi, vi saranno anche membri designati dal Comune e dalla Regione”.

AUTONOMIA GOVERNATIVA – Infine al punto quattro: “Tutti i musei autonomi di Roma hanno i propri organi di governo”. “Con i decreti del 17 e 23 dicembre 2015 sono stati nominati gli organi della Galleria Borghese, della Galleria nazionale d’arte moderna, delle Gallerie di arte antica; con decreti del 2 dicembre 2016 sono stati nominati gli organi del Museo delle civiltà, del Museo etrusco di Villa Giulia, del Museo nazionale romano, del Parco archeologico dell’Appia antica, del Parco archeologico di Ostia antica e di Villa oAdriana e Villa d’Este a Tivoli”.

“NESSUN COSTO EXTRA”… – E poi si tratta di “una riforma a costo zero”. “La retribuzione annua lorda prevista per l’incarico di direttore del Parco archeologico del Colosseo è pari a 145.000 euro, più eventuale retribuzione di risultato massima di euro 35.000. Esattamente come tutti gli altri 9 istituti autonomi dirigenziali generali. A fronte della previsione del posto di direttore del Parco archeologico del Colosseo, è stato soppresso un ufficio presso il Gabinetto del Ministro, con identico stipendio. La spesa totale per gli incarichi dirigenziali del Mibact, a seguito della riforma, non è aumentata di un solo euro. Inoltre l’aumento da 400.000 euro a 1 milione di euro per la spesa stipendiale dei direttori degli istituti autonomi presenti a Roma va contestualizzato con riferimento a tutti gli uffici del Ministero: come ribadito, la riforma ha mantenuto inalterato il costo complessivo relativo al personale dirigenziale. A Roma, la creazione di musei e parchi archeologici autonomi, con un direttore dotato di reali poteri, come avviene in tutto il mondo, è stata bilanciata dalla soppressione di diversi posti in altre sedi, molti delle quali presso gli uffici centrali delle Direzioni generali (con taglio di oltre il 20 per cento)”.

…”E NESSUN RISCHIO PER L’AREA UNESCO” – Sesto e ultimo punto, il decreto prevede “maggiore tutela per il centro storico di Roma, senza rischi per l’area Unesco”. “I paventati rischi per il sito Unesco del centro storico di Roma sono privi di fondamento. Anzi è vero l’esatto contrario. Fino a prima della riforma, i beni culturali del centro storico di Roma erano sottoposti, oltre che alla sovrintendenza capitolina, a tre diverse soprintendenze dello Stato (beni archeologici; beni storico-artistici; beni architettonici e paesaggistici). Oggi lo Stato ha una sola soprintendenza, dotata di autonomia speciale, con un consiglio di amministrazione, un comitato scientifico, e soprattutto più risorse. E le competenze degli istituti autonomi sono su luoghi, aree, edifici, musei ben delimitati (Galleria Borghese, Palazzo Barberini, Colosseo, ecc.). Non si comprende in quale modo la presenza di un direttore, un consiglio di amministrazione, un comitato scientifico al Museo nazionale romano o al Colosseo possa mai compromettere la tutela del sito Unesco. Inoltre il nuovo Parco archeologico del Colosseo consente al Mibact di avere una struttura dirigenziale di livello generale dedicata esclusivamente alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione di uno dei siti più visitati d’Italia”.

FONTE | SOURCE:

— PATRIMONIOSOS.IT & ROMA TODAY (28/04/2017).

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=129365

* = A. Baldini, “Via dell’Impero,” «Nuova Antologia», fasc. 1456, 16 novembre (1932): 198-204; “…Certo, fra le grandi trovate di Mussolini, quella di far vedere Roma ai romani resterà una delle più memorabili. […] appena un mese fa, chi dava un’occhiata a questa zona, dall’alto del Vittoriano o delle arcate superiori del Colosseo, vedeva uno sfascio, un polverone, un Cafarnao, i carriaggi di Gog e Magog trasportanti acqua piante pietre catene, udiva uno stridore mai interrotto di perforatrici, un cantare fitto di scalpelli sulla pietra, un fragore di selci rovesciate dagli autocarri, il rombo della spianatrice, il tonfo dei selciaroli, e fuor del fumo e della polvere ogni tanto di corsa uscire fila di carretti col loro carrettiere in piedi, in maglietta, la fascia stretta alla vita. […] C’era chi si metteva le mani nei capelli e non capiva che piega potesse prendere uno sconvolgimento di quelle dimensioni: non pensava che alla fin dei conti c’era in fondo papà Colosseo, capace di ritirar su con la sua sola presenza una ruina anche più squarciata di quella, e una quinta come la schiena della Basilica di Costantino capace di metter sull’attenti Seismos in persona,..”

** = Prof. Cesare Brandi, ‘La situazione archeologica. Ulisse, 2, Sansoni, (1966): 9-15, in: in: Dott. Arch. Maria Grazia Ercolino”The preservation of ruins. The topicality of Cesare Brandi’s theory,” pp. 205-204; J. D. Rodrigues & J.M. Mimoso (edt.), Theory and Practice in Conservation, National Laboratory of Civic Engineering, LISBON (2006).

https://www.academia.edu/5326900/The_preservation_of_ruins._The_topicality_of_Cesare_Brandis_theory

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURE: Rome, The New Celian Hill Theme Park – “A Phony Rome for Lazy Tourists.”? Cited from the Il Messaggero 1959, in: The New York Times (15|07|1959), p. 6.

NYT (15|07|1959), Pg. 1 =

ROME - The Neglect of Rome's Cultural Heritage by the Ministry of Culture (2008-11), and the City of Rome (2005 - 11): "A Phony Rome for Lazy Tourists."? Cited from the Il Messaggero 1959, in: The New York Times (15/07/1959), p. 6. [Pt.1].

NYT (15|07|1959), Pg. 2 =

ROME - The Neglect of Rome's Cultural Heritage by the Ministry of Culture (2008-11), and the City of Rome (2005 - 11): "A Phony Rome for Lazy Tourists?" Cited from the Il Messaggero 1959, in: The New York Times (15/07/1959), p. 6. [Pt.2].

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Colosseo, centurioni fra business e liti, CORRIERE DELLA SERA (07|12|2015). FOTO: Roma – “E nel 1945 c’era chi ci aveva già provato”, Ecco una straordinaria foto dell’archivio del Corriere della Sera, datata 1945.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA:  Colosseo, centurioni fra business e liti, CORRIERE DELLA SERA (07|12|2015). FOTO: Roma - "E nel 1945 c’era chi ci aveva già provato", Ecco una straordinaria foto dell’archivio del C.d.Sera ,1945

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – In thiw way the tourist can admire the reliefs of the Column of Trajan, in: IL MESSAGGERO (07/10/1958).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Richard Brilliant,  Chap. 3:  "The Column of Trajan and Its Heirs:  Helical Tales, Ambiguous Trails," [pdf] pp. 90-123; in: Richard Brilliant, Visual Narratives.  Storytelling in Etruscan and Roman Art, 1984.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Centurions return to Rome | VIRGINIA RAGGI | TWITTER (27/04/2017); THE LOCAL NEWS – ITALY; WANTED IN ROME, THE TELEGRAPH, U.K., (28/04/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Centurions return to Rome | VIRGINIA RAGGI | TWITTER (27/04/2017); THE LOCAL NEWS – ITALY; WANTED IN ROME, THE TELEGRAPH, U.K., (28/04/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Centurions return to Rome | VIRGINIA RAGGI | TWITTER (27/04/2017); THE LOCAL NEWS – ITALY; WANTED IN ROME, THE TELEGRAPH, U.K., (28/04/2017).

1). ROME – Rome’s costumed ‘gladiators’ are now allowed back to tourist spots, THE LOCAL NEWS – ITALY (28/04/2017).

Costumed ‘gladiators’ will be allowed to return to Rome’s major tourist spots after a regional court overturned a ban put in place by city authorities.
Rome cracked down on the gladiators (which is what they call themselves most of the time, despite usually dressing as Roman centurions) following a string of complaints accusing the actors of overcharging or even pick-pocketing unsuspecting travellers. Authorities booted them out of the capital’s historic centre, with a hefty fine for those caught flouting the ban.

But a regional administrative court on Thursday overturned the ban, ruling in favour of a group representing centurions and street artists who had lodged an appeal.

Judges said that “contingency and urgent ordinances are to remedy unforeseen emergency situations” and that the situation regarding centurions and rickshaw drivers “did not constitute an emergency”.

In their decision, judges acknowledged that “the extraordinary context of the Jubilee Year” in 2016 had made extra security measures necessary, but that since this was no longer the case, the “indiscriminate and repeated bans” were not justified.

Raggi was quick to respond to the ruling, saying the capital could not be “held hostage” by the street artists. She added that the city was working on “a new regulation to protect the city”.

“The ban on figures like centurions near the monuments of central Rome serves to preserve the dignity of this prestigious area,” Rome’s councillor for Economic Development, Tourism and Labour said in a statement, confirming that city authorities planned to work on definitive legislation to tackle the issue.

The battle between Rome’s centurions and local authorities has been going on for years.

Back in 2002, a law obligated costumed ‘street actors’ to pass an exam, including English language and a general culture test, before they could work in the capital.

One of the main issues is that the gladiators often aren’t clear that that there’s a charge for a photo with them, and some are conned out of large amounts for a photo – particularly if they haven’t worked out the conversion rate of their currency into euro.

A viral video in 2015 showed a Romanian TV crew getting their wallets stolen by a group of Colosseum centurions who took €100 as compensation for a couple of photos in front of Rome’s most iconic building.

In the video, the Romanian film crew ask onlooking police officers to help them get their money back, but the officers advise them it’s better not to take action.

The first ban in November 2015 introduced a €400 fine for those caught plying their trade without authorization, and applied to rickshaws as well as the costumed actors.
Updating these regulations was one of the first things mayor Virginia Raggi did after her election, imposing the €400 fines in her very first council meetings, and she has extended the ordinance twice since then.

FONTE | SOURCE:

— THE LOCAL NEWS – ITALY (28/04/2017).

https://www.thelocal.it/20170428/romes-costumed-gladiators-are-allowed-back-to-tourist-spots

2). ROME – Centurions return to Rome | WANTED IN ROME (28/04/2017).

Rome mayor vows to fight court order reversing city ban.
Rome’s mayor Virginia Raggi has said that she will fight a ruling by Lazio regional administrative tribunal (TAR) on 27 April which overturned a city order banning centurions and rickshaws from operating around historic tourist sites in the capital.
The city’s ban was quashed by the TAR following an appeal by groups representing the costumed centurions whose trade “could not be considered an emergency” according to the court.
Mayor Raggi has vowed to introduce new legislation to “protect” the city’s heritage, tweeting immediately after the court ruling: “Rome can not be held hostage by centurions and rickshaws.”
The ban, which was introduced by Rome commissioner Francesco Paolo Tronca in November 2015, was extended by Raggi last December. The order, which included penalties of €400, was meant to remain in place until 30 July this year.
Consumer agency Codacons said the ban had been unjustified but argued that “clear rules” must be introduced governing the so-called centurions and how much they can charge tourists for appearing in souvenir photographs.
In the past the centurions have been accused of aggressive behaviour and requesting exorbitant photo fees.

