MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: Francesca Barracciu, Under-Secretary Italy’s MIBACT – “Are You Smarter than a 5th Grader?” (U.S. game show); Barracciu, “Il Nuraghe dalle pietre blu, testimonianza della colonizzazione dei Puffi.” Aspirinews.net (30|01|2015) & LA NUOVA SARDEGNA (30|01|2015).

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: Francesca Barracciu, Under-Secretary Italy's MIBACT - "Are You Smarter than a 5th Grader? (U.S. game show); Barracciu, "Il Nuraghe dalle pietre blu, testimonianza della colonizzazione dei Puffi." Aspirinews.net (30|01|2015) & LA NUOVA SARDEGNA (30|01|2015).

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: Francesca Barracciu, Under-Secretary Italy’s MIBACT – “Are You Smarter than a 5th Grader? (U.S. game show); Barracciu, “Il Nuraghe dalle pietre blu, testimonianza della colonizzazione dei Puffi.” Aspirinews.net (30|01|2015) & LA NUOVA SARDEGNA (30|01|2015).

1). Non ha dubbi la sottosegretaria del MIBAC, Francesca Barracciu sulla recente scoperta di un nuraghe dalle pietre blu. (leggi la notizia) “Esperti del Ministero – ha detto la sottosegretaria- hanno portato numerose prove sulla colonizzazione e la presenza in Sardegna, in tempi preistorici, del piccolo popolo dei Puffi”.

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Francesca Barracciu, Under-Secretary Italy’s MIBACT – “Are You Smarter than a 5th Grader? (U.S. game show); Barracciu, “Il Nuraghe dalle pietre blu, testimonianza della colonizzazione dei Puffi.” [Aspirinews.net] (30|01|2015) & LA NUOVA SARDEGNA (30|01|2015).

Lo stesso disegnatore francese che “inventò” i piccoli personaggi blu, Peyo, avrebbe tratto ispirazione da un antico dipinto rupestre custodito in una domus de janas raffigurante un gruppo di nani blu.

“Impossibile non notare che i Puffi indossano una berritta sarda” ha affermato la Barracciu, che secondo alcune indiscrezioni starebbe facendo preparare una nuova bandiera sarda con i quattro Puffi.

La notizia del ritrovamento della Casa dei Puffi nel nuraghe di Jenna e Corte è stata fatale al noto cantante e autore Maurizio Arcieri, scomparso oggi, che nel 1969 ebbe una storia d’amore segreta con l’ultimo esemplare di puffo sardo, una femmina a cui dedicò la nota canzone “L’amore è blu” (VIDEO).

FONTE | SOURCE:

— Aspirinews.net (30|01|2015).

Il Nuraghe dalle pietre blu: per la Barracciu testimonianza della colonizzazione dei Puffi.

2). Nel nuraghe di Genna’e Corte le pietre diventano azzurre – Il gruppo Jente Shardana ha osservato il fenomeno durante alcune escursioni e ne ha dato conto all’assemblea annuale dell’associazione, LA NUOVA SARDEGNA (30|01|2015).

LACONI. È stato ribattezzato il “Nuraghe azzurro” a seguito di un curioso fenomeno osservato dal gruppo Jente Shardana durante una escursione nelle campagne del paese. La notizia della strana colorazione delle pietre all’interno del nuraghe Genna’e Corte circola da qualche tempo anche nel web e ha suscitato grande interesse tra gli appassionati. Probabilmente un fenomeno naturale dovuto alla presenza di licheni. La scoperta ufficiale (qualche esploratore solitario era già venuto a conoscenza del fenomeno) è avvenuta lo scorso dicembre in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione Jente Shardana, svoltasi nell’agriturismo che sorge ai piedi del nuraghe.

Alla guida del gruppo c’è Leonardo Melis, studioso dei “popoli del mare”. «Durante la pausa pomeridiana, alcuni amici – racconta Melis – hanno voluto cimentarsi in un’esplorazione andando a vedere il “fenomeno” che alcuni componenti conoscevano dai racconti del web, mentre altri vi erano già stati». Una volta penetrati all’interno dell’imponente nuraghe “Genna’e Corte”, il gruppo con grande stupore ha potuto ammirare una strana colorazione blu delle pietre.

Il complesso di Genna’e Corte, tra i più maestosi del Sarcidano e uno dei pochi nuraghi pentalobati della Sardegna, che si presenta tutt’ora inesplorato e in pessimo stato di conservazione, si trova nella località Stunnu, a circa 10 chilometri dal centro abitato, in un’area non nuova alle sorprese, dalla quale provengono la maggior parte delle stele menhir esposte nel museo della cittadina del Sarcidano.

Al fine di rendere maggiormente fruibile l’area archeologica, in questi mesi è stato avviato un cantiere comunale per ripulire ed eliminare la fitta vegetazione che copre i ruderi del nuraghe e rendere più semplice l’ accesso al sito. Il fenomeno della particolare colorazione delle pietre sarà oggetto di indagini più approfondite.

FONTE | SOURCE:

— LA NUOVA SARDEGNA (30|01|2015).

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/01/30/news/nel-nuraghe-di-genna-e-corte-le-pietre-diventano-azzurre-1.10766282

s.v,

— MIBACT | > Home > Ministero > Sottosegretari > Francesca Barracciu, MIBACT [01|2015].

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/Ministero/Sottosegretari/Francesca-Barracciu/index.html_2070772484.html

— Are You Smarter than a 5th Grader? (U.S. game show), WIKI [01|2015]. http://en.wikipedia.org/wiki/Are_You_Smarter_than_a_5th_Grader%3F_%28U.S._game_show%29

 

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: I manager culturali esclusi dai nuovi elenchi professionali del Mibact. E parte la petizione on line per Franceschini: studenti e laureati non ci stanno, ARTRIBUNE (30|01|2015).

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: I manager culturali esclusi dai nuovi elenchi professionali del Mibact. E parte la petizione on line per Franceschini: studenti e laureati non ci stanno, ARTRIBUNE (30|01|2015).

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: I manager culturali esclusi dai nuovi elenchi professionali del Mibact. E parte la petizione on line per Franceschini: studenti e laureati non ci stanno, ARTRIBUNE (30|01|2015).

TUTTI I MANAGER DEL MINISTERO

Li hanno chiamati “manager della cultura”. Sono i venti direttori, esterni all’amministrazione pubblica, a cui il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo affiderà la gestione di altrettanti grandi musei nazionali, staccati dalle soprintendenze: una parte fondamentale – e assolutamente centrata – della riforma voluta da Dario Franceschini per riorganizzazione il suo Ministero, indebolendo lo strapotere dei soprintendenti, riducendo il numero dei dirigenti e intercettando figure competenti da piazzare al timone delle istituzioni museali. Tra spending review e ridefinizione degli apparati. Sarebbe dunque normale, per logica e per buon senso, che la richiesta lanciata dagli studenti e i laureati della classe di laurea LM76 in Scienze economiche per l’ambiente e la cultura venisse valutata con interesse dal Ministro. Un corso di laurea che forma proprio i famosi manager culturali. E che però, incredibilmente, non gode di un riconoscimento ufficiale da parte del Mibact: tra i requisiti richiesti per la partecipazione ai concorsi dello stesso Ministero non è inclusa questo specifico titolo.

PROFESSIONI CULTURALI: FINALMENTE RICONOSCIUTE DAL MIBACT

Il riferimento è alla legge Madia sulle “Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professioni dei beni culturali”, approvata definitivamente nel giugno del 2014. Una legge attesa da decenni, che ha finalmente riconosciuto, tramite appositi elenchi nazionali, le figure professionali di “archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali e infine a storici dell’arte”. Ovvero tutti coloro che dovranno occuparsi per le istituzioni pubbliche di tutela, protezione, conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali. Una misura accolta con grande entusiasmo da tutti, o quasi. Alcuni profili, infatti, sono rimasti fuori dal novero delle professioni riconosciute dal Mibact: vedi i “manager culturali”, per l’appunto. Coloro che possono vantare una laurea LM76 ma che non hanno un posto all’interno dei nuovi registri nazionali.

LA PETIZIONE DEGLI ESCLUSI

Tante le proteste e i tentativi di accendere un faro su questa anomalia, ma finora nessun risultato. Arriva dunque una petizione su Change.org, rivolta a Franceschini. Al punto uno si chiede quindi “che la suddetta classe di laurea abbia un riconoscimento formale e ufficiale, in modo tale da essere inserita come requisito di partecipazione ai concorsi promossi dal MIBACT, e dalle pubbliche amministrazioni per i ruoli aventi attinenza con le competenze gestionali-manageriali ed aventi finalità culturali”.Pubblicata lo scorso 25 gennaio, la petizione ha raccolto oltre mille firme. Ne servono molte di più, naturalmente, per trasformare la protesta in una robusta azione di massa. Sciogliendo la contraddizione: mentre il governo spinge per il reclutamento di figure tecniche, con competenze manageriali nel campo della cultura, si dimentica di dare un riconoscimento formale a una professione nuova, attuale, necessaria, su cui molti atenei italiani hanno investito, facendo convergere formazione umanistica e settori economico-gestionali (economia, modelli di business, analisi di mercato, etc). Una piccola integrazione, che avrebbe un riscontro concreto (per i tanti
laureati di oggi e di domani), ma anche un chiaro valore simbolico.

ARTRIBUNE (30|01|2015).

— FONTE | SOURCE:

http://www.artribune.com/2015/01/i-manager-culturali-esclusi-dai-nuovi-elenchi-professionali-del-mibact-e-parte-la-petizione-on-line-
per-franceschini-studenti-e-laureati-non-ci-stanno/

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Professione Cultural Manager | FACEBOOK (31|01|2015).

https://www.facebook.com/professioneculturalmanager/timeline

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: [Francesco Prosperetti, Federica Galloni, & Anna Maria Buzzi] – Dalla Corte dei Conti lettera di rilievo sulle nomine del Mibact, ArtEconomy24 (27|01|2015).

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: [Francesco Prosperetti, Federica Galloni, & Anna Maria Buzzi] - Dalla Corte dei Conti lettera di rilievo sulle nomine del Mibact, ArtEconomy24 (27|01|2015).

MIBACT ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITITETTURA: [Francesco Prosperetti, Federica Galloni, & Anna Maria Buzzi] – Dalla Corte dei Conti lettera di rilievo sulle nomine del Mibact, ArtEconomy24 (27|01|2015).

Il Mibact starebbe preparando in queste ore la risposta a un rilievo della Corte dei Conti, inviato la settimana scorsa al ministero di via del Collegio Romano, sulle nomine dei dirigenti fatte dal ministro Dario Franceschini lo scorso 23 dicembre. Si apprende da fonti sindacali, che nella lettera, non ancora pubblica, la Corte dei Conti eccepisce sulla compatibilità delle nomine, ovvero del loro costo, con la spending review.

Due dirigenti di seconda fascia, infatti, sono stati `promossi´ a prima fascia, con il relativo aggravio di costi per la pubblica amministrazione. La Corte dei Conti, quindi, non ha ratificato le nomine e con la lettera chiede chiarimenti al Mibact, che in queste ore starebbe preparando una risposta. Ovviamente bocche cucite in via del Collegio Romano, ma a quanto si apprende, il ministero nella risposta spiegherebbe ai magistrati contabili che i costi dei dirigenti di prima fascia verrebbero coperti con i risparmi ottenuti dal congelamento di due dirigenti di seconda fascia. Inoltre, grazie ai tagli di molti incarichi sempre di seconda fascia, gli oneri del Mibact risulterebbero in linea con la spending review.

Resta aperta invece la questione dell’ex direttore regionale della Calabria, Francesco Prosperetti, che aveva fatto ricorso al Tar dopo essersi visto `sfilare´ l’incarico, prima annunciato e poi `corretto´ in favore di Federica Galloni, alla direzione generale Arte e Architettura contemporanea. All’ultima udienza del 15 gennaio scorso «abbiamo chiesto la cancellazione dal ruolo della sospensiva perché sembrava ci potesse essere una le soluzione alternativa soddisfacente da parte del Mibact per il mio assistito», spiega l’avvocato Isabella Stoppani, legale di Prosperetti. Che aggiunge: «Se non si trovasse una soluzione adeguata, ovviamente si discuterà la sospensiva e si andrà avanti».

Anche Anna Maria Buzzi, ex direttore generale della Valorizzazione, ha presentato un ricorso al Tar. Il dirigente di prima fascia, tagliata fuori dalle nomine di Franceschini, spiega: «Ho presentato il ricorso per mancata attribuzione di un incarico corrispondente alla qualifica di direttore generale che io rivesto». Buzzi rivendica «gli ottimi risultati conseguiti dal mio lavoro in trincea, come direttore generale della Valorizzazione, riconosciuto anche dal ministro e attestato dai numeri che lo stesso Franceschini ha fornito». E ricorda che il «cambiamento della tariffazione dei musei con il biglietto a pagamento anche per gli ultrasessantacinquenni dallo scorso luglio, che Franceschini ha avuto il coraggio di attuare, nasce da una proposta della direzione generale che guidavo. Un provvedimento che ha portato in soli sei mesi 9 milioni di euro in più nelle casse dei musei, e ha dato la possibilità di attuare l’ingresso gratuito tutte le prime domeniche del mese, un’occasione in più per gli italiani di conoscere il loro patrimonio culturale» conclude Buzzi.

FONTE | SOURCE:

— ArtEconomy24 (27|01|2015).

http://www.arteconomy24.ilsole24ore.com/art/cultura-tempo-libero/2015-01-28/dalla-corte-conti-lettera-180151.php

s.v.,

— I nuovi soliti nomi al MiBACT, TAFTER (24|12|2014).

http://www.tafter.it/2014/12/24/i-nuovi-soliti-nomi-al-mibact/

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Federica Galloni [ex-l’amante di Paolo Berlusconi], la nuova ”Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee,” IL MESSAGGERO (22|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2Aw

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. ROMA «MIBACT & DEGRADO & MAFIA CAPITALE», Anna Maria Buzzi & Giovanna Melandri – Così la sorella del boss inguaia Melandri e Veltroni, IL GIORNALE.IT (13|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2yZ

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Mafia Capitale: Annamaria Buzzi, MIBACT – Direzione della valorizzazione, sorella di Salvatore Buzzi, ora lady Buzzi rischia. LINKIESTA (12|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2yM

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Mafia Capitale: Annamaria Buzzi, MIBACT – Direzione della valorizzazione, sorella di Salvatore Buzzi, Archivi: accordo tra MiBACT e Mondadori Electa per utilizzo delle immagini relative a beni culturali, TAFTER (29|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2zr

— ITALIA [MIBACT] e CORRUZIONE: Dott.ssa Arch. Federica Galloni, DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO (16 aprile 2010 – oggi), & “Galloni …[ex-] l’amante di Paolo Berlusconi” (11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2s7

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. F. Galloni, Le Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici, Lazio, i conti dei beni culturali: 200 milioni bloccati in cassa. IL MESSAGGERO (23|02|2013). & L’ Imperatore Augusto & Scavi Via Guilia, in: THE TELEGRAPH (18|08|2014).

http://wp.me/pPRv6-2hf

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “When in Rome, Follow the Rules, or So the Mayor Says,” THE WALL STREET JOURNAL (20|01|2014) & “Dehors, la mappa dei privilegiati,” IL TEMPO (29|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: "When in Rome, Follow the Rules, or So the Mayor Says," THE WALL STREET JOURNAL (20|01|2014) & "Dehors, la mappa dei privilegiati," IL TEMPO (29|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “When in Rome, Follow the Rules, or So the Mayor Says,” THE WALL STREET JOURNAL (20|01|2014) & “Dehors, la mappa dei privilegiati,” IL TEMPO (29|01|2015).

