ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Sindaca Virginia Raggi & MS5: Roma è disastrata da tanti problemi come le buche, i trasporti non funzionanti ei rifiuti maleodoranti e ci si occupa di zanzare, centurioni e sesterzi. AFFARITALIANI.IT (15/07/2017) & Nathalie Naim | FACEBOOK (15/07/2017). 

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Sindaca Virginia Raggi & MS5: Roma è disastrata da tanti problemi come le buche, i trasporti non funzionanti ei rifiuti maleodoranti e ci si occupa di zanzare, centurioni e sesterzi. AFFARITALIANI.IT (15/07/2017) & Nathalie Naim | FACEBOOK (15/07/2017).

Le fondamentali battaglie di Virginia Raggi: zanzare, centurioni e sesterzi – Roma è disastrata da tanti problemi come le buche, i trasporti non funzionanti ei rifiuti maleodoranti e ci si occupa di zanzare, centurioni e sesterzi.
Virginia Raggi , sindaca di Roma, non sta mai ferma e anche quando dorme sogna probabilmente di agire, fare delibere, innovare spesso sostenuta da Marcello De Vito , presidente dell’Assemblea capitolina.

L’elenco delle proposte francamente bislacche quando non proprio strampalate è molto lungo come del resto i dubbi complottisti, come quando pensava che qualcuno spostasse gli elettrodomestici di notte per farle dispetto.

Le ultime novità invece sono la ripresa dell’idea stravagante di una funivia urbana e due new entry divertenti.

Una riguarda una sorta di divieto di difendersi dalle zanzare con annesso decalogo di sapore new age su come allontanarle con metodi naturali .

Dice la Sindaca:

“i trattamenti contro le zanzare tigre adulte sono sconsigliati poiché́ comportano maggior rischio di tossicità̀, elevato impatto ambientale, temporaneità̀ dei risultati e maggiori costi di gestione, pertanto non devono mai essere utilizzati a scopo preventivo né a calendario”.

Insomma la Raggi vuole evitare che i cittadini si difendano dalle zanzare adulte agendo solo con prevenzione.

L’altra battaglia estiva, dopo le zanzare, che la Raggi sta conducendo è una battaglia combattuta con tanto di daga ed elmo pennato ed è contro i “ centurioni ” che sarebbero quelli che si possono vedere intorno ai monumenti per farsi le foto con i turisti.

Si tratta di un lavoro e in tempi di disoccupazione accentuata non pare molto nobile prendersela con chi cerca di tirare su la giornata peraltro ricoperto di una pesante bardatura con una temperatura tropicale.

La Raggi avversa i centurioni e li multa con 400 € se osano farsi vedere nel centro storico.

Tuttavia, il fatto è che mentre Virginia si concentra sulle due battaglie campali e cioè zanzare e centurioni Roma cade letteralmente a pezzi con buche e crateri che si aprono ogni giorno in tutte le strade, con i rifiuti puzzolenti che traboccano ovunque, i trasporti sempre più disagiati, gli scioperi a ripetizioni, i Municipi che ci mettono decine di giorni per rilasciare la carta di identità, la pantomima sull’acqua delle fontanelle.

Ah dimenticavo l’altra cosa per cui i romani non dormono di notte: la moneta alternativa , il “ sesterzio” , che la sindaca sta studiando per agevolarli.

Con tutti i disastri della città ne sentivamo veramente la mancanza.

FONTE | SOURCE:

— AFFARITALIANI.IT (15/07/2017).

http://www.affaritaliani.it/politica/le-fondamentali-battaglie-di-virginia-raggi-zanzare-centurioni-490456.html

FOTO | FONTE |SOURCE:

— Nathalie Naim, Via Madonna dei Monti, Roma – “E bastato l’annucio del comune della pedonalizzazione di Via Madonna dei Monti e i venditori abusivi gia’ si piazzano con i teli davanti alle botteghe artigiane e negozi. Ma e’ solo l’inizio.”
Nathalie Naim | FACEBOOK (15/07/2017).

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FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Disegno dettagliato in penna e matita del centro storico di Piazza del Duomo, Firenze (13/07/2017), in: “Liam Hipple illustration” | FACEBOOK (07/2017).

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FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Disegno dettagliato in penna e matita del centro storico di Piazza del Duomo, Firenze (13/07/2017), in: “Liam Hipple illustration” | FACEBOOK (07/2017).

— Detailed drawing in pen and pencil of the historic center of Piazza Del Duomo, Florence (13/07/2017).

— Disegno dettagliato in penna e matita del centro storico di Piazza del Duomo, Firenze (13/07/2017).

http://wp.me/pPRv6-48r

FONTE | SOURCE:

— “Liam Hipple illustration” | FACEBOOK (07/2017).

https://www.facebook.com/liamhippleart/

— Update: 11 hours on photoshop building layers of shadow and light and it looks so real you could touch it

— Aggiornamento: 11 ore su Photoshop che creano strati di ombra e luce e sembra così reale si potrebbe toccare

— Florence detail video | Liam Hipple illustration (12/07/2017). VIDEO.

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ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. La Mibact: la più grande organizzazione criminale mafiosa italiana. s.v., Manlio Lilli, “Franceschini I, lo zar d’Italia.” LEFT.IT (14/07/2017). Nota – Foto: Il Vesuvio fotografato dallo spazio (12/07/2017).

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ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. La Mibact: la più grande organizzazione criminale mafiosa italiana. s.v., Manlio Lilli, “Franceschini I, lo zar d’Italia.” LEFT.IT (14/07/2017). Nota – Foto: Il Vesuvio fotografato dallo spazio (12/07/2017).

MANLIO LILLI, “Franceschini I, lo zar d’Italia,” LEFT.IT (14/07/2017).

La cultura non può essere consegnata alle logiche di mercato. Un prodotto può essere di grande valore culturale ma non essere redditizio e quindi occorre mettere confini fra ciò che si fa al servizio dell’umanità e ciò che si fa per profitto. La cultura è un servizio». Un sorprendente Dario Franceschini quello che a giugno 2014 in un dibattito con il presidente di Google, Eric Schmidt, parlava di cultura e turismo. Fu perfino spiazzante il ministro nell’affermare «che la cultura e il turismo non sono il petrolio del Paese, ma l’ossigeno che lo fa respirare». Che quindi le prime impressioni, non propriamente positive, di molti fossero sbagliate? Che l’allarme scattato, soprattutto tra gli addetti ai lavori, fosse soltanto l’infastidito tentativo di opporsi al cambiamento? Già perché per Franceschini, come per il suo ex presidente del Consiglio Renzi, chi è in disaccordo e mostra perplessità, è poco più che un oscurantista. In ogni caso qualsiasi speranza di una nouvelle vague del ministro, è stata annullata nel giro di pochi mesi.

«L’Italia è una superpotenza culturale e il ministero della Cultura è il più grande dicastero economico del Paese», la prima dichiarazione da ministro il 22 febbraio 2014. Quello il suo piano programmatico. Quello l’autentico Franceschini. Il rivoluzionario ministro dei Beni culturali che punta forte sulla valorizzazione con il pretesto che così la tutela possa trarne effetti benefici. Nella sostanza ridefinendo il concetto stesso di valorizzazione. Non più esplicitazione dei caratteri di ogni singolo elemento del Patrimonio. Non più miglioramento della fruibilità del singolo sito, né tanto meno incremento dei servizi disponibili. Molto di più. La nuova valorizzazione non conosce limiti, non ha restrizioni.
L’obiettivo principale è fare cassa.

Musei e pinacoteche, aree archeologiche e palazzi storici trasformati da luoghi della cultura in location. Per matrimoni, presentazioni con aperitivi, cene aziendali, sfilate di moda ed anche gran balli, senza dimenticare corsi di yoga e lezioni di lirica. Qualcuno, fuori dal coro, ha provato a dire che queste operazioni, costringendo a drastiche riduzioni di orari di apertura, qualche volta perfino a chiusure, avrebbero leso i diritti dei “semplici” visitatori. Pochi hanno scritto che questo utilizzo del patrimonio storico-archeologico sarebbe stato un atto anti democratico. Tanto più grave perché realizzato proprio dallo Stato. Tutto inutile.

«Penso che in Italia ci sia un gran bisogno di campi da golf e che ci sono alcune regioni, in particolare del Mezzogiorno, che ampliando l’offerta di campi da golf riusciranno ad attrarre il turismo straniero, che oggi non si riesce ad attirare». Dichiarazione dell’aprile 2014 che ha segnato un ulteriore passaggio del disegno di Franceschini. A volte il patrimonio….

FONTE | SOURCE:

— MANLIO LILLI, “Franceschini I, lo zar d’Italia,” LEFT.IT (14/07/2017).

https://left.it/2017/07/14/franceschini-i-lo-zar-ditalia/

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Vincenzo Marasco,”Il Vesuvio fotografato dallo spazio nella mattinata del 12 luglio dall’occhio del satellite Sentinel B-2.” Tramite Annamaria Luongo. Fonte: https://earthstartsbeating.files.wordpress.com/ in: Vesuvio | FACEBOOK (13/07/2017). seguici su Vesuvio

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Mafia Capitale: Annamaria Buzzi, MIBACT – Direzione della valorizzazione, sorella di Salvatore Buzzi, ora lady Buzzi rischia. LINKIESTA (12|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2yM

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Federica Galloni [ex-l’amante di Paolo Berlusconi], la nuova ”Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee,” IL MESSAGGERO (22|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2Aw

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. «MIBACT & DEGRADO & MAFIA CAPITALE», Anna Maria Buzzi & Giovanna Melandri – Chiuso-Per-Lavori: MIBAC Rassegna stampa; Maxxi – Melandri annulla il documentario anti-Berlusconi; & ; Anna Maria Buzzi – Italia Museo, La festa è finita. (02/02/2013).

http://wp.me/pPRv6-1gN

— ITALIA BENI CULTURALI e CORRUZIONE: Giancarlo Galan, Ex-Ministro per i Beni e le Attività Culturali (23|03 – 16|11|2011), Arresto Dell’ Ex Governatore Veneto, Accusanto di Corruzione, LA REPUBBLICA (23|07|2014), p. 1. | foto: ArcheoNews (Ottobre 2011).

http://wp.me/pPRv6-2fA

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Mafia Capitale: Dott.ssa Arch. Federica Galloni, DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO (16 aprile 2010 – oggi), & “Galloni …[ex-] l’amante di Paolo Berlusconi” (11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2s7

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Mafia Capitale: (2008-2011): 5,000,000 Euros Stolen – Latium Office of Director General; 100’s of Rare Volume’s Stolen – the Naple’s Library; & 40,000 Euro Stolen – Rome, Palatine Hill; etc. Anything Else?

http://wp.me/pPRv6-P8

— s.v. | also see:

— “[The former Prime Minister Silvio] Berlusconi’s neglect of Italy’s architectural heritage may not have been his most notorious or colorful failing, but it was spectacular nonetheless. The embarrassments of the bunga-bunga years will pass, but the damage inflicted on his country’s ancient monuments is likely to be permanent.

Ben Macintryre,
“Fallen leader leaves Italy’s heritage in Ruins”,
The Times of London (15 November 2011).

“…Today the bureaucratic apparatus by which the historic city [of Rome] is administered by The Italian Ministry of Cultural Heritage, this organization is labyrinthine, vast, and inefficient. A complex overlay of different legislative strictures, and uncoordinated agencies makes it almost impossible for many property owners and institutions to know with certainty their exact rights and responsibilities, as a result, Rome is simultaneously one of the most overprotected historic urban environments in the world as it is seen by the public, but it is extraordinarily prone to unregulated violations of its law in all those places that the public cannot see (…) The Byzantine complexity of conservation laws is exacerbated by the widespread laxity of service on the part of public bureaucracies. As part of the process of modernizing Italy and providing employment for a displaced agrarian society, a giant administrative machine was created, which has become an obstacle to the functioning of daily life. The complexity of this machine makes it easy to hide all sorts of illegal and quasi-illegal infractions. (In the 1990s, experts estimated that Italian politicians and government officials stole or received kickbacks -tungenti – totaling $6 billion USD to $12 billion a year USD.) A culture of illegality is bred by the over complication of government rules, which serve as an obstacle to accountability.”

Prof. Arch. Anthony M. Tung,
‘PRESERVING THE WORLD’S GREAT CITIES: The Destruction and Renewal of the Historic Metropolis,’ Review article by: Anthony M. Tung (2001), p. 11 of pp. 1-19. [= Former web-page now PDF document]. http://www.anthonymtung.com/index.htm

____________________

— Notes: the problems of political corruptions within the senior administation of Italy’s Ministry of Cultural Hertiage, i.e., Min. Giancarlo Galan (23 March 2011- 16 November 2011) & Min. Sandro Bondi (08 May 2008 – 23 March 2011) as noted in the following comments by Italian scholars and others, etc:

“…I didn’t, however, cover the dimension you mention: B’s [Berlusconi’s] handling (or mishandling) of Italy’s cultural heritage. I’ve done a little inquiring about the situation at Pompeii where, of course, one of the houses collapsed. But I’d be curious to know more if you have more information.”

Prof. Alexander Stille, author of:
‘The sack of Rome: how a beautiful European country with a fabled history and a storied culture was taken over by a man named Silvio Berlusconi,’ Penguin Press: New York (2006). Personal communication to M. G. Conde (26 October 2012).

“…[Political] Corruption is Italy is still a big problem, and it will be until it is linked to Berlusconi, and I insist: [Arch. Federica] Galloni has been linked (and she still is) with Berlusconi’s party. The MiBAC doesn’t want widespread news of this to avoid compromising the news of the former business practices of Arch. Federica Galloni and Comm. Luciano Marchetti.” *

Prof. Anna M. Reggiani, an Italian archaeologist, also Former Director-General with Italy’s MiBAC, and Italy’s State of Lazio | Latium Archaeological Superintendent.
Personal communication to M. G. Conde (15 June, 2012).

“Caro sig. Conde…L’archeologia in Italia è profondamente malata. Noi la vogliamo salvare e per questo diciamo che deve decisamente cambiare.”

