ROMA BENI CULTURALI: Federica Galloni e Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma, rapina con fumogeni rubati gioielli dell’800 a Villa Giulia, LA REPUBBLICA (31/03/2013).

ROMA BENI CULTURALI: Federica Galloni e Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma, rapina con fumogeni rubati gioielli dell’800 a Villa Giulia, LA REPUBBLICA (31/03/2013).

(ANSA) – ROMA, 31 MAR – Furto la scorsa notte nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. I ladri, utilizzando dei fumogeni, secondo le prime informazioni avrebbero rubato alcuni gioielli ottocenteschi della collezione ‘Castellani’, uno dei piu’ importanti nuclei antiquari del Museo. La Collezione, donata allo Stato il 19 gennaio 1919, e’ composta da piu’ di 6000 oggetti interi e da frammenti comprese oreficerie antiche e moderne. Si occupano delle indagini i carabinieri della compagnia Trionfale.

Sono entrati dal retro e, dopo aver rinchiuso i custodi di turno nella guardiola, sono saliti nella Sala degli ori dove hanno fracassato tre vetrine e rubato alcuni gioielli ottocenteschi della collezione Castellani, usando dei fumogeni per non rendere visibili le immagini riprese dalle telecamere. Quello avvenuto la scorsa notte al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, a Roma, è un “furto singolare”, di cui “non si capisce la finalità” perché gli oggetti rubati non sono quelli di maggior valore nel museo, spiega la direttrice regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio, Federica Galloni.

“I ladri – racconta la dirigente del Ministero dei Beni culturali – sono entrati dal retro del museo ieri sera, verso le 23.30. Hanno rinchiuso i custodi nella guardiola e sono saliti al secondo livello, nella sala degli Ori, dove hanno frantumato con un’ascia tre vetrine blindate molto spesse all’interno delle quali erano esposti dei gioielli della collezione Castellani. Ne hanno presi solo alcuni, forse perché disturbati dall’arrivo dei carabinieri, chiamati immediatamente dai custodi. Non capisco – ragiona Galloni -, è veramente un furto strano, singolare, perché nel museo ci sono dei reperti archeologici di gran lunga più importanti, che hanno maggior valore se immessi sul mercato”.

Sul posto si trovano sia la scientifica che il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri. “Verranno esaminati i filmati delle telecamere a circuito chiuso”, aggiunge Galloni, anche se “i ladri hanno utilizzato dei fumogeni durante il furto”.

FONTE / SOURCES: LA REPUBBLICA (31/03/2013).

roma.repubblica.it/cronaca/2013/03/31/news/furto_con_fumo…

s.v.,

— ROMA BENE ARCHITETTONICI & CORRUZIONE POLITICA: L’inchiesta – Dott.ssa Architetto Federica Galloni indagata con un avvocato – “Fu abuso d’ufficio” – Il mobile da 15 millioni venne svincolato. CORRIERE DELLA SERA (13/03/2013), p. 6.

rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2013/03/13/roma…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma, il marzo più bagnato dal 1782 – Sono già 17 i giorni di pioggia, IL MESSAGGERO (29/03/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma, il marzo più bagnato dal 1782 – Sono già 17 i giorni di pioggia, IL MESSAGGERO (29/03/2013).

ROMA – Non è solo un’impressione. Questo pazzo marzo romano – un marzo all’antica con vento e nuvole che attraversano velocemente il cielo – avrà un posto negli annali. Dall’inizio del mese (non ancora terminato) ci sono già stati diciassette giorni di pioggia, una cifra record, visto che la media dal 1782 a oggi (ben 231 anni) è stata di 9,9. Solo sei volte, da quando l’Osservatorio del Collegio Romano raccoglie i dati meteo di Roma, c’è stato un marzo con più precipitazioni. Il picco nel 1909 – l’Italia era un regno e la città era una giovane capitale – quando i giorni «bagnati» furono addirittura ventidue.

Fonte / source:

www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_maltempo_marzo_piog…

Foto / fonte / source:

Rome, Flooded torrential rainstorm – Roman and the Imperial Forums, Coloseum Valley and the Circus Maximus Underwater. Dott.ssa Astrid D’Eredita` / Fotos: Claudio Valletti / La Repubblica.it (20/10/2011).

astridrome.wordpress.com/2011/10/20/foro-romano-nubifragi…

Roma Archeologia: “What have the Romans ever done for us”, Roman-era brick Fort Vancouver [Washington State, USA] has paw prints, Channel 8, Portland USA (27/02/2013). [VIDEO 02:17].

Roma Archeologia: “What have the Romans ever done for us”, Roman-era brick Fort Vancouver [Washington State, USA] has paw prints, Channel 8, Portland USA (27/02/2013). [VIDEO 02:17].

VANCOUVER – A brick unearthed decades ago at Fort Vancouver is back in the spotlight.
The brick was first discovered buried in the ground on the site around 1950, but a recent analysis of its make-up now shows the brick dates back some 2,000 years, all the way back to the Roman Empire. One of the most interesting aspects of the brick is what was likely not supposed to be on it.

If you look closely at one of its corners you’ll see two tiny paw prints. Archaeologists suspect it’s the work of an ancient Roman kitty cat.
“We kind of jokingly call it the ‘Celtic Kitty,’ jumped up on this wet brick probably close to 2,000 years ago and memorialized itself for all eternity,” said Bob Cromwell, an archaeologist at Fort Vancouver.

The big question: How in the world did this ancient brick end up in Vancouver?
Cromwell says it likely came over on an English ship where it was used as ballast, basically just weight to help balance the ship.

“Somebody in England basically recycled, or took apart, a Roman ruin or maybe a cobblestone road and it probably ended up as a ballast load in a Hudson’s Bay Company ship,” said Cromwell.

The ancient brick is on display inside the Fort Vancouver National historic site.
Visitors can see the brick, but because it’s being stored in a special climate-controlled room, they must make a viewing appointment.

Fonte / source: Roman-era brick Fort Vancouver [Washington State, USA] has paw prints, Channel 8, Portland USA (27/02/2013). [VIDEO 02:17].

www.kgw.com/news/Fort-Vancouver-home-to-2000-year-old-bri…

ROMA BENI CULTURALI e CAMION-BAR : I manifesti del consigliere Pdl Tredicine invadono Roma: molti sono abusivi, IL MESSAGGERO (29/03/2013).