FONTE | SOURCE:

— WANTED IN ROME (28/04/2017).

http://www.wantedinrome.com/news/centurions-return-to-rome/

3). ROME – Rome’s modern-day centurions and legionaries return to Colosseum after ban is quashed, THE TELEGRAPH, U.K., (28/04/2017).

Their plastic swords and daggers might not stand up to real combat, but Rome’s modern-day centurions and legionaries are celebrating after winning a red tape battle with the city council.

Five months ago the administration, led by Virginia Raggi, the mayor, banned the latter-day Roman soldiers from hanging around monuments like the Colosseum and the Trevi Fountain, where for years they have made a living by posing for photographs with tourists and charging money.

But the touts – who dress up in tunics, capes and leather breastplates – launched an appeal against the ruling, saying their livelihoods had been ruined.

Now a regional tribunal has ruled in their favour, slapping down the council’s ban and saying that the centurions and gladiators can resume plying their trade without fear of being hit with a 400 euro fine.

The regional administrative court of Lazio, the region which encompasses Rome, upheld the appeal, which was presented by a street artists’ association that represents the costumed touts. The tribunal said the council had failed to consult all parties sufficiently and the ban was unjustified.

Suspending the measure, it called for the introduction of clearer guidelines on where the street artists can work and how much they can charge.

Until now, the sector has been largely unregulated, with the soldiers asking for anything between five euros and 50 euros for posing with tourists, depending on their gullibility.

There have been cases in the past where they have turned abusive and aggressive towards tourists who baulk at handing over large sums of cash.

They have also been accused of harassing young women tourists and on occasion touching them inappropriately.

But Daniele Di Porto, the vice-president of the Centurion Street Artists Association, insisted that he and his fellow legionaries were a big hit with most visitors. “When we pose for photos we just ask for a little contribution. We makes kids happy, we give out information to tourists. We are happy to be regulated,” he said.

The court also overturned a ban on pedal-powered rickshaws offering rides to tourists at well-known attractions such as the Pantheon – an ancient Roman temple converted into a church – and the Roman Forum.

The council, however, appears ready to continue the fight. “The city cannot be held hostage by centurions and rickshaws,” Ms Raggi wrote in a tweet. “Change must proceed. (We need) new regulations on decorum in order to protect the city.”

FONTE | SOURCE:

— THE TELEGRAPH, U.K., (28/04/2017).

http://www.telegraph.co.uk/news/2017/04/28/romes-modern-day-centurions-legionaries-return-colosseum-ban/

4). VIRGINIA RAGGI | TWITTER (27/04/2017).

#StopAbusiviaRoma Città non può essere ostaggio di centurioni e risciò. Cambiamento va avanti. Nuovo regolamento decoro per tutelare città.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Progetto Via Alessandrina. Riprendono scavi area per riunire Foro di Traiano, COMUNE DI ROMA (25/11/2016) & Dott. ARCH. FEDERICO CELLETTI | FACEBOOK (10/02/2016) & Dott.ssa Paola Marzoli, FACEBOOK (25/11/2016).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Progetto Via Alessandrina. Riprendono scavi area per riunire Foro di Traiano, COMUNE DI ROMA (25/11/2016) & Dott. ARCH. FEDERICO CELLETTI | FACEBOOK (10/02/2016) & Dott.ssa Paola Marzoli, FACEBOOK (25/11/2016).

Riprenderanno oggi gli scavi della Via Alessandrina, dopo una interruzione di alcuni mesi dovuta allo spostamento di un cavo elettrico di media tensione. Il progetto, diretto dalla Sovrintendenza Capitolina, entra così nella sua fase esecutiva per ricostituire nella sua interezza una delle più importanti aree archeologiche esistenti a livello mondiale. I cittadini romani e i turisti, grazie agli affacci sull’area di scavo, potranno seguire le diverse fasi dei lavori.

Verrà rimosso il tratto iniziale di via Alessandrina per una lunghezza di circa 30 metri. Lo scopo è unificare i due settori del Foro di Traiano rimasti separati dalla strada dopo gli scavi del 1998-2000.

Il nuovo grande scavo urbano, reso possibile grazie a una donazione di un milione di euro da parte del Ministero della Cultura e del Turismo dell’Azerbaijan, consentirà di restituire al suo originario contesto una porzione importante del Foro di Traiano.

Si prevede di ritrovare parti consistenti delle abitazioni che, nel Medioevo, si sovrapposero al monumento romano oltre al piano di appoggio delle lastre marmoree della piazza che si trova ad alcuni metri di profondità in corrispondenza dell’intera area di scavo.

L’attuale tracciato di via Alessandrina unisce la piazza della Colonna di Traiano (Foro Traiano) con il punto di incontro tra via dei Fori Imperiali e largo Corrado Ricci. La strada è uno dei pochissimi elementi superstiti del rinascimentale quartiere Alessandrino scomparso in seguito agli interventi di demolizione condotti dal Governatorato di Roma, tra il 1924 e il 1932, per l’apertura dell’attuale via dei Fori Imperiali.

Il tratto interessato, compreso tra il muro di Pio VII e la passerella di Campo Carleo, è costituito da una sezione stradale lunga 30 metri e larga 13 metri che verrà scavata per una profondità di 4,50 metri fino al piano di calpestio romano.

FONTE | SOURCE:

— COMUNE DI ROMA (25/11/2016).

https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1272920

— Dott. Arch. Federico Celletti, Scavi archeologici a via Alessandrina | FACEBOOK (10/02/2016).

https://www.facebook.com/federico.celletti

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: A PALAZZO BRASCHI L’UNIVERSITA’ ROMA TRE METTE IN MOSTRA UN PREZIOSO MODELLO LIGNEO DEL QUARTIERE ALESSANDRINO E DEL FORO ROMANO NEL 1871, ROMA TRE (04/2017).

Roma Tre a Palazzo Braschi mette in mostra un prezioso modello ligneo, ROMA TRE (04/2017).

http://wp.me/pPRv6-3IP

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, – “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017) & LA REPUBBLICA (30/03/2017). Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017.

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “I FORI IMPERIALI - Archeologia in Comune” della Sovrintendenza Capitolina (24/11/2016). Foto | Fonte: Dott.ssa Paola Marzoli, "I progetti in Sovraintendenza dal 2001 (2016)," FACEBOOK (25/11/2016).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “I FORI IMPERIALI – Archeologia in Comune” della Sovrintendenza Capitolina (24/11/2016). Foto | Fonte: Dott.ssa Paola Marzoli, “I progetti in Sovraintendenza dal 2001 (2016),” FACEBOOK (25/11/2016).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA:A PALAZZO BRASCHI L’UNIVERSITA’ ROMA TRE METTE IN MOSTRA UN PREZIOSO MODELLO LIGNEO DEL QUARTIERE ALESSANDRINO E DEL FORO ROMANO NEL 1871, ROMA TRE (04/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA:A PALAZZO BRASCHI L’UNIVERSITA’ ROMA TRE METTE IN MOSTRA UN PREZIOSO MODELLO LIGNEO DEL QUARTIERE ALESSANDRINO E DEL FORO ROMANO NEL 1871, ROMA TRE (04/2017).

Roma Tre a Palazzo Braschi mette in mostra un prezioso modello ligneo, ROMA TRE (04/2017).

COMUNICATO STAMPA

A PALAZZO BRASCHI L’UNIVERSITA’ ROMA TRE METTE IN MOSTRA UN PREZIOSO MODELLO LIGNEO DEL QUARTIERE ALESSANDRINO E DEL FORO ROMANO NEL 1871

Il rettore Panizza: «Una realizzazione di arte e tecnica che invitiamo ad ammirare, una creazione frutto di studio scientifico e maestria artigiana»

Roma, 4 aprile 2017. Palazzo Braschi ha riaperto al pubblico in un nuovo e moderno allestimento cui ha contribuito l’Università degli Studi Roma Tre.

Al terzo piano del Museo di Roma è possibile ammirare il modello in legno, realizzato dal Dipartimento di Architettura dell’ateneo, che rappresenta una ricostruzione del tessuto urbano del Quartiere Alessandrino nel 1871 come si presentava prima degli interventi tardo ottocenteschi che portarono all’apertura di via Cavour e, più tardi, alla creazione di via dell’Impero voluta da Mussolini. Il Foro Romano è in fase di scavo. Accompagnano l’esposizione del plastico due filmati prodotti dall’Istituto Luce con materiali originali dell’epoca e la regia di Roland Sejko, rispettivamente dedicati alla costruzione di via dell’Impero e alla demolizione della Spina dei Borghi.

«Siamo molto orgogliosi di questa importante partecipazione del nostro ateneo all’innovazione di Palazzo Braschi a piazza Navona», dichiara il rettore di Roma Tre, Mario Panizza. «Il nuovo Museo di Roma presenta oggi spazi espositivi molto valorizzati e, in questi, il nostro modello ligneo è una realizzazione di arte e tecnica che invitiamo ad ammirare, una creazione frutto di studio scientifico e maestria artigianale del nostro Dipartimento di Architettura».

Il prezioso modello è in legno massello di pero, cornici in bahia, telaio in multistrato di abete e la sua base cartografica fa riferimento al Catasto Urbano Pio-Gregoriano (1816-1835) e aggiornamenti al 1871.

«In scala 1:500, rappresenta il paesaggio composito di una parte della città nell’assetto che aveva raggiunto alla fine del Governo pontificio e nel momento del passaggio alle istituzioni dello Stato italiano, che avrebbero promosso interventi di forte discontinuità», spiega Elisabetta Pallottino, direttore del Dipartimento di Architettura, a nome degli autori del modello. «Il Foro Romano appare in una fase di transizione: è stato scavato quasi esclusivamente nella parte verso il Campidoglio e mantiene una serie di recinti puntuali intorno ad alcuni monumenti restaurati, in attesa di raggiungere una prima quota unitaria. Il quartiere Alessandrino, intorno agli assi della via Alessandrina e della via Bonella, è ancora intatto».

→ Album fotografico

Credits

Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Architettura

Rettore: Mario Panizza

Direttore del Dipartimento di Architettura: Elisabetta Pallottino

Responsabilità scientifica:

Francesca Geremia, Elisabetta Pallottino, Paola Porretta (per la restituzione del contesto urbano), Daniele Calisi, Maria Grazia Cianci (per il disegno e la rappresentazione)

Realizzazione:

Massimiliano Pontani, con la collaborazione di Federico Pontani e Mario Sabatini (Laboratorio Modelli e prototipi e Laboratorio plastici di M. Pontani)

Consulenza scientifica:

Felice Ragazzo

FONTE | SOURCE:

— ROMA TRE (04/2017).

http://www.uniroma3.it/news2.php?news=9776&p=1

https://www.facebook.com/pg/universitaroma3/photos/?tab=album&album_id=756677537824790

s.v.,

— COMUNE DI ROMA – Roma antica > Aree archeologiche > Via Alessandrina (04/2017).