1). When in Rome, Follow the Rules, or So the Mayor Says – Marino’s Crackdown on Cafe Seating, Street Artists and Scooters Enrages Some Locals, WSJ (20|01|2014).

ROME—For a decade, Claudia Pizzuti, owner of Tre Scalini restaurant in Rome’s Piazza Navona, dished out pasta to tourists at some 35 outdoor tables, serving up the languorous meals and stunning views of the Baroque square that are the stuff of once-in-a-lifetime Roman holidays.

The fact that the tables—which spilled into the piazza—violated Ms. Pizzuti’s city license was of little concern to the restaurateur.

That was until Rome Mayor Ignazio Marino declared war on the rampant violation of rules governing outdoor tables that had spread willy-nilly over time.

“We had to do away with the insane invasion of the tables,” said Mr. Marino. “Do we care about the beauty and architecture of our piazzas, or not?”

Last summer, City Hall sent police to enforce the rules, compelling most restaurateurs to slash the number of outdoor tables and put the remaining ones into the perimeter set out in their license. Authorities even took to painting green lines demarcating the allowed areas to reduce squabbling with inspectors.

Today, patrons sit ear-to-jowl in a smaller clutch of outdoor tables at Ms. Pizzuti’s restaurant. But she still flouts the ban on gas-fired patio heaters and, when the police aren’t around, sticks a 5-foot menu stand back into the piazza. Meanwhile, she complains that scooters and trinket peddlers have flooded the space where tables once stood.

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Foto: Rome, “No more terrace outside; No job; No tourist; No Roma; Thanks to our mayor.” Fonte | source: Tre Scalini di Piazza Navona 28 Roma | FACEBOOK (08|07|2014) [01|2015].

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“Are the outdoor tables such a horrible thing?,” said Ms. Pizzuti. “Is this Rome’s real problem?”

The battle over outdoor tables is just one in a multi-front campaign Mr. Marino is waging to bring order to an unruly city that has at times blithely thumbed its nose at rules and regulations. He has taken on Rome’s burgeoning army of unlicensed trinket sellers, portraitists of questionable skill and swarms of scooters clogging up magnificent squares.

The result: the mayor is locked in a citywide version of Whac-A-Mole as he encounters lawsuits and protests to his beautification campaign. One poll, published in October, found him one of Rome’s least-popular mayors. Detractors brand Mr. Marino—a 59-year-old transplant surgeon who spent two decades in the U.S. and U.K.—“The Martian.”

“We will be unyielding” in cleaning up the city, said Mr. Marino in written answers to questions. “Of course, it’s nice to sip a coffee in a sunny square in front of a Baroque church or Renaissance palazzo. But it is just as important to stick to rules.”

The mayor was first struck by the degradation of Rome when an American friend asked how the city could allow a traffic-choked thoroughfare to pass so close to the Colosseum, which has grown blackened by soot in recent decades. Within a month of taking office in June 2013, Mr. Marino announced a plan to close the boulevard to private traffic—enraging the shops and restaurants in the area.

Since then, he has taken aim at other Roman institutions. For instance, he is forcing a storied group of souvenir sellers known as urtisti away from the Colosseum. The urtisti have a proud history, originating as Jewish vendors who received permits from the pope 150 years ago to sell religious items. But more recently, they have stooped to also selling trinkets such as bobblehead images of a shirtless Mario Balotelli, the Italian soccer star.

Mr. Marino is even challenging Romans’ love-affair with scooters, banning them from picturesque sites such as Piazza di Spagna, where he says they thronged sidewalks, blackened the buildings and marred the splendor of the square. In response, drivers staged a flash mob in October to protest the ban. Some still find a way to evade traffic cops by snaking through Rome’s back streets. Others exploit a loophole in the rules by pushing a turned-off scooter past an officer.

“They have so many things to do that they let their guard down sometimes,” says Stella Romano, who says Rome’s dilapidated public transport system means a scooter is the only practical way to get to her job in the center near the Trevi Fountain. The fines she receives have hardly deterred her.

A central problem has been a thicket of contradictory rules, city-issued exemptions and lax enforcement that have encouraged everyone from drivers of tourist buses to vendors of roasted chestnuts to do what they liked.

For instance, restaurateurs who planted unauthorized tables in squares and on sidewalks often just paid a fine to get seized tables back or bought new ones. When Francesco Taurino took over a restaurant in June off Piazza Navona, he crafted a business plan based on outdoor seating for 60—even though he had a license for a handful of al fresco tables. After the crackdown forced him to remove them, he says he had to fire more than half his staff.

“It is true that in the past things may have gotten out of hand, but now we have too many rules,” says the 27-year-old. “Too much has been done too quickly. Can’t we find a middle ground?”

Nearby, Mr. Marino’s dragnet has also caught up artists who have long sold their own works and whipped up portraits of tourists for as little as €10 ($11.80). In recent years, the number of artists in Piazza Navona had grown to double the number actually authorized, topping 100 by early 2014.

City authorities—who would like to use Piazza Navona to showcase promising young artists—complained that the artistic quality was lacking, and say some tourists felt cheated by artists fobbing off prints as original works.

So last spring, municipal police officers cleared out painters lacking authorization. The city then decided that remaining artists must present their work this year to a new committee made up of an art critic and culture authorities if they hope to keep their license.

The move has outraged older artists. “It will be total war,” says Mario Rosi, 55, who has been painting in Piazza Navona since 1988.

City officials say they won’t back down. “If those who have been in the piazza for decades are brilliant artists, they have nothing to fear,” says Orlando Corsetti, head of the city commission that handles business activities, including licenses.

Mr. Marino says he remains determined to force Romans to change their bad habits, confident that his campaign will win over the majority.

“We want Romans to enjoy the city and for tourists coming from across the globe to make it the trip of their lifetime,” Mr. Marino said in a statement.

FONTE | SOURCE:

— THE WALL STREET JOURNAL (20|01|2014).

http://www.wsj.com/articles/when-in-rome-follow-the-rules-or-so-the-mayor-says-1421712394

Foto | Fonte | source:

— Rome, “No more terrace outside; No job; No tourist; No Roma; Thanks to our mayor. Fonte | source: Tre scalini di Piazza Navona 28 Roma | FACEBOOK (08|07|2014) [01|2015]. Tre Scalini di Piazza Navona 28 Roma | FACEBOOK (08|07|2014) [01|2015].

https://www.facebook.com/TreScalini1946/timeline

2). ROMA – “Dehors, la mappa dei privilegiati,” IL TEMPO (29|01|2015).

Lettera e cd con 270 foto al sindaco per chiedere di far rispettare le norme. La denuncia (anonima) sarebbe partita da alcuni esercenti del centro storico.

La lettera è firmata «Noi del Mondo di sotto» con una chiara allusione all’inchiesta su Mafia capitale che ha scosso gli ambienti della politica e non solo. Chi scrive dichiara di essere un gruppo, «molto folto», di operatori, presumibilmente del centro storico, che hanno preso carte e penna all’indirizzo del sindaco per denunciare «situazioni non più tollerabili». Hanno scelto l’anonimato «per paura di ritorsioni» ma la lettera, che ha per oggetto i piani di massima occupabilità che hanno tagliato, in molti casi annullato del tutto lo spazio riservato ai tavoli all’aperto, è dura e non le manda a dire sul metodo dei «Due pesi e due misure» che l’amministrazione userebbe nell’applicare rigidamente le regole per alcuni esercenti e non applicarle affatto per altri. La parte forte la fa il cd, inviato insieme alla missiva, con più di 270 scatti fotografici di oltre un centinaio di locali del centro che a detta di chi scrive, godono di un’impunibilità assoluta a fronte di illeciti perpetrati e sotto gli occhi di tutti. Lo stile ricorda in realtà quello delle associazioni dei residenti che più volte hanno denunciato, con tanto di foto, situazioni di locali parzialmente e totalmente abusivi chiedendo a gran voce, anche nell’ultimo incontro con il presidente della commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti, l’applicazione dei piani di massima occupabilità. Richiesta che torna anche in questa lettera indirizzata al sindaco e che denuncia l’immobilismo del I Municipio nel non procedere a mettere nuovi piani nero su bianco. Le foto, allegate alla missiva, raccontano casi di numerosi locali che si sono costruiti all’aperto dei veri e propri «fortini» in ferro battuto cielo terra di altezza di tre metri, quando il massimo consentito è quello della croce di Sant’Andrea (1,30). Ci sono decine di altri esercizi che sfoggiano le davvero poche estetiche coperture di plastica in pieno centro senza preoccuparsi di deturpare la visuale di chiese e monumenti. Ci sono tavolini agli incroci, sui marciapiedi e fioriere a dir poco invasive. Non è dato sapere, in realtà, se la situazione dei singoli locali sia stata verificata caso per caso da parte di chi fa la denuncia soprattutto là dove sono ritratti spazi all’aperto pieni di tavolini e sedie oppure ombrelloni a copertura di tavoli. Sono autorizzati? Abusivi? Se abusivi, totali o parziali? Fatto sta che l’accusa da parte degli scriventi è chiara quanto al bersaglio che si vuole colpire. «Non solo i controlli sono meramente rituali, ma vengono anche reiterati preferibilmente sugli operatori in regola, letteralmente martirizzando questi ultimi». Il riferimento è alla vicenda pmo nelle piazze storiche, che dalla scorsa estate Comune e I Municipio hanno messo sotto la lente di ingrandimento dei controlli? E con l’inchiesta Mafia Capitale cosa c’entra? Un altro passaggio della lettera cerca di dare risposta a entrambi i quesiti quando si appella al sindaco affinché «potrebbe essere utile approfondire sulla proprietà di locali “intoccabili” (ne viene citato uno in particolare il cui titolare sarebbe proprietario di almeno una decina di altri esercizi in centro) e dice espressamente che «operazioni di mera facciata come quelle su alcune piazze storiche (Navona e Campo de’Fiori, ndr) risultano essere solo lo strumento e l’alibi per consentire al “sistema” di proseguire indisturbato». Infine il perché ci si sia rivolti al sindaco e non, ad esempio, in Procura. «Ci siamo fatti di lei l’idea di una persona onesta e al di sopra delle parti, sta a lei valutare questa denuncia e decidere se intervenire o meno».

FONTE | SOURCE:

— “Dehors, la mappa dei privilegiati,” IL TEMPO (29|01|2015).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/01/29/dehors-la-mappa-dei-privilegiati-1.1372873?

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comune di Roma, Ignazio Marino toglierà i bus Atac dai Fori Imperiali [il tutti gli altri camion bar e altri rifiuti per il turista tra il Colosseo e piazza Venezia rimane]. CINQUEQUOTIDIANO (30|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comune di Roma, Ignazio Marino toglierà i bus Atac dai Fori Imperiali [il tutti gli altri camion bar e altri rifiuti per il turista tra il Colosseo e piazza Venezia rimane]. CINQUEQUTIDIANO (30|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Comune di Roma, Ignazio Marino toglierà i bus Atac dai Fori Imperiali [il tutti gli altri camion bar e altri rifiuti per il turista tra il Colosseo e piazza Venezia rimane]. CINQUEQUOTIDIANO (30|01|2015).

Comune di Roma, Ignazio Marino toglierà i bus Atac dai Fori Imperiali – Il sindaco annuncia anche l’arrivo di 100 nuovi veicoli speciali per lo spazzamento automatico delle strade della capitale.

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Nota: s.v., ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Un gran bastardo mi ha rubato la bicicletta, unico mezzo di locomozione mio e di mio figlio”, Dott.ssa Nathalie Naim, COMUNE DI ROMA | FACEBOOK (28|01|2015).

http://wp.me/pPRv6-2Hq

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Entro un mese saranno disponibili 100 veicoli per tenere più pulite le strade dei 15 municipi. Lo annuncia Ignazio ai microfoni di Radio Popolare Roma aggiungendo di aver «chiesto che questi veicoli possano essere personalizzati con i nomi delle persone che li useranno» perché «vogliamo ricostruire un rapporto con chi pulisce la città e i cittadini.» Ma soprattutto per fare in modo che gli abitanti del quartiere sappiano chi devono ringraziare o con chi si devono lamentare se la loro strada non è pulita. Idea davvero originale per la quale se ad esempio la spazzatrice Giovanni Cecioni verrà abbandonata con la portiera aperta, come è successo recentemente in centro, i cittadini sappiano chi chiamare.

NUOVE SPAZZATRICI PER LA STRADA – Peggio ancora: sappiano con chi prendersela se la strada non viene spazzata a dovere, sempre che un mezzo Ama di lì ci passi. Escluse scene di linciaggio nei confronti degli operatori ecologici per la nota bonomia dei cittadini romani, dubitiamo che la misura sia di facile realizzazione, mentre ben più efficace sarebbe una sistema di delazione (anche anonima) nei confronti degli scopini neghittosi. Meno male, passando a cose più serie, che si sta lavorando (almeno da 6 mesi a quanto ci risulta) «con molta determinazione per porre la prima pietra dell’ecodistretto nei prossimi mesi.» Ecodistretto per il recupero della differenziata che secondo le previsioni di Fortini presidente di Ama dovrebbe richiedere almeno un anno dalla posa della prima pietra, sempre che fra controlli e autorizzazioni tutto proceda nel verso giusto.

CHIUDERE I FORI AI BUS – E sempre, che nel frattempo, la differenziata, che si intende affidare a privati a costi non irrilevanti, venga estesa a tutti i municipi. Sul problema della viabilità Marino non ha dubbi così annuncia alla radio che il suo obiettivo è quello della chiusura di via dei Fori Imperiali anche agli autobus dell’Atac. Affermazione (devastante per gli utenti dei mezzi pubblici) che il sindaco accompagna da una visione poetica che dovrebbe riscaldare anche i cuori più insensibili: «Oggi il Colosseo, grazie al restauro, la sera, con il tramonto, si illumina e le sue pietre diventano quasi rosa.» Solo che i Romani sull’Atac ci vanno anche di giorno e per di più quelli che transitano con l’autobus sotto il Colosseo rispetto ai disperati che si muovono con i mezzi da e verso le periferie, sono una esigua minoranza. Lì i tramonti sono meno romantici e talora ancor meno illuminati da Acea.

FONTE | SOURCE:

— CINQUEQUOTIDIANO (30|01|2015).

http://www.cinquequotidiano.it/politica/campidoglio/2015/01/29/comune-di-roma-ignazio-marino-togliera-i-bus-atac-dai-fori-imperiali/

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma – alcune fotografie panoramiche dei Fori Imperiali e Via dei Fori Imperiali (01 | 2015),” Fonte: Dott.ssa Annalisa Giuseppetti, Roma | Flickr (24|01|2015).

Note: photograph courtesy of Dr. Annalisa Giuseppetti, Rome | Flickr (24-30|01|2015).

https://www.flickr.com/photos/stregh/

s.v.,

— FORIPEDONALI.IT http://www.foripedonali.it/ di Ignazio Marino & Comune di Roma (2013-14) = “Sito disattivato per motivi di sicurezza – Site disabled for security reasons” (29|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il sottosegretario del MiBACT Francesca Barracciu, FIRMATO IL DECRETO PER LE GUIDE TURISTICHE EUROPEE | di Marketing Territorio (29|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il sottosegretario del MiBACT Francesca Barracciu, FIRMATO IL DECRETO PER LE GUIDE TURISTICHE EUROPEE | di Marketing Territorio (29|01|2015).

1). ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il sottosegretario del MiBACT Francesca Barracciu, FIRMATO IL DECRETO PER LE GUIDE TURISTICHE EUROPEE | di Marketing Territorio (29|01|2015).

Saranno le Regioni ad abilitare le guide turistiche specializzate, a prescindere dal Paese di provenienza, che dovranno dimostrare una conoscenza approfondita dei territori. Il sottosegretario del MiBACT Barracciu: “L’obiettivo è garantire per chi viene a visitare il nostro Paese e per i nostri stessi concittadini un servizio di guide turistiche di esperienza e qualità”

Il ministro dei beni culturali e turismo, Dario Franceschini, ha firmato oggi il decreto che individua i requisiti necessari a ottenere l’abilitazione specifica per lo svolgimento della professione di guida turistica in siti di particolare interesse storico, artistico e archeologico su territorio italiano e che ne disciplina il procedimento di rilascio. Saranno quindi le Regioni ad abilitare, per titoli o esami, le guide specializzate che dovranno dimostrare una conoscenza approfondita delle eccellenze culturali presenti sul nostro territorio.

“Si tratta di un provvedimento atteso dai professionisti del settore e che stiamo seguendo con particolare attenzione, visto il ruolo sempre più strategico che il turismo nelle intenzioni del Governo deve svolgere, quale primaria risorsa economica ed occupazionale per il nostro Paese” ha spiegato il sottosegretario Francesca Barracciu, che ha la delega sulla materia e sta coordinando il tavolo con le associazioni di categoria e i soggetti istituzionali coinvolti “Il 18 febbraio porteremo in Conferenza Unificata il secondo decreto che individua anche questi siti di particolare interesse”.

L’abilitazione delle guide turistiche a livello europeo è un tema che nei mesi scorsi ha scatenato diverse polemiche nel nostro Paese, con manifestazioni delle categorie professionali e incontri ripetuti con i rappresentanti istituzionali. “Attualmente stiamo effettuando una cernita sulla base delle indicazioni delle nostre strutture regionali e di quelle degli enti locali, i cui risultati saranno oggetto di un confronto con le associazioni di categoria” ha dunque chiarito Barracciu, che ha spiegato come l’obiettivo finale sia “garantire per chi viene a visitare il nostro Paese e per i nostri stessi concittadini un servizio di guide turistiche di esperienza e qualità. Non basta infatti avere il più importante patrimonio culturale al mondo se non siamo in grado di farlo conoscere e fruire nel migliore dei modi”.

FONTE | SOURCE:

— Marketing Territorio (29|01|2015).

http://marketingdelterritorio.info/index.php/it/notizie/1957-firmato-il-decreto-per-le-guide-turistiche-europee

2). ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: s.v., Con l’entrata in vigore della L. 6 agosto 2013, n. 97 (Legge europea 2013), in: L’EUROPA CAMBIA LA PROFESSIONE DELLE GUIDE TURISTICHE IN ITALIA di Marketing Territorio (03|09|2015).

Mercoledì 4 settembre entra in vigore la nuova normativa riguardante l’attività delle guide turistiche in Italia; la novità ha suscitato diverse polemiche tra i professionisti e le associazioni di settore, che temono uno svilimento delle proprie competenze e abilitazioni a favore di soggetti non qualificati per svolgere in maniera adeguata il delicato compito di guidare i turisti alla scoperta di monumenti e poli culturali.

Ma quali sono le novità introdotte dalle nuove disposizioni giuridiche italiane in materia di guide turistiche? Un’analisi sul portale diritto.it spiega il senso e le conseguenze delle novità.

In pratica, la legge 97 del 6 agosto 2013, che entra in vigore a partire dal 4 settembre, recepisce alcune precise direttive dell’Unione Europea riguardanti la mobilità dei lavoratori europei, in contrasto con le precedenti norme che regolavano l’attività delle guide turistiche abilitate in Italia. Secondo l’Europa, e secondo la nuova legge italiana, non si può impedire a una guida abilitata alla professione in uno Stato membro dell’UE di svolgere il proprio mestiere in qualunque altro Stato membro. Ovvero, una guida turistica francese o tedesca o olandese deve poter svolgere la sua professione anche in Italia.

Ma nel nostro Paese, la normativa precedentemente in vigore prevedeva che le guide fossero abilitate a svolgere la propria professione esclusivamente nel territorio (provincia o regione) dove avevano ottenuto l’abilitazione. In ragione di ciò, la nuova legge in materia consente non solo alle guide europee di esercitare il proprio lavoro in qualunque stato membro, ma anche alle guide italiane di lavorare su tutto il territorio nazionale.

Ma le novità non sono state ben accolte dai diretti interessati, almeno in Italia. Federagit, l’associazione di categoria che fa parte di Confesercenti, ha criticato la nuova legge, spiegando come una guida sia “specializzata nell’illustrazione di un patrimonio culturale limitato e non va confusa con l’accompagnatore che assiste il gruppo nel corso di un viaggio. È impossibile saper effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano”, figuriamoci in tutta Europa.

[Nota:] Con l’entrata in vigore della L. 6 agosto 2013, n. 97 (Legge europea 2013), fissata al 4 settembre, le guide turistiche se abilitate ad esercitare la professione in altri Stati membri, potranno operare in regime di libera prestazione di servizi sul territorio nazionale senza necessità di ulteriori autorizzazioni o abilitazioni. La previsione è contemplata dall’articolo 3 con l’attenuante di una deroga: viene attribuito al Ministero per i beni e le attività culturali il compito di individuare i siti nei quali, in ragione del loro peculiare interesse storico, artistico od archeologico, lo svolgimento dell’attività di guida turistica è riservata a coloro che abbiano acquisito una
specifica abilitazione, in tal modo valorizzando le spiccate professionalità acquisite.
Alla base della norma è il caso di infrazione EU Pilot 4277/12/MARK, in materia di guide turistiche, per violazione degli obblighi imposti dalla direttiva servizi 2006/123/CE. Con nota 6 settembre 2012, infatti, la Commissione europea ha rilevato l’esistenza di norme in materia di guide turistiche in contrasto con l’articolo 10, paragrafo 4, della direttiva citata laddove la legislazione nazionale prevede che l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica abbia validità solo nella regione o provincia di rilascio, precludendo, pertanto, alle guide la possibilità di esercitare la professione a livello nazionale.

FONTE | SOURCE:

— L’EUROPA CAMBIA LA PROFESSIONE DELLE GUIDE TURISTICHE IN ITALIA di Marketing Territorio (03|09|2015).

http://marketingdelterritorio.info/index.php/it/notizie/658-l-europa-cambia-la-professione-delle-guide-turistiche-in-italia

FONTE | FOTO | SOURCE:

— “Rome for DUMMIES,” FLICKR (15|01|2015).

Rome for DUMMIES

s.v.,

— ITALIA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Italy to bring private sector into its museums in effort to make a profit, THE GUARDIAN, U.K., (21|12|2014).

ITALIA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Italy to bring private sector into its museums in effort to make a profit, THE GUARDIAN, U.K., (21|12|2014).

— ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “L’ allarme dei professionisti,” Le guide turistiche Scippatori, degrado, concorrenza straniera – La rivolta dei ciceroni: “Visitatori in fuga,” LA REP. (07|03|2014), p.6.

ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: "L' allarme dei professionisti," Le guide turistiche Scippatori, degrado, concorrenza straniera - La rivolta dei ciceroni: "Visitatori in fuga," LA REP. (07|03|2014), p.6.

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: [Illegal Tour Guides] – “In Hot Water at the Trevi Fountain / Nei guai presso la Fontana di Trevi (icr).” The Herald Tribune (28/01/2005), p. 3.

The Neglect of Rome's Cultural Heritage by the Ministry of Culture (2008-11), the City of Rome (2005 -11): [Illegal Tour Guides] - "In Hot Water at the Trevi Fountain / Nei guai presso la Fontana di Trevi (icr)." The Herald Tribune (28/01/2005), p. 3.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Prof. Giuliano Volpe, Dott.ssa Mariarosaria Barbera & Dott. Claudio Parisi Presicce; Attenzione prego: “La sfida della Drugstore gallery Portuense, archeologia e cultura contro il degrado,” b-hop webmagazine & DRUGSTORE GALLEY FACEBOOK (29|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Prof. Giuliano Volpe, Dott.ssa Mariarosaria Barbera & Dott. Claudio Parisi Presicce; Attenzione prego: "La sfida della Drugstore gallery Portuense, archeologia e cultura contro il degrado," b-hop webmagazine & DRUGSTORE GALLEY FACEBOOK (29|01|2015).  1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: La sfida della Drugstore gallery Portuense, archeologia e cultura contro il degrado,  b-hop webmagazine (29|01|2015).  Un’area archeologica di grande valore, portata alla luce di recente, che vuole diventare un museo e un luogo di cultura viva in un quartiere romano povero di spazi di aggregazione, nel Municipio XI (ex XV). Un luogo che però fatica ad esistere a causa di episodi dolosi, intimidazioni e minacce. E’ la Drugstory Gallery Portuense, al civico 317 della via Portuense, in corrispondenza del ponte delle ferrovia Roma-Fiumicino.  Di fronte alla Gallery, situata nei locali di un ex supermercato (da cui il nome) c’è il cantiere a cielo aperto dove, durante i lavori di raddoppio della carreggiata, sono stati ritrovate nel febbraio 2014 terme maschili e femminili, una necropoli, una stazione di posta e strutture di assistenza ai viaggiatori, un’area di culto, monumenti funebri. All’interno della Drugstore Gallery si rimane a bocca aperta perché appare l’inaspettato: una stupenda tomba in tufo di età imperiale con un sarcofago in terracotta, colombari, dipinti conservati benissimo, un cippo in travertino che attesta un intervento dell’imperatore Vespasiano (I sec.d.c.), anfore, pavimenti in mosaico e addirittura una sepoltura con lo scheletro di un guerriero che risale al Neolitico (3000-2500 a.c.), unica a Roma.  Uno spazio strappato, con fatica e poche risorse, al degrado e alle cattive intenzioni. L’ultimo episodio, denunciato ai carabinieri, risale a metà gennaio. Alcuni criminali hanno nuovamente incendiato un container in cui gli archeologi avevano riposto anfore, vaschette in argilla, frammenti di mosaico, stucchi decorati. Tutto irrimediabilmente distrutto. Poco prima, la notte di Capodanno c’era già stato un altro incendio di un box con decine di reperti, anche questi perduti. Tre mesi fa era stata presa a picconate una iscrizione romana, mentre l’auto della direttrice dei lavori era stata sfregiata con il punteruolo. Come se il lavoro della Soprintendenza speciale per i beni archeologi di Roma, che sta cercando in tutti i modi di restituire questo patrimonio ai cittadini, desse fastidio a qualcuno.  Dopo le prime resistenze – perché pensavano che gli scavi impedissero il proseguimento delle opere stradali – gli abitanti del quartiere hanno cominciato ad apprezzarlo, grazie ad una tre giorni di visite guidate l’estate scorsa. In questo caso non è vero, come si dice a Roma, che “appena si trova un coccio i lavori si fermano”. In realtà il blocco dei lavori è avvenuto perché il responsabile della R.G.Costruzioni generali di Giovanni Recchia è finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione pilotata delle concessioni degli stabilimenti balneari di Ostia, e solo ora dovrebbe essere a piede libero. Nel frattempo gli archeologi e il personale che seguono il cantiere non ricevono lo stipendio da mesi e tutti sperano che si trovi presto una soluzione. Anche perché senza tutti questi problemi e gli atti intimidatori gli archeologi avrebbero già finito da tempo il loro lavoro.   Su questa vicenda complessa si staglia la ferma volontà di due pioniere della Soprintendenza, Laura Cianfriglia e Carmela Ariosto, che stanno lottando a testa alta da anni, nonostante le minacce, perché questo spazio diventi un luogo di cultura per il territorio. Finora sono stati realizzati spettacoli teatrali, laboratori di musica per bambini, visite scolastiche, mostre fotografiche, di pittura o scultura, performance di lettura, eventi musicali o di solidarietà, presentazioni di libri. “Ogni anno stiliamo un calendario di iniziative con le proposte che riceviamo – spiega a b-hop Carmela Ariosto -. Cerchiamo un fil rouge per unire le varie iniziative”.  Il Drugstore è stato dato in comodato d’uso per 20 anni dal proprietario dell’immobile, un costruttore “illuminato” che ha eseguito alcuni lavori e ora vorrebbe donarlo. “Ma noi abbiamo chiesto di fare una Fondazione specifica – precisa Laura Cianfriglia -. Abbiamo pochissime risorse, specie in questo periodo in cui lo Stato sta svendendo i suoi beni. E non abbiamo personale per tenere sempre aperto il museo. Con una Fondazione la Drugstore gallery potrebbe diventare autonoma”.  L’auspicio è il solito: che le autorità responsabili – in primis Comune di Roma e Municipio XI – facciano qualcosa per tutelare la sicurezza dell’area e dei dipendenti e per permettere ai cittadini romani, anche dei quartieri meno centrali, di fruire della cultura a piene mani. Non solo ricevendo briciole, come avviene spesso.  FONTE | SOURCE:   --  b-hop webmagazine (29|01|2015).  http://www.b-hop.it/primo-piano/drugstore-gallery/  2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: "Portuense, distrutte le anfore antiche," LA REPUBBLICA (17|01|2015), in: DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).  FONTE | SOURCE:   --  DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).  https://www.facebook.com/pages/Drugstore-Gallery/1383909795162944?ref=br_tf  3).  ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Portuense, incendiato il box degli archeologi - Gli scavi delle antiche terme,  LA REPUBBLICA (10|01|2015), in: DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).  FONTE | SOURCE:   --  DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).  https://www.facebook.com/pages/Drugstore-Gallery/1383909795162944?ref=br_tf   FOTO | FONTE | SOURCE:    -- Roma, Portuense, incendiato il box degli archeologi - "Cari amici, questa è la novità di oggi. Senza parole. L'ammasso informe che vedete all'interno di ciò che resta della baracca sono reperti archeologici.,"  DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (14|01|2015).  https://www.facebook.com/pages/Drugstore-Gallery/1383909795162944?ref=br_tf

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Prof. Giuliano Volpe, Dott.ssa Mariarosaria Barbera & Dott. Claudio Parisi Presicce; Attenzione prego: “La sfida della Drugstore gallery Portuense, archeologia e cultura contro il degrado,” b-hop webmagazine & DRUGSTORE GALLEY FACEBOOK (29|01|2015).

1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: La sfida della Drugstore gallery Portuense, archeologia e cultura contro il degrado, b-hop webmagazine (29|01|2015).

Un’area archeologica di grande valore, portata alla luce di recente, che vuole diventare un museo e un luogo di cultura viva in un quartiere romano povero di spazi di aggregazione, nel Municipio XI (ex XV). Un luogo che però fatica ad esistere a causa di episodi dolosi, intimidazioni e minacce. E’ la Drugstory Gallery Portuense, al civico 317 della via Portuense, in corrispondenza del ponte delle ferrovia Roma-Fiumicino.

Di fronte alla Gallery, situata nei locali di un ex supermercato (da cui il nome) c’è il cantiere a cielo aperto dove, durante i lavori di raddoppio della carreggiata, sono stati ritrovate nel febbraio 2014 terme maschili e femminili, una necropoli, una stazione di posta e strutture di assistenza ai viaggiatori, un’area di culto, monumenti funebri. All’interno della Drugstore Gallery si rimane a bocca aperta perché appare l’inaspettato: una stupenda tomba in tufo di età imperiale con un sarcofago in terracotta, colombari, dipinti conservati benissimo, un cippo in travertino che attesta un intervento dell’imperatore Vespasiano (I sec.d.c.), anfore, pavimenti in mosaico e addirittura una sepoltura con lo scheletro di un guerriero che risale al Neolitico (3000-2500 a.c.), unica a Roma.

