Roma – Campidoglio / Palazzo Senatorio: Durante i lavori di restauro di Pal. Senatorio tornano alla luce affreschi medievali del 1300 (Com. di Roma 06/2010). & ‘Scoperte del Campdoglio’ BCom (1889) & Pal. Senatorio: lavori di 1888-89 (C.d.R / ASC 2010).

Roma – Campidoglio / Palazzo Senatorio: Durante i lavori di restauro di Pal. Senatorio tornano alla luce affreschi medievali del 1300 (Com. di Roma 06/2010). & ‘Scoperte del Campdoglio’ BCom (1889) & Pal. Senatorio: lavori di 1888-89 (C.d.R / ASC 2010).
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*** Informazioni aggiornate di 12/2010, con fotografie 1888-89 e relazione nel BCOM 1889. ***
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La scoperta è di poco più di un mese fa. Ai primi di maggio, durante i lavori relativi al secondo lotto dell’appalto di restauro e ristrutturazione del Palazzo Senatorio e in particolare negli ambienti interni delle due torri di Bonifacio IX, sono venuti alla luce degli affreschi di epoca medievale, risalenti alla prima metà del 1300.

Si tratta, in particolare, di un trittico composto dalla figura di un Cristo Redentore (o San Salvatore benedicente in trono) tra due santi, alla sua destra San Paolo e alla sua sinistra (presumibilmente) San Pietro. L’immagine di Cristo, sottolineano gli esperti dei Musei Capitolini (un primo rapporto sul ritrovamento è stato predisposto da Maria Dellera e Margherita Albertoni, sotto la supervisione del direttore Claudio Parisi Presicce), “è particolarmente curata nel modellato e ricca di chiaroscuro nel volto e nel collo. Dei due santi è attualmente visibile solo l’apostolo Paolo, l’altra figura è tuttora coperta dalla muratura sottostante la volta”.

Con questo ritrovamento, commenta il sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli, “si riporta alla luce un frammento di storia del Palazzo Senatorio assolutamente poco conosciuta. Questi affreschi, al di là del loro stato di conservazione, costituiscono uno dei pochi resti ancora esistenti della Roma medievale. Le pitture che abbiamo ritrovato sono veramente straordinarie”. Da una prima indagine, gli affreschi vengono fatti risalire intorno al 1320-1330. Stiamo parlando di un periodo particolare della storia di Roma e della Chiesa e cioè della cosiddetta cattività avignonese, con i Papi assenti dall’Urbe e insediati in Francia, ad Avignone appunto, dal 1309 al 1377 anno in cui papa Gregorio XI fece solenne ritorno (era il 27 gennaio) a Roma.

I lavori in corso hanno consentito di rimettere in luce le strutture medievali della loggia d’angolo tra Monte Caprino e la piazza Capitolina, già in parte rinvenute alla fine dell’Ottocento. Si tratta dell’ambiente di passaggio tra l’Aula Consiliare e la Promoteca e dell’attigua sala stampa del Consiglio Comunale.

Le prime indagini hanno consentito di individuare la muratura in laterizi del pilastro di spigolo della loggia e la struttura dell’arco su via del Campidoglio, che prosegue nella stanza del secondo piano dell’antico Palazzo del Senatore. Proprio qui, sulla parte alta di questo arco, finora nascosta dal pavimento della stanza soprastante, sono comparse le decorazioni dipinte (fra cui due serie verticali di stemmi tra i quali si riconosce lo stemma della famiglia Colonna), sepolte nello spessore della volta sotto uno strato di terra utilizzata per ricoprire le volte durante dei lavori risalenti alla seconda metà del ‘500. Qui, fino a poco tempo fa, c’erano gli uffici del Segretariato Generale. Nessuno poteva immaginare che, sotto il pavimento, a pochi centimetri di profondità lungo le mura del Palazzo, si nascondesse una testimonianza della Roma medievale. In effetti, nel ‘500 la loggia a due piani era stata divisa su tre livelli per ospitare gli uffici dei Giudici Criminali e questo aveva comportato la scomparsa delle vestigia della loggia e delle sue decorazioni.

“La scoperta risale ai primi di maggio – racconta Leonida Pelagalli, il restauratore che ha seguito tutte le fasi del ritrovamento – e abbiamo immediatamente capito che avevamo di fronte qualcosa di molto importante. Abbiamo fatto dei tasselli stratigrafici per valutare la qualità e la tipologia della muratura. In quell’occasione abbiamo visto che c’erano delle rimanenze di intonaco dipinto… abbiamo iniziato così a scavare nelle spalle della volta, rimuovendo la terra che più di cinquecento di anni fa venne impiegata come riempimento. Passando al setaccio questa terra sono venuti alla luce materiali di scarto come cocci di vasellame, piatti, bicchieri, ceramiche rinascimentali, anche frammenti di ossa di pollo, pecora o vitello, resti di pasti degli operai di allora”.
Per avere un’idea del Palazzo del Senatore e delle sue funzioni amministrative e giudiziarie nella Roma del 1200-1300, gli storici dell’arte dei Musei Capitolini e della Sovraintendenza fanno notare come le strutture medievali, pertinenti alla loggia di carattere monumentale fossero strettamente collegate alle funzioni giuridiche del senatore.
“Il Senatore – aggiunge il direttore dei Musei Capitolini, Claudio Parisi Presicce – rappresentava la massima autorità del Comune e proprio da questi ambienti egli si affacciava per assistere alle sentenze capitali, che venivano eseguite su Monte Caprino, proprio dove oggi hanno sede gli uffici dell’Avvocatura comunale. Questi ritrovamenti sono ancor più importanti perché appartengono alla parte più antica del Palazzo Senatorio, quella medievale”.

