ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. FOTO: Il superintendente archeologico del Foro Romano Francesco Prosperetti ha progettato una nuova entrata al Foro Fomano nominandolo “Purple Pit” questo titolo è stato scelto in base ad un film di Jerry Lewis “The Nutty Professor” (1963). Foto: Alessandro Cremona & Nathalie Naim | FACEBOOK (26/06/2017).

ENTRANCE TO FORO

 

“…Mood is wrong, mood is wrong…Viriginia Raggi got sexy lights, lay it on me.”

— Prof. Arch. Francesco Prosperetti, Rome (26/06/2017).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. FOTO: Il superintendente archeologico del Foro Romano Francesco Prosperetti ha progettato una nuova entrata al Foro Romano nominandolo “Purple Pit” questo titolo è stato scelto in base ad un film di Jerry Lewis “The Nutty Professor” (1963). FOTO: Alessandro Cremona & Nathalie Naim | FACEBOOK (26/06/2017).

ROME – Rome’s Archaeological Superintendent Francesco Prosperetti redesigns the entranceway of the Roman Forum and the renames the Area Foro to that of the “Purple Pit” after his favorite Jerry Lewis movie, the “Nutty Professor (1963).” FOTO:
Alessandro Cremona & Nathalie Naim | FACEBOOK (26/06/2017).

s.v.,

Jerry Lewis as Buddy Love, sings: “That Old Black Magic”, from the movie “The Nutty Professor” (1963) | You-Tube Video

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro Romano ora è rovinato – Il nuovo ingresso che porta al Foro. FOTO: Alessandro Cremona & Nathalie Naim | FACEBOOK (26/06/2017).

http://wp.me/pPRv6-45v

 

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro Romano ora è rovinato – Il nuovo ingresso che porta al Foro. FOTO: Alessandro Cremona & Nathalie Naim | FACEBOOK (26/06/2017).

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ROMA – Dopo il Divo Nerone sul Palatino il Soprintendente autorizza questa nuova struttura all’ingresso del Foro Romano. E’ il belvedere più bello del mondo ma le luci viola rimangono accese anche di notte. E dire che è stata fatta tanta fatica, da altri suoi colleghi (Marino ed io siamo stati pure denunciati) per togliere il camion bar che proprio li impediva la visuale…

Fonte | source:

— Nathalie Naim | FACEBOOK (26/06/2017).

https://www.facebook.com/nathalie.naim?fref=nf

ROMA – Che ne pensate di questa nuova struttura a via della Curia? Il nuovo Ingresso al Foro dedicato all’Opera romana Pellegrinaggi.

Fonte | source:

— Alessandro Cremona | FACEBOOK (26/06/2017).

https://www.facebook.com/info.roma.it

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: FORI IMPERIALI E POLEMICHE – Federica Galloni inferriate al Colosseo, il Parco rispolvera un’idea già bocciata. LA REPUBBLICA(07/06/2017).

http://wp.me/pPRv6-40D

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Mini Pompei” da scavi metro C di Roma, c’è anche cane. ANSA & ASKANEWS | VIDEO (26/06/2017). [ENGLISH | ITALIANO].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Mini Pompei” da scavi metro C di Roma, c’è anche cane. ANSA & ASKANEWS | VIDEO (26/06/2017). [ENGLISH | ITALIANO].

1). ROME – 1). ROME – ‘Mini Pompeii’ found in Rome metro excavation Wooden ceiling, furniture, dog’s skeleton, ANSA (26/06/2017).

ROME, JUNE 26 (2017) – Excavations conducted as part of work for the new C line of the Rome metro have uncovered Pompeiilike finds including a dog’s skeleton in the capital, sources said Monday. The dig has unearthed two spaces dating to the middle of the imperial period which, due to a fire, feature well conserved parts of a wooden ceiling and furniture. “The material is only conserved in exceptional environmental and climatic conditions, or after special events like those that took place at Herculaneum and Pompeii,” said sources at Rome’s special superintendency. “The discovery of a burned wooden ceiling is unique for the city”. The excavation in via dell’Amba Aradam also found the skeleton of the dog, curled up in front of a door and “likely trapped inside the building at the time of the fire,” sources said. A fine black and white mosaic floor was also found. “What makes this find resemble Pompeii is that we have evidence of a moment in history,” said the special superintendent for the Colosseum and Rome’s archaeological area, Francesco Prosperetti, “The fire that stopped life in this environment allows us to imagine life at a precise
moment”. Note: Dr. Simone Moretta, Italian archaeologist and Scientific Director of the Excavations.

FONTE | SOURCE:

— ANSA (26/06/2017).

http://www.ansamed.info

2). ROMA – “Mini Pompei” da scavi metro C di Roma, c’è anche cane, ANSA (26/06/2017) | VIDEO 02:53.

ROMA – I cantieri di scavo per la realizzazione della Linea C della metropolitana di Roma svelano un nuovo scenario inedito per la Capitale: si tratta di due ambienti della media età imperiale che, a causa di un incendio divampato nel corso della prima metà del III secolo d.C., contengono ancora ampie e ben conservate parti del solaio ligneo e del mobilio.

FONTE | SOURCE:

— ANSA (26/06/2017) | VIDEO 02:53.

3). Roma, mobilio e scheletro di cane del III secolo in scavi metro C, ASKANEWS (26/06/2017) | VIDEO 01:44 & 02:09.

Roma, (askanews) – I cantieri di scavo per la realizzazione della Linea C della metropolitana di Roma svelano un nuovo scenario inedito per la Capitale: si tratta di due ambienti della media età imperiale che, a causa di un incendio divampato nel corso della prima metà del III secolo d.C., contengono ancora ampie e ben conservate parti del solaio ligneo e del mobilio.
Negli strati pià alti sono state rinvenute ampie porzioni di mosaico pavimentale in bianco e nero del piano superiore dell’edificio e frammenti di intonaco dipinto delle pareti e del soffitto. Durante lo scavo è emerso anche lo scheletro di un cane, accucciato davanti a una porta e versomilmente rimasto intrappolato nell’edificio al momento dell’incendio.
Il ritrovamento è avvenuto grazie alla realizzazione del Pozzo Q15 a largo Amba Aradam, un’opera per mettere in sicurezza le vicine Mura Aureliane. Le paratie perimetrali in pali di cemento e l’ampiezza del pozzo – 8 metri di diametro e 14 metri in profondità, di cui 10 già scavati – hanno permesso un’indagine a quote altrimenti inaccessibili per un normale scavo archeologico.
Dopo numerose scoperte, l’ultima la Caserma portata alla luce a via Ipponio, la realizzazione della Linea C è nuovamente occasione di ritrovamenti che ci svelano una parte della storia e dei segreti di Roma attraverso i secoli.

FONTE | SOURCE:

ASKANEWS (26/06/2017) | VIDEO 01:44 & 02:09.

VIDEO 1 = https://www.youtube.com/watch?v=NyR2-8ME0VU

VIDEO 2 = https://www.youtube.com/watch?v=KTO2kpbYHy4

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C – Tra via della Ferratella e via Amba Aradam – Nuovi reperti dagli scavi per la metro C – Roma come Pompei. CORRIERE DELLA SERA, IL TEMPO & LA REPUBBLICA (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO]. Foto | stampa 1 di 31.

http://wp.me/pPRv6-45h

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C - Tra via della Ferratella e via Amba Aradam - Nuovi reperti dagli scavi per la metro C - Roma come Pompei. CORRIERE DELLA SERA (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO].

 

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C – Tra via della Ferratella e via Amba Aradam – Nuovi reperti dagli scavi per la metro C – Roma come Pompei. IL TEMPO & LA REP. (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C – Tra via della Ferratella e via Amba Aradam – Nuovi reperti dagli scavi per la metro C – Roma come Pompei. IL TEMPO & LA REP. (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO].

1). ROME – ‘Mini Pompeii’ found in Rome metro excavation Wooden ceiling, furniture, dog’s skeleton, ANSA (26/06/2017).

ROME, JUNE 26 (2017) – Excavations conducted as part of work for the new C line of the Rome metro have uncovered Pompeiilike finds including a dog’s skeleton in the capital, sources said Monday. The dig has unearthed two spaces dating to the middle of the imperial period which, due to a fire, feature well conserved parts of a wooden ceiling and furniture. “The material is only conserved in exceptional environmental and climatic conditions, or after special events like those that took place at Herculaneum and Pompeii,” said sources at Rome’s special superintendency. “The discovery of a burned wooden ceiling is unique for the city”. The excavation in via dell’Amba Aradam also found the skeleton of the dog, curled up in front of a door and “likely trapped inside the building at the time of the fire,” sources said. A fine black and white mosaic floor was also found. “What makes this find resemble Pompeii is that we have evidence of a moment in history,” said the special superintendent for the Colosseum and Rome’s archaeological area, Francesco Prosperetti, “The fire that stopped life in this environment allows us to imagine life at a precise
moment”. Note: Dr. Simone Moretta, Italian archaeologist and Scientific Director of the Excavations.

FONTE | SOURCE:

— ANSA (26/06/2017).

http://www.ansamed.info

2). ROMA – DURANTE GLI SCAVI DELLA LINEA C – Scoperta una piccola Pompei sotto la metro di Roma, IL TEMPO (26/06/2016).

“Crediamo che il cane stesse tentando di fuggire durante l’incendio ma il crollo di parti del soffitto lo ha bloccato ed è morto lì”. C’è anche lo scheletro di un cane e quello di un altro animale più piccolo, ancora non identificata la specie, fra gli eccezionali reperti archeologici che stanno affiorando dentro un pozzo di ventilazione della metro C, a via dell’Amba Aradam. Otto metri di diametro, una decina di metri di profondità già raggiunti: è il pozzo Q15, collocato nel punto di intersezione fra via dell’Amba Aradam e Porta Metronia. Le sue paratie di cemento armato hanno svelato una storia nuova e riservato una eccezionale scoperta archeologica.
All’interno del pozzo, a nove metri di profondità dal livello della strada, è riemerso un ambiente di due stanze – circa cinquanta metri quadri di superficie – che gli archeologi della Soprintendenza di Roma, guidata da Francesco Prosperetti, hanno identificato come di epoca traianea, quindi successivo al 100 dopo Cristo. L’eccezionalità della scoperta è che per la prima volta nella storia della Capitale, emerge un soffitto di legno intero: travi, travetti, tavolato con i suoi chiodi dalla testa larga come una palla da ping pong, seguendo perfettamente leindicazioni costruttive di Vitruvio; calce di base per il pavimento in mosaico bianco e nero, intonaco del soffitto. Addirittura gli archeologi della Cooperativa Archeologia, sotto la guida di Simona Morretta, hanno tirato fuori parti di mobili: una zampa di un comodino o di un piccolo sgabello, tornita e modanata come quelle più moderne, e quella di un armadio più pesante, sormontato da una cassa, tipo un
grande comò. “Non è escluso – spiega proprio la Torretta – che questo ambiente sia in stretta correlazione con la grande caserma rinvenuta un anno fa a poca distanza da qui. Le tecniche costruttive sono le stesse, i materiali utilizzati anche. La presenza di piccoli tubi in coccio, posti verticalmente dietro l’intonaco dei muri perimetrali della stanza al pian terreno dimostrano che quello era un ambiente riscaldato”.
La presenza di intonaci dipinti con motivi floreali e di mosaici sui pavimenti, quindi, lascia supporre che potesse trattarsi certamente di un ambiente raffinato, forse l’abitazione di un ufficiale della caserma, magari del comandante, oppure un’area termale. Che, ovviamente, non deve essere vista come una moderna spa, ma come un ambiente di quotidiana igiene. “Stiamo proseguendo le nostre indagini. Siamo arrivati – spiega ancora la Torretta – solo a nove metri di profondità. Dovremo scendere fino a meno 13 metri per arrivare alla superficie di calpestio della stanza del pian terreno, rimuovendo ancora molte parti del soffitto crollato”.
“Questa scoperta – aggiunge il soprintendente Prosperetti – è stata resa possibile anche dalla tecnica di scavo”: una normale “trincea”, tipica degli scavi archeologici, avrebbe reso necessario, per il rispetto delle normative di sicurezza, scavare circa 1200 metri cubi di terra. Con questo blindoscavo, al di là dei metri cubi asportati (450 circa) “abbiamo potuto procedere letteralmente con un pennellino”, dice ancora Prosperetti. L’immobile venne distrutto da un incendio: muri e soffitti ne recano evidenti tracce. Il fuoco, però, non ha attaccato direttamente le parti lignee ma, covando a lungo sotto le macerie, ha finito per trasformare il legno in carbone.
Dopo la grande caserma dell’età imperiale all’Amba Aradam, i reperti dell’azienda agricola del I secolo di San Giovanni, la metro C continua a riservare meravigliose sorprese per gli archeologi. Questi ritrovamenti non dovrebbero incidere sui tempi di consegna della stazione Amba Aradam, fissati per il 2021, trattandosi di un pozzo posto al di fuori dell’area della stessa.

FONTE | SOURCE:

— IL TEMPO (26/06/2017).

http://www.iltempo.it

3). Roma come Pompei, scoperta casa romana di legno. Intatti parti di solaio, mobili, mosaici e affreschi, LA REPUBBLICA (26/06/2017).

Lo scavo della Soprintendenza archeologica in un pozzo della metro C a via Amba Aradam è la prima struttura in legno rinvenuta intatta: un fatto eccezionale. Tra le macerie anche gli scheletri di un cane e del suo cucciolo. I reperti saranno smontati e conservati forse nel museo della stazione.

