ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: L’ANNUNCIO – Marino, I petrodollari sauditi per il restauro dei monumenti di Roma, CORRIERE DELLA SERA (31|03|2014).

ROMA ARCHAEOLOGIA e BENI CULTURALI: L’ANNUNCIO - Marino, I petrodollari sauditi per il restauro dei monumenti di Roma, CORRIERE DELLA SERA (31|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: L’ANNUNCIO – Marino, I petrodollari sauditi per il restauro dei monumenti di Roma, CORRIERE DELLA SERA (31|03|2014).

Il sindaco Marino firma un accordo per la conservazione di beni e aree archeologiche della Capitale. Prevista anche la realizzazione di mostre a RiyadhIl.

Una collaborazione di lungo periodo per il restauro e la conservazione dei monumenti di Roma. È l’accordo raggiunto tra il sindaco di Roma Ignazio Marino, in visita in Arabia Saudita, e il Sultan bin Salman bin Abdulaziz. È previsto che la monarchia saudita insieme a privati costituisca un fondo.

Il dossier – Negli incontri che si sono svolti a Riyadh, il sindaco Ignazio Marino ha consegnato al principe Sultan bin Salman bin Abdulaziz, presidente della commissione saudita per il turismo e le antichità, un dossier contenente un elenco di monumenti ed aree archeologiche che il Campidoglio è intenzionato a valorizzare tramite il loro restauro.

Le mostre – L’amministrazione capitolina si impegna, da parte sua, ad organizzare in Arabia Saudita mostre per brevi periodi di singole opere per fare conoscere il patrimonio culturale romano anche nel Golfo Persico, come già avvenuto con il Galata Morente, ceduto negli scorsi mesi per 100 giorni alla National Gallery di Washington.

Promuovere Roma – L’intesa giunge dopo alcuni incontri preliminari che si sono svolti a Roma, nei mesi scorsi, tra il Campidoglio e i rappresentanti della monarchia saudita. «L’accordo che abbiamo chiuso ha un grandissimo valore, ci consente di coniugare il fund raising per la conservazione del nostro patrimonio culturale e di promuovere il marchio Roma in tutto il mondo. Ringrazio la famiglia reale dell’Arabia Saudita per aver compreso e sostenuto la nostra strategia di rilancio di Roma a livello internazionale, che passa innanzitutto per la valorizzazione del suo inestimabile patrimonio archeologico» dice il sindaco di Roma, Ignazio Marino. «Mi auguro che l’intesa che stiamo formalizzando sia solo il primo tassello di una lunga e proficua collaborazione», continua il primo cittadino.

FONTE |SOURCE:

— L’ANNUNCIO I petrodollari sauditi per il restauro dei monumenti di Roma, CORRIERE DELLA SERA (31|03|2014).
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_marzo_31/i-dollari-sauditi-il-restauro-monumenti-roma-b71961fe-b8f9-11e3-917e-4c908e083af6.shtml

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ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Obama: Colosseum bigger than many baseball stadiums, USA TODAY (27 MARCH 2014). Video: Cardinal Fans sing: “Take Me Out to the Ball Game” at old Busch Stadium in St. Louis. (20|09|2006).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Obama: Colosseum bigger than many baseball stadiums, USA TODAY (27 MARCH 2014). Video: Cardinal Fans sing: “Take Me Out to the Ball Game” at old Busch Stadium in St. Louis. (20|09|2006).

— President Obama, one of the nation’s pre-eminent sports fans, got a glimpse Thursday at how they did sports spectacles back in the old, old days. Obama got a private tour of the Colosseum, where gladiators and lions once roamed and did battle. The president said he could imagine those events in the classical old stadium, which in its day could seat up to 55,000 people. “This is bigger than some current baseball stadiums,” Obama told reporters, citing Chicago’s Wrigley Field as an example. “I have to check on what it seats. It’s remarkable. Unbelievable.”

Fonte | source:

— Obama: Colosseum bigger than many baseball stadiums, USA TODAY (27 MARCH 2014).

http://www.usatoday.com/story/theoval/2014/03/27/obama-colosseum/6962585/

— Video: Cardinal Fans sing: “Take Me Out to the Ball Game” played at old Busch Stadium in St. Louis. (20|09|2006).

ps. “Everybody’s a Musial fan.” – Former Cardinals Manager Whitey Herzog, in: Baseball Almanac.

http://www.baseball-almanac.com/quotes/quomusl.shtml

 

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Archeologia, gli atenei restano senza fondi. Al patrimonio pensano gli stranieri, IL FATTO QUOTIDIANO (27|12|2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Archeologia, gli atenei restano senza fondi. Al patrimonio pensano gli stranieri, IL FATTO QUOTIDAINO (27|12|2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Archeologia, gli atenei restano senza fondi. Al patrimonio pensano gli stranieri, IL FATTO QUOTIDIANO (27|12|2013).

Il ministero dei Beni Culturali ha stanziato circa settecentomila euro per le campagne di scavo. Seicentomila, invece, quelli investiti da solo tre dei 42 enti stranieri che operano nel nostro Paese. Dall’Università del Michigan a quella del Texas, il patrimonio archeologico italiano è sempre più affidato a loro. Mentre i nostri ricercatori fuggono dall’Italia.