Ma chi è l’autore di questi affreschi? “È prematuro – risponde Parisi – fornire un nome preciso di chi fu l’autore degli affreschi, ma da un primo esame dei vari elementi stilistici come le ombre del Cristo e i particolari del trono possiamo restringere il campo delle ipostesi”. Gli “indizi” oggi disponibili hanno suggerito una prima ipotesi: lo stile delle pitture sembra rimandare alla cosiddetta scuola romana del maestro Pietro Cavallini (circa 1250 – circa 1325). Ma per avere una conferma definitiva occorreranno studi specifici, riscontri scientifici e indagini accurate.
Queste le parole del sindaco Gianni Alemanno: “Questi ritrovamenti costituiscono una testimonianza di straordinario valore della Roma medievale. Si tratta di una scoperta molto importante, venuta alla luce nell’ambito dei lavori di restauro e ristrutturazione del Palazzo Senatorio e che riguardano, in particolare, la stessa Aula di Giulio Cesare. Gli affreschi rinvenuti negli ambienti all’interno delle torri di Bonifacio IX sono la riprova di quell’immenso patrimonio che la nostra città conserva e che sarà ulteriormente valorizzato a settembre, in occasione delle cerimonie previste per i 140 anni di Roma Capitale”.

Gian Paolo Pelizzaro, Com. di Roma (06/2010).

Fonti / source: Roma – Campidoglio / Palazzo Senatorio: Durante i lavori di restauro di Pal. Senatorio tornano alla luce affreschi medievali del 1300 (Com. di Roma 06/2010). & ‘Scoperte del Campdoglio’ BCom (1889) & Pal. Senatorio: lavori di 1888-89 (C.d.R / ASC 2010).

1). Gian Paolo Pelizzaro, Durante i lavori di restauro di Palazzo Senatorio tornano alla luce affreschi medievali del 1300. Comune di Rome (06/2010). =
http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/pcr?menuPage=/&targetPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Ufficio_Stampa/Le_Newsletter_InComune/Giugno_2010/Homepage/Ultim’ora/info993628744.jsp

2). CARLO ALBERTO BUCCI, Il capolavoro ritrovato sui muri del Campidoglio E’ un affresco medievale che ha resistito a secoli di incuria e lavori maldestri. Dicono gli esperti che la qualità fa pensare a un pittore di primo piano nel ‘300. La Repubblica (15/06/2010) & La Repubblica ed. Roma (15/06/2010), p. 1.
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/15/news/il_capolavoro_ritrovato_sui_muri_del_campidoglio-4847936/

3). Comune di Roma / ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO ©2008: “Palazzo Senatorio – Immagine ripresa durante i lavori di distacco della facciata rinascimentale eseguiti nel 1888-89.” Soggetto: Palazzo Senatorio – Immagine ripresa durante i lavori di distacco della facciata rinascimentale eseguiti nel 1888-89. Fotografo: Anonimo. Data: 1889 ca. / Note: da Archivio Camera Capitolina cred. XXV n. catena 2254.
http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it

4). Prof. Camillo Re, “Sulle Ordiene Scoperte del Campidoglio,” Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma, n.17 (1889), pp. 80-84.
http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5302402055/in/set-72157624281059728/

ATTUALITA` – BENI CULTURALI A RISCHIO – ITALIA IN ROVINA, L’Espresso (29/12/2010), pp. 34-39 [in pdf il testo integrale].

ATTUALITA` – BENI CULTURALI A RISCHIO – ITALIA IN ROVINA, L’Espresso (29/12/2010), pp. 34-39 [in pdf il testo integrale].

Tommaso Cerno e Marisa Ranieri Panetta, Italia in rovina, Espresso 29/12/2010.
Fonte / source: http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=79558

Roma – Grandi Scavi Archeologici, Valle del Colosseo e Palatino nordorientale. Corriere della Sera (22/12/2010), p. 10.

Roma – Grandi Scavi Archeologici, Valle del Colosseo e Palatino nordorientale. Corriere della Sera (22/12/2010), p. 10.

Rome – The Imperial Fora: R. Lanciani, FORMA URBIS ROMAE (1893) / ROME – GOOGLE EARTH (2007-08) & I. Gismondi, MODEL OF ANCIENT ROME (1937) / ROME – BIRD’S -EYE VIEW (2008).

Rome – The Imperial Fora: R. Lanciani, FORMA URBIS ROMAE (1893) / ROME – GOOGLE EARTH (2007-08) & I. Gismondi, MODEL OF ANCIENT ROME (1937) / ROME – BIRD’S -EYE VIEW (2008).

GESCHICHTE – Wurde Rom von einer Frau gegründet? / [Roma è stata fondata da una donna?] DER SPIEGEL (26/05/2003) n. 22/2003, p. 158.

GESCHICHTE – Wurde Rom von einer Frau gegründet? / [Roma è stata fondata da una donna?] DER SPIEGEL (26/05/2003) n. 22/2003, p. 158.

Fonte / source: GESCHICHTE – Wurde Rom von einer Frau gegründet? DER SPIEGEL (26/05/2003) n. 22/2003, p. 158.

Roma è stata fondata da una donna? – Non Romolo e Remo, i gemelli famosi della mitologia antica, avrebbe alzato la città eterna sul Tevere dal battesimo, ma Roma, una figlia di Enea eroe troiano. I sostenitori di questa leggenda fondatori alternative come l’antichità ricercatore statunitense Eleanor Leach della Indiana University a Bloomington contare su un frammento del poeta greco-siciliano Stesicoro, vissuto 630-555 aC. Secondo il poeta, la figlia di Enea aveva preso con i loro seguaci a fuggire dalla distrutta Troia. sulle coste d’Italia, aveva preso in simpatia il paesaggio, può bruciare le navi e subito dopo per via insediamento costruito il suo nome. Per la versione diversa del mito della creazione Stesicoro dice che la stesura del suo testo è più vicino alla presunta data di fondazione della città nel 753 aC, come Plutarco, che ha diffuso la leggenda di Romolo nel primo secolo dC. Anche i record del storico greco Dionigi di Alicarnasso, secondo il ricercatore statunitense, la lettura del fondatore femminile della città. Sempre a Roma, d’epoca, la leggenda del mare hanno incontrato la bella donna di Troia era ovviamente in molte bocche. Ma i governanti maschio dell’impero come Giulio Cesare o di Augusto, la derivazione di una figura femminile appariva sospetto: essi si vantavano piuttosto con presunti legami di sangue diretto ai gemelli maschi.

