ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Massimo Bray approda al minsitero Beni e attivita’ culturali e Turismo, “L’Italia non è tutta Pompei e sulla cultura c’è molto da fare”, blog de l’Unità (29/04/2013).

ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Massimo Bray approda al minsitero Beni e attivita’ culturali e Turismo, “L’Italia non è tutta Pompei e sulla cultura c’è molto da fare”, blog de l’Unità (29/04/2013).

Il neo-ministro Massimo Bray dunque gestirà Beni e Attività culturali e Turismo. Abbia cura di non subordinare i primi al secondo: centri storici, musei, siti archeologici, chiese, il paesaggio in generale sono il motivo di attrazione per milioni di stranieri che praticano il «turismo culturale». Se però questi beni irriproducibili li lasciamo distruggere, sfregiare, imbruttire, involgarire, anche l’indotto turistico ne risente pesantemente. Nel monitoraggio delle grandi agenzie siamo ancora al 1°-2° posto per le città d’arte, ma siamo stati retrocessi per la natura e per le spiagge.

Onorevole Bray, il macchinone che lei – proveniente da un luogo di cultura come l’Enciclopedia Treccani – dovrà guidare con le Regioni è stato scassato da chi l’ha preceduta, soprattutto Bondi, Galan e Ornaghi, lasciato quasi senza olio e benzina, con le gomme consunte. In compenso ha a bordo un’autentica folla di direttori generali (ben 25, più il segretario generale), mentre i soprintendenti e gli ispettori che fanno la vera tutela, che gestiscono musei e aree archeologiche sono stati indeboliti, guadagnano infinitamente di meno e…restano a piedi. Capaci e meritevoli. Se un direttore generale percepisce 166.688 euro lordi l’anno, il soprintendente territoriale ne riceve 78.999 e il responsabile di un grande museo appena 35.000. Non so quanto tempo lei avrà davanti a sé, ma questi squilibri strutturali sono strategici. È la rete territoriale che conta, che va rafforzata.
Poi c’è l’impoverimento quantitativo/qualitativo del personale tecnico-scientifico statale: archeologi statali ridotti a 343 a fronte di oltre 2000 siti e musei archeologici (di cui oltre 700 statali), architetti a 487 per una montagna di pratiche di vincolo, di autorizzazioni urbanistiche ed edilizie, di condoni, ecc. per cui ne dovrebbero sbrigare 4-5 al giorno (addirittura 79 a Milano), storici dell’arte a 453 per oltre 460 musei statali, più la vigilanza su una marea di chiese, palazzi, ville, ecc. Pagati poco più dei custodi.

C’è chi vuole immettere i privati nelle gestioni pubbliche. Non gli dia retta. «È come mettere la volpe nel pollaio», mi ha detto il direttore di un grande museo americano. Coi privati vanno invece attivati rapporti più chiari ed efficaci. Anzitutto con le Fondazioni bancarie, le uniche in soldi e che spesso li disperdono in tanti rivoli oppure nel «mostrificio». Un discorso serio va fatto a loro, ai privati proprietari di dimore, ville e giardini storici (rilegga la benemerita legge Scotti, la n. 510/82 che tanti investimenti mobilitò) e agli aspiranti sponsor e/o mecenati. Norme chiare, incentivi e ritorni certi. Faccia studiare perché si formano i residui passivi, perché si inceppano gli appalti, se e come si usano i fondi Ue.
Certo devono anche essere recuperati soldi al MiBac, precipitato dallo 0,39 % del bilancio statale (2000) allo 0,20 % di quest’anno. Un suicidio per la cultura. Lo spettacolo dal vivo sta deperendo sempre più. La prosa, che produceva quasi 81.000 spettacoli (14,3 milioni di paganti), taglia allestimenti, repliche, tournée, i Comuni, proprietari dei teatri e promotori dei circuiti con le Regioni, non possono pagare. Il cinema boccheggia da anni ed è sempre meno presente al botteghino. Le Fondazioni musicali versano pure in angosciose difficoltà, a cominciare dal Maggio musicale. Il balletto rischia addirittura di scomparire.

Nei teatri pubblici però vi sono vecchi e oggi inammissibili privilegi corporativi, accordi integrativi insostenibili (l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, una delle prime d’Italia, costa un 25% in meno delle orchestre degli ex Enti lirici). Inoltre la quota di burocrazia rispetto ai tecnici di scena e alle masse artistiche è, sovente, esorbitante, frutto di lontane clientele. Tutto questo, nel bene e nel male, va gestito dal MiBac e dal Turismo insieme alle Regioni, co-pianificando (dove sono finiti i piani paesaggistici?) e co-riformando. Altrimenti, anche con più fondi, non c’è futuro. Le sbatteranno in faccia Pompei. Ma non tutta Italia è Pompei. Se ad Ostia Antica, paragonabile ad essa per vastità (anche se meno fragile), certe cose non succedono, una ragione ci sarà.

Fonte / source:

— Blog de l’Unità (29/04/2013).
per-la-bellezza.com.unita.it/ambiente/2013/04/29/l%E2%80%…

— Foto: Pompeii – Casa dei Vettii – Pentheus (SANP), 2013.

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI, “Life and Death in Pompeii and Herculaneum”, Exhibit – British Museum, London (28 March – 29 September 2013).

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI, “Life and Death in Pompeii and Herculaneum”, Exhibit – British Museum, London (28 March – 29 September 2013).

— AD 79. In just 24 hours, two cities in the Bay of Naples in southern Italy were buried by a catastrophic eruption of Mount Vesuvius.

— AD 2012. In just one year, one city in the Bay of Naples in southern Italy littered with ‘Asbestos’ the catastrophic corruption of the Camorra mafia.

“Pompei – Amianto negli Scavi, il cancro uccide anche un custode – L’allarme, Una settimana fa era scomparsa un’archeologa. Ventiquattro vittime accerate I nomi saranno stampati su uno striscione di protesta.”

“Pompei – Asbestos in the excavations, cancer is also kills a custodian– The Alarm, a week ago another [Italian] archaeologist passes away.The twenty-four victims [Italian custodians, restoration specialists, administrators, architect, archaeologist, and operator] will be published on a banner in Protest.”

~ IL MATTINO, NAPLES (01 December 2012), p. 41.

s.v.,

— Life and Death in Pompeii and Herculaneum, Exhibit – British Museum, London (28 March – 29 September 2013).

www.britishmuseum.org/whats_on/exhibitions/pompeii_and_he…

— Italy, Pompeii: The Collapse of the “Schola Armaturarum” along with 10 other Structural Ruins & “Amianto negli scavi” (2009 – 2013).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157625…

Note: the Pompeii exhibit in London is sponsored by SACHS-GOLDMAN, and one of the Italian advisors to S.G., is Gianni Letta, the uncle of [Italy’s new Prime Minster] Enrico Letta, both two of Silvio Berlusconi’s closest allies!!!!! This maybe the reason there has been no mention in the English or USA media about the recent deaths of 24 Italian custodians and other scholars in Pompeii. Their deaths now attributed exposure to the Cancer causing agents in the Asbestos, which has been dumped among the public walkways and archaeological ruins of Pompeii by the Camorra mafia.

~ ITALY – The mafia left Naples in ruins. Can they do the same to Pompeii?, THE INDEPENDENT (21 April 2013).

~ ITALY – The Latest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tape, THE NEW YORK TIMES (21 APRIL 2013), p. A6

 

ITALIA – Governo Letta giura al Quirinale, Maroni: secondo me non avrà vita lunga – Poi la sparatoria e la festa diventa un incubo (28/04/2013).

ITALIA – Governo Letta giura al Quirinale, Maroni: secondo me non avrà vita lunga – Poi la sparatoria e la festa diventa un incubo (28/04/2013).

Il nuovo governo italiano inizia nel caos! Palazzo Chigi, sparatoria mentre il governo giura due carabinieri feriti.

Fonte / stampa vari / Italia (27-28/04/2013).

ITALY’S – Guide to Archaeological, Architectural, and Cultural Heritage 2013: The Italian cities of Venice, L’Aquila, Rome, Pompeii, Naples, and the State of Sicily, etc; – “A Disgrace for Italy’. Martin G. Conde, Washington DC, USA (04/2013). Forthcoming.

ITALY’S – Guide to Archaeological, Architectural, and Cultural Heritage 2013: The Italian cities of Venice, L’Aquila, Rome, Pompeii, Naples, and the State of Sicily, etc, – “A Disgrace for Italy.”

Venice – Public Squares Covered with Ugly Advertising and Invasive Coke-Cola Machines; L’Aquila – Neglected and Abandoned after the Earthquake of 2009; Rome – A ‘Phony Rome’ for Lazy Tourist; Ancient Pompeii – Littered with Cancerous Asbestos; Naples – An Archaeological Supermarket Controlled by the Camorra mafia; & the State of Sicily – No funding for Archaeology, but, they now have ‘Etnaland’ – An Disneyland Theme Park.