Settecentomila euro stanziati dal ministero dei Beni Culturali per fare campagne di scavo in Italia. Seicentomila quelli investiti da tre soli enti di ricerca stranieri dei quarantadue che hanno cantieri aperti sul suolo italiano. Tradotto: il Mibact non fa quasi più ricerca archeologica e i capitali che la finanziano provengono sempre più dall’estero. A tenere alta la bandiera della gloriosa scuola italiana sono le università, ma con risorse sempre più esigue: un po’ ovunque gli atenei hanno ridotto i budget a causa della scarsità dei fondi provenienti dal Miur. “Gli stranieri spendono molto più di noi – spiega Salvatore Settis, decano degli archeologi italiani e storico dell’arte – una vergognosa mortificazione iniziata con i tagli operati nel 2008 dal ministro Bondi”. E mentre la ricerca langue, un numero notevole e crescente di giovani archeologi disoccupati se ne va a lavorare ad altissimi livelli all’estero. Per poi tornare in Italia a fare i loro scavi con i soldi degli enti stranieri.

Dall’Istituto archeologico germanico all’università di Texas. Il documento di Programmazione lavori pubblici 2013-2015 del ministero prevede 42 progetti di scavo per un totale di 1.087.000 euro. Di questi solo otto sono finalizzati alla ricerca pura, finanziati con un totale di 702 mila euro (degli altri, 6 sono preventivi, effettuati cioè quando si deve realizzare un’opera pubblica; 4 sono d’urgenza; 24 non sono finanziati). Poi c’è un progetto di “indagine archeologica” da 25mila euro. Totale: 727mila euro. In Italia però fanno ricerca 42 enti stranieri, tra università e istituti di cultura. Tre soli di questi enti spendono quasi quanto il Mibact.

La Michigan University nello scavo di Gabii, alle porte di Roma, investe in media 300mila euro l’anno. “L’Istituto Archeologico Germanico – spiega il suo direttore, Henner von Hesberg – spende oltre 200 mila euro l’anno solo per i 4 scavi più importanti”. E il Dipartimento di Arte e Storia dell‘università del Texas da 8 anni investe oltre 100 mila euro l’anno per il suo scavo a Oplontis, vicino a Pompei: “In questi 8 anni non c’è stato alcun contributo economico dal governo italiano”, spiega John R. Clarke, condirettore del progetto. Senza contare il ruolo dei grandi istituti come la British School at Rome, l’American Academy o l‘École française de Rome, che gestiscono bilanci milionari e seguono decine di progetti in tutto il paese.

Settis: “Il declino cominciò con Bondi ministro”. ”Una disparità innegabile – spiega Salvatore Settis – frutto di una politica suicida cominciata nel 2008, quando il ministero dei Beni culturali era guidato da Sandro Bondi: quell’anno vennero tagliati alla cultura 1,5 miliardi d’un colpo. Questi tagli hanno portato ad una vergognosa mortificazione delle Soprintendenze che, nate come enti di ricerca oltre che di tutela, si occupano ormai solo di conservazione e hanno smesso di fare ricerca, venendo meno ad una delle loro funzioni principali. Il risultato è che oggi gli stranieri investono molto più di noi sul nostro stesso suolo. Un esempio, sul versante della conservazione, è l’investimento fatto dal Packard Humanities Institute per il sito di Ercolano. E mentre noi tagliamo, gli altri paesi vanno nella direzione opposta: in Francia già il governo di destra di François Sarkozy previde un incremento di 21,9 miliardi di euro in 5 anni per la cultura”.

Università, sempre meno fondi. A tenere in piedi la ricerca in Italia restano le università, ma con risorse sempre più esigue. Il fondo Grandi Scavi della Sapienza, l’ateneo che storicamente investe di più nel settore, è passato dai 500 mila euro del 2010 ai 450 mila del 2013 . “L’archeologia è in forte difficoltà – spiega Clementina Panella, ordinaria di Metodologie della ricerca archeologica della Sapienza – i tagli ci stanno paralizzando. Io sono l’unica archeologa italiana ad essere stata finanziata dal Miur nel 2013 nell’ambito dei Progetti di Ricerca di interesse nazionale. Fino a qualche anno fa c’era il Cnr a finanziare progetti non suoi, ora neanche più quello”. Budget in calo anche all’Università di Bologna, dove i fondi sono passati dai 100 mila euro del 2006 agli 86 mila del 2013 e si ricorre a risorse provenienti da fondazioni bancarie, culturali e fondi personali dei singoli docenti come il Prin. “Che per il 2014 è stato cancellato – spiega Fabio Martini, ordinario di Paletnologia all’università di Firenze – io sono tra gli archeologi più finanziati dell’ateneo e ho a disposizione in media 3.500 euro l’anno. Così sono costretto a chiedere soldi a comuni, fondazioni e banche. Se non ci fossero loro non si farebbe neanche ricerca di base”. “E i danni causati dal blocco del turnover sono stati ingentissimi – continua Anna Benvenuti, direttore del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’ateneo – non abbiamo più neanche un docente di etruscologia, in tutto l’ateneo c’è un solo docente di archeologia classica”. Va meglio alla Statale di Milano, dove dal 2007 il fondo è di 180 mila euro, e alla Ca’ Foscari di Venezia dove, dopo il calo da 55 a 50 mila euro, per il 2014 lo stanziamento è stato portato a 100 mila euro.