GESCHICHTE – Wurde Rom von einer Frau gegründet? Nicht Romulus und Remus, das berühmte Zwillingspaar der antiken Mythologie, sollen die Ewige Stadt am Tiber aus der Taufe gehoben haben, sondern Roma, eine Tochter des trojanischen Helden Aeneas. Verfechter dieser alternativen Gründungslegende wie die US-Altertumsforscherin Eleanor Leach von der Indiana University in Bloomington berufen sich auf ein Fragment des griechisch-sizilianischen Dichters Stesichoros, der von 630 bis 555 vor Christus lebte. Dem Poeten zufolge hatte die Aeneas-Tochter mit ihren Getreuen aus dem zerstörten Troja die Flucht ergriffen. An die Küste Italiens verschlagen, habe sie Gefallen an der Landschaft gefunden, die Schiffe verbrennen lassen und der wenig später landeinwärts errichteten Siedlung ihren Namen gegeben. Für die abweichende Version des Gründungsmythos spricht, dass Stesichoros beim Abfassen seines Textes näher am angeblichen Gründungsdatum der Stadt im Jahr 753 vor Christus war als Plutarch, der die Romulus-Legende im ersten Jahrhundert nach Christus verbreitete. Auch Aufzeichnungen des griechischen Historikers Dionysios von Halikarnassos stützen nach Ansicht der US-Forscherin die Lesart von der weiblichen Stadtgründerin. Noch im Rom der Zeitenwende war die Legende von der übers Meer gekommenen schönen Trojanerin offenbar in vieler Munde. Doch männlichen Regenten des Imperiums wie Julius Cäsar oder Augustus muss die Abstammung von einer weiblichen Figur suspekt erschienen sein: Sie brüsteten sich lieber mit angeblich direkten Blutsbanden zu den männlichen Zwillingen.

Rome was founded by a woman? – Not Romulus and Remus, the famous twins of ancient mythology, should have lifted the Eternal City on the Tiber from the baptism, but Roma, a daughter of the Trojan hero Aeneas. Advocates of this alternative founding legend as the U.S. antiquity researcher Eleanor Leach of the Indiana University in Bloomington rely on a fragment of the Greek-Sicilian poet Stesichorus, who lived 630-555 BC. According to the poet, the daughter of Aeneas had taken with their followers to escape from the destroyed Troy. up on the shores of Italy, it had taken a liking to the landscape, can burn the ships and soon after built inland settlement its name. For the different version of the creation myth says that Stesichorus the drafting of its text is closer to the alleged founding date of the city in 753 BC, as was Plutarch, who spread the legend of Romulus in the first century AD. Also records of the Greek historian Dionysius of Halicarnassus, according to the US-based researcher, the reading of the female founder of the city. Still in Rome of the era, the legend of the sea have come across the beautiful Trojan woman was obviously in many mouths. But male rulers of the Empire as Julius Caesar or Augustus, the derivation of a female figure appeared to be suspect: they prided themselves rather with alleged direct blood ties to the male twins.

The Problems Relating to the Management & Excavations of the Archaeological Ruins of Herculaneum / Pompeii & Prof. Charles Waldstein – “Herculaneum”: An international Committee to Fund and Excavate Herculaneum (1904-10).

** UPDATE ** The Problems Relating to the Management & Excavations of the Archaeological Ruins of Herculaneum / Pompeii & Prof. Charles Waldstein – “Herculaneum”: An international Committee to Fund and Excavate Herculaneum (1904-10).

Foto: Fonte / source: Prof. Charles Waldstein, in: The Literary Digest, Vol. 30. n. 5, Feb. 4th, 1905, p. 162-163.

– s.v., Prof. Charles Waldstein, Herculaneum: past, present & future. (Maxsimillian Co., 1908). =
Ercolano: nel passato, nel presente e nell’avenire (S.T.E.N., Società Tipografico-Editrice Nazionale, 1910).

– s.v., PROFESSOR WALDSTEIN AND THE EXCAVATION OF HERCULANEUM. [ American architect and architecture, Volumes 91-92, n. 1639 (May 25th, 1907), pp. 210-211.]
IN a recent letter to the London Times, Professor Charles Waldstein sets forth in this wise his position in his controversy with the Italian Government on the subject of the excavation of Herculaneum. He says:

Sir:—When, in April. 1904, I had succeeded in gaining the support of the chief Italian authorities for my plan of an international excavation of Herculaneum, in conjunction with and under the direction of the Italian archaeologists and under Italian laws, the matter was settled in its first stage by the warm assent of the then Minister of Public Instruction, Signor Orlando. He supplied me with my credentials, which were to show the world that I was acting with the cognizance and the direct encouragement of the Italian Government, by giving me, at my request, the letter which has already been published. In this letter he recognized all the difficulties which lay before me in this iniziotka modioli’ before I could secure the co-operation of the civilized world for such a colossal and ideal task, and expressed the hope that I should not meet with insuperable difficulties.

I thereupon began my propaganda for the international enter prise in Europe and the United States, and carried the first stage almost to completion, in a manner which was as satisfactory to me as it was surprising.