Un solaio di legno, gambe di sgabelli e tavolini, gli scheletri di un cane e probabilmente del suo cucciolo o di un gatto, e preziosi mosaici. Dopo la scoperta della caserma dei soldati romani, gli scavi per la metrò C, all’incrocio tra via della Ferratella e via Amba Aradam, portano a luce uno scenario pompeiano: due vani di un edificio, databile tra il II e il III secolo d. C., rimasti carbonizzati e come pietrificati dopo un violento incendio che lo ha distrutto. Ma soprattutto, per quanto riguarda il solaio, una assoluta “prima volta”, ed è questo il fatto più clamoroso, per la storia di Roma antica. E tutto si è rivelato agli archeologi della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti nel Pozzo Q15 della metropolitana, protetto per tutto il perimetro da paratie di cemento, otto metri di diametro e quattordici in profondità, di cui dieci già scavati, una quota che altrimenti sarebbe stata inaccessibile Così la realizzazione della linea C è di nuovo occasione di ritrovamenti che ci svelano i segreti della città attraverso i secoli. Cominciando dai materiali rinvenuti che mostrano le particolari tecniche di costruzione degli edifici romani e di fabbricazione del mobilio nella media età imperiale, un materiale, sottolineano gli archeologi, che si conserva solo in eccezionali condizioni ambientali e climatiche, o dopo eventi speciali, come accaduto a Ercolano e a Pompei.

L’area dello scavo, diretto dall’archeologa Simona Morretta ed eseguito dalla Cooperativa Archeologia ancora in corso, interessa le pendici meridionali del Celio, il colle che in età imperiale vide nascere sulla sua sommità lussuose abitazioni aristocratiche e in basso, a sud, una serie di edifici militari, tra cui la ormai celebre caserma rinvenuta recentemente in via Ipponatteo. Iniziata nel dicembre del 2016, l’indagine nel Pozzo Q15 ha messo in luce, a circa 9 metri dal piano stradale, sotto le fasi moderne e tardo antiche, due ambienti in opera mista, databili all’età di Traiano (inizi del II secolo d. C.) con rimaneggiamenti successivi. Ma è del 23 maggio scorso lo stupore del ritrovamento dei primi resti del solaio di legno carbonizzato. Negli strati più alti sono state trovate ampie parti di un mosaico pavimentale in bianco e nero del piano superiore dell’edificio e frammenti di intonaco dipinto delle pareti e del soffitto. L’incendio ha conservato travetti di legno rettangolari, cui erano attaccate le canne che permettevano il fissaggio degli intonaci al solaio e alle pareti. E sono emerse parti riferibili alla struttura lignea portante del solaio, la cosiddetta contignatio descritta da Vitruvio: una grossa trave, che conserva sia gli incassi per l’inserzione dei travicelli trasversali sia una grossa chiodatura in ferro. Su alcuni elementi ecco anche lavorazioni di falegnameria più elaborate, da arredo. Tra questi una gamba di sgabello o di tavolino, un altro piede più massiccio, forse di una cassapanca, e un ulteriore pezzo con una voluta forata passante, forse di una balaustra di legno. Infine una grande tavola rettangolare e frammenti di uno stipite con tracce di lastre di vetro di finestra.

Passiamo al piano terra dell’edificio crollato per l’incendio, che mostra una parete con un affresco di tipo lineare a fondo bianco, degli inizi del II secolo, in età Severiana, con riquadri con motivi di fantasia, tra cui un fiore con corolla sopra una sorta di candelabro vegetale. Durante lo scavo sono emersi anche gli scheletri di un cane e di un suo cucciolo o di un gatto. Il cane era accucciato davanti a una porta, rimasto intrappolato nell’edificio al momento dell’incendio, un indizio di come la costruzione non sia stata abbattuta volutamente, ma sia crollata all’inizio per l’improvviso divampare delle fiamme. Mentre solo successivamente i muri sarebbero stati intenzionalmente rasati. Un’ipotesi è quella per cui a causare l’incendio possa essere stato un terremoto, una spiegazione che dovrà esser verificata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Inoltre è in corso in queste ultime ore la messa in luce del pavimento a mosaico dell’ambiente che contiene i resti delligneo. È un mosaico di gran pregio, in bianco e nero, con doppia cornice di bordo a foglie cuoriformi e onde correnti.

Allo stato attuale dello studio varie sono le ipotesi sull’edificio. Potrebbe far parte della caserma rinvenuta in via Ipponio, a cui fanno pensare le quote di soglia e di rasatura, ma anche la datazione e la tecnica edilizia. E in questo caso si tratterebbe di ambienti di rappresentanza dell’edificio militare, considerando la presenza di un sistema di riscaldamento, forse di tipo termale, e il pregio dei rivestimenti, mosaici, affreschi, lastre marmoree su alcune pareti. Un’altra ipotesi è che gli ambienti scoperti facciano parte di una delle modus aristocratiche del Celio, di cui sono stati rinvenuti resti non lontano, come la domus dei Valerii, crollata
allo stesso modo. Del resto, nella zona dove si è scavato il Pozzo Q15, ancora nel Cinquecento erano visibili alcuni ruderi, riportati nella pianta di Leonardo Bufalini, e, in minor numero, anche nel Settecento, descritti nelle note della pianta di Giovan Battista Nolli, costruiti in opera mista. Ora la continuazione dello scavo potrà fornire ulteriori dati per l’interpretazione. Le strutture murarie e i rivestimenti verranno smontati e spostati, per un rimontaggio futuro forse all’interno del museo della caserma accanto alla stazione Amba Aradam.

Il Pozzo Q15 a largo Amba Aradam è stato scavato per compensare eventuali spostamenti del terreno dovuti allo scavo delle gallerie della linea C sulle Mura Aureliane, distanti circa trenta metri. Se durante il passaggio delle talpe in profondità, le apparecchiature di monitoraggio rilevassero movimenti anche minimi della cinta muraria, attraverso il Pozzo Q15 potrebbero essere effettuati consolidamenti del terreno tra le gallerie e le antiche fondazioni. Adesso nel pozzo lo scavo archeologico continuerà ancora per altri 4 metri, fino ad esaurire lo strato archeologico già sondato con carotaggi preliminari fino a circa quindici metri di profondità. Il progetto poi prevede il rinterro del pozzo dopo il passaggio delle talpe.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (26/06/2017).

http://roma.repubblica.it

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C – Tra via della Ferratella e via Amba Aradam – Nuovi reperti dagli scavi per la metro C – Roma come Pompei. CORRIERE DELLA SERA, IL TEMPO & LA REPUBBLICA (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO]. Foto | stampa 1 di 31.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C - Tra via della Ferratella e via Amba Aradam - Nuovi reperti dagli scavi per la metro C - Roma come Pompei. CORRIERE DELLA SERA (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO].

POSITANO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: [Sotto cripta principale della chiesa di Santa Maria Assunta] ROMANS ON THE BAY OF NAPLES – SPECTACULAR VILLA UNDER POSITANO SEES THE LIGHT. ARCHAEOLOGY | AIA (SEPT. | OCT. 2016), pp. 27 – 31.

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POSITANO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: [Sotto cripta principale della chiesa di Santa Maria Assunta] ROMANS ON THE BAY OF NAPLES – SPECTACULAR VILLA UNDER POSITANO SEES THE LIGHT. ARCHAEOLOGY | AIA (SEPT. | OCT. 2016), pp. 27 – 31.

s.v., Sotto cripta principale della chiesa di Santa Maria Assunta – Straordinari reperti di arte romana. [Salerno], l’Espresso (06/12/2012).

ROMANS ON THE BAY OF NAPLES – SPECTACULAR VILLA UNDER POSITANO SEES THE LIGHT. ARCHAEOLOGY | AIA (SEPT. | OCT. 2016), pp. 27 – 31.

“…Once we reach the spot, you won’t believe your eyes,” says archaeologist Luciana Jacobelli of the University of Molise as she opens a small door to the crypt of the church of Santa Maria Assunta in the center of town. It’s very dim inside, and she has to use a flashlight as we make our way. We slowly climb down a series of ladders through a forest of iron scaffolding toward what seems to be the only well-lit area, nearly 30 feet under the church. Jacobelli then leads me into a room and, as promised, frescoes in dazzling green, yellow, red, and blue seem to illuminate the space on their own. We have arrived at the extraordinarily well-preserved remains of a lavish villa marittima, or seaside villa, once a luxurious retreat for the rich of ancient Rome to escape the summer heat and the hustle and bustle of city life in the first centuries b.c. and a.d.”

pg. 1 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/34728382973/

pg. 2 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/35150870580/

pg. 3 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/35150870500/

FONTE | SOURCE:

Marco Merola is Archaeology our Naples correspondent. For more
stunning images of the villa, go to archaeology.org/positano.

— ARCHAEOLOGY | AIA VOL. 69 | No. 6 (SEPT. | OCT. 2016), pp. 27 – 31.

https://www.archaeology.org

s.v.,

— POSITANO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Sotto cripta principale della chiesa di Santa Maria Assunta – Straordinari reperti di arte romana. [Salerno], l’Espresso ;(07/12/2012). Cultura – Salvate gli affreschi di Positano – Straordinari reperti di arte romana. Mai aperti al pubblico. Che adesso rischiano di andare in rovina. Per colpa della politica. La denuncia degli archeologi. l’Espresso (06/12/2012). FOTO 1 di 7.

POSITANO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMANS ON THE BAY OF NAPLES - SPECTACULAR VILLA UNDER POSITANO SEES THE LIGHT. ARCHAEOLOGY | AIA (SEPT. | OCT. 2016), pp. 27 - 31.

VATICANO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – Basilica di Santa Prassede – African Muslim destroys invaluable historic Statues in 4 Roman Churches, terrorizes Tourists, IL MESSAGGERO & CATHOLIC NEWS AGENCY (16/10/2016). VIDEO (01:55).

CHURCH RUINED

VATICANO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – Basilica di Santa Prassede – African Muslim destroys invaluable historic Statues in 4 Roman Churches, terrorizes Tourists, IL MESSAGGERO & CATHOLIC NEWS AGENCY (16/10/2016). VIDEO (01:55).

ROME – The vandal went into action around 7:30 pm on Friday evening in Saint Praxedes Basilica. He destroyed a statue of Saint Praxedes, and then did the same with a miniature reproduction of Saint Anthony, cutting off the head, according reports by various Italian media.

The pastor, Father Pedro Savelli, explained that “right away I thought it was an attack by ISIS. The man was outside himself, but thank God we were able to get him out before he could destroy everything. He said children cannot be taught to believe using sacred images as we do.”

The attacker also tried to destroy a crucifix but the priest managed to grab him by the leg and stop him.

The act occurred a few minutes after the end of a Mass and just before a concert for the Slovak community. “I don’t know if he was a terrorist, but there certainly was an enormous lack of respect for religion,” Father Savelli said. “People were fleeing, escaping. I was able to stop him when he was on top of the altar. Some other people came to help me, but he managed to escape; we were afraid, we were terrorized, we didn’t know if he was armed.”

After this attack the man went to Via de Colle Oppio where the other church he entered are located: Saint Silvester and Saint Martin in the popular Monti neighborhood. There he beat on one of the statues situated in the central nave of the church.

But the attacker did not give up, and Saturday he began a new round of attacks 21 hours later. It was San Vitale’s turn on Via Nazionale – one of the main streets of the city – where he attacked another three statues and a candelabrum.

Before being arrested, the attacker made a final incursion in San Giovanni ai Fiorentini church in Piazza dell’Oro. There also, in front of terrified faithful and tourists, he attacked several statues. He was able to escape again, but shortly after police arrested him in a nearby street.

FONTE | SOURCE:

— IL MESSAGGERO & CATHOLIC NEWS AGENCY (16/10/2016). VIDEO (01:55), in: ARCHIVE.ORG (06/2017).

https://archive.org/details/youtube-df_si1PnEcY

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: MAYOR VIRGINIA RAGGI – I FORI IMPERIALI & VIA DEI FORI IMPERIALI (25/06/2017).

RAGGI

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: MAYOR VIRGINIA RAGGI – I FORI IMPERIALI & VIA DEI FORI IMPERIALI (25/06/2017).

“…I Fori Imperiali, che Marino dopo la pedonalizzazione teneva come uno specchio, sono diventati un suk immondo. Folle di abusivi, suonatori assordanti ogni tre metri, fino a notte fonda ubriachi, ladri, e sesso in pubblico davanti alle rovine antiche di Roma.”

Nathalie Naim | Facebook (24/06/2017).

https://www.facebook.com/nathalie.naim?fref=nf&pnref=story

TO: Nathalie Naim on Facebook (25/06/2017) – I due direttori del Fori Dott. R. Meneghini e Dott.ssa L. Ungaro (Comune di Roma) e anche da Dott.ssa R. Rea (area fori del SSCOL) si sono lamentati sin dal 2003 in poi per la mancanza di un adeguato finanziamento per la cura dei fori imperiali. Tutti i sindaci di Roma, Veltroni a Marino, non sono riusciti ad ascoltarli. Per quanto riguarda il sindaco Raggi, non penso che possa semplicemente ripulire il disordine dei passati sindaci di Roma (Rutelli in poi) e il MIBACT. Per quanto riguarda il futuro dell’area Fori, che non conosce né il Comune o la SSOL (ora la zona direttore intermedio fori Dott.ssa Federica Galloni?) Non hanno fatto nuovi piani o informazioni disponibili (2017, ecc.)?

The two directors of the Imperial Fori Dott. R. Meneghini & Dott.ssa L. Ungaro (Comune di Roma) and also by Dott.ssa R. Rea (area Imperial Fori of the SSCOL) have been complaining since 2003 onwards about the lack of proper funding to care for the imperial fori. All the Mayors of Rome, Veltroni to Marino have failed to listen to them. As for Mayor Raggi, well I dont think she can simply clean up the mess the past mayors of Rome (Rutelli onwards) and the MIBACT have made. As for the future of the area Fori Imperiali, who knows neither the Comune or the SSOL (now the interm director area fori Dott.ssa Federica Galloni?) have made no new plans or information available (in 2017, etc.,)?