Dr. Tsao Cevoli, Italian archaeologist & Former President of the: “l’Associazione Nazionale Archeologi”, Personal communication to M. G. Conde (26 December 2011).

“Che qualcuno ci aiuti a cacciare via questi buffoni!”

Comment by close friend and an Italian Research Specialist from Rome,
Personal communication to M.G. Conde (13 November 2010).

“Caro sig. Conde, purtroppo siamo già alla distruzione della nostro patrimonio culturale. Così come della nostra democrazia. E il rammarico più grande è l’assoluta disattenzione e la totale mancanza di indignazione che accompagnano questo scempio. Povero nostro amato Paese. Con i migliori saluti, Manuela Ghizzoni.”

Comment by Hon. Manuela Ghizzoni, Member of the Italian Parliament & President of the 7th Commission of Culture, Science, and Instruction, Personal communication to M. G. Conde (9 March 2010).

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Nota:

1). ROME, ARCHAEOLOGY & CULTURAL HERITAGE: Political Corruption, Neglect & Abandonment of Rome’s Cultural Heritage & Priorities of the Tourist Industry by the Political Administration of the Ministry of Culture & the City of Rome (2005 – 2017). FOTO & STAMPA 1 di 779.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma | MIBACT di Dario Franceschini, Ilaria Borletti Buitoni, Dorina Bianchi & Antimo Cesaro - OPERA ROCK? OPERA CRAC! - IL 'DIVO NERONE' AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO, dogospia (09/07/2017).

2). POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Riferimenti generali e le notizie italiane e il video di per la storia di “Amianto negli Scavi di Pompei” (2008-14), in: POMPEI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: INCHIESTA – Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annuziata | GRANDE PROGETTO POMPEI (2007-17). Foto & Stampa 1 di 311.

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA. MIBACT & POMPEI: "Scavi di Pompei: cinque anni, cinque ministri, un governatore," napolimonitor.it (15|04|2015).  Foto: Renzi a Pompei, La Repubblica (18|04|2015).

 

3). ITALIA BENI CULTURALI: Viaggio nell’ antica citta’ di Cales nel Casertano – Il supermercato archeologico della Camorra – rivederli in musei all’estero. CORRIERE DELLA SERA (24/07/2012), in: “Grande Progetto Pompei – UNESCO, EU, & MIBAC (02/2013): But, NAPLES’ – THE Other Forgotten and Neglected Architectural Cultural Heritage: The Art Newspaper (29/01/2013), Corriere Della Sera (21/01/2013 [Video 04:29]), & LA REPUBBLICA / NAPOLI (23/11/2012). Foto & Stampa 1 di 127.

NAPOLI BENI CULTURALI: We still have alot to offer to the world!!! "Razza umana = Human race," by Oliviero Toscani (2013), in: The "Montecalvario" Subway Station Naples, Italy, Foto di Carl | FLICKR (19 Feb. 2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, il Dio Mitra ritrova il toro “perduto”: recuperati i pezzi rubati del famoso rilievo da 2 milioni di euro, IL MESSAGGERO, LA REPUBBLICA & MIBACT.TV (14/07/2017).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, il Dio Mitra ritrova il toro “perduto”: recuperati i pezzi rubati del famoso rilievo da 2 milioni di euro, IL MESSAGGERO, LA REPUBBLICA & MIBACT.TV (14/07/2017).

IL PEZZO MANCANTE . Il grande rilievo raffigurante il dio Mitra torna ad essere completo. Anche l’ultimo pezzo mancante è stato recuperato. Si completa così il ciclopico puzzle millenario, protagonista di una delle vicende più complesse di un tesoro salvato dalle mire del mercato clandestino. Si tratta per l’esattezza del 59° tassello del grande rilievo in marmo lunense del “Mitra tauroctonos” (Mita che uccide il toro) raffigurante la testa del toro e la mano sinistra del dio, opera databile al II-III sec. d. C., uno dei più significativi e preziosi fra quelli conservati nella sede delle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano. E’ stato il generale Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) a restituire i pezzi a Daniela Porro, direttore del Museo Nazionale Romano.Tutto è cominciato in Sardegna nel mese di febbraio di quest’anno, da un controllo ad un negozio d’antiquariato del cagliaritano, durante il quale i carabinieri del locale Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno notato esposti due frammenti in marmo di verosimile interesse archeologico. I reperti (restano top secret i dati di provenienza), sono stati quindi sequestrati.

LE VERIFICHE . La Soprintendenza archeologica di Cagliari, dopo accurato esame, ha giudicato i beni autentici, di sicuro interesse archeologico e riconducibili a maestranze altamente qualificate del II-III secolo dC Da ricerche sul web e nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal TPC, l’attenzione di un militare si è concentrata sull’immagine del grande rilievo esposto alle Terme di Diocleziano in cui appariva, in piena evidenza, l’assenza della parte raffigurante la testa del toro e la mano del dio. Bingo. Una volta consegnati i reperti ai Laboratori di restauro del Museo Nazionale Romano, si è potuta compiere la cosiddetta “prova provata”, ovverosia la verifica dell’effettiva pertinenza del frammento con testa di toro al grande rilievo con raffigurazione di Mitra. Mentre sono tuttora in corso le indagini finalizzate ad accertare la provenienza dei reperti, la posizione giudiziaria di una persona è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione. Il reperto ricomposto ha un valore di mercato stimato in due milioni di euro.

LA SCOPERTA . La storia del grande rilievo di Mitra prende le mosse nel 1964, quando a Roma, in località Tor Cervara (sulla Via Tiburtina) – durante un’operazione di bonifica da residuati bellici – furono portati alla luce 57 frammenti di marmo lunense che andavano a comporre un grande rilievo. Una volta ricostituito, questo presentava la raffigurazione del dio Mitra che uccide il toro. Purtroppo risultavano mancanti le spalle e la testa del dio e altre parti fra cui il muso dell’animale. Nel 1965, il rilievo fu acquisito nelle raccolte del Museo Nazionale Romano dove fu collocato nelle ‘Grandi Aule’ delle Terme di Diocleziano. Successivamente, accordi culturali fra la Direzione Generale per le Antichità e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, nonché il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe (Germania), hanno consentito di comprovare l’ipotesi – avanzata da uno studioso già alla fine degli anni ’80 del secolo scorso – secondo cui un frammento lapideo con volto di Mitra, acquisito per donazione dal Museo di Karlsruhe, fosse pertinente al rilievo da Tor Cervara conservato nel Museo delle Terme di Diocleziano.

FONTE | SOURCE:

IL MESSAGGERO (14/07/2017).

http://ilmessaggero.it/ROMA/CULTURA/

ROMA – Roma, ricomposto al Museo Nazionale Romano il rilievo del Mitra tauroctonos, LA REPUBBLICA (14/07/2017).
I primi 57 frammenti del grande rilievo marmoreo raffigurante il dio Mitra che uccide il toro furono ritrovati nel 1964, in località Tor Cervara, in via Tiburtina. Oggi il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), ha restituito alla direttrice del Museo Nazionale Romano, Daniela Porro, il 59° frammento del rilievo del Mitra tauroctonos, raffiguarante la mano sinistra del dio e la testa del toro. L’opera è databile al II-III sec. d.C. ed è uno dei più preziosi rilievi conservati nella sede delle Terme di Diocleziano. L’attività di recupero è stata svolta dal Nucleo TPC di Cagliari, durante un controllo amministrativo ad un antiquario

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (14/07/2017).

https://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-ricomposto-al-museo-nazionale-romano-il-rilievo-del-mitra-tauroctonos/280958/281541

ROMA – Mitra tauroctonos esposto alle Terme di Diocleziano, MIBACT.TV (14/07/2017).

Storia dell’ eccezionale reperto e della sua ricomposizione: dal 1964 quando furono portati alla luce, durante un’operazione di bonifica da residuati bellici effettuata a Tor Cervara (RM), i primi 57 frammenti, al rimpatrio di un’ulteriore porzione del bene localizzata al Badisches Landesmuseum di Karlsruhe (Germania), all’ultimo frammento recuperato dai Carabinieri, recante la testa del toro trattenuta dalla mano del dio Mitra.

FONTE | SOURCE:

— MIBACT.TV (14/07/2017).

NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Vesuvius National Park along with the habitate for 612 vegetable species & 227 wildlife destroyed by the combined effects of the Italian Mafia and the Incompetent Italian Government. THE LOCAL.IT (13/07/2017). & Roberto Saviano, “Perché il Vesuvio brucia? Provo a spiegarlo qui.” FACEBOOK (12/07/2017).

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NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Vesuvius National Park along with the habitate for 612 vegetable species & 227 wildlife destroyed by the combined effects of the Italian Mafia and the Incompetent Italian Government. THE LOCAL.IT (13/07/2017). & Roberto Saviano, “Perché il Vesuvio brucia? Provo a spiegarlo qui.” FACEBOOK (12/07/2017).

Mafia expert blames crime groups for Vesuvius fire as Italy sends in the army to tackle blaze. THE LOCAL.IT (13/07/2017).

Italian mafia expert and writer Roberto Saviano on Wednesday evening blamed “criminal organizations” for the huge fire which has spread over the slopes of Mount Vesuvius, as the Italian army were deployed to tackle the blaze. Saviano, a mafia journalist and author, said he believed the fires at the Campanian national park were orchestrated by criminal organizations.

In a video published to his Facebook page, he outlined his hypothesis that the fires were either started in order to burn rubbish dumped in illegal landfill sites in the area, or to block construction projects on the land.

— 1,000 tourists evacuated from Sicily village due to wildfire
— IN PICTURES: Fire rages at Italy’s Mount Vesuvius
— Wildfires spread across Italy as police blame arsonists for Vesuvius blaze

Four Italian army patrols were on Thursday supporting the hundreds of firefighters and Civil Protection Agency workers and volunteers tackling the fire. Dozens of residents have been evacuated from their homes, and tourists have also been forced to leave at-risk hotels and restaurants.

Both public prosecutors and police have said they believe the fire was started by arsonists, though the high temperatures following months of lower than average rainfall allowed it to spread quickly.

One of the suspected culprits was on Thursday being questioned by police after being captured on CCTV footage, La Repubblica di Napoli reported.

“Arsonists are criminal idiots,” said Environment Minister Gian Luca Galletti, who expressed his solidarity with the communities near Vesuvius and the other areas affected by fires.

Environmental crimes should be punished with “more than 20 years in jail”, Galletti added.

Meanwhile, Neapolitan Archbishop Crescenzio Sepe said that God condemned the fires and urged those responsible to come forward.

He said that “those who, thinking they can act with impunity, have decided to destroy the environment, have placed themselves outside God’s grace and in mortal sin,” he said.

The fires have already destroyed several hectares of vegetation, including parts of the Cratere degli Astroni, a volcanic crater and nature reserve close to Naples.

The area is “the last remnant of the ancient forest that used to cover Naples”, according to WWF Italia, and is one of Naples municipality’s few natural spaces.

Across Italy as a whole, vast areas of farmland and forest have been destroyed by the fires in recent days, with Italy’s fire service tackling hundreds of wildfires every day.

FONTE | SOURCE:

— THE LOCAL.IT (13/07/2017).

https://www.thelocal.it/20170713/mafia-expert-roberto-saviano-blames-criminality-mount-vesuvius-campania-fire-italy-army-tackle-blaze

— FOTO | FONTE | SOURCE:

VESUVIO – marieta_ap (12/07/2017).
https://www.instagram.com/p/BWa2EcRDcHn/

VESUVIO | Franco Cambi | FACEBOOK (14/07/2017).

s.v.,

— Roberto Saviano, “Perché il Vesuvio brucia? Provo a spiegarlo qui.” FACEBOOK (12/07/2017).

Il Parco Nazionale del Vesuvio contende pendici alle discariche abusive, metro per metro, centimetro per centimetro in una lotta che con gli incendi è già persa. Ciò che brucia diventa discarica abusiva e le discariche sono gestite dalle organizzazioni criminali. Altrove si appicca il fuoco anche per un altro motivo: i terreni che potrebbero essere destinati a edilizia, se arsi, restano bloccati per 15 anni. Ed ecco l’ennesimo ricatto: o paghi le organizzazioni criminali per le aree edificabili oppure arrivano le fiamme a bloccare le concessioni edilizie. Il fuoco è un capitolo fondamentale per le organizzazioni criminali nel nostro Paese e il fuoco sul Vesuvio è come la Sicilia che brucia, come i roghi sulle colline di Caserta, come le montagne verdi del Cilento in fiamme. È finito il tempo in cui potevamo chiamare piromane chi appiccava il fuoco. È finito il tempo delle balle. Basta con l’incapacità della politica di far fronte alle emergenze e basta con l’inconsapevolezza del Paese che non riesce a capire chi c’è davvero dietro questi disastri.

FONTE | SOURCE:

— Roberto Saviano | FACEBOOK (12/07/2017).

https://www.facebook.com/RobertoSavianoFanpage/

 

MOSEL ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mosul, la biblioteca distrutta dove i ragazzi tentano di far risorgere l’Iraq, … Bagdad College, un prestigioso istituto fondato dai gesuiti americani nel 1932. LA REPUBBLICA (14/07/2017).

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MOSEL ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mosul, la biblioteca distrutta dove i ragazzi tentano di far risorgere l’Iraq, … Bagdad College, un prestigioso istituto fondato dai gesuiti americani nel 1932. LA REPUBBLICA (14/07/2017).

Gli studenti lanciano un appello per far rivivere la biblioteca dell’università: “Mandateci libri, vogliamo tornare a studiare”. Già 10mila volumi arrivati da ogni parte del mondo.

Ripartire nonostante il dolore, nonostante la barbarie vissuta, e farlo da una biblioteca: quella dell’Università di Mosul, l’Harvard d’Iraq. Grazie all’aiuto di Mosul Eye , il blogger anonimo che per tre anni ha raccontato la vita in città sotto l’assedio dello Stato Islamico, un gruppo di studenti ha lanciato un appello internazionale per raccogliere libri e far rivivere uno dei più grandi centri culturali del Medio Oriente.