When, however, in January of 1905, from utterances in the Italian press, and from a speech made by Signor Orlando in the Italian Chamber, it became manifest that the Italian Government was no longer prepared to support my scheme whole-heartedly, I wrote as follows, in a letter published in the Times of January 23. I9°5. in which letter 1 also insisted upon the competence of Italian archaeologists. “Compare,” I urged upon the reader, “the appropriations made by the Italian Government for archaeological, scientific and artistic work with those of our own Budget, and our admiration of the Italian sense of intellectuality as a factor of national life may not exclude a sense of shame as regards our own national attitude in such matters.” The letter ended with the following passage:

“Should the Italian nation object to such international work and excavate Herculaneum themselves, I shall not regret the efforts I have made for the wider plan. Herculaneum will be restored to light, which is the most important matter. But at the same time I shall regret that Italy docs not also seize this opportunity of making itself the centre for a great work in which all civilized nations will unite in harmony on the very soil upon which the essence of their common civilization rests. This would be thttype for other similar enterprises in science and art, and would confirm de facto what the peace conferences and the treaties of arbitration are establishing de jure. One thing remains certain, that without the cordial and unqualified assent, nay, the positive encouragement, of the Italian Government, the Italian people, and my Italian confreres, the work on which I am engaged cannot proceed.”

What I then said in 1905 was meant in all sincerity and applies to the present moment. Herculaneum must be excavated as soon as possible, because of the quite exceptional character of what we have every reason to expect to find, because of the increased difficulties and cost which every year and week of delay entail, and because of the advantages to the living and coming generations which the results will yield, and of which they ought not to be deprived. On this all who have any right to an opinion —from Beule and Gaston Boissier to Reinach and Professor Dall’ Osso of the Museum of Naples, the greatest authority on such matters in the present day—are agreed.

What happened since January, 1905, may be outlined briefly by the following salient events:

In the autumn of 1905 the project was submitted by the Italian Government to the Central Commission dealing with such matters. This commission recommended its adoption by nine votes to four—four abstaining; while Professor de Salinas, of Palermo, subsequently published the fact that he was temporarily absent when the vote was taken, but that he would have voted for the proposal. It is a noteworthy fact, which has only become known recently, that Commendatore Boni absented himself from the meeting held at Rome which other members, travelling from Palermo and Milan, made a point of attending.

After some delay I was officially informed of this vote through the Italian embassy in London. The Government had changed, and Signor Bianchi succeeded Signor Orlando. In the spring of 1906 I informed Signor Bianchi, through the British embassy of Rome and the Italian embassy of London, that I was willing to travel to Rome to see him, if there was any chance that the whole question could be finally settled one way or the other. I was informed that Signor Bianchi could not undertake to promise this.

Thus the matter remained undecided, until, last autumn (September, 1906), a Giolitti cabinet having again come to power, I traveled to Rome to see Signor Tittoni by appointment, as well as S’ignor Rava, the present Minister of Public Instruction. Signor Rava had gone to Milan (whence I came) on my arrival in Rome, and had returned to Rome when I arrived in Milan, owing to exigencies of his office. But the Minister of Foreign Affairs—with whom I, as a foreigner, would also naturally deal —though he pointed out that the matter was not in his immediate competence (ressort), manifested his sympathetic interest in it, and assured me that the question would be pushed to a conclusion without delay. This promise was manifestly fulfilled, for the project was again referred to the Central Commission, who, in November of last year, to the agreeable surprise of all concerned, unanimously recommended its acceptance, and strongly urged upon the Government its speedy realization. I must again point out—which I did not know before—that Commendatore Boni had absented himself from this meeting also. Meanwhile, besides this remarkable support of the archaeologists, public opinion in Italy, as represented by the press, had emphatically turned in favor of my international plan and gave it unqualified and enthusiastic approval. This can prove at any moment, as I have received the newspaper cuttings from all parts of Italy. The Giornale d’Italia, of Rome—formerly more or less opposed to the scheme—printed a long article by Professor Conti, who had been the most decided opponent before, in which that archaeologist generously recanted his previous condemnation of my efforts, and lavished unqualified praise on myself and my work. The Tribuna—the paper supposed to be most immediately in touch with the Government, formerly distinctly unfavorable to the scheme—published three long articles by Professor Dall’ Osso, supporting it in the strongest manner, and giving a most luminous expose of the way in which the actual work should be undertaken. It was thus assumed, from November to February, by the Italians and by the whole world that the question was settled and the project accepted. I was myself informed by those competent that this was the case, and, though I received no official intimation to that effect, 1 myself felt convinced that the matter was settled.

Then, towards the end of February, there appeared the extract from Commendatore Boni’s letter to me—-which I had not yet received—and in three days the decision of the Italian authorities was apparently reversed. I say “apparently,” because I have only the conflicting newspaper reports and private information to go upon, for I have not yet received official information on the matter. The subjoined letter to Signor Corrado Ricci will make clear this last phase:

Propriety St. Franqols, Gairaut, Nice, April 7, 1907.

Sir:—In the month of October of last year you sent me a very courteous reply to a letter in which I had pointed out to you the interpretation which had been given to certain expressions of yours cited by the newspapers to my disadvantage, and you assured me that it was not to me that your words applied. At the same time you announced to me that my project concerning Herculaneum, which had been discussed for two years past, would shortly be submitted afresh to the Central Commission, adding that, although at the moment your personal opinion was not favorable, you would not in any way use your official position to influence the members of the commission.