ROMA BENI CULTURALI e CAMION-BAR : I manifesti del consigliere Pdl Tredicine invadono Roma: molti sono abusivi, IL MESSAGGERO (29/03/2013).

Questa mattina Roma ha avuto un risveglio diverso da tutti gli altri giorni. Sui muri della città, ovunque, è apparso il volto sorridente di Giordano Tredicine: sullo sfondo l’Altare della patria, in bella evidenza il simbolo del Popolo della Libertà “per Alemanno”. E in testa la scritta: “Uno come te”.

A parte i 5.284 che nel 2008 lo hanno votato, la maggioranza dei romani probabilmente non sa che Giordano Tredicine è un consigliere del Pdl del Comune di Roma, il più giovane eletto come ci tiene a sottolineare nella biografia del suo sito internet. E’ stato anche nominato vicecapogruppo del partito in Aula Giulio Cesare oltre a presidente della commissione Politiche sociali e Famiglia.

E a proposito di Famiglia il consigliere Tredicine fa parte dell’omonima famiglia, originaria di Schiavi d’Abruzzo, che ha in mano quasi il monopolio della gestione dei venditori di castagne nella Capitale e ancor di più quella dei camion-bar che invadono gli angoli più belli di Roma: dal Colosseo, a Fontana di Trevi, da via dei Fori Imperiali a Trinità dei Monti.

L’INVASIONE

Il faccione sorridente del consigliere Tredicine da ieri mattina è ovunque. Praticamente un incubo. Non è l’unico, certo: i candidati del Pd alle primarie Ignazio Marino e Paolo Gentiloni hanno accusato il loro concorrente David Sassoli di fare lo stesso.
Ma quella di Tredicine è una vera invasione. Sui muri dell’ospedale San Camillo, sopra i contenitori della raccolta di abiti usati, sui cartelloni in via Appia Nuova, su mega poster in via dell’acqua Bullicante, sulle plance in viale Marconi, sui muri scrostati di Tor Pignattara, sui bandoni dei cantieri in viale della Primavera, davanti al Bioparco sui muri di via Saverio Mercadante, ma anche dall’altra della città a Ostia oltraggiando quel lungomare che proprio l’assessorato all’Ambiente della giunta Alemanno ha rimesso a nuovo: manifesti che tappezzano le cabine dell’Enel e dell’Acea e le pensiline dell’Atac.

LA RABBIA

Per il momento lasciamo perdere l’interrogativo su come faccia un consigliere comunale, che sulla carta guadagna meno di duemila euro al mese, a permettersi un battage pubblicitario di questa portata. Probabilmente avrà ottimi committenti.

Il problema è un altro: la cosa che più indigna, infatti, è che molti di questi manifesti (non tutti) sono evidentemente abusivi e che Tredicine si permette di scrivere “Uno come te”.

Bene, uno come me (ma credo anche uno come la maggior parte dei romani) non si sogna minimamente di violentare il decoro di questa città. Uno come me paga fior fior di euro all’Ama per tenerla pulita questa Roma. Uno come me spera che nel 2013 per comunicare la propria candidatura si utilizzi al posto di medievali manifesti la potenza di internet, la televisione, i giornali e comunque spazi regolari.

Uno come me si augura non tanto di vedere nei prossimi giorni qualche “pecetta” del Comune di Roma con la scritta affissione abusiva, ma che il sindaco di Roma, o qualcuno per lui, prenda le distanze e dia immediato ordine ad una squadra di rimuovere quelle vergogne. Questo, sì, sarebbe per Roma un risveglio davvero diverso.

FONTE / SOURCE:

— I manifesti del consigliere Pdl Tredicine invadono Roma: molti sono abusivi, IL MESSAGGERO (29/03/2013).

www.ilmessaggero.it/ROMA/CAMPIDOGLIO/tredicine_manifesti_…

s.v.,

— ROMA BENI CULTURALI e CAMION-BAR e TREDICINE (2010-13).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8386980724/in…

ROMA BENI CULTURALI: Roma, il fenomeno dei fachiri che levitano e il segreto svelato in un video, IL MESSAGGERO (29/03/2013). Foto: Roma, “esercizi di levitazione al foro romano”, di Gianni De Dominicis (27/01/2013).

ROMA BENI CULTURALI: Roma, il fenomeno dei fachiri che levitano e il segreto svelato in un video, IL MESSAGGERO (29/03/2013). Foto: Roma, “esercizi di levitazione al foro romano”, di Gianni De Dominicis (27/01/2013).

Fonte / sources:

— Roma, il fenomeno dei fachiri che levitano e il segreto svelato in un video, IL MESSAGGERO (29/03/2013).

www.ilmessaggero.it/ROMA/STORIE/fachiri_roma/notizie/2615…

— Foto: Roma, esercizi di levitazione al foro romano, di Gianni De Dominicis 27/01/2013).

www.flickr.com/photos/giannidedom/8477458134/in/photostream/

ITALY BENI CULTURALI & POLITICAL CORRUPTION & TOURISM & PRIVATIZATION: “Le pietre e il popolo” se il patrimonio è democrazia, LA REPUBBLICA (29/03/2013). [PDF pp. 1-5].

ITALY BENI CULTURALI & POLITICAL CORRUPTION & TOURISM & PRIVATIZATION: “Le pietre e il popolo” se il patrimonio è democrazia, LA REPUBBLICA (29/03/2013). [PDF pp. 1-5].

Il libro-denuncia dello storico dell’arte Tomaso Montanari: i nostri tesori artistici e architettonici ridotti a puri oggetti di sfruttamento turistico e commerciale. “A rischio è la cittadinanza stessa”

PDF = ITALY BENI CULTURALI & POLITICAL CORRUPTION & TOURISM & PRIVATIZATION: “Le pietre e il popolo” se il patrimonio è democrazia, LA REPUBBLICA (29/03/2013). [PDF pp. 1-5].
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— Le note seguenti sono stati aggiunti per evidenziare i problemi storici e attuali politici e le questioni rilevanti in materia di patrimonio culturale d’Italia.

— The following notes were added to highlight the historical and current political problems and relevant issues relating to Italy’s cultural heritage.

ROMA DI MUSSOLINI: AA.VV., L’urbanistica di Mussolini – Alla ricerca di una nuova città nell’Italia fascista, Berlin (2011), 520 pagine | 630 immagini. [Sommario Italiano | Summary English].