“Il primo passo per ridurre in schiavitù le persone è toglier loro i libri”, dice a Repubblica Mosul Eye. È per questo motivo che l’Isis pian piano diede fuoco a tutte le biblioteche della città, fino a che, nel 2015, toccò anche a quella universitaria.

“Le librerie sono fondamentali per lo sviluppo del capitale intellettuale di un paese, sono il futuro dei nostri giovani”. In quella dell’ateneo di Mosul poi, futuro e memoria erano strettamente intrecciati. Tra i ripiani dei suoi scaffali erano infatti custoditi migliaia di volumi antichi, mappe storiche, manoscritti risalenti al periodo ottomano. Alcuni addirittura catalogati come Patrimonio dell’Unesco.

Operazione recupero. Così, non appena le forze governative hanno liberato l’area , gli studenti si sono precipitati nel ventre sgangherato della biblioteca, alla ricerca di ciò che le fiamme non avevano divorato.

Maniche rimboccate, i più temerari hanno sfidato soffitti e pavimenti pericolanti, gli altri hanno formato una lunga catena umana alla fine della quale venivano ammassati, uno sopra l’altro, i volumi riportati alla luce. Un’operazione che ha permesso di recuperare circa duemila testi e con essi anche un pezzo dell’identità del popolo iracheno e del mondo.

Tra i volontari c’era anche Tahany Saleh , studentessa e coordinatrice della campagna. “Quando sono rientrata per la prima volta ho avuto molta paura”, confessa. Sa bene di aver rischiato la vita, eppure nelle foto con cui l’amico fotografo Ali Yousif la immortala in azione, il timore non sembra comparire sul suo volto. La si vede girare fra gli scaffali anneriti, rovistare nella cenere alla ricerca di pagine ancora intatte. Nemmeno un centinaio di bombole del gas lasciate dall’Isis l’hanno fatto desistere dai suoi propositi: esplose o pronte a esplodere poco importa, lei cammina.

Erano mille giorni che aspettava l’arrivo dell’esercito, non poteva attendere ancora. “Sono rimasta in città per tutto il tempo, non l’ho mai lasciata. Ricordo come l’Isis uccideva le persone e andava nelle abitazioni in cerca di chi non rispettava i suoi dettami. Mi sono chiusa in casa per tutti e tre gli anni, senza mai uscire. Ho letto molto e studiato l’italiano. Amo l’Italia. Ma ora è tempo di uscire e di riprenderci ciò che è nostro. Abbiamo bisogno di imparare, di ricominciare e ricostruire”, continua Tahany. E per farlo ora necessitano dell’aiuto di tutti.

La campagna è iniziata ad aprile e sino a oggi sono stati raccolti 10mila testi in inglese e arabo. A rispondere all’appello sono stati privati e associazioni da ogni parte del mondo: Australia, Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Irlanda, Portogallo. “Non ce lo aspettavamo – commenta Mosul Eye – ora siamo in attesa di altre migliaia di libri da prestigiose università inglesi e statunitensi”.

L’aiuto è giunto anche da casa, dall’Iraq, grazie alla comunità del Bagdad College, un prestigioso istituto fondato dai gesuiti americani nel 1932. Anas Jaroo è uno dei suoi tanti studenti, anche se la sua famiglia non vive più a Mosul da due generazioni, le radici non se le è scordate. “Mio padre è un medico in pensione – racconta Anas – si è laureato alla scuola medica di Mosul nel 1982. Mi ha parlato spesso dei tempi dell’università, per lui era come una piccola Harvard”, racconta.

Venuto a conoscenza dell’iniziativa, Anas ha rivolto un appello ai suoi contatti Facebook e ha raccolto oltre 40 manuali, in prevalenza di medicina, ingegneria civile e informatica. Testi che ha voluto consegnare personalmente, guidando per un intero giorno sino al punto di raccolta.

“Durante il viaggio sono stato fermato da un agente che ha ispezionato la macchina – continua lo studente – Dopo avermi fatto qualche domanda, si è allontanato ed è tornato con tre libri di diritto in mano. Ha aperto la scatola in cui avevo messo i volumi donati e li ha sistemati li dentro”. Per lui è il segno della generosità del suo popolo, sempre in prima linea ad aiutare chi ha bisogno.

Il traguardo. L’obiettivo è arrivare a 200mila volumi per la riapertura della biblioteca, che in molti vorrebbero avvenisse a ottobre, in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo anno accademico. I problemi logistici però rischiano di far tardare i buoni propositi. Non essendoci strutture in grado di ospitare i libri, questi vengono spediti e conservati a Erbil, dove un team di volontari li divide e li etichetta. Anche in futuro, non sarà facile organizzare il trasporto di una quantità tale di materiale, ma Mosul Eye sta già cercando una soluzione.

La ricostruzione. Dopo quasi mille giorni di assedio e nove mesi di battaglia intensa, l’80 per cento di Mosul è ridotta a un cumulo di macerie insanguinate. Per ricostruire e permettere agli sfollati di rientrare ci vorrà del tempo, “ma in questo momento i ragazzi hanno l’opportunità di andare avanti e di tornare alla normalità e alla pace – continua il blogger anonimo – Avremo bisogno dell’aiuto della comunità internazionale per rimettere in piedi Mosul il più rapidamente possibile, poi sarà necessario intervenire sul sistema scolastico. È giunto il momento di entrare nell’età moderna”.

Per Mosul Eye, che prima di celarsi dietro una tastiera era docente di storia proprio nell’ateneo di Mosul, “il sistema scolastico è profondamente corrotto”. C’è bisogno che nelle future scuole di Mosul e dell’Iraq “entrino insegnanti a prescindere dalla loro estrazione socioeconomia”, persone qualificate e motivate che si prendano cura degli studenti. “Perché è stato anche questo sistema a creare le migliaia di disoccupati che si sono uniti alle fila dello Stato Islamico in cerca di lavoro, quando in città c’era un tasso di disoccupazione che superava il 60 per cento”.
Iraq, una raccolta internazionale di libri di per aiutare gli studenti di Mosul

La rifondazione dell’Iraq. Da Bagdad uno studente, cui nome è meglio non svelare per ragioni di sicurezza, guarda più lontano: “In realtà tutto il Paese ha bisogno di una rivoluzione. La stessa che ha portato l’Europa a emanciparsi dal controllo della Chiesa. I politici corrotti qui si nascondono dietro le organizzazioni politico-religiose e non permettono a nessuno di dissentire. Se ti esprimi fuori dal coro, ne paghi le conseguenze. Un tempo quello arabo un popolo illuminato, specialmente quello iracheno. Ma da quando religione e politica si sono prese sottobraccio, sul Paese sono calate le tenebre. Questo è il nostro Medioevo”.

L’unica arma per il cambiamento e per “lottare contro il terrorismo e il fondamentalismo è l’istruzione”, conclude Mosul Eye. Per questo la rinascita di Mosul non comincia dai ponti o dagli ospedali, né tantomeno dalle case, ma dai libri. Proprio come, tre anni fa, era iniziato il suo lento, ma inesorabile, declino.

Mosul Eye sa bene che la biblioteca non sarà più quella di prima, ma la speranza è che almeno potrà tornare a essere un luogo d’incontro per menti curiose, per chi ha voglia di conoscere la storia del mondo. Proprio come faceva lui quando, ancora studente, marinava le lezioni per ficcare il naso tra quegli scaffali.

Se sei interessato a donare, contatta Mosul Eye all’indirizzo mosul.eye@gmail.com

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (14/07/2017).

http://www.repubblica.it/esteri/2017/07/14/news/biblioteca_mosul-170727553/

 

FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Disegno dettagliato in penna e matita del centro storico di Piazza del Duomo, Firenze (13/07/2017), in: “Liam Hipple illustration” | FACEBOOK (07/2017).

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FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Disegno dettagliato in penna e matita del centro storico di Piazza del Duomo, Firenze (13/07/2017), in: “Liam Hipple illustration” | FACEBOOK (07/2017).

— Detailed drawing in pen and pencil of the historic center of Piazza Del Duomo, Florence (13/07/2017).

— Disegno dettagliato in penna e matita del centro storico di Piazza del Duomo, Firenze (13/07/2017).

FONTE | SOURCE:

— “Liam Hipple illustration” | FACEBOOK (07/2017).

https://www.facebook.com/liamhippleart/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Esiste un solo luogo al mondo dove in pochi metri quadrati sono riuniti 6 capolavori del Caravaggio… Galleria Borghese, Roma. FOTO | VIDEO di Dott.ssa Paola Di Silvio, Roma | FACEBOOK (13/07/2017).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Esiste un solo luogo al mondo dove in pochi metri quadrati sono riuniti 6 capolavori del Caravaggio…Galleria Borghese, Roma. FOTO | VIDEO di Dott.ssa Paola Di Silvio, Roma | FACEBOOK (13/07/2017).

ROMA – Esiste un solo luogo al mondo dove in pochi metri quadrati sono riuniti 6 capolavori del Caravaggio…è una stanza da cui esci veramente provato! 😉
Galleria Borghese, Roma (13/07/2017), video di Dott.ssa Paola Di Silvio, Roma | FACEBOOK (13/07/2017).

FONTE | SOURCE:

— video di Dott.ssa Paola Di Silvio, Roma | FACEBOOK (13/07/2017).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il delirio della Boldrini: propone di cancellare i monumenti del Duce, ILGIORNALE.IT (12/07/2017).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il delirio della Boldrini: propone di cancellare i monumenti del Duce, ILGIORNALE.IT (12/07/2017).

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Nota:

“The polemic within architecture is a profoundly political polemic.”
Massimo Bontempelli, in:

“L’architettura come morale e politica,” (August 1933), in:
L’avventura novecentista, Florence: Vallecchi editore (1972), 477-478.

“Until recently one couldn’t say that Fascist architecture was beautiful, otherwise he would be accused of saying Fascism as a whole was beautiful. Now we can say the battle is won.”

Prof. Arch. Rossana Bossaglia, Rome, Italy in: Alessandra Rizzo, “After decades of oblivion, Fascist architecture gains new favor.”
Rome, the Associated Press, 1 October (2003).

“Until the 1970s, it was simply considered a dark page in the history of Italian architecture. Today, after more than 50 years, we can look at things from a distance. Something of high-quality – even if it was born in a questionable period – can still be interesting.”

Prof. Arch. Giorgio Muratore, Rome, Italy in: Alessandra Rizzo, “After decades of oblivion, Fascist architecture gains new favor.” Rome, the Associated Press, 1 October (2003).

“When I was growing up, you weren’t allowed to like fascist architecture because it branded you a fascist.” But, she says, “at some point you have to let go and let the buildings be isolated from their political meaning.”

Dr. Arch. Flavia Marcello, Rome, Italy in: “Rome – The Empire’s New Clothes.”
The Financial Times, London, U.K., 25 August 2007.
http://www.ft.com (Retrieved late 2007).
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ROMA – Il delirio della Boldrini: propone di cancellare i monumenti del Duce, ILGIORNALE.IT (12/07/2017).

La presidente della Camera scatena l’ilarità della Rete: “Abbattiamo la stazione Termini?”

La stazione di Milano Centrale con i suoi simboli imperiali? Il «Colosseo quadrato» dell’Eur con le sue grandi iscrizioni? Il «Palazzo dei Marescialli», ora sede del Csm, con le sue aquile e le sue teste elmettate? Abbattere, grazie. Sono simboli fascisti, creano «disagio» ai partigiani. E se abitate a Sabaudia oa Latina sono guai. Insomma, occhio: nessuno è al sicuro. Nemmeno i tombini.

Già, a volte ritornano anche le pessime idee. E così Laura Boldrini, presidente della Camera, a differenza di Paganini si ripete. Con lo stesso spartito, l’abbattimento dei monumenti fascisti, e le stesse citazioni. E scatenando oggi come allora in egual misura ilarità e polemiche. Ad aprile del 2015, dopo aver ricevuto i partigiani a Montecitorio per il 70esimo anniversario della resistenza, fece suo il «disagio» manifestato da alcuni ospiti per essere costretti a vedere nelle città i simboli del Ventennio. Nel mirino finì in particolare l’obelisco del Foro Italico, e Boldrini propose almeno di «togliere la scritta» Mussolini Dux. Seguì un’ondata di polemiche insolitamente trasversali e la Boldrini fece retromarcia parlando a RaiNews24: «I partigiani hanno manifestato il loro disagio, ma io mi sono sottratta a questo esercizio di abbattimento». E dunque, concluse, «L’obelisco rimane lì, nessuno vuole abbattere niente».

Questione chiusa? Macché. Arriva Emanuele Fiano con la sua legge e qualcuno chiede un parere alla Boldrini, a margine di un convegno. E lei prima dice di non voler «commentare i provvedimenti che sono in Aula». E poi – come riporta il Tempo – rispolvera la stessa storia, il medesimo aneddoto dei partigiani che, alla Camera, due anni fa le parlarono del «disagio» provato passando nelle città sotto ai simboli di quel fascismo che hanno combattuto. E che «non accade altrettanto in Germania, dove i simboli del nazismo non ci sono più». E dunque «non possiamo sottovalutare il fatto che ci sono persone che si sentono poco a loro agio quando passano sotto certi monumenti». Insomma, tregua finita. Ad appena 74 anni dalla fine del regime fascista, la crociata boldriniana contro obelischi, monumenti e tombini che offendono i partigiani può ripartire. E con essa l’ilarità della rete.

Twitter si scatena: «Praticamente è come se gli egiziani abbattessero le piramidi perché costruite da popoli resi schiavi», «Buttiamo giù la stazione Termini, Ponte Flaminio, il ministero degli Esteri?», «Boldrini rivendica il metodo Isis per le architetture del Ventennio», «Un secolo fa, la sinistra consegnava il paese al fascismo. Un secolo dopo, prima di ritirarsi sull’Aventino, lo vuole in macerie», e via cinguettando. Il sito termometropolitico.it, poi, si preoccupa anche di ricordare alla terza carica dello Stato che quella postilla sui tedeschi demolitori di simboli nazisti è una discreta panzana. Molti monumenti all’odor di svastica sono ancora in pieno uso in Germania, dall’Area dei raduni di Norimberga alla Haus der Kunst di Monaco, fino all’Olympiastadion di Berlino, realizzato per le Olimpiadi del 1936. Ma ricordato in Italia per i mondiali di 70 anni dopo. il trionfo del 2006. Quando, per fortuna, era ancora in piedi.