Evidently you had loyally kept this promise, for. at the beginning of the month of November, all the newspapers announced that the commission had expressed itself unanimously in favor of the project, while laying down certain just conditions and recommending its speedy realization to the Government. Of this I had information from the newspapers and from private sources, but I have had no direct or official communication. Our ambassador at Rome and yours in London assured me that they had more than once written and requested that this direct and official communication should be sent to me. In reply to a letter written by me to Signor Tittoni, the only member of the Government with whom I had conferred in person, his Excellency wrote to me in the month of February that the question would be immediately decided by the Council of Ministers, and that I should receive a direct communication.
You know the events that followed the publication of Commendatore Boni’s letter. The newspapers announced that my project had been rejected by the Government. On the 23d of February our ambassador at Rome informed me that he had received a letter from H. E. Signor Rava, in which the latter said that the decision of the Government would be sent to me. Since then, in reply to a letter addressed to H. E. Signor Tittoni, the Ministry of Foreign Affairs replied to me that the information would be immediately sent direct to me from that of Public Instruction. It is now the 7th of April, and I have yet received no official communication either of the decision passed by the Central Commission at the beginning of last November or of the rejection of my project in the month of February, while the newspapers write of the subject and discuss it repeatedly. I am receiving letters from all quarters asking me for information concerning the facts of a matter in which I am believed to be the person most immediately concerned.

This is the simple state of the case, and I must ask you and also the Minister of Public Instruction to take cognizance of it, and to act as seems to you appropriate in the interest of a question of such importance for science, for Italy, and for the world of culture. Yours very truly, Charles Waldstein.

To: Professor Corrado Ricci, Director-General of Fine Arts and Antiques.

It now only remains for me again to express the hope that the Italian authorities will speedily undertake the excavation of Herculaneum themselves, and will carry it to a successful issue, and to give utterance to my sincere gratification that under the present Government such splendid appropriations are being made for archaeological research. Such efforts can but evoke joy and admiration in all those interested in archaeology, in science, art and culture.
Allow me, in fine, to seize this opportunity of thanking all those, in Italy, and every part of the world, who directly or indirectly have given me help and encouragement. Above all, I should like to acknowledge publicly my debt of gratitude to my friend, Mr. Leonard Shoobridge. It was he who, in 1903, urged me actually to take in hand the international scheme, which I had developed for so many years, but did not see my way to carry into effect owing to my numerous duties. His active cooperation led to my decision. We traveled to Italy together in the spring of 1904. He prepared the way, by study, on the spot, by procuring copious illustrations and collecting the literature on the subject, and has since given me moral and actual support in the work which has demanded some energy and sacrifice.

Charles Waldstein.

P. S.—Since the above was written, I have received a letter from Signor Corrado Ricci, to which I have sent the following reply, here given in translation:
“Propriety St. Franqois, Galraut, Nice, “April 17. 1907.

“Sir:—I have just received your kind letter, which you tell me is ‘privee et personnelle.’ I am thus debarred from publishing its contents. My letter to you was in no way personal, but purely official. I asked of you and of the Minister of Public Instruction that, at last, some direct and authentic information be given me as to the fate of my ‘international project,’ which has now been discussed for three years. Your letter does not provide this information, and I must again beg that this he sent to me in accordance with the promise made by the Minister of Public Instruction to our ambassador on February 23.

“Believe me yours very truly, Charles Waldstein.”

Fonte / source: PROFESSOR WALDSTEIN AND THE EXCAVATION OF HERCULANEUM. American architect and architecture, Volumes 91-92, n. 1639 (May 25th, 1907), pp. 210-211. =

– s.v., VARIE. – [Bollettino d’arte, La Libreria dello Stato., 1907 p. 34.] Per gli scavi di Ercolano. — Non è vera l’affermazione fatta che il Governo italiano non abbia mai risposto alle lettere del prof. Waldstein. Risulta infatti che con lettera 2 luglio 1905 l’Ambasciatore italiano a Londra gli comunicò la decisione del Ministero dell’Istruzione di voler sentire sulla sua proposta di scavo il parere della Commissione centrale delle antichità e belle arti, e che questo parere, dato nel dicembre del 1905, fu presto comunicato al prof. Waldstein, il quale ringraziò il nostro Ambasciatore a Londra con lettera 3 gennaio 1906.
Il secondo parere dato – di sua iniziativa dalla Commissione centrale nel novembre 1906 – mentre l’oggetto non era all’ordine del giorno – toccava solamente una parte della quistione, cioè quella d’indole scientifica; l’altra parte, relativa al concorso finanziario straniero, doveva essere esaminata e risoluta dall’autorità politica. Perciò nessuna comunicazione poteva essere l’atta al prof. Waldstein prima che di ciò si fossero occupati i ministri competenti. Appena presa una decisione in proposito, il Ministero dell’Istruzione l’ha comunicata a quello degli Esteri. Il ministro Rava non ebbe mai lettera dal signor prof. Waldstein e perciò non doveva rispondere.
Non sono nemmeno esatte le altre affermazioni del prof. Waldstein. Egli dice che la Commissione centrale votò unanime in favore della sua proposta, mentre è da notare che Giacomo Boni, il quale vi appartiene, ha scritta la lettera che tutti conoscono contro il progetto Waldstein. Molto meno è esatto che la stampa italiana sia stata unanime, perchè oltre quella lettera del Boni vi ha quella del prof. Zuretti dell’Università di Palermo pubblicata dal Giornale d’Italia dell’8 marzo, che conclude: « E necessario far da noi e non lasciar fare ad altri. L’attuale decisione del Consiglio dei Ministri bene « risponde ai doveri ed alle necessità d’Italia ed io, uomo non di fazione, me ne allieto col Ministro « della Pubblica Istruzione ». E vi e il voto dell’Accademia di S. Luca, proposto dal senatore Finali, assolutamente contrario al progetto Waldstein.
A questo stesso proposito, il Direttore Generale delle antichità e delle belle arti ebbe occasione di scrivere:
Nel « Colloquio col prof. Waldstein sugli Scavi di Ercolano » pubblicato nel Corriere della Sera del 24 corrente leggo questo periodo : « Posso dire di non aver mai avuto risposta, dalle autorità competenti, alle mie lettere e alle mie sollecitazioni ». Ora io non so se il prof. Waldstein riconosca in me, per la mia qualità di Direttore Generale per le Antichità e Belle Arti, una autorità competente. In tal caso è bene che si sappia che alla sua lettera del 18 ottobre sugli scavi d’Ercolano risposi senz’altro il 26 dello stesso mese, e che egli ne accusò ricevuta tre giorni dopo con una sua da Cambridge che comincia proprio cosi :« je vous remercie pour votre lettre du 26 d. e. m. »