– ROMA ARCHEOLOGIA – FORO DI TRAIANO: Dott. Roberto Meneghini e Dott.ssa Lucrezia Ungaro – L’ area archeologia videosorvegliata usata come toilette – Rifuti, bivacchi, cattivi odori discarica al Foro di Traiano. Il Messaggero (20/08/2012), p. 1 e 30 & (28/08/2007), p. 1 & 9.

– ROMA ARCHEOLOGIA – IL REPORTAGE: [Foro di Traiano] Materassi, damgiane e scarpe – L’hotel dei barboni tra le rovine dei Fori Imperiali, IL MESSAGGERO (28/08/2007), p. 1 & 9.

– Dott. Roberto Meneghini, “Foro di Traiano – Cari Reperti, non c’e un soldo!” STAMPA VIVERE ROMA (26/10/2003), p. 1-4.

http://wp.me/pPRv6-X1

s.v.,

— Roma & I Fori Imperiali sotto Ignazio Marino & Francesco Paolo Tronca (2013-16). Foto & Stampa 1 di 688

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: "What's a Marino?" - Ignazio Marino a San Francisco. Ma negli Usa non se ne parla la stampa locale ancora non accenna nemmeno alla sua visita, CINQUE QOUTIDIANO (12|09|2014).

s.v.,

— ROMA CAPITALE & I Fori Imperiali 2005-2015: «ROMA DEGRADO VISTA DAL MONDO (2005-15 & 2016-17). Foto & Stampa 1 di 767.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma di Nero & Dario Franceschini | MIABCT:  "Qualis artifex pereo" | "Quale artista muore con me". Se a Roma lo spirito di un Nerone redivivo aleggiasse oggi sulle rovine del Palatino, LA REPUBBLICA (10/06/2017).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Nuovo Punto Ristoro nel P.I.T. di via dei Fori Imperiali – Il Punto Informativo Turistico di Via dei Fori Imperiali | VIRGINIA RAGGI | FACEBOOK (23/06/2017). Foto: Visitor Center Foro Romano di Arch. Giacomo Boni (1904-06).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Nuovo Punto Ristoro nel P.I.T. di via dei Fori Imperiali – Il Punto Informativo Turistico di Via dei Fori Imperiali | VIRGINIA RAGGI | FACEBOOK (23/06/2017). Foto: Visitor Center Foro Romano di Arch. Giacomo Boni (1904-06).

ROMA – Abbiamo inaugurato oggi il nuovo punto ristoro nel PIT di via dei Fori Imperiali. Non solo informazione, ma uno spazio di sosta e riposo per i tanti turisti che Roma accoglie ogni giorno.
Grazie al Consorzio Orgoglio Aquilano sarà possibile trovare prodotti semplici e di qualità a prezzi calmierati e, al tempo stesso, aiutare anche l’economia delle zone terremotate.
Si tratta, inoltre, di un modo per contrastare l’abusivismo nella ristorazione del centro storico. Proprio sulla rete dei Punti Informativi Turistici (che nei primi tre mesi del 2017 registrano un incremento dell’1,4% di contatti) abbiamo avviato un’azione di riorganizzazione e risistemazione.
A dimostrazione del fatto che siamo sulla strada giusta i numeri in crescita di arrivi e presenze nei primi cinque mesi del 2017: da gennaio a maggio di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2016, sono stati infatti registrati 5,4 milioni di arrivi e 13,5 milioni di presenze, con una crescita del 2,8% di arrivi e del 2,5% di presenze. Aumentata anche la domanda di turisti stranieri: + 3,24% di arrivi e + 3,11% di presenze.
La Capitale rinasce e segna una svolta nella concezione della gestione turistica che deve stimolare i diversi soggetti coinvolti a mettere in campo tutte le possibili iniziative per rendere la città sempre più ospitale ed avvicinarla ai turisti con servizi moderni ed efficienti.

Video | Foto | Fonte | Source:

— VIRGINIA RAGGI | FACEBOOK (23/06/2017).

https://www.facebook.com/virginia.raggi.m5sroma/

— Virginia Raggi presenta il nuovo punto di ristoro del PIT dei Fori Imperiali |M5SROMA (23/06/2017). Video 03;16.

Nuovo Punto Ristoro nel P.I.T. di via dei Fori Imperiali – Il Punto Informativo Turistico di Via dei Fori Imperiali inaugura oggi un nuovo servizio di ristorazione, un’oasi di riposo nel cuore dell’area archeologica della città con prodotti semplici e di qualità a prezzi calmierati, un importante servizio che mira a combattere l’abusivismo nella ristorazione di una zona strategica per l’accoglienza turistica.

Foto | Fonte | Source:

— Turismo Roma – Official Page | Comune di Roma (23/06/2017).

s.v.,

Foto | Fonte | Source:

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni | Il Foro Romano – Roma “Dalla Restitutio Urbis” Via Della Grazie 16 & Plastico Roma – Ricostruzione Plastica Eseguita Dal Prof. G. Marcellini (c. 1904-06). (20/05/17).

http://wp.me/pPRv6-3U8

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Visitor Center Fori Imperiali (1999-2013) | I Fori Imperiali – Punto di informazioni turistiche (2013-17). FOTO & STAMPA 1 di 220.

Rome, Visitor Center Imperial Fora (2005): Entrance to the visitor center of the Imperial Fora of Rome.

 

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “I Fori dopo i Fori” – Imperial Fora – Rome presents results of 30 years of archaeological excavations, ROME REPORTS [English] (18/06/2017). Video 02:36 & Museo dei Fori Imperiali (05/2017), pp. 1-20 [PDF].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “I Fori dopo i Fori” – Imperial Fora – Rome presents results of 30 years of archaeological excavations, ROME REPORTS [English] (18/06/2017). Video 02:36 & Museo dei Fori Imperiali (05/2017), pp. 1-20 [PDF].

Rome – A brief video in English highlighting the ongoing exhibit in Rome (20 March – 10 Sept. 2017) highighting the various public and religious artifacts on display dating from the Medieval period thru the modern era of the eary 1920s recovered in the area overlying the ruins of the Imperial Forums during the excavations conducted between 1986-2016.

See: Dr. Nicoletta Bernachhio & Dr. Roberto Meneghini (ed.), “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Rome: GANGEMI EDITORE (2017), pp. 1-20 [PDF].

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Nicoletta Bernachhio & Dr. Roberto Meneghini (ed.), “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Rome: GANGEMI EDITORE (2017), pp. 1-20 [PDF].

— ROME REPORTS in English (18 June 2017). Video 02:36.

s.v.,

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Foro di Traiano | Sant’Urbano ai Pantani – scavo del giardino, proviene questo oggetto: una sorta di uovo in marmo, chiamato “endice” o “guardianidio.” Roma – Sovrintendenza Capitolina (17/05/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: Roma, – “I Fori dopo i Fori” – La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità, Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali (30 marzo al 10 settembre 2017) & LA REPUBBLICA (30/03/2017). Retesole Lazio | Video, Apr 4, 2017.

http://wp.me/pPRv6-3II

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, I Fori Imperiali – Fra Tardo Antico & Medioevo, in: AA.VV., L’ARCHEOLOGIA DELLA PRODUZIONE A ROMA (SECOLI V-XV) | CONVEGNO ROMA (27-29/03/2014), pp. 1-637 [PDF].

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roberto Meneghini, I FORI IMPERIALI E I MERCATI DI TRAIANO – Storia e descrizione dei monumenti alla luce degli studi e degli scavi recenti [1991-2010], ROME: LIBRERIA DELLO STATO (2010), pp. 1-276 [in PDF].

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roberto Meneghini & Riccardo Santangeli Valenzani, topografia e urbanistica della città dal V al X secolo, ROME: LIBRERIA DELLO STATO (2004), pp. 1-239 [in PDF].

http://wp.me/pPRv6-3SI

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – THE NEW SAN GIOVANNI METRO STATION – Rome’s subway station is also museum filled with ancient history. THE CBS EVENING NEWS | NEW YORK (17 JUNE 2017) VIDEO. 03:03.

 

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – THE NEW SAN GIOVANNI METRO STATION – Rome’s subway station is also museum filled with ancient history. THE CBS EVENING NEWS | NEW YORK (17 JUNE 2017) VIDEO. 03:03.

ROME – A team of archaeologists has unearthed these treasures duing the excavation of Rome’s San Giovanni metro stop which will be open to the public this fall. The new subway station is also a museum filled with ancient treasures. Seth Doane has the details.

Notizie della nuova stazione della metropolitana di San Giovanni a Roma, in: THE CBS EVENING NEWS | NEW YORK, USA (17 JUNE 2017) VIDEO. 03:03.

FONTE | SOURCE:

— THE CBS EVENING NEWS | NEW YORK (17 JUNE 2017) VIDEO. 03:03.

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Rome unveils ‘museum’ metro station packed with hundreds of ancient artefacts found during construction. THE LONDON SUNDAY TIMES (06/05/2017), THE TELEGRAPH, U.K. (05/05/2017), & Prof. Filippo Lambertucci, ROMA METRO C – Procedia Engineering 165 (2016), 104 – 113 [Science Direct 2017]. PDF, 1-10, in ENGLISH.

http://wp.me/pPRv6-3N1

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— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, il Viaggio nel tempo nella nuova stazione San Giovanni della Metro C. LA REPUBBLICA (31/03/2017).

s.v., 2.1). ROMA – “Nella nuova stazione della metro C di San Giovanni,” in: ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Metro C Archaeological Surveys (2006-11): MIBAC / SSBAR – Archeologia e Metropolitana linea (C) a Roma. ARCHEOLOGIA E INFRASTRUTTURE (10/2009) & Archeologia e Metropolitana linea (C) PRIME INDAGINI ARCHEOLOGICHE (2008-17). FOTO & STAMPA 1- 54.

http://wp.me/pPRv6-3MW

— ROMA ARCHEOLOGICA e RESTAURO ARCHITETTURA: Metro C, a San Giovanni trovato il più grande bacino idrico della Roma Imperiale, LA REPUBBLICA (03|12|2014) & R. REA, BOLLETTINO DI ARCHEOLOGIA ON LINE, Numero 1. 2011 Anno II, [PDF] (2011).

http://wp.me/pPRv6-2wy

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Via Dei Fori Imperiali – Metro C, al via il 15 aprile i lavori per la tratta San Giovanni-Colosseo, Ecco come cambia la viabilità, IL MESSAGGERO (06/04/2013).

http://wp.me/pPRv6-1sM

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (2009 [2003-04]) & Martin G. Conde (2010 [2017]), in: Accademia Adrianea – Premio Piranesi Prix de Rome | FACEBOOK (26/10/2015).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (2009 [2003-04]) & Martin G. Conde (2010 [2017]), in: Accademia Adrianea – Premio Piranesi Prix de Rome | FACEBOOK (26/10/2015).

Recently, in doing research on the future progress of the City of Rome’s Imperial Fora Project (2010-17), I discovered that the “Accademia Adrianea – Premio Piranesi Prix de Rome” | FACEBOOK (26/10/2015) had uploaded two images from my FLICKR photo collection | BLOG on the Imperial Fora.

1). The first image at the top is from the work of Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati of Rome = Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “FORUM JULII – Il Foro Di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord.” Roma – ‘La Sapienza’ – Scuola di Specializzione in Restauro dei Momumenti (a.a. 2003-2004). FOTO DOTT.SSA ARCH BARBARA BALDRATI (2003-2004). © Tutti i diritti riservati 2009.

ROMA ARCHEOLOGIA: Arch. B. Baldrati, I Fori Imperiali - Planimetria dell' area dei Fori Imperiali (1809/1933 & 2004). & Bibliografia: R. Meneghini 2009 & L. Ungaro 2007.

1.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – THE IMPERIAL FORA: FORUM OF CAESAR – DOTT.SSA ARCH. BARBARA BALDRATI: CAESAR’S FORUM – ARCHITECTURAL SURVEY / AutoCAD design (2003). TAVV. | FIG.’S 1-22.

ROME - THE IMPERIAL FORA: FORUM OF CAESAR - ARCH. BARBARA BALDRATI: CAESAR'S FORUM - ARCHITECTURAL SURVEY / AutoCAD design (2003). © Tutti i diritti riservati 2009.
ROME - THE IMPERIAL FORA: FORUM OF CAESAR AND TEMPLE OF VENUS GENETRIX / FOTO ARCH. DOTT.SSA BARBARA BALDRATI (2003-2004) © Tutti i diritti riservati 2009.

2). The second image at the bottom is from the work of = Emilio Re, “Un Precendente della Via dell’ Impero,” CAPITOLIUM, 1-3 (1946), [PDF] pp. 1-7, in a later revised and updated blog post:

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C – VIA DEI FORI (2007-17). ALESSANDRO TOMASSI – Il Colosseo … stazione ferroviaria [1855-56] | Strenna dei Romanisti – V (1944), pp. 124-125. J. O. York – Progetto di prosecuzione del Corso (1856); Emilio Re, “Un Precendente della Via dell’ Impero,” CAPITOLIUM, 1-3 (1946), [PDF] pp. 1-7 & Spiro Kostof (1976 | 1973).

http://wp.me/pPRv6-3Oi

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: A. TOMASSI – Il Colosseo … stazione ferroviaria [1855-56] | Strenna dei Romanisti – V (1944), pp. 124-125. Progetto di prosecuzione del Corso (1856); E. Re, "Un Precendente della Via dell' Impero," CAPITOLIUM, (1946), pp. 1-7.