FONTE | SOURCE:

— ILGIORNALE.IT (12/07/2017).

http://www.ilgiornale.it/news/politica/delirio-boldrini-propone-cancellare-i-monumenti-duce-1419007.html

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. LA MEMORIA – Boldrini: «Cancellare la scritta Dux dall’obelisco di Mussolini» Bufera sulla presidente della Camera, CORR. DELLA SERA & IL TEMPO (17|04|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. LA MEMORIA - Boldrini: «Cancellare la scritta Dux dall’obelisco di Mussolini» Bufera sulla presidente della Camera, CORR. DELLA SERA & IL TEMPO (17|04|2015).

s.v.,

— LATINA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: POLEMICHE Latina, una mostra sul duce e il sindaco vorrebbe la Boldrini, CORRIERE DELLA SERA (26|04|2015) & NEWSWEEK, USA (16|04|2015).

http://wp.me/pPRv6-2ZF

LATINA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: POLEMICHE Latina, una mostra sul duce e il sindaco vorrebbe la Boldrini, CORRIERE DELLA SERA (26|04|2015) & NEWSWEEK, USA (16|04|2015).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Imperial Fora / Via dell’ Impero (2008-2011): Exhibits: “L’ invenzione dei Fori Imperiali – Demolizioni e scavi: 1924-1940.”& “Via dell‘Impero Nascita di una strada 1924-1940” & Museo della Civiltà Romana – riemergono i reperti catalogati nel 1939. FOTO & STAMPA 1 di 600 (07/2017).

https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/72157622269082939/

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mussolini’s Rome – The ‘Via Dell’ Impero’ and the ‘Imperial Fora’ (1924-1940): The New Studies of the Fascist Systemization of the Imperial Forums; and the new Metro C Excavations at the Velia & Colosseum Valley (2006-11). [PDF], pp. 1-21.

http://wp.me/pPRv6-fU

NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA – Orrore sul Vesuvio – animali vivi Usati per estendere i roghi – Nuove prove di incendi criminali o di un possibile attacco terroristico, IL MATTINO (12/07/2017). Foto: Terremoti Italia@Terremoti7 | twitter.com (21/07/2017).

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NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA – Orrore sul Vesuvio – animali vivi Usati per estendere i roghi – Nuove prove di incendi criminali o di un possibile attacco terroristico, IL MATTINO (12/07/2017). Foto: Terremoti Italia@Terremoti7 | twitter.com (21/07/2017).

NAPOLI – Il Mattino | Napoli | Cronaca Incendi e orrore sul Vesuvio: animali vivi usati per estendere i fiamme (12/07/2017).

Vesuvio in fiamme, famiglie evacuate, tensione. Fumo nero, denso, irrespirabile: una colonna immensa, tragica, colma di cenere che si è posata sulla città di Napoli, poi nei comuni vicini fino ad arrivare in Irpinia e nel beneventano. E poi la grande paura che le fiamme potessero raggiungere le discariche alle pendici del vulcano trasformando l’incendio in un drammatico rogo tossico di rifiuti: esercito schierato fino a notte fonda una protezione della discarica di Novelle Castelluccio per intervenire con immediata in caso di fiamme troppo Vicine.

L’incendio è doloso, esattamente come quelli che nell’ultima settimana si sono susseguiti senza sosta all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Sono immediatamente accurato i carabinieri forestali che hanno individuato otto incogniti diversi, tutti partiti allo stesso momento, tutti in zone impervie, irraggiungibili. Stavolta, però, chi ha dato fuoco al Vesuvio ha deciso di fare cose in grande, per rendere impossibile lo spegnimento. Chi ha agito conosce bene quel montagna, è stato inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l’intervento dei vigili del fuoco, ha usato animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare: cosparsi di benzina e dati alla fiamma, nella loro disperata E inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dove è impossibile intervenire con rapidità quando scoppi un incendio.

Il fuoco è partito all’alba, due diversi focolai che un giorno di mezz’ora si sono uniti generando un fronte di fuoco lungo due chilometri, impossibile da tenere sotto controllo. Le fiamme inizialmente sono partite da un’area tra Ottaviano e Terzigno, poi il vento lo ha spostato trascinandolo fino al litoranea fascia, sempre più vicino alle zone abitate. Subito sono scattate le procedure di emergenza: bloccare tutte le vie di accesso al vulcano di Napoli, evacuare ristoranti e abitazioni nei comuni di Ercolano e di Torre del Greco, evacuare anche alcune abitazioni nel comune di Boscoreale.

FONTE | SOURCE:

— IL MATTINO (12/07/2017).

http://ilmattino.it/napoli/cronaca/orrore_sul_vesuvio_i_piromani_usano_animali_vivi_per_estendere_i_roghi-2557784.html

FOTO | FONTE | SOURCE:

— NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Cloud of Smoke has arrived in Puglia 400 km away from #Vesuvius. Evacuations in progress, fires become more intense. Terremoti Italia@Terremoti7 | twitter.com (21/07/2017).

Naples. – The Cloud of Smoke has arrived in Puglia 400 km away from #Vesuvius. Evacuations in progress, fires become more intense.

— Informazioni 24 ore su 24 su Terremoti in Italia e nel mondo. Info and update about Earthquakes in Italy and World.
Terremoti Italia@Terremoti7 | twitter.com (21/07/2017).
https://twitter.com/Terremoti7

s.v.,

— NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Incendio sul Vesuvio, il fumo tra gli scavi di Pompei: sembra un’eruzione, La Repubblica (11/07/2017).

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NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: A huge blaze has broken out at Mount Vesuvius, THE LOCAL.IT (11/07/2017).

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NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: A huge blaze has broken out at Mount Vesuvius, THE LOCAL.IT (11/07/2017).

Tourists and residents were reportedly evacuated from parts of Mount Vesuvius for the second time in a week on Tuesday, after several separate blazes broke out close to the volcano. Firefighters and workers from the Civil Protection Agency were on the scene tackling the flames in the national park, as forest fires burned across large parts of Italy.

Smoke from the fire rose more than two kilometres into the air and was visible from Naples. In the below tweet, weather channel 3B Meteo compared images of the fires with pictures of the volcano’s most recent eruption in 1944, which destroyed three villages.

A total of more than 600 firefighters and Civil Protection workers were on Tuesday tackling at least 100 active fires throughout Campania, including the outbreaks in the Vesuvius National Park which the Civil Protection Agency said were “among the most critical situation[s]”.

Across the entire country, firefighters were carrying out 541 operations on Tuesday evening, including 335 forest and farm fires.

The above image, shared by Pompeii’s Director General, Massimo Osanna, shows the smoke visible from the archaeological site. “Like an eruption,” he wrote.

Fires had broken out at Via Valle delle Delizie on the volcano’ north-eastern side, news agency Ansa reported, as well as in two locations on the south-west, including Via Vesuvio in Herculaneum which was the scene of another blaze the previous week. The latter two fires joined together later on Tuesday, due to dry soil and winds, complicating the firefighters’ work.

Residents in that area were evacuated from their homes on Monday, before being allowed to return on Tuesday morning following overnight efforts from the fire service.

On Tuesday, more restaurants, businesses, and several homes were evacuated as a precaution, La Repubblica di Napoli reported. Local authorities have appealed to residents for help both in tackling the fire and assisting the displaced people.

Campanian Five Star Movement councillor Valeria Ciarambino said on Tuesday afternoon that she had asked for the scheduled discussion in a regional council meeting to be interrupted “so that the environmental councillor could inform us about the inferno taking place”, but that the request had been rejected.

Forest fires across Italy

Sicily has been particularly severely hit by fires in recent days, with two large serious blazes at Enna near the centre of the island and Messina at its most north-easterly point.

On Monday, houses were evacuated in both areas as fires devastated pine forests and hectares of woodland, though on Tuesday the fire service said both incidents were under control.

A total of 70 firefighters were deployed to tackle the Messina blaze, while across the country as a whole, 18 requests had been made for helicopter assistance. In a broadcast to his Facebook page, comedian and TV presenter Rosario Fiorello had compared the scene to the Fire of Rome in 64 AD in which the whole city burned.

Italy has seen a huge number of fires, particularly wildfires, following months of lower than average rainfall and high temperatures, and the situation is most serious in the south. Dozens of animals were killed in one fire in Sicily which destroyed hundreds of hectares of farmland over the first weekend of July.

But fires were also ravaging farmland in other parts of the country, with two serious incidents in Emilia Romagna on Monday.

Rome’s mayor, Virginia Raggi, said the number of forest fires in the municipality had almost quadrupled in the period since June 1st, compared to the same time last year. She said she had attended a meeting at Rome’s prefecture on Monday “to discuss the measures to be taken to tackle this emergency”.

— THE LOCAL.IT (11/07/2017).

https://www.thelocal.it/20170711/blaze-at-vesuvius-fires-continue-southern-italy-sicily-messina-enna

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Parco Nazionale del Vesuvio, Naples, Italy | @MountVesuvius | FACEBOOK (11/07/2017).

https://www.facebook.com/MountVesuvius/?hc_ref=ARS09gTSLAEZIZeTZ8uRbXjXEm7QIzHpZcxwOgxiEQLUE96ZMS2_sNl9Sw_FG8VT7IA&fref=nf

s.v.,

— NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Incendio sul Vesuvio, il fumo tra gli scavi di Pompei: sembra un’eruzione, La Repubblica (11/07/2017). http://wp.me/pPRv6-47J

NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Incendio sul Vesuvio, il fumo tra gli scavi di Pompei: sembra un’eruzione, La Repubblica (11/07/2017).

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NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Incendio sul Vesuvio, il fumo tra gli scavi di Pompei: sembra un’eruzione, La Repubblica (11/07/2017).
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Nota Foto: Sembra l’eruzione del 1944… invece sono incendi di questo #11luglio http://bit.ly/incendiVesuvio #Vesuvio 3B Metro (11/07/2017). https://twitter.com/3BMeteo

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L’incendio del Vesuvio visto dagli scavi di Pompei sembra un’eruzione: la colonna di fumo parte dalle pendici del vulcano e sovrasta in pratica tutto il Golfo partenopeo. Tensione tra i turisti. Incendio sul Vesuvio, fronte del fuoco di due chilometri: evacuate case e ristoranti.

La protezione civile: “La situazione è particolarmente complessa e sta richiedendo il supporto di mezzi aerei”. Il sindaco di Ottaviano. “Emergenza nazionale”. Il prefetto convoca i sindaci.

Un fronte di fuoco di due chilometri avvolge il Vesuvio. Evacuate case e ristoranti a Torre del Greco e Trecase, in via precauzionale. Il fumo si vede da ogni punto del golfo di Napoli, anche da Pompei, dove i turisti scattano foto alla colonna di fuoco vista dal foro. Il Vesuvio brucia, divorato da più focolai molto probabilmente dolosi. Coinvolti i comuni di Boscotrecase, Trecase, Ercolano, Terzigno, Ottaviano, Torre Annunziata. Gli incendi principali sono due: il primo sviluppatosi da Ercolano e il secondo, divampato a Ottaviano. E ora, a causa del terreno secco (non piove da giorni) e del vento si sono uniti. Ma sono circa cento i 100 i roghi attivi in tutta la Campania. Il prefetto convoca i sindaci dell’area distrutta dal fuoco.

Un fronte di fuoco di due chilometri avvolge il Vesuvio. Evacuate case e ristoranti a Torre del Greco e Trecase, in via precauzionale. Il fumo si vede da ogni punto del golfo di Napoli, anche da Pompei, dove i turisti scattano foto alla colonna di fuoco vista dal foro. Il Vesuvio brucia, divorato da più focolai molto probabilmente dolosi. Coinvolti i comuni di Boscotrecase, Trecase, Ercolano, Terzigno, Ottaviano, Torre Annunziata. Gli incendi principali sono due: il primo sviluppatosi da Ercolano e il secondo, divampato a Ottaviano. E ora, a causa del terreno secco (non piove da giorni) e del vento si sono uniti. Ma sono circa cento i 100 i roghi attivi in tutta la Campania. Il prefetto convoca i sindaci dell’area distrutta dal fuoco.

Incendio doloso sul Vesuvio, le fiamme vicinissime alle abitazioni

TORRE DEL GRECO. Brucia il versante sopra Torre del Greco: evacuate a scopo precauzionale alcune case e ristoranti nella zona di via Resina Nuova, parte alta della città. Il Comune di Torre del Greco ha deciso di attivare il Centro Operativo Comunale in merito all’emergenza incendi che in queste ore sta interessando la città vesuviana. A firmarlo il vicesindaco Romania Stilo. Ciò “al fine di assicurare – si legge nel decreto sottoscritto dal vicesindaco – nell’ambito del territorio del Comune di Torre del Greco, la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione”.
Il Coc è stato attivato nel complesso degli ex molini meridionali Marzoli, all’interno della sede dell’associazione di protezione civile Irt.

Incendio sul Vesuvio, il fumo tra gli scavi di Pompei: sembra un’eruzione

BOSCOTRECASE . Evacuate in via precauzionale anche tre abitazioni di Boscotrecase. La situazione è critica. Le fiamme si stanno spostando verso il laboratorio di fuochi pirotecnici romano. Si sta evacuando via cifelli”. Così in diretta dal fronte del rogo a Boscotrecase l’avvocato Antonio Pollioso, consigliere comunale Sem del comune nell’area metropolitana di Napoli. Nella stessa strada “è andato in fiamme il parco Veseus ed il Paradiso al Vesuvio, subito al di sotto è stato lambito dalle fiamme. C’è un’enorme quantità di fumo e gli ospiti delle diverse cerimonie, fra cui molti matrimoni, sono in strada, nella zona della rotonda vicino al cimitero”, continua Pollioso. Intanto il sindaco, Pietro Carotenuto, ha ordinato lo sgombero della attività commerciali, perlopiù strutture nell’ambito della ristorazione, che sono lungo la strada Matrone (strada panoramica del Vesuvio che da Boscotrecase risale fino alle falde più alte del vulcano, ndr ).