 

***

“…I didn’t, however, cover the dimension you mention: B’s [Berlusconi’s] handling (or mishandling) of Italy’s cultural heritage. I’ve done a little inquiring about the situation at Pompeii where, of course, one of the houses collapsed. But I’d be curious to know more if you have more information.”

~ Prof. Alexander Stille, Personal Communication (26 October 2012).

“…Corruption is Italy is still a big problem, and it will be until it is linked to Berlusconi, and I insist:  [Arch. Federica] Galloni has been linked (and she still is) with Berlusconi’s party. The MiBAC doesn’t want widespread news of this to avoid compromising the news of the former business practices of Arch. Federica Galloni and Comm. Luciano Marchetti.”

~ An Italian Scholar and former Director-General with the MiBAC ,

Personal communication (15 June, 2012).

“Caro sig. Conde…L’archeologia in Italia è profondamente malate. Noi la vogliamo salvare e per questo diciamo che deve decisamente cambiare.”

~ Dr. Tsao Cevoli, Italian archaeologist &

Former President of the: “l’Associazione Nazionale Archeologi”,

Personal communication (26 December 2011).

“Caro sig. Conde, purtroppo siamo già alla distruzione della nostro patrimonio culturale. Così come della nostra democrazia. E il rammarico più grande è l’assoluta disattenzione e la totale mancanza di indignazione che accompagnano questo scempio. Povero nostro amato Paese. Con I migliori saluti, Manuela Ghizzoni.”

~ Comment by Hon. Manuela Ghizzoni, Member of the Italian Parliament

& President of the 7th Commission of Culture, Science, and Instruction,

Personal communication (9 March 2010).

INTRODUCTION:

ITALY’S – Guide to Archaeological, Architectural, and Cultural Heritage 2013 – “A Disgrace for Italy.”

 “In the case of Herculaneum, Prof. Giacomo Boni thinks that is it is impossible to spend more than $6000 USD yearly if it is desired that the excavation be gradual and fruitful. A hurried excavation, the professor added, would be injurious, and he concludes with protesting against the collection of funds abroad, which might contributed for personal advertisement and not as spontaneous offerings made in account of the of admiration for antiquities.”

 

~ “Prof. [Giacomo] Boni Doesn’t Want Foreign Interference at Herculaneum”,

THE NEW YORK TIMES,

(20 February 1907).

 

“Pompei – Amianto negli Scavi, il cancro uccide anche un custode – L’allarme, Una settimana fa era scomparsa un’archeologa. Ventiquattro vittime accerate I nomi saranno stampati su uno striscione di protesta.”

 ~ IL MATTINO, NAPOLI (01/12/2012), p. 41

 

“Pompeii – Asbestos in the excavations, cancer is also kills guard – Warning, a week ago another [Italian] archaeologist Passes Away. The twenty-four victims [Italian custodians, restoration specialists, administrators, architect, archaeologist, and operator] will be published on a banner in Protest.”

 

~ IL MATTINO, NAPLES (01 December 2012), p. 41.

***

Recently, the ‘THE INDEPENDENT’ of London (21 & 16 April 2013), and the ‘NEW YORK TIMES’, both these newspapers briefly reported on the continuing degrading conditions of the vast archaeological complex of the ancient City of Pompeii, this following a surprise inspection by special police agents from the national Italian Carabinieri and the Guardia di Finanza agencies, as well as other regional anti-mafia and legal representatives from the City of Naples. These agencies, particularly the Italian Carabinieri, an independent branch of the Italian government largely responsible for the investigation and prosecution of criminal activities relating to incidents of theft, damage, or exploitation of Italy’s Cultural Heritage. Together, these new investigations are now focusing on the Camorra mafia organizations criminal activities centered on their recent involvement in the acquiring of public works contacts and current participation in several high-profile restoration projects conducted, and or just completed throughout the archaeological site of Pompeii. The preliminary restoration projects for Pompeii, were designed, implemented, and administrated by numerous political appointees of the Special Archaeological Commission for Pompeii, similar in intent to the other Special Commissions created for the archaeological area’s Rome and Ostia, all which had been established during the former Prime Minister Silvio Berlusconi Government IV [8 May 2008 – 16 November 2011].

By: Martin G. Conde, Washington DC, USA (April 2013). mgconde[@]yahoo.com / Forthcoming / prossimo.

 

 

 

 

LAZIO ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scarabeo egizio [746-525 a.C] in necropoli etrusca In parco Vulci nel Viterbese, gia’ scoperta anche tomba sfinge, ANSA, IL MESSAGGERO, e LA REPUBBLICA (24/04/2013).

LAZIO ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scarabeo egizio [746-525 a.C] in necropoli etrusca In parco Vulci nel Viterbese, gia’ scoperta anche tomba sfinge, ANSA, IL MESSAGGERO, e LA REPUBBLICA (24/04/2013).

– (ANSA) – VITERBO, 24 APR – La scoperta potrebbe contribuire a riscrivere la storia degli Etruschi, almeno in parte. Al parco archeologico di Vulci, nella necropoli dell’Osteria, e’ stato infatti trovato uno scarabeo-sigillo egizio, risalente alla XXV-XXVI dinastia (746-525 avanti Cristo). E’ riemerso alla luce in questi giorni durante gli scavi a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Nella necropoli in tempi recenti era stata gia’ scoperta la tomba della Sfinge.

– Faraoni ed etruschi – una storia da riscrivere, LA REPUBBLICA (24/04/2013).

Nuova luce sui rapporti fra la popolazione italica e il Mediterraneo orientale dopo il ritrovamento di un sigillo egizio a scarabeo nella necropoli dell’Osteria, nel parco di Vulci. La soprintendente ai Beni archeologici del Lazio: “Si aprono nuovi orizzonti di ricerca” Un sigillo egizio a forma di scarabeo.

Riposava in una delle grandi tombe a camera destinate agli aristocratici etruschi, il sigillo egizio a scarabeo rinvenuto nella necropoli dell’Osteria, nel parco archeologico di Vulci. “Una scoperta che potrebbe contribuire a riscrivere la storia degli Etruschi e dei loro rapporti con il Mediterraneo orientale, aprendo nuovi orizzonti di ricerca” spiega la soprintendente ai Beni archeologici del Lazio, Alfonsina Russo.

Il sigillo, databile fra il primo e il secondo quarto del VII secolo a. C., è stato riportato alla luce nei giorni scorsi dagli scavi diretti dalla soprintendenza e coordinati da Patrizia Petitti, direttore del Museo di Vulci, e da Carlo Casi, direttore di Mastarna, la società che gestisce il sito archeologico di Montalto di Castro. Nella necropoli, in tempi recenti, era stata già scoperta la tomba della Sfinge e ora si stanno indagando proprio le grandi tombe a camera, realizzate fra il VII e il III secolo a. C. Da lì proviene lo straordinario scarabeo-sigillo, attualmente in fase di studio, che riporta un cartiglio e il segno “HR”, del dio falco Horus, insieme alle iniziali “NB”, che secondo gli studiosi rimanderebbero al faraone Nekao I (672-664 a. C.).

L’oggetto ritrovato serviva a imprimere i decori sui bolli di argilla destinati a sigillare grandi vasi, cofanetti, casse o rotoli di papiro. “Si tratta di una scoperta straordinaria, unica nel suo genere – spiega Russo – Se a Tarquinia, infatti, era già stata rinvenuta una fitula egizia risalente alla fine
dell’VIII secolo a. C., uno scarabeo-sigillo come questo qui non si era mai visto”.

Il ritrovamento, da un lato, conferma l’importanza della necropoli dell’Osteria e, dall’altro, la ricchezza della vita e degli scambi commerciali dell’aristocrazia di Vulci tra l’VIII e il VI secolo a. C., periodo di massimo splendore degli etruschi nella zona.

– LAZIO ARCHEOLOGIA: VULCI – SCOPERTO SCARABEO EGIZIO [VIDEO 01:30], IL MESSAGGERO (24/04/2013).

video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=7050&sectionI…

fONTE / SOURCES:

— LAZIO ARCHEOLOGIA: Scarabeo egizio, [ANSA], (24/04/2013).

www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2013/04/24/Scara…

— LAZIO ARCHEOLOGIA: Faraoni ed etruschi, LA REPUBBLICA (24/04/2013).

roma.repubblica.it/cronaca/2013/04/24/news/scarabeo_egizi…

LAZIO BENI CULTURALI E PAESAGGISTI DEL LAZIO: Arch. Federica Galloni, Assolta la soprintendente Galloni Indagata per il comò di Luigi XV, LA REPUBBLICA (23/04/2013).