ROMA DI MUSSOLINI: AA.VV., L’urbanistica di Mussolini – Alla ricerca di una nuova città nell’Italia fascista, Berlin (2011), 520 pagine | 630 immagini. [Sommario Italiano | Summary English].

— Harald Bodenschatz (Hg.),
Städtebau für Mussolini. Auf der Suche nach der neuen Stadt im faschistischen Italien.
Berlin (2011) 520 Seiten, 630 Abbildungen

— L’urbanistica di Mussolini, Alla ricerca di una nuova città nell’Italia fascista.
Harald Bodenschatz (Curatore) Autori: Harald Bodenschatz e Daniela Spiegel,
con il contributo di Uwe Altrock, Lorenz Kirchner e Ursula von Petz
Testi dell’Architekturmuseum der Technischen Universität Berlin 4
Casa editrice DOM publishers, Berlin 2011
520 Pagine, 630 Immagini ISBN 978-3-86922-186-1

— Urban Design under Mussolini, Fascist Italy in Search of the New City
Harald Bodenschatz (Ed.)
Authors: Harald Bodenschatz and Daniela Spiegel,
with essays by Uwe Altrock, Lorenz Kirchner, and Ursula von Petz
Schriften des Architekturmuseums der Technischen Universität Berlin 4
DOM publishers, Berlin 2011
520 pages, 630 illustrations

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Note: Fascist Architecture in Rome –

During the exhibit in Rome ― “Metafisica” featuring the works of Giorgio De Chirico (Sept. 27, 2003 to Jan. 8, 2004), two Italian architectural
scholars discussed the controversial and belated rediscovery of Fascist architecture.

– Prof.ssa Rossana Bossoglia (retired Prof. of Architecture History), who said:

“Until recently one couldn‘t say that Fascist architecture was beautiful, otherwise he would be accused of saying Fascism as a whole was
beautiful. Now we can say the battle is won.”

– Prof. Giorgio Muratore (Prof. of Architecture History at the “La Sapienza” University in Rome), who also reiterated this point:

“Until the 1970s, it was simply considered a dark page in the history of Italian architecture. Today, after more than 50 years, we can look at things from a distance. Something of high-quality – even if it was born in a questionable period – can still be interesting.”

Prof. Bossoglia & Prof. Muratore quoted from:
Alessandra Rizzo, “After Decades of Oblivion, Fascist architecture gains new favor,”
The Associated Press [online edition], Oct. 1, 2003.

s.v., see: Prof. Bossoglia & Prof. Muratore, cited in the following work:

— Mussolini’s Rome – The ‘Via Dell’ Impero’ and the ‘Imperial Forums’ (1924-40): The New Studies of the Fascist Systemization of the Imperial Forums and the Unpublished Archaeological Findings (1995-2010), Martin G. Conde, (Oct. 2010), [PDF pp. 1-21].

– The purpose of this bibliographical reference paper is to provide readers supplementary updated bibliographical listing of the more recent scholarly publications and Italian news articles ([ca. 150 + listings] dating from 1995 to Oct. 2010) in reference to the Fascist period excavations in the Imperial Forums and simultaneous construction of the Via dell‟ Impero [now Via dei Fori Imperiali] between 1930-1936.

– Part 1: Introduction, pp. 1-2.

– Part 2: “Via dell’impero. Nascita di una strada, demolizioni e scavi: 1930-1936. Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero.” by: Umberto Broccoli, Claudio Parisi Presicce, & Maria Elisa Tittoni. Rome, July 22, 2009, pp. 3-7.

– Part 3: “Via dell Impero,” – Bibliography, Further Reading, & Electronic References, pp. 8-21.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2010/10/10/mussolini%E2%80%99s-rome-the-%E2%80%98via-dell%E2%80%99-impero%E2%80%99-and-the-%E2%80%98imperial-forums%E2%80%99-1924-40-the-new-studies-of-the-fascist-systemization-of-the-imperial-forums-and-t/

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L’urbanistica di Mussolini
Alla ricerca di una nuova città nell’Italia fascista.
Harald Bodenschatz (Curatore), Berlin 2011

Con l’urbanistica dell’era Mussolini l’Italia ha dato un autorevole contributo alla storia dell’urbanistica europea del XX secolo non soltanto per quanto concerne le grandi città, ma anche per quelle piccole e medie. In nessun altro paese europeo è stata progettata e realizzata così tanta urbanistica nel periodo compreso tra le due grandi guerre come in Italia. Tale ricerca é stata dimenticata o repressa dal dopoguerra fino agli anni ottanta, e soltanto negli ultimi due decenni è ritornata alla ribalta grazie ad esposizioni e pubblicazioni, che però l’hanno spesso presentata come mera immagine o forma, e non come prodotto di un sistema dittatoriale. Fuori dai confini dell’Italia l’urbanistica fascista ha fino ad oggi destato poco interesse, e ciò vale anche – fatte piccole eccezioni – per il mondo dell’urbanistica tedesca, eppure così legato alla cultura e storia dell’Italia.

Il libro „L’urbanistica per Mussolini“ è il risultato di un progetto di ricerca della Technische Universität di Berlino, ed offre non soltanto una panoramica sistematica dell’urbanistica durante la dittatura mussoliniana, ma soprattutto spunti per una sua nuova interpretazione. Nel libro, che tralaltro mostra molte immagini fino ad oggi poco pubblicate, viene dato grande rilievo al dibattito urbanistico ed ai progetti della area metropolitana di Roma. La città eterna è stato il campo di azione più importante della sperimentazione dell’era mussoliniana. L’obbiettivo era creare la capitale dell’Italia fascista, la „NUOVA ROMA“, riallacciandosi alla fama dell‘antica Roma ed alla città papale. Di seguito vengono affrontate nel libro le „città nuove“ più importanti dell’Agro Pontino, che furono realizzate a sud-est di Roma sembra per dare prova internazionale di „efficiente“ capacità colonizzatrice del territorio, alle quali segue una breve panoramica sui progetti urbanistici più importanti nelle altre città italiane, come anche quelli delle città di nuova fondazione. Da qui lo sguardo spazia oltre i confini dell’Italia per mostrare la doppia faccia dell’urbanistica sotto Mussolini. Perchè se da un lato l’urbanistica in Italia – escludendo alcune regioni di confine al nord specialmente attorno a Bolzano – viene utilizzata principalmente per creare consensi al regime, nelle colonie invece, e sopratutto in Africa, viene utilizzata per imporre, consolidare e dimostrare l’autorità terroristica dello stato. Particolare risalto viene dato in conclusione agli sforzi deitecnici del regime fascista, nel tentativo di consolidare instituzionalmente, legalmente e scientificamente il ruolo dell’urbanistica nella società.
Di regola i testi, sia italiani che stranieri, sull’architettura e sull’urbanistica dell’era mussoliniana vengono formulati in un ottica isolata, contestualizzando le attività della dittatura soltanto all’interno dello scenario nazionale italiano. Questo tipo di approccio presenta lo svantaggio di lasciare poco spazio all’interpretazione, e questo è quanto si è cercato di superare nel libro qui presentato che – anche se in maniera rudimentale – mette in parallelo la dittatura di Mussolini con le altre due grandi dittature del tempo, quelle di Hitler e di Stalin. Questa interpretazione si fonda su alcune ricerche precedenti dell’autore – tra le quali vale la pena ricordare „L’urbanistica all’ombra di Stalin“ (2003), così come anche quella riguardo l’urbanistica nazionalsocialista di Berlino. Queste ricerche, non solo hanno facilitato l’esame dell’urbanistica durante la dittatura mussoliniana, ma lo hanno fortemente pregnato. Ne è risultato un quadro interpretativo che permette un ampio punto di vista sulle attività delle singole dittature nei loro vari aspetti.