Il caso Gabii. Cifre che impallidiscono di fronte alle risorse impiegate dagli stranieri. La Michigan University sta riportando alla luce un solo edificio nello scavo di Gabii, che ha fatto il giro del mondo dopo essere finito sul New York Times ad agosto: “Stiamo lavorando su una costruzione medio-repubblicana del 3° secolo a.C. che testimonia l’esistenza di edifici monumentali antecedenti al Colosseo – spiega Nicola Terrenato, docente responsabile del Gabii Project – l’ateneo ha investito 2 milioni di dollari in 5 anni, per una media di 400mila dollari l’anno”. Quasi quanto investe per l’intero sito sito la Soprintendenza speciale di Roma, che come le altre soprintendenze per legge supervisiona i lavori ed è concentrata sulle attività di conservazione: “La Soprintendenza ha investito 222 mila euro nel 2012 e 397mila nel 2013 per attività, nell’area archeologica di Gabii – spiega il direttore Maria Rosaria Barbera – relative a scavi e interventi conservativi, manutenzione degli impianti, adeguamenti della sicurezza e pulizie della sede”. “Noi paghiamo alla Soprintendenza persino gli straordinari dei custodi – conclude Terrenato – finora abbiamo portato alla luce i 2/3 dell’edificio, l’estate prossima concluderemo lo scavo con finanziamenti tutti americani”.

Mibac: “2013, l’annus horribilis”. “Per la ricerca pura ci sono pochi finanziamenti – conferma Luigi Malnati, direttore della Direzione generale per le Antichità, che rilascia le concessioni di scavo a università e enti di ricerca italiani e stranieri – perché le priorità sono la messa in sicurezza dei musei e la manutenzione delle aree archeologiche. Le soprintendenze sono impegnate quasi solo nella tutela, anche perché il ministero ha pochi funzionari. Ma ci sono anche pochi dirigenti, archeologi, restauratori, magazzinieri, archivisti e maestranze varie senza le quali lavorare è difficile”. Così il ruolo degli enti stranieri si fa sempre più indispensabile: “Solo a Pompei sono presenti 23 scuole straniere, compresi Giappone e Sudamerica. Ma non si può fare conservazione se non si fa ricerca, perché non si hanno l’autorevolezza e la credibilità necessarie”. “Il 2013 è stato il nostro annus horribilis – spiega Antonella Recchia, segretario generale del Mibac – frutto dei tagli drammatici decisi dai governi negli ultimi anni, specie nel 2010: il 2014 sarà meno in sofferenza, il governo Letta ha evitato che nuovi tagli colpiscano il ministero”.

Missioni all’estero, crollano i fondi – “L’Italia ha una lunghissima tradizione di scavi all’estero – spiega ancora Clementina Panella – Creta, per fare solo un esempio, ce la siamo inventata noi. Ma negli ultimi anni c’è stata una contrazione fortissima”. “Da 133 nello scorso anno a 178 nel 2002: di tanto sono aumentate le missioni archeologiche all’estero finanziate dal Ministero degli Affari Esteri, per un totale di 5 milioni di euro”, si legge in un comunicato della Farnesina datato 27 giugno 2002. Undici anni dopo restano le briciole: secondo i dati forniti dal ministero, la Farnesina ha finanziato missioni per 927.400 euro. Nello stato di previsione pubblicato sul suo sito del MAE si legge che nel 2014 i “contributi per missioni scientifiche e di ricerche preistoriche, archeologiche ed etnologiche ed altre simili o collegate all’estero ivi compresi interventi di restauro e conservazione del patrimonio archeologico” ammonteranno a 675 mila euro.

Archeologi in fuga – In questa situazione, sempre più archeologi formati a spese dello Stato nelle università italiane se ne vanno all’estero a fare la fortuna degli atenei stranieri per poi tornare a scavare in Italia al loro servizio. “Clemente Marconi è stato un mio studente alla Normale di Pisa – racconta Salvatore Settis – ora insegna alla New York University ed è il direttore della campagna di scavi che l’Institute of Fine Arts dell’ateneo conduce da anni a Selinunte”. Ancora: “Anche Francesco De Angelis è stato mio allievo a Pisa, ora è il vicedirettore del Center for Ancient Mediterranean della Columbia University”. E dirige lo scavo che l’ateneo finanzia a Villa San Marco e Villa Arianna a Stabia, vicino Napoli. Anche Nicola Terrenato è fuggito dall’Italia: “Ho fatto il dottorato, ma poi c’erano pochissimi concorsi. Così ho cominciato a farne all’estero, prima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti: dal ’98 al 2007 ho insegnato all’università della North Carolina, oggi ho una cattedra di archeologia classica alla Michigan University”. “E poi ci sono i molti che restano in Italia, non trovano lavoro e decidono di fare altro – conclude Martini – oppure fanno come un’archeologa mia collaboratrice: la mattina lavora come donna delle pulizie e il pomeriggio viene in facoltà”.

— Foto:

Roma, scavi del Foro Romano (2008): “Informazioni Turistiche 5 Euro! Conoscenza è Costoso!” | Rome, excavations in the Roman Forum (2008): “Tourist Information. 5 Euro! Knowledge is Expensive!”

Roma, scavi del Foro Romano (2008): "Informazioni Turistiche 5 Euro! Conoscenza è Costoso!" / Rome, excavations in the Roman Forum (2008): "Tourist Information. 5 Euro! Knowledge is Expensive!"