Chiusa nel 2007 per ragioni di sicurezza, la sua riapertura il 28 ottobre 2013, dopo gli interventi volti a garantire la piena fruibilità e accessibilità della strada, rientra nel più ampio progetto di pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, per la valorizzazione dell’intera area archeologica rappresentando così un affaccio privilegiato sugli scavi dei Fori Imperiali e sui Mercati di Traiano.
La Via Alessandrina costituiva il percorso principale del quartiere “Alessandrino” realizzato nella seconda metà del Cinquecento dal cardinale Michele Bonelli, nativo della provincia di Alessandria da cui l’origine del nome della via.

Questa strada è la sola testimonianza rimasta del quartiere, demolito completamente negli anni Trenta per l’apertura di via dell’Impero, attuale via dei Fori Imperiali.

La Passerella di Campo Carleo

Insieme a via Alessandrina viene riaperta al pubblico anche la passerella di Campo Carleo, che collega l’area dei Fori Imperiali con il rione Monti.
L’attuale manufatto, sospeso sull’area archeologica del Foro di Traiano, sostituisce l’antica via di Campo Carleo smantellata negli anni Trenta durante gli scavi e a sua volta sostituita prima con una passerella di legno, poi con una di cemento e ferro, che però stava danneggiando il muraglione cui era agganciata.
Le caratteristiche del nuovo percorso sono: il materiale (ferro cor-ten e acciaio); il basso impatto sullo skyline dell’area archeologica; il rispetto del monumento cui è agganciata, senza intaccare la materia antica; il raccordo con via Alessandrina secondo i principi dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

FONTE | SOURCE:

— COMUNE DI ROMA

http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_antica/aree_archeologiche/via_alessandrina

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma, – “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017) & LA REPUBBLICA (30/03/2017). Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017. http://wp.me/pPRv6-3II

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma, 1980 ca Plastico della via Alessandrina in: no. 1324, SSBAR / Archivio Antonio Cederna (2010), fonte: Alvaro de Alvariis (29/05/2011).

1980 ca Plastico della via Alessandrina

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Maria Grazia Cianci | Dr. Daniele Calisi, “Methods and principles for the reading, analysis and virtual reconstruction of urban fabrics that have disappeared.” [= “IL QUARTIERE ALESSANDRINO. UNA RICOSTRUZIONE VIRTUALE”], SCIRES, Vol. 4.2 (2014) [PDF], pp. 43-45.

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma, – “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017) & LA REPUBBLICA (30/03/2017). Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017.

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma, – “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017) & LA REPUBBLICA (30/03/2017). Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017.

1). Roma, I Fori dopo i Fori La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità – Illustrazione delle vicende dell’area archeologica dei Fori Imperiali attraverso i rinvenimenti degli scavi degli ultimi 25 anni. Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017).

Il più grande “cantiere moderno dell’antichità”. L’area in cui sorgevano i Fori Imperiali, cuore antico della città di Roma e complesso architettonico unico al mondo per vastità e continuità urbanistica, è stata oggetto di un’attività di scavo, studio e ricerca straordinariamente intensa nel corso del tempo. In particolare, gli scavi archeologici realizzati negli ultimi venticinque anni hanno portato alla luce un tesoro prezioso. Il rinvenimento di un’eccezionale varietà di reperti, in alcuni casi unici, ha permesso, infatti, di ampliare le conoscenze sulle vicende del sito nel periodo medievale e moderno. Un contesto storico sicuramente meno noto (e meno rappresentato) al grande pubblico rispetto a quello classico, ma altamente esemplare della continuità insediativa urbana.

Un’interessante e quanto mai diversificata selezione di questi reperti – tra cui ceramiche, sculture, monete, oggetti devozionali e di uso quotidiano –, tra le migliaia recuperati e per la maggior parte esposti per la prima volta, racconteranno questi significativi periodi storici all’interno della mostra I Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità.

Come in un viaggio a ritroso nel tempo, gli scavi archeologici hanno riportato alla luce ricchi depositi stratigrafici che si sono accumulati nel corso dei secoli al di sopra dei maestosi resti dei Fori. Qui, già prima del fatidico Anno Mille, erano sorti diversi nuclei di abitato e alcune piccole chiese. Il paesaggio urbano cambiò nuovamente alla fine del XVI secolo, quando nella zona furono avviate operazioni di bonifica dei terreni seguite dalla nascita di un tessuto urbano ordinato: il Quartiere Alessandrino, chiamato così dal soprannome del cardinal Michele Bonelli, che ne promosse la realizzazione. Negli Anni Trenta del secolo scorso il Quartiere, con le sue abitazioni e le sue chiese, fu raso al suolo per l’apertura di via dei Fori Imperiali e la “liberazione” delle strutture di epoca classica.
Furono così cancellati, d’un colpo, secoli di storia, di vita, di arte.

La vita quotidiana, insieme alle vicende dei luoghi e delle persone – anche illustri –, sarà ricostruita attraverso 310 reperti archeologici, costituiti da oggetti appartenuti agli abitanti o prodotti nelle botteghe dell’area, e conservati in gran numero nei depositi dei Fori Imperiali ma anche presso altre strutture museali della Sovrintendenza Capitolina (i depositi del Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano e il Medagliere Capitolino).

Le sezioni:

Dopo una parte introduttiva sulle trasformazioni dell’area dei Fori Imperiali dall’antichità alle demolizioni dell’epoca fascista, fino agli scavi del Grande Giubileo, corredata da pannelli didattici e da un video con immagini storiche, inizia il percorso della mostra, sviluppato in 4 sezioni:
– La prima, dedicata a Gli oggetti della vita quotidiana, si articola in diverse sottosezioni;
– Tra XV e XVI secolo almeno tre botteghe di vasai si insediarono nell’area del Foro di Traiano. All’ampio panorama produttivo di questa categoria è dedicata la seconda sezione della mostra: I vasai del Rinascimento;
– La terza sezione propone una prospettiva inedita e curiosa per gli appassionati di arte e storia di Roma, spaziando sul tema de Gli abitanti famosi.
– A chiusura del percorso, la storia dei numerosi complessi religiosi presenti nell’area: la quarta e ultima sezione è dedicata a Chiese e conventi.

Curatore/i
Roberto Meneghini e Nicoletta Bernacchio

“I Fori dopo i Fori” =
1. PDF – Comunicato stampa.
2. PDF – Intervento di Roberto Meneghini – curature.
3. PDF – Interventi di Alessandro Delfino e Roberto Meneghini.

FONTE | SOURCE:

— Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017).

http://www.mercatiditraiano.it/mostre_ed_eventi/mostre/i_fori_dopo_i_fori

2). Roma, monete, bottoni case d’artista. La vita ai Fori senza imperatori – Mercati Traianei, ecco la città antica dal Medioevo alle ruspe di Mussolini, LA REPUBBLICA (30/03/2017).

Si possono definire il “più grande cantiere moderno dell’antichità”: un esempio unico al mondo per vastità e complessità urbanistica. La mostra “I Fori dopo i Fori”, da oggi al Museo dei Mercati di Traiano, pone l’accento sull’incredibile stratificazione che ha interessato l’area dei Fori imperiali in oltre 2000 anni di storia. “La volontà è quella di far capire che i Fori non si concludono nel 113 d.C., ma continuano a vivere ancora oggi”, spiega il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, ideatore dell’esposizione.

A riempire le teche del primo piano del complesso museale affacciato sul grande emiciclo sono gli oggetti della vita quotidiana, in particolare del periodo medievale e rinascimentale, rinvenuti in gran parte negli scavi effettuati negli ultimi 25 anni. Forchette, cucchiai e statuette del Presepe, orecchini e anche occhiali, frammenti di vasi e piatti finemente dipinti, ma anche forme mal cotte, alcune riutilizzate per farne lampade o contenitori per conservare l’aglio – oggi lo chiameremmo “upcycling” – e ancora i “tesoretti”, nascosti nelle intercapedini dei muri giunti fino a noi in sacche di cuoio e brocche. E qui spicca il celebre “tesoro di Via Alessandrina”, composto di monete d’oro e gioielli antichi appartenuti all’antiquario Francesco Martinetti.

Osservando le medagliette devozionali e gli strumenti per rammendare si può immaginare la vita delle 400 orfanelle che nel ‘600 vivevano nel Conservatorio delle Zitelle, un luogo scomparso, così come le antiche botteghe di vasai che si erano insediate nell’area del Foro di Traiano, distrutte alla fine del 1500 per dar vita al quartiere Alessandrino, a sua volta demolito nel ’32 per far largo a Via dei Fori Imperiali.

Una fotografia d’epoca, applicata su una delle grandi vetrate, mostra la vista poco prima degli sventramenti del Ventennio: spicca un palazzo di 4 piani tra la Basilica Ulpia e la Via Alessandrina, si scorgono insegne di negozietti, persone indaffarate.

Una zona brulicante di vita che nei secoli ha ospitato numerosi artisti, come Giotto o Michelangelo – che dal 1510 abitò nella contrada di Marcel dè Corvi accanto alla chiesa della Madonna di Loreto – e poi l’architetto Flaminio Ponzio (che progettò il Fontanone al Gianicolo), fino a Mario Mafai e Antonietta Raphaël, che vivevano in una palazzina, demolita nel 1934, dove nacque la cosiddetta Scuola di via Cavour. “E oggi quest’area è destinata a cambiare ancora – dice Presicce – gli scavi di ampliamento del Foro di Cesare metteranno fine a via dei Fori Imperiali così come la conosciamo. È questione di pochi mesi, l’inizio dei lavori è previsto per fine anno “.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (30/03/2017).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/03/30/news/roma_monete_bottoni_case_d_artista_la_vita_ai_fori_senza_imperatori-161781386/

3). ROMA – RETESOLE TG LAZIO Ai Mercati di Traiano la mostra “I Fori dopo i Fori”, Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017.

Un percorso curioso, caratterizzato da un filo conduttore piuttosto originale. I Mercati di Traiano ospitano più di 300 reperti archeologici suddivisi in 4 sezioni. L’allestimento prende vita grazie agli scavi effettuati negli ultimi 25 anni nell’area in cui sorgevano i Fori Imperiali. Se il materiale recuperato si è rivelato vasto e diversificato, gli studi successivi hanno permesso di ampliare le conoscenze rispetto alla vita quotidiana nel sito sia nel periodo medievale che in quello moderno.
La mostra intitolata “I Fori dopo i Fori” presenta oggetti di varia natura appartenuti agli abitanti di Roma insieme ad altri realizzati nelle botteghe della medesima area. Alcuni di questi sono normalmente conservati nei depositi storici, altri provengono invece dalle strutture museali della Sovrintendenza Capitolina.
Utensili e prodotti simili della vita di tutti i giorni nella prima sala, “I vasai del Rinascimento” e “Gli abitanti famosi” delle due successive e poi la sezione ultima, quella dedicata a chiese e conventi.
Gusti e usanze a partire dall’antichità: per chi è ferrato in materia e per chi vuole approfondire.

Servizio a cura di Alessandro Basile.

FONTE | SOURCE:

— Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma & la cultura americano del materialismo commerciale fa schifo: McDonald’s, Coke-Cola & Marlboro’s – “Monumenti e inciviltà (recidiva) Raggi, non ci sono più scuse.” CORRIERE DELLA SERA (26/04/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma & la cultura americano del materialismo commerciale fa schifo: McDonald’s, Coke-Cola & Marlboro’s – “Monumenti e inciviltà (recidiva) Raggi, non ci sono più scuse.” CORRIERE DELLA SERA (26/04/2017).