LAZIO BENI CULTURALI E PAESAGGISTI DEL LAZIO: Arch. Federica Galloni, Assolta la soprintendente Galloni
Indagata per il comò di Luigi XV, LA REPUBBLICA (23/04/2013).

Un’inchiesta iniziata nel 2009 che portò in tribunale la direttrice del Ministero dei beni culturali accusata di abuso d’ufficio. A distanza di quasi 4 anni, la sentenza: prosciolta perché il fatto non sussiste.

E’ stata assolta la soprintendente Federica Galloni. La direttrice dei beni paesaggistici e architettonici del Ministero dei beni culturali, accusata di abuso d’ufficio era stata processata con rito abbreviato. L’architetto Galloni, contrariamente ai suoi doveri, avrebbe dovuto vincolare un comò di Luigi XV, lussuosa testimonianza del Settecento francese, dal valore di 15 milioni di euro, come richiesto dall’ufficio di esportazioni del ministero.

Il comò, appartenuto a Luigi XV, collocato a Versailles, era arrivato in Italia negli anni Sessanta. Alla fine degli anni Ottanta il prezioso oggetto era stato sottoposto a vincoli per evitarne l’esportazione. Sta di fatto che il vincolo viene rimosso e solo la denuncia di un funzionario e quindi il sequestro dei giudici del Tribunale di Roma impediranno l’esportazione del comò. Un’inchiesta iniziata nel 2009 tra indagini e intercettazioni. Alla fine la Galloni viene indagata per abuso d’ufficio e il comò sottoposto a sequestro per impedirne l’uscita dal Paese.

Per quel comò, la soprintendente Galloni, era stata indagata per abuso d’ufficio. Secondo la ricostruzione dei magistrati la Galloni, contrariamente alle sue funzioni, avrebbe svolto un ruolo nel rimuovere i vincoli che permettevano all’Italia di conservarlo. Inizialmente, il pm Maria Letizia Golfieri, a conclusione di lunghe indagini aveva chiesto una condanna a 6 mesi di carcere, tuttavia, il processo si è concluso con l’assoluzione dell’architetto Galloni per insussistenza del fatto.

Il comò, appartenuto a Luigi XV, collocato a Versailles, era arrivato in Italia negli anni Sessanta. Alla fine degli anni Ottanta il prezioso oggetto era stato sottoposto a vincoli per evitarne l’esportazione. Sta di fatto che il vincolo viene rimosso e solo la denuncia di un funzionario e quindi il sequestro dei giudici del Tribunale di Roma impediranno l’esportazione del comò. Un’inchiesta iniziata nel 2009 tra indagini e intercettazioni. Alla fine la Galloni viene indagata per abuso d’ufficio e il comò sottoposto a sequestro per impedirne l’uscita dal Paese.

Fonte / source:

— Arch. Federica Galloni, Assolta la soprintendente Galloni Indagata per il comò di Luigi XV, LA REPUBBLICA (23/04/2013).

roma.repubblica.it/cronaca/2013/04/23/news/assolta_la_sop…

s.v.,

— ROMA BENI CULTURALI: L’ INDAGINE / Dieci collane: I custodi si contraddicono Via Giulia, spunta la “talpa”, CORRIERE DELLA SERA (03/04/2013), p. 6.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8618607902/

— ROMA BENI CULTURALI: Federica Galloni e Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma, rapina con fumogeni rubati gioielli dell’800 a Villa Giulia, LA REPUBBLICA (31/03/2013).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8607812357/

— ROMA BENE ARCHITETTONICI & CORRUZIONE POLITICA: L’inchiesta – Dott.ssa Architetto Federica Galloni indagata con un avvocato – “Fu abuso d’ufficio – Il mobile da 15 millioni venne svincolato. CORRIERE DELLA SERA (13/03/2013), p. 6.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8556211492/

— LAZIO BENI CULTURALI – Rubo 5 milioni al ministero, Luigi Germani funzionario arrestato, in fuga dopo un telegramma di dimissioni: rintracciato a Milano. La Repubblica (24/10/2012), p. 10.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8118732597/

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Celio, rione in allarme per gli scavi della Metro C: «Spiegateci i lavori», CORRIERE DELLA SERA (23/04/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Celio, rione in allarme per gli scavi della Metro C: «Spiegateci i lavori», CORRIERE DELLA SERA (23/04/2013).

Celio, rione in allarme per gli scavi della Metro C: «Spiegateci i lavori» Gli abitanti denunciano: «Dopo la modifica del tracciato sotto al quartiere, mancano nuove verifiche di stabilità»

ROMA – I lavori propedeutici all’apertura dei nuovi cantieri della metro C sono iniziati da appena una settimanae già nei quartieri interessati agli scavi è preallarme vibrazioni: «I cittadini del Celio terranno sotto costante controllo i cantieri della linea C nella tratta del Colosseo», promette l’associazione Progetto Celio. I residenti sono allarmati dall’impatto sulla qualità della vita che per sette anni avranno i lavori in zona. Chiedono di essere informati meglio e costantemente sul programma dei lavori. E temono che i progettisti stiano procedendo «senza le necessarie verifiche» sull’impatto degli scavi in relazione alla stabilità dei palazzi. Il sottosuolo del Celio è ricco di cavità e la situazione geologica aveva già allarmato gli abitanti nel 2009, quando per monitorare gli effetti di scavi che parevano imminenti, era nata la «rete dei portoni».

STRISCE BLU PER RESIDENTI – Oltre a chiedere garanzie sulla stabilità degli immobili interessati agli scavi, gli abitanti del rione si mobilitano nuovamente, come 4 anni fa: vogliono garanzie per la tutela del parco di Villa Celimontana e dei giardini della Pace, dove esiste un parco giochi per i bambini. Vorrebbero che almeno sulla piazza Celimontana, «dove è stata recintata una cospicua area riservata ai parcheggi tariffati blu», i parcheggi con strisce bianche, liberi, siano trasformati in parcheggi blu con pagamento della sosta a rotazione: «E’ l’unico modo di compensare in parte il disagio dei residenti che in questi giorni hanno grande difficoltà a trovare posto per le proprie auto».

PARTECIPARE ALLE SCELTE – L’Associazione Progetto Celio chiede inoltre «l’integrità dell’area recintata dei giochi dei bambini che verrà spostata di qualche metro per dar modo di scavare all’angolo tra via Annia e piazza Celimontana: qui, infatti, sorgerà l’area riservata al pozzo di areazione previsto. Inoltre chiederà di rispettare tutte le fasi del processo partecipativo che comprende l’informazione, la consultazione, la progettazione partecipata ed il monitoraggio. «In particolare chiederemo al Campidoglio processi partecipativi in base alla delibera 57 del 2006 per tutti i 7 anni di cantiere – afferma il presidente Paolo Gelsomini -. I cantieri per la realizzazione delle opere di mobilità impongono la partecipazione strutturata dei cittadini e delle loro associazioni: i comitati al Celio come a San Giovanni si adopereranno per conoscere in tempo le modalità reali degli interventi, i tempi, le occupazioni, le variazioni di traffico».

MEZZI PESANTI AL COLOSSEO – «Ovviamente – aggiunge Gelsomini- terreno privilegiato di controllo sarà il Colosseo, l’area intorno all’Arco di Costantino e la via dei Fori Imperiali dal Colosseo a Largo Corrado Ricci con il suo spazio logistico di cantiere previsto dentro Palazzo Rivaldi con ingresso dei mezzi di trasporto nel cancello della parte superiore vicino a Largo Gaetano Agnesi». Questa area di cantiere preoccupa perchè si trova troppo vicina ad alcune scuole di vario ordine, come la Vittorino da Feltre e la Mazzini, nonché il liceo Cavour.

NUOVO PERCORSO SENZA VERIFICHE – Quanto alla linea C ed al suo percorso finanziato fino al Colosseo Progetto Celio si associa a Italia Nostra, che ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti e per conoscenza alla Procura della Repubblica. Infine, in relazione al nuovo percorso della linea C sotto al Rione Celio, l’Associazione precisa la sua preoccupazione perché « il percorso è stato modificato dopo la variazione resasi necessaria per ragioni statiche sotto un edificio di via di Sant’Erasmo». Eppure, sostiene Progetto Celio, «tale variazione non è stata accompagnata da altre verifiche e da altre procedure di controllo nei vecchi palazzi del rione Celio». Nella precedente formulazione del progetto,gli edifici interessati agli scavi della tratta T3 erano ben 41: nuovi studi dovrebbero aggiornare la mappa, ormai superata, della Rete dei Portoni.