Fonte |source:

— Archeologia, gli atenei restano senza fondi. Al patrimonio pensano gli stranieri, IL FATTO QUOTIDAINO (27|12|2013).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/27/archeologia-fondi-stranieri-miba/816157/

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma, dai Fori al Colosseo: nella Capitale senza cartelli l’archeologia è “muta”, IL FATTO QUOTIDIANO (28|09|2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma, dai Fori al Colosseo: nella Capitale senza cartelli l’archeologia è “muta”, IL FATTO QUOTIDIANO (28|09|2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma, dai Fori al Colosseo: nella Capitale senza cartelli l’archeologia è “muta”, IL FATTO QUOTIDIANO (28|09|2013).

Un tour a “vergogna” lungo e articolato. Per i non addetti ai lavori perfino pieno di sorprese, negative. Niente che spieghi cosa siano i monumenti, cosa rappresentino, nulla che alluda alla loro importanza e alla loro storia. Gli auspici degli anni scorsi che “ogni traccia della storia” dovesse essere “evidenziata” sono falliti.

Fonte | source:

— Foto: Visitor Center Fori Imperiali (1999-2013) | I Fori Imperiali – Punto di informazioni turistiche (2013).

Rome, Visitor Center Imperial Fora (2005): Entrance to the visitor center of the Imperial Fora of Rome.

— Manlio Lilli, Roma, dai Fori al Colosseo: nella Capitale senza cartelli l’archeologia è “muta”, IL FATTO QUOTIDIANO (28|09|2013).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/28/roma-dai-fori-al-colosseo-nella-capitale-larcheologia-e-muta/726487/

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Marino insegue Obama, ma perde turisti inglesi,” di Antonio Castro, Libero; BLITZ QUOTIDIANO (31|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Marino insegue Obama, ma perde turisti inglesi,” di Antonio Castro, Libero; BLITZ QUOTIDIANO (31|03|2014).

ROMA – “Marino insegue Obama e arabi – scrive Antonio Castro di Libero – ma si perde i turisti inglesi” che poi racconta la storia di due britannici aggrediti che hanno scritto al sindaco: “Roma è pericolosa, non torneremo”. Il sindaco invece che fa? si chiede Libero: “Vola a Riad in cerca di sponsor. E pensa a tasse più alte”.

L’articolo di Antonio Castro su Libero:
Ignazio Marino, sindaco di Roma, invece di correre dietro a Barak Obama nel comune di Fiumicino (che non è più quello che amministra), pur di farsi immortalare in una foto ricordo a bordo pista, forse avrebbe fatto bene a correre dietro ai turisti “comuni” che gli scrivono tramite Facebook per lamentarsi dell’accoglienza, di essere stati derubati e strattonati. Ieri, annunciava La Stampa, Marino è addirittura volato a Riad per intercettare facoltosi mecenati e far adottare i monumenti della Roma imperiale che stanno letteralmente sgretolandosi.

Al sindaco servirebbero sponsor per restaurare, tra l’altro, il Mausoleo di Augusto (4 milioni di spesa), rendere fruibile la Cisterna delle Sette Sale (6 milioni), oppure mettere in sicurezza le Terme di Traiano (1,5 milioni). Intento meritorio.Se non fosse che per pochi milioni di incerta sponsorizzazione, si rischiano di perdere buona parte dei 4 miliardi di euro che Roma incassa complessivamente grazie al tradizionale flusso turistico. Un caso per tutti. Giovedì scorso il signor Peter Grantham di Lincoln (Inghilterra), dopo essere precipitosamente rientrato Oltremanica, si è messo alla tastiera per lamentarsi direttamente con il sindaco di Roma del trattamento ricevuto. Una letteraccia che cancella qualsiasi iniziativa promozionale, fa impallidire anche il successo de La Grande Bellezza.

Scrive Grantham a Marino: «Sono un turista britannico che ha visitato la vostra città la scorsa settimana per una vacanza romantica con la mia partner per la prima volta. Avevo letto sui possibili alti livelli di criminalità diramati dal nostro governo (allerta del Foreign Office dell’agosto scorso, ndr), ma pensavo che il rischio fosse minimo». Purtroppo il romanticone britannico si è dovuto ricredere: «La maggior parte delle città ha problemi di criminalità. Nei quattro giorni di soggiorno siamo stati derubati e avvicinati tutti i giorni da venditori ambulanti.La mia partner è stata spinta a terra subendo una ferita alla testa». E ancora, come se già non bastasse: «Furti nei caffé e cattiva accoglienza».
In sole 96 ore di soggiorno il signor Peter e la fidanzata Janet hanno saputo «da altri quattro turisti che avevano sofferto situazioni analoghe venendo derubati nei caffé o sentendosi male accolti». L’unico freno a non fuggire a gambe levate, spiegano delusi i turisti, «se non fosse stato per il Vaticano e la Cappella Sistina avremmo lasciato Roma molto prima. Il consiglio dato dal governo britannico era corretto, Roma non è sicura per i turisti». Ma forse è la conclusione dell’educatissima lamentela epistolare ad abbattere definitivamente qualsiasi velleità di promuovere turisticamente la Capitale: «Mi dispiace, ma non torneremo a visitare presto Roma…», conclude mister Grantham. Mentre Marino è alle prese con sultani e miliardari (in petrodollari), in Capidoglio si discute come far quadrare i conti in dissesto strutturale (tra entrate e uscite mancavano all’appello al 2013 ben 1,2 miliardi).
La grande idea – maturata in giunta capitolina – è di far pagare una tassa di soggiorno maggiorata ai milioni di turisti che ogni anno sciamano nella Capitale. Già oggi, stando al monitoraggio realizzato dalla Uil Servizio Politiche Territoriali, nelle casse capitoline entrano 51,6 milioni dalla tassa di soggiorno che Marino vorrebbe aumentare ancora. Prima di imbarcarsi per il Golfo (ma non stava inseguendo Obama), il sindaco ha spiegato che il Campidoglio sta«riflettendo sulla possibilità di aumentare alcune tassazioni, come la tassa di soggiorno soprattutto per gli alberghi più lussuosi, evitando quindi nuove tassazioni per i romani».