Uno spazio strappato, con fatica e poche risorse, al degrado e alle cattive intenzioni. L’ultimo episodio, denunciato ai carabinieri, risale a metà gennaio. Alcuni criminali hanno nuovamente incendiato un container in cui gli archeologi avevano riposto anfore, vaschette in argilla, frammenti di mosaico, stucchi decorati. Tutto irrimediabilmente distrutto. Poco prima, la notte di Capodanno c’era già stato un altro incendio di un box con decine di reperti, anche questi perduti. Tre mesi fa era stata presa a picconate una iscrizione romana, mentre l’auto della direttrice dei lavori era stata sfregiata con il punteruolo. Come se il lavoro della Soprintendenza speciale per i beni archeologi di Roma, che sta cercando in tutti i modi di restituire questo patrimonio ai cittadini, desse fastidio a qualcuno.

Dopo le prime resistenze – perché pensavano che gli scavi impedissero il proseguimento delle opere stradali – gli abitanti del quartiere hanno cominciato ad apprezzarlo, grazie ad una tre giorni di visite guidate l’estate scorsa. In questo caso non è vero, come si dice a Roma, che “appena si trova un coccio i lavori si fermano”. In realtà il blocco dei lavori è avvenuto perché il responsabile della R.G.Costruzioni generali di Giovanni Recchia è finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione pilotata delle concessioni degli stabilimenti balneari di Ostia, e solo ora dovrebbe essere a piede libero. Nel frattempo gli archeologi e il personale che seguono il cantiere non ricevono lo stipendio da mesi e tutti sperano che si trovi presto una soluzione. Anche perché senza tutti questi problemi e gli atti intimidatori gli archeologi avrebbero già finito da tempo il loro lavoro.

Su questa vicenda complessa si staglia la ferma volontà di due pioniere della Soprintendenza, Laura Cianfriglia e Carmela Ariosto, che stanno lottando a testa alta da anni, nonostante le minacce, perché questo spazio diventi un luogo di cultura per il territorio. Finora sono stati realizzati spettacoli teatrali, laboratori di musica per bambini, visite scolastiche, mostre fotografiche, di pittura o scultura, performance di lettura, eventi musicali o di solidarietà, presentazioni di libri. “Ogni anno stiliamo un calendario di iniziative con le proposte che riceviamo – spiega a b-hop Carmela Ariosto -. Cerchiamo un fil rouge per unire le varie iniziative”.

Il Drugstore è stato dato in comodato d’uso per 20 anni dal proprietario dell’immobile, un costruttore “illuminato” che ha eseguito alcuni lavori e ora vorrebbe donarlo. “Ma noi abbiamo chiesto di fare una Fondazione specifica – precisa Laura Cianfriglia -. Abbiamo pochissime risorse, specie in questo periodo in cui lo Stato sta svendendo i suoi beni. E non abbiamo personale per tenere sempre aperto il museo. Con una Fondazione la Drugstore gallery potrebbe diventare autonoma”.

L’auspicio è il solito: che le autorità responsabili – in primis Comune di Roma e Municipio XI – facciano qualcosa per tutelare la sicurezza dell’area e dei dipendenti e per permettere ai cittadini romani, anche dei quartieri meno centrali, di fruire della cultura a piene mani. Non solo ricevendo briciole, come avviene spesso.

FONTE | SOURCE:

— b-hop webmagazine (29|01|2015).

http://www.b-hop.it/primo-piano/drugstore-gallery/

2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Portuense, distrutte le anfore antiche,” LA REPUBBLICA (17|01|2015), in: DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).

FONTE | SOURCE:

— DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).

https://www.facebook.com/pages/Drugstore-Gallery/1383909795162944?ref=br_tf

3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Portuense, incendiato il box degli archeologi – Gli scavi delle antiche terme, LA REPUBBLICA (10|01|2015), in: DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).

FONTE | SOURCE:

— DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (29|01|2015).

https://www.facebook.com/pages/Drugstore-Gallery/1383909795162944?ref=br_tf
FOTO | FONTE | SOURCE:

— Roma, Portuense, incendiato il box degli archeologi – “Cari amici, questa è la novità di oggi. Senza parole. L’ammasso informe che vedete all’interno di ciò che resta della baracca sono reperti archeologici.,” DRUGSTORE GALLEY | FACEBOOK (14|01|2015).

https://www.facebook.com/pages/Drugstore-Gallery/1383909795162944?ref=br_tf

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Salvo Barrano the ‘ANA’ Italy & Prof. Giuliano Volpe ‘MIBACT’, Pres. of Council for Culture and Heritage; BLAH, BLAH, BLAH!!! Italian Archeologists in the 21st century – Professional Italian National Park Rangers? (29|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Salvo Barrano the 'ANA' Italy & Prof. Giuliano Volpe 'MIBACT', Pres. of Council for Culture and Heritage; BLAH, BLAH, BLAH!!! Italian Archeologists in the 21st century - Professional Italian National Park Rangers? (29|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Salvo Barrano the ‘ANA’ Italy & Prof. Giuliano Volpe ‘MIBACT’, Pres. of Council for Culture and Heritage; BLAH, BLAH, BLAH!!! Italian Archeologists in the 21st century – Professional Italian National Park Rangers? (29|01|2015).

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Foto: In the summer of 1936, Gerald Ford worked as a seasonal park ranger at Yellowstone National Park. Late Gerald R. Ford, served as the 38th President of the United States, August 9, 1974 – January 20, 1977.

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“Dear Dr. Barrano & Prof. Volpe, after reading your recent post on the ‘ANA’ official webpage & THE ‘ANA’ FACEOOK page today (29|01|2015) [see I & II below], which I read with great interest. But, rather than commenting on your post, I would rather share with both of you, Dr. Barrano (and the other Italian archaeologists of the ‘ANA’ and elsewhere in Italy) & Prof. Volpe, some important information about the UNITED STATES – National Park Service (NPS), and how the ideas of the management & administration of UNITED STATES – National Park Service (NPS), particularly that of the professional personal of the National Park Service NPS, which would be an innovative approach to gainfully employing the several hundred or so, either under-employed or un-employed professional Italian archaeologists (and other related professional personal) affiliated with the preservation, safeguarding and enhancement of Italy’s Cultural Heritage.

“[In 1916, THE UNITED STATES] National Park Service (NPS) is created within the DOI [UNITED STATES DEPARTMENT OF INTERIOR] by passage of the Organic Act to “promote and regulate the use of …national parks, monuments, and reservations …to conserve the scenery and the natural and historic objects and the wild life therein and to …leave them unimpaired for the enjoyment of future generations.”(1).

“[In 1998] The Register of Professional Archaeologists (RPA) is formed to establish universal standards in archeology. RPA is a listing of archeologists who have agreed to abide by an explicit code of conduct and standards of research performance based on the code of ethics, standards of performance, and grievance procedures of the former Society of Professional Archeologists.”(2).

As you can see from the recent published information by the National Park Service (NPS) [01|2015 as of 2008], the National Park Service (NPS), is responsible for the preservation, safeguarding and enhancement of the Cultural Heritage of the United States, for example, “What We Do National Park Service by the Numbers*” (3). =

$48,000,000,000 incentivized in private historic preservation investment
11,700,000,000 visitors
$5,409,252,508 in preservation and outdoor recreation grants awarded
$2,750,000,000 annual budget
121,603,193 objects in museum collections
97,417,260 volunteer hours
84,000,000 acres of land
4,502,644 acres of oceans, lakes, reservoirs
2,482,104 volunteers
218,000 jobs supported in gateway communities
85,049 miles of perennial rivers and streams
68,561 archeological sites
43,162 miles of shoreline
28,000 employees
27,000 historic structures
2,461 national historic landmarks
582 national natural landmarks
400 endangered species
405 national parks
49 national heritage areas
1 mission: The National Park Service cares for special places saved by the American people so that all may experience our heritage.

*numbers are cumulative through the end of FY 2008

In 2016, the National Park Service of the United States, will celebrate its centennial (1916-2016) : “A Call to Action – 2016 marks the 100th anniversary of the National Park Service—a defining moment that offers an opportunity to reflect on and celebrate our accomplishments as we prepare for a new century of stewardship and engagement.” The National Park Service (NPS) by law is required to make information readily available to the public, useful informational as to the management & administration of UNITED STATES – National Park Service (NPS) (4). As well as useful information to help promote, be aware, and allow the public to enjoy the cultural heritage of the United States of America.

“…[2014-15, the National Parks of the United States] are more than a collection of rocks and trees and inspirational scenes from nature. They embody something less tangible yet equally enduring – an idea, born in the United States nearly a century after its creation, as uniquely American as the Declaration of Independence and just as radical. National parks, the writer and historian Wallace Stegner once said, are the best idea we’ve ever had.”(4).

I hope this information maybe of some use.

Thank you
Martin G. Conde
Washington DC, USA
(29|01|2015).
___

I). ITALIA – L’Associazione Nazionale Archeologi raccoglie l’invito del Prof. Volpe a promuovere un processo federativo degli archeologi, ANA (23-28|01|2015).

Prof. Volpe, la sua replica garbata e franca alla Nota ANA di ieri mattina () merita una risposta altrettanto garbata e franca, oltre che direttamente rivolta a lei.

La proposta di riprendere l’idea di una Società degli Archeologi Italiani fu lanciata da lei ben prima che fosse recepita nel documento predisposto dalle quattro consulte universitarie riunite oggi a Roma. Ricordo benissimo quando la propose ormai più di sei mesi fa, nel corso di un convegno promosso da Assotecnici presso l’INASA, a Roma. Eravamo seduti allo stesso tavolo, fianco a fianco. Ma questo è solo puntiglio tra archeologi intrappolati nelle cronologie.

Nel commento lei propone la costituzione “di un soggetto forte, attivo, autorevole, capace di lavorare ad un rilancio del ruolo dell’archeologia in Italia, nella formazione, nella ricerca, nella tutela, nel restauro, nella valorizzazione, nella comunicazione. Tema principale: il lavoro e il ruolo sociale dell’archeologia”.

Professore, ma come potremmo non starci? Chi potrebbe sottrarsi ad una proposta così saggia? Come Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi le garantisco il più convinto impegno a sostenere qualunque iniziativa che vada nella direzione da lei indicata. Posso vantarmi infatti di guidare un’Associazione che trae forza proprio dalla partecipazione attiva e dall’indipendenza delle iniziative portate avanti in oltre dieci anni di attività. L’obiettivo dichiarato fin dalla costituzione, nel 2005, fu quello di rilanciare il ruolo e riaffermare l’utilità sociale dell’archeologia in Italia. Un’utilità che – lo abbiamo sempre gridato e riaffermato – non può prescindere dalla qualità del lavoro, presupposto irrinunciabile di ogni sviluppo sano e di ogni ricchezza genuina.

Per questo avverto tutta la responsabilità della proposta e raccolgo da subito l’invito a promuovere un processo federativo, unitario e partecipato, che dia rappresentanza unica e pienamente legittimata all’archeologia italiana.

Certo, poiché è Socio Onorario dell’ANA dal 2005 mi sarei aspettato che avanzasse una tale proposta in uno dei tre congressi nazionali o dei numerosi incontri promossi dall’ANA in giro per l’Italia (l’ultima assemblea plenaria dell’ANA Puglia si è svolta lo scorso dicembre scorso proprio a Taranto). Ma questa – lo ammetto – è l’irresistibile attrazione di un siciliano per la polemica a tutti i costi.

Aspettiamo quindi, Prof. Volpe, un invito ufficiale e tempestivo per ragionare concretamente su tale percorso in qualunque sede lei lo ritenga, anche in seno al Consiglio Superiore dei Beni Culturali da lei presieduto.

Salvo Barrano, Presidente ANA.

II). ITALIA – Di seguito la replica di Giuliano Volpe alla Nota ANA (29|01|2015).

Cari amici e colleghi, come sapete sono, aderendo ad un vostro invito che ho molto apprezzato e di cui vado fiero, socio onorario dell’ANA già da molti anni. Mi avete attribuito la proposta dalla costituzione di una Società degli Archeologi Italiani: ed effettivamente sono convinto di un tale progetto e mi batterò per realizzarlo insieme a chiunque voglia unire gli archeologi italiani intorno ad obiettivi comuni. Ma per la precisione, la proposta è stata oggi avanzata in un documento predisposto dalle quattro consulte universitarie in occasione dell’assemblea generale di tutti i soci tenutasi alla Sapienza. E condivido in pieno questa proposta. Non ho soluzioni e proposte predeterminate. Il mio intento, e certamente quello di altri colleghi, è solo contribuire a costruire un soggetto unitario di tutti gli archeologi, prescindendo dalla logica di appartenenza e afferenze all’università, al ‪MiBACT, agli Enti locali, alle professioni, che è purtropo oggi prevalente e ci tiene seprati e anche a volte assurdamente contrapposti. Un soggetto forte, autorevole, attivo, capace di lavorare ad un rilancio del ruolo dell’archeologia (e dei BC) in Italia, nella formazione, nella ricerca, nella tutela, nel restauro, nella valorizzazione, nella comunicazione. Tema principale: il lavoro e il ruolo sociale dell’archeologia oggi. Apprezzo il lavoro svolto dall’ANA e da altre associazioni di archeologi (io stesso ne presiedo una, la ‪SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani). Purtroppo vedrei difficile la confluenza in un’unica Associazione già esistente per motivi facilmente comprensibili. E non escludo che serva, anche in questo caso (come sta succedendo per le consulte archeologiche universitarie), un passaggio con una federazione tra le associazioni professionali, le consulte universitarie, Assotecnici, etc. per promuovere un processo unitario, eleggere una rappresentanza unica per rappresentare l’archeologia italiana, organizzare ampi momenti di confronto, analisi e proposta.

Giuliano Volpe alla Nota ANA (23-28|01|2015).

FONTE | SOURCE:

— Salvo Barrano & Giuliano Volpe, in: ANA | FACEBOOK (28|01|2015).

http://www.archeologi.org/

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1). & 2). “Public archaeology  in the United States,” the National Park Service (NPS), Washington DC, USA [01|2015].

http://www.nps.gov/index.htm

3). About Us – the National Park Service (NPS) [THE UNITED STATES GOVERNMENT] [01|2015].

http://www.nps.gov/aboutus/index.htm

4). “A Call to Action – 2016 marks the 100th anniversary of the National Park Service (NPS) [THE UNITED STATES GOVERNMENT] [01|2015].

http://www.nps.gov/calltoaction/

5). Cited from: [THE UNITED STATES GOVERNMENT] Department of the Interior – NATIONAL PARK SERVICE – FISCAL YEAR 2015 BUDGET JUSTIFICATIONS (2014-15) [pdf], p. 1 of pp. 624 with note 4 [= Duncan, Dayton, and Ken Burns. The National Parks: America’s Best Idea. New York: Alfred A. Knopf, 2009. Print.]. [01|2015].

http://www.nps.gov/aboutus/budget.htm & http://www.nps.gov/aboutus/upload/FY-2015-Greenbook-Linked.pdf

Fonte | foto | sources:

Foto: In the summer of 1936, Gerald Ford worked as a seasonal park ranger at Yellowstone National Park. Late Gerald R. Ford, served as the 38th President of the United States, August 9, 1974 – January 20, 1977. During his time in office, President Ford added eighteen new areas to the National Park System.