Fonte /source:
Bollettino d’arte, La Libreria dello Stato., 1907 p. 34. By Italy. Ministero dell’educazione nazionale, Italy. Direzione generale per le antichità e belle arti. =

– s.v., NOTIZARIO — La questione di Ercolano [Rivista Rassegna contemporanea (1908), p. 678] — L’archeologo inglese Carlo Waldstein ha pubblicato un volume, esponendo il suo vasto progetto, per il quale doveva risorgere dalla sua tomba di lava e di cenere l’antica Ercolano mediante il concorso sia di danaro sia di lavoro di tutte le nazioni. È noto che il governo italiano rifiutò la generosa proposta affermando che l’escavazione di Ercolano doveva essere opera nazionale. Ora infatti una Commissione governativa, incaricata dello studio della questione, è sul posto, procedendo a sondaggi, dopo essere stata autorizzata a scavare dei pezzi di esplorazione. La Commissione è composta del prof. De Petra, insegnante di archeologia all’Università di Napoli, presidente, del prof. Di Lorenzo, ordinario di geologia nello stesso Ateneo, del comm. Giacomo Boni, direttore degli scavi del Foro Romano, degli ing. Simonetti e di Mauro del genio civile.
Si tratta anzitutto di accertare la costituzione geologica della formazione vulcanica sotto cui é rimasta sepolta Ercolano e sulla quale è sorto, in riva al golfo partenopeo, il comune di Resina. Ciò è essenziale per la soluzione del problema che si debba procedere a scavi con sterri alla superficie dopo espropriata e demolita la nuova città sorta sopra l’antica, o se si possa procedere sotterra all’apertura di gallerie e di incunaboli senza pericoli statici. C’è anche di mezzo l’avvocatura erariale per la questione degli esproprii. Ma è certo che gli scavi governativi si faranno e che ad essi non saranno negati i fondi necessari. Speriamo che le cose non procedano con la lentezza burocratica, alla quale purtroppo siamo abituati, si che non debba rimanere quasi vano il nobile gesto di rifiuto dell’aiuto straniero.

Fonte / source: NOTIZARIO — La questione di Ercolano [Rivista Rassegna contemporanea (1908), p. 678]

– s.v., Amedeo Maiuri, Vita d’archeologo: cronache dell’archeologia napoletana (Rusconi, 1992 ).

– s.v, Laurentino García y García, Nova bibliotheca pompeiana: 250 anni di bibliografia archeologica : Vol. II ( Bardi, 1998).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Dott.ssa E. Bianchi & Dott.ssa M. Milella, “I FORI IMPERIALI”, PAGINA DI COMUNE DI ROMA (10/2000), [12/2010 = pdf PP. 1-18].

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Dott.ssa E. Bianchi & Dott.ssa M. Milella, “I FORI IMPERIALI”, PAGINA DI COMUNE DI ROMA (10/2000), [12/2010 = Pdf PP. 1-18].
Fonte / source: PAGINA DI COMUNE DI ROMA, (10/2000).

http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr

PDF = E. Bianchi – M. Milella I Fori Imperiali Comune di Roma 2000

s.v., Mercati di Traiano & Museo dei Fori Imperiali, (2007-10) = http://www.mercatiditraiano.it/

The Markets of Trajan & Museum of the Imperial Fora (1995-2010): Archaeological Investigations, Related Studies, On-Site Educational Materials (10/2010).

The Markets of Trajan & Museum of the Imperial Fora (1995-2010): Archaeological Investigations, Related Studies, On-Site Educational Materials (10/2010).

Also see:
Rome – The Museum of the Imperial Fora: [L. to R.] Dr. Lucrezia Ungario – Director of the Museum, Umberto Croppi – City of Rome’s Council Member for Cultural Policy, and the Hon. Dr. Giorgio Napolitano – President of the Italian Republic (Oct. 4th, 2010).
http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5173915930/

Note: Finally! It is nice to see Dr. Ungaro and her staff at the Markets of Trajan & the Museum of the Imperial Forums get the recognition they deserve after nearly 15 years of hard work in transforming the Market of Trajan into one of the best educational and interesting archaeological sites / museums in the City of Rome.

ROMA – [Part. 1] – I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Il Giornale dell’Arte numero 304, dicembre 2010.

ROMA – [Part. 1] – I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Il Giornale dell’Arte numero 304, dicembre 2010.

Roma. I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Verranno così alla luce i tesori del Foro della Pace, ora sepolto a sei metri di profondità, sotto la via dei Fori Imperiali. «L’ultima scoperta a fine luglio, sotto piazza Venezia [Piazza Madonna di Loreto], una terza aula completa di scale e gradinate in marmi policromi dell’Athenaeum di Adriano del 135 d.C, conferma che si tratta del più importante ritrovamento di edificio pubblico romano degli ultimi 70 anni. Un complesso grandioso abbandonato dopo la caduta dell’ Impero»: l’orgoglio dell’archeologo Roberto Egidi, responsabile della Soprintendenza per gli scavi della metro C è ancora forte, e ricorda che il Cipe ha sbloccato a fine luglio gli ultimi 84 dei 792 milioni di euro per la tratta San Giovanni-Colosseo (il tratto fino a San Giovanni dovrebbe essere inaugurato nel 2013, quello fino al Colosseo nel 2016). Negli stessi giorni la cosiddetta «Metropolitana Museo» di Roma ha ricevuto però duri colpi nel tratto successivo, proprio quello che attraversa il cuore di Roma, tra piazza Venezia e San Pietro.