Monumenti e inciviltà (recidiva) Raggi, non ci sono più scuse, CORRIERE DELLA SERA (26/04/2017).

Il sindaco deve garantire che i romani non abbiano a vergognarsi della loro città devastata dai resti degli spaghetti al pomodoro. Non si possono tirare in ballo le eredità del passato: basta una pattuglia di vigili con il libretto delle multe, come avviene in tutte le metropoli europee.

Il sindaco Virginia Raggi deve sapere che sui monumenti deturpati dalla maleducazione e dall’incuria non ci sono scuse: la prima colpevole, se non si provvederà subito a ristabilire la legalità e il decoro, sarà lei. Quello che il Corriere ha documentato non può essere tollerato. Non si può sbranare una porchetta nella zona archeologica prossima al Colosseo: non si può. Non si può banchettare a spaghettata sulle scale di Trinità dei Monti (appena restaurata, peraltro): non si può. Non si può sporcare con il gelato la Fontana di Trevi (appena restaurata, peraltro): non si può. Il criterio è molto semplice, sorretto dalle leggi e dai regolamenti: si può o non si può. Se non si può, il sindaco deve garantire che i romani non abbiano a vergognarsi della loro città devastata dai resti degli spaghetti al pomodoro. Non ci sono scuse.

Non si possono accampare le solite giustificazioni che cercano di parare inefficienze e incompetenze, non si possono tirare in ballo le eredità del passato. Se non si riesce a fermare il vandalismo quotidiano che sfregia la bellezza di Roma e della sua storia e della sua architettura, allora vuol dire che non si hanno i requisiti minimi per governare questa città. Non ci vuole molto: basta una pattuglia di vigili urbani con il libretto delle multe, come avviene in tutte le metropoli europee. Basta l’amor proprio, il desiderio di tutelare un patrimonio inestimabile. E anche, ovvio, la capacità di governo. Se invece non si è grado di far rispettare una legge elementare, il referto è solo una: Roma è nelle mani di incapaci. Speriamo di aver torto.

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (26/04/2017).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_25/raggi-non-ci-sonopiu-scuse-219f37da-29de-11e7-9909-587fe96421f8.shtml

MARINO ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: McDonald’s in Italy Embraces Off-Menu Item(s): Slice of Roman Road & Silvio Berlusconi, THE NYT (22/02/2017) & LA REP. MILANO (08/03/2017).

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MARINO ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: McDonald’s in Italy Embraces Off-Menu Item(s): Slice of Roman Road & Silvio Berlusconi, THE NYT (22/02/2017) & LA REP. MILANO (08/03/2017).

1). McDonald’s in Italy Embraces Off-Menu Item: Slice of Roman Road, THE NYT (22/02/2017).

MARINO, Italy — It’s a common enough story in Italy: An ancient ruin — in this case, a tract of Roman road — is discovered during the construction of a building — in this case, a McDonald’s — and puts a halt to the work until the site can be excavated.

Rather than fret about lost time and money, McDonald’s decided to sponsor the dig, and it worked with the archaeological authorities to preserve the road, built between the second and first centuries B.C.

As of Tuesday, visitors to the fast-food restaurant, about 12 miles southeast of central Rome, could walk along the 147-foot stretch of road without even having to buy a Big Mac.

Many parts of Italy contain subterranean riches, and over the centuries, countless edifices have incorporated or adapted the ruins of previous eras. Several restaurants in Rome, for example, have an important historical or archaeological lineage, like being the site where Julius Caesar was murdered, or a place where oil amphorae were stocked in ancient times. Even the McDonald’s in Termini Station in Rome includes a section of the Servian Wall, from the fourth century B.C.

But the work at the McDonald’s in Marino — more precisely in the hamlet of Frattocchie, known as Bovillae in ancient times — stands out because the project incorporated the road, which would otherwise have been reburied.

“Archaeology is constantly bringing to light testimonies of the past that have to be documented in an exacting manner but can’t always be properly preserved,” said Alfonsina Russo, the Culture Ministry’s archaeological superintendent for the area.

In many cases, unless the finds are exceptional, they are reburied in the hopes that they can be re-examined later. “It’s better to protect them than to leave them exposed, when it’s not possible to properly care for them,” Ms. Russo explained. “The earth protects, man destroys.”

The finding of the road, uncovered in 2014 while digging for the foundations of the McDonald’s, came as a surprise. “We decided with McDonald’s to protect and promote this important site, which would have otherwise fallen again into oblivion,” Ms. Russo said.

The road was a diverticulum, or side passage, leading to the Appian Way, a Roman thoroughfare built in 312 B.C. The uncovered stretch probably led to a villa or a great estate, Ms. Russo said.

Archaeologists on the dig have said that the unearthed road, which has grooved signs of ancient wear and tear from cart wheels, was most likely used for a few hundred years before it was abandoned. The skeletons of three men found in the gutter of the road, which have been reproduced in resin casts, are signs that the road had been abandoned, said an archaeologist involved in the effort, Pamela Cerino.

The skeletons, which have yet to be dated through carbon testing, were found with items including terra cotta tiles, which led to the hypothesis that the road went out of use in the second or third century A.D., Ms. Cerino said.

She was hired by McDonald’s but worked under the supervision of the Culture Ministry, as is usually the case in Italy when private property is involved. McDonald’s spent around 300,000 euros, or about $315,000, on the restoration project.

The road was excavated, documented and enclosed in a gallery with a glass roof, so that patrons of the restaurant can look down on it. The entrance to the gallery is separate and can be visited by anyone, not just McDonald’s customers.

Given its remoteness from major attractions, the site is unlikely to attract many tourists, although explanatory panels in Italian and English have been installed throughout the site. School groups from nearby towns began arriving on Tuesday, when the site officially opened to the public.

The gallery is closed off by a gate and monitored with surveillance cameras, and McDonald’s Italia has pledged to pay for its upkeep. “That’s the most important thing, guaranteeing its constant maintenance,” said Ms. Russo, who added that Culture Ministry officials would periodically check on the site.

“It’s easy to excavate,” she said. “The more critical operation is to preserve a site.”

“We’re proud to be here, giving this Roman road,” said Mario Federico, managing director of McDonald’s Italia, who said it was the first time the restaurant chain had encountered the need for “a solution of this kind” in Italy.

Asked if he thought hungry patrons would be squeamish about seeing skeletons on display below, he said it was unlikely.

FONTE | SOURCE:

— THE NYT (22/02/2017).

2). MILANO – Sorpresa da McDonald’s, al tavolo c’è Berlusconi, LA REPUBBLICA (08/03/2017).

MILANO – Riconosciuto e fotografato: Silvio Berlusconi seduto ai tavolini del McDonald’s di Segrate, all’uscita di Milano 2. E lo scatto della domenica pomeriggio dell’ex premier fa il giro del web, pubblicata sulla pagina Facebook di “Calciatori brutti”. Tra la partita sul closing del Milan e quella sul futuro del centrodestra, Berlusconi ha deciso di fermarsi al McDonald’s, pare per una spremuta, attirando la curiosità dei presenti. “E’ stato molto gentile e ha salutato tutti”, raccontano. Il locale non lontano al San Raffaele dove l’ex premier torna regolarmente per le visite di controllo dopo l’operazione al cuore.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (08/03/2017).

http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/03/08/foto/berlusconi_mcdonald_s-160062883/1/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P3-S1.4-T1#1

March 8th 2017 – International women’s day, MOLLY PITCHER, – “Sergeant Molly,” – the Battle of Monmouth in Freehold, New Jersey, June 28, 1778.

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March 8th 2017 – International women’s day, MOLLY PITCHER, – “Sergeant Molly,” – the Battle of Monmouth in Freehold, New Jersey, June 28, 1778. Pitcher became one of the most popular and enduring symbols of women who contributed to winning the War of Independence. An American Revolutionary heroine that inspires even today.

Battle at Monmouth On the day that Hayes fought in the Battle of Monmouth in Freehold, New Jersey, June 28, 1778, it was a scorcher. On the brutally hot day, his wife Molly made countless trips to a nearby spring to fill ‘pitchers’ of cold water for the battle fatigued and wounded soldiers. When her husband collapsed at his cannon he was carried off the battlefield; Molly dropped the pitcher and took his place and rallied on fighting with courage and conviction. In the heat of the battle, Mary continued at the cannon and at one point a British musket ball or cannonball flew between her legs and tore off the bottom of her skirt. Mary supposedly said something to the effect, “Well that could have been worse,” and continued to “swab and load” the cannon using her husband’s ramrod. Molly fought skillfully and heroically and so endeared herself to the men that it was during this time she probably received her nickname, as troops would shout, Molly! Pitcher!” whenever they needed her to bring fresh water.

After the Battle: George Washington asked about a woman who was seen loading a cannon on the battlefield. In commemoration of her courage, he issued Mary Hayes a warrant as a non commissioned officer. Afterwards, she was known as “Sergeant Molly,” a nickname she used for the rest of her life. At the end of the war, May and her husband William returned to Carlisle, Pennsylvania. After her husband William Hayes died, May Hayes married another Revolutionary War veteran John McCauley, and continued to live in Carlisle. In 1822, the Commonwealth of Pennsylvanian awarded Mary McCauley an annual pension for her service. She died in 1832, in Carlisle, and is buried in the Old Graveyard there. A statute of “Molly Pitcher,” standing alongside a cannon stands in the cemetery.

Molly Pitcher has held a revered place in the patriotic lore of the American revolution and continues to be recognized in popular culture. For instance, there is the Honorable Order of Molly Pitcher bestowed by the U.S. Field Artillery Association (USFAA) to recognize women who have voluntarily contributed in a significant way to the improvement of the U.S. Field Artillery Communities. There is the Molly Pitcher Inn located in Red Bank, New Jersey, not far from the Battle of Manmouth. On 1-95 (New Jersey Turnpike) a service area is named Molly Pitcher Service Area in Cranbury Township, New Jersey. Postage stamps were issued and then, too, there are towns named after Molly Pitcher and even Mary Pitcher apartment buildings. Molly Pitcher became one of the most popular and enduring symbols of women who contributed to winning the War of Independence. An American Revolutionary heroine that inspires even today.

fonte | source: American Revolution’s Women Patriots (2015).
http://amrevolutionswomenpatriots.blogspot.com/2015/06/molly-pitcher-folk-heroine-of-american.html

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Giornata internazionale della donna | Roma – la Festa della donna (08/03/2017) – Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “Storia e Restauro dell’Architettura” e diplomata presso la “Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, “La Sapienza” Università di Roma (2010).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Giornata internazionale della donna | Roma – la Festa della donna (08/03/2017) – Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “Storia e Restauro dell’Architettura” e diplomata presso la “Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, “La Sapienza” Università di Roma (2010).

FONTE | SOURCE:

— ROMA – La Dott.ssa Baldrati sulla cupola di S. Pietro – Raccolta Martin G. Conde (2010), in: Alvaro de Alvariis (a cura di) Roma ieri, Roma oggi | Basilica di S. Pietro, particolari (2010|2017).