TRECASE . A Trecase, paese ai piedi del Vesuvio, le fiamme arrivano quasi a lambire l’area urbana, avvicinandosi minacciosamente anche all’autostrada. Una serie di immagini scattate da Antonello Sannino documentano l’incendio ed il fumo, sempre più minaccioso, che quasi sfiora i tetti dei palazzi. Sempre a Trecase sono state evacuate case ed esercizi a via Cifelli. Nel frattempo, su Facebook viene lanciato un appello sulle bacheche, firmato dal Movimento cittadini per il Parco. Si legge: “A tutte le persone di buona volontà, servono volontari per fronteggiare il gravissimo incendio che si sta sviluppando nella zona bassa di Torre del Greco e che ha raggiunto anche numerose abitazioni. Chiunque fosse disponibile a dare una mano può contattare per il necessario coordinamento Il signor Ciro Teodonno al 3334742944. La situazione è veramente drammatica”.

Fiamme sul Vesuvio, incendi di origine dolosa
ERCOLANO . Una richiesta di intervento arriva da Ercolano, parla una operatrice turistica, Giulia Pugliese, che organizza visite guidate e laboratori didattici con l’associazione “Vesuvio, natura da esplorare”. Dice Giulia: “Servono mezzi per spegnere le fiamme, quelli che ci sono non bastano, al momento la situazione è difficile anche perchè si sta alzando il vento”. E ad Ercolano si lavora senza sosta per spegnere le fiamme, nei pressi della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano. L’accesso alla strada che da località ‘La Siesta’ conduce al Cratere è chiusa a bus e auto. Alla sede della Protezione Civile locale stanno arrivando telefonate di residenti preoccupati per le fiamme ed il fumo.

TERZIGNO . Stop a tutti gli eventi programmati all’aperto, porte e finestre chiuse per tutte le abitazioni del territorio comunale e l’evacuazione di case e negozi ricadenti in un raggio di 200 metri dall’incendio in corso sul versante del Vesuvio. Sono alcune delle misure emergenziali previste dall’ordinanza firmata da Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno (Napoli), comune dell’area vesuviana tra quelli maggiormente coinvolti dall’enorme incendio che sta interessando il Vesuvio. Il provvedimento è stato preso, si legge nell’ordinanza, considerato che “l’incendio ha creato un’imponente nuvola di fumo con caduta di fuliggini, ceneri e ulteriori residui di combustione, nonché la produzione di grosse quantità di CO2 disperse in area”. Fino a conclusione dell’emergenza, il sindaco ha disposto l’interdizione all’accesso di tutta la viabilità comunale, vicinale e privata a monte di via Zabatta, ad eccezione dei mezzi di polizia, forze dell’ordine, vigili del fuoco e di pronto soccorso. Ai cittadini residenti dell’intero territorio di Terzigno viene ordinato di mantenere la chiusura di porte e finestre delle abitazioni “al fine di prevenire un possibile passaggio di fumo”
Incendio sul Vesuvio. E il monte Somma sparisce in una nuvola di fumo
OTTAVIANO . “Si tratta di un’emergenza – ha dichiarato il sindaco di Ottaviano Luca Capasso che ha anche chiesto l’arrivo dell’Esercito ed ha sollecitato il Governo – ci aspettiamo un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale, perchè da soli non ce la facciamo, si tratta di una calamità che rischia di mettere per sempre in ginocchio un’intera area. Stiamo assistendo alla morte dello Stato, alla sua totale assenza, ma mai come stavolta lo Stato siamo tutti noi: anche quelli che si fanno i selfie tra le fiamme per postarle sui social, anche quelli che criticano solo e aspettano aiuti senza sapere che in Italia ci sono solo 12 canadair e poi magari esitano a denunciare i piromani. Infine, spiace dirlo ma e’ cosi’, lo Stato e’ anche la mano criminale che sta facendo accadere tutto questo: siamo tutti sconfitti, siamo tutti impotenti, ma sarebbe sbagliato arrendersi. Ora è il momento di dare il massimo, ognuno per la propria parte. Dobbiamo salvare il territorio”. Il sindaco ha indetto una riunione nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio”, a cui ha partecipato il generale Antonio Ricciardi, già vice comandante generale dell’Arma e attuale comandante generale del Nucleo tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri. Insieme al generale Ricciardi, il sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio Luca Capasso, il presidente del Parco nazionale del Vesuvio Agostino Casillo, il responsabile della Protezione civile regionale Massimo Pinto, l’ingegnere Gustavo Prisco dei Vigili del Fuoco. “La riunione – hanno sottolineato dall’ufficio stampa del sindaco – si è tenuta proprio mentre le fiamme, in gran parte del territorio del Parco, aumentavano”. Il Comune di Ottaviano ha convocato il Coc, Centro operativo comunale, che sarà attivo per le prossime 24 ore per gestire l’emergenza. Tre ambulanze sono a disposizione dei cittadini in caso di malori dovuti al fumo, che puo’ creare problemi alle vie respiratorie e alla vista. Sono state inoltre sistemate autobotti presso la Valle delle Delizie, per consentire ai soccorritori di rifornirsi in tempi rapidi. La popolazione sarà comunque informata tempestivamente sull’evoluzione della situazione, intanto in caso di difficolta’ respiratorie o comunque per qualsiasi emergenza si puo’ contattare il comando dei Vigili Urbani al numero 0818278304 o il servizio Ambulanza Emergenza Vesuviana al numero 0818270885.

SAN GIUSEPPE VESUVIANO. Il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, ha firmato una ordinanza in seguito all’emergenza incendi che sta interessando il Parco nazionale del Vesuvio. Nel provvedimento i residenti sono invitati, in via precauzionale, a tenere chiusi gli infissi di abitazioni, esercizi commerciali ed attività industriali ea “limitare le uscite in aree scoperte, soprattutto con riferimento ai bambini e anziani, ed esclusivamente in caso di eventi non procrastinabili”. Tutte le strade di collegamento tra via Zabatta ed il Monte Somma sono state chiuse al transito per facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso. É stato allertato anche il Centro operativo comunale che sta monitorando attentamente l’evolversi delle criticità. La polizia municipale è disponibile al numero 081 828 5234 per le segnalazioni di emergenza e sono state rese disponibili ambulanze per eventuali soccorsi.

TORRE ANNUNZIATA . Fumo tra i palazzi anche a Torre Annunziata.

SQUADRE AL LAVORO . La Protezione civile della Campania sta coordinando le attività di spegnimento. Oltre 60 le persone in azione nella zona del Vesuvio tra dipendenti regionali, personale della Sma (Sistemi per la meteorologia e l’ambiente) Campania e volontari. E “sono oltre 600 gli uomini impegnati nello spegnimento dei circa 100 incendi che stanno interessando la Campania tra personale della protezione civile della Regione Campania, dipendenti della Sma Campania e volontari – dice una nota del primo pomeriggio della Protezione civile – La situazione è particolarmente complessa per la concomitanza di più fronti che si sono sviluppati sull’intero territorio e, in particolare, in provincia di Napoli, Salerno e Avellino. Sono tutti in azione gli elicotteri regionali che, in queste ore, stanno fronteggiando cinque diversi fronti: a Caserta, Montoro, Cervinara, Torre del Greco e San Pietro al Tanagro. Richiesto il supporto di mezzi aerei nazionali: stanno operando, al momento, un S64 e due canadair. Tra le situazioni più critiche quella che registra nell’area vesuviana: si sono uniti i due incendi che si erano sviluppati rispettivamente ad Ercolano ea Ottaviano. Al momento le fiamme sono molto alte e il fronte di fuoco si estende su circa due chilometri di lunghezza. La Protezione civile della Regione Campania sta operando con oltre 60 persone impegnate. Per fronteggiare le emergenze sono in azione anche mezzi e uomini del presidio di Protezione civile di San Marco Evangelista che stanno garantendo supporto con autobotti e runner”.

IN CAMPANIA . Dunque, come confermano fonti ufficiali, la situazione sul territorio regionale è particolarmente critica: complessivamente sono 100 gli incendi che vedono impegnate quasi 600 persone. La situazione non migliora in altri luoghi sparsi per tutta la Regione, tra Sannio, casertano, Irpinia e salernitano. Cittadini e residenti monitorano ogni criticità con smartphone e fotocamere, pubblicando su Facebook foto impressionanti di roghi ad una manciata di metri dai loro balconi.

IL CASO/Piove cenere su Avellino

L’INCENDIO VISTO DA NAPOLI . “Pare un’eruzione” è l’esclamazione di un anziano signore, che da una strada panoramica di Napoli osserva il vasto incendio sul Vesuvio, dà un’adeguata idea dell’impressionante colonna di fumo che, partendo dalle pendici del vulcano, sovrasta in pratica tutto il Golfo partenopeo. Da Napoli, infatti, i vari focolai convogliano tutto il fumo in un’unica ed enorme coltre grigia che sembra minacciare le case dei numerosi comuni sulle pendici del Vesuvio. L’insolito e inquietante panorama è fotografato da turisti e passanti. Un’immagine che ricorda effettivamente molto da vicino i dipinti prodotti durante le eruzioni.

DE MAGISTRIS: “TRAGEDIA INSOPPORTABILE”. “È una tragedia insopportabile, è un disastro ambientale, una ferita che colpisce tutti noi perché sta bruciando la nostra montagna, bruciano boschi”. Questo il commento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. L’ex pm, al termine del Consiglio comunale, ha riferito di aver parlato più volte della situazione con il prefetto. “Questo Paese – dice de Magistris – continua a sovvertire le priorità. È significativo che ancora una volta non si faccia nulla per prevenire gli incendi che, come nel caso del Vesuvio, richiedono azioni immediate. Il Paese continua a compiere scelte scellerate ma mi auguro che prima o poi decida di sovvertire le priorità e investire in prevenzione invece che in spese militari o per salvare banche”.

BASSOLINO: “UN’ERUZIONE AL CONTRARIO”. “Sembra una eruzione ma è il contrario. Sono gli uomini che bruciano il Vesuvio, da giorni e giorni. Fiamme e roghi in tante altre parti del territorio. Troppo grande è il divario tra il dramma e gli interventi finora messi in campo. È necessario un forte e coordinato impegno nazionale, da subito e per tutta l’estate”. Così Antonio Bassolino in un post sul suo profilo Facebook.

BONAVITACOLA: “EVIDENTE L’AZIONE UMANA. “E’ evidente un’azione umana, ripetuta e diffusa. Vanno individuati gli interessi che muovono queste azioni e va auspicata un’attività investigativa idonea ad identificare i responsabili”. Così il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. “Il fuoco, che ha interessato inizialmente la zona compresa tra Ottaviano e Terzigno, con il vento si è diretto verso la fascia litoranea. In quella zona sono impegnati due Canadair, un elicottero della Protezione civile e un elicottero della Regione. Noi abbiamo impegnato la Sma Campania, unitamente a personale dei Vigili del fuoco. Ci sono 200 uomini impegnati per evitare che il fenomeno possa diffondersi e minacciare la sicurezza e l’incolumità delle persone”.

IL FUMO RAGGIUNGE IL SALENTO. In serata, la coltre di fumo ha raggiunto il Salento. Lo si vede nelle immagini in tempo reale riprese dai satelliti e che evidenziano come la scia che parte dal vulcano più famoso del mondo abbia tagliato in pratica in due il Meridione. L’immagine in particolare è nitida guardando le informazioni trasmesse in tempo reale dal sito internet.

FONTE | SOURCE:

— La Repubblica (11/07/2017).

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/07/11/news/incendio_vesuvio-170531573/

Vincenzo Marasco | Napoli | FACEBOOK (11/07/2017). «Questo è il Vesuvio poc’anzi verdeggiante di pampini ombre, qui le eccellenti uva colmavano i vinosi tini: questi i gioghi che Bacco ebbe prediletti più dei colli di Nisa, su questo monte poco tempo fa i Satiri intrecciarono danze. Questa fu la sede di Venere, a lei più gradita di Sparta, questi luoghi erano rinomati per il culto di Ercole. Ora tutto giace sommerso dalle fiamme e da luttuose faville: e gli dei vorrebbero che ciò non fosse stato a loro consentito.»
Marcus Valerius Martialis, ep. 44.

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Vincenzo Marasco | Napoli | FACEBOOK (11/07/2017).

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: La grande fuga da Nerone: solo poche repliche l’opera rock è un flop con i soldi pubblici, LA REPUBBLICA (11/07/2017).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: La grande fuga da Nerone: solo poche repliche l’opera rock è un flop con i soldi pubblici, LA REPUBBLICA (11/07/2017).

ROMA – La grande fuga da Nerone: solo poche repliche l’opera rock è un flop con i soldi pubblici – Biglietti svenduti e attori non pagati per il kolossal sul Palatino finanziato dalla Regione Lazio, LA REPUBBLICA (11/07/2017).

ROMA – Alla fine di kolossal rischiano di esserci soltanto le cause giudiziarie per il Divo Nerone, l’opera rock con megapalco sul Palatino . Lo spettacolo — iniziato il 7 giugno con una marea di polemiche per il palco monstre — ha avuto soltanto una dozzina di repliche, prima di fermarsi per le richieste del Comune su decibel e orari e, soprattutto, quelle degli artisti e delle maestranze che hanno ricevuto soltanto due mensilità: la prima fu pagata attraverso una coop, la So.Vi.A., attiva nel settore delle pulizie e che solo di recente ha aggiunto anche l’assistenza ai contratti nel mondo dello spettacolo.