See: Gerald R. Ford, seasonal park ranger at Yellowstone National Park [01|2015], as cited from:

— THE GERALD R. FORD, presidential Library and Museum, Ann Arbor – Grand Rapids Michigan, USA.

http://www.fordlibrarymuseum.gov/avproj/young-jerry-ford.asp

— Gerald R. Ford: Park Ranger, 38th President of the United States. THE NATIONAL PARK SERVICE | U.S. Department of Interior, Washington DC, USA (27|12|2006).

http://home.nps.gov/applications/release/Detail.cfm?ID=717

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Un gran bastardo mi ha rubato la bicicletta, unico mezzo di locomozione mio e di mio figlio”, Dott.ssa Nathalie Naim, COMUNE DI ROMA | FACEBOOK (28|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: "Un gran bastardo mi ha rubato la bicicletta, unico mezzo di locomozione mio e di mio figlio", Dott.ssa Nathalie Naim, COMUNE DI ROMA | FACEBOOK (28|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Un gran bastardo mi ha rubato la bicicletta, unico mezzo di locomozione mio e di mio figlio”, Dott.ssa Nathalie Naim, COMUNE DI ROMA | FACEBOOK (28|01|2015).

“…Un gran bastardo mi ha rubato la bicicletta,unico mezzo di locomozione mio e di mio figlio, e non posso neppure ricomprarla. Anche questo accade nel rione Monti un posticino tranquillo dove mi dicono, i controlli non servono.”

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Nathalie Naim, COMUNE DI ROMA | FACEBOOK (28|01|2015).

https://www.facebook.com/nathalie.naim

FOTO FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: For Rome mayor, transit is key issue, THE BOSTON GLOBE, METRO (01 June 2014). & ROMA CAPITALE NEWS (16|06|2014)

ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: For Rome mayor, transit is key issue, THE BOSTON GLOBE, METRO (01 June 2014). & ROMA CAPITALE NEWS (16|06|2014)

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: M. SERLORENZI, Il Foro Romano tra V e IX secolo, in M.S. Arena, P. Delogu, L. Paroli, M. Ricci, L. Saguì, L. Vendittelli (a cura di), Roma dall’antichità al medioevo, Archeologia e Storia, Roma (2001), [PDF] pp. 558-560.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: M. SERLORENZI, Il Foro Romano tra V e IX secolo, in M.S. Arena, P. Delogu, L. Paroli, M. Ricci, L. Saguì, L. Vendittelli (a cura di), Roma dall’antichità al medioevo, Archeologia e Storia, Roma (2001), [PDF] pp. 558-560.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: M. SERLORENZI, Il Foro Romano tra V e IX secolo, in M.S. Arena, P. Delogu, L. Paroli, M. Ricci, L. Saguì, L. Vendittelli (a cura di), Roma dall’antichità al medioevo, Archeologia e Storia, Roma (2001), [PDF] pp. 558-560.
PDF = ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: M. SERLORENZI, Il Foro Romano tra V e IX secolo, in M.S. Arena, P. Delogu, L. Paroli, M. Ricci, L. Saguì, L. Vendittelli (a cura di), Roma dall’antichità al medioevo, Archeologia e Storia, Roma (2001), [PDF] pp. 558-560.

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa MIRELLA SERLORENZI, Il Foro Romano tra V e IX secolo, in M.S. Arena, P. Delogu, L. Paroli, M. Ricci, L. Saguì, L. Vendittelli (a cura di), Roma dall’antichità al medioevo, Archeologia e Storia, Roma 2001, [PDF] pp. 558-560.

IN: Dott.ssa MIRELLA SERLORENZI, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Archeologica Roma), Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Department Member, ACADEMIA.EDU [01|2015].

https://archeologicaroma.academia.edu/MirellaSerlorenzi

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA: Dott.ssa Mirella Serlorenzi, “La percezione delle rovine del foro romano nell’altomedioevo – Una lettura archeologica,” [PDF] pp. 452-481; in: Dott. M. Barbanera, ‘Relitti riletti. Metamorfosi delle rovine e identità culturale,’ ROMA (2011), Pp. 510 [PDF = pp. 251-493].

— ROMA ARCHEOLOGIA & BENI CULTURALI, Dott.ssa Mirella Serlorenzi, “Dal disegno archeologico alla ricostruzione tridimensionale,” (06|05|2010), PDF pp. 1-72 (= Scavi Pz. Venezia, Il Foro Romano Medievale, e Crypta Balbi). Di Prof.ssa Maura Medri, l’Università di Roma Tre (03|2014).

http://wp.me/pPRv6-1SP

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Mirella Serlorenzi, in: MAME – Museo Nazionale dell’Alto Medioevo, Roma | FACEBOOK (03|12|2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Tredicine (FI): “Favorevole ad alienazione immobili se meno tasse per cittadini” ROMA DAILY NEWS (26|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Tredicine (FI): “Favorevole ad alienazione immobili se meno tasse per cittadini” ROMA DAILY NEWS (26|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Tredicine (FI): “Favorevole ad alienazione immobili se meno tasse per cittadini” ROMA DAILY NEWS (26|01|2015).

“L’idea del sindaco e dell’Assessore Pucci di scambiare immobili con lavori pubblici non può trovare sostegno in Forza Italia. Come abbiamo già detto, Forza Italia è disponibile a collaborare con la maggioranza su questa delibera, ma solo a patto che questa sia inserita nelle propedeutiche al bilancio. Ovvero, siamo disposti a sacrificare parte del patrimonio immobiliare di Roma Capitale solo a condizione che questo significhi, nel bilancio 2015, meno tasse per cittadini e piccole e medie imprese”.

Lo dichiara, in una nota, Giordano Tredicine, consigliere capitolino e vice coordinatore regionale del Lazio di Forza Italia.

“L’idea di Marino e Pucci, in se – spiega Tredicine – non è malvagia. Potrebbe anche essere condivisibile, se ad esempio i proventi delle alienazioni venissero utilizzati interamente per la riqualificazione delle periferie. Ma, visto quanto fatto fino ad oggi in materia di lavori pubblici, la possibilità che questi fondi vengano poi destinati a pedonalizzazioni come quella dei Fori Imperiali che ha ammazzato il commercio del quadrante e reso impossibile la vita dei residenti e progetti bizzarri come il trasferimento dei sanpietrini dal centro alle periferie è troppo concreta e francamente non ce la sentiamo proprio di rischiare.

Non siamo disposti a rinunciare ai gioielli di famiglia in cambio di questo. Con un’altra amministrazione, forse, ci saremmo fidati di più, perché, ribadisco, l’idea, in se, non è cattiva. Ma con questa amministrazione il rischio di svendere il patrimonio immobiliare in cambio di lavori pubblici, necessari magari a qualcuno per entrare nella Storia di Roma, ma non per i cittadini, è troppo alto”.

FONTE | SOURCE:

— Tredicine (FI): “Favorevole ad alienazione immobili se meno tasse per cittadini” ROMA DAILY NEWS (26|01|2015).

http://www.romadailynews.it/politica/tredicine-fi-favorevole-ad-alienazione-immobili-se-meno-tasse-per-cittadini.php

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Roma, Piazza del Popolo 1981 [22|10|2012].

Roma, Piazza del Popolo 1981

s.v.,

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Giordano Tredicine | Via dei Fori Imperiali, in:

1). WordPress – https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=tredicine

2). Flickr – https://www.flickr.com/search/?text=tredicine&sort=date-posted-desc&user_id=63442012%40N00

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “VERY BELLO” – Roma, Foro Romano – la fonte di Giuturna (19|03-20|09|2015). MIBACT (01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: "VERY BELLO" - Roma, Foro Romano - la fonte di Giuturna (19|03-20|09|2015). MIBACT (01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “VERY BELLO” – Roma, Foro Romano – la fonte di Giuturna (19|03-20|09|2015). MIBACT (01|2015).

“VERY BELLO” – Roma, Foro Romano – la fonte di Giuturna (19|03-20|09|2015). All’interno della scenografica struttura a pianta centrale del cosiddetto tempio di Romolo, verrà ricomposto il contesto dei rinvenimenti del Lacus Iuturnae, la fonte di Giuturna, la più importante sorgente della città nella prima età repubblicana.

FONTE | FOTO | SOURCE:

— “VERY BELLO” – Roma, Foro Romano – la fonte di Giuturna (19|03-20|09|2015). MIBACT (01|2015).

http://www.verybello.it/?place=FORO

s.v.,

— ROMA – Area del Foro Romano | Lacus Iuturnae | La fonte di Giuturna, in: Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma [01|2015].

http://archeoroma.beniculturali.it/carcer-tullianum/

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni & The Roman Forum (1902/2011): Restoration of the House of Vestals, Fountain of Giutarna, and the Medieval Fresco’s of Santa Maria Antiqua, & Il ritorno delle Vestali «Ma i fondi non ci sono più», Corriere della Sera (12/01/2011), p. 1., in:

Prof. Giacomo Boni & The Roman Forum (1902/2011): Restoration of the House of Vestals, Fountain of Giutarna, and the Medieval Fresco’s of Santa Maria Antiqua. FOTO & STAMPA 1 di 99 [01|2015].

Prof. Giacomo Boni & The Roman Forum (1902/2011): Restoration of the House of Vestals, Fountain of Giutarna, and the Medieval Fresco's of Santa Maria Antiqua, & Corriere della Sera (12/01/2011), p. 1.

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dal blog di Giuliano Volpe. Recuperato il ‘bottino’ del ‘re degli scavi’ clandestini al Sud, PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dal blog di Giuliano Volpe. Recuperato il ‘bottino’ del ‘re degli scavi’ clandestini al Sud, PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

Dal blog di Giuliano Volpe. Recuperato il ‘bottino’ del ‘re degli scavi’ clandestini al Sud, dal blog di Giuliano Volpe | PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

Fabio Isman, grande esperto del fenomeno del traffico illegale di opere d’arte, autore del volume ‘I predatori dell’arte perduta’, l’ha definito «il ‘re’ degli scavi nel Sud e nelle Isole». Si tratta di Gianfranco Becchina, al quale sono stati sequestrati 5361 reperti archeologici in parte esposti nella sede del Museo Nazionale Romano, alle Terme di Diocleziano, dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale in occasione di una conferenza stampa del ministro Dario Franceschini e del generale Mariano Ignazio Mossa, comandante del benemerito Nucleo.

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Note (26 January 2015): The 5000 or so antiquities revealed in Rome as a result of “Operation Teseo” were the stock of a Basel gallery. But the photographic dossier from the same source point to a series of major international museums that were buying from the same source. For now we can list the countries: USA; Spain; Holland; England & Japan,” in: “Looting Matters, (26 January 2015).

http://lootingmatters.blogspot.com/2015/01/the-basel-paperwork-will-be-raising.html

s.v.,

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Over 5000 Italian artifacts | valued at $58 million USD Recovered – A record haul of rare antiquities? Or A farce | publicity stunt by the MIBACT’s Min. Dario Franceschini?; see: the MIBACT, THE NEW YORK TIMES & THE GUARDIAN, U.K., (21 January 2015). http://wp.me/pPRv6-2G5
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Si tratta del sequestro più ingente e più importante mai messo a segno. Valore oltre 50 milioni di euro. È l’esito di un lungo lavoro investigativo e giudiziario, partito nel 2001 con le perquisizioni effettuate dai marescialli Giuseppe Putrino e Angelo Ragusa a Basilea, durante una delle fiere che periodicamente attraggono nella città eveltica i trafficanti di mezzo mondo, nel negozio e nei magazzini della Antike Kunst Palladion, la società di Becchina e di sua moglie Ursula, detta Rosie.

Gianfranco Becchina, siciliano ultrasettantenne, dall’infanzia povera e difficile, lasciata la Sicilia dopo la precoce morte del padre, vive prima a Carbonia in Sardegna da uno zio, lavorando in un bar, poi emigra in Svizzera dove lavora come facchino all’Hotel Helvetia di Basilea (che poi acquisterà), lanciandosi nel mercato delle antichità, dopo aver rilevato la galleria Palladion. Qui lavorava Rosie, diventata sua moglie, che continuerà per anni a gestire la galleria. Il suo primo colpo in grande stile risale al 1984, quando vende al Getty Museum, per 10 milioni di dollari, una statua greca arcaica, un kouros, poi risultato falso. Un colpo che gli fa fare il salto di qualità (ma che gli creerà anche una certa fama di inaffidabile), diventando il dominus del traffico illegale di materiale archeologico in tutta l’Italia meridionale e nelle due Isole. Rapidamente arricchitosi, si costruisce col tempo un’immagine di grande imprenditore, con vasti terreni agricoli e aziende (suo il famoso marchio ‘olio verde’, che rifornisce anche la Casa Bianca), un palazzo nobiliare a Castelvetrano appartenuto ai Pignatelli d’Aragona Cortez, una tenuta sul mare a Selinunte nei pressi del parco archeologico, due grandi aziende di cemento dai nomi mitologici, Herakles e Atlas, in Grecia e in Sicilia. Stabilisce relazioni internazionali con i curatori dei principali musei del mondo, principalmente statunitensi ai quale vende i suoi pezzi (dal Getty al Metropolitan Museum of Art di New York, al museo di Toledo nell’Ohio e altri ancora), con studiosi e restauratori dai pochi scrupoli, con collezionisti, gallerie e case d’asta. Per alcuni decenni è stato, insieme a Antonio Savoca e Giacomo Medici, uno dei tre più grandi trafficanti italiani. Mette in piedi una rete capillare di ‘tombaroli’ che per anni depredano migliaia di tombe antiche, domus e ville romane, templi e santuari. Com’è emerso dalle indagini, costruisce un triangolo criminale con Robert Emanuel Hecht, detto Bob, suo grande amico, che con la sua Galleria Atlantis Antiquities di New York rifornisce musei e collezionisti di tutto il mondo (fu lui ad esempio a curare la vendita del celebre vaso di Eufronio al Metropolitan, recentemente restituito a Cerveteri), e con Raffaele Monticelli, ex maestro elementare, che controllava e finanziava lo scavo clandestino in maniera sistematica in Italia meridionale, in particolare in Puglia.

Forte è stata la concorrenza con Medici, che negli anni Settanta sfila a Becchina, proprio nel territorio da lui controllato, la Daunia, un enorme ‘affare’: gli straordinari marmi policromi, tra cui i celebri grifoni, di Ascoli Satriano, venduti, attraverso l’intermediazione di falsi collezionisti, al Getty Museum e recentemente recuperati ed esposti nel locale museo civico. Tra i due, infatti, si stabilisce una sorta di divisione del territorio archeologico italiano, il Sud e Isole a Becchina, Etruria e Italia centrale a Medici, ma ovviamente non sono mancate le incursioni al di fuori delle rispettive aree d’influenza.