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Aritz Díez Oronoz, Imanol Iparraguirre Barbero, Iñigo Peñalba Arribas, & Alberto Ustarroz, “Propuesta para la nueva Via dei Fori Imperiali | Proposal for the new Via dei Fori Imperiali, in: Piranesi Prix de Rome (2017). Español | Italiano & English [PDF] & Ediciones Polifilo (2017), pp. 1-67 [PDF].

“…Buongiorno Martin, Grazie mile per conto di tutto il team per la pubblicazione sul vostro sito web del nostro progetto per i Fori Imperiali. Ci rende grande giogia vedere il nostro progetto pubblicato ne tuo sito web; sappiamo l’esistenza della tua web per qualche tempo, ed è stato spesso molto utile per imparare nuovi dettagli e stare al passo con gli ultimi scoperti. Grazie mile anche a te per il tuo bravissimo lavoro. Se avete maggiore interesse per avere maggiori informazioni del nostro lavoro, saremo grati a inviare più plani e immagini della nostra proposta. Grazie mile di nuovo per il tuo interesse,

In fede, di Prof. Arch. Aritz Díez Oronoz, [ACADEMIA.EDU] (16/05/2017).”

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – La Call Internazionale 2016 è dedicata all’Area Archeologica Centrale di Roma ed in particolare al progetto di riqualificazione e risignificazione di Via dei Fori Imperiali, ACCADEMIA ADRIANEA (10|03|2016). Il bando in ITALIANO | Notice in ENGLISH.

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Maria Luisa Gottari, Prende il via il bando-concorso ‘Via dei Fori Imperiali’ a Roma Problemi archeologici con il fascio delle infrastrutture viarie e di trasporto, EDILIA2000 (08|03|2016). Foto: I Fori Imperiali & Via Dell’ Impero (G. Calza [1934] & L. Lenzi [1931]).

http://wp.me/pPRv6-3xP

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Accademia Adrianea – Premio Piranesi Prix de Rome | FACEBOOK (26/10/2015).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Rome & Mayor Virginia Raggi – Warning to the Tourists – “No Swimming in the Fountains or Having Sex in the Forums!” “Rome Braces for Summer of Tourists at Its Fountains and Forums.” THE NEW YORK TIMES (22 JUNE 2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Rome & Mayor Virginia Raggi – Warning to the Tourists – “No Swimming in the Fountains or Having Sex in the Forums!” “Rome Braces for Summer of Tourists at Its Fountains and Forums.” THE NEW YORK TIMES (22 JUNE 2017).

Note: Update – last week the Italian media in Rome published a photograph showing tourist having sex in the open in public view in the Forum of Trajan (see below). In the last year June 2016-2017, all of the world famous site’s within the historic center of Rome are now overran with trash and crime! If your an American tourist visiting Rome this summer be careful, the center of Rome is no longer safe or clean. If you visit the center of Rome for your personal safety travel in pairs of two or three persons, and also keep your small travel or bookbags close to you, because the pickpockets in Rome are everywhere, even in the Roman Forum, the Colosseum and the Vatican…

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. ROMA – Roma, stop a bivacchi e docce nelle fontane storiche: multe di 240 euro & Turisti Sesso in pubblico ai Fori imperiali a Roma: coppia si lascia andare davanti ai passanti, IL MESSAGGERO & FANPAGE.IT (12-13/06/2017). http://wp.me/pPRv6-42G

End of Note.

ROME — On a sweltering Monday afternoon, a beautiful day for a swim, Mario Messina noticed some holidaymakers teetering dangerously close to the turquoise waters and sounded five short blasts of his whistle.

“Come down!” Mr. Messina said, with an elegant flip of the hand to a woman leaning over the ledge to test the water temperature. “Come down!”

Despite his Ray Bans, virtuosity with a whistle and sunny Sicilian disposition, Mr. Messina is not a seaside lifeguard but a Roman police officer in a pith helmet. He is entrusted to protect the Trevi Fountain, one of the world’s most cherished and visited monuments, from the scourge of parched, overheated and advancing tourist armies. And now he has reinforcements.

Because Summer Is Coming.

Already, the warm weather has brought a menacing whiff of tourists behaving badly. For months, stiff fines failed to stop a fountain-bathing fad in a city blessed with and born of flowing water.

On April 12, a man went skinny-dipping in the Trevi Fountain, resulting in a viral web video and a fine of 500 euros, or $530. (“I was here for the naked guy,” Mr. Messina said, adding that nudity carried a criminal complaint “because it was an obscene act.”)

That same month, a 30-year-old Spanish tourist waded into the fountain dressed in a long tunic, a German woman in her 60s took a morning dip, and two Danes received €900 fines for mistaking the Fountain of Two Seas at Rome’s Piazza Venezia for a foot bath.

Then there was May. A 25-year-old Danish woman, perhaps with “La Dolce Vita” visions of Anita Ekberg sloshing in her head, took an evening swim in her nightgown. And two American women, according to Mr. Messina, went for a (previously unreported!) swim.

And June. A 30-year-old Malaysian man bathed nude in Gian Lorenzo Bernini’s baroque Four Rivers Fountain in Piazza Navona and received a €450 fine. (“I was hot,” he reportedly explained to the police.)

The police also apprehended a Czech artist washing a dirty rag in the Piazza del Popolo’s Fountain of the Lions. Soon after, they fined the British and Romanian parents of two children for allowing them to climb on the lions.

The “New Barbarians” as some papers have taken to calling the tourists, are not limited to Rome. In Florence, officials have taken to hosing down the Duomo Cathedral and other sites to prevent loiterers from sitting and eating on the steps.

But it is Rome and its fountains that are in the eye of the selfie storm, prompting the city’s embattled mayor, Virginia Raggi, to issue an ordinance.

Until October, there are harsher fines for eating, drinking or sitting on the fountains, for washing animals or clothes in the fountain water or for throwing anything other than coins into the water of the Trevi Fountain and 36 other fountains of artistic or historical significance around the city.

“It is unacceptable that someone uses them to go swimming or clean themselves, it’s a historic patrimony that we must safeguard,” Ms. Raggi said on Monday during what she called a surprise “inspection” of the situation at the Trevi Fountain.

Ms. Raggi, accompanied by two aides, went unnoticed by the tourists in beachwear and at times had trouble squeezing through the crowd. She said that to a certain degree, the bathing phenomenon had always existed, but that with videos of nude fountain bathing spreading on social media, she felt “we simply must do something more. And that’s what we have done.”

Enemies of the mayor, a national figurehead of the anti-establishment Five Star Movement, have added the assault on monuments to the list of Roman woes under her administration, including festering trash on the city sidewalks, unkempt parks that resemble wheat fields and traffic-clogged streets transformed into idling parking lots. When in degraded Rome, they argue, tourists will do as the degraded Romans.

But it is hard to pin the tourist nuisance on her. In 1999, Italy felt the need to pass a law to protect city monuments and banned wading in the fountains. In 2012, a previous mayor drafted an ordinance fining tourists as much as $650 for dripping ice cream, dropping crumbs and lunching on the monuments.

Many Romans remember the local folk hero known as D’Artagnan, who for decades waded into the fountain before dawn to fish for the coins that wishful tourists had tossed behind.

Still, Vittorio Avanzini, the publisher of Roman historical guides including “The Fountains of Rome,” insisted that throughout the city’s long history, “it’s never been like this.”

To combat the heated hordes, Dario Franceschini, the Italian culture minister, has floated the idea of limiting the number of tourists permitted to view blockbuster monuments at any one time.

“You can’t have 50,000 people at the Trevi Fountain — there’s a maximum capacity. These are places to safeguard, fragile places,” Mr. Franceschini said in an interview.

He welcomed the explosion of tourists from China and other countries eager to visit Italy, but said that the huge numbers created new challenges and argued that new technology allowed for the automatic counting and regulation of the masses. “It’s absolutely necessary.”

As Ms. Raggi left the Trevi Fountain to check out the situation at a renaissance fountain in Piazza d’Aracoeli at the foot of the Capitoline Hill, she refused to entertain the limited numbers idea.

“The monuments are for everyone,” she said. “And it’s fair that everyone who respects the rules can visit them, enjoy their beauty.”

What Ms. Raggi and Mr. Franceschini agree on, in the spirit of politicians everywhere, is that their police — including an undercover fountain squad — are doing a bang-up job on protecting the watery monuments.

On a recent afternoon, tourists’ arms flew in the air like slot machine levers to toss some of the more than €1 million worth of coins that sink into the Trevi Fountain every year.

Mr. Messina kept a watchful eye and blew his whistle at tourists climbing up the fountain’s edges. “They think it is a playground,” he said, attributing the rash of fountain abuse to social media, or “advertising for bad behavior.”

He recalled a Turkish tourist about six months ago who climbed all the way up the sculpture of Neptune, who lords over the fountain.

But he confided that the worst offenders were three elderly local men who came every morning to sit for hours on a bench beside the fountain, their eyes trained up at the women walking above them in short skirts.

“Obsessives,” Mr. Messina said, shaking his head.

Even as Mr. Messina deftly enforced the law, he made sure not to detract from people reveling in their Roman holiday. He posed for pictures and instructed grateful tourists over which shoulder to properly toss their coin. (“Right hand over left shoulder, across your heart.”)

He said he appreciated the ordinance and its increased manpower, from two to now six officers on duty 24 hours a day, because “thousands of tourists are not easily controlled.”

He again whistled some stragglers off the fountain walls as one of his reinforcements, an eighth officer in a neon mesh vest, came on in relief.

“I’m here for the 5 o’clock shift,” she said. “Take a break.”

FONTE | SOURCE:

THE NEW YORK TIMES (22 JUNE 2017).

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Claudia Chiovoloni, “Fontana di Trevi, tra centinaia di persone e una pattuglia di polizia, si può tranquillamente abbandonare la propria spazzatura a bordo vasca. La soggezione per un luogo così magico non basta a sopprimere l’inciviltá.” FACEBOOK (14/02/2017).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – Virginia Raggi, Via dei Fori | Festa Della Repubblica (03/06/2017): “…Undici mesi dopo, quasi, non ha fatto niente di ciò” – ROMA FA SCHIFO (03/06/2017) & THE NEW YORK TIMES | Wired.it (11/05/2017).

http://wp.me/pPRv6-3Z7

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi & Forma Urbis Romae, in: “Roma 3 Scava” – Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre | FACEBOOK (06|2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi & Forma Urbis Romae, in: “Roma 3 Scava” – Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre | FACEBOOK (06|2017).

— Roma – Il Foro o Tempio della Pace – Scavi & Forma Urbis Romae, in: “Roma 3 Scava” | FACEBOOK (06|2017).

Uno scavo non è mai fine a se stesso. Abbiamo spesso accennato alle tesi di laurea che alcuni dei nostri studenti hanno dedicato al Foro della Pace e oggi vogliamo inaugurare un nuovo spazio in cui presentare questi lavori.
Nella sua tesi di laurea magistrale, Maura Fadda ha ricostruito le fasi di vita del Vicus ad Carinas, una via antichissima che collegava il Foro Romano con il quartiere delle Carine. L’Area 5, dove stiamo scavando in questo momento, corrisponde proprio ad un tratto di questa antica strada.
Con la costruzione del Templum Pacis (71-75 d.C.) l’andamento del Vicus venne adattato alla nuova organizzazione dell’area voluta dagli imperatori flavi. Dopo lo spaventoso incendio subito dal monumento nel 192 d.C., gli interventi e i restauri di epoca severiana coinvolsero anche il Vicus, che venne affiancato da una serie di tabernae affacciate sulla strada, in parte visibili ancora oggi.
Nel IV secolo, in occasione della costruzione della Basilica di Massenzio, il livello della strada venne alzato e, per non interrompere il collegamento con il Foro Romano, si aprì un passaggio all’interno della Basilica stessa: il cosiddetto Arco del Latrone.
Tra il V e il VI secolo, contemporaneamente alla consacrazione della chiesa dei SS. Cosma e Damiano, l’antico lastricato in basoli venne ancora rialzato, e a partire dall’XI secolo si sviluppò una necropoli lungo i margini meridionali del Vicus. Il collegamento con il Foro Romano fu definitivamente interrotto quando, per la realizzazione del quartiere Alessandrino nel XVI secolo, venne chiuso il passaggio dell’Arco del Latrone.
Ad oggi, il tracciato continua in parte ad esistere: oltre l’area di scavo, la strada prosegue sotto via dei Fori Imperiali, e rivive in via del Tempio della Pace, via dei Frangipane e via delle Sette Sale.

FOTO:

— La nostra Maura alle prese con il rilievo delle tabernae.

— Vicus ad Carinas: il battuto stradale datato al V-VI secolo caratterizzato da grandi basoli.

— Vicus ad Carinas: il battuto stradale di XI secolo, caratterizzato da ciottoli di varie dimensioni.

FONTE | SOURCE:

— Roma – Il Foro o Tempio della Pace – Scavi & Forma Urbis Romae, in: “Roma 3 Scava” | FACEBOOK (06|2017).

Nota: Maura Fadda, Università degli Studi di Roma Tre | Laurea Magistrale in Scienze dell’Archeologia e Metodologia della Ricerca Storico-Archeologica, Archeologia, 110/110 e lode (2012 – 2015), Tesi “Vicus ad Carinas, analisi ed interpretazione dei dati di scavo.” Relatore prof. R. Santangeli Valenzani, docente di Archeologia Medievale e Archeologica Urbana; correlatrice dott.ssa R. Volpe, Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale.