Per i ritardi nei pagamenti degli stipendi, attori, ballerini, acrobati e figuranti dello spettacolo hanno deciso di rivolgersi agli avvocati Cristiana Massaro e Giacomo Ciammaglichella, mentre il regista Gino Landi, il direttore artistico Franco Migliacci e gli scenografi premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo hanno scelto un altro legale storico dello spettacolo italiano, Giorgio Assumma. Luis Bacalov, autore delle musiche, a Repubblica ha già rivelato di non sapere nulla dell’utilizzo di suoi brani nell’Opera rock Divo Nerone.

“Divo Nerone – Opera Rock”: il palco, le bonifiche di sicurezza, la presentazione e la prima

Una storia di grandi promesse non mantenute, con molta apparenza — palco da mille metri quadrati, biglietti fino a 250 euro — e poca sostanza. «La Nero Divine Venture, l’azienda produttrice è una società priva sin dall’inizio delle garanzie per poter assumere e onorare gli impegni di un progetto così ambizioso. I circa 50 artisti che rappresento — spiega l’avvocato Massaro — hanno deciso di rompere il silenzio che avevano scelto perché sperano nell’intervento dell’unico soggetto pubblico presente nell’azionariato della Nero Divine, la Lazio Innova che ha già versato 1 milione e 50 mila euro nell’operazione e che potrebbe rilanciarla». Resta da capire perché un’azienda pubblica — all’80,5% della Regione Lazio e al 19,5 della Camera di commercio di Roma — dovrebbe versare altri soldi in un’impresa che si è finora rivelata un flop.

«Gli artisti — dice ancora Massaro — hanno accettato di lavorare con paghe al minimo per la copertura istituzionale che il Divo Nerone poteva vantare con i patrocini dal ministero dei Beni Culturali, Regione Lazio e Comune di Roma fino all’intervento di Lazio Innova. C’è poi da chiedersi come mai il Comune chieda soltanto una settimana dopo l’inizio delle 70 repliche annunciate di abbassare i decibel e anticipare l’orario di chiusura dello spettacolo: prima non lo sapeva?».

Roma, musical su Nerone, è polemica per il palco montato sul Palatino

Alla guida della Artisti associati & partners srl che detiene la maggioranza della Nero Divine Ventures ci sono Cristian Casella — fratello di Marco che a lungo è stato leader dei giovani di Forza Italia, senza dimenticare il pignoramento da 847.936 euro al partito di Silvio Berlusconi per contratti mai onorati con la 2B Team Group dei fratelli Casella — e il produttore cinematografico Iacopo Capanna: per loro il valore dello spettacolo è di 14 milioni di euro, come hanno dichiarato per portare il capitale sociale della Nero Divine Ventures da 10mila a 410 mila euro nel novembre 2016. Poi è arrivata Lazio Innova «e resta difficile comprendere — dice ancora Massaro — come la produzione, senza alcun background nei musical, sia riuscita ad avere accesso ai fondi pubblici, senza neppure sponsor privati che hanno anche cercato».

Una parziale risposta arriva proprio da Lazio Innova: a maggio il direttore Andrea Ciampalini scriveva al Corriere della Sera: “Si è definito incredibile e folle il nostro utilizzo di risorse pubbliche. Nessuno dei due è appropriato” parlando di “investimento rischioso, come tutte le operazioni di venture capital” e citando come elementi importanti per la scelta dell’investimento qualità progettuale, potenzialità commerciali,innovatività del progetto per i servizi multimediali di realtà virtuale correlati alla storia di Nerone e disponibilità e autorizzazione degli spazi concessi nel luglio 2016 e confermati nel marzo successivo dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma direttamente dipendente dal ministero dei Beni culturali.

«La produzione — dice ancora l’avvocato Massaro — vuole riprendere le repliche il 7 agosto, e questo significherebbe richiamare artisti e maestranze ancora sotto contratto per le prove di uno spettacolo da rivedere nelle sue due versioni. Ma senza pagamento degli arretrati, gli artisti non saliranno sul palco. Casella ha promesso domenica un accordo, ma i lavoratori non sono più disposti a dare credito alla produzione».

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (11/07/2017).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/07/11/news/la_grande_fuga_da_nerone_l_opera_rock_e_un_flop_con_i_soldi_pubblici-170491805/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma | MIBACT di Dario Franceschini, Ilaria Borletti Buitoni, Dorina Bianchi & Antimo Cesaro – OPERA ROCK? OPERA CRAC! – IL ‘DIVO NERONE’ AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO, dogospia (09/07/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – il botteghino dello show Divo Nerone, costruito sulla Via Sacra davanti al Colosseo, Nathalie Naim | FACEBOOK (13/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: L’OPERA DEGLI SCANDALI Divo Nerone parking (nel parco del Palatino) e flop dei biglietti venduti, Nathalie Naim | FACEBOOK & CORREIRE DELLA SERA (10/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma di Nero & Dario Franceschini | MIABCT: “Qualis artifex pereo” | “Quale artista muore con me”. Se a Roma lo spirito di un Nerone redivivo aleggiasse oggi sulle rovine del Palatino, LA REPUBBLICA (10/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA di DARIO FRANCESHINI | MIBACT – Roma, Nerone canta e balla in inglese: la platea resta vuota, LA REPUBBLICA (09/06/2017) & Il Disastro di Divo Nerone…Trash! ROLLING STONE (07/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: «Divo Nerone» al Palatino, Porca di una miseria zozza! Ma è mai possibile? Ma dove l’hanno trovato ‘sto sovrintendente? Al supermercato? FOTO: Nathalie Naim | FACEBOOK (06/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: IL MUSICAL «Divo Nerone» al Palatino, anteprima tra caos, file impossibili e proteste. CORRIERE DELLA SERA (07/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. Dario Franceschini | MIBACT & Emperor Octopus ‘Nerone’ Grabus: Nerone al Palatino, una follia con i soldi pubblici. CORRIERE DELLA SERA (23/05/2017).

http://wp.me/pPRv6-47z

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma | MIBACT di Dario Franceschini, Ilaria Borletti Buitoni, Dorina Bianchi & Antimo Cesaro – OPERA ROCK? OPERA CRAC! – IL ‘DIVO NERONE’ AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO, dogospia (09/07/2017).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma | MIBACT di Dario Franceschini, Ilaria Borletti Buitoni, Dorina Bianchi & Antimo Cesaro – OPERA ROCK? OPERA CRAC! – IL ‘DIVO NERONE’ AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO, dogospia (09/07/2017).

ROMA – OPERA ROCK? OPERA CRAC! – IL ‘DIVO NERONE’ AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO, dogospia (09/07/2017).

OPERA ROCK? OPERA CRAC! – IL ‘DIVO NERONE’ AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO: ARTISTI MAI PAGATI DA MARZO, SFRATTATI DAI RESIDENCE CHE LI OSPITAVANO E COSTRETTI AD ESPLETARE I BISOGNI TRA GLI ULIVI DELLA VIGNA BARBERINI, IN 50 CON UN BAGNO CHIMICO – LO SPETTACOLO È STATO SOSPESO PERCHÉ MANCAVANO LE AUTORIZZAZIONI, MA COMUNQUE ATTORI E BALLERINI NON METTEREBBERO PIÙ PIEDE SUL PALCO: INTERROGAZIONI PARLAMENTARI E DIFFIDE.

Dagoreport divo nerone il palco al palatino.

Artisti mai pagati da marzo, sfrattati dai residence che li ospitavano e costretti ad espletare i bisogni tra gli ulivi della Vigna Barberini, la splendida terrazza sul Palatino che ospita il palco mastodontico di ‘Divo Nerone’, leggasi pasticcio senza fine che allarga i confini del suo scellerato impero ben oltre i problemi burocratici che ne hanno giustificato la sospensione. La verità è che se anche si risolvessero, gli artisti non tornerebbero a faticare nella coenatio rotunda dell’allestimento perché finora i compensi promessi non li hanno mai visti e, per farsi sentire, sono dovuti ricorrere a diffide legali ea due interrogazioni parlamentari che qui riportiamo.

La prima è del Vice Presidente del Consiglio regionale del Lazio Francesco Storace: «Accanto allo sperpero di risorse pubbliche, su cui da settimane attendiamo chiarimenti, Zingaretti e l’assessore al lavoro Valente spieghino se intendono porre rimedio alle condizioni indegne dei circa settanta operatori impegnati nello show ‘Divo Nerone. Artisti, interpreti e figuranti del musical attualmente sospeso hanno accettato ingaggi ridotti rispetto ai compensi percepiti in altri spettacoli, convinti che il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e il cospicuo finanziamento di Lazio Innova garantissero solidità al progetto.

Ma gli ultimi stipendi non sono stati pagati, gli straordinari non sono stati corrisposti ei contributi versati all’Inps risalgono al mese di marzo. Con l’erogazione di oltre un milione di euro per realizzare l’evento flop l’amministrazione è complice dell’umiliazione dei lavoratori, costretti, peraltro, a condividere per mesi un solo bagno chimico. La Regione si muova per restituire al personale la dignità calpestata».

L’altra interrogazione è di Rosalia Misseri, la Agrippina del musical, che dettaglia lo sfortunato iter dei lavoratori allo show: «La “Nero Divine spa” si presenta nel luglio 2016 quando, in presenza dei produttori Cristian Casella e Jacopo Capanna, e dopo tutta una serie di loro premesse di “grande vetrina ” che partono dalla suggestiva cornice de “Il Palatino” ai nomi prestigiosi dei premi Oscar – mi propongono un accordo di partecipazione allo spettacolo con compensi al di sotto del minimo sindacale. Il primo marzo 2017 sono iniziate le prove e solo a fine mese, e dopo una serie di pressioni da parte del cast, si è ottenuto il primo contratto stipulato da una cooperativa “di impresa di pulizie” dalla “Nero Divine”, ingaggiata per la stipula dei nostri contratti.

Firmato il contratto con la cooperativa, si è stati costretti a diventare soci della medesima per cui si è pretesa una revoca sottoscritta, firmata da noi e controfirmata dalla coop che ci sciogliesse dall’impegno di essere soci ma che non abbiamo mai ricevuto. Il secondo contratto è stato stipulato dalla “Nero Divine” e solo a fine aprile, dopo quasi un altro mese di prove e le ennesime pressioni del cast, ci è stato consegnato. Una volta firmato quest’ultimo abbiamo dovuto pretendere la controfirma. Le prove al ” Palatino” si sono presentate deleterie dal punto di vista igienico. Abbiamo passato giornate in mezzo alla polvere e senza avere un posto dove poter appoggiare le nostre cose e per le prime tre settimane a dover condividere in 50 persone un unico bagno chimico.

La “Produzione” sin dall’inizio ha inoltre preteso che si facessero ore di straordinario non retribuite. Noi artisti non abbiamo avuto la possibilità di fare prove in costume e siamo stati sottoposti alle continue evoluzioni di completamento della scenografia allestita fino al giorno del debutto creando non pochi problemi di movimento al cast e di concentrazione per lo spettacolo. Insomma l’organizzazione di questa “produzione” ha messo in serie difficoltà anche il lavoro di un cast che però grazie alla sua grande esperienza e preparazione alla fine è risultato la vera colonna portane dell’opera.

È oramai noto a tutti che una denuncia per inquinamento acustico e mancati permessi di cui la “produzione” si sarebbe dovuta munire ancor prima della messa in scena dello spettacolo, ha bloccato da oltre tre settimane lo show partito il 6 giugno e che fino al 10 settembre avrebbe dovuto replicare, lasciando così i molteplici lavoratori a casa e da aprile senza aver ricevuto alcuna retribuzione per il lavoro svolto. Inoltre gli artisti non residenti a Roma e ospitati in residence, a carico della “produzione”, sono stati sfrattati per mancato pagamento. Si attendo risposte imminenti da parte della regione Lazio che ha stanziato fondi pubblici e che ha voluto fortemente questo spettacolo».

Non hanno ricevuto né ordinari né straordinari nonostante i tre mesi di prove, il debutto davanti a 3mila persone, repliche in italiano e inglese per i turisti. Dichiara Simona Patitucci, La Locusta della scena: «A quanto pare le istituzioni non sono interessate all’argomento, nonostante le due interrogazioni presentate presso la Regione Lazio proprio per tentare di far luce sulla situazione.

Mibact, Regione Lazio, Comune di Roma, Confcommercio e Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma erano state le prime a dare il patrocinio al progetto, presenti alla conferenza stampa e in prima fila al debutto ma la Regione tramite ‘Lazio Innova’ con il milione investito non si è preoccupata di monitorare neanche che le maestranze e gli artisti necessari tutti per la messa in scena dello spettacolo venissero pagati. E oggi latitano, disinteressate alla nostra situazione di lavoratori umiliati e non retribuiti».

Aggiunge Riccardo Maccaferri, portavoce degli artisti: «La situazione è assurda. Basta pensare che la Società produttrice è partecipata dalla Regione Lazio che ha investito nel progetto oltre un milione di euro tramite ‘Lazio Innova’ eppure non risponde alle nostre legittime richieste e così ci sono nostri colleghi fuori sede che oggi non hanno neanche un alloggio perché la produzione non ha mai pagato le strutture che avrebbero dovuto ospitarli. La nostra dignità è completamente calpestata».

Insomma il solito casino all’italiana: il kolossal de noantri che doveva diventare resident non ha neppure i soldi per il residence, la via verso il successo non prevede nemmeno un cesso per poveri attori e ballerini, costretti loro malgrado e ben consapevoli di deturpare la zona archeologica, a liberarsi all’aria aperta, e, a naso, c’è ancora parecchio marcio da spiegare dietro quel trionfo di rossi pompeiani e oro.

Ufficialmente quella che doveva essere la più grande opera rock di tutti i tempi, strombazzata al ponentino e partita subito male, con ritardi, disorganizzazione e critiche impietose (non al cast, professionale e incolpevole) è stata sospesa dal dipartimento Attività culturali per l’assenza di autorizzazione a sforare il livello di rumore consentito in un’area archeologica e abitata.