Molti progetti dell’urbanistica italiana nel periodo tra le due guerre sono di grande interesse per tutta l’europa e dovrebbero trovare il loro giusto posto all’interno della storia dell’urbanistica. Per ciò che riguarda la ricostruzione dei centri storici, i progetti dell’era mussoliniana – come d’altronde tutto lo scenario internazionale del tempo – sono spesso molto violenti e poco attenti. Tuttavia si possono notare alcune eccezioni, come quella di Gustavo Giovannoni che sviluppò un programma alternativo di alleggerimento del costruito (diradamento), che è sicuramente un’idea storica di grande interesse, ma che purtroppo non riscontrò grande interesse e applicazione nell’Italia di Mussolini. Riguardo le espansioni si contano numerosi esempi di rilievo internazionale – come i progetti di edilizia sociale a Roma durante gli anni venti, fra tutti la Borgata Giardino della Garbatella. Anche le città di nuova fondazione sono spesso state ingiustamente dimenticate nel dibattito internazionale. Queste mostrano nel dettaglio una spiccata varietà ed una qualità, ancora oggi o forse soltanto oggi molto apprezzabile. Un esempio eccezionale è quello di Sabbaudia, una mescla speciale di architettura moderna ed urbanistica tradizionale. È però importante relativizzare l’eccezionale attrattività e qualità dell’urbanistica di questo periodo: i migliori prodotti dell’urbanistica venirono offerti soltanto a quel ceto sociale che più di tutti profittava della dittatura, ovvero la nuova classe media, mentre spesso le fasce più povere della popolazione venivano relegate ed escluse nelle periferie suburbane.

L’„Urbanistica per Mussolini“ però non va intesa come frutto di una relazione meccanico-gerarchica. Se da un lato infatti l’urbanistica non venne forgiata sotto il diktat di un unica potente figura, il „Duce“, dall’altro è anche vero che neanche gli urbanisti si sottomisero servilmente al volere del „Duce“. Per questi infatti servire il fascismo ha sempre significato servirlo nella maniera che loro ritenevano di volta in volta opportuna. E ciò non ha escluso spirito di adattamento e opportunismo, al contrario li ha fomentati. Ma Mussolini poteva lavorare soltanto con persone disposte a stare al suo completo servizio o, come nel caso di giovani appena formati, che lo sarebbero potuti essere in un futuro prossimo. Per questo promosse ed incentivò tra gli urbanisti la devozione nei suoi confronti tramite favoritismi selettivi. Soltanto una ricostruzione della complessa constellazione di attori dell’urbanistica nell’Italia fascista, che si realizzò e sviluppò fondamentalmente tramite confrontazione verbale e pratica, permette uno sguardo differente sull’urbanistica dittatoriale in generale, le sue variazioni nel tempo ed il confronto con le altre dittature

Urban Design under Mussolini, Fascist Italy in Search of the New City
Harald Bodenschatz (Ed.), Berlin 2011.

While Italy is famous for its historic architectural achievements, its contribution to urban design in twentieth-century Europe is often overlooked. Yet no other European country initiated and carried out as many urban planning projects in the interwar years as Italy did: urban planning under Mussolini extended not only to the big cities, but also to numerous large and small towns. After the Second World War this intense activity was forgotten or disowned; it is only in the past two decades that exhibitions and publications in Italy have brought its projects to the attention of a broader public. The focus tends to be on design, however, ignoring the fascist background. And while cultured western Europeans generally claim a deep attachment to all things Italian, this does not, apparently, involve an awareness of architecture and planning under fascism.

The book Urban Design under Mussolini is the product of several years of research in a project of the Berlin University of Technology. Drawing extensively on Italian sources, it not only provides a systematic overview of urban planning under the fascist regime, but takes a fresh approach to the subject, offering new, unexpected angles. Its numerous illustrations include many unfamiliar views. Since Rome was the centre of planning activity in the Mussolini era, one major focus of the book is on urban planning issues and projects in and around the Eternal City and the attempts made to form the capital of fascist Italy into a NEW ROME rivalling the power and glory of ancient and papal Rome. The book’s second focus is on the new cities built by the fascists as part of the massive project of reclaiming the Pontine Marshes southeast of Rome. Intended to demonstrate an allegedly efficient settlement policy within Italy, it was much applauded internationally. Next in the book is a brief overview of important urban planning projects in other Italian cities as well as the new towns. The geographic focus cannot be limited to the Italian peninsula alone, however, since that would mean denying the Janus-faced character of urban planning under Mussolini. While urban design in Italy itself – apart from the areas close to the country’s northern border, such as Bolzano – was intended to boost support for the regime, in the Italian colonies, especially in Africa, urban planning policies served to assert, consolidate, and demonstrate the regime’s absolute power. The efforts undertaken by planners at this time to establish urban design both institutionally and legally as well as at universities are also discussed in detail.