Impressionante il quadro che emerge dai materiali sequestrati, che, per quantità e qualità, farebbero invidia a quelli dei principali musei archeologici italiani e non solo. Tra le migliaia di reperti, emerge con forza la netta prevalenza dei materiali provenienti dalla Puglia, in particolare dalla Daunia (ma non mancano oggetti della Peucezia e anche della Messapia e dell’intera Magna Grecia): stele daunie dall’area di Siponto-Manfredonia, migliaia di ceramiche geometriche, policrome, a decorazione policroma e plastica, a fasce, listate, dorate/argentate, a vernice nera, sovraddipinte, cd. di Gnathia, ma anche statuine, terrecotte, antefisse, bronzi, armature, oreficerie, insomma un intero universo archeologico della civiltà della Daunia, databile tra l’VIII-VII e il III-II secolo a.C., irrimediabilmente asportato dai contesti originari delle necropoli di Arpi, Ascoli Satriano, Ordona, Salapia, Tiati, Canosa e altre ancora. A queste si aggiungono merci d’importazione, ceramiche greche attiche, corinzie, laconiche, greco-orientali, anch’esse verosimilmente parte di corredi di necropoli dell’Italia meridionale e della Sicilia o dell’Etruria, oltre a ceramiche etrusche e a bronzetti nuragichi sardi. È difficile fare statistiche, ma è indubbio che siamo in presenza di oggetti provenienti da migliaia di sepolture depredate. Non mancano anche reperti di età romana, sculture, ceramiche, bronzi, lucerne, anfore commerciali e numerosi affreschi strappati dalle villae e domus dell’Italia romana, forse dell’area vesuviana, trasformati in quadri e destinati a decorare le pareti delle ricche e un po’ kitsch dimore di collezionisti.

I danni al patrimonio e alla memoria del nostro Paese sono ingenti. Sia pur recuperati, ma irrimediabilmente estrapolati dal loro contesto originario, questi materiali restano, al di là del loro valore estetico, in gran parte muti in riferimento alla storia di ogni sito depredato, al loro peculiare significato culturale, ideologico, religioso, al ceto sociale e ai personaggi che rappresentavano.

Accanto ai reperti, il pezzo forte del sequestro è rappresentato dallo straordinario archivio di documenti, foto, appunti, ricevute, lettere, etc., tra cui, ad esempio, le foto del sarcofago della cd. ‘bella addormentata’, rinvenuto in un magazzino nel Queens, a New York, dagli agenti federali, pronto per essere spedito in Giappone; lo straordinario pezzo era stato acquistato per tre milioni di dollari da Noriyoshi Horiuchi, noto mercante di antichità legato a Becchina. Insomma è una vera miniera d’informazioni sulle tante relazioni criminali, comprese quelle con personaggi di primo piano della mafia, come Matteo Messina Denaro. Ma per tutti i suoi reati Becchina non pagherà, essendo andati tutti in prescrizione!

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dal blog di Giuliano Volpe. Recuperato il 'bottino' del 're degli scavi' clandestini al Sud, PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

Resta ora da decidere quale destino avranno questi reperti. Molto probabilmente saranno restituiti ai loro territori di appartenenza, sulla base dell’analisi archeologica e della ricca documentazione dell’archivio dei Becchina, che potrebbero in molti casi, ma non sempre, precisarne l’origine. Non è escluso, però, che in tal caso molti di questi materiali rischierebbero di finire in casse, nei depositi già affollati di musei e soprintendenze, tranne pochi esemplari particolarmente significativi. E questo aggiungerebbe beffa al danno. Ma perché, allora, non costruire con essi (e altri recuperati da altri trafficanti), un Museo della ‘Grande Razzia’, capace di illustrare e raccontare, anche con la forza suggestiva della quantità dei reperti, i danni dello scavo clandestino e del commercio archeologico illegale, anche grazie a foto, video, documenti processuali, ricostruzioni virtuali, nuove tecnologie. Un museo didattico che educhi al senso civico e al rispetto di quell’identità culturale che i tombaroli e i trafficanti d’arte, e le mafie che li controllano, violentano e disperdono. Su dove farlo ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. Possibilmente in un luogo simbolo, come ad esempio Taranto, il cui patrimonio culturale e archeologico è da decenni violentato e che proprio sulla cultura dovrebbe cercare un suo nuovo futuro, o in Daunia, un territorio che conosce da sempre la piaga dello scavo clandestino e che ha avuto in Marina Mazzei, funzionaria capace e integerrima della Soprintendenza impegnata nella lotta contro i tombaroli, uno degli esempi di uno Stato che non rinuncia a proteggere e valorizzare il patrimonio di tutti.

FONTE | SOURCE:

— blog di Giuliano Volpe | PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=115857

FOTO | FONTE | SOURCE:

— GIANFRANCO BECCHINA | UPDATED – Sleeping Beauty: Seizure of Sarcophagus in New York Shows Value of Becchina Dossier, CHASING APHRODITE
The Hunt for Looted Antiquities in the World’s Museums (March 1, 2014).

UPDATED > Sleeping Beauty: Seizure of Sarcophagus in New York Shows Value of Becchina Dossier

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “L’Italia cerca direttori per importanti musei – Sapere l’Italiano? Non è richiesto,” THE NEW YORK TIMES & IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (20-23|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “L’Italia cerca direttori per importanti musei - Sapere l'Italiano? Non è richiesto," THE NEW YORK TIMES & IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (20-23|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “L’Italia cerca direttori per importanti musei – Sapere l’Italiano? Non è richiesto,” THE NEW YORK TIMES & IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (20-23|01|2015).

1). MIBACT – “L’Italia cerca direttori per importanti musei” L’annuncio sul New York Times, “Sapere l’Italiano? Non è richiesto,” IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (23|01|2015).

Sapere l’Italiano? Non è richiesto. Dalla Galleria degli Uffizi di Firenze alla romana Galleria Borghese, ma anche Palazzo Reale a Genova, Palazzo Ducale a Torino, senza dimenticare la Reggia di Caserta, un pilastro milanese come la Pinacoteca di Brera. Per tutti questi centri di cultura che hanno reso famoso il Bel Paese all’estero, il Ministero dei Beni e delle attività culturali sta cercando un nuovo direttore attraverso una “international call”

“L’Italia cerca nuovi direttori per suoi più importati musei”. Questo l’annuncio che è comparso sul sito del New York Times e tra le offerte di lavoro di The Economist e di altre testate internazionali. Nella lista compaiono tra i più importanti e famosi musei di tutta Italia: dalla Galleria degli Uffizi di Firenze alla romana Galleria Borghese, ma anche Palazzo Reale a Genova, Palazzo Ducale a Torino, senza dimenticare la Reggia di Caserta, un pilastro milanese come la Pinacoteca di Brera o il parco archeologico di Paestum. Per tutti questi centri di cultura che hanno reso famosa l’Italia all’estero, il Ministero dei Beni e delle attività culturali sta cercando un nuovo direttore attraverso una “international call”, ovvero un’offerta di lavoro internazionale.

Sapere l’italiano non è richiesto. Saranno invece centrali per la candidatura la conoscenza della storia dell’arte e dell’archeologia e avere esperienza nella gestione dei musei. “Immagino parteciperanno grandi nomi da tutto il mondo”, ha detto il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. Da quando è stato pubblicato il bando l’8 gennaio, sono stati scaricati 12mila moduli in italiano e 50 in inglese.

È la prima volta che l’Italia fa un annuncio su scala internazionale per cercare una guida al suo patrimonio culturale. Secondo il New York Times questo cambiamento potrebbe dare una spinta all’Italia rendendo i suoi musei più simili al Louvre e al Prado. Altro obiettivo, avere direttori che cerchino fondi privati per limitare i problemi legati ai tagli di quelli statali. Ma cosa rende un museo più internazionale? “Sarà necessario migliorarne l’organizzazione generale e le presentazioni delle singole esposizioni”, commenta il New York Times, aprendo al dibattito se l’internazionalizzazione della scelta dei direttori dei musei italiani non possa anche portare con sé una maggiore commercializzazione della cultura e una buona dose di marketing. Un rischio che potrebbe invece mettere in ombra la conservazione stessa delle opere.

Sul sito del Ministero si trovano anche dettagli sui futuri stipendi dei manager: i direttori resteranno in carica per quattro anni e guadagneranno dai 78mila ai 145mila euro l’anno. E anche su questo si apre la polemica a livello internazionale, visto che “forse questi sono salari alti per l’Italia e l’Europa – si legge sempre sul giornale statunitense – ma impallidiscono rispetto a quelli dei loro omologhi negli Stati Uniti, quando il direttore del Metropolitan Museum of Art di New York guadagna più di un milione di dollari l’anno”. Ma a fronte di salari che non possono competere a livello internazionale, l’Italia può offrire un settore in crescita sia dal punto di vista dei visitatori (nel 2014 oltre 40,2 milioni, +6,2% rispetto al 2013) sia da quello degli introiti (+7%), con punte di eccellenza al sud e in alcuni musei cosiddetti minori che sono però anch’essi in cerca di direttori, come il museo di Capodimonte a Napoli. Le candidature – rigorosamente online – dovranno arrivare entro il 15 di febbraio. Poi, colloqui fino a metà maggio per arrivare a conoscere i nomi dei venti nuovi direttori già dal primo di giugno.

Per la lista completa, i venti musei interessati dal cambiamento sono: la Galleria Borghese di Roma, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria dell’Accademia di Venezia, il Museo Capodimonte di Napoli, la Pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta, la Galleria dell’Accademia di Firenze, la Galleria Estense di Modena, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, la Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, la Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia, il Museo Nazionale del Bargello, Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Parco Archeologico di Paestum, il Palazzo Ducale di Mantova, il Palazzo Reale di Genova, Polo Reale di Torino.

FONTE | SOURCE:

— IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (23|01|2015).

2). MIBACT – Italy Goes Global in Search for Museum Directors, THE NEW YORK TIMES (20-21|01|2015), p. C1.

ROME — Wanted: Directors for 20 of Italy’s leading museums, including the Uffizi in Florence, the Galleria Borghese in Rome and the Accademia in Venice. Strong art history background, management experience and an interest in improving visitor experience a must. Fluency in Italian a definite plus, but not a requirement.

With an advertisement in the Economist and other publications, Italy this month announced its first-ever international search for museum directors, part of a shake-up at its major art and archaeology institutions. The deadline for applications is Feb. 15.

Under the current system, the Culture Ministry manages Italy’s museums and directors have little autonomy. The changes are intended to help bring museums closer in line with counterparts like the Louvre and the Prado. They also seek to give directors more influence over budgets and ease the way for them to raise private funds to help offset drastic cuts in state funding.

The goal is also to allow directors to make Italy’s art-rich but often fusty museums easier for tourists to navigate — with better presentation, labels and organization.

“It’s a giant leap ahead,” Dario Franceschini, Italy’s culture minister, said in a recent interview in his ballroom-size office. “Italian museums should be more dynamic. They should have more bookshops, more restaurants. They should be attractive and have more multimedia.”

Mr. Franceschini has championed the changes at the Culture Ministry as part of the can-do spirit of the government of Prime Minister Matteo Renzi, who faces the challenging task of rousing Italy from a protracted recession.

But the changes have also raised concerns that the new hiring criteria will favor marketing savvy over conservation and risk putting too much power in the hands of revolving-door culture ministers rather than longtime state culture officials. Others said the changes did not provide museums with enough autonomy, given that museum employees will remain part of the Culture Ministry bureaucracy.

Simply changing directors won’t have any effect “if the state doesn’t change, if the structures of the museum don’t change,” said Antonio Natali, director of the Uffizi. He also said that unless the director has control of the museum’s crucial technical, administrative, legal and personnel offices, then “not even the descent of a new redeemer” would make Italian museums function at their best. Last year, the country’s museums attracted more than 40 million visitors and took in nearly 135 million euros, or $156 million, the Culture Ministry said. By making the most-visited and highest-earning museums more independent, the ministry hopes they will generate more revenue. Under the current system, the proceeds from ticket sales go directly to the state and directors have little incentive to draw more visitors, raise private funds or set up profit-generating cafeterias and shops.

Beyond the 20 top museums, the changes would reorganize thousands of other Italian museums into regional clusters and offer a combined ticket, encouraging tourists to visit multiple museums. “A country with 4,000 museums should see this as a formidable economic resource,” Mr. Franceschini said. “Italy’s challenge is to offer quality tourism,” he added.

The 20 top museums include some of the most-visited in Italy — the Uffizi, the Pinacoteca di Brera in Milan, the Archaeological Museum in Naples — but also sites that the ministry thinks have untapped potential, like the archaeological museums in Taranto and Reggio Calabria in southern Italy.

The new directors are expected to be in place by the summer and will serve four-year terms before the positions reopen. The current museum directors — typically experts in art history, archaeology or architecture but for the most part with little professional training in arts management — will have to reapply for their own jobs. Mr. Natali of the Uffizi said he would do so “to keep faith in my dignity as a man.” Since the job was posted on Jan. 8, at least 50 people have applied. The Italian-language application has been downloaded 12,000 times and the English application 50 times, a spokesman for the Culture Ministry said.

Mr. Franceschini said he hoped the search would attract international applicants. But while salaries for the new directors — from 78,000 euros ($91,000) to 145,000 euros ($170,000) — are high for Italy and competitive in Europe, they pale in comparison to those of their counterparts in the United States, where the director of the Metropolitan Museum of Art in New York earns more than $1 million a year.

Most Italian cultural experts welcomed the changes, with some reservations. “It opens the possibility for a new era of management of Italian museums,” said Stefano Baia Curioni, a professor of cultural policy at Bocconi University in Milan. “But the crucial point is that the minister has to nominate a committee that’s outside of the game, that can make selection in an independent way.”

Under the present system, museum directors are named by career state culture officials, not by the minister, who is a political appointee. After the Feb. 15 deadline, a five-member committee selected by Mr. Franceschini will choose a shortlist of three candidates for each museum, and he will make the final decisions this spring. Mr. Franceschini dismissed the idea that the changes would centralize power and run the risk of cronyism. “The selection procedure presupposes that very high-level candidates will apply,” he said, adding that committee members will also be able to give their recommendations.

Some worry that the changes might be the first step toward dismantling an established and widely respected system of cultural stewardship and replacing it with one that favors crowd-pleasing blockbuster shows over quality and research.

“One word of caution is that museums have to educate and not entertain, that’s the bottom line,” said Daniel Berger, a longtime adviser to the Culture Ministry. “They are the font of Italy’s cultural heritage and collective memory.”

Many experts acknowledge that the ministry’s mandate is primarily conservation, rather than making museums appealing to visitors.

“There is social, cultural, educational value in museums that is underused because of the current system of cultural management,” said James Bradburne, the director general of the Palazzo Strozzi in Florence. “If, on the other hand, it is just a way to get politicians closer to the decision-making structure to transform them into tourist cash cows,” he added, “then it’s a mistake.”

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (20-21|01|2015), p. C1.

http://www.nytimes.com/2015/01/21/arts/design/italy-goes-global-in-search-for-museum-directors.html?_r=0

3). FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma – alcune fotografie panoramiche dei Fori Imperiali e Via dei Fori Imperiali (01 | 2015),” Fonte: Dott.ssa Annalisa Giuseppetti, Roma | Flickr (24|01|2015).

Note: photograph courtesy of Dr. Annalisa Giuseppetti, Rome | Flickr (24|01|2015).

https://www.flickr.com/photos/stregh/

s.v.,

— ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTTURA. FRANCESCHINI & the MIBACT – ITALY’S New: ‘Ali Baba and the Forty Thieves,’ – “Musei: sull’Economist il bando internazionale per i nuovi direttori,” IL SOLE 24 ORE | ArtEcomony 24 (08|01|2015) & (10|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2Da

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: MIBACT – Ilaria Borletti Buitoni – Opere dai magazzini dei musei esposte negli hotel? A lanciare la proposta è Adnkronos Culturalia, per il Ministero dei Beni culturali è da “valutare attentamente”: voi come la pensate? ARTRIBUNE (16|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2zI

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: BENI PUBBLICI – Musei, quel tesoro che l’Italia lascia ai privati, l’ESPRESSO & PATRIMONIOSOS.IT (08|01|2015) & L’Espresso (11|11|2014) & LA REP. (12|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2Dq

VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The uglification of Italy is a moral failing – The problems of Venice are a paradigm for other historic cities, says a former Getty chief, ART NEWSPAPER (21|01|2015).

VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The uglification of Italy is a moral failing - The problems of Venice are a paradigm for other historic cities, says a former Getty chief, ART NEWSPAPER (21|01|2015).

VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The uglification of Italy is a moral failing – The problems of Venice are a paradigm for other historic cities, says a former Getty chief, ART NEWSPAPER (21|01|2015).

Salvatore Settis is a professor of archaeology who has been an adviser on cultural matters to the Italian government and was head of the Getty Center for the History of Art and the Humanities in the 1990s. He is well known in Italy for his eloquent accusations in the press that everything that has made La Bella Italia so beautiful is going to hell in a handcart. Se Venezia muore is a development of some of these writings, which have also appeared in the French, German, and Russian newspapers; Settis really wants the world to know that Venice may die.

Venice, he emphasises repeatedly, is a paradigm for other cities around the world in the tensions between its historic nature and modern needs, in the delicate relationship between the built city and the environment, and in the rush to exploit it for short-term gain.

The strength of this book is that it shows how wrong and lazy thinking has led to wrong policies—or the absence of policies. He pounces on the complacent mantra, “Beauty will save the world”: “It won’t save anything or anyone if we don’t manage to save beauty”, he snaps, and quotes the sober words of Article 9 of Italy’s admirable constitution, written in 1947, which are the touchstone against which he compares to the havoc, neglect, corruption, hypocrisy and bombast that have done so much damage over the past 50 years. “The Republic furthers culture and scientific and technical research. It protects the country’s landscape and historic and artistic heritage.”

“Whoever fights for Venice with the weapon of the Constitution fights also for Italy”, Settis says.

He rightly identifies one of the reasons behind the decline as being economic liberalism, which has led to the opening up of the Italian cultural sphere to private enterprise. He sees that it has encouraged a naive selling-out to the profit motive (as with the huge advertisements defiling Venice, I would suggest) but he could, perhaps, have added that this has happened because the reasons for the symbiosis between public and private that exists in the UK and US have not been understood by successive Italian governments. In the Anglo-American world the collaboration has been beneficial because all parties have remembered what the mission and purpose of a restoration project, museum, theatrical performance etc should be. No one in the UK or US responsible for such an iconic site as St Mark’s Square would dream of allowing those ads to appear and no sponsor would dream of putting them there, because the whole point of sponsorship is to buy into the superior status of art, not drag it down to the level of everyday life.

Settis is aware of how socio-economic dogma has also added to the poisonous mix. He takes on fashionable theories such as the economist Joseph Schumpeter’s idea of creative destruction. Venice, says Settis, must remain unchanged but learn to develop “an artistry of reuse” that is not just devoted to mass tourism.

VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The uglification of Italy is a moral failing - The problems of Venice are a paradigm for other historic cities, says a former Getty chief, ART NEWSPAPER (21|01|2015).

I do not fear, as he seems to, that the many imitation Venices around the world will accelerate the loss of identity of the city by polluting its image, but I agree with him whole-heartedly that the current non-management of the tourist industry and the way in which the authorities fail to lift a finger against the shortest of short-term economic interests will destroy the city as a living and diverse community.

He has also sniffed out the ghastly hypocrisy of those who have persuaded themselves that Venice is not a “real” place: “That is how the genuine problems of Venice become the excuse to make them even worse by pillaging it.”

This is a painful book to read. It is a lament for the day-by-day destruction of great beauty, “the fairy city of the heart”, as Byron called Venice, and it is full of anger and disappointment at what the author sees as the moral bankruptcy of Italy today, a stupidity and vulgarity that makes his country unworthy of its great heritage.

In his next book, it would be good to see him name names and describe the shameful trahison des clercs by which two well known academics became mayors of Venice yet actually accelerated the city’s decline when they should definitely have known better. One is Massimo Cacciari, a philosopher and Dante expert, who in his first mandate (1993-2000) allowed the conversion of private houses into B&Bs, which in a trice caused property prices to shoot up, Venetians to cash in and leave town, killing off neighbourhood life and replacing it with tourism. The other is Paolo Costa, an economist, the former rector of Ca’ Foscari University and now head of the Venice Port Authority, who is proud of having brought the big cruise ships into Venice and is even now proposing an alternative route for them to reach the port that involves digging a deep and wide channel through the lagoon that will damage its ecology even more.

Settis could also look into the governance structure for Venice that is splintered between half a dozen authorities with the result that they could not possibly run the city and its lagoon strategically even if they all loved each other as brothers—which they do not.

For after all the weeping and gnashing of teeth, we must have action if we truly do not want Venice to die, and the only way to make that happen is by analysing the current dynamics of power there and reshaping it drastically so that it can come up with a long-term plan for the city—and then apply it. For the solutions to the Venice problem will be technical in nature, not a miraculous improvement in the morality of the nation.

Se Venezia muore, Salvatore Settis; Giulio Einaudi editor, 154pp, €11 (pb); in Italian only

FONTE | SOURCE:

— ART NEWSPAPER (21|01|2015) – By Anna Somers Cocks. Books, Issue 264, January 2015
Published online: 21 January 2015.

http://theartnewspaper.com/articles/The-uglification-of-Italy-is-a-moral-failing/36680

FOTO | FONTE | SOURCE:

— “Coca-Cola, Venice | Italy,” (03|10|2009).

Coca Cola

s.v.,

— VENEZIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni, in: “Venezia Dying, Unless the Engineers Saves It,” THE WASHINGTON TIMES, Magazine Section, 11 AUGUST 1907, [PDF] p. 48 (?).

http://wp.me/pPRv6-2ok

– VENEZIA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: PDF = Dott.ssa Eva Tea, “ATTAVERSO LE MEMORIE DI GIACOMO BONI – IL CROLLO DELLE CAMPANILE DI SAN MARCO,” LA STAMPA (18|04|1932), p. 8.

PDF = Dott.ssa Eva Tea, “LA GIOVINEZZA DI GIACOMO BONI,” RIVISTA MENSILE ED ARTISTICA DEL “CORRIERE DELLA SERA,” MILANO, 1 GUIGNO 1926, pp. 401-408.

http://wp.me/pPRv6-1Tv

– ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ARCHEOLOGIA: prof. arch Gustavo Giovannoni, ‘Restauri di monumenti’ & prof. arch. Giacomo Boni, ‘Il «metodo» nelle esplorazioni archeologiche,’ pp. 1-42 & 43-67, in: BOLL. D’ ARTE, fasc. I-II (1913), [PDF] pp. 1-42 & 43-67. = “Venezia, Il campanile di S. marco ricostruito.”

http://wp.me/pPRv6-2e5

– ROMA ARCHEOLOGICA E BENI CULTURALI: Prof. Giacomo Boni, Il “metodo” nelle esplorazioni archeologiche, in BdA, fasc. I-II, 1913, pp. 43-67 [PDF pp. 1-31], [G. Boni, Roma, Collezioni d’archivio (1998-2013)].

http://wp.me/pPRv6-1yo

– [trans. = Prof. Giacomo Boni e Venezia, Il campanile di S. marco ricostruito, 15|11|1902].
VENEZIA and ROME: Amy A. Bernardy, “GIACOMO BONI – THE ARCHITECT WHO WIL REBUILD THE CAMPINALE,” A Brilliant Characterization by a Personal Friend – Boni’s Own Touching Account of How the Remains of the Fallen Tower Were Committed to the Adriatic – Difficulties if Re-erecting the Campanile and Boni’s Qualifications for the Task,” The Boston Evening Transcript, Saturday, November 15, 1902 [15|11|1902], p. 46.

http://wp.me/pPRv6-1VR

– VENEZIA ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Il crollo del campanile di San Marco e ricostruzione (1902-12). Foto: Prof. Arch. Giacomo Boni, Campanile di San Marco (01/08/1902).

http://wp.me/pPRv6-1G8

ITALIA & PROF. ARCH. GIACOMO BONI e il restauro architettonico : ‘dov`era com`era’ – Il crollo del campanile di San Marco, San Marco, Venezia (02|1902).

ITALIA & PROF. ARCH. GIACOMO BONI e il restauro architettonico : 'dov`era com`era' - Il crollo del campanile di San Marco, San Marco, Venezia (02|1902).

s.v.,

— LAS VEGAS | The Venetian resort-Hotel-Casino, Las Vegas (16|06|2013) [01|2015].

http://passion4luxury.blogspot.com/2013/06/the-venetian-resort-hotel-casino-las.html

— LAS VEGAS | The Venetian resort-Hotel-Casino, Las Vegas [01|2015].

http://www.venetian.com/shopping/grand-canal-shoppes.html

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Nuovo soprintendente Volpe punta al Colosseo un prof sfida i tecnici | Ai primi di febbraio il ministro Franceschini dirà chi avrà l’onore, e l’onere, di accomodarsi negli uffici di palazzo Massimo, CORRIERE DELLA SERA (24|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Nuovo soprintendente Volpe punta al Colosseo un prof sfida i tecnici | Ai primi di febbraio il ministro Franceschini dirà chi avrà l'onore, e l'onere, di accomodarsi negli uffici di palazzo Massimo, CORRIERE DELLA SERA (24|01|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Nuovo soprintendente Volpe punta al Colosseo un prof sfida i tecnici | Ai primi di febbraio il ministro Franceschini dirà chi avrà l’onore, e l’onere, di accomodarsi negli uffici di palazzo Massimo, CORRIERE DELLA SERA (24|01|2015).

UN ACCADEMICO ha messo gli occhi sul posto di soprintendente archeologo di Roma. È Giuliano Volpe, 56 anni, ordinario di archeologia all’università di Foggia, che ha presentato la domanda per la procedura di interpello. Ai primi di febbraio il ministro Franceschini dirà chi avrà l’onore, e l’onere, di accomodarsi negli uffici di palazzo Massimo. La soprintendenza speciale di Roma, con il Colosseo che funge da bancomat, ha un bilancio monster da 60 milioni di euro. Ma è alle prese con problemi di personale, complicate gare milionarie, difesa del territorio dall’attacco dell’abusivismo. Volpe, rettore dell’ateneo foggiano dal 2008 al 2013, quando si è autosospeso per candidarsi con Sel al Senato, dovrà vedersela, per il posto da 145mila euro all’anno, con agguerriti e preparati tecnici interni del ministero Beni culturali. A partire dalla soprintendente uscente, l’archeologa Maria Rosaria Barbera, che ha portato il Colosseo al record di ingressi. O l’ex direttore generale per l’archeologia, Luigi Malnati. Ma anche Francesco Prosperetti, architetto con esperienza nell’archeologia durante la direzione della Calabria, e ora “in credito” con il Mibact per quel posto da dg per Arte e architettura contemporanee che gli è stato promesso e poi negato (ha fatto ricorso al Tar). Ma Volpe ha buoni uffici al Collegio romano. È stato messo a capo della commissione Mibact-Comune di Roma sull’area archeologica centrale e, fino a giugno, è presidente del (congelato) Consiglio superiore beni culturali. La sua speranza è che Franceschini, dopo Massimo Osanna a Pompei, decida di affidarsi anche per la polveriera Roma a un prof d’università.

Fonte | source:

— CORRIERE DELLA SERA | PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=115876

s.v.,

— Nuova denominazione della Soprintendenza, Anfiteatro Flavio – Colosseo – Si comunica che, con D.M. 27/11/2014 la nuova denominazione della Soprintendenza è Soprintendenza Speciale per il Colosseo il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma. Data di pubblicazione: 15 Gennaio, 2015.

http://archeoroma.beniculturali.it/node/1219

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: the Super ‘Very Bell-O-Matic’ 76 – ‘AS SEEN ON TV’ at the ITALIAN EXPO 2015 – “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015). VIDEO [01: 38].

the Super 'Very Bell-O-Matic' 76 - 'AS SEEN ON TV'

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: the Super ‘Very Bell-O-Matic’ 76 – ‘AS SEEN ON TV’ at the ITALIAN EXPO 2015 – “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015). VIDEO [01: 38].

— ARTRIBUNE (24|01|2015) – VeryBello! tutto il flop in 10 punti. Presentato il sito che elencherà gli eventi culturali durante Expo. E che ci farà di nuovo far ridere dietro dal mondo. – 2. NOME – A proposito di ridicolo. Ma qui si va oltre il ridicolo. VeryBello!. Cosa è? Un detersivo da discount? Un preservativo? Una soap opera dell’est europeo?

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VIDEO – The Super ‘Very Bell-O-Matic’ 76 – ‘AS SEEN ON TV’ at the ITALIAN EXPO 2015 – “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015).

“How many times has this happened to you? You have a bass, and you’re trying to find an exciting new way to prepare it for the dinner table. You could scale the bass, remove the bass’ tail, head and bones, and serve the fish as you would any other fish dinner. But why bother, now that you can use Rovco’s amazing new kitchen tool, the Super ‘Very Bell-O-Matic’ 76. Yes, fish-eaters, the days of troublesome scaling, cutting and gutting are over, because Super ‘Very Bell-O-Matic’ 76 is the tool that lets you use the bass with no fish waste, and without scaling, cutting or gutting.”

“Here’s how it works: Catch a bass, remove the hook, and drop the bass – that’s the whole bass – into the ‘Very Bell-O-Matic’ 76. [drops the bass into the blender] Now, adjust the control dial so that the bass is blended just the way you like it. [ turns blender on and grinds it to a pulp ] Yes, it’s that simple!”

“Very Bell-O-Matic’ 76 – it’s clean, simple, and after five or ten fish, it gets to be quite a rush! Super Bass-o-Matic ’76 – you’ll never have to scale, cut or gut again!”

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Fonte source:

— The Super ‘Very Bell-O-Matic’ 76 – ‘AS SEEN ON TV’ at the ITALIAN EXPO 2015 – “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015). VIDEO [01:38].

— Dario Franceschini, Ministro | MIBACT & Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretari | MIBACT (01|2015).

VeryBello.it | Italia per Expo 2015 | http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_1689423699.html

s.v.,

— ARTRIBUNE (24|01|2015) – VeryBello! tutto il flop in 10 punti. Presentato il sito che elencherà gli eventi culturali durante Expo. E che ci farà di nuovo far ridere dietro dal mondo. – 2. NOME – A proposito di ridicolo. Ma qui si va oltre il ridicolo. VeryBello!. Cosa è? Un detersivo da discount? Un preservativo? Una soap opera dell’est europeo? Aggiungete voi cose a caso e tutto sarà più adeguato che un sito culturale e di servizio. Qui, invece di fare un servizio ai milioni (?) di turisti che visiteranno l’Italia durante Expo, si scimmiotta semmai il loro modo di parlare. Non ha senso! Solo una richiesta: il nome e il cognome del copy che ha scelto un nome simile. E del funzionario che ha detto “okkay”.

Fonte: ARTRIBUNE (24|01|2015).

http://www.artribune.com/2015/01/verybello-tutto-il-flop-in-10-punti-presentato-il-sito-che-elenchera-gli-eventi-culturali-durante-expo-e-che-ci-fara-di-nuovo-far-ridere-dietro-dal-mondo/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ITALIAN EXPO 2015 – ‘Very Bello’ – ‘AS SEEN ON TV’ an exclusive and all natural Italian Soap. “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ITALIAN EXPO 2015 – ‘Very Bello’ – ‘AS SEEN ON TV’ an exclusive and all natural Italian Soap. “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015).