Deroga poi accordata dal dipartimento Tutela ambientale a patto che non si superino i 70 decibel in prossimità di ricettori sensibili. E sempre che non si configuri il reato di abuso edilizio, visto che le opere temporanee andrebbero rimosse entro 90 giorni, come ha detto a ‘Repubblica’ la consigliera del I Municipio Nathalie Naim.

Per permettere alla produzione di adempiere agli adeguamenti tecnici e organizzativi prescritti, l’impresa artistica di Lucio Domizio Enobarbo è ferma ma il sospetto è che non riprenderà. Gli artisti intanto stanno a spasso e, data la quantità di soldi erogati e di entità che hanno avallato convintamente il progetto, ora hanno sì tentazioni incendiarie. Chi li salverà? David Zard è stato più volte avvistato nel backstage, chissà se per provare a rilevare lo spettacolo e farne un successo dei suoi. Un AzZard non da poco per un musical che di colossale per adesso ha solo il flop.

FONTE | SOURCE:

— dogospia (09/07/2017).

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/opera-rock-opera-crac-39-divo-nerone-39-palatino-si-rivela-151754.htm

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Un Giro Di Notte per Roma Dopo Un Gelato A Campo de Fiori Alle 3 Del Mattino. Foto: Daniela Carpineti, Roma (02/07/2017).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Un Giro Di Notte per Roma Dopo Un Gelato A Campo de Fiori Alle 3 Del Mattino. Foto: Daniela Carpineti, Roma (02/07/2017).

s.v.,

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: IL ‘DIVO NERONE’ AL PALATINO, fonte varii (2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – il botteghino dello show Divo Nerone, costruito sulla Via Sacra davanti al Colosseo, Nathalie Naim | FACEBOOK (13/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: L’OPERA DEGLI SCANDALI Divo Nerone parking (nel parco del Palatino) e flop dei biglietti venduti, Nathalie Naim | FACEBOOK & CORREIRE DELLA SERA (10/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma di Nero & Dario Franceschini | MIABCT: “Qualis artifex pereo” | “Quale artista muore con me”. Se a Roma lo spirito di un Nerone redivivo aleggiasse oggi sulle rovine del Palatino, LA REPUBBLICA (10/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA di DARIO FRANCESHINI | MIBACT – Roma, Nerone canta e balla in inglese: la platea resta vuota, LA REPUBBLICA (09/06/2017) & Il Disastro di Divo Nerone…Trash! ROLLING STONE (07/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: «Divo Nerone» al Palatino, Porca di una miseria zozza! Ma è mai possibile? Ma dove l’hanno trovato ‘sto sovrintendente? Al supermercato? FOTO: Nathalie Naim | FACEBOOK (06/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: IL MUSICAL «Divo Nerone» al Palatino, anteprima tra caos, file impossibili e proteste. CORRIERE DELLA SERA (07/06/2017).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. Dario Franceschini | MIBACT & Emperor Octopus ‘Nerone’ Grabus: Nerone al Palatino, una follia con i soldi pubblici. CORRIERE DELLA SERA (23/05/2017).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=NERONE

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, botticella addio: debutta il prototipo della carrozza elettrica, LA REPUBBLICA (09/07/2017), s.v., “carrozza elettica in EUR `42” in: ARCH. GAETANO MINNUCCI, COMUNE DI ROMA (1936), [PDF] pp. 1-18 [ITALIANO | ENGLISH].

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, botticella addio: debutta il prototipo della carrozza elettrica, LA REPUBBLICA (09/07/2017), s.v., “carrozza elettica in EUR `42” in: ARCH. GAETANO MINNUCCI, COMUNE DI ROMA (1936), [PDF] pp. 1-18 [ITALIANO | ENGLISH].

ROMA – Roma, botticella addio: debutta il prototipo della carrozza elettrica Roma, botticella addio: debutta il prototipo della carrozza elettrica – Protestano i vetturini: “Sparisce una tradizione”. Il Campidoglio: “Potranno convertire le licenze o guidare i nuovi mezzi. Cavalli solo nei parchi,” LA REPUBBLICA (09/07/2017).
È arrivata sfavillante nella sua carrozzeria “rosso Roma”, accompagnata dalle note Dixieland, a bordo i musicisti dell’orchestra Ambrogio Sparagna, alla guida un ingegnere promosso autista sul campo. Così, ieri, partendo dall’Auditorium, ha fatto il suo debutto il prototipo della botticella elettrica, progettata e realizzata da Pomos, Polo per la mobilità sostenibile dell’università la Sapienza. È su questa che la giunta Raggi punta per togliere dalla strada le storiche carrozzelle trainate dai cavalli.

“Ne realizzeremo 20”, anticipa Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente, presente al convegno sull’energia pulita organizzato dal Codacons. La svolta sarà il nuovo regolamento che tra poco verrà discusso nelle commissioni Ambiente e Mobilità e poi in Aula. “Quando il regolamento sarà approvato – spiega Diaco – i cavalli scompariranno dalle strade di Roma. I vetturini, che attualmente sono 47, avranno tre possibilità: convertire la licenza in una licenza taxi, continuare a condurre carrozzelle con cavalli, ma solo nelle ville storiche, passare alle botticelle elettriche.

Un boccone amaro per i vetturini. “Anche l’occhio vuole la sua parte”, ribatte Marco Calò, in attesa di clienti al Colosseo, da 20 anni vetturino. “Questo mestiere me lo sono scelto, prima ero commerciante. E adesso me lo vogliono far cambiare?”. “Il grande problema di Roma sono le carrozzelle con i cavalli? – protesta il collega Giovanni Montori, da 30 anni alla guida di una botticella – Noi abbiamo regole precise: in estate dalle 13 alle 17 dobbiamo stare fermi. I cavalli soffrono per il traffico? Allora chiudano il centro alle auto private invece di lasciarlo in pasto ai pullman turistici”.

Ma il Campidoglio va avanti. “Molti vetturini sicuramente non saranno contenti – dice Diaco – Capiamo la tradizione a cui tengono. Però allo stesso tempo noi dobbiamo garantire il benessere degli animali e ascoltare i cittadini che non vogliono più vedere dei poveri cavalli su strada obbligati a soffrire”. Il progetto viene da lontano, da quando, nel 2011, l’allora sindaco Alemanno e il suo assessore all’Ambiente Fabio De Lillo, commissionarono a Pomos il progetto, articolato in due fasi, la realizzazione di due prototipi e poi di una flottiglia.

“Abbiamo progettato e realizzato tutto ex novo – racconta Fabio Massimo Frattale Mascioli, responsabile scientifico di Pomos, dipartimento Ingegneria dell’informazione elettronica e telecomunicazione – la ruota, il telaio, la scocca, i sedili.

Il veicolo è studiati per andare a 25 chilometri all’ora, con 4,5 Kilowatt di potenza, che potrà essere anche raddoppiata nella versione successiva prevista entro fine anno. La nostra invenzione ha cercato di mantenere la suggestione della carrozzella storica lavorando però sulla sicurezza, la praticabilità, la velocità, l’autonomia, la facilità di guida”.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (09/07/2017).

http://roma.repubblica.it

s..v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “carrozza elettica in EUR `42” in: ARCH. GAETANO MINNUCCI, Direttore dei Servizi di Architettura e dei Parchi e Gairini dell’ EUR 42 – “IL PIANO REGOLATORE,” COMUNE DI ROMA (1936), [PDF] pp. 1-18 [ITALIANO | ENGLISH].

PDF = ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, botticella addio: debutta il prototipo della carrozza elettrica, LA REPUBBLICA (09/07/2017), s.v., “carrozza elettica in EUR `42” in: ARCH. G. MINNUCCI, COMUNE DI ROMA (1936), [PDF] pp. 1-18 [ITA | ENG].

 

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Disputa sugli incassi dei monumenti a Roma, Franceschini-Raggi: vertice per l’accordo, LA REPUBBLICA (09/07/2017). Foto: Il Sindaco Petroselli, Il Foro Romano (1980).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Disputa sugli incassi dei monumenti a Roma, Franceschini-Raggi: vertice per l’accordo, LA REPUBBLICA (09/07/2017). Foto: Il Sindaco Petroselli, Il Foro Romano (1980).

ROMA – Disputa sugli incassi dei monumenti a Roma, Franceschini-Raggi: vertice per l’accordo – Dopo lo stop del Tar al parco del Colosseo, la sindaca aveva chiesto un incontro. Allo studio la gestione comune di tutti i beni. LA REPUBBLICA (09/07/2017).

a dovuto aspettare un bel po’, Virginia Raggi, insistere sulla strada delle polemiche e dei ricorsi, ma alla fine quel che più volte aveva chiesto, l’ultima in una lettera ufficiale, è stato concesso. Mercoledì 2 agosto il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini incontrerà la sindaca e il suo vice Luca Bergamo al Collegio Romano. Ma è ancora presto per dire se sarà quella la sede per fumare il calumet della pace dopo mesi di duelli a distanza tra l’esponente del Pd ei massimi rappresentanti della giunta cinquestelle sulla gestione dell’immenso patrimonio storico-artistico dell’Urbe. Specie dopo lo stop temporaneo al Parco del Colosseo deciso dal Tar (chiamato il 20 luglio a esprimersi però nel merito) proprio su istanza dell’amministrazione capitolina.

Nella missiva inviata per sollecitare l’appuntamento, l’inquilina di palazzo Senatorio esorta infatti il ministro a estendere l’accordo di valorizzazione dell’area archeologica centrale, siglato il 21 aprile 2015 dall’allora sindaco Marino con lo stesso ministro Franceschini, all’intero territorio comunale. In sostanza, il Campidoglio a trazione grillina intende proporre al governo una gestione comune non solo dei tesori imperiali, così come stabilito due anni fa, ma di tutti quelli presenti nell’area metropolitana. Mediante la creazione del Consorzio Comune-Mibact, previsto ma poi mai partito, che avrebbe dovuto armonizzare il lavoro tra i due enti.

Allora l’intesa di fatto naufragò per una questione di soldi: Marino infatti pretendeva il 50% degli incassi ottenuti dalla gestione unitaria di Colosseo, Foro Romano, Domus Aurea e Palatino (di competenza statale) con i Fori Imperiali e il Circo Massimo (comunali). Ma il ministero — forte soprattutto della proprietà del Colosseo, vera gallina dalle uova d’oro con i suoi 60 milioni di introiti — impresse una vistosa frenata. Ora il duo Raggi-Bergamo ci riprova, con un progetto su più vasta scala. Anche se, viste le ruggini accumulate, non sarà semplice condurlo in porto. Condizionato com’è dalla contesa sul Parco del Colosseo, che Franceschini è determinato a portare a casa e il Campidoglio invece a bloccare. Di nuovo, e soprattutto, per una questione di soldi.

Sebbene il primo round sia stato negativo, al ministero ora si augurano che la partita si concluda alla fine come quella sulla gara per l’affidamento dei servizi di biglietteria e vigilanza bandita da Consip, che il Tar ha giudicato legittimo. Con due diverse sentenze i giudici amministrativi hanno infatti respinto altrettanti ricorsi proposti da CoopCulture (attuale gestore dei servizi per Colosseo, Domus Aurea, Foro Romano e Palatino) e D’Uva srl (società che dal ’59 si occupa dei servizi di guida e informazione dei luoghi di interesse artistico e culturale), con i quali si contestava il bando Consip da 45 milioni, suddiviso in due lotti: 33 per la biglietteria; 12 per la vigilanza.

Il Tar ha però stabilito che sia la centrale unica degli acquisti della PA, sia il Mibact erano liberi di «procedere all’affidamento tramite appalto». Hanno cioè operato correttamente. Non essendo obbligati, come invece sostenevano i ricorrenti, a darli in concessione. Scelte «ragionevoli», per i magistrati, che «costituiscono tipico esercizio di discrezionalità amministrativa».

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (09/07/2017).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/07/09/news/disputa_sugli_incassi_dei_monumenti_a_roma_franceschini-raggi_vertice_per_l_accordo-170354615/

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Il Sindaco Petroselli (terzo da sinistra) Archivio L’Unità Sez. Foro Romano progetti pe rla valorizzazione dei Fori Imperiali, L’Unita 1980, in: L’Unita 1980, http://archiviofoto.unita.it

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Valentino: Sogno un mio museo e giro senza soldi, LaPresse (09/07/2017). Nota: Mentre Anna Magnani, Alberto Sordi, Toto & Pier Paolo Pasolini hanno guadagnato l’amore e il rispetto del Popolo di Roma | Romani. Foto: Gianni de Dominicis, Roma | FACEBOOK (09/07/2017).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Valentino: Sogno un mio museo e giro senza soldi, LaPresse (09/07/2017). Nota: Mentre Anna Magnani, Alberto Sordi, Toto & Pier Paolo Pasolini hanno guadagnato l’amore e il rispetto del Popolo di Roma | Romani. Foto: Gianni de Dominicis, Roma | FACEBOOK (09/07/2017).

ROMA – Va in giro senza soldi e spesso in chiesa, prega tutti i giorni, ha paura di morire. Dai suoi genitori ha imparato “il rispetto per il lavoro, per il denaro guadagnato con difficoltà”. Valentino Garavani, per tutti Valentino, si racconta al Corriere della Sera, confessa che al mattino si alza tardi e beve solo un bicchiere di vino al giorno. Otto attrici hanno ritirato un Oscar vestite da lui, che ha inventato il Rosso Valentino e vestito alcune tra le più importanti personalità mondiali, da Jacqueline Kennedy a Jane Fonda: “Io adoro Marion Cotillard ed Emma Stone. Ma resto sempre legato alle mie amiche Gwyneth Paltrow, Nicole Kidman and, of course, la sola superstar: Meryl Streep”, spiega, mentre delle top model con cui ha lavorato, da Carla Bruni a Claudia Schiffer e Naomi Campbell, non frequenta nessuna. Quanto al suo sogno, dopo i tanti realizzati e le onorificenze ricevute in tutto il mondo, al centro c’è la città eterna: “Mi aspetto che la città mi dia uno spazio per il mio museo… Sarebbe la cosa che credo di meritare e che vorrei regalare ai romani”.