Ovviamente la sola ipotesi fa infuriare gli operatori: «Ulteriori rincari», spiega il presidente Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, «farebbero diminuire i flussi turistici con conseguenze sull’occupazionee sull’indotto della città. Vista la situazione uno dei pochi settori su cui bisogna puntare è il turismo. Aggravarlo con ulteriori tasse mi sembra illogico…».

L’assessore al Turismo e Commercio, Marta Leonori, conferma che «si è discusso della possibilità di un aumento del contributo di soggiorno e che sono allo studio diverse ipotesi per non penalizzare il settore».
E forse, per non penalizzare il settore, si potrebbe iniziare chiedendo scusa ai turisti. Magari invitandoli a tornare, come fatto a bordo pista con Obama. Marino potrebbe tornare domani a Roma con un assegno per il restauro (del Campidoglio), ma senza i turisti “normali” a goderne..

Fonte | source:

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Marino insegue Obama, ma perde turisti inglesi,” di Antonio Castro, Libero; BLITZ QUOTIDIANO (31|03|2014).

http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/marino-insegue-obama-ma-perde-turisti-inglesi-antonio-castro-libero-1828705/

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “ALLARME SCIPPI E BORSEGGI – Turisti inglesi malmenati e derubatiscrivono a Marino su Facebook,” CORRIERE DELLA SERA & «Roma fa schifo» (27|03|2014).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/03/27/roma-archeologia-e-beni-culturali-allarme-scippi-e-borseggi-turisti-inglesi-malmenati-e-derubatiscrivono-a-marino-su-facebook-corriere-della-sera-roma-fa-schifo-martin/

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: First, “3D Rome Rewind (= Prof. Bernard Frischer, Rome Reborn)”, now “Time Elevator Roma” = “Don’t waste your money on this tourist trap|crap”, (30|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: First, “3D Rome Rewind (= Prof. Bernard Frischer, Rome Reborn)”, now “Time Elevator Roma” = “Don’t waste your money on this tourist trap |crap”, (30|03|2014).

— ROMA, “Time Elevator Experience Roma,” (30|03|2014). “…E’ un viaggio emozionante che coinvolge tutti i sensi, grazie a tecnologie digitali-meccaniche e stereoscopiche si potrà tornare indietro nel tempo e conoscere meglio la storia, la scienza, l’arte e la natura: una grande piattaforma di lancio verso le esplorazioni più entusiasmanti del nostro tempo.”

http://www.time-elevator.it/?lang=it

— ROMA, The Time Elevator Rome Experience, “Don’t waste your money on this tourist trap,” Via dei Santissimi Apostoli, 20, 00187 Rome, Italy, TRIP ADVISOR (2013-14).

http://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g187791-d538099-Reviews-The_Time_Elevator_Rome_Experience-Rome_Lazio.html#REVIEWS

— ROMA ARCHEOLOGIA: UNA FLOP – “3DRewind Rome” – Una Roma antica virtuale e a tre dimensioni, basato sul progetto “Rome Reborn”, del professor Bernard Frischer, (12/2012). Nota “3DRewind Rome” = $3,000,000.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2013/02/14/roma-archeologia-una-flop-3drewind-rome-una-roma-antica-virtuale-e-a-tre-dimensioni-basato-sul-progetto-rome-reborn-del-professor-bernard-frischer-122012/

— ROMA, Colosseo – Benvenuti a 3D Rewind (=Prof. Bernard Frischer, Rome Reborn) – Vivi un viaggio emozionante nella storia della Roma imperiale in 3 Dimensioni! Adulti: Euro 15,00 Bambini (5 – 12 anni): Euro 8,00 Via Capo d’Africa 5 00184.

ROMA ARCHEOLOGIA:  UNA FLOP - "3DRewind Rome" - Una Roma antica virtuale e a tre dimensioni, basato sul progetto "Rome Reborn", del professor Bernard Frischer, (12/2012).

— ROMA, L’INTERVISTA Gasperini: «La cultura vincerà la movida e ai Fori vedrete ricostruzioni virtuali»L’INTERVISTA (Foto: Francesco Giro, Dino Gasperini e l’archeologo Andrea Carandini), CORRIERE DELLA SERA (14|03|2011).

“…Negli ultimi due anni non sono mancate le polemiche su una certa visione di Roma come meta turistica trasformata in una sorta di Disneyland dell’archeologia: bighe al Circo Massimo, Fori di cartapesta alla Magliana… Sbaglia chi ritiene che così si svilisca l’immagine della Capitale? «Non credo si stia svilendo Roma. In realtà il progetto del secondo Polo Turistico va avanti, ma delle bighe si è parlato durante tutte le amministrazioni degli ultimi vent’anni e non se ne è mai fatto nulla: qualcosa vorrà dire, no? E’ una cosa che non sta nelle corde della città. Credo sia necessario aumentare l’investimento sulla Roma esistente, ma c’è spazio anche per un’offerta turistica diversa come quella di una Roma virtuale che può piacere ai ragazzi: e qui i privati devono poter investire, come è avvenuto nell’ex Teatro Colosseo dove si ricostruisce la Roma antica con la realtà virtuale».”