VIA SANNIO: VIA IL MERCATO – Malumori anche a San Giovanni, dove l’area di cantiere della Metro C interesserà due aree: la parte sud del giardino di via Sannio e una porzione dei giardini di piazza di Porta San Giovanni nell’area al di sopra delle Mura Aureliane. Entro il 31 maggio, con la recinzione delle due aree (senza modifiche alla viabilità di via Sannio) parte dei banchi del mercato dell’usato verranno trasferiti «per non interferire con l’ingresso del cantiere». Non senza proteste.

Fonte / source:

— Metro C: «Spiegateci i lavori» Gli abitanti denunciano:, CORRIERE DELLA SERA (23/04/2013).

roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_aprile_23/metroC…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Celio, rione in allarme per gli scavi della Metro C: «Spiegateci i lavori», CORRIERE DELLA SERA (23/04/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Celio, rione in allarme per gli scavi della Metro C: «Spiegateci i lavori», CORRIERE DELLA SERA (23/04/2013).

Celio, rione in allarme per gli scavi della Metro C: «Spiegateci i lavori» Gli abitanti denunciano: «Dopo la modifica del tracciato sotto al quartiere, mancano nuove verifiche di stabilità»

ROMA – I lavori propedeutici all’apertura dei nuovi cantieri della metro C sono iniziati da appena una settimanae già nei quartieri interessati agli scavi è preallarme vibrazioni: «I cittadini del Celio terranno sotto costante controllo i cantieri della linea C nella tratta del Colosseo», promette l’associazione Progetto Celio. I residenti sono allarmati dall’impatto sulla qualità della vita che per sette anni avranno i lavori in zona. Chiedono di essere informati meglio e costantemente sul programma dei lavori. E temono che i progettisti stiano procedendo «senza le necessarie verifiche» sull’impatto degli scavi in relazione alla stabilità dei palazzi. Il sottosuolo del Celio è ricco di cavità e la situazione geologica aveva già allarmato gli abitanti nel 2009, quando per monitorare gli effetti di scavi che parevano imminenti, era nata la «rete dei portoni».

STRISCE BLU PER RESIDENTI – Oltre a chiedere garanzie sulla stabilità degli immobili interessati agli scavi, gli abitanti del rione si mobilitano nuovamente, come 4 anni fa: vogliono garanzie per la tutela del parco di Villa Celimontana e dei giardini della Pace, dove esiste un parco giochi per i bambini. Vorrebbero che almeno sulla piazza Celimontana, «dove è stata recintata una cospicua area riservata ai parcheggi tariffati blu», i parcheggi con strisce bianche, liberi, siano trasformati in parcheggi blu con pagamento della sosta a rotazione: «E’ l’unico modo di compensare in parte il disagio dei residenti che in questi giorni hanno grande difficoltà a trovare posto per le proprie auto».

PARTECIPARE ALLE SCELTE – L’Associazione Progetto Celio chiede inoltre «l’integrità dell’area recintata dei giochi dei bambini che verrà spostata di qualche metro per dar modo di scavare all’angolo tra via Annia e piazza Celimontana: qui, infatti, sorgerà l’area riservata al pozzo di areazione previsto. Inoltre chiederà di rispettare tutte le fasi del processo partecipativo che comprende l’informazione, la consultazione, la progettazione partecipata ed il monitoraggio. «In particolare chiederemo al Campidoglio processi partecipativi in base alla delibera 57 del 2006 per tutti i 7 anni di cantiere – afferma il presidente Paolo Gelsomini -. I cantieri per la realizzazione delle opere di mobilità impongono la partecipazione strutturata dei cittadini e delle loro associazioni: i comitati al Celio come a San Giovanni si adopereranno per conoscere in tempo le modalità reali degli interventi, i tempi, le occupazioni, le variazioni di traffico».

MEZZI PESANTI AL COLOSSEO – «Ovviamente – aggiunge Gelsomini- terreno privilegiato di controllo sarà il Colosseo, l’area intorno all’Arco di Costantino e la via dei Fori Imperiali dal Colosseo a Largo Corrado Ricci con il suo spazio logistico di cantiere previsto dentro Palazzo Rivaldi con ingresso dei mezzi di trasporto nel cancello della parte superiore vicino a Largo Gaetano Agnesi». Questa area di cantiere preoccupa perchè si trova troppo vicina ad alcune scuole di vario ordine, come la Vittorino da Feltre e la Mazzini, nonché il liceo Cavour.

NUOVO PERCORSO SENZA VERIFICHE – Quanto alla linea C ed al suo percorso finanziato fino al Colosseo Progetto Celio si associa a Italia Nostra, che ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti e per conoscenza alla Procura della Repubblica. Infine, in relazione al nuovo percorso della linea C sotto al Rione Celio, l’Associazione precisa la sua preoccupazione perché « il percorso è stato modificato dopo la variazione resasi necessaria per ragioni statiche sotto un edificio di via di Sant’Erasmo». Eppure, sostiene Progetto Celio, «tale variazione non è stata accompagnata da altre verifiche e da altre procedure di controllo nei vecchi palazzi del rione Celio». Nella precedente formulazione del progetto,gli edifici interessati agli scavi della tratta T3 erano ben 41: nuovi studi dovrebbero aggiornare la mappa, ormai superata, della Rete dei Portoni.

VIA SANNIO: VIA IL MERCATO – Malumori anche a San Giovanni, dove l’area di cantiere della Metro C interesserà due aree: la parte sud del giardino di via Sannio e una porzione dei giardini di piazza di Porta San Giovanni nell’area al di sopra delle Mura Aureliane. Entro il 31 maggio, con la recinzione delle due aree (senza modifiche alla viabilità di via Sannio) parte dei banchi del mercato dell’usato verranno trasferiti «per non interferire con l’ingresso del cantiere». Non senza proteste.

Fonte / source:

— Metro C: «Spiegateci i lavori» Gli abitanti denunciano:, CORRIERE DELLA SERA (23/04/2013).

roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_aprile_23/metroC…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom, (ca. 2009), in: DAI – Deutsches Archaologishes Institut, Berlin [2009/2013].

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom, (ca. 2009), in: DAI – Deutsches Archaologishes Institut, Berlin [2009/2013].

– Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom. Baugeschichtliche Erforschung der Entwicklung des Kaiserpalastes auf dem Palatin in Rom, von den Anfängen unter Kaiser Augustus bis in spätantike Zeit. Entwicklung eines modellbasierten Bauwerksinformationssystems.

– Roma, Palazzo imperiale – I palazzi imperiali sul Palatino a Roma. Storia architettonica esplorare lo sviluppo del palazzo imperiale sul Palatino a Roma, dai suoi inizi sotto l’imperatore Augusto fino a età tardoantica. Sviluppo di un sistema di costruzione di modelli basati su informazioni. Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom.

Fonte /source:

— Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom, DAI – Deutsches Archaologishes Institut, Berlin [2009/2013].

www.dainst.org/de/project/rom-kaiserpalast?ft=all

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI:Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom, (ca. 2009), in: DAI – Deutsches Archaologishes Institut, Berlin [2009/2013].

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI:Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom, (ca. 2009), in: DAI – Deutsches Archaologishes Institut, Berlin [2009/2013].

– Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom. Baugeschichtliche Erforschung der Entwicklung des Kaiserpalastes auf dem Palatin in Rom, von den Anfängen unter Kaiser Augustus bis in spätantike Zeit. Entwicklung eines modellbasierten Bauwerksinformationssystems.

– Roma, Palazzo imperiale – I palazzi imperiali sul Palatino a Roma. Storia architettonica esplorare lo sviluppo del palazzo imperiale sul Palatino a Roma, dai suoi inizi sotto l’imperatore Augusto fino a età tardoantica. Sviluppo di un sistema di costruzione di modelli basati su informazioni. Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom.

Fonte /source:

— Rom, Kaiserpalast – Die kaiserlichen Palastanlagen auf dem Palatin in Rom, DAI – Deutsches Archaologishes Institut, Berlin [2009/2013].

www.dainst.org/de/project/rom-kaiserpalast?ft=all

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: LA CASA DI AUGUSTO: SENSAZIONALI NOVITA’ SUL PALATINO, di Andrea Carandini e Daniela Bruno, in: ARCHEOLOGIA VIVA, no. 134, Marzo-Aprile (2009).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: LA CASA DI AUGUSTO: SENSAZIONALI NOVITA’ SUL PALATINO, di Andrea Carandini e Daniela Bruno, in: ARCHEOLOGIA VIVA, no. 134, Marzo-Aprile (2009).