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi & Forma Urbis Romae, in: “Roma 3 Scava” – Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre | FACEBOOK (09|2016).

http://wp.me/pPRv6-3zS

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi (1998-2014 [Zona A]) | The Forum and Temple of Peace – excavations (1998-2017 [Area A]). Foto & Stampa 1 di 315.

ROMA ARCHEOLOGIA:  Il Foro o Tempio della Pace - Scavi (2014) | Foto: Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell'Università di Roma Tre | "Roma 3 Scavi" FACEBOOK (08|2014).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Riccardo Santangeli Valenzani, [Domus del Foro di Nerva & Foro della Pace] CALCARE ED ALTRE TRACCE DI CANTIERE, CAVE E SMONTAGGI SISTEMATICI DEGLI EDIFICI ANTICHI, pp. 355-344, in: Roma, I Fori Imperiali – Fra Tardo Antico & Medioevo, in: AA.VV., L’ARCHEOLOGIA DELLA PRODUZIONE A ROMA (SECOLI V-XV) | CONVEGNO ROMA (27-29/03/2014), pp. 1-637 [PDF].

http://wp.me/pPRv6-3S6

VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Wave 2017 è dedicato a Gloria Trevisan e Marco Gottardi, in: Università Iuav di Venezia | W.A.Ve. 2017 | FACEBOOK (19/06/2017).

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VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Wave 2017 è dedicato a Gloria Trevisan e Marco Gottardi, in: Università Iuav di Venezia | W.A.Ve. 2017 | FACEBOOK (19/06/2017).

Wave 2017 è dedicato a Gloria Trevisan e Marco Gottardi, che ci hanno lasciato nell’incendio di Londra, e che avevano tante volte frequentato l’iniziativa estiva promossa dall’Università Iuav di Venezia. La loro bellissima carriera universitaria si era conclusa con una tesi sul rapporto tra il nuovo e l’antico, tema che quest’anno affronteremo con un focus sulla Siria. Il dolore per la loro scomparsa è grande e tutto Iuav – la loro Scuola – li ricorderà.

Wave 2017 is dedicated to Gloria Trevisan and Marco Gottardi, who left us in the fire of the Grenfell tower in London and who had been many times students in the workshops. Their wonderful university career ended with a dissertation on the relationship between the old and the new, a theme that this year we will work on regarding Syria. The pain of their loss is huge and all Iuav – their School – will remember them.

FONTE | SOURCE:

Università Iuav di Venezia | W.A.Ve. 2017 | FACEBOOK (19/06/2017).

https://www.facebook.com/pg/wave2017syria/about/?ref=page_internal

ROMA | LAZIO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Veduta di LAZIO, ROMA & OSTIA ANTICA (17/01/2016), in: ESA l’Agenzia Spaziale Europea (24/03/2017) [8343 x 8354].

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ROMA | LAZIO ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Veduta di LAZIO, ROMA & OSTIA ANTICA (17/01/2016), in: ESA l’Agenzia Spaziale Europea (24/03/2017) [8343 x 8354].

— Veduta di LAZIO, ROMA & OSTIA ANTICA (17/01/2016), in: ESA l’Agenzia Spaziale Europea (24/03/2017)

Title Rome
Released 24/03/2017 10:00 am
Copyright Contains modified Copernicus Sentinel data (2016), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO
Description
Rome and its surroundings are pictured in this image from the Copernicus Sentinel-2A satellite, captured on 17 January 2016.

The Tiber River snakes down from the north, and is surrounded by agricultural fields in the upper right before entering the city. It then makes its way west, entering into the Mediterranean Sea at the town of Ostia. Near its terminus, we can see the runways of the Fiumicino Airport.

Long, sandy beaches are visible along the coastline, with the port of Civitavecchia visible in the upper left. This is a major point of ferry connection to many Mediterranean islands, such as Sardinia and Sicily.

The lakes visible are Bracciano near the top of the image, with the smaller Martignano nearby. Near the lower right, we see lakes Albano and Nemi in the so-called ‘Castelli Romani’ – a group of small cities in the Alban Hills. Frascati is also in this area, home city of ESA’s ESRIN establishment.

Tomorrow – 25 March – marks the 60th anniversary of the Treaty of Rome.

This international agreement is considered one of the most important treaties in today’s European Union, as it proposed the reduction of custom duties and the establishment of a customs union, as well as a single market for goods, labour and services. It was also responsible for the establishment of the European Commission, as well as other economic European organisations.

The Treaty was signed on the Capitoline Hill in Rome’s historic centre.

This image is featured on the Earth from Space video programme.

Id 375054

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Veduta di LAZIO, ROMA & OSTIA ANTICA (17/01/2016), in: ESA l’Agenzia Spaziale Europea (24/03/2017).

http://www.esa.int/spaceinimages/Images/2017/03/Rome

s.v.,

— NAPOLI ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I volti di Napoli, Emanuele Greco: “La storia di Neapolis riscritta dal metrò”, LA REPUBBLICA (11-13/06/2017).

NAPOLI – Professore universitario, tra i maggiori archeologi italiani, ha lasciato la direzione della Scuola italiana di Atene e ora si occuperà di rilanciare la Fondazione Paestum, che lui stesso fece nascere 24 anni fa.

http://wp.me/pPRv6-43f

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROBERTO MENEGHINI, IL COSIDDETTO TEMPIO DI GIANO, IL PERDUTO FORO DI MINERVA E LA PRIMA FASE COSTRUTTIVA DEL FORO DI NERVA, Sc. Ant. 21 (2015) pp. 59-80 [PDF]; FOTO: DOTT.SSA ARCH. BARBARA BALDRATI (07/2004).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROBERTO MENEGHINI, IL COSIDDETTO TEMPIO DI GIANO, IL PERDUTO FORO DI MINERVA E LA PRIMA FASE COSTRUTTIVA DEL FORO DI NERVA, Sc. Ant. 21 (2015) pp. 59-80 [PDF]; FOTO: DOTT.SSA ARCH. BARBARA BALDRATI (07/2004).

Abstract – During the recent past time some archaeological researchs had find the great foundation of a temple hidden under the marble pavement of the west end of the Forum of Nerva. The remains of this building are identifiable with the first construction phase of the Forum and of the Temple of Minerva demolished and rebuilted some years later on the opposite side of the square. Both buildings are attributable to the construction activity of the emperor Domitian (81-96 A.D.) also if the last temple was inaugurated by his successor Nerva (96-98 A.D.).

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROBERTO MENEGHINI, IL COSIDDETTO TEMPIO DI GIANO, IL PERDUTO FORO DI MINERVA E LA PRIMA FASE COSTRUTTIVA DEL FORO DI NERVA, Sc. Ant. 21 (2015) pp. 59-80 [PDF]; FOTO: DOTT.SSA ARCH. BARBARA BALDRATI (06/2004).

Note: R. Meneghini (2015), figg. 12 & 13, p. 71 = B. Baldrati (2004), Tav. 10 | 2 (AMBIENTE XXVII | US 4347 & 4438).

FONTE | SOURCE:

— ROBERTO MENEGHINI [academia.edu] (06/2017).

https://sovraintendenzaroma.academia.edu/RobertoMeneghini

FOTO | FONTE | SOURCE:

BB FA FC 2

— DOTT.SSA ARCH. B. BALDRATI, TAV. 10 – III FASE 44-42 a.C.: l’ intervento di Augusto, in: “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord,” in: Arch. Barbara Baldrati, Tesi di specializzazione: “Il foro di Cesare: proposta di recupero per l’area nord,” relatore: Prof. Arch. Giovanni Carbonara, correlatore: Prof. Arch. Fabrizio De Cesaris. Tesi discussa il 16/07/2004. [© Tutti i diritti riservati 2010].

http://www.barbarabaldrati.com/Italiano/Tematiche/cesare_tematiche.html

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: DOTT.SSA ARCH. B. BALDRATI, “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord,” in: Arch. Barbara Baldrati, Tesi di specializzazione: “Il foro di Cesare: proposta di recupero per l’area nord,” relatore: Prof. Arch. Giovanni Carbonara, correlatore: Prof. Arch. Fabrizio De Cesaris. Tesi discussa il 16/07/2004. [© Tutti i diritti riservati 2010]. FOTO & STAMPA 1 di 58.

ROME - THE IMPERIAL FORA: FORUM OF CAESAR - ARCH. BARBARA BALDRATI: CAESAR'S FORUM - ARCHITECTURAL SURVEY / AutoCAD design (2003). © Tutti i diritti riservati 2009.

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: 5). Il Foro di Nerva – Scavi (1998-2017, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31) | The Forum of Nerva – excavations (1998-2017, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31). FOTO & STAMPA 1 di 271.

ROME - THE FORUM OF NERVA: ARCHAEOLOGICAL EXCAVATIONS & RELATED STUDIES (1995-2009).

 

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Hidden Treasures in Italian Libraries, THE NEW YORK TIMES (13 June 2017).

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ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Hidden Treasures in Italian Libraries, THE NEW YORK TIMES (13 June 2017).

The Hidden Treasures in Italian Libraries, THE NEW YORK TIMES (13 June 2017). By DAVID LASKIN JUNE 13, 2017

In Florence, Rome and beyond, these buildings are a feast not only for book lovers, but for art and architecture enthusiasts as well.

In the madness of late spring at San Marco Square in Venice, amid the hordes pouring in from land and sea, hard by the hissing espresso machines and sizzling panini presses of overpriced cafes, I found the still point of the turning world. I found it in the library.

It was 10 in the morning and I was standing, alone and enthralled, on the second floor balcony of the Biblioteca Nazionale Marciana. Across the Piazzetta rose the Doge’s Palace. At my feet, tourist insanity. At my back, an immense, hushed, empty reading room designed by Jacopo Sansovino and decorated by Titian and Veronese.

Why go to the library in Italy when all around you there is fantastic art, exalted architecture, deep history and intense passionate people? Because, as I discovered in the course of a rushed but illuminating week dashing from Venice to Rome, Florence and Milan, the country’s historic libraries contain all of those without the crowds. Accompanied by my friend Jack Levison (a Bible scholar at Southern Methodist University who was in Italy to study ancient manuscripts), I hit six libraries in a literary Giro d’Italia. Not once were we shushed or told not to touch.

Carlo Campana, the librarian on duty in the Marciana manuscript room when we arrived, was typical in his affable erudition. Bald, voluble, with a pirate’s flashing grin, Mr. Campana left his post to take me on a quick tour of the library’s monumental public rooms.

“The Marciana was built here as part of the 16thcentury project to create a triumphal entry to the city from the lagoon,” he said, joining me on the balcony off the “salone,” Sansovino’s palatial reading room. “Situating the library in the most important place in Venice reflects the prestige of the book in the culture of the city.” Knit seamlessly into the architectural fabric surrounding San Marco, the Marciana was hailed by Palladio as the richest and most ornate building “since Antiquity” when it opened in 1570.

Originally, the Marciana’s salone was filled with walnut desks to which codices (ancient bound manuscripts) were chained, but in 1904 the chamber was converted to an exhibition and lecture space. Today, you can visit the salone using the same admission ticket that gives you access to the Doge’s Palace and the nearby Correr Museum, or you can ogle the room during a show, talk or concert. The reading rooms on the ground floor are reserved for scholars. While Jack toiled away in one of those rooms on a Medieval Greek manuscript that embellished on the biblical story of Adam and Eve (one of 13,000 bound manuscripts held by the library), I gazed at the Titians, Veroneses and Tintorettos
that adorn the salone’s walls and ceiling. Yes, the library has books too — a million of them — but to my eyes the Marciana itself is as precious as its holdings.

Most of Italy’s splendid old libraries got their starts as the private collections of a humanist noble or cardinal. The Marciana is typical, with its nucleus of 750 Greek and Latin manuscripts donated to the Venetian Republic in 1468 by the Greek cardinal Basilios Bessarion. With rare exceptions, these Renaissance libraries were originally restricted to elite circles of local aristocrats and scholars. Since Italy was so fragmented politically for much of its history, there was no Italian equivalent of a comprehensive state library on the order of the Library of Congress or the Bibliothèque Nationale de France until the Biblioteca Nazionale Centrale di Roma was founded in 1876. I had two days in Rome to squeeze in as many libraries as possible, but after scoping out the Biblioteca Nazionale online, I crossed it off my list. With some seven million volumes and 8,000 manuscripts housed in a modernist 1970s era building in the decidedly uncharming environs of the Termini rail station, this is clearly a place for serious scholars, not dreamy bookish tourists.

I also skipped the Vatican Library — not because I deemed it insufficiently aesthetic, but because it deemed me insufficiently qualified. The library’s website states that only “researchers and scholars with appropriate academic qualifications” are allowed access to the over one million books and 75,000 codices in its collection. In the film “Angels & Demons,” the Harvard “symbologist” Robert Langdon (played by Tom Hanks) had no trouble penetrating the Vatican Library and its “secret archives.” But I had to content myself with looking over Mr. Hanks’s shoulder at the (entirely fabricated) bulletproof glass barriers and glinting steel elevator doors that he confronts while battling the forces of evil.

Luckily, Rome has no shortage of important, and stunning, libraries open to the public, and I managed to squeeze in three during my culture binge there. The Angelica, the Casanatense and the Vallicelliana are in the part of Rome I know and love best — the historic center anchored by Piazza Navona — but, like the Marciana in Venice, they had all been invisible to me on previous visits. Originally associated with different religious orders (the Augustinians, the Dominicans and the Oratorians), these three libraries, now run by the state, retain some of the unique spirit of the clerics who established them.