1813 2005 Piazza San Pietro

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: COLOSSEO UN’ICONA – Come oggi, ai tempi del Gran torta il Colosseo è un monumento visitato da tutti coloro che intraprendevano un viaggio in Italia, MIBACT | Cultura Italia (2/3/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: COLOSSEO UN’ICONA – Come oggi, ai tempi del Gran torta il Colosseo è un monumento visitato da tutti coloro che intraprendevano un viaggio in Italia, MIBACT | Cultura Italia (2/3/2017).

“Colosseo. Un’icona”, tutta la storia dell’Anfiteatro Flavio Il monumento simbolo di Roma accoglie una mostra che ripercorre la sua vita nei secoli e un’influenza culturale che si è estesa agli ambiti più diversi.

“Colosseo. Un’icona” è la mostra che, dall’8 marzo al 7 gennaio 2018, accoglierà i visitatori nell’ambulacro del secondo ordine dell’Anfiteatro Flavio, a Roma. L’esposizione è curata da Rossella Rea, Serena Romano e Riccardo Santangeli Valenzani e promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma insieme a Electa.

Il percorso espositivo racconta al pubblico l’intera storia del monumento e va oltre la narrazione del tempo dei Cesari, per ripercorrere la lunga e intensa vita del sito nei secoli, fino ai giorni nostri.

In sei sezioni ordinate cronologicamente, l’influenza storico-culturale dell’anfiteatro si riscontra negli ambiti più diversi: dalla pittura al restauro, dall’architettura all’urbanistica, dallo spettacolo alla letteratura, dalla sociologia alla politica. Nel tempo, il monumento diventa simbolo per eccellenza di eternità e potenza, di civiltà e cultura; ancora oggi all’attenzione della cronaca internazionale, il Colosseo è presente nell’immaginario collettivo non solo degli italiani. La mostra è completata dal volume The Colosseum Book, cui seguirà il catalogo.

FONTE | SOURCE:

— MIBACT | Cultura Italia (2/3/2017).

http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/eventi/_Colosseo__Un_icona___tutta_la_storia_dell_Anfiteatro_Flavio.html?language=it&tematica=Tipologia&selected=0

FONTE | FONTE | SOURCE:

— ROMA ‘RESTAURO vs. RIPRISTINO’? – Torta di compleanno di un Architetto Italiano di Restauro! | flickr (03/10?2012).

ROMA 'RESTAURO vs. RIPRISTINO'? - Torta di compleanno di un Architetto Italiano di Restauro!

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Dott.ssa Laura Nicotra, “The Figurative Programme of the Architraval Friezes in the Forum of Trajan, Rome’ Thesis., University of Leicester, U.K. (06/2015) [pdf], 1-444.

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Dott.ssa Laura Nicotra, “The Figurative Programme of the Architraval Friezes in the Forum of Trajan, Rome’ Thesis., University of Leicester, U.K. (06/2015) [pdf], 1-444.

Abstract – In Rome’s Forum of Trajan fragments from architraval friezes with figurative motifs of seven different types have been discovered over the centuries: eagle-headed griffins and candelabra; eagle-headed griffins and tripods; eagle-headed griffins and cupids; lionheaded griffins, cupids and vases; cupids in acanthus; Victories killing bulls and dressing candelabra; sphinxes. The aim of this research is to investigate if there is a connection between these decorative motifs and the architectural structures where they were exhibited, and if their iconographic choice depends on their deeper significance in the Forum’s wider context. Following an introduction to the history of the excavation of the Forum and to its different sections, for each frieze type is proposed a comprehensive analysis of all the fragments with an ascertained provenance from the Forum, which have never previously been studied together. Their location in the different buildings forming the Forum’s complex, as identified through information from excavation reports, drawings and the relevant reconstruction of the architectural orders is discussed, as well as their iconography and comparison with other artworks and monuments, which attests that Trajan chose a traditional iconography already used in previous similar examples in contexts comparable to the various structures of Trajan’s Forum. Against this background, we argue that the reliefs were part of a wider figurative programme, and Trajan expressed the messages he wanted to transmit through the traditional language of his predecessors. Griffins, cupids, Victories and sphinxes are polysemous mythological figures, attributes of different divinities: their symbolism related to diverse gods depending on their various aspects can be interpreted according to the function of the buildings forming the Forum when it is known, or can help to investigate the use of these structures when it is not known.

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Laura Nicotra [Rome] Thesis., University of Leicester, U.K. (06/2015) [pdf], 1-444.

https://lra.le.ac.uk/handle/2381/37919

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Laura Nicotra (2015), Trajanic Frieze Type II: Eagle-headed Griffins and Tripods discovered in the Forum of Trajan 1999-2000 excavations. FT 9151 | Fig. 5.2. Fragment II (1) in situ., p. 136 & Fig. 5.9. Meneghini’s drawing of Fragment II (1) and relevant measurements, p. 141.

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Dott. Roberto Meneghini, I FORI IMPERIALI E I MERCATI DI TRAIANO – Storia e descrizione dei monumenti alla luce degli studi e degli scavi recenti [1991-2010], ROME: LIBRERIA DELLO STATO (2010), pp. 1-276 [in PDF].

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2016/11/05/roma-archeologia-e-restuaro-architettura-dott-roberto-meneghini-i-fori-imperiali-e-i-mercati-di-traiano-storia-e-descrizione-dei-monumenti-alla-luce-degli-studi-e-degli-scavi-recenti-1991-2010/

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali – Museo dei Fori Imperiali / Mercati di Traiano (1995-2017 & 1928-33) | The Imperial Fora – Museum of the Imperial Fora / Markets of Trajan (1995-2017 & 1928-33). Foto | stampa 1 di 289.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Lucrezia Ungaro & I Fori Imperiali - Museo dei Fori Imperiali | Mercati di Traiano (2015) [1995-2016 & 1928-33].

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Museo dei Fori Imperiali – “Il Laboratorio s.r.l.” dell’Prof Arch. P. Martellotti / Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (1999-2002) | The Museum of the Imperial Fora by: “Il Laboratorio s.r.l.” Prof. P. Martellotti / Dr. B. Baldrati (1999-2002). Foto | stampa 1 di 44.

1.2. Rome - The Markets of Trajan / Museum of the Imperial Fora: Dr. Arch. Barbara Baldrati "il Laboratorio srl": The Studies, Drawings, and Recomposition of the Marble Architectural Sculptural Elements of the Imperial Fora (1999-2002).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITTURA: Il Foro di Traiano – scavi (1998-2017, 1989-1997, & 1928-33). | The Forum of Trajan – excavations (1998-2016, 1989-1997, 1928-33). Foto | stampa 1 di 469.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Veduta del Foro di Traiano e il Palazzo Valentini a volte prima del 1885.

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. James E. Packer, Il Foro di Traiano. Breve studio dei monumenti | Prof. Packer, una lezione affascinante in inglese sul Foro di Traiano Roma (10|2013). [ENGLISH] VIDEO YOUTUBE [1:00:13].

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/10/12/roma-archeologia-e-restauro-architettura-prof-james-e-packer-il-foro-di-traiano-breve-studio-dei-monumenti-prof-packer-una-lezione-affascinante-in-inglese-sul-foro-di-traiano-roma-102013/

— ROMA ARCHEOLOGIA e FORO DI TRAIANO: Prof. James E. Packer, “The Column of Trajan: the topographical and cultural contexts,” JRA 21.(2008), pp. 471-78 [PDF pp. 1-9].

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2013/04/06/roma-archeologia-e-foro-di-traiano-prof-james-e-packer-the-column-of-trajan-the-topographical-and-cultural-contexts-jra-21-2008-pp-471-78-pdf-pp-1-9/

— ROMAN ARCHITECTURE – THE FORUM OF TRAJAN: Prof. James E. Packer, THE FORUM OF TRAJAN IN ROME. VOL. I-II, and PORTFOLIO. Berkeley: University of California Press (1997).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITTETURA: Risorge la Basilica Ulpia con l’innalzamento delle colonne - I lavori inizieranno entro la fine dell’anno, più veloci quelli sul Foro di Traiano, CORRIERE DELLA SERA (03|05|2015).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: James E. Packer, Report from Rome: The Imperial Fora, a Retrospective [Relazione da Roma: I Fori Imperiali, una Retrospettiva]. AJA 101, April 1997, [PDF] 307-330.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/10/12/roma-archeologia-e-restauro-architettura-prof-james-e-packer-il-foro-di-traiano-breve-studio-dei-monumenti-prof-packer-una-lezione-affascinante-in-inglese-sul-foro-di-traiano-roma-102013/

– ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Rome, Forum of Trajan: The Architectural and Sculptural Elements Discovered During the Excavations (1998-2001). Foto Collection: Prof. James E. Packer, Rome Summer, 2001 (unpublished).
[Personal communication September 2001].

Rome, Forum of Trajan: The Architectural and Sculptural Elements Discovered During the Excavations (1998-2008). Foto Collection: Prof. James E. Packer, Rome Summer, 2001.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Città americane ora la rimozione dalle strade di asfalto – tornare a ciottoli | Sampietrini tradizionali. The NYT (07/03/2017) & La Repubblica (27/02/2017). s.v, NYT (01/09/2005) | L’Unità (03/09/2005). FOTO: Annalisa Giuseppetti, Roma | FACEBOOK (06/03/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Città americane ora la rimozione dalle strade di asfalto – tornare a ciottoli | Sampietrini tradizionali. The NYT (07/03/2017) & La Repubblica (27/02/2017). s.v, NYT (01/09/2005) | L’Unità (03/09/2005). FOTO: Annalisa Giuseppetti, Roma | FACEBOOK (06/03/2017).

Nota: grazie speciale a Dott.ssa Ilaria Giacobbi – Presidente Ass. Selciaroli Romani, Roma (2015-17), è stata così gentile da discutere il lavoro della sua famiglia a Roma, che sono specialisti nel lavoro di ciottoli | sampietrini, e il cui padre Roberto Giacobbi, “selciarolo”, è citato nel NYT (01/09/2005) | L’Unità (03/09/2005).

1). USA – Omaha’s Answer to Costly Potholes? Go Back to Gravel Roads, THE NEW YORK TIMES (07/03/2017).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Città americane ora la rimozione dalle strade di asfalto - tornare a ciottoli | Sampietrini tradizionali. The NYT (07/03/2017) & La Repubblica (27/02/2017).  s.v, NYT (01/09/2005) | L’Unità (03/09/2005).

OMAHA — After living more than 40 years along a road plagued by potholes, Jo Anne Amoura was excited to see city crews shred her block of Leavenworth Street into gravel.

“I thought, ‘Oh my gosh, this is great. We’re going to get a new street,’” Ms. Amoura recalled. “And then we waited and waited and waited.”

Fresh pavement never arrived. Only after the asphalt had been ripped out almost three years ago did Ms. Amoura and her neighbors learn that their street had been “reclaimed,” Omaha City Hall’s euphemism for unpaving a road.

“It’s really kind of like living in the country in the city,” said Ms. Amoura, 74. Her neighbors sometimes hauled wheelbarrows full of scattered gravel back up the hill after big rainstorms. And her house, she says, is regularly smudged with dirt blowing in from the street.

I wouldn’t like it and neither do the residents that live on those streets,” said Mayor Jean Stothert, a Republican who is nearing the end of her first term. “We are about 50 years behind where we should be as far as resurfacing and repair. I can’t catch up on 50 years of neglect in three or four years.”