Uno studio approfondito sulla casa-santuario del primo imperatore di Roma ha apportato ulteriori contributi alla conoscenza del celebre complesso monumentale: Archeologia Viva pubblica le conclusioni dei due autori che perfezionano e completano le ricerche illustrate nel recente prezioso volume edito da Laterza…

Era il 42 a.C. quando Ottaviano, ventiduenne, decise di costruirsi una grande casa sul Palatino rivolta all’Aventino. Aveva trentacinque anni (29 a.C.) quando scelse di seppellire questa residenza per edificarvi sopra una casa-santuario favolosa, in cui andare ad abitare insieme agli dèi Apollo e Vesta. Nominato Augusto (27 a.C.), qui visse, principe di un impero universale (aveva per sigillo una sfinge).

Fonte / source:

— ARCHEOLOGIA VIVA, no. 134, Marzo-Aprile (2009).

www.archeologiaviva.it/index.php/article/1600/LA-CASA-DI-…

Foto / fonte / source:

— Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis > Raccolte > Roma, Rioni > Rione Campitelli > Palatino Casa di Augusto > “La Piantina della Casa di Augusto,” ( 3 d.C / 2010), Foto Alvaro e Elisabetta de Alvariis (04/2010).

www.flickr.com/photos/dealvariis/4567967429/in/set-721576…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scoperte le origini del santuario di Augusto – Augusto e il mistero del Tempio di Apollo, e gli scavi di Gianfilippo Carettoni tra gli anni ’50 e ’70, IL MESSAGGERO (23/04/2013), p. 45.

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scoperte le origini del santuario di Augusto – Augusto e il mistero del Tempio di Apollo, e gli scavi di Gianfilippo Carettoni tra gli anni ’50 e ’70, IL MESSAGGERO (23/04/2013), p. 45.

Roma, Archeologia. Svelato il mistero del Tempio di Apollo Ricostruzione della «Casa di Augusto» sul colle Palatino con affaccio sul Circo Massimo Scoperte le origini del santuario di Augusto (…), IL MITO DEGLI AUSPICI Non un semplice luogo di culto, ma l’«Auguratorium», ossia il tempio da cui sarebbero stati presi gli auspici per la fondazione di Roma osservando il volo degli uccelli. La testimonianza arriverebbe da strutture murarie d’età arcaica, databili alla fine del VI secolo a.C. riemerse a ridosso del podio del tempio, nel cuore del complesso residenziale del primo «imperator» di Roma. Mura che potrebbero corrispondere al luogo sacro degli «àuguri», i sacerdoti incaricati di leggere gli auspici prima di un importante evento. La scoperta, al centro di un vasto dibattito tra gli studiosi, è stata presentata all’università La Sapienza dall’archeologo Stephan Zink del Politecnico di Zurigo in occasione del seminario «Cibele, Vittoria e Apollo. I culti sull’acropoli del Palatino e la Casa di Augusto» organizzato dal Dipartimento di Antichità con la cura di Patrizio Pensabene insieme ad Enrico Gallocchio. (…) «In collaborazione con la Soprintendenza archeologica abbiamo intrapreso uno studio sulle strutture della casa di Augusto sull’area sud-ovest del Palatino, dove tutto ormai è da riscrivere», avverte Pensabene. Punto di partenza, gli scavi di Gianfilippo Carettoni tra gli anni ’50 e ’70 del secolo scorso, i cui diari non sono mai stati pubblicati (studiati da Maria Antonietta Tomei).

Fonte / source:

PDF = Il Messaggero (23/04/2013), p. 45.

PDF = Il Messaggero (23/04/2013), p. 45.

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: LA CASA DI AUGUSTO: SENSAZIONALI NOVITA’ SUL PALATINO, di Andrea Carandini e Daniela Bruno, in: ARCHEOLOGIA VIVA, no. 134, Marzo-Aprile (2009).

Uno studio approfondito sulla casa-santuario del primo imperatore di Roma ha apportato ulteriori contributi alla conoscenza del celebre complesso monumentale: Archeologia Viva pubblica le conclusioni dei due autori che perfezionano e completano le ricerche illustrate nel recente prezioso volume edito da Laterza…

Era il 42 a.C. quando Ottaviano, ventiduenne, decise di costruirsi una grande casa sul Palatino rivolta all’Aventino. Aveva trentacinque anni (29 a.C.) quando scelse di seppellire questa residenza per edificarvi sopra una casa-santuario favolosa, in cui andare ad abitare insieme agli dèi Apollo e Vesta. Nominato Augusto (27 a.C.), qui visse, principe di un impero universale (aveva per sigillo una sfinge).

Fonte / source:

— ARCHEOLOGIA VIVA, no. 134, Marzo-Aprile (2009).

www.archeologiaviva.it/index.php/article/1600/LA-CASA-DI-…

Foto / fonte / source:

— Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis > Raccolte > Roma, Rioni > Rione Campitelli > Palatino Casa di Augusto > “La Piantina della Casa di Augusto,” ( 3 d.C / 2010), Foto Alvaro e Elisabetta de Alvariis (04/2010).

www.flickr.com/photos/dealvariis/4567967429/in/set-721576…

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The mafia left Naples in ruins. Can they do the same to Pompeii?, THE INDEPENDENT [U.K], (21/04/2013), & THE GUARDIAN |THE OBSERVER [U.K.], (21/07/2001).

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The mafia left Naples in ruins. Can they do the same to Pompeii?, THE INDEPENDENT [U.K], (21/04/2013), & THE GUARDIAN |THE OBSERVER [U.K.], (21/07/2001).

After years of neglect, the World Heritage site is getting public money for restoration, and that is attracting the Camorra

______________

S.V., POMPEI ARCHAEOLOGIA e BENI CULTURALI: Pompeii faces second catastrophe – only this time from the Mafia, THE GUARDIAN |THE OBSERVER [U.K.], (21/07/2001).

Pompeii has been laid waste again, but this time the volcano is innocent. Instead of ash and pumice from Vesuvius, the archaeological treasure is being threatened by crime and incompetence. The Mafia is siphoning off funds from the ancient Roman city, leaving stray dogs to roam villas which are crumbling from neglect and disfigured by litter. What should be the jewel of Italy’s heritage was last week branded a national disgrace.

www.guardian.co.uk/world/2001/jul/22/rorycarroll.theobserver

_____________

POMPEI | NAPLES – Having been buried under ash from Mount Vesuvius almost 2000 years ago, the Roman city of Pompeii managed to rise again – becoming one of the world’s most famous historic sites and tourist attractions.

But over the past decade – under the weight of 2.3 million trampling visitors’ feet every year – it has fallen into woeful neglect and is in urgent need of restoration.

This was amply demonstrated in 2010 with the collapse of the site’s House of the Gladiators.

“We’re stunned when walls fall down,” said Andrea Carandini, a world-renowned archaeologist, at the time. “But these are ruins not systematically maintained, so the miracle is that so few of them collapse.”

Yet in the fight to save Pompeii, another enemy has emerged in the guise of the Naples mafia, and now some observers fear it might take another miracle to protect Pompeii, ancient Rome’s version of Sin City, from the clutches of the mob.

Last week, investigators announced a probe into suspected Mafia involvement in Pompeii restoration works undertaken as part of a €105m (£90m) project funded by the Italian Government and the European Union following decades of “neglect and mismanagement” at the site.

The Unesco World Heritage site certainly needs careful restoration – and lots of money to fund it. The €105m was intended to be spent on a high-tech, underground drainage system, complete with scanners to detect problem areas (many of the recent collapses have been blamed on heavy rainfall) as well as the restoration and re-opening of key parts of the site. In 1956 there were 64 individual structures in Pompeii open to the public; today no more than five are accessible at any one time.

The two-year project began in February this year, six months behind schedule. It seemed like the end of the story of neglect, or at least the beginning of new era. But even as the restorers were readying their tools, police in Campania, the southern region in which Pompeii is situated, were arresting the head of one restoration contractor previously involved at the site and probing the activities of four senior officials, whom they suspect of paying inflated prices for restoration work.

The bill for one contract, originally priced at less than €500,000, rose mysteriously to €5m. With cost inflation of that magnitude, even the EU largesse wouldn’t go very far.

The person placed under house arrest on 5 February was Annamaria Caccavo, the owner of a restoration company that was awarded contracts worth €8m for work on Pompeii’s Teatro Grande. Engineers employed for the job had already been blacklisted from their profession, and materials of suspect quality were used in the building’s reconstruction.

Significantly, one of the officials placed under investigation for suspected abuse of office was Marcello Fiori, the special commissioner appointed by Rome to oversee the “state of emergency” repair work at Pompeii from August 2008 to July 2010.

But the buck does not stop with a few managers accused of lining their own pockets. Something more worrying lurks in the shadows – the Camorra mafia. Just 15 miles away lies the southern port of Naples, the crime group’s home base, where it has a hand in everything from drugs to construction projects and rubbish collection .

Over the past year, tit-for-tat murders have raised fears that one of Italy’s bloodiest mob turf wars – played out in the crime-plagued southern port in 2004 and 2005 during which more than 60 people were killed – is flaring up again.