To my mind the most fascinating of these clerics was the 16thcentury priest (and saint) Filippo Neri, the charismatic founder of the Oratorians and their library, the Biblioteca Vallicelliana. In the tumultuous world of Rome in the CounterReformation, Neri was something of a folk hero, a street preacher who devoted his life to the poor, and paradoxically won a following among the rich and powerful. The end of Neri’s life overlapped with the beginning of Caravaggio’s career, and the two shared some of the same unconventional religious fire. Neri’s Oratorians took no vows and were bound by no formal rules aside from a commitment to humility and charity, and yet they dwelt in a gorgeous convent designed by Francesco Borromini, the most sought after architect in Baroque Rome after Bernini. The Vallicelliana was their library.

“Neri was a mystic of happiness who believed that music was a great ‘fisher of souls,’” Paola Paesano, the library’s stylish young director, told me as we sat in her office overlooking the Corso Vittorio Emanuele II. “I like to think that the library gives architectural expression to Baroque music.” I grasped what she meant by this when I entered the great reading room. On the coffered ceiling, garlands, stars and swoops of stucco harmonize in intricate patterns. White pilasters rising at intervals set up a pleasing counterpoint to the walnut tracery of the bookshelves holding Neri’s collection. Goethe, who admired Neri and wrote a biography of him, said that “architecture is frozen music.” Never before has that old chestnut struck such a resonant chord with me. Back in Ms. Paesano’s office, I savored some of the library’s treasures, including the exquisitely illuminated ninthcentury Alcuin Bible and a pair of 16th century globes, one terrestrial, the other celestial. “The church held this institution in great account during the CounterReformation,” she said. “The Vallicelliana was — and is — a cultural nerve center tightly bound to the fabric of the city.” That fabric all but smothered me as I exited the Oratorian convent into the roar of tour buses and scooters on Corso Vittorio. But I was still under Neri’s spell, and I ducked into Chiesa Nuova, the superb Baroque church he built beside the convent, to pay my respects at his tomb, where his body lies incorrupt in a gemencrusted glass case.

I visited the Angelica and the Casanatense libraries on the next day and found them a fine study in contrasts. Where the Angelica is small, plush and perfectly faceted, the Casanatense is spartan and muscular. The Angelica reflects the wealth of its Augustinian founders, whose church, the Basilica di Sant’Agostino, adjoins the library, while the Casanatense shows its Dominican roots in its deep collection of books and codices on Church doctrine and natural history. The 10 minute stroll from the Angelica to the Casanatense cuts through the densest and most history encrusted area of Rome. As I sauntered along the hallowed streets, I passed the church of San Luigi dei Francesi with its three magnificent Caravaggios depicting the life of St. Matthew. Crossing the riotous fountain cooled piazza in front of the Pantheon, I emerged onto the delightful Rococo stage set of the Piazza Sant’Ignazio and fantasized that I was a Roman and these were my neighborhood libraries. Both are open to general readers; by some reckonings the Angelica is Europe’s first public library. My dream day would begin with a moment of reverence before Caravaggio’s humbly ravishing “Madonna di Loreto” in the Basilica di Sant’Agostino before I settled into a leather chair in the Angelica’s main reading room. I’d ask the staff to fetch me Cicero’s “De Oratore,” just so I could breathe in the scent of the first volume printed in Italy (1465), and then I’d peek into the precious early edition of Dante’s “Divine Comedy.” “The salone of the Angelica is a kind of vaso dei libri — a vessel of books,” the library’s brisk director, Fiammetta Terlizzi, told me proudly as we surveyed the four tiers of bookshelves that line the walls of this splendid chamber. “The room has the height and perspective of a cathedral.” For all its loftiness, the space is tiny compared with the reading rooms of the Marciana and Vallicelliana, with room for only a couple of dozen readers, all of them seated in chairs facing in the same direction. When these lucky few look up from the page, their eyes rest on a soaring altar of books bathed in celestial light.

After lunch, I whiled away what remained of the afternoon at the Casanatense. The library’s “salone monumentale” is the perfect antidote for what the writer Eleanor Clark called the “toomuchness” of Rome. Whitewashed, cavernous and presided over by a pair of enormous 18thcentury globes, this elegantly spare reading room is now used for exhibits and lectures. The rest of the library is a delightful warren of more whimsically decorated chambers — an alcove for the card catalog, the frescoed Saletta di Cardinale (the “little hall” of Cardinal Girolamo Casanate, who founded the library in 1700 with a donation of 20,000 volumes to the adjacent Dominican convent of Santa Maria sopra Minerva), an airy corner room reserved for laptopwielding students, a hushed darker space for scholars consulting manuscripts. Among the Casanatense’s most prized holdings are an illuminated 14thcentury “Teatrum Sanitatis” with its vivid depictions of medieval daily life, a collection of 18th century herbals and the personal papers of the composer Niccolò Paganini.

After Rome, I had to make a choice. Jack was going to the small industrial city of Brescia, between Milan and Venice, to spend a day examining manuscripts at the Biblioteca Queriniana. One option was to tag along so I could scope out this 18th century library’s intimate Rococo reading room and marvel at its most vaunted possession, a sixthcentury gospel manuscript written in silver ink on purple dyed vellum known as the Evangeliario Purpureo. The other option was to head to Florence to check out the only library designed by Michelangelo, the Biblioteca Medicea Laurenziana.

I chose Florence.
Though summer was still a month away, Florence’s centro storico was already dense with tourists. But the cloister of the Church of San Lorenzo, which houses the Laurenziana, though just a stone’s throw from the Duomo, was so deserted when I arrived at 11 a.m. that I wondered if I had come to the right place. I bought my ticket, followed the signs and pushed open the door, and for the next hour I had Michelangelo pretty much to myself. “Austere” was the word that came to mind as I entered his crepuscular vestibule and ascended to the portal of the reading room on a flight of oval steps carved from a somber gray stone known as pietra serena. No adjective I know does justice to the reading room itself. Rows of walnut benches that ingeniously double as lecterns — “plutei,” they are called — flank the sides of a central corridor paved in intricately patterned rose and cream terra cotta. Along the two lateral walls, stained glass windows face each other in precise rectangular alignment, illuminating the benches.

The heavily carved wooden ceiling seems to flatten and deepen the space to infinity, like the vanishing point in a Renaissance landscape painting. Michelangelo’s library is so rational, so resolute, so majestically realized that not in my wildest dreams could I imagine working here. In fact, as in the other great libraries I visited, the Laurenziana’s reading room is now primarily a showpiece, with side rooms of a later and lesser vintage used for lectures and exhibits. Scholars from all over the world, drawn by the vast collection of manuscripts, labor in less imposing spaces tucked away in the cloister.

“There is a small club of libraries with truly deep holdings, and we are part of it,” said Giovanna Rao, the director of the library, when we met in her office, a former monastic cell off the cloister. “Our manuscript collection, which runs to 11,000 items, rivals that of the British Library or the National Library of France, though we are not a national library. And of course, no other library enjoys the good fortune of having Michelangelo as its architect.” Biblioteca Ambrosiana in Milan, where Jack and I reunited for the final day of our trip, comprises an art gallery, art school and ecclesiastical college, all housed in a rather severe neoClassical building very close to the Duomo. It was the intention of Cardinal Federico Borromeo, who founded the Ambrosiana in 1609 and named it for the city’s patron saint, that the library, museum and schools be integrated and collaborative. The architecture reflects the cardinal’s aim: From the secondfloor galleries, museumgoers can look down at academics working in a nobly proportioned atriumlike reading room.

With a collection of ancient manuscripts rivaling the Vatican’s, the Ambrosian Library is worldclass. But nonscholars like me are not deprived of its riches. The library’s ornate 17thcentury reading room, the Sala Federiciana, is incorporated into the museum, and, starting in 2009, it has been used to display the institution’s greatest treasure: Leonardo’s Codex Atlanticus, a collection of 1,119 sheets of drawings and captions on subjects ranging from botany to warfare. Surrounded by the gilded and sepia spines that line this mellow chamber, and dwarfed by its white barrelvaulted ceiling, I lost myself for half an hour in Leonardo’s inspired doodles of catapults, primordial pontoon bridges and tripodmounted cannons. The only other artwork in the old reading room is a Caravaggio still life: a basket of slightly worm eaten fruit stuck with a few pocked, withered leaves. The ingenious improvisations of a restless polymath and this stark memento mori by a disturbed visionary form a perfect pair of bookends for the Italian Renaissance.

Only in Italy, I reflected, and only in a library could I stand, alone and undisturbed, in the center of a great city and peer into the mind of genius.

If You Go
The public rooms of the Biblioteca Nazionale Marciana may be visited using the ticket (19 euros) that provides access to the Museo Correr, Ducal Palace and National Archaeological Museum, all in San Marco Square. Guided tours of the
reading room are offered the second Sunday of every month; at other times, guided tours must be reserved by emailing mazzariol@marciana.venezia.sbn.it or phoning 390412407238.
Information: marciana.venezia.sbn.it.

The Biblioteca Vallicelliana is open to readers aged 16 and older with a valid ID such as a passport. Information: http://www.vallicelliana.it.
The Biblioteca Ambrosiana is open to readers 16 and older with a valid ID such as a passport. Additional information:
bibliotecaangelica.beniculturali.it/index.php?it/1/home.

The reading rooms of the Biblioteca Casanatense are open Monday through Friday, 11:30 a.m. to 1 p.m. To arrange a free guided tour (in Italian), contact
Isabella Ceccopieri at Isabella.ceccopieri@beniculturali.it or 390669760331.
Information: http://www.casanatense.it/it.

The vestibule and the great reading room that Michelangelo designed for the Biblioteca Medicea Laurenziana are open to the public during temporary exhibitions. Information: bmlonline.it/en. The Veneranda Biblioteca Ambrosiana, open only to accredited scholars, can be glimpsed from the art gallery (the Pinacoteca) in the same building. The library’s original reading room is now part of the Pinacoteca. Information including
hours and ticket prices is at

ambrosiana.eu/cms/pinacoteca_liv2/18oraribigliettinorme.html.

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (13 June 2017). A version of this article appears in print on June 13, 2017, on Page TR1 of the New York edition with the headline: Libraries That Speak Volumes.

FOTO | FONTE |SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (13 June 2017). Susan Wright for The New York Times.

— The Biblioteca Angelica in Rome holds the first volume of Cicero’s “De Oratore” that was printed in Italy, in 1465, and a precious early edition of Dante’s “Divine Comedy.”

— The cloister of the Church of San Lorenzo, Biblioteca Medicea Laurenziana, in Florence.

— The reading room of the Biblioteca Medicea Laurenziana in Florence.

— An early edition of Dante’s “Divine Comedy,” in the Angelica library.

— The ceiling in the reading room of the Biblioteca Vallicelliana in Rome.

— The entrance to the reading room in the Biblioteca Vallicelliana.

— The exterior of the Biblioteca Vallicelliana in Rome.

— The Salone Monumentale in the Biblioteca Casanatense in Rome.

— The reading room of the Biblioteca Casanatense.

— Books in the Biblioteca Casanatense.

NAPOLI ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I volti di Napoli, Emanuele Greco: “La storia di Neapolis riscritta dal metrò”, LA REPUBBLICA (11-13/06/2017).

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NAPOLI ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I volti di Napoli, Emanuele Greco: “La storia di Neapolis riscritta dal metrò”, LA REPUBBLICA (11-13/06/2017).

NAPOLI – Professore universitario, tra i maggiori archeologi italiani, ha lasciato la direzione della Scuola italiana di Atene e ora si occuperà di rilanciare la Fondazione Paestum, che lui stesso fece nascere 24 anni fa.

I suoi allievi di allora rischiano di trovarsi di fronte a un curioso gioco del tempo. Loro invecchiati, lui immutabile. Stessa verve e uguale piglio combattivo, medesimo intuito, grande cultura da maestro. Emanuele Greco è ancora il professore universitario- guida per uno studente incantato dalle antichità. Il suo concetto di “pensione” è molto diverso dal riposo immaginato dai più. Lo incontriamo nella biblioteca di Palazzo Corigliano, prima della sua lectio magistralis su Ippòdamo di Mileto: dal Pireo a Thurii”.

Ippòdamo fu il primo archistar della storia che si vuole abbia inventato la progettazione urbanistica su assi ortogonali: cardini e decumani. È l’incontro, molto festoso, con i suoi ex allievi. Greco lascia la direzione della Scuola Archeologica Italiana di Atene, gli succede Emanuele Papi. Lui si occuperà di rilanciare la Fondazione Paestum che fece nascere 24 anni fa “anche per creare un legame tra chi fa ricerca e pubblico. Gli abitanti del posto hanno il diritto di sapere la loro storia. Sono sempre contrario agli accademici spocchiosi che parlano un linguaggio elitario”.

I decumani hanno provocato anni fa un ritorno di fiamma del turismo a Napoli. Sui libri si è sempre letto impianto ippodameo di Neapolis come quello di Taranto – dove lei è nato – di Thurii, realizzate dal progettista del Pireo. Che ha a che fare Ippodamo con la sirena Partenope?
“Non parlerei mai di decumani e cardini: Napoli è greca, parlerei di plateiai, che significa vie larghe, da cui infatti deriva “plaza”. Napoli è preippodamea. Oggi, grazie agli scavi per la metropolitana dell’archeologa Daniela Giampaola sappiamo che non è stata fondata nel 470 ma almeno 50 anni prima, intorno al 520, e si inquadra quindi nel periodo delle lotte di fazioni di Cuma contro il tiranno Aristodemo. Tutto torna: il ceto mercantile sconfitto emigra e va a fondare Napoli. È l’unica città della storia greca fondata nel territorio della madre patria: fino ad allora mai i coloni avevano fondato una città dentro casa. In realtà c’è stata una divisione del territorio: mentre prima Cuma arrivava fino a Pizzofalcone e alle paludi della stazione, dopo la fondazione di Napoli a nord abbiamo i grandi proprietari terrieri che fanno i soldi con il grano, a sud invece nasce questa città con una grandissima vocazione al commercio aiutata dal porto”.