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_febbraio_10/cultura-intervista-neoassessore-gasperini-181439271715.shtml?fr=correlati

ROMA ARCHEOLOGIA e VIA DELL`IMPERO (1943|2013): RIVIVE L’ URBE ANTICA “ANCHE GRAZIE AL DUCE.” Gli espropri gia` realizzati da Mussolini costerebbero centinaia di miliardi. Corriere Della Sera (29|07|1999), p. 27.

ROMA ARCHEOLOGIA e VIA DELL`IMPERO (1943|2013): RIVIVE L’ URBE ANTICA “ANCHE GRAZIE AL DUCE.”  Gli espropri gia` realizzati da Mussolini costerebbero centinaia di miliardi. Corriere Della Sera (29|07|1999), p. 27.

ROMA ARCHEOLOGIA e VIA DELL`IMPERO (1943|2013): RIVIVE L’ URBE ANTICA “ANCHE GRAZIE AL DUCE.” Gli espropri gia` realizzati da Mussolini costerebbero centinaia di miliardi. Corriere Della Sera (29|07|1999), p. 27.

“You are conferring praise on me in advance; my work is only just beginning, and I would prefer that Rome should accept me when my labors are done.”

Benito Mussolini, 21 April 1924, in:
‘Ancient Honor Is Conferred on Him on the City’s 2,677th Anniversary. HE PREDICTS NEW GLORIES Fascist Premier Envisions a New Imperial Rome Leading the Rest of the World.’ THE NEW YORK TIMES, April 22rd, 1924. p. 4. & ‘Civis Romanus Sum.’ New Honour For Signor Mussolini. THE TIMES (LONDON), April 22, 1924; p. 12.

“The Via dei Fori Imperiali represents the successful attempt of Fascism to leave its imprint on cities.”

Alessandra Mussolini, in:
John Phillips, “Foreign words fall victim to Fascist ruling.”
The Times (London), March 16th, 1994.

“La notizia e` importante: via dei Fori Imperiali, come la conosciamo oggi, diventera` presto un ricordo. Quanto agli scavi archeologici, fiore all’ occhiello della Roma pre Giubelio, non sarebbero stati realizzabili senza gli sventramenti operati in epoca fascista.A dirlo e` Adriano La Regina, autorevole soprintendente archeologico di Roma.”

In: RIVIVE L’ URBE ANTICA “ANCHE GRAZIE AL DUCE.” Gli espropri gia` realizzati da Mussolini costerebbero centinaia di miliardi. Corriere Della Sera (29|07|1999), p. 27.

In: Corriere Della Sera (29|07|1999), p. 27

http://archiviostorico.corriere.it/1999/luglio/29/Rivive_Urbe_antica_Anche_grazie_co_0_9907294937.shtml

Reply to Prof. La Regina’s Comments in the Corriere Della Sera (29|07|1999), by a scholar specializing in the history of archaeology in Rome (June 2000).

“….Now to the 1930s excavations, La Regina does not confront the real issues. Italian life of all genres, not least academic is highly politicized, I do know him, but do not know his politics. There are still, however, plenty of apologists for the Fascists around, and they treat the issues of seventy years ago not as ancient history, but as vitally relevant to the present. That’s the first point. Second, we must not, of course, expect of excavations during the past the same standards as we expect today. But the situation here is entirely different. Those excavations were not scientifically motivated, but politically! It was all yet another part of the Fascists’ breast-beating and rhodomontade and window-dressing. In fact the excavations were carried out disgracefully, with everything to political deadlines and no concern for the scientific value of what was found but only a manic haste to ‘clear’ everything and create a vast road for military parades. That said, of course, the other side of the coin is that yes, a lot of preliminary work has been done for us. But what was the cost? How much was thrown away? One answer is, one of the most important hills of Rome, the Velia! And hardly anything was published. As well, the levels from the present down to the classical were all swept aside, with concern only to preserve the last. Do archaeologists today behave in such a manic way, concerned with only one of the many levels revealed by the archaeology of a site as rich as Rome? And then, finally, when all had been ‘cleared’, what was left? Gaping holes, which no one had any idea what to do with, so they were filled with that ghastly fascist architecture whose philistinism so brutally represents the mentality of its ideology. I make no bones of course about my own reaction to fascism. In short, it was one of the most disastrous periods in Italian history, bereft of ideas except of the lowest kind (similar to Nazism) and which brought untold suffering on the Italian people. The archaeology cannot be separated from all this: it is part of it, characteristic of it: empty, boastful, destructive. So you see, no one can speak of the archaeology in isolation, nor can one escape judgments upon it. Any attempt to do so is simply an even more blatant political statement.”

A scholar specializing in the history of archaeology in Rome, personal communication e-mail (June 2000).

Foto: Bruno Dell’Erba, Mar 24, 2014.
https://plus.google.com/+BrunoDellErba/posts?banner=pwa

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Comune, dal Colosseo a Caracalla arriva lo sfratto per i camion bar. IL MESSAGGERO (30|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Comune, dal Colosseo a Caracalla arriva lo sfratto per i camion bar. IL MESSAGGERO (30|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Comune, dal Colosseo a Caracalla arriva lo sfratto per i camion bar. IL MESSAGGERO (30|03|2014).