Both in Italy and elsewhere, architecture and urban planning under autocratic regimes are generally discussed in isolation, with policies explained solely from a national context. Since this approach necessarily limits our understanding of what went on at the time, this book seeks to offer a wider perspective also extending to the policies of Mussolini’s fellow dictators Hitler and Stalin. In this context the book draws on Harald Bodenschatz’s research on urban design under Stalin (published in Städtebau im Schatten Stalins, 2003) and Nazi planning in Berlin, which not only provided valuable background for his research into urban planning under the Mussolini regime, but also significantly broadens the scope of analysis, making it possible to compare specific aspects of urban planning under different autocratic regimes.

Numerous urban planning projects in interwar Italy are significant from a European perspective, too, and need to be discussed in the wider context of urban planning in Europe. The radical and ruthless restructuring of old town centres under Mussolini, for example, reflected the international consensus among urban planners at the time. Yet urban renewal can take various forms: Gustavo Giovannoni, for instance, developed alternative programmes involving a rather more cautious thinning out of old buildings (diradamento). Though fascinating in terms of the history of ideas, however, his programmes were not implemented to any satisfactory extent in Mussolini’s Italy. A large number of Italy`s urban development projects are relevant for international developments, too, including the projects initiated in the 1920s by the Roman Institute for Social Housing, foremost among them the garden city of Garbatella. International comparison also shows that the oblivion into which the new cities founded by the fascists have fallen is largely undeserved. With their carefully differentiated architecture they offer an attractive small-town atmosphere that communicates itself even – or perhaps especially – today. The prime example in this context is Sabaudia, where the marriage of modern architecture and traditional urban planning has been remarkably successful. The attractiveness and high quality of interwar urban planning is both striking and disturbing, but one has to keep in mind that these pleasant habitats were reserved for the new middle classes that benefited most from the regime, while the urban poor were pushed to the suburban periphery and marginalized spatially as well as socially.

The title of the book, Urban Design under Mussolini, is not meant to imply a strict hierarchy of top-down mechanisms. Urban planning in fascist Italy did not follow the dictates of the Duce, nor did urban planners submit unconditionally to the Duce’s will. Though most were wholly and enthusiastically committed to fascism, ideas varied about the forms that commitment might take. This does not rule out timeserving and opportunism, on the contrary; but Mussolini had to work with the people who were available and who were willing to serve him – or, as graduates of the new universities, might be willing to serve him in future. His rewards for individual experts were motivated by the need to encourage the commitment of the profession as a whole. A differentiated analysis of urban design under an autocratic regime which also takes account of historical and structural contexts therefore requires a reconstruction of the complex actor-networks around which urban planning in fascist Italy revolved.

Fonte / sources:

– “Mussolinis Spitzhacke veränderte die Gesellschaft – Architektur und soziale Revolution: Ein monumentaler Bildband zeigt, wie Mussolini Rom zur Modellstadt aller Diktaturen des vergangenen Jahrhunderts machte.” Von Dankwart Guratzsch, WELT ONLINE (24/02/2012).

www.welt.de/kultur/history/article13869984/Mussolinis-Spi…

– Harald Bodenschatz (Hg.), Städtebau für Mussolini. DOM editori, Berlin (2012), 520 pagine, 630 illustrazioni, 98 €. = Städtebau für Mussolini. Tagung zur Buchpräsentation, Do., 26.1.2012, 18.30–20.00 Uhr, Hörsaal A053, Architekturgebäude Flachbau, Straße des 17. Juni 150

architekturmuseum.ub.tu-berlin.de/index.php?set=1&p=542

www.book2look.de/vBook.aspx?id=1xmBir2kOV&euid=&r…

ITALIA BENI CULTURALI – OPERAZIONE RECUPERO BIGA: [Della biga greca arcaica scoperta in Monteleone presso Norcia in Sabina], in: Metropolitan Museum Journal Vol. 46 / 2011; Comune di Monteleone di Spoleto (PG) [2013].

ITALIA BENI CULTURALI – OPERAZIONE RECUPERO BIGA: [Della biga greca arcaica scoperta in Monteleone presso Norcia in Sabina], in: Metropolitan Museum
Journal Vol. 46 / 2011; Comune di Monteleone di Spoleto (PG) [2013].

PDF = ITALIA BENI CULTURALI – OPERAZIONE RECUPERO BIGA: [Della biga greca arcaica scoperta in Monteleone presso Norcia in Sabina], in: Metropolitan Museum Journal Vol. 46 / 2011; Comune di Monteleone di Spoleto (PG) [2013].

Fonte / source:

— Comune di Monteleone di Spoleto Corso Vittorio Emanuele II, n. 18 06045 Monteleone di Spoleto (PG) – Operazione Recupero Biga: Documenti e immagini; Rassegna stampa; Stampa alternativa & The Etruscan Chariot From Monteleone di Spoleto; in: Metropolitan Museum Journal Vol. 46 / 2011 [PDF]

http://www.comune.monteleonedispoleto.pg.it/sa/sa_p_testo.php?idservizio=10017

s.v.,

— The Metropolitan Museum of Art & the Monteleone Chariot ‘La Biga Rapita’ & the Comune di Monteleone di Spoleto. THE NEW YORK TIMES, THE WASHINGTON POST & AMERICAN JOURNAL OF ARCHAEOLOGY (1904,1905,& 1907).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/2522758943/

ITALIA BENI CULTURALI: AA.VV., “DIFESA E PROTEZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO DAI DANNI DI GUERRA,” (1917-1953), La Redazione del Bollettino d’Arte, MIBAC (2013) [scarica il pdf].

ITALIA BENI CULTURALI: AA.VV., “DIFESA E PROTEZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO DAI DANNI DI GUERRA,” (1917-1953), La Redazione del Bollettino d’Arte, MIBAC (2013) [scarica il pdf].

La Redazione del Bollettino d’Arte ha sentito la necessità di digitalizzare e rendere disponibile l’ormai raro volume “La Ricostruzione del Patrimonio Artistico Italiano” (entra nel sommario) pubblicato nel 1950 per i tipi dell’Istituto Poligrafico dello Stato, a cura della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti afferente all’allora Ministero della Pubblica Istruzione.
La pubblicazione, nel rendere omaggio alla V Conferenza Generale dell’UNESCO tenutasi a Firenze quello stesso anno, dà conto dell’estesa attività della suddetta Direzione Generale volta alla ricostruzione del patrimonio artistico italiano danneggiato dalla seconda guerra mondiale.

www.bollettinodarte.beniculturali.it/opencms/export/Bolle…
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“DIFESA E PROTEZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO DAI DANNI DI GUERRA, (1917-1953);”

restampa in: Patrimoniosos.it (27/03/2013).