Quindi la storia di Napoli viene riscritta grazie a un treno…
“In realtà già a partire dal dopoterremoto dell’80. L’archeologia è sempre al traino dei grandi lavori, spesso anche catastrofi. Ora andrebbe pubblicata una guida di Napoli, che non c’è. Questa città è una “ville antique sans antiquitées” “.

Qual è il modo giusto per lavorare sulla memoria?
“Le scuole, si parte dalla storia della città. Lo cito sempre: Cicerone dice a Varrone, studioso di antichità: “Tu hai ricondotto noi stranieri in patria”. Venendo da Roma vedevo che sul luogo dove uccisero Giulio Cesare c’è un’agenzia di viaggi. E dove siamo noi ora, in piazza San Domenico Maggiore, sotto l’obelisco di Picchiatti, finiva Napoli. Ma chi se ne frega? Siamo portatori insani di una memoria inutile…”.

Negli anni ’80 lei ha insegnato all’Orientale, con studiosi che con lei avrebbero dato contributi importanti alla ricerca.
“Era un gruppo formidabile. L’iranista rettore Gherardo Gnoli e il suo successore, l’indianista Maurizio Taddei, ebbero un’intuizione geniale: far incontrare occidente e oriente. Chiamarono Bruno D’Agostino, Leopoldo Gamberale, Albio Cesare Cassio, Giovanni Cerri, Augusto Fraschetti che con Andrea Giardina era stato allievo di Santo Mazzarino uno dei maggiori studiosi di Roma antica, e Mario Mazza, Domenico Musti. Nacque la facoltà di Lettere dell’Orientale e i grandi della Federico II ci vedevano come il fumo negli occhi. Furono anni assai vivaci di convegni, di studi sulla città antica, sulla colonizzazione greca. D’Agostino fondò con Jean-Pierre Vernant, Marcel Detienne e Alain Schnapp il Cif, Centro per lo studio dell’ideologia funeraria. Il primo convegno fu fatto a Ischia. Il sindaco fece affiggere un cartello che diceva “benvenuti al Centro studi sull’ideologia”. “Funeraria” la cancellò, pensava portasse male. Eppure quel convegno aprì nuovi orizzonti alla ricerca”.

Era anche epoca di grandi scavi…
“D’Agostino scavava a Pontecagnano, io a Paestum, Ida Baldassarre a Ostia. Formando nel contempo studiosi di primo livello come Matteo D’Acunto e Fabrizio Pesando, uno dei nostri maggiori pompeianisti”.

Sembra si parli di tempi lontanissimi, eppure l’archeologia è un giorno sì e l’altro pure in televisione.
“Non parliamo degli odierni divulgatori che un altro grande collega di quel periodo, l’epigrafista Carlo Franciosi, chiamava “venditori di pentole a pressione” “.

Ma qual è la ricetta giusta?
“Protagora diceva che non si deve abbassare il livello della cultura per farla capire, ma elevare quello della massa. La carne marcia costa meno, è logico,
ma non è commestibile. La cultura non è roba polverosa, ma genuina, vivificante. E non deve diventare Disneyland per “auri sacra fames”, quella che Virgilio definiva esecranda fame dell’oro. Ricordiamo che cosa dice l’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura”. Invece in tv impazzano le “fake news”e quelli come Vincenzo Monti descritto da Foscolo: “gran traduttore dei traduttor d’Omero”.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (11-13/06/2017).

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/06/11/news/i_volti_di_napoli_emanuele_greco_la_storia_di_neapolis_riscritta_dal_metro_-167850975/#gallery-slider=167851626

NAPOLI – Napoli e il Vesuvio fotografati dallo spazio – Immagine mozzafiato catturata da satellite Sentinel-2B. È una delle prime immagini di un nuovo servizio trasmette i dati a terra in modo quasi istantaneo. LA REPUBBLICA (13/06/2017).

Nemmeno una nuvola sul cielo campano. Solo qualche sbuffo di bianco a ridosso dei Campi Flegrei , sul Vesuvio e all’altezza di Acerra. Ma la foto è nitidissima. E mozzafiato. Scattata lunedì 12 ad 800 chilometri di altezza dal satellite Sentinel-2b, del programma europeo Copernicus, promosso dall’Agenzia spaziale europea. L’immagine fa parte di un nuovo servizio che, attraverso un’ultima tecnologia al laser, trasmette i dati a terra quasi in contemporanea. Il sistema si chiama “European Data Relay System” (Edrs) e permette di inviare tempestivamente immagini utili a gestire disastri, come alluvioni e terremoti. Sentinel-2b, lanciato il 7 marzo dalla base europea di Kourou in Guyana francese, orbita intorno alla Terra e può inviare i dati a terra quando sorvola la sua base in Europa.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (13/06/2017).

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/06/13/foto/il_golfo_di_napoli_e_il_vesuvio_fotografati_dallo_spazio_immagine_mozzafiato_catturata_da_satellite_sentinel-2b-168003149/1/#1

FOTO | FONTE |SOURCE:

— ESA l’Agenzia Spaziale Europea. Title Naples relayed via laser Released 12/06/2017 10:46 am
Copyright – contains modified Copernicus Sentinel data (2017), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO
Description – This image of the Bay of Naples, Italy, captured by the Copernicus Sentinel-2B is one of the first set of images delivered via Alphasat, which is in geostationary orbit 36 000 km above Earth. The image is a result of the two satellites using their optical communication instruments to transfer data via laser for fast delivery. This is essential for applications such as helping respond to disasters.

http://www.esa.int/spaceinimages/Images/2017/06/Naples_relayed_via_laser

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Claudio Parisi Presicce, I FORI IMPERIALI MOLTO FA SCHIFO – Turisti Sesso in pubblico ai Fori imperiali (06/2017) & Manifestazione “Sex work is work” in via dei fori (04/2015).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Claudio Parisi Presicce, I FORI IMPERIALI MOLTO FA SCHIFO – Turisti Sesso in pubblico ai Fori imperiali (06/2017) & Manifestazione “Sex work is work” in via dei fori (04/2015).

1). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. ROMA – Roma, stop a bivacchi e docce nelle fontane storiche: multe di 240 euro & Turisti Sesso in pubblico ai Fori imperiali a Roma: coppia si lascia andare davanti ai passanti, IL MESS. & FANPAGE.IT (12-13/06/2017).

http://wp.me/pPRv6-42G

2). ROMA – Manifestazione “Sex work is work” in via dei fori Imperiali, CORRIERE DELLA SERA (30/04/2015).

Il Comitato per i diritti civili dei sex worker al Colosseo per lanciare una proposta di legge che regolamenti il fenomeno: sì allo zoning e a piccole strutture private dove esercitare.

Il ritorno delle case – La proposta promuove anche, fra le altre cose, l’utilizzo di locali e alloggi ad uso privato dove poter esercitare la prostituzione. I proprietari che mettessero tali alloggi a disposizione, non sarebbero perseguibili penalmente. «Non vogliamo grandi bordelli, ma piccole strutture per i `sex workers´», afferma ancora Covre lanciando la sfilata di giovedì dei lavoratori del sesso con ombrelli rossi ai Fori Imperiali.

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (30/04/2015).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_30/prostituzione-il-sesso-lavoro-superare-vecchia-legge-merlin-35aab162-ef4a-11e4-a9d3-3d4587947417.shtml

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ARCHITETTURA E ARCHEOLOGIA – La Via dei Fori Imperiali, un’idea di valorizzazione e musealizzazione dell’area archeologica, in: Gianmarco Casoli et alli (2017) & Mattia Bocchi (2014) [s.v., M. G. Conde 2010].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ARCHITETTURA E ARCHEOLOGIA – La Via dei Fori Imperiali, un’idea di valorizzazione e musealizzazione dell’area archeologica, in: Gianmarco Casoli et alli (2017) & Mattia Bocchi (2014) [s.v., M. G. Conde 2010].

1). Mattia Bocchi, Centri storici, restauro urbano e archeologia : il caso studio della legge Biasini (1981). Rel. Andrea Longhi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale (2014).

Abstract:
INTRODUZIONE
Questo lavoro è un contributo di ricerca per arrivare a comprendere come il restauro urbano si declini con la disciplina urbanistica dei centri storici con le specifiche indagini archeologiche.
In questo senso il restauro inteso come recupero, conservazione e valorizzazione, assume una dimensione urbana nel momento in cui, partendo dal singolo monumento, arriva a coinvolgere un’intera area, imponendo quindi una visione più ampia che deve tener conto della necessaria interdisciplinarietà tra l’urbanistica, il restauro e l’archeologia.
Questo lavoro tratta in particolare gli effetti della legge Biasini sull’area archeologica centrale di Roma in relazione al fatto che per la sua applicazione vennero coinvolte istituzioni diverse tra di loro ma che comunque hanno dovuto necessariamente collaborare per la realizzazione dei progetti.
L’area oggetto della ricerca è collocata nel centro storico, che è uno degli elementi che caratterizzano la disciplina del restauro urbano.
Dalla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60, il termine centro storico, entra nei dibattiti italiani riguardanti il territorio e la tutela di esso, raccogliendo in sé diverse tipologie strutturali ed urbanistiche: esso può essere una piccola città come Assisi, Gubbio, Orvieto, Urbino (centri nati nel Medioevo spesso situati nella parte centrale dell’Italia), oppure la parte più centrale di città in cui una crescita metropolitana ha affiancato la preesistenza di un centro urbano antico.
Tipici esempi sono Roma, Genova, Venezia, Bologna, Milano, Firenze e Ferrara.
Ed è proprio di quegli anni l’inizio di un movimento a difesa della tutela del patrimonio urbano legato contemporaneamente ad una ricerca di inserimento di queste identità (centri storici) nel tessuto urbano contemporaneo.
Contemporaneamente avviene, anche per l’emanazione del Decreto che fissa l’elenco dei primi cento Comuni tenuti a promuovere un P.R.G., una trasformazione importante: l’entrata in gioco delle amministrazioni comunali nella ristrutturazione urbanistica delle città.
Il ruolo dei Comuni diviene sempre più specifico ed il rapporto con le competenze della burocrazia statale (Ministeri) si fa sempre più in contraddizione tra le parti, tant’è che diviene oggetto di critica di autorevoli soggetti e di istituzioni1.
Si riporta a titolo esemplificativo un discorso di Roberto Pane in una discussione del 1958: «non si può assolutamente separare la tutela del patrimonio artistico dal piano regolatore. La tutela del patrimonio artistico deve fondarsi sulla urbanistica in quanto siamo oggi passati dal concetto della tutela del monumento a quello della tutela dell’ambiente.»
La necessità di tutelare i centri storici inseriti in una ipotesi più generale di riforma degli strumenti urbanistici si fa sempre più pressante fin dalla prima metà degli anni Sessanta, tanto che il centro storico diventa oggetto di una sua interpretazione sempre più distaccata dal tessuto urbano della città. Nel 1968 il Decreto sugli standard urbanistici divide la città in zone territoriali omogenee, la prima delle quali, indicata come zona A, coincide con il centro storico.
La città antica diventa così oggetto di studio da delimitare in un area ben precisa, criterio che però non ha un consenso unanime tanto che sia Giuseppe Samonà in L’urbanistica e l’avvenire della città
negli Siati europei ( 1959) e quella di Ludovico Quaroni nella sua voce Urbanistica ( 1969), criticano in maniera evidente il tipo di identificazione perimetrale del centro storico.
Personalmente condivido il pensiero di Leonardo Benevolo: «Risulta impossibile […] conservare gli antichi centri se vi si accumulano tutte le funzioni proprie del centro di una città moderna; alcune di queste funzioni esigono una circolazione e una cornice edilizia assolutamente eterogenee ai vecchi centri, quindi se vi restano inserite producono una congestione intollerabile dell’antica rete viaria e una spinta irresistibile alla manomissione dei vecchi edifici; d’altra parte gli ostacoli esistenti impediscono un libero e moderno sviluppo di tali funzioni nell’ambito della vecchia città. Occorre invece che le funzioni direzionali proprie di una città moderna siano opportunamente selezionate e che i quartieri antichi diventino una parte del centro direzionale della città moderna, ospitando alcune funzioni direzionali […] compatibili con il suo tessuto edilizio.»