While President Trump has called for extensive investments in infrastructure, federally funded efforts are likely to go to decaying interstate highways and airports and dams. Some experts estimate that $1 trillion is needed to repair roads, bridges and rail lines over the next decade.

But infrastructure is also decaying at the most local levels — on cul-de-sacs and in neighborhood playlots unlikely ever to see federal funding. So cities like Omaha have resorted to unusual solutions.

In Youngstown, Ohio, officials closed off some uninhabited streets. In Gary, Ind., some of the city’s parks could close — a process city officials call “renaturing” — after years of neglect. And in one Michigan county, a deteriorating bridge was torn down, not replaced.

“This isn’t something that happened over one year or two years,” said Brooks Rainwater, a senior executive and the director of the Center for City Solutions at the National League of Cities. “This has been decades of not investing in our infrastructure.”

Omaha’s most problematic streets were mostly built by developers decades ago who skimped on costs by paving with asphalt instead of concrete, and by forgoing sidewalks and sewers. In other cases, Omaha annexed suburban-looking neighborhoods with roads not built to city standards.

For years, an uneasy truce persisted: Public works crews would fill potholes and perform other maintenance work on those roads, but insisted that residents pay if they wanted repaving. Those streets, labeled “unimproved” by the city, account for about 6 percent of Omaha’s roads.

Then repair costs escalated, and potholes started going unfilled. On particularly troubled blocks, the city converted the asphalt surface into a gravelly dirt, a peculiar sight in middle- and upper-class neighborhoods in the center of a city. Only a small fraction of them, less than 10 miles, have been reclaimed.

“I can’t even open my windows on that side of the house,” said Sharon Thonen, a retiree who lives on what is now a dirt road a block from a busy Starbucks. Children stopped riding their bikes on her street after the asphalt was ripped out, Ms. Thonen said. “During the summer, it’s just a dust bowl.”

Residents have responded with angry phone calls, neighborhood meetings and at least one lawsuit. But Todd Pfitzer, the city’s assistant director of public works, said Omaha’s policy on unimproved roads is a matter of equity. When the houses were built two generations ago with subpar streets, he said, the builder and homeowner saved money.

“Now you’re asking the rest of the citizens to come in and essentially subsidize you and rebuild your road,” Mr. Pfitzer said. Bringing all of Omaha’s unimproved streets up to city code would cost about $300 million, officials estimate.

Still, for many homeowners, tearing up roads defies logic and sets back the stature of a city that by many metrics is thriving. Omaha, which has more residents than Miami or Minneapolis, has a growing population, a stable economy and a busy downtown with new developments and a glimmering baseball stadium that hosts the College World Series.

“In grinding up streets and putting gravel roads in the middle of the core of your city, that damages the reputation, that damages the image and brand of a city,” said Heath Mello, a Democrat and former state lawmaker trying to unseat Ms. Stothert this spring. For her part, the mayor said that along with turning some roads to gravel, her administration also has increased annual funding for resurfacing by about $4 million.

In fact, 27 states have seen such pavement-to-gravel conversions, a 2016 study found. But in most cases, streets were in rural areas or small towns, not major cities. And while other urban areas, such as Oklahoma City and Lincoln, Neb., have some gravel roads, those streets had never been paved.

Public works experts say turning pavement to gravel can be a defensible strategy when it comes to old infrastructure and limited money.

“In areas where there’s lower traffic, less use, perhaps the terrain is flat, it can totally make sense,” said Rick Brader, a road engineer for King County, Wash., who manages streets outside Seattle.

But it is far from ideal. “I think that’s a step backwards in the infrastructure business,” said Mac Andrew, a retired public works director in the Kansas City area who was named one of the best in his field by the American Public Works Association.

Given the complaints, Omaha has put in place a moratorium on “reclaiming” additional streets while a committee studies the issue. And the city has compromised with some homeowners by splitting the costs of repaving streets.

Bruce Simon, the president of Omaha Steaks, a major employer here, sued the mayor and the city last year after finding out that the asphalt road in front of his $2.3 million house was scheduled to be pulverized into gravel. He dropped the lawsuit after Ms. Stothert helped negotiate the 50-50 payment deal.

“I got a road,” said Mr. Simon, who paid $5,200 to cover his share of the smooth new asphalt surface. “Did I like chucking out the five grand? No. Did I like spending the money with an attorney to deal with it? No.”

About a mile away, on Leavenworth Street, Ms. Amoura and her neighbors are waiting to hear from City Hall about whether they will get a deal similar to Mr. Simon’s. But on other reclaimed streets, residents have scoffed at the notion that they should have to choose between living on gravel and paying for new pavement.

“I’d like it to be the way it was,” said Ms. Thonen, who has lived in her home for more than 30 years and has no interest in splitting the cost of repaving with the city. “I pay my taxes.”

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (07/03/2017).

2). ROMA – Danni da buche a Roma, il Codacons: “Oltre 5 mila richieste di risarcimento al Comune” I numeri delle richieste di risarcimento avanzate al Comune per incidenti causati dal dissesto stradale sono stati forniti dalle assicurazioni di Roma, LA REPUBBLICA (27/02/2017).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Città americane ora la rimozione dalle strade di asfalto - tornare a ciottoli | Sampietrini tradizionali. The NYT (07/03/2017) & La Repubblica (27/02/2017).  s.v, NYT (01/09/2005) | L’Unità (03/09/2005).

Grazie ad una istanza d’accesso presentata dal Codacons, sono stati resi pubblici i dati ufficiali sugli incidenti provocati a Roma da buche stradali e disconnessioni dell’asfalto, e che hanno portato a richieste risarcitorie da parte degli automobilisti.


FOTO 1: ROMA – La voragine all’incrocio tra via Antonino Pio e viale Leonardo da Vinci è un pericolo per le sospensioni delle auto e l’incolumità dei pedoni. Così i residenti di San Paolo, stanchi di attendere l’intervento di Comune e municipio, scelgono il fai da te. Basta una bomboletta di vernice e sulle strisce pedonali (ormai quasi invisibili) spunta un circoletto argentato attorno al cratere e una scritta con tanto di freccia: “buca”. O forse sarebbe meglio dire “buche”, perché la maggior parte delle strade del quartiere sono un disastro. (a cura di di LORENZO D’ALBERGO). LA REPUBBLICA (27/02/2017).

FOTO 2: ROMA – Questa è la galleria che collega Porta Cavalleggeri a Lungotevere. È chiusa con transenne dallo scorso agosto, quando il forte terremoto di Amatrice e dintorni si sentì anche a Roma. Dichiarata pericolante ed in attesa di verifica è rimasta così. Sassi per terra, transenne e strisce di plastica arancioni che oramai svolazzanti al vento, sono molto pericolose. Questa mattina ho visto un motociclista a cui si erano arrotolate intorno alle ruote. Ma se è pericolante, perché ci fanno passare le auto? Misteri romani,” Annalisa Giuseppetti, Roma | FACEBOOK (06/03/2017).
https://www.facebook.com/annalisa.giuseppetti

Le assicurazioni di Roma, infatti, hanno fornito all’associazione tutti i numeri relativi alle pratiche di risarcimento intentate contro il Comune a seguito di sinistri causati dal dissesto stradale – mediante l’apposito sportello di conciliazione di Roma capitale o attraverso cause intentate in Tribunale – gestite nel 2016. Ebbene, secondo quanto riferito dal Codacons le pratiche pendenti al 31.12.2016 sono in totale 5.188. Di queste 3.239 riguardano sinistri “non in causa”, mentre 1.949 sono gli incidenti determinati da buche stradali che hanno portato ad una causa.

Sempre al 31 dicembre scorso, le pratiche definite sono 2.398 per i sinistri non in causa, e 331 per quelli in causa (totale 2.729 pratiche definite). “Da notare – sottolinea il Codacons – come tra i sinistri ancora in attesa di definizione ci siano ben 49 incidenti avvenuti nel 2004: a distanza di 13 anni gli automobilisti danneggiati dalle buche ancora non sono riusciti ad ottenere giustizia. Non a caso – calcola l’associazione – il tempo medio per ottenere un indennizzo è pari a 6 anni e mezzo nel caso in cui si ricorra alla giustizia ordinaria, periodo che scende a 1 anno e 10 mesi qualora di acceda alla conciliazione”.

“Si tratta di numeri che rendono l’idea del fenomeno buche a Roma – spiega il presidente Carlo Rienzi – oltre 5000 richieste di risarcimento ancora in piedi con una spesa immensa per l’amministrazione, tra costi legali e indennizzi da riconoscere. Se si provvedesse a rifare le strade a regola d’arte senza ricorrere ai rattoppi dell’asfalto che cedono alla prima pioggia, il comune potrebbe risparmiare centinaia di migliaia di euro ogni anno”.

FONTE | SOURCE:

— ROMA – Danni da buche a Roma, il Codacons: “Oltre 5 mila richieste di risarcimento al Comune,” LA REPUBBLICA (27/02/2017).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/02/27/news/danni_da_buche_a_roma_il_codacons_oltre_5_mila_richieste_di_risarcimento_al_comune_-159382714/?ref=search#gallery-slider=158380407

3). ROME – For Its Motorists, Only Parts of Rome Prove to Be Eternal, NEW YORK TIMES (01/09/2005); s.v., sotto (L’Unità 03.09.2005).

ROME, Aug. 28 – As a salami salesman, Giorgetti Mincello, 49, has driven his little scooter over the bumpy roads of Rome the equivalent of two-thirds around the equator in the last year. So he considers himself an expert on one atmospheric bit of Roman history that he believes would be better left in the past.

“They were fine when there were horses and carriages — there was a smooth surface and a smooth wheel,” he said. But now, “When it rains or a car loses oil, it’s finished.”

Mr. Mincello was thus pleased to see, 100 yards away, that a paving machine had just laid a coat of smooth, bland asphalt on a section of road along the Tiber that, probably for centuries, had been covered with costly, slippery but very pretty cobblestones. “They should have done this a long time ago,” he said.

“The massacre of the cobblestones,” as one Roman official put it, is well under way, part of a city program to lay asphalt on streets that are used mostly by cars, buses and scooters. On pedestrian walkways and piazzas treasured by tourists, like Piazza Venezia, the city has pledged to keep the cobblestones, called sampietrini. (They were supposedly first used around St. Peter’s Basilica; there is also lore about St. Peter’s having saved as many souls as there are cobblestones in Rome.)

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Already, with Roman streets nearly empty during the summer holiday, several main strips in the historic center, including sections of the Lungotevere, the ancient road next to the Tiber, have been paved over, a jarring sight, no doubt, for anyone convinced that Rome never changes.

But the surprising thing — in this city concerned as much with “la bella figura” as with its self-image as charmingly, or irritatingly, resistant to the modern world — is that there has not been much outrage. This is not the same as saying Romans prefer asphalt. But with 400,000 scooters in Rome, little public money and impatience for anything that slows traffic, there seems to be resignation that the change might be for the good — if done correctly.

“There are other things that make me sad more than this,” said Paolo De Manincor, 57, an architect who lives along the Tiber, standing aside fresh asphalt that, a few hours earlier, had been an uneven, rutted stretch of old cobblestone.