Caracalla e Aventino potrebbero diventare le nuove sedi dove trasferire i camion bar di piazza del Colosseo e di via dei Fori Imperiali. Il piano di delocalizzazione delle postazioni dei venditori di panini e bibite punta a individuare quelle zone dove non si incorre in un conflitto d’interesse con altre attività commerciali analoghe. Non solo. A piazza Venezia, per i camion bar irregolari sulle strisce pedonali, saranno dipinte a terra le linee per delimitare l’esatta postazione (al di fuori della quale scatta la multa). I camion bar di Trinità dei Monti saranno spostati in un punto della passeggiata panoramica che non impatti con la facciata della chiesa, nè con Villa Medici. Mentre saranno tolte del tutto le postazioni a Fontana di Trevi.

Foto:

— ROMA BENI ARCHEOLOGIA & DEGRADO: Alfiero Tredicine [Tredicine famiglia], “diremo no all’ area commerciale con bookshop e caffetteria daventi al Colosseo.” Corriere Della Sera (16/01/2013), p. 4.

ROMA BENI ARCHEOLOGIA & DEGRADO: Alfiero Tredicine [Tredicine famiglia], "diremo no all' area commerciale con bookshop e caffetteria daventi al Colosseo." Corriere Della Sera (16/01/2013), p. 4.

Fonte | source:

— Comune, dal Colosseo a Caracalla arriva lo sfratto per i camion bar. IL MESSAGGERO (30|03|2014).

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_colosseo_caracalla_camion_bar_progetto_campidoglio/notizie/601840.shtml

ROMA ARCHEOLOGIA: “…Ma anche i giardini con la tomba di Giacomo Boni, il padre dell’ archeologia italiana, al centro del Palatino sono una scena di abbandano,” in: “SCANDALOSI – I Fori Imperiali sono ancora un disastro,” l’Espresso (02|10|2013).

ROMA ARCHEOLOGIA: “…Ma anche i giardini con la tomba di Giacomo Boni, il padre dell’ archeologia italiana, al centro del Palatino sono una scena di abbandano,” in: “SCANDALOSI – I Fori Imperiali sono ancora un disastro,” l’Espresso (02|10|2013).

“…E non sarebbe una pretesa fuori luogo visto che in un anno soltanto il capitolo “manutenzione ordinaria, verde e straordinaria” ci costa sei milioni e 700 mila euro. Ma anche i giardini con la tomba di Giacomo Boni, il padre dell’archeologia italiana, al centro del Palatino sono una scena di abbandono. Dietro la lapide una palma spolpata come un obelisco.”

Foto: Roma, la tomba di Giacomo Boni, il padre dell’ archeologia italiana, al centro del Palatino sono una scena di abbandano (2009?).

Fonte |source:

— ROMA – I Fori sono ancora un disastro- Il sindaco Marino ha tolto un po’ di traffico attorno al Colosseo, ma l’area archeologica resta abbandonata nel degrado, senza servizi per la visita, con decine di cantieri, transenne, erbacce, l’Espresso | La Repubblica (02|10|2013).

http://espresso.repubblica.it/googlenews/2013/09/02/news/i-fori-sono-ancora-un-disastro-1.58373

ROMA ARCHEOLOGIA: Political Corruption and Academic Incompetence – “Una figura di merda per tutta l’archeologia italiana!” Italian archaeologist(s) now whining about Obama’s visit to the Colosseum. FACEBOOK (29|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA: Political Corruption and Academic Incompetence – “Una figura di merda per tutta l’archeologia italiana!” Italian archaeologist(s)now whining about Obama’s visit to the Colosseum. FACEBOOK (29|03|2014).

 

Today now, several days after President Obama’s visit to the Colosseum, Italian archaeologists are now whining about who should have led President Obama’s tour at the Colosseum, an Italian archaeologist or an architect?

Below is the recent post on FACEBOOK (March 27 2014), please see: – ALESSANDRO GUIDI, “Una figura di merda per tutta l’archeologia italiana!” FACEBOOK (27|03|2014).*

https://www.facebook.com/alessandro.guidi.338

Unfortunately, Prof. Guidi and the comments of his peers are in reference to the following article published in the Italian newspaper, the Il Messaggero (27 March 2014), entitled:

“Obama al Colosseo, la guida è Arch. Dott.ssa Barbara Nazzaro (SSBAR) la direttrice tecnica della Sovrintendenza, IL MESSAGGERO (27|03|2014).”

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/03/27/roma-archeologia-e-beni-culturali-obama-al-colosseo-la-guida-e-arch-dott-ssa-barbara-nazzaro-ssbar-la-direttrice-tecnica-della-sovrintendenza-il-messaggero-27032014/

Apparently Prof. Guidi and his Italian peers are overlooking the fact that the choose of having Dr. Arch. Barbara Nazzaro, the SSBAR’s architectural technical director of the Colosseum (who works with Dr. Rossella Rea, the SSBAR’s archaeological director of the Colosseum and the adjoining vast area of the Imperial Forums) led the President on the official tour of the Colosseum, was probably made as a formal request of the staff American Embassy of Rome along with that of the President’s staff at the White House. See: Dr. Nazzaro (SSBAR), “Down Under at the Roman Colosseum | Sotto il Colosseo di Roma,”  ABC NEWS | Washington D.C., (USA). 28/05/2010, VIDEO: 02:16.