INDICE
INTRODUZIONE
CAPITOLO PRIMO – Il restauro urbano: concetti ed interpretazioni
1.1. Saverio Muratori
1.2. Renato Bonelli
1.3. Egle Renata Trincanato
1.4. Giovanni Battista Stefinlongo
1.5. Alberto M. Racheli
1.6. Sintesi e proposta di lettura sul tema del restauro urbano
CAPITOLO SECONDO – Caso studio: urbanistica e archeologia nel centro storico di Roma (1975-1981)
2.1. L’urbanistica a Roma negli anni ’70 – ’80
2.2. L’organizzazione della tutela a Roma, il caso del Laurentino e il degrado dei monumenti archeologici romani
2.3. L’emergere dell’archeologia urbana nel dibattito italiano
2.4. Il dibattito romano
CAPITOLO TERZO — La legge n.92 del 23 marzo 1981 (c.d. Legge Biasini)
3.1. Il disegno di legge Biasini: obiettivi, struttura e approvazione
3.2. Programmi e progetti in applicazione alla legge Biasini
3.2.1. Il Programma dell’assessorato alla cultura – X Ripartizione AA.BB.AA. per la definizione di una politica dei beni culturali
3.2.2. L’assessorato per gli interventi sul centro storico
3.2.3. L ’ Ufficio per gli interventi sul centro storico e ornato cittadino: il Laboratorio 2 – Città politica e Città Culturale
3.3.1 campi di programmazione d’intervento: il recupero e la riqualificazione delle aree urbane e delle aree di interesse storico-archeologico
3.3.1. Dall’urbanistica di Mussolini al progetto Fori: il Quartiere Alessandrino
3.3.2. Il seppellimento e la divisione dei Fori
3.3.3. Il problema del traffico
3.3.4. Le cifre dell’operazione
3.3.5. Gli anni ‘50 e ’60
3.3.6. Fine ami ’70 e primi anni ’80: le antichità corrose dall’inquinamento e il progetto di valorizzazione del complesso dei Fori Imperiali
3.4. Il progetto di valorizzazione del complesso dei Fori Imperiali
3.4.1. La struttura del coordinamento
3.4.2. Il programma: progetti di settore e progetti finalizzati
3.4.3. Il progetto di settore dei Fori Imperiali e dei Mercati Traianei
3.4.4. Il Parco Archeologico: l’obiettivo finale del progetto Fori
3.4.5. Il restauro dei Mercati Traianei – La riunione del 12 Maggio 1982: il Prof. Carandini illustra le indicazioni di lavoro rispetto alla zona interessata dagli scavi e all’utilizzazione dei Mercati Traianei
3.4.6. Il progetto di scavo del Foro di Traiano
3.4.7. Il progetto di scavo del Foro di Nerva
3.5. Il progetto di recupero dell’area archeologica del Circo Massimo
3.5.1. Il programma dei lavori di scavo
3.6. L’indagine archeologica nell’area della Crypta Balbi: un intervento di archeologia urbana
3.6.1. La storia dello scavo
3.7. Zona archeologica del Colle Oppio: idee per il progetto di un parco
CAPITOLO QUARTO – considerazioni personali sugli effetti applicativi della legge Biasini e della legislazione successiva
4.1. Il restauro dei monumenti, i costi e il mancato finanziamento
4.2. L’ intervento di Adriano la Regina sulla legge Biasini (1989): il realizzato e il realizzabile in funzione degli effettivi finanziamenti
4.3. La legge 396/90
4.4. Il programma della n.396/90: la prosecuzione della legge Biasini
4.5. Il Grande Giubileo del 2000 e il patrimonio storico della città
4.6. Il Grande Giubileo del 2000 e la legge Biasini: una ulteriore prosecuzione
4.7. La fine del progetto Fori
4.8. Archeologia, restauro e urbanistica: un lavoro interdisciplinare
CONCLUSIONI
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Libri

Aymonino C. (1990), Progettare Roma Capitale. Introduzione di Renato Nicolini, Editori Laterza, Roma-Bari.

Arena M.S. (2001), Roma dall ’antichità al Medioevo. Archeologia e storia nel Museo Nazionale Romano Crypta Balbi, Electa, Milano.

Baiani S. e Ghilardi M. (a cura di) (2000), Crypta Balbi-Fori Imperiali. Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell ’anno del Grande Giubileo, Edizioni Kappa, Roma.

Baldassarre I., D’Agostino B., De Simone A., Gastaldi P., Greco E. e Stazio A. (a cura di) (1983) Archeologia urbana e centro antico di Napoli: Documenti, Napoli.

Bettelli M. (1997), Roma: la città prima della città: i tempi di una nascita: la cronologia delle sepolture ad inumazione di Roma e del Lazio nella prima età del ferro”, L’Erma di Bretschneider, Roma.

Bietti Sesieri A.M. (1985), Roma. Archeologia nel centro, Volume 1, De Luca, Roma.

Brandi C. (1963), Restauro, in Enciclopedia Universale dell’Arte, voi. XI, col. 322 e ss., ms coll.

344-351, Venezia-Roma.

Carbonara G. e Riccetti L. (2004), Il Necrologio di Renato Bonelli, in “Bollettino Deputazione di storia patria per l’Umbria

Carandini A., Il progetto di scavo del Foro di Traiano in Forma La città antica e il suo divenire, De Luca Editore, MCMLXXXV.

Cedema A. (1979), Mussolini urbanista. Lo sventramento di Roma negli anni del consenso, Laterza, Bari.

Clementi A. e Perego F. (a cura di) (1983), La Metropoli “spontanea”: il caso di Roma: 1925-1981, sviluppo residenziale di una città dentro e fuori dal piano, Edizioni Dedalo, Bari.

Cristinelli G., Muratori S., Trincanato E. R. (a cura di) (2013), La nascita del Restauro Urbano in

Italia, GB Editoria, Roma.

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Insolera I. e Perego F. (a cura di) (1983), Archeologia e città. Storia moderna dei Fori di Roma, Editori Laterza, Bari.

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Manacorda D. (2004), Prima lezione di archeologia, Editori Laterza, Roma-Bari.

Montanari A. e Petrarola P. (a cura di) (1989), La città inquinata. Imonumenti. Editore Ist. Poligrafico dello Stato, Roma.

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Nenci C. (2001), Restauro archeologico. Didattica e ricerca 1997-1999, Alinea Editrice, Firenze.

Pagnotta G. (2006), Sindaci di Roma. Il governo della Capitale dal dopoguerra ad oggi, Donzelli Editore, Roma.

Panella R. (1989), Roma Città e Foro: questioni di progettazione del centro archeologico monumentale della Capitale, Officina Edizioni, Roma.

Panizza M. (1978), Interventi nel centro storico: confronto fra esperienze operative, Edizioni Dedalo.

Quaroni L. (1969), voce Urbanistica, in Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, voi. VI, Istituto Editoriale Romano, Roma.

Racheli A.M. (2003), Antico e moderno nei centri storici. Restauro urbano e architettura, Gangemi Editore, Roma.

Racheli A.M. (2007), Restauro e Architettura. Teoria e critica. Del restauro architettonico e urbano dal XVIII al XXI secolo, Gangemi Editore, Roma.

Samonà G. (1959), L’urbanistica e l’avvenire della città negli Stati europei, Laterza, Bari.

Scaglia A. (1999), Regole e libertà: pianificazione sociale, teoria sociologica, ambiti e tecniche d’intervento. Franco Angeli, Milano.

Stefinlongo G.B. (1993), La forma della struttura, prospettive per la conservazione e il Restauro Urbano nell’unità “architettonica ” ambiente – paesaggio, Libreria Editrice, Sottomarina di Chioggia, Venezia.

Tagliabue R. (1993), Architetto e archeologo: confronto fra campi interdisciplinari, Edizioni Angelo Guerini e Associati, Milano.

Trincanato E.R. (1987), Lo studio della città storica dal generico dell’estrazione allo specifico dell ’individuazione, Roma.

Ungaro L. (2000), Il Museo dei Fori Imperiali, in S. Baiani e M. Ghilardi (a cura di) (2000), Crypta Balbi-Fori Imperiali. Archeologia urbana a Roma e interventi di restauro nell’anno del Grande Giubileo, Roma.

Riferimenti normativi

Legge 23 marzo 1981 n.92 Provvedimenti urgenti per la protezione del patrimonio archeologico della città di Roma (in G.U. n.86 del 27 marzo 1981)

Legge 15 dicembre 1990 n.396 Interventi per Roma, Capitale della Repubblica (in G.U. n.300 del 27 dicembre 1990)

Legge 23 dicembre 1996 n.651 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 ottobre 1996 n.551, recante misure urgenti per il Grande Giubileo del 2000 (in G.U. n.300 del 23 dicembre 1996)

Decreto Ministeriale 2 aprile 1968 n.1444 Limiti inderogabili di densità edilizia, di distanza tra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967 n. 765 ( in G.U. n.97 16 aprile 1968)

Documenti relativi a mostre

Forma. La città antica e il suo divenire, De Luca Editore, Roma, 1985.

Roma. Archeologia e progetto, Multigrafica Editrice, Roma, 1983.

Riviste

La Rocca E. (1981), Sulle vicende del marco Aurelio dal 1912 al 1980 in Studi Romani, Rivista Trimestrale dell’Istituto di Studi Romani, Roma.

Restauro e città: rivista quadrimestrale di studio, ricerca e cultura del restauro, Volume 2. Archeologia urbana e restauro, anno I, Venezia, Marsilio editori, 1985-1989.

Tesi

Giambanco F., Il ruolo delle metodologie di analisi impiegate per la redazione dei piani per il recupero del centro storico di Palermo. Lettura degli esiti, Tesi di dottorato, Università degli studi di Napoli Federico II, Dipartimento di storia dell’Architettura e Restauro, Napoli.

Atti convegni

Italia Nostra: la difesa del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione – 1956, Inu – Lucca – Difesa del paesaggio urbano e rurale – 1957, Ancsa – Gubbio: Salvaguardia e risanamento dei centri storico-artistici – 1960.

Articoli o materiali disponibili anche sul web

Bordoni A., Benedetti S., Tortotici E., e Spezzaferro L. (a cura di) (1994), Roma, Encicloperdia Italiana – V Appendice.

Broccoli U., Parisi Presicce C. e Tittoni M.E. (a cura di) (2009),”Via dell’impero. Nascita di una strada, demolizioni e scavi: 1930-1936. Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell ’Impero. ‘, Roma 2009.

(https://rometheimperialfora19952010.files.wordpress.com/2010/10/2a-fori-bibliography-1995-2010-via-dell-impero1.pdf)

Calzolari V. (2009), Progetti e prospettive per il Parco dell’Appia Antica, Roma (http://archivio.ed-dvburg.it/article/articleview/9565/0/277/).

Foliafocus (2013), Roma, cosa c ’eraprima dei Fori Imperiali?, Franco Cosimo Panini Editore, Modena, – (http://www.foliamagazine.it/via-dei-fori-imperiali-prima-di-mussolini/).

Manacorda D. (1987), Scavi della Crypta Balbi: problemi di topografia antica, Roma (https://www-persee-fr.bibliopam-evrv.univ-evrv.fr/web/ouvrages/home/prescript/article/efr 0000-0000 1987 act 98 1 2988).

Vendittelli L., Beni Archeologici in Notiziario/37, http://www.beniculturali. it/mibac/multimedia/Uf-fìcioStudi/documents/1314913734794 Not 37 ps 13-14.pdf).

FONTE | SOURCE:

— Mattia Bocchi | Politecnico di Torino (2014).

http://webthesis.biblio.polito.it/4040/

http://opac.biblio.polito.it/F/4FFSPSIKS738QAVYLA8MN52AVCJL6DTHF3H5GVA61XN7Y7BAGT-18001?func=direct&amp=&amp=&doc_number=000050613&local_base=PTOW&pds_handle=GUEST

VDFI TESI 2

2). Gianmarco Casoli, Antonio Giaconia, Alessandro Mengacci, Silvia Profita & Arianna Talevi, ARCHITETTURA E ARCHEOLOGIA La Via dei Fori Imperiali, un’idea di valorizzazione e musealizzazione dell’area archeologica.
Tesi in ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA CAMPUS DI CESENA SCUOLA DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA (2017), pp. 1-346.

Abstract

La Tesi di Laurea qui descritta, ha come oggetto l’Area Archeologica dei Fori Imperiali di Roma. Il progetto prevede un atteggiamento che valorizzi la quota archeologica e che la metta in contatto con la città contemporanea, che le si sviluppa attorno. Due città che appartengono a tempi differenti, ma in stretto contatto. Una relazione che vede vittoriosa la città contemporanea, ma che sottomette la città archeologica dei Fori Imperiali. L’intervento di Tesi, si concentra nel riportare un equilibrio tra le unità stratigrafiche, in cui il disegno della pianta dei Fori riconquista forza e leggibilità. La Via dei Fori Imperiali si trasforma in dispositivo museale, al servizio della fruizione dell’area imperiale. Il nuovo volume si plasma in base alla forza generatrice delle archeologie e ne regola i percorsi museografici. Un progetto che prevede la ridefinizione dei luoghi dei Fori e la loro apertura all’esperienza diretta dei fruitori, che attualmente non è prevista. Lo scopo è quello di progettare per il visitatore una passeggiata archeologica, il più consapevole possibile.

FONTE | SOURCE:

Casoli, Gianmarco ; Giaconia, Antonio ; Mengacci, Alessandro ; Profita, Silvia ; Talevi, Arianna (2017) ARCHITETTURA E ARCHEOLOGIA: La Via dei Fori Imperiali, un’idea di valorizzazione e musealizzazione dell’area archeologica. [Laurea magistrale], Università di Bologna, Corso di Studio in Architettura [LM-DM270] – Cesena

— Gianmarco Casoli, Antonio Giaconia, Alessandro Mengacci, Silvia Profita & Arianna Talevi | UNIVERSITÀ DI BOLOGNA CAMPUS DI CESENA SCUOLA DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA (2017).

http://amslaurea.unibo.it/13570/

FOTO | FONTE | SOURCE:

vdfi tesi 1

— Gianmarco Casoli, Antonio Giaconia, Alessandro Mengacci, Silvia Profita & Arianna Talevi | UNIVERSITÀ DI BOLOGNA CAMPUS DI CESENA SCUOLA DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA (2017).

s.v.,

— M. G. Conde (2010), in: Mattia Bocchi | RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI | Politecnico di Torino (2014) = Broccoli U., Parisi Presicce C. e Tittoni M.E. (a cura di) (2009),”Via dell’impero. Nascita di una strada, demolizioni e scavi: 1930-1936. Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell ’Impero. ‘, Roma 2009.

https://rometheimperialfora19952010.files.wordpress.com/2010/10/2a-fori-bibliography-1995-2010-via-dell-impero1.pdf