Ministers are putting a brave face on things. Last month in an interview with the in-house publication of the national police force, the Interior Minister, Anna Maria Cancellieri, said: “We have had excellent results by implementing protocols that reinforce security and development of important projects. We’ve done it for Expo, for the site of Pompeii and for the post-earthquake reconstruction of Emilia Romagna.”

But as recently as last Thursday, reports suggested that Expo – the World’s Fair due in Milan in 2015 – was months behind schedule and continuing to bleed vast amounts of public money. And question marks remain over how to ensure that public funds earmarked for Pompeii and its treasures – some of which are currently on display at the British Museum – really go where they are intended.

Underlining these concerns, a small army of carabinieri officers, finance police and officials led by Mariolina Goglia, the head of the Naples prefecture anti-mafia unit, marched into the Pompeii site last week in the hunt for evidence of Camorra activity.

The investigators checked documents, restoration activities and the identity of all the workers present for signs of organised crime. The results of the checks have not been announced and Ms Goglia did not respond to requests for an interview. Some observers noted that dispatching uniformed carabinieri appeared more like a PR stunt that meaningful sleuthing.

Campaigners in Naples and the surrounding region are in little doubt, however, what investigators will find if they scratch the surface.

“With such large amounts of money on offer, there’s no question that the Camorra, as the local mafia organisation, will be seeking to profit,” said Fabio Giuliani, the Naples spokesman for the anti-mafia group Libera.

But Shirin Wheeler, the spokeswoman for the EU Regional Affairs Commissioner Johannes Hahn, who is leading the European Commission’s efforts to save Pompeii, told The Independent she was confident the mob would not get its hands on the money.

“We think there is very strong, anti-mafia infiltration system,” she said. “We’ve concentrated on this aspect of the project because the area is unfortunately, infected by the Camorra. But our system will be effective because a special prefect, Fernando Guido, sent from Rome – not hired locally – will be there from start to finish to ensure security and in particular public procurement.”

But wasn’t the former special commissioner Marcello Fiori – who is now under investigation – also appointed by Rome?

“The new prefect, Mr Guido, will be closely watched by three Italian ministries – Culture, Interior and Regional Development – and the EC, all of which have invested their credibility in the project,” she said.

Some observers say that concerns over corruption and organised crime should not distract attention from the Italian state’s failure to look after its peerless cultural patrimony. Antonio Irlando, the president of the Observatory for Cultural Heritage campaign group, is among them.

“Is the Camorra the cause of all the problems and collapses at Pompeii? Some of them, maybe. But certainly not all of them,” he said. He added that “loving daily maintenance” – which the authorities had conspicuously failed to provide for many decades – was the solution.

Similar neglect can be seen at the Colosseum in Rome, where chunks of the building have fallen off in recent years, and the Domus Aurea, Nero’s fabled Golden Palace, a large area of which collapsed in 2010.

There is general agreement that the generous EU grant and the money it coaxed out of Italian coffers will – if applied properly – help to save Pompeii for future generations. The EU’s Mr Hahn has said he hopes the project will be adopted as a model for saving other important sites.

“Pompeii is a site which is important to the world,” he said. “The work we have started there is ground breaking both in terms of restoration technology and in crime prevention.”

FONTE / SOURCE:

— POMPEI ARCHAEOLOGIA e BENI CULTURALI: The mafia left Naples in ruins. Can they do the same to Pompeii?, THE INDEPENDENT [U.K], (21/04/2013).

www.independent.co.uk/news/world/europe/the-mafia-left-na…

______________

s.v.,

— POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The latest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tape | Scavi Pompei, il New York Times: «La minaccia? È la burocrazia» THE NEW YORK TIMES & IL MATTINO (20/04/2013).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8669414500/in…

— POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The latest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tape | Scavi Pompei, il New York Times: «La minaccia? È la burocrazia» THE NEW YORK TIMES & IL MATTINO (20/04/2013). NYT VIDEO [03:33].

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8669414140/in…

— POMPEI: PUBLIC HEALTH WARNING FOR TOURISTS, UNIVERSITY STUDENTS AND SCHOLARS (04/17/2013): POMPEI’S ARCHAEOLOGICAL SITE – LITTERED WITH HARMFUL ABESTOS CONTAMINATION BY THE CAMORRA MAFIA ORGANIZATION.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8657233119/in…

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The latest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tape | Scavi Pompei, il New York Times: «La minaccia? È la burocrazia» THE NEW YORK TIMES & IL MATTINO (20/04/2013).

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The latest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tape | Scavi Pompei, il New York Times: «La minaccia? È la burocrazia» THE NEW YORK TIMES & IL MATTINO (20/04/2013).

________________

POMPEI: PUBLIC HEALTH WARNING FOR TOURISTS, UNIVERSITY STUDENTS AND SCHOLARS (04/17/2013): POMPEI’S ARCHAEOLOGICAL SITE – LITTERED WITH HARMFUL ASBESTOS CONTAMINATION BY THE CAMORRA MAFIA ORGANIZATION.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8657233119/in…

________________

1). NYT (20/04/2013) = POMPEI, Italy — Destroyed by the eruption of Mount Vesuvius in A.D. 79, Pompeii survived excavation starting in the 18th century and has stoically borne the wear and tear of millions of modern-day tourists.

But now, its deep-hued frescoes, brick walls and elegant tile mosaics appear to be at risk from an even greater threat: the bureaucracy of the Italian state.

In recent years, collapses at the site have alarmed conservationists, who warn that this ancient Roman city is dangerously exposed to the elements — and is poorly served by the red tape, the lack of strategic planning and the limited personnel of the site’s troubled management.

The site’s decline has captured the attention of the European Union, which began a $137 million effort in February that aims to balance preservation with accessibility to tourists. Called the Great Pompeii Project, the effort also seeks to foster a culture-driven economy in an area dominated by the Neapolitan Mafia.

In a telling juxtaposition, however, a day before the project was initiated in February, the police arrested the head of a construction company hired to modify an ancient theater at Pompeii on charges of inflating costs and violating the terms of an earlier preservation project. And last week, a team of law-enforcement officers and labor inspectors conducted a surprise inspection to make sure that the local Mafia had not strong-armed its way into the restoration work.

Pompeii’s problems stem from its status as “one of the biggest and most important sites in the world,” and its location “in one of the areas with the highest concentration of organized crime in all of Europe,” said Fabrizio Barca, the minister for territorial cohesion in the caretaker government of Prime Minister Mario Monti.

Nevertheless, Mr. Barca expressed confidence that the program would be successful, and that it would prove that the Italian government could get things done.

“The project is going to reshape the way things are dealt with,” he said. “If we don’t preserve Pompeii, then the state has failed.”

Since the 1990s, a series of special administrations have been put in charge of Pompeii. In 2008, the government of Prime Minister Silvio Berlusconi named a special commissioner for the site, giving him powers to subvert routine bureaucracy. But the post was dissolved in 2010. This year, one commissioner was placed under judicial investigation on suspicion of using state money for projects that went beyond maintenance, like renovating an ancient theater for performances.

Watchdogs also question why several new buildings were built at Pompeii at great expense and with unclear scope, and whether a 2010 project, now defunct, to allow visitors to adopt some of the many stray dogs at the site was the best way to use part of the emergency prevention financing.

The investigations have also blocked some tourist-friendly initiatives, including plans to convert a villa on the grounds into a restaurant and another building into a museum.

Pompeii has “always been an emergency” since it was first excavated in 1748, said Grete Stefani, the current archaeological director of the site. The most recent crisis phase began in November 2010, when the so-called Schola Armaturarum, which housed an ancient military order, crumbled into the street after a period of torrential rain.

At a time when the decadent Berlusconi government was in tumult, the collapse hit a nerve, capturing the general air of decline in Italy after decades of deferred political and economic maintenance. Magistrates are investigating the collapse.

In Pompeii, about 10 houses, out of dozens on the site, are always open to the public, with a handful of others on a rotating basis. Conservators are repeatedly forced to shore up crumbling walls and water-damaged frescoes rather than plan the systematic maintenance of the 163-acre site to prevent sudden collapses.

“Pompeii is an appropriate metaphor for this country,” said Sergio Rizzo, a journalist at Corriere della Sera and an author of a book on the mismanagement of Italy’s cultural heritage. “It’s a beautiful place, a marvelous place that every country would like to have,” he added, “but it also reveals the workings of Italian chaos.”

Pompeii’s longstanding problems have stymied a succession of Culture Ministry archaeologists entrusted with its conservation. Stefano De Caro, who oversaw the archaeological work at Pompeii from 1977 to 1984, says the site’s woes stem from Italy’s shortsighted budget policies, which have kept it in a near-constant state of crisis.