FONTE | SOURCE:

— LaPresse(09/07/2017).

https://it.notizie.yahoo.com/valentino-sogno-un-mio-museo-e-giro-senza-085411195.html

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Gianni de Dominicis, Roma – “…uno spettacolare Pasolini in via monti della farina…”, FACEBOOK (09/07/2017).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – Monumenti come set, è polemica [Prof. Adriano] La Regina: “Archeologia umiliata” (La Repubblica 10-07-2007).

Colonne sintetiche illuminate, trionfo di abiti dentro l’Ara Pacis, fuochi d’artificio al Colosseo. Critiche e consensi sull’utilizzo dei beni artistici della città per ospitare spettacoli ed eventi culturali. Drastico l’archeologo Adriano La Regina: “Archeologia umiliata”. Possibilista il professore della Sapienza Andrea Carandini: “I luoghi vanno vissuti.”

Dear Minister Rutelli & Mayor Veltroni. “A Phony Rome for Lazy Tourists” Part.II. The ‘Valentino’  Exhibit - the Ara Pacis & the Tempio di Venere. Prof. Adriano La Regina: “Rome’s Archaeological Heritage Humiliated! (10-07-2007).”

Dear Minister Rutelli & Mayor Veltroni. “A Phony Rome for Lazy Tourists” Part.II. The ‘Valentino’  Exhibit - the Ara Pacis & the Tempio di Venere. Prof. Adriano La Regina: “Rome’s Archaeological Heritage Humiliated! (Full text = La Repubblica, 10-07-2007)

Dear Minister Rutelli & Mayor Veltroni. “A Phony Rome for Lazy Tourists” Part.II. The ‘Valentino’  Exhibit - the Ara Pacis & the Tempio di Venere. Prof. Adriano La Regina: “Rome’s Archaeological Heritage Humiliated! (10-07-2007).”

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza – “Roma. Pendici nord orientali del Palatino – scavo archeologico.” & loveitaly.org | FACEBOOK (07/2017). FOTO VARI (2016).

CPP 2017

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza – “Roma. Pendici nord orientali del Palatino – scavo archeologico.” & loveitaly.org | FACEBOOK (07/2017). FOTO VARI (2016).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza - "Roma. Pendici nord orientali del Palatino - scavo archeologico." & loveitaly.org | FACEBOOK (07/2017). FOTO VARI (2016).

La Sapienza – Università di Roma – opera con uno scavo scientifico e didattico nel cuore della città antica dominato da architetture di eccezionale valore architettonico e storico-artistico.
Ai piedi dello skyline delineato in lontananza dal Tempio del Divo Claudio sul Celio, dall’Arco di Tito e dalle possenti fondazioni della terrazza della Vigna Barberini sul Palatino, si apre l’ampia valle delimitata dai pendii del Palatino, dell’Esquilino, del Celio, su cui si innalzano il Colosseo, l’Arco di Costantino, la Meta Sudans, il fronte orientale del Tempio di Venere e Roma, il basamento del Colosso di Nerone, mentre il sottosuolo è attraversato da un insieme di complessi edilizi del tutto inediti e straordinariamente conservati.

Le indagini in corso si sono attivate su questo straordinario palinsesto (valle del Colosseo, pendici nord-orientali del Palatino e sud-orientali della Velia), arricchendo un contesto urbano, già estremamente denso di memorie, di nuove strutture e di nuovi documenti. Se le stratigrafie finora riportate in luce hanno certamente modificate le conoscenze di una zona fondamentale nella topografia della città storica, esse hanno altresì fornito gli elementi essenziali per la comprensione delle dinamiche insediative e del loro sviluppo nel tempo.

FONTE | SOURCE:

Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza & loveitaly.org | FACEBOOK (07/2017).

https://www.facebook.com/loveitaly.org/

— Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza | FACEBOOK (07/2017).

https://www.facebook.com/pendicenepalatino/

— Roberto Montagnetti & Paolo Rosati | FACEBOOK (10/2016), in: “il Palatino….scavare un muro in opera quadrata con Paolo Rosati non ha prezzo!!!,” Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza | FACEBOOK (07/2017).

— Prof.ssa Clementina Panella | La Sapienza(07/2017).

http://archeopalatino.uniroma1.it/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Emanuele Brienza, Marco Fano & Clementina Panella, 30 years of urban archaeology: measuring, interpreting and reconstructing, pp. 49-54 [PDF]; in: Proceedings of the 1st International Conference on Metrology for Archaeology – Benevento – Italy – October 21 – 23, 2015.

http://wp.me/pPRv6-3RA

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, Roma-Piazza del Colosseo, area della Meta Sudans; pendici nord-orientali del Palatino. Dipartimento Di Scienze Dell’ Antichita, La Sapienza (2002-2017). Foto & stampa 1 di 400.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella (et al.), Crowdfunding Project for Ancient Rome’s Archeological Excavation on the slope of the Palatine Hill and in the Valley of the Colosseum. "LoveItaly!" & the La Sapienza Universit

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza – “Roma. Pendici nord orientali del Palatino – scavo archeologico.” | FACEBOOK (07/2017). FOTO VARI (2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza – “Roma. Pendici nord orientali del Palatino – scavo archeologico.” | FACEBOOK (07/2017). FOTO VARI (2016).

La Sapienza – Università di Roma – opera con uno scavo scientifico e didattico nel cuore della città antica dominato da architetture di eccezionale valore architettonico e storico-artistico.
Ai piedi dello skyline delineato in lontananza dal Tempio del Divo Claudio sul Celio, dall’Arco di Tito e dalle possenti fondazioni della terrazza della Vigna Barberini sul Palatino, si apre l’ampia valle delimitata dai pendii del Palatino, dell’Esquilino, del Celio, su cui si innalzano il Colosseo, l’Arco di Costantino, la Meta Sudans, il fronte orientale del Tempio di Venere e Roma, il basamento del Colosso di Nerone, mentre il sottosuolo è attraversato da un insieme di complessi edilizi del tutto inediti e straordinariamente conservati.

Le indagini in corso si sono attivate su questo straordinario palinsesto (valle del Colosseo, pendici nord-orientali del Palatino e sud-orientali della Velia), arricchendo un contesto urbano, già estremamente denso di memorie, di nuove strutture e di nuovi documenti. Se le stratigrafie finora riportate in luce hanno certamente modificate le conoscenze di una zona fondamentale nella topografia della città storica, esse hanno altresì fornito gli elementi essenziali per la comprensione delle dinamiche insediative e del loro sviluppo nel tempo.

FONTE | SOURCE:

— Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza | FACEBOOK (07/2017).

https://www.facebook.com/pendicenepalatino/

— Roberto Montagnetti & Paolo Rosati | FACEBOOK (10/2016), in: “il Palatino….scavare un muro in opera quadrata con Paolo Rosati non ha prezzo!!!,” Prof.ssa Clementina Panella, La Sapienza | FACEBOOK (07/2017).

— Prof.ssa Clementina Panella | La Sapienza(07/2017).

http://archeopalatino.uniroma1.it/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Emanuele Brienza, Marco Fano & Clementina Panella, 30 years of urban archaeology: measuring, interpreting and reconstructing, pp. 49-54 [PDF]; in: Proceedings of the 1st International Conference on Metrology for Archaeology – Benevento – Italy – October 21 – 23, 2015.

http://wp.me/pPRv6-3RA

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella, Roma-Piazza del Colosseo, area della Meta Sudans; pendici nord-orientali del Palatino. Dipartimento Di Scienze Dell’ Antichita, La Sapienza (2002-2017). Foto & stampa 1 di 389.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof.ssa Clementina Panella (et al.), Crowdfunding Project for Ancient Rome’s Archeological Excavation on the slope of the Palatine Hill and in the Valley of the Colosseum. "LoveItaly!" & the La Sapienza Universit

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: AREA ARCHEOLOGICA I FORI IMPERIALI – Roma, la rivolta dei turisti: “In Centro siamo ostaggio degli ambulanti”, LA REPUBBLICA (05/07/2017). Foto: CORRIERE TV | VIDEO (20-21|03|2015).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: AREA ARCHEOLOGICA I FORI IMPERIALI – Roma, la rivolta dei turisti: “In Centro siamo ostaggio degli ambulanti”, LA REPUBBLICA (05/07/2017). Foto: CORRIERE TV | VIDEO (20-21|03|2015).

Roma, la rivolta dei turisti: “In Centro siamo ostaggio degli ambulanti” – Dai Fori a Termini, ogni zona ha la sua merce. E le guide avvertono: “State in mezzo alla strada, non calpestate borse e occhiali”, LA REPUBBLICA (05/07/2017).

Uno stop ogni tre passi. Dieci se la distanza dal monumento aumenta. La formula matematica dell’assedio dei venditori ambulanti è facilmente calcolabile percorrendo le strade che circondano le aree di maggior pregio del centro storico. Piazze e vicoli che, a prescindere dalle dimensioni, diventano piccoli bazar a cielo aperto che impediscono ai turisti di passeggiare liberamente tra le meraviglie di Roma. Un vero e proprio assedio che inizia dalla fontana di Trevi e che, in un tour tra venditori abusivi di merce di ogni tipo, termina al Colosseo. Così chi arriva nella capitale per ammirare monumenti e aree archeologiche o, anche più semplicemente, per trascorre un weekend tra buon cibo e shopping, viene letteralmente frenato nella sua passeggiata dagli ambulanti. A rilanciare l’allarme è il vicepresidente della Fiavet Lazio, Giancarlo Iaquitto: “Oltre al problema dei trasporti e alla sporcizia delle strade, sono sempre di più i turisti che si lamentano con le nostre agenzie di viaggio per l’assillo dei venditori ambulanti irregolari”.

“Stavo camminando con mio marito quando hanno iniziato ad avvicinarsi prima un venditore di bottiglie di acqua, poi un altro con foulard e ombrellini e, infine, è arrivato un terzo ambulante con cappellini di paglia. Ci hanno circondato, non riuscivamo ad arrivare alla fontana di Trevi” racconta Susy Fost, americana in vacanza, mentre sorseggia un tè freddo in un bar di via del Lavatore.

Proprio le strade che portano verso il monumento sono tra le più assediate dagli abusivi ea poco serve il passaggio dei vigili urbani in borghese che trasformano i vicoli in una poco proficua “caccia al venditore” dove gli uni inseguono e gli altri scappano nei vicoli con la merce. Un siparietto quotidiano ma poco proficuo, perché i caschi bianchi desistono dalla corsa dopo pochi minuti ei venditori abusivi tornano nelle loro postazioni.

“Al centro, state al centro e non calpestate borse e occhiali” ripete più volte dall’altoparlante una guida che, con un gruppo di spagnoli, percorre via delle Muratte, invasa da pittori, street artist, venditori di bijoux e teli con borse e occhiali da sole contraffatti. “Sono scoppiati spesso litigi tra gli stranieri e gli ambulanti che con la merce restringono il passaggio dei pedoni. Capita che i bambini, innavertitamente, schiaccino gli oggetti posati a terra” racconta la guida Floriana Dordeti.

Proseguendo lungo via dei Pastini la situazione non migliora e, arrivati al Pantheon, a infastidire i turisti ci sono gladiatori, venditori di bastoni per fare i selfie e artisti di strada che occupano la piazza con concerti improvvisati. “Non riesco neanche a fare una foto, ogni volta nell’immagine compare, davanti al Pantheon, un venditore ambulante ” protesta Valentino Gignoni, arrivato da Padova con la famiglia per tre giorni a Roma. Una situazione di caos, tra turisti che stizziti scansano e dribblano in ogni modo gli abusivi, ei vigili urbani che presidiano le piazze, vedono, ma non intervengono.
“Qui chi viene in vacanza trascorre più tempo a dire “no grazie” ai venditori che a guardare la città” denuncia Giovanni Tarini, studente di Lecce in visita nella capitale.

Ad aggiungersi al suk dei “circonda- turisti” ci sono poi i venditori di biglietti per i tour sugli open bus. E poi, ad esempio in via del Corso e in piazza di Spagna, ambulanti che propongono l’acquisto di rose, bottigliette d’acqua ghiacciata e, novità dell’estate, imitazioni di una trottola moderna.
Ogni merce ha la sua zona: mini-cucitrici per stoffe davanti alle fermate della metro (ad esempio in piazza Barberini, via Nazionale e piazzale Flaminio), accessori per cellulari nei pressi della stazione Termini, borse e portafogli contraffatti nei vicoli del centro (frequenti in via dei Giubbonari e nelle strade attorno a Campo de’Fiori e Trastevere), ma anche ombrelli e cappelli che riparano dal sole (in particolare davanti al Colosseo o ai monumenti dove si fa la fila).

Una spartizione di zone che rende il centro storico un’area da bollino rosso, che i turisti dovrebbero evitare per non essere assediati costantemente da chi tenta di vendere loro qualcosa in maniera abusiva.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (05/07/2017).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/07/05/news/roma_la_rivolta_dei_turisti_in_tutto_il_centro_siamo_ostaggio_degli_ambulanti_-170005283/

Foto | Fonte | source:

— ROMA – Foro della Pace, Marino in visita al cantiere Il sindaco a passeggio nell’area archeologica dove è previsto il recupero delle antiche colonne che delimitavano l’area, CORRIERE TV | VIDEO (20-21|03|2015). [02:38].

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: AREA ARCHEOLOGICA I FORI IMPERIALI - Foro della Pace, Marino in visita al cantiere, CORRIERE TV | VIDEO (20-21|03|2015).

s.v.,

–ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Political Corruption, Neglect & Abandonment of Rome’s Cultural Heritage & Priorities of the Tourist Industry by the Political Administration of the Ministry of Culture & the City of Rome (2005 – 2017). FOTO & STAMPA 1 di 775.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma | MIBACT di Dario Franceschini, Ilaria Borletti Buitoni, Dorina Bianchi & Antimo Cesaro - OPERA ROCK? OPERA CRAC! - IL 'DIVO NERONE' AL PALATINO SI RIVELA UN DISASTRO, dogospia (09/07/2017).