Fonte / source: di Tina Lepri, da Il Giornale dell’Arte numero 304, dicembre 2010
http://151.12.58.143/rassegnastampa/PDF/2010/2010-12-01/2010120117446484.pdf

Part. 1 – ROMA – Roma. I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011.
http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5271589787/

Part 2. – ROMA – Roma. I lavori per la fermata «Fori Imperiali» / Foto: la Stazione “Fori Imperiali / Tempio della Pacis & la Stazione “Pz. Venezia / Fori Imperiali / “Athenaeum di Adriano del 135 d.C.
ROMA - [Part. 2]  - I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Il Giornale dell'Arte numero 304, dicembre 2010.

ROMA – [Part. 2] – I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Il Giornale dell’Arte numero 304, dicembre 2010.

ROMA – [Part. 2] – I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Il Giornale dell’Arte numero 304, dicembre 2010.

Roma. I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Verranno così alla luce i tesori del Foro della Pace, ora sepolto a sei metri di profondità, sotto la via dei Fori Imperiali. «L’ultima scoperta a fine luglio, sotto piazza Venezia [Piazza Madonna di Loreto], una terza aula completa di scale e gradinate in marmi policromi dell’Athenaeum di Adriano del 135 d.C, conferma che si tratta del più importante ritrovamento di edificio pubblico romano degli ultimi 70 anni. Un complesso grandioso abbandonato dopo la caduta dell’ Impero»: l’orgoglio dell’archeologo Roberto Egidi, responsabile della Soprintendenza per gli scavi della metro C è ancora forte, e ricorda che il Cipe ha sbloccato a fine luglio gli ultimi 84 dei 792 milioni di euro per la tratta San Giovanni-Colosseo (il tratto fino a San Giovanni dovrebbe essere inaugurato nel 2013, quello fino al Colosseo nel 2016). Negli stessi giorni la cosiddetta «Metropolitana Museo» di Roma ha ricevuto però duri colpi nel tratto successivo, proprio quello che attraversa il cuore di Roma, tra piazza Venezia e San Pietro.

Fonte / source: di Tina Lepri, da Il Giornale dell’Arte numero 304, dicembre 2010
http://151.12.58.143/rassegnastampa/PDF/2010/2010-12-01/2010120117446484.pdf

Part. 1 – ROMA – Roma. I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011.
http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5271589787/

Part 2. – ROMA – Roma. I lavori per la fermata «Fori Imperiali» / Foto: la Stazione “Fori Imperiali / Tempio della Pacis & la Stazione “Pz. Venezia / Fori Imperiali / “Athenaeum di Adriano del 135 d.C.
ROMA - [Part. 2]  - I lavori per la fermata «Fori Imperiali» della linea C della metropolitana cominceranno nel 2011. Il Giornale dell'Arte numero 304, dicembre 2010.

JUDITH HARRIS, The Flames of Protest Envelop Rome. (December 15, 2010). i-Italy.

JUDITH HARRIS, The Flames of Protest Envelop Rome. (December 15, 2010). i-Italy.
http://www.i-italy.org/bloggers/16308/flames-protest-envelop-rome

“…My impression, standing in the midst of the maelstrom, was that most did not care; they had different concerns. There were two sets of warriors on the march: the high school and university students whom I’d seen earlier gathering in front of the Liceo Virgilio on Via Giulia and the others–the ones in ski masks already throwing loud firecrackers, petardi, at onlookers including me.”

POMPEII – SPECIAL REPORT: “THE LAST DAYS OF POMPEII,” / IL VENERDI / LA REPUBBLICA (17/12/2010). p. 1 -10.

POMPEII – SPECIAL REPORT: “THE LAST DAYS OF POMPEII,” / IL VENERDI / LA REPUBBLICA (17/12/2010). p. 1 -10.

Dott. Roberto Cecchi, stated that “I [he] has only one qualified archaeologist [in Pompeii] for 1500 edifices,” in POMPEII – SPECIAL REPORT: “THE LAST DAYS OF POMPEII,” / IL VENERDI / LA REPUBBLICA (17/12/2010). p. 34. Min. Bondi, is just Berlusconi’s patsy, someone else is making all the decisions relating to Pompeii & Rome (2008-10), etc. Who? I have an idea, follow the money trail!

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma [Metro ‘C’ 1930] – Ufficio Tecnico Ferrovie Metropolitane di Roma 1930 – Rete Metropolitiana Linea A, B, & C / [Staz. di Corrispondenza Piazza Venezia Linea ‘B’ & ‘C’], Scala 1:12.500.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma [Metro ‘C’ 1930] – Ufficio Tecnico Ferrovie Metropolitane di Roma 1930 – Rete Metropolitiana Linea A, B, & C / [Staz. di Corrispondenza Piazza Venezia Linea ‘B’ & ‘C’], Scala 1:12.500.

ROMA IN REVOLTA – Roma, Citta’ Aperta – ‘Pina’ 1945. Roma di Berlusconi – ‘Pina’ 2010.

ROMA IN REVOLTA - Roma, Citta’ Aperta – ‘Pina’ 1945. Roma di Berlusconi – ‘Pina’ 2010.ROMA INREVOLTA – Roma, Citta’ Aperta – ‘Pina’ 1945. Roma diBerlusconi – ‘Pina’ 2010.Si apre oggi a Roma il processo contro 26 compagni imputati per i fatti del grande corteo del 14 Dicembre 2010.
In quei mesi, a due anni dal grande movimento universitario dell’Onda, una nuova mobilitazione studentesca attraversava le strade delle città italiane.

Quel giorno, a Roma, nei blindatissimi palazzi del potere un già traballante Silvio Berlusconi si comprava la fiducia al suo governo allungando di un anno la sua triste agonia (e nulla di meglio sarebbe venuto successivamente).