“The fact is that Pompeii has been underfunded for 50 years, and gorging on funds every once in a while doesn’t help if you need to eat every day,” said Mr. De Caro, who is now director general of the International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, or Iccrom, based in Rome.

There are also rogue employees and wildcat strikes. In recent years, several of the about 150 custodians have been sanctioned for asking tourists for money to show them areas closed to the public, the site’s management said. Under the terms of a 10-year-old outsourcing bid, the private company that runs the ticket office does not allow the use of credit cards, creating headaches for tourists and raising concerns about fraud.

On a recent sunny afternoon, the volcanic peak of Mount Vesuvius rose in the distance. Crowds of school groups traipsed through the site, which draws more than 2.3 million tourists each year, many of them cruise ship passengers on day trips. Ms. Stefani, the site’s archaeological director, summed up the challenges as she showed off a recent, stunning renovation of the House of the Gilded Cupids, whose many frescoed rooms face a central courtyard in the classic Pompeian style. “This is a city without living inhabitants to carry out the day-to-day care that any home requires,” she said.

The new conservation strategy of Pompeii will be focused less on restoring individual monuments than on comprehensive maintenance, including improved water collection and disposal. Conservators say that many recent collapses were the result of bad drainage and the slow erosion of the ancient mortar.

Conservation has been hindered by a hiring freeze, particularly of skilled restorers but also of lower-level maintenance workers. “It’s been a situation with lots of generals but no troops,” said Valerio Papaccio, an architect currently overseeing preservation.

Under the new works project, the Culture Ministry has hired more archaeologists and architects with an eye toward the future.

“The E.U. funding is a good starting point to overcome this situation, but it’s not enough to save the site,” said Teresa Elena Cinquantaquattro, the site’s superintendent since 2010. “The new hires are vital, and by programming restorations year by year we can overcome the emergency.”

She says that critics have ignored the challenges in maintaining a vast, open-air site, and that many hard-working staff members toil in silence and anonymity to keep the site functioning. “I don’t deny that there are problems, but there’s also been a lot of hard work done here,” she said. “Pompeii is so vast that it requires enormous efforts.”

Officials say the Great Pompeii Project has a better chance of succeeding where other plans have failed because it is a comprehensive strategy involving three ministries: Culture, Interior and Territorial Cohesion. Economic development officials examine the investment potential of bids, while Interior Ministry officials make sure they are awarded to companies without ties to organized crime.

There are also timid advancements to introduce private sponsorship at the site, much in the same way that the Packard Humanities Institute has made the nearby Herculaneum, also buried by Vesuvius, a model site for archaeological preservation.

But some veteran observers doubt whether Italy will ever be able to finish the job. “The city has been excavated to an extent that it cannot be properly preserved, so we should just rebury parts of it,” said Mr. De Caro of Iccrom. “This way isn’t working, and to maintain things the way they are means certain death.”

2). IL MATTINO (20/04/2013) = ROMA – La burocrazia italiana è la «minaccia più grande» affrontata da Pompei dai giorni della sua distruzione nell’anno 79. Lo scrive il New York Times in una corrispondenza nella quale il quotidiano Usa dà conto delle tante vicissitudini del sito archeologicoe di come, il programma di auti finanziato dall’Unione europea per invertire il «declino» di Pompei, dopo il fallimento di piani analoghi, sia messo a rischio dalle possibili infiltrazioni camorristiche o dagli appalti truccati e quindi dalle conseguenti indagini delle autorità.

Tra le tante voci ascoltate dal Nyt, quella del giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, per il quale «Pompei è una metafora appropriata di questo Paese. È un luogo bello e meraviglioso che qualsiasi Paese vorrebbe avere, ma rivela anche il caos italiano».

FONTE / SOURCES:

— THE NEW YORK TIMES (20/04/2013).

www.nytimes.com/2013/04/21/world/europe/italian-bureaucra…?

— IL MATTINO (20/04/2013).

www.ilmattino.it/napoli/scavi_pomei_nyt_burocrazia/notizi…

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The latest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tape | Scavi Pompei, il New York Times: «La minaccia? È la burocrazia» THE NEW YORK TIMES & IL MATTINO (20/04/2013). NYT VIDEO [03:33].

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: The lastest Threat to Pompeii’s Treasures: Italy’s Red Tap | Scavi Pompei, il New York Times: «La minaccia? È la burocrazia» THE NEW YORK TIMES & IL MATTINO (20/04/2013). NYT VIDEO [03:33].

— “POMPEI FALLING FROM GRACE,” VIDEO, NYT (20/04/2013), [03:33].

www.nytimes.com/video/2013/04/20/world/europe/10000000218…

________________

POMPEI: PUBLIC HEALTH WARNING FOR TOURISTS, UNIVERSITY STUDENTS AND SCHOLARS (04/17/2013): POMPEI’S ARCHAEOLOGICAL SITE – LITTERED WITH HARMFUL ABESTOS CONTAMINATION BY THE CAMORRA MAFIA ORGANIZATION.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8657233119/in…

________________

1). NYT (20/04/2013) = POMPEI, Italy — Destroyed by the eruption of Mount Vesuvius in A.D. 79, Pompeii survived excavation starting in the 18th century and has stoically borne the wear and tear of millions of modern-day tourists.

But now, its deep-hued frescoes, brick walls and elegant tile mosaics appear to be at risk from an even greater threat: the bureaucracy of the Italian state.

In recent years, collapses at the site have alarmed conservationists, who warn that this ancient Roman city is dangerously exposed to the elements — and is poorly served by the red tape, the lack of strategic planning and the limited personnel of the site’s troubled management.

The site’s decline has captured the attention of the European Union, which began a $137 million effort in February that aims to balance preservation with accessibility to tourists. Called the Great Pompeii Project, the effort also seeks to foster a culture-driven economy in an area dominated by the Neapolitan Mafia.

In a telling juxtaposition, however, a day before the project was initiated in February, the police arrested the head of a construction company hired to modify an ancient theater at Pompeii on charges of inflating costs and violating the terms of an earlier preservation project. And last week, a team of law-enforcement officers and labor inspectors conducted a surprise inspection to make sure that the local Mafia had not strong-armed its way into the restoration work.

Pompeii’s problems stem from its status as “one of the biggest and most important sites in the world,” and its location “in one of the areas with the highest concentration of organized crime in all of Europe,” said Fabrizio Barca, the minister for territorial cohesion in the caretaker government of Prime Minister Mario Monti.

Nevertheless, Mr. Barca expressed confidence that the program would be successful, and that it would prove that the Italian government could get things done.

“The project is going to reshape the way things are dealt with,” he said. “If we don’t preserve Pompeii, then the state has failed.”

Since the 1990s, a series of special administrations have been put in charge of Pompeii. In 2008, the government of Prime Minister Silvio Berlusconi named a special commissioner for the site, giving him powers to subvert routine bureaucracy. But the post was dissolved in 2010. This year, one commissioner was placed under judicial investigation on suspicion of using state money for projects that went beyond maintenance, like renovating an ancient theater for performances.

Watchdogs also question why several new buildings were built at Pompeii at great expense and with unclear scope, and whether a 2010 project, now defunct, to allow visitors to adopt some of the many stray dogs at the site was the best way to use part of the emergency prevention financing.

The investigations have also blocked some tourist-friendly initiatives, including plans to convert a villa on the grounds into a restaurant and another building into a museum.

Pompeii has “always been an emergency” since it was first excavated in 1748, said Grete Stefani, the current archaeological director of the site. The most recent crisis phase began in November 2010, when the so-called Schola Armaturarum, which housed an ancient military order, crumbled into the street after a period of torrential rain.

At a time when the decadent Berlusconi government was in tumult, the collapse hit a nerve, capturing the general air of decline in Italy after decades of deferred political and economic maintenance. Magistrates are investigating the collapse.

In Pompeii, about 10 houses, out of dozens on the site, are always open to the public, with a handful of others on a rotating basis. Conservators are repeatedly forced to shore up crumbling walls and water-damaged frescoes rather than plan the systematic maintenance of the 163-acre site to prevent sudden collapses.

“Pompeii is an appropriate metaphor for this country,” said Sergio Rizzo, a journalist at Corriere della Sera and an author of a book on the mismanagement of Italy’s cultural heritage. “It’s a beautiful place, a marvelous place that every country would like to have,” he added, “but it also reveals the workings of Italian chaos.”

Pompeii’s longstanding problems have stymied a succession of Culture Ministry archaeologists entrusted with its conservation. Stefano De Caro, who oversaw the archaeological work at Pompeii from 1977 to 1984, says the site’s woes stem from Italy’s shortsighted budget policies, which have kept it in a near-constant state of crisis.