“This is a very difficult problem,” said Carlo Giavarini, an engineering professor and director of the Center for Cultural Heritage, a preservation institute at La Sapienza University. “I think it’s very difficult to balance the technical advantages and safety advantages with aesthetic advantages. Being an engineer, I prefer not to face this kind of problem.”

For some of the millions of tourists, the repaving seems something of a surrender. After all, the world seems to feel better believing Rome will stay exactly as it is.

“Why would you want to mess with antiquity just to make room for modernity?” asked Dominic Fabrizio, 35, a waiter visiting here from Niagara Falls, N.Y. “This is not going to be replaced. Once it’s gone, it’s gone.”

The truth is that the cobblestones, while old, are not ancient. Experts say they were first put in place in the 17th century, when they replaced the larger and older stones still visible on the Appian Way. And, city officials contend, the time had finally come for another change.

The city’s mayor, Walter Veltroni, has spoken often about the increasing cost of using cobblestones, which he said was roughly double that of asphalt. Giancarlo D’Alessandro, chief of Rome’s public works department, gave other reasons: safety for scooters, which often slide out of control on cobblestones, for example, and noise reduction. Also, cobblestones are more rigid and may generate vibrations that damage monuments and buildings.

But with tourism a major industry, Mr. D’Alessandro was eager to make the case that paving would not markedly change Rome because the program would be limited to major thoroughfares. Much of the work, he said, is paving streets that were already a patchwork of asphalt and cobblestone, and for years, the city has been paving over cobblestones outside the center and recycling the stones to streets downtown.

“The architectural charm will remain intact, while we give Rome more functionality, modernity,” he said.

There is, however, at least one man in Rome deeply offended by all this.

“It’s a political thing, and only political,” said Roberto Giacobbi.

Mr. Giacobbi, 46, has worked for 28 years as a selciarolo, one of the men who, by hand, break up blocks of volcanic rock into cobblestones of precisely the right size and fit them onto the street. His father did the same work for 50 years, and with two generations of experience to judge by, Mr. Giacobbi said the art of the cobblestone — and thus making Rome a work of art — is being moved to the margins.

Twenty years ago, he said, came the closure of the last of the quarries that produced basalt for true Roman cobblestones. The work was not economical, he said, with cheaper imports coming mostly from China (which provides a similar stone, though slightly darker and, he said, only “sufficient” for the job).

He disputes the notion that asphalt is cheaper. He said that on average a Roman road needs to be repaved every two years, but that at three piazzas near the Vatican that he fitted with cobblestones 20 years ago, “nothing has moved.”

“With sampietrini, you do it once, and if you take care of it, it will last forever,” he said.

The real issue, he said, is one of “culture,” that the world has lost patience for the time it takes to do things by hand. The city, he said, has made the “political” choice not to inconvenience drivers. Asphalt takes a few hours. Cobblestones go in slowly, at about 20 to 30 square yards a day.

But the reward, he said, is obvious: he walked around Piazza di Spagna showing off the work of selciaroli from a century ago: arches that run like rainbows stacked one on the other; the “peacock tail” composed of arches like feathers; the “fish spine,” a herringbone made of stone.

“The beauty is a stupendous thing,” he said. “I wouldn’t change it for another material in the world.”

FONTE | SOURCE:

— ROME – For Its Motorists, Only Parts of Rome Prove to Be Eternal, NEW YORK TIMES (01/09/2005).

4). ROMA – NEW YORK TIMES SUI SAMPIETRINI di Dora Marchi (L’Unità 03.09.2005).

Polemica su chi vuole toglierli e chi no
SAMPIETRINI O ASFALTO? Antichità o modernità?
La vicenda dei sampietrini, che, su alcune strade della capitale, sono già stati sostituiti da un più sicuro ed economico asfalto, finisce sul New York Times. Ian Fisher, nell’edizione di ieri, mette a confronto, da un lato, chi sostiene che i sampietrini siano il simbolo di un’antichità peculiare della città di Roma; e dall’altro chi, invece, ritiene che questi siano superati.
«Avrebbero dovuto asfaltare la zona del centro molto tempo fa – dice al NY Times Mincello Giorgetti, 49 anni, venditore di salumi – I sampietrini erano perfetti quando c’erano i cavalli e le carrozze. Ma quando piove o una macchina perde olio, è la fine». Per alcuni, si tratta di un «massacro dei sampietrini», anche se il Comune, come ricorda il giornale, ha assicurato che «nelle zone pedonali e nelle piazze maggiormente apprezzate dai turisti, come piazza Venezia, saranno mantenuti». La sostituzione, comunque, è stata già avviata in varie zone, complice l’assenza dei romani nel mese di agosto e la maggiore facilità nell’effettuare dei lavori stradali: in particolare su alcune zone del Lungotevere.
«La cosa che più sorprende – scrive il Ny Times – è che in questa città non ci siano state molte proteste. Ciò non vuol dire che i romani preferiscano l’asfalto. Ma con 400mila motorini, pochi soldi pubblici e una sorta di impazienza verso ciò che rallenta il traffico, sembra esserci stata rassegnazione verso un cambiamento che è visto come in meglio».
«Per alcuni milioni di turisti, la ripavimentazione – scrive il quotidiano – sembra una sorta di resa. Dopo tutto, il mondo sta meglio se sa che Roma non cambierà il suo aspetto. Walter Veltroni – continua il giornale – ha più volte ricordato i costi sempre maggiori dei sampietrini, il doppio rispetto a quelli dell’asfalto».
Tra le voci contrarie c’è quella di Roberto Giacobbi, 46 anni, «selciarolo». «È una questione solo politica – dice – e non è vero che l’asfalto è più economico. Mentre in media ogni strada della capitale deve essere ripavimentata ogni due anni, tre piazze, che si trovano nei pressi del Vaticano, con dei sampietrini, non hanno subito alcun intervento in 20 anni. Il problema – sottolinea Giacobbi – è di natura culturale. Il mondo ha perso la pazienza di aspettare che le cose vengano fatte amano».

FONTE | SOURCE:

— NEW YORK TIMES SUI SAMPIETRINI di Dora Marchi (L’Unità 03.09.2005), in: Associazione Culturale Sampietrino, Roma (2017).
http://www.sampietrino.it/2005/09/new-york-times-sui-sampietrini/

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: P. Baldassarri, Indagini archeologiche a P. Valentini. Nuovi dati per la ricostruzione del tempio di Traiano (171-202) & M. Rispoli, Gli scavi di Giuseppe Gatti per la costruzione del P. delle Assicurazioni Generali, 123-170; in: RM 122 (2016).

PG PV TDT

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: P. Baldassarri, Indagini archeologiche a P. Valentini. Nuovi dati per la ricostruzione del tempio di Traiano (171-202) & M. Rispoli, Gli scavi di Giuseppe Gatti per la costruzione del P. delle Assicurazioni Generali, 123-170; in: RM 122 (2016).

1).ROMA – Maria Rispoli, Gli scavi di Giuseppe Gatti per la costruzione del Palazzo delle Assicurazioni Generali in piazza Venezia a Roma, RM 122 (2016), 123-170.

Abstract: This study was carried out as part of the “Radici del Presente” project. “Radici del Presente” is a museum that collects findings from the excavations made by Giuseppe Gatti in 1902–1904 at the site of the future Palazzo delle Assicurazioni Generali in Rome’s Piazza Venezia. After its creation, the museum began systematically collecting the original excavation documents. The discovery of a number of unpublished documents made it possible to closely examine the structures that have been built in the area and to identify the different settlement phases affecting the site between the first century BC and the fifth century AD. This study focused, in particular, on the settlement dynamics of the block, aiming to yield insight into the following aspects: the arrangement of an extended public area that can be traced to the pre-Trajan age, the construction of a residential complex in the age of Hadrian formed by a domus and an insula, and the function of some rooms belonging to a public building recently discovered at Piazza della Madonna di Loreto and acknowledged as the Athenaeum.
Keywords: Palazzo delle Assicurazioni Generali, Piazza Venezia, Giuseppe Gatti, Auditorium, Athenaeum

ROMA – Paola Baldassarri, Indagini archeologiche a Palazzo Valentini. Nuovi dati per la ricostruzione del tempio di Traiano e Plotina divi RM 122 (2016), 171–202.

Abstract: Recent excavations carried out in the cellars on the south side of Palazzo Valentini have revealed structures dating from the early Hadrianic Era, which belong to the staircase and podium of a temple lying to the north of the court of Trajan’s Column. Presumably, this structure is the Temple of Trajan and Plotina divi. A large foundation made of strong conglomerate, and a system of buttresses and barrel vaults linked on the northern side to underground rooms covered by cross vaults that was investigated in 2005, suggest that the temple was a very large building with an octastyle front. The most distinguishing architectural elements that can be related to the temple are huge gray granite monolithic columns discovered in the area around Palazzo Valentini in the sixteenth century. The area, where some relics of the previous urbanization are still to be found, was arranged in Hadrian’s time on its own level, which presumably corresponds to the square of Trajan’s Forum and the so-called Athenaeum.
Keywords: Piazza Venezia, Palazzo Valentini, Temple of Trajan and Plotina divi, podium, column, vault, staircase

FONTE | SOURCE:

— Römische Mitteilungen – Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Römische Abteilung (2016).

https://www.dainst.org/publikationen/zeitschriften/alphabetisch/detailseite/-/asset_publisher/s3z2ID0FREyw/content/romische-mitteilungen

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano – Tempio di Traiano – scavi (1998-2017 & 1989-97). | The Forum of Trajan – Temple of Trajan – excavations (1998-2015, 1989-97). Foto & stampa 1 di 351.

ROMA ARCHEOLOGIA: Piazza Venezia - Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, a seguito della realizzazione del monumento a Vittorio Emanuele II & Piazza Venezia (2009-13),  RADICI DEL PRESENTE (2013) & Pietro Strorti - Trivioquadrivio (2013).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: PIAZZA VENEZIA – PALAZZO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI. I reperti rinvenuti sotto il palazzo – scavi archeologici effettuati tra il 1902 e il 1904. Dr. Arch. Pietro Storti | Museo – Pal. Assicuruazioni Generali (2013-17). Foto & stampa 1 di 82.

Rome – Exhibition: “RADICI DEL PRESENTE”. Attualità e valore delle tracce di Roma antica, Trieste, Italy (27.01.2007 – 30.05.2007). Display of 28 artifacts discovered at the Pal. Assicurazioni Generali in the Piazza Venezia (c.1902-1904).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – Gli Scavi Archeologici: Metro ‘C’ – Piazza Venezia / Piazza Madonna di Loreto. Area S14 / B1 (2006-2017). Area tra ex-Palazzo Bolognetti Torlonia / Palazzo Parracciani Nepoli & Via Macel dei Corvi). Foto & stampa 1 di 341.

ROMA ARCHEOLOGIA - TAV. 06 - Progetto di rifunzionalizzazione dell’area archeologica di piazza Madonna di Loreto a Roma di Franesco Ciresi, Donatella Mighela, Antonio Lopez Garcia. La Sapienza (2009-10), Tav. I-XVI.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali di Fori Imperiali (05-06/03/2017), di Paola Di Silvio, Archeologa & Tour guide at Guida Turistica | FACEBOOK (05-06/03/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali di Fori Imperiali (05-06/03/2017), di Paola Di Silvio, Archeologa & Tour guide at Guida Turistica | FACEBOOK (05-06/03/2017).