ITALIAN EXPO 2015 – ‘Very Bello’ – ‘AS SEEN ON TV’ an exclusive and all natural Italian Soap “Dolce Vivere” a tribute to italian beauty and life-style. ‘Very Bello’ is a natural vegetable bar soap that evokes the eternal beauty of Italy. Created with the warm touch of Oleander in bloom together with the sweet scents of Muscat. “Made in Italy | MIBACT” (24|01| 2015).

Fonte | source:

— Dario Franceschini, Ministro | MIBACT & Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretari | MIBACT (01|2015).

VeryBello.it | Italia per Expo 2015 | http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_1689423699.html

s.v.,

ARTRIBUNE (24|01|2015) – VeryBello! tutto il flop in 10 punti. Presentato il sito che elencherà gli eventi culturali durante Expo. E che ci farà di nuovo far ridere dietro dal mondo. – 2. NOME – A proposito di ridicolo. Ma qui si va oltre il ridicolo. VeryBello!. Cosa è? Un detersivo da discount? Un preservativo? Una soap opera dell’est europeo? Aggiungete voi cose a caso e tutto sarà più adeguato che un sito culturale e di servizio. Qui, invece di fare un servizio ai milioni (?) di turisti che visiteranno l’Italia durante Expo, si scimmiotta semmai il loro modo di parlare. Non ha senso! Solo una richiesta: il nome e il cognome del copy che ha scelto un nome simile. E del funzionario che ha detto “okkay”.

Fonte: ARTRIBUNE (24|01|2015).

http://www.artribune.com/2015/01/verybello-tutto-il-flop-in-10-punti-presentato-il-sito-che-elenchera-gli-eventi-culturali-durante-expo-e-che-ci-fara-di-nuovo-far-ridere-dietro-dal-mondo/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: VIA DELL’ IMPERO – “LA FERROVIA SOTTO L’ ARCO DI CONSTANTINO” [Foto 2 = 1 di 3] (c. 1932[?]).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTTURA: VIA DELL' IMPERO - "LA FERROVIA SOTTO L' ARCO DI CONSTANTINO" [Foto 2 = 1 di 3] (c. 1932[?]).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: VIA DELL’ IMPERO – “LA FERROVIA SOTTO L’ ARCO DI CONSTANTINO” [Foto 2 = 1 di 3] (c. 1932[?]).

— Foto 1 = Roma, [Via dell’ Impero] – “LA FERROVIA SOTTO L’ ARCO DI CONSTANTINO 1932” – “Questo che si vede non è un tram, ma il ‘trenino’ che venne allestito in occasione delle demolizioni di Via dell’Impero e che trasportava i detriti delle povere case verso le campagne fuori porta. Sarebbe interessante avere una ‘mappa’ d’epoca delle zone dove venivano scaricate le macerie e, magari, trovare qualcosa di interessante! Nel Parco del Celio a volte affiorano frammenti di vecchie brocche e mattonelle: io stesso anni fa ne raccolsi qualcuna!”

ROMA ARCHEOLOGICA &  RESTAURO ARCHITECTTURA: VIA DELL' IMPERO - LA FERROVIA SOTTO L' ARCO DI CONSTANTINO [Foto 1 =  1 di 3] (c. 1932[?]).

— Foto 2 = Roma, [Via dell’ Impero] – “LA FERROVIA SOTTO L’ ARCO DI CONSTANTINO 1932” – “Una contaminazione neccessaria per transportare i cente milla cubi terra dal trincerone della Velia,” Il Giornale d’Italia (1932-33[?]), foto di Adolfo Porry-Pastorel. [NOTA = Adolfo Porry-Pastorel (Vittorio Veneto, 1888 – Roma, 1 aprile 1960) è stato un fotoreporter italiano].

ROMA ARCHEOLOGICA &  RESTAURO ARCHITECTTURA: VIA DELL' IMPERO - LA FERROVIA SOTTO L' ARCO DI CONSTANTINO [Foto 2 =  1 di 3] (c. 1932[?]).

— Foto 3 = Roma, [Via dell’ Impero] – “LA FERROVIA SOTTO L’ ARCO DI CONSTANTINO 1932” – Roma, “SPQR – APPUNTO PER S.E. IL CAPO DEL GOVERNO – “…Sterro del Cantiere della nuova strata da Via Cavour al Colosseo…”, Roma, li 7 marzo 1932 – X, IL GOVERNATORE Francesco Boncompagni Ludovisi.” (…) “A continuazione di quanto al post precedente, un documento che attesta come il trasporto detriti venisse svolto scaricando a San Paolo… la Porta o la Basilica? L’archivio storico – se esistente – del citato Circolo Ferrovieri d’Ispezione che approvò i lavori dovrebbe essere di competenza del ministero delle Comunicazioni, dato che quello dei Trasporti venne istituito solo nel ’44. Oppure faceva parte del ministero dei Lavori Pubblici. Non credo comunque che l’impegno di costruire via dell’Impero fosse compito del Governatorato.”

ROMA ARCHEOLOGICA &  RESTAURO ARCHITECTTURA: VIA DELL' IMPERO - LA FERROVIA SOTTO L' ARCO DI CONSTANTINO [Foto 3 =  1 di 3] (c. 1932[?]).

FOTO FONTE SOURCE:

— Foto 1 di 3 – Roma, [Via dell’ Impero] – “LA FERROVIA SOTTO L’ ARCO DI CONSTANTINO 1932”, in:

SKYSCRAPERCITY.COM # 380 (11|2013).

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=306185&page=380

s.v.,

— Roma, “1932 | 2010 Via di S. Gregorio, strada ferrata per il trasporto del materiale proveniente dalle distruzioni di via dei Fori Imperiali,” di ‘Planet News London. Da Roma d’una volta;’ in: Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis, (02|2010) [01|2015].

1932 2010 Via di S. Gregorio

Via di S. Gregorio = https://www.flickr.com/photos/dealvariis/sets/72157622046164698

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, I Fori Imperiali | Colle Velia: Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero (1928-1933). Foto & stampa 1 di 106 [01|2015].

Roma, I Fori Imperiali / Colle Velia: Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero (1928-1933).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Imperial Fora | Metro C Archaeological Surveys (2006-11): Archaeological Investigations: Basilica Maximus, Velia Hill, & Colosseum Valley (1930-33, 2006-15). Foto & stampa 1 di 224.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mayor Virginia Raggi & the Rome City Hall pulls plug on costly, graft-ridden Metro C subway project, REUTERS NEWS, U.K., (04/11/2016).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il plastico della Roma antica trasloca ai Fori imperiali, per lui una teca hi-tech, IL MESSAGGERO (23|01|2015). Foto Fonte: Alvaro de Alvariis (2012); James E. Packer (2008) = Pierino Di Carlo (1979|1935).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il plastico della Roma antica trasloca ai Fori imperiali, per lui una teca hi-tech, IL MESSAGGERO (23|01|2015). Foto Fonte: Alvaro de Alvariis (2012); James E. Packer (2008) = Pierino Di Carlo (1979|1935).

ROMA – Il plastico della Roma antica trasloca ai Fori imperiali, per lui una teca hi-tech, SPECTTACOLI E CULTURA, IL MESSAGGERO (23|01|2015).

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Note: additional information on the history of the models of the Roman Forum and the Imperial Fora & the Visitor Centers of the Roman Forum & the Imperial Fora (1905-2015): Prof. G. Boni, G. Marcelliani, P. Bigot, I. Gismondi & P. Di Carlo, J. E Packer, L. Quilici, M. Travaglini, e Radu Oltean.

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È uno dei “pezzi” storici più noti, soprattutto per gli studenti che l’avranno visto riprodotto su tutti i libri di storia antica. È il monumentale (oltre 200 metri quadrati) plastico di Italo Gismondi che riproduce in scala (1 a 250) la Roma imperiale di Costantino. Bizzarro destino, il suo però. Visto che è “invisibile” da oltre un anno, da quando cioè il Museo della Civiltà Romana all’Eur che lo conserva in un salone ad hoc è stato chiuso per l’emergenza sicurezza. Ma ora i riflettori potrebbero riaccendersi su di lui, perché oggi la Giunta Capitolina ha approvato una memoria dell’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli che prevede l’esposizione del plastico negli attuali spazi del Visitor Center dei Fori Imperiali. Trasferimento non certo indolore, perché il Pit sui Fori, ossia il Punto informazioni turistiche, sarà trasferito a piazza Madonna di Loreto, nei locali che prima ospitavano l’Urp della Provincia, e «che ora sono stati acquisiti alla Città Metropolitama», come si legge nel pro-memoria. La Giunta ha dato mandato, dunque, «alla Sovrintendenza capitolina di attivare le procedure e le iniziative necessarie per l’allestimento del plastico all’interno dell’attuale Visitor Center dei Fori imperiali».

A giustificare il trasloco, il fatto che, com’è scritto, «il Museo della Civiltà Romana è attualmente chiuso per lavori di restauro e adeguamento funzionale che avranno una durata di almeno 3 anni». Inoltre, «è opportuno consentire la visione dell’opera al pubblico anche durante i lavori, dal momento che si tratta sicuramente di una delle più famose e preziose ricostruzioni in scala della Roma di età imperiale».

Da quanto si apprende il montaggio del plastico dovrebbe coinvolgere anche tutta un’altra porzione di spazi confinanti, perché gli attuali spazi del Pit non bastano a contenerlo per intero. Il progetto di allestimento punta all’effetto sorpresa: il plastico potrebbe essere coperto da una lastra di vetro su cui le persone potranno camminare. Inoltre, si pensa «ad una valorizzazione con apparati illustrativi multimediali di suggestione e utilità didattica»

FONTE | SOURCE:

— SPECTTACOLI E CULTURA, IL MESSAGGERO (23|01|2015).

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/ROMA/plastico_roma_antica_trasloca_ai_fori_imperiali/1138952.shtml

FOTO VARII | FONTE | SOURCES:

— Plastico di Roma / Scale model of Rome, in: 2012 Museo Civilta`, Roma Constantini Aetate, in: Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis [ITALIANO & ENGLISH] (05/2012).

https://www.flickr.com/photos/dealvariis/sets/72157629919524552/with/7280078732

— Ricostruire l’Antico Prima del Virtuale. Italo Gismondi. Un Architetto per l’Archeologi a (1887–1974), (a cura di) Fedora Filippi (Archivo storico a Palazzo Altemps 1). Quasar, Rome 2007.; = Fedora Filippi, “Ricostruire l`Antico prima virtuale Italo Gismondi. Un architetto per l’ archeologia” (Roma 2007). & Carlo Pavia, Roma antica, com’era : storia e tecnica costruttiva del grande plastico dell’urbe nel Museo della Civilta Romana (Roma 2006), in: Prof. James E. Packer, “Italo Gismondi and Pierino Di Carlo: ―Virtualizing Imperial Rome for 20th-Century Italy,” in: AJA Online Review Article, Issue 112.3, July 2008, pp. 1-6.=

http://www.ajaonline.org/online-review-article/254 & https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7313117862/

— Prof. James E. Packer, Pierino Di Carlo: Master Model Builder, in: CURATOR, Vol. 22 / no. 3 (Sept. 1979), pp. 185-198. Note: – Fig. 3. Pierino Di Carlo and a part of his model of ancient Rome, ca. 1935 [This photograph was given to Prof. James E. Packer in 1979 by Pierino Di Carlo)]. Fonte / source: James E. Packer, AJA Online Review Article, Issue 112.3, July 2008, pp. 1-6. [& personal comment by Prof. J.E. Packer (July 2008)].

http://www.ajaonline.org/online-review-article/254 & https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7313117862/

s.v.,

1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, The Imperial Fora: Models & Reconstructions of Ancient Imperial Forums – G. Marcelliani (1905-1906); P. Bigot (1906-1911, 1942); I. Gismondi / P. Di Carlo (1933-1937; L. Quilici (c. 1991); M. Travaglini (2000), & Radu Oltean (2010). FOTO & STAMPA 1 di 67 [01|2015].

Rome - Model of Ancient Rome [Imperial Fora]. Arch. Italo Gismondi. Bird's - Eye View of the Imperial Fora of Rome (date ? / unpublished). Rome Exhibit: Architect Italo Gismondi (2007). [Original colored version].

1.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – I Fori Imperiali, Plastico dei Fori Imperiali di Arch. Marco Travaglini | Esposto 31.05.2002 Facolta di Architecttura dell’ Universita ‘La Sapienza’ a Valle Giulia. IL TEMPO (25.05.2002), pg. 30.

Roma - I Fori Imperiali, Plastico dei Fori Imperiali di Arch. Marco Travaglini / Esposto 31.05.2002 Facolta di Architecttura dell' Universita 'La Sapienza' a Valle Giulia. IL TEMPO (25.05.2002), pg. 30.

2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Visitor Center Fori Imperiali (1999-2013) | I Fori Imperiali – Punto di informazioni turistiche (2012). FOTO & STAMPA 1 di 184 [01|2015].

Rome, Visitor Center Imperial Fora (2005): Entrance to the visitor center of the Imperial Fora of Rome.

3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni – “Plastico del Foro Romano che mostra lo ‘stato attuale’ delle rovine nei primi anni del 20 ° secolo” (The Metropolitan Museum of Art), in: T. H. Reed, “LOYAL CITIZENSHIP,” WORLD BOOK : NEW YORK (1922), fig. 77, pp. 168-169.

1). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: G. Boni - "Plastico del Foro Romano che mostra lo 'stato attuale' delle rovine nei primi anni del 20 ° secolo" (The Metro. Museum of Art), in: T. H. Reed, "LOYAL CITIZENSHIP," WORLD BOOK : NEW YORK (1922).

2). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: G. Boni - "Plastico del Foro Romano che mostra lo 'stato attuale' delle rovine nei primi anni del 20 ° secolo" (The Metro. Museum of Art), in: T. H. Reed, "LOYAL CITIZENSHIP," WORLD BOOK : NEW YORK (1922).

3.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, Visitor Center / Roman Forum (1906): View of the first center near the Roman Forum, established by Prof. Giacomo Boni in 1906. Displayed here the “RICOSTRUZIONE PLASTICA ESEGUITA DAL PROF. G. MARCELLIANI,” the first model of ancient Rome (ca. 1906). Roma, Il centro visitatori prima del Foro Romano dal Prof. Giacomo Boni (1906), e la “RICOSTRUZIONE PLASTICA ESEGUITA DAL PROF. G. MARCELLIANI,” (1906).

Rome, Visitor Center / Roman Forum (1906): View of the first center near the Roman Forum, established by Prof. Giacomo Boni in 1906. Displayed here the “RICOSTRUZIONE PLASTICA ESEGUITA DAL PROF. G. MARCELLIANI,” the first model of ancient Rome (ca. 1906).

3.2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni – Direttore degli Scavi di Antichità al Foro Romano e Palatino (1905): “The Public Library of the [Roman] Forum Museum. The Times (London), July 14th, 1905, p. 4.

Prof. Giacomo Boni - Direttore degli Scavi di Antichità al Foro Romano e Palatino (1905): "The Public Library of the [Roman] Forum Museum. The Times (London), July 14th, 1905, p. 4.

3.3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni: The Roman Forum and the Rediscovery and the Restoration Antiquarium Forense (2009-10): “L’ antiquarium del Foro Romano ed i suoi tesori archeologici,” LA STAMPA, (21/01/1934) [PDF], p. 3.

Prof. Giacomo Boni: The Roman Forum and the Rediscovery and the Restoration Antiquarium Forense (2009-10): "L' antiquarium del Foro Romano ed i suoi tesori archeologici," LA STAMPA, 21/01/1934, p. 3.