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=103327

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LA RICOSTRUZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO
On-line il volume “La Ricostruzione del Patrimonio Artistico Italiano”, pubblicato nel 1950 a cura della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti (scarica il pdf)

Premessa di S. E. Guido Gonella, Ministro della Pubblica Istruzione 3
I. — Il Restauro dei Monumenti
Prefazione di Roberto Pane 9
Il restauro dei Monumenti 13

II. — Riordinamento dei Musei e della Gallerie – Restauro delle opere d’arte – Attività dell’Istituto Centrale del Restauro
Nuovi incrementi del patrimonio artistico

Prefazione di Mario Salmi 111
Riordinamento dei Musei e delle Gallerie 113
Restauro delle Opere d’Arte 141
Attività dell’Istituto Centrale del Restauro 183
Nuovi incrementi del patrimonio artistico 203

Foglio sciolto dell’Associazione Nazionale per il Restauro dei Monumenti danneggiati dalla guerra

www.bollettinodarte.beniculturali.it/opencms/export/Bolle…
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Con l’occasione si è ritenuto di rendere disponibile il materiale digitale conservato in redazione riguardante le tematiche relative alla tutela e alla difesa, anche preventiva del patrimonio culturale italiano dai danni di guerra, pubblicato dal 1917 in poi sulla testata del Bollettino d’Arte e su quella de Le Arti:

•Corrado Ricci: L’arte e la guerra (1917, VIII-XII)

•Protezione dei monumenti: Veneto – Lombardia – Emilia – Romagna – Toscana – Marche – Lazio – Puglie – Sardegna (1917, VIII-XII)

•Gino Fogolari: Relazione sull’opera della Sovrintendenza alle gallerie e agli oggetti d’arte del Veneto per difendere gli oggetti d’arte dai pericoli della guerra (1918, IX-XII)

•Elenco di opere d’arte del Veneto sottratte ai pericoli di guerra (1918, IX-XII)

•Giuseppe Pellegrini: Provvedimenti presi a tutela degli oggetti di antichità e d’arte sottoposti alla Giurisdizione della Sovraintendenza per i Musei e gli scavi di antichità del Veneto, contro i pericoli di guerra (1918, IX-XII)

•Ettore Modigliani: Relazione del R. Sovraintendente alle Gallerie della Lombardia su operazioni di sgombero degli oggetti d’arte compiute nelle provincie di Vicenza e di Verona (1918, IX-XII)

•Arduino Colasanti: Provvedimenti presi a tutela degli oggetti di antichità e d’arte esposti ai pericoli della guerra (1918, IX-XII)

•Massimiliano Ongaro: Provvedimenti presi a tutela di oggetti d’arte sottoposti alla giurisdizione della Sovraintendenza dei Monumenti di Venezia (1918, IX-XII)

•Giuseppe Gerola: Relazione del R. Sovraintendente dei Monumenti della Romagna incaricato delle operazioni di sgombero di oggetti d’arte compiute nella provincia di Mantova (1918, IX-XII)

•Ettore Modigliani: Provvedimenti di tutela contro i pericoli della guerra attuati a cura della R. Sovraintendenza alle Gallerie e alle Raccolte d’Arte delle Provincie Lombarde (1920, IX-XII)

•Giuseppe Bottai: La tutela delle opere d’arte in tempo di guerra (1938, X)

•Giuseppe Bottai: Fronte dell’Arte (1940-41, III)

•G. Morozzi: Ritrovamenti e restauri in quattro pievi toscane danneggiate dalla guerra (1950, II)

•A. Barbacci: I restauri della Mercanzia di Bologna (1950, II)

•E. Lavagnino: Restauro del Tempio Malatestiano (1950, II)

•F. Reggiori: La rinascita della Basilica Ambrosiana (1950, III)

•F. Forlati: Restauro di edifici danneggiati dalla guerra – Provincia di Treviso (1950, III)

•F. Forlati: Restauro di edifici danneggiati dalla guerra – Provincia di Padova (1951, I)

•M. De Vita: Il restauro della chiesa di S. Pietro in Tivoli (1951, II)

•F. Russoli: Riapertura del Museo Poldi Pezzoli (1952, I)

•F. Forlati: Restauro di edifici danneggiati dalla guerra – Provincia di Vicenza (1952, III)

•A. Barbacci: La Basilica di San Francesco in Bologna e le sue secolari vicende (1953, I)

•C. Ceschi: Restauro di edifici danneggiati dalla guerra – Liguria (1953, I)

•A. Barbacci: Il restauro del Duomo di Modena danneggiato dalla guerra (1953, III)

•C. Ceschi: Restauro di edifici danneggiati dalla guerra – Liguria (1953, IV)

Didascalia immagine: Roma, Basilica di San Lorenzo: interno della navata centrale dopo il bombardamento e a restauro ultimato, da La Ricostruzione del Patrimonio Artistico Italiano, Roma, La Libreria dello Stato, 1950

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Prof. Adriano La Regina, CULTURAL HERITAGE IN ITALY BETWEEN CONSERVATION AND RESEARCH,in: “Il patrimonio culturale tra tutela e ricerca”, Atti del Convegno internazionale Roma, 30-31/01/2006, (Roma 2011), pp. 7-10 [PDF]

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Prof. Adriano La Regina, CULTURAL HERITAGE IN ITALY BETWEEN CIONSERVATION AND RESEARCH,in: “Il patrimonio culturale tra tutela e ricerca”, Atti del Convegno internazionale Roma, 30-31 gennaio 2006, (Roma 2011), pp. 7-10 [PDF].

Fonte / source:

— Prof. Adriano la Regina, folio | articles [nn. 1-44], in: INTERNET ARCHIVE (2013).

http://archive.org/details/AdrianoLaRegina.CulturalHeritageInItalyBetweenConservationAnd

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Prof. Adriano La Regina, La ville antique et son avenir, «Paris Projet, Amenagement, Urbanisme, Avenir» Atelier parisien d’urbanisme, 23.24 (1983), 85-91, 96-109. (PDF = [testo pubblicato in francese e in italiano]).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Prof. Adriano La Regina, La ville antique et son avenir, «Paris Projet, Amenagement, Urbanisme, Avenir» Atelier parisien d’urbanisme, 23.24 (1983), 85-91, 96-109. (PDF = [testo pubblicato in francese e in italiano]).