Fuori, nelle strade, più di 100.000 giovani sfiduciavano dal basso un’intera classe politica, poco preoccupati delle “scomuniche” del Saviano di turno.

Quel giorno, migliaia e migliaia di persone marciarono verso i palazzi del potere resistendo per ore in Via del Corso, in Piazza del Popolo e successivamente più in periferia alle continue cariche delle Forze dell’Ordine.

Oggi la Procura di Roma cerca, come al solito, di addossare a pochi capri espiatori, la responsabilità di quell’esplosione sociale accusandoli di resistenza, danneggiamento, travisamento e manifestazione non autorizzata.

Leggiamo con imbarazzo e pena gli articoli di certi giornali come Repubblica sempre pronti ad esaltare le rivolte ovunque purché non in Italia.
Quelli che nel resto del mondo sono giovani ribelli qui diventano teppisti, devastatori e terroristi. Ma del resto sappiamo bene che De Benedetti ed i suoi, qui nel Belpaese, hanno concreti e solidi interessi da difendere.

Solidali con gli imputati dunque!

FOTO | FONTE | SOURCE:

Si apre a Roma il processo per il 14 Dicembre 2010

http://milanoinmovimento.com/news-stream/si-apre-a-roma-il-processo-per-il-14-dicembre-2010

Rome – The Imperial Fora Project 2011 Onwards: Aerial View and Map of the Imperial Fora with the Forums of Trajan and Augustus Following the Removal of the Via Alesandrina.

Rome – The Imperial Fora Project 2011 Onwards: Aerial View and Map of the Imperial Fora with the Forums of Trajan and Augustus Following the Removal of the Via Alesandrina.

Roma – I Fori Imperiali Project 2011 in poi: Vista aerea e mappa dei Fori Imperiali con i Fori di Traiano e di Augusto in seguito alla rimozione del Alesandrina Via.

** Aerial View of Imperial Fora without the Via Alessandrina created by / Veduta aerea di Fori Imperiali senza la Via Alessandrina creato da M. G. Conde (12/12/2010). **

Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati “Roma – Fori Imperiali: Interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare,” 12/12/2010.

Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “Roma – Fori Imperiali: Interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare,” 12/12/2010.
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Rif. [Fori Imperiali] operazioni di restauro dei sottofondi ammalorati delle pavimentazioni dei Fori di Traiano, Cesare ed Augusto; – interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare.

“Per il Foro di Cesare immagino che si voglia modificare il colonnato che si trova fra il tempio di Venere e le tabernae. La posizione attuale, sistemata in epoca fascista, è sbagliata perchè le colonne verso la piazza del Foro erano in origine con un interasse più stretto. Per farti capire, manca una colonna per ogni interasse: ti allego la tavola della mia tesi dove avevo già presentato il problema e proposto l’integrazione [Tavola n. 21]! La ricostruzione verrà effettuata con tutti i frammenti che hanno ritrovato durante gli scavi. “Anastilosi” [vedi sotto n. 4] è una parola che viene dal greco e significa la ricostruzione con i frammenti originari. Qui la parola è usata in maniera impropria perchè l’anastilosi è una operazione che viene eseguita senza l’uso di malta, cemento o altri leganti…ossia “a secco” (e io non credo che possano tenere insieme i pezzi delle colonne senza uso di leganti!!!).”

Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (e-mail 11/12/2010).

1). Dott.ssa Barbara Baldrati, “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord,” in: Arch. Barbara Baldrati, Tesi di specializzazione: “Il foro di Cesare: proposta di recupero per l’area nord,” relatore: Prof. Arch. Giovanni Carbonara, correlatore: Prof. Arch. Fabrizio De Cesaris. Tesi discussa il 16/07/2004. [© Tutti i diritti riservati 2010].
Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati "Roma - Fori Imperiali: Interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare," 12/12/2010.

2). Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “FORUM JULII – Il Foro di Cesare: proposta d’ intervento per l’ area nord,” Disegna Auto Cad su Carta fotografia.” (12/2010).
http://www.barbarabaldrati.com/Italiano/Tematiche/cesare_tematiche.html

Cara Roma & l’Italia, grazie per 100.000 o più persone che sono andate la protesta contro Berlusconi, oggi a Piazza di Porta S. Giovanni (11/12/2010).

Cara Roma & l’Italia, grazie per 100.000 o più persone che sono andate la protesta contro Berlusconi, oggi a Piazza di Porta S. Giovanni (11/12/2010).

Dear Roma & Italy, thank you for 100,000 or more people who went the protest against Berlusconi today at the Piazza di Porta S. Giovanni (11/12/2010).

Foto fonte / source: di Alvaro de Alvariis, “2010 11 dicembre S. Giovanni, Alvaro de Alvariis; – L’italia che vuole cambiare in Piazza di Porta S. Giovanni.”

Rome – the Imperial Fora Project 2011 Onwards: The New Public Acess to the Basilica Ulpia, the Removal of the Via Alessandrina, & New Lighting for the Markets of Trajan.

Rome – the Imperial Fora Project 2011 Onwards: The New Public Acess to the Basilica Ulpia, the Removal of the Via Alessandrina, & New Lighting for the Markets of Trajan.

Rome – The Metro C Archaeological Surveys (2006-10): The ‘Piazza Madonna di Loreto’ & The Atheneaum of Emp. Hadrian c. 135 AD, Area of the ex-Pal. Bolognetti Torlonia / Pal. Parracciani Nepoli. Pal. Desideri & Via Macel dei Corvi.’

Rome – The Metro C Archaeological Surveys (2006-10): The ‘Piazza Madonna di Loreto’ & The Atheneaum of Emp. Hadrian c. 135 AD, Area of the ex-Pal. Bolognetti Torlonia / Pal. Parracciani Nepoli. Pal. Desideri & Via Macel dei Corvi.’