ROMA – Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali di Fori Imperiali (05-06/03/2017), di Paola Di Silvio, Archeologa & Tour guide at Guida Turistica | FACEBOOK (05-06/03/2017).

FONTE | SOURCE:

— Paola Di Silvio, Archeologa. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali . Guida Turistica (prov. Viterbo e Roma) FACEBOOK (05-06/03/2017).

https://www.facebook.com/paola.disilvio.33

PARIGI & ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Peut-on ou non prendre des photos dans les musées ? Le Journal de la culture (03/03/2017), France Culture © 2017 | Crédits : Instagram de Beyonce. Fonte: Roma Aeterna (Archéologie et Histoire) | FACEBOOK (07/03/2017).

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PARIGI & ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Peut-on ou non prendre des photos dans les musées ? Le Journal de la culture (03/03/2017), France Culture © 2017 | Crédits : Instagram de Beyonce. Fonte: Roma Aeterna (Archéologie et Histoire) | FACEBOOK (07/03/2017).

PARIGI – Peut-on ou non prendre des photos dans les musées ? Le Journal de la culture (03/03/2017), France Culture © 2017 | Roma Aeterna (Archéologie et Histoire) | FACEBOOK (07/03/2017).

La question se pose, alors que le Louvre interdit aux visiteurs de prendre des photos dans l’expo Vermeer. Pourtant, juridiquement, cette interdiction n’est pas fondée, et le ministère de la culture encourageait même les visiteurs à photographier avec sa campagne “Tous photographes”.

FONTE | SOURCE:

— Le Journal de la culture (03/03/2017), France Culture © 2017.
https://www.franceculture.fr/emissions/le-journal-de-la-culture/peut-ou-non-prendre-des-photos-dans-les-musees

— Roma Aeterna (Archéologie et Histoire) | FACEBOOK (07/03/2017).
https://www.facebook.com/RomaAeterna753/

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Le selfie rend les musées plus “cool”; La chanteuse Beyonce fait un selfie lors de sa visite au Louvre en octobre 2014• Crédits : Instagram de Beyonce, in: Le Journal de la culture (03/03/2017), France Culture © 2017 | Roma Aeterna (Archéologie et Histoire) | FACEBOOK (07/03/2017).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO – UN’ ICONA – dall’ Antichità all’era Fascista: Dott.ssa Rossella Rea, Il Colosseo svela i suoi segreti dalle origini a Jeeg Robot: in mostra reperti mai esposti, IL MESSAGGERO (06/03/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO – UN’ ICONA – dall’ Antichità all’era Fascista: Dott.ssa Rossella Rea, Il Colosseo svela i suoi segreti dalle origini a Jeeg Robot: in mostra reperti mai esposti, IL MESSAGGERO (06/03/2017).

[NOTE TO THE READERS: After viewing the various new photographs and the video by Laura Larcan | IL MESSAGGERO (06/03/2017), this is probably the best exhibit ever documenting in amazing details the overall history, function and design on the Colloseum in antiquity and it’s influence on later architecture in Post-Antiquity Rome and up-to the Fascist era in the 1930s, as produced by Dr. Rossella Rea and his staff. Dr. Rea, will soon be retiring as the director of the Roman Colloseum after nearly 30 years or more… Dr. Rea, deserves a tremendous thanks and gratitude from the people of Rome, the Italians and every International tourist, university student, independent researcher and scholar who has ever visited the Colloseum (either on-site or by way of the internet) for all her amazing work; “Ottimo lavoro Dott.ssa Rea, è sicuramente merita un grande abbraccio e un bacio dal mondo.”].

ROMA, COLOSSEO – UN’ ICONA – dall’antichità all’era fascista: Il Colosseo svela i suoi segreti dalle origini a Jeeg Robot: in mostra reperti mai esposti (di Rossella Rea, Riccardo Santangeli Valenzani, Serena Romano, Francesco Cellini & Maria Margarita Segarra Lagunes), IL MESSAGGERO (06/03/2017).

ROMA – Il Colosseo si racconta. Dalle origini alla seconda vita medievale, passando per l’influenza della Chiesa, le trasformazioni (prima in fortezza di potenti famiglie come i Frangipane, poi in ospedale), il Grand Tour, l’impero di Napoleone e il Risorgimento, fino all’età contemporanea, che abbraccia anche la visione da parte degli artisti del ventesimo e ventunesimo secolo. Senza dimenticare il cinema: da Quo Vadis a Il Gladiatore fino a Lo chiamavano Jeeg Robot (con proiezioni di frame sulle colossali volte dell’ambulacro). Un viaggio trasversale nella storia di un monumento diventato un’icona del patrimonio di Roma e d’Italia.

Lo racconta la bella mostra “Colosseo. Un’icona” che aprirà al pubblico l’8 marzo, per durare un intero anno (chiuderà il 7 gennaio 2018). La prima esposizione che indaga in “esclusiva” il Colosseo, svelando al pubblico reperti rinvenuti all’interno del monumento ma mai esposti prima, ricostruzioni inedite di modellini (che tengono in considerazione le ultimissime scoperte), ceramiche medievali, stampe e quadri, fino ad installazioni multimediali. Superstar, l’unica delle due statue integre sopravvissute, tra le 160 che all’epoca dei Flavi ornavano i fornici delle facciate. Un prestito arrivato direttamente dalla Centrale Montemartini (l’altra riposa ai Musei vaticani).

Un mostra «complessa e divertente», come ama definirla il Soprintendente Francesco Prosperetti, capace di «far comprendere il senso e il significato di questo luogo, evocandone il mito e esplorandone una vita millenaria passata per tanti ruoli e funzioni a volte inaspettate e sconosciute al grande pubblico». Una mostra (con due anni di gestazione) che rappresenta la «summa» di uno lungo e accurato studio, per la direttrice Rossella Rea, da oltre trent’anni ad occuparsi di questo monumento. Rea ne firma, non a caso, la cura insieme a Riccardo Santangeli Valenzani e Serena Romano, con un allestimento sobrio, raffinato e minimale firmato da Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes.

«Abbiamo documentato per la prima volta nel dettaglio tutta la fase medievale del Colosseo, rivelando l’originario impianto della fortezza dei Frangipane, durata tra XII e XIV secolo, distrutta poi con il terremoto del 1349 lo stesso citato dal Petrarca». Come spiega Valenzani, «Il Colosseo nel Medioevo non è stato solo una fortezza, ma conviveva con un utilizzo diffuso di tutti gli ambienti del piano terra. le conosciamo proprio tramite gli scavi cominciati nel 2011». A Serena Romano il compito di ricostruirne tutta la suggestione romantica del monumento, dalla sua “terza vita” come orto botanico di specie esotiche frutto di interramenti e semi-abbandono.

FONTE | SOURCE: Laura Larcan | IL MESSAGGERO (06/03/2017).

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/mostre/colosseo_scoperte_mostra_icona_origini_jeeg_robot-2300289.html

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Valentina Tanni, “L’Ara Pacis di Roma torna a colori grazie a un’applicazione in realtà aumentata,” ARTRIBUNE (12/10/2016). [s.v., Gianni De Dominicis, Roma (19|08|2014)].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Valentina Tanni, “L’Ara Pacis di Roma torna a colori grazie a un’applicazione in realtà aumentata,” ARTRIBUNE (12/10/2016). [s.v., Gianni De Dominicis, Roma (19|08|2014)].

ROMA – Parte il prossimo 14 ottobre il progetto “L’Ara com’era”, un’applicazione in realtà aumentata che ci mostra il monumento capitolino com’era alle origini. Un’iniziativa che valorizza il patrimonio con le nuove tecnologie. E l’avvio di una serie di opere di restauro dedicate all’area dell’imperatore Augusto.

Un’applicazione che mescola due diversi livelli di realtà: quella materiale del monumento che abbiamo di fronte e quella virtuale della ricostruzione digitale. All’Ara Pacis di Roma sta per partire una nuova iniziativa dedicata alla scoperta del passato di questo incredibile luogo: dal prossimo 14 ottobre L’Ara com’era mostrerà ai visitatori l’aspetto originario dell’antico altare, voluto da Augusto nel 9 a.C. per celebrare la pace nei territori dell’Impero, servendosi di uno speciale visore per la realtà virtuale. Come tanti monumenti classici, anche l’Ara Pacis non era candida come l’abbiamo sempre vista, ma risplendeva di colori. Al recupero di questo aspetto, ricostruito in via ipotetica basandosi su un approfondito studio realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si affianca un impianto narrativo che si serve delle voci di Luca Ward e Manuela Mandracchia per raccontare ai visitatori le storie raffigurate nei bassorilievi dell’ara, ricostruendo e fondendo così storia e mitologia.

ARCHEOLOGIA IN 3D A ROMA
Con questa iniziativa va ad arricchirsi il panorama di applicazioni in realtà virtuale sperimentate nella Capitale, che forte del suo patrimonio antico, cerca sempre più spesso di valorizzarlo e raccontarlo servendosi delle nuove tecnologie. Progetti simili sono stati attivati in passato anche ai Mercati di Traiano, dove lo scorso anno ha preso vita un progetto basato su tecnologie beacon e smart glasses, e ai Fori Imperiali, dove l’ex-sindaco Ignazio Marino aveva presentato un prototipo di occhiale per la realtà aumentata in occasione del Natale di Roma.

Il progetto, promosso dall’assessorato alla Crescita culturale del Comune e dalla sovrintendenza ai Beni culturali, organizzato da Zètema e realizzato dalla Ett s.p.a., inaugura una serie di interventi dedicati all’area del celebre imperatore romano; sono previsti anche il recupero della piazza retrostante e il restauro del Mausoleo a lui dedicato, i cui lavori inizieranno durante il mese di novembre.

– Valentina Tanni

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Valentina Tanni, ARTRIBUNE (12/10/2016).

http://www.artribune.com/tribnews/2016/10/lara-pacis-di-roma-torna-a-colori-grazie-a-unapplicazione-in-realta-aumentata/

— Dott.ssa Valentina Tanni, http://www.valentinatanni.com/ (12/10/2016).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma e` nel suo splendore! Straniero, riempiti gli occhi,” di Properzio. Roma – “Ieri sera, in occasione della illuminazione dell’ara pacis (bimillenario della morte di Augusto) con la riproduzione degli originali colori.” Foto: Gianni De Dominicis, Roma (19|08|2014).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/08/20/roma-archeologia-restauro-architettura-roma-e-nel-suo-splendore-straniero-rempiti-gli-occhi-di-properzio-roma-ieri-sera-in-occasione-della-illuminazione-dellara-pacis-bimillena/

— ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: “Roma e` nel suo splendore! Straniero, riempiti gli occhi,” di Properzio.” – Ara Pacis, per Augusto l’incanto dei colori. LA REPUBBLICA (19-20|08|2014).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: "Roma e` nel suo splendore! Straniero, riempiti gli occhi," di Properzio. Roma -  "Ieri sera, in occasione della illuminazione dell'ara pacis (bimillenario della morte di Augusto). Foto: Gianni De Dominicis, Roma (19|08|2014).