Fonte / source:

— Prof. Adriano la Regina, folio | articles [nn. 1-44], in: INTERNET ARCHIVE (2013).

archive.org/search.php?query=creator%3A%22Adriano+La+Regi…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Prof. A. La Regina, Programma di scavo e di nuova sistemazione dell’ area archeologica centrale di Roma, in: Roma: continuita dell’ antico – i fori Imperiali nel progetto della citta,’ ROMA | Electa (1981), pp. 11-18 PDF

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Prof. Adriano La Regina, Programma di scavo e di nuova sistemazione dell’ area archeologica centrale di Roma, in: Roma: continuita dell’ antico – i fori Imperiali nel progetto della citta,’ ROMA | Electa (1981), pp. 11-18 [PDF].

Fonte / source:

— Prof. Adriano la Regina, folio | articles [nn. 1-44], in: INTERNET ARCHIVE (2013).

archive.org/search.php?query=creator%3A%22Adriano+La+Regi…

ROMA ARCHEOLOGIA e la Metro Linea C e il nuovo papa Francesco: Quando sarà terminato correttamente? Metro C da S. Giovanni al Colloseo. Sette anni di lavori & 792 Milioni Euro, IL TEMPO (22/03/2013), p. 22.

ROMA ARCHEOLOGIA e la Metro Linea C e il nuovo papa Francesco: Quando sarà terminato correttamente? Metro C da S. Giovanni al Colloseo. Sette anni di lavori & 792 Milioni Euro, IL TEMPO (22/03/2013), p. 22.

Fonte / source:

— Metro C da S. Giovanni al Colloseo. Sette anni di lavori & 792 Milioni Euro, IL TEMPO (22/03/2013), p. 22.

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA e la Metro Linea C e il nuovo papa Francesco: Quando sarà terminato correttamente? Metro D da S. Giovanni al Colloseo. Sette anni di lavori & 792 Milioni Euro, IL TEMPO (22/03/2013), p. 22.

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Il Foro o Tempio della Pace – “Progetto di ricostruzione di untratto del colonnato del portico occidente della piazza,” YOU.REPORTER.IT (03/03/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Il Foro o Tempio della Pace – “Progetto di ricostruzione di untratto del colonnato del portico occidente della piazza,” YOU.REPORTER.IT (03/03/2013).

Fonte / source:

— Roma, nuovi scavi presso il Foro della Pace, YOU.REPORTER.IT (03/03/2013).

www.youreporter.it/gallerie/Roma_nuovi_scavi_presso_il_Fo…

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA – I FORI IMPERIALI: Foro e Tempio della Pace, esame dettagliato dei frammenti di colonna per la ricostruzione [futura]. (19/09/2012).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8204995631/in…

Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “Roma – Fori Imperiali: Interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare,” 12/12/2010.
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Rif. [Fori Imperiali] operazioni di restauro dei sottofondi ammalorati delle pavimentazioni dei Fori di Traiano, Cesare ed Augusto; – interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare.

“Per il Foro di Cesare immagino che si voglia modificare il colonnato che si trova fra il tempio di Venere e le tabernae. La posizione attuale, sistemata in epoca fascista, è sbagliata perchè le colonne verso la piazza del Foro erano in origine con un interasse più stretto. Per farti capire, manca una colonna per ogni interasse: ti allego la tavola della mia tesi dove avevo già presentato il problema e proposto l’integrazione [Tavola n. 21]! La ricostruzione verrà effettuata con tutti i frammenti che hanno ritrovato durante gli scavi. “Anastilosi” [vedi sotto n. 4] è una parola che viene dal greco e significa la ricostruzione con i frammenti originari. Qui la parola è usata in maniera impropria perchè l’anastilosi è una operazione che viene eseguita senza l’uso di malta, cemento o altri leganti…ossia “a secco” (e io non credo che possano tenere insieme i pezzi delle colonne senza uso di leganti!!!).”

fonte / source: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, Roma (e-mail 11/12/2010).

http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5254707202/in/set-72157619877459438

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Il Foro o Tempio della Pace – “Progetto di ricostruzione di untratto del colonnato del portico occidente della piazza,” YOU.REPORTER.IT (03/03/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Il Foro o Tempio della Pace – “Progetto di ricostruzione di untratto del colonnato del portico occidente della piazza,” YOU.REPORTER.IT (03/03/2013).

Fonte / source:

— Roma, nuovi scavi presso il Foro della Pace, YOU.REPORTER.IT (03/03/2013).

www.youreporter.it/gallerie/Roma_nuovi_scavi_presso_il_Fo…

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA – I FORI IMPERIALI: Foro e Tempio della Pace, esame dettagliato dei frammenti di colonna per la ricostruzione [futura]. (19/09/2012).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8204995631/in…

— Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, “Roma – Fori Imperiali: Interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare,” 12/12/2010.
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Rif. [Fori Imperiali] operazioni di restauro dei sottofondi ammalorati delle pavimentazioni dei Fori di Traiano, Cesare ed Augusto; – interventi di ricostruzione in anastilosi di colonne al Foro di Cesare.

“Per il Foro di Cesare immagino che si voglia modificare il colonnato che si trova fra il tempio di Venere e le tabernae. La posizione attuale, sistemata in epoca fascista, è sbagliata perchè le colonne verso la piazza del Foro erano in origine con un interasse più stretto. Per farti capire, manca una colonna per ogni interasse: ti allego la tavola della mia tesi dove avevo già presentato il problema e proposto l’integrazione [Tavola n. 21]! La ricostruzione verrà effettuata con tutti i frammenti che hanno ritrovato durante gli scavi. “Anastilosi” [vedi sotto n. 4] è una parola che viene dal greco e significa la ricostruzione con i frammenti originari. Qui la parola è usata in maniera impropria perchè l’anastilosi è una operazione che viene eseguita senza l’uso di malta, cemento o altri leganti…ossia “a secco” (e io non credo che possano tenere insieme i pezzi delle colonne senza uso di leganti!!!).”

Fonte / source: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, Roma (e-mail 11/12/2010).

http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5254707202/in/set-72157619877459438

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (2013).