“The fact is that Pompeii has been underfunded for 50 years, and gorging on funds every once in a while doesn’t help if you need to eat every day,” said Mr. De Caro, who is now director general of the International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, or Iccrom, based in Rome.

There are also rogue employees and wildcat strikes. In recent years, several of the about 150 custodians have been sanctioned for asking tourists for money to show them areas closed to the public, the site’s management said. Under the terms of a 10-year-old outsourcing bid, the private company that runs the ticket office does not allow the use of credit cards, creating headaches for tourists and raising concerns about fraud.

On a recent sunny afternoon, the volcanic peak of Mount Vesuvius rose in the distance. Crowds of school groups traipsed through the site, which draws more than 2.3 million tourists each year, many of them cruise ship passengers on day trips. Ms. Stefani, the site’s archaeological director, summed up the challenges as she showed off a recent, stunning renovation of the House of the Gilded Cupids, whose many frescoed rooms face a central courtyard in the classic Pompeian style. “This is a city without living inhabitants to carry out the day-to-day care that any home requires,” she said.

The new conservation strategy of Pompeii will be focused less on restoring individual monuments than on comprehensive maintenance, including improved water collection and disposal. Conservators say that many recent collapses were the result of bad drainage and the slow erosion of the ancient mortar.

Conservation has been hindered by a hiring freeze, particularly of skilled restorers but also of lower-level maintenance workers. “It’s been a situation with lots of generals but no troops,” said Valerio Papaccio, an architect currently overseeing preservation.

Under the new works project, the Culture Ministry has hired more archaeologists and architects with an eye toward the future.

“The E.U. funding is a good starting point to overcome this situation, but it’s not enough to save the site,” said Teresa Elena Cinquantaquattro, the site’s superintendent since 2010. “The new hires are vital, and by programming restorations year by year we can overcome the emergency.”

She says that critics have ignored the challenges in maintaining a vast, open-air site, and that many hard-working staff members toil in silence and anonymity to keep the site functioning. “I don’t deny that there are problems, but there’s also been a lot of hard work done here,” she said. “Pompeii is so vast that it requires enormous efforts.”

Officials say the Great Pompeii Project has a better chance of succeeding where other plans have failed because it is a comprehensive strategy involving three ministries: Culture, Interior and Territorial Cohesion. Economic development officials examine the investment potential of bids, while Interior Ministry officials make sure they are awarded to companies without ties to organized crime.

There are also timid advancements to introduce private sponsorship at the site, much in the same way that the Packard Humanities Institute has made the nearby Herculaneum, also buried by Vesuvius, a model site for archaeological preservation.

But some veteran observers doubt whether Italy will ever be able to finish the job. “The city has been excavated to an extent that it cannot be properly preserved, so we should just rebury parts of it,” said Mr. De Caro of Iccrom. “This way isn’t working, and to maintain things the way they are means certain death.”

2). IL MATTINO (20/04/2013) = ROMA – La burocrazia italiana è la «minaccia più grande» affrontata da Pompei dai giorni della sua distruzione nell’anno 79. Lo scrive il New York Times in una corrispondenza nella quale il quotidiano Usa dà conto delle tante vicissitudini del sito archeologicoe di come, il programma di auti finanziato dall’Unione europea per invertire il «declino» di Pompei, dopo il fallimento di piani analoghi, sia messo a rischio dalle possibili infiltrazioni camorristiche o dagli appalti truccati e quindi dalle conseguenti indagini delle autorità.

Tra le tante voci ascoltate dal Nyt, quella del giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, per il quale «Pompei è una metafora appropriata di questo Paese. È un luogo bello e meraviglioso che qualsiasi Paese vorrebbe avere, ma rivela anche il caos italiano».

FONTE / SOURCES:

— THE NEW YORK TIMES (20/04/2013).

www.nytimes.com/2013/04/21/world/europe/italian-bureaucra…?

— IL MATTINO (20/04/2013).

www.ilmattino.it/napoli/scavi_pomei_nyt_burocrazia/notizi…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Nessun Governo, No Italia, No Beni Culturali: “M5S in Corteo al Colosseo,” LA REPUBBLICA (21/04/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Nessun Governo, No Italia, No Beni Culturali: “M5S in Corteo al Colosseo,” LA REPUBBLICA (21/04/2013).

FONTE / SOURCE:

— ROMA, Napolitano bis, Grillo: è un golpettino video foto / M5S in corteo al Colosseo diretta Twitter – La diretta tv Vd Voglio foto decente / Non sono Hitler / Basta parolacce / Foto Beppe come Rocky, l’ironia sul web / In piedi sull’auto, LA REPUBBLICA (21/04/2013).

www.repubblica.it/

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: IL FORO ROMANO, NUOVI SCAVI (ca. 1888-1903), in: IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (2012-13).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: IL FORO ROMANO, NUOVI SCAVI (ca. 1888-1903), in: IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (2012-13).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA: – IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (1988-2013)? in: LA REPUBBLICA (28/02/2013); (11/06/1988), p.21 & IL MESSAGGERO (28/02/2013); (05/06/2000), p. 20.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8516550944/in…

— ROMA ARCHEOLOGIA. Palatino, pendici settentrionali, P. Carafa, A. Carandini e N. Arvanitis, LA SAPIENZA – Roma (2010-13): “Tempio di Giove Statore”, & “Santuario di Vesta, un dolio | Tombe infantili.” Il Mess., La Rep. (28/02/2013), ARCHEO-VIVA (03/2013).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8520093001/in…

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: IL FORO ROMANO, NUOVI SCAVI (ca. 1898-1903), in: IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (2012-13).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: IL FORO ROMANO, NUOVI SCAVI (ca. 1898-1903), in: IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (2012-13).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA: IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (1988-2013)? Archeologico / Elementi architettonici, in: “Giacomo Boni nella riabilitazione del Foro Romano,” Vol. XV, n. 90, EMPORIUM (1902), pp. 423-451.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8516572905/in…

— ROMA ARCHEOLOGIA: – IUPPITER STATOR IN PALATINO RITROVATO (1988-2013)? in: LA REPUBBLICA (28/02/2013); (11/06/1988), p.21 & IL MESSAGGERO (28/02/2013); (05/06/2000), p. 20.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8516550944/in…

— ROMA ARCHEOLOGIA. Palatino, pendici settentrionali, P. Carafa, A. Carandini e N. Arvanitis, LA SAPIENZA – Roma (2010-13): “Tempio di Giove Statore”, & “Santuario di Vesta, un dolio | Tombe infantili.” Il Mess., La Rep. (28/02/2013), ARCHEO-VIVA (03/2013).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8520093001/in…

ROMA ARCHAEOLOGIA e BENI CULTURALI: Visualizzare delle passerelle pubblici lungo il Palatino guardando verso il Campidoglio,” di Baldomer Gili Roig (1873-1926),’ © 2010 Museu d’Art Jaume Morera [2013].

ROMA ARCHAEOLOGIA e BENI CULTURALI: Visualizzare delle passerelle pubblici lungo il Palatino guardando verso il Campidoglio,” di Baldomer Gili Roig (1873-1926),’ © 2010 Museu d’Art Jaume Morera [2013].

fonte / source:

— Baldomer Gili Roig. Fòrum Romà, Còpia digital del negatiu original de vidre, Llegat Dolors Moros, 2010, Museu d’Art Jaume Morera. [2013].

www.flickr.com/photos/museu_art_lleida/8621901564/

s.v.,

— Baldomer Gili Roig i la Fotografia Del 21 de març al 9 de juny de 2013 Sala d’exposicions temporals (Av. Blondel, 40, baixos) Museu d’Art Jaume Morera Comissariat: Oriol Bosch [03/2013].

mmorera.paeria.es/index.php?op=20&module=expos&ca…

ROMA ARCHEOLOGIA: Metro C – Via dei Fori | Colosseo Valle: Rossella Rea: La direttrice della Soprintendenza chiede di posticipare alcuni lavori, C.D.S.,(12/04/2013).Foto: Colloseo Valle e basemento del Colosseo di nerone (ca. 1890-1905?).

ROMA ARCHEOLOGIA: Metro C – Via dei Fori | Colosseo Valle: Rossella Rea: «Occorre più tutela i cantieri della metro C sono un ostacolo». La direttrice della Soprintendenza chiede di posticipare alcuni lavori, CORRIERE DELLA SERA (12/04/2013).Foto: Colloseo Valle e basemento del Colosseo di nerone (ca. 1890-1905?).

— ROMA ARCHEOLOGIA: Metro C – Via dei Fori | Colosseo Valle: Rossella Rea: «Occorre più tutela i cantieri della metro C sono un ostacolo». La direttrice della Soprintendenza chiede di posticipare alcuni lavori, CORRIERE DELLA SERA (12/04/2013).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8644744389/