Buone notizie dal Colosseo. Sotto Via Celio Vibenna e Via di San Gregorio si sta iniziando a realizzare il grande centro servizi che finalmente porterà, appunto, servizi decenti al Colosseo. Ristorazione, bar, vendita di souvenir speriamo di qualità, magari artigianali. I turisti più attenti -speriamo tutti- potranno smetterla di comprare orripilanti panini con la sazizza da discutibili ambulanti o torri di pisa e david di donatello da urtisti improbabili e si troveranno al cospetto di un negozio vero, dove si pagano le tasse e si pagano i dipendenti, dove i prodotti sono di alta qualità, dove la proprietà fa capo a grandi multinazionali che il mondo ci invidia come Tod’s. Speriamo l’inizio della fine per tutto quello che il Colosseo e Roma ha dovuto tollerare fin’ora…

Fonte / source:

— Colosseo. Si inizia a scavare per il centro servizi: presto per comprare un souvenir o una bottiglietta d’acqua non ci si dovrà più rivolgere al racket, In: Roma Fa Schifo (13/03/2013).

www.romafaschifo.com/2013/03/colosseo-si-inizia-scavare-p…

S.V.,

— RESTAURO DEL COLOSSEO, Presentato il programma dei lavori, MIBAC | SSBAR (31/07/2012).

www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten…

Il progetto di restauro complessivo prevede altre due fasi:

A. Progettazione ed esecuzione, con acquisizione del progetto definitivo in fase di offerta, dei lavori per la realizzazione di un Centro Servizi entro il terrapieno tra via Celio Vibenna e la piazza del Colosseo. La durata stimata dei lavori è pari a 18 mesi.
Il piano di interventi prevederà:
– scavo del terrapieno posto sulla piazza del Colosseo (con assistenza archeologica) e allestimento opere provvisionali
– realizzazione della struttura portante del Centro Servizi
– nuova copertura della struttura con terra e trattamento a verde
– finiture interne ed esterne

B. Restauro degli ambienti interni del monumento, comprese le opere impiantistiche. Per quest’ultima tranche è in corso la redazione del progetto da porre a base d’asta, avvalendosi delle conoscenze acquisite realizzando cantieri-campione all’interno del Colosseo, i cui esiti hanno fornito dati tecnico-operativi certi. Si procederà al restauro degli ambulacri, dei due terzi dei sotterranei (ipogei) e alla messa a norma e implementazione degli impianti tecnologici.

Durante i lavori, che consegneranno una superficie visitabile incrementata del 25%, il Colosseo rimarrà aperto al pubblico.

Roma, 31 luglio 2012
Ufficio Stampa MiBAC

ITALIA e EMILIA: Restauro Emilia – L’architetura che vive, il manifesto (16/03/2013), p. 10.

ITALIA e EMILIA: Restauro Emilia – L’architetura che vive, il manifesto (16/03/2013), p. 10.

PDF = ITALIA e EMILIA: Restauro Emilia – L’architetura che vive, il manifesto (16/03/2013), p. 10.

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Gianni Borgna – La Cultura, un mestiere difficile, “Una citta` aperta” dell’ ex assessore dal 1993 al 2006, CORRIERE DELLA SERA (13/03/2013), p. 10.

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Gianni Borgna – La Cultura, un mestiere difficile, “Una citta` aperta” dell’ ex assessore dal 1993 al 2006, CORRIERE DELLA SERA (13/03/2013), p. 10.

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Gianni Borgna – La Cultura, un mestiere difficile, “Una citta` aperta” dell’ ex assessore dal 1993 al 2006, CORRIERE DELLA SERA (13/03/2013), p. 10.

Metropolitan Museum of Art di New York: “Se occhio non mira, cuor non sospira”, di Caterina Pisu [Viterbo], in: Museums Newspaper – Il blog dei professionisti museali (25/03/2013).

Metropolitan Museum of Art di New York: “Se occhio non mira, cuor non sospira”, di Caterina Pisu [Viterbo], in: Museums Newspaper – Il blog dei professionisti museali (25/03/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI ARCHITETTURA: AA.VV., IL VITTORIANO NASCOSTO, MIBAC | DRBCPL (04/2005), pp. 1-96 [PDF].

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI ARCHITETTURA: AA.VV., IL VITTORIANO NASCOSTO, MIBAC | DRBCPL (04/2005), pp. 1-96.

Fonte / sources:

— AA.VV., IL VITTORIANO NASCOSTO, MIBAC | DRBCPL (04/2005), pp. 1-96; in: “Il Vittoriano nascosto di Maria Rosaria Coppola, Adriano Morabito e Marco Placidi (2005).”

= “Rifugio Complesso del Vittoriano,” © Bunker di Roma [2013],
http://www.bunkerdiroma.it/

http://www.bunkerdiroma.it/documenti/2005vittorianonascosto.pdf

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI ARCHITETTURA: Sotto Palazzetto San Marco – L’ultimo bunker di Mussolini Scoperto sotto Palazzetto San Marco, LA STAMPA (19/03/2013), p. 1.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8574535720/

— ROMA ARCHEOLOGIA – “BUNKER SOTTO ROMA / ANTIAEREI PUBBLICI [Palazzo Valentini, Pal. Roccagiovine, Via in Miranda nn. 1 = SS. Cosma e Damiano, e Colosseo, ecc.]” – Cartografia stampata dall’Istituto Poligrafico dello Stato nel novembre del 1941 (2012).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8056558471/

— NAPOLI ARCHEOLOGIA: L’ Archeologo Prof. Amedeo Maiuri – Quando Maiuri si opposse a Mussolini – “No al bunker tra le antiche rovine,” IL MATTINO (23/08/2012), p. 41. & STAMPA SERA (09/04/1963, p. 3).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7843412042/

— ROMA, I FORI IMPERIALI / PAL. VALENTINI: Rifugi antiaerei a Roma memorie dal sottosuolo, anni 30`-`40. Il Messaggero (20/06/2012), p. 41.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7407191342/

— Part. 1 & 2. Roma – “Otto bunker di Mussolini da riscoprire sotto Roma & Sotto Il Tevere,” Metro Roma (06/12/2010), & Il Tunnel del Vittoriano [tra Foro Romano e Colosseo], La Repubblica (26/03/2002, p. 1 & Il Messaggero (31/05/2002), p. 16.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5238818968/

— ROMA, I FORI IMPERIALI: La strada segreta del Duce – Una Galleria corre sotto ex-Via Dell’ Impero. IL Messaggero (30/05/2002).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7407068962/