– ROMA ARCHEOLOGIA: IL COLOSSEO – Arch. Dott.ssa Barbara Nazzaro (SSBAR), “Down Under at the Roman Colosseum | Sotto il Colosseo di Roma,” ABC NEWS (USA). 28/05/2010, VIDEO: 02:16.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/03/28/roma-archeologia-e-beni-culturali-president-barack-obama-with-barbara-nazzaro-technical-dir-and-architect-of-the-colosseum-tour-the-colosseum-in-rome-italy-march-27-2014-the-white-house-wash/

Also Prof. Guidi, should also consider the fact, whether or not, Dr. Rossella Rea, or her supervisor, Dr. Mariarosaria Barbera (Archaeological Superintendent of Rome [SSBAR]), are fluent in English? Normally, during visits by foreign heads-of-state to the Roman Forum in Rome, it largely rest on the decision of the Archaeological Superintendent of Rome, as to whom will serve as a guide of the dignitary?

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Foto: Rome, 27 April 2009 – His Royal Highness The Prince of Wales finishes his first day’s tour in Rome with visiting the archaeological site at Palatine Hill and the newly restored frescoes in the House of Augustus. His Royal Highness was accompanied through the tour by Professor Wallace-Hadrill, by Superintendence to Rome’s archaeological heritage Director Maria Antonietta Tomei, Architect Pia Petrangeli, responsible for conservation at Palatine Hill, Press Officer Gabriella Gatto, and chief restorer of the House of Augustus frescoes Gianna Musatti.

ROMA BENI CULTURALI: Turisti inglesi a Marino - In tarda serata il sindaco ha risposto al signor Grantham, scusandosi: Siamo terribilmente dispiaciuti per l'accaduto. Spero che torniate nella Capitale, METRONEWS.IT (27|03|2014).

Franky, as a professional ‘Italian archaeologist’, Prof. Guidi, and his peers, I think they should have maybe been more professional instead of whining about who led Pres. Obama’s visit to the Colosseum, why not simply write a note of congratulations to Dr. Arch. Barbara Nazzaro (Dr. Mariarosaria Barbera & Dr. Rossella Rea) along with of having the opportunity of showing the Pres. Obama to the Colosseum, one of Rome’s and the world’s most ‘legible’ archaeological ruins | architectural site.

– ROMA BENI CULTURALI: President Barack Obama, the Colosseum in Rome (27|03|2014). Congradulations to Dr. Mariarosaria Barbera (Archaeological Superintendent of Rome [SSBAR]) & Dr. Rossella Rea (Archaeological Director of the Colosseum [SSBAR]) 28|03|2014.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/03/28/roma-beni-culturali-president-barack-obama-the-colosseum-in-rome-27032014-congradulations-to-dr-mariarosaria-barbera-archaeological-superintendent-of-rome-ssbar-dr-rossella-rea-arc/

Likewise, given these whiny comments by Prof. Guidi and his Italian peers, just goes to show the level of “Political Corruption and Academic Incompetence,” and unprofessionalism now steeped within the Italian archaeological community in Rome. Professionally Prof. Guidi, I think the problem of who guided Pres. Obama should be the least of your concerns for the professionalism and image of Italian archaeology in Rome, particularly   when considering, one reads about the current horrible conditions of Rome’s  archaeological ruins | and other architectural structures in the Roman Forum and the Palatine Hill, I would like to see your what constructive comments Italian archaeologist Prof. Guidi, has made about the following story, please see:

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Roma – “…Ma anche i giardini con la tomba di Giacomo Boni, il padre dell’ archeologia italiana, al centro del Palatino sono una scena di abbandano,” in: “SCANDALOSI – I Fori Imperiali sono ancora un disastro,” l’Espresso (02|10|2013).

http://wp.me/pPRv6-203

Prof. Guidi and his fellow archaeologists in Rome might try showing a little more professionalism and humility towards their fellow Italian peers and Italian university students in Rome, besides, no Italian architects whined when Prof. Giacomo Boni led Pres. Woodrow Wilson on his tour of the Roman Forum in 1919.

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: PRECEDENTI I viaggi dei presidenti Usa in Italia, LA REPUBBLICA (26|03|2014). Foto: Pres. Woodrow Wilson and Prof. Giacomo Boni, the Roman Forum (04|01|1919).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: PRECEDENTI I viaggi dei presidenti Usa in Italia, LA REPUBBLICA (26|03|2014). Foto: Pres. Woodrow Wilson and Prof. Giacomo Boni, the Roman Forum (04|01|1919).

 

MARTIN G. CONDE: Washington DC, USA (02/1999 – oggi). Ricercatore indipendente, si sta specializzando in studi del patrimonio archeologico, architettonico e culturale della città di Roma, e questioni relative.

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* ALESSANDRO GUIDI, di prof. ordinario di paletnologia | Professore Associato di Metodologia e Tecnica della Ricerca Archeologica all’Università di Verona dsl 1992 al 2004, dal 2004 al 2008 Professore Ordinario della stessa materia: dal 2008 Professore Ordinario di Paletnologia all’Università di Roma Tre.

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: A ROMA NON CI RESTA CHE PIANGERE, IL SINDACO CONVOCHI STATI GENERALI SULLA CITTÀ. RS Roma Social (11|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: A ROMA NON CI RESTA CHE PIANGERE, IL SINDACO CONVOCHI STATI GENERALI SULLA CITTÀ. RS Roma Social (11|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: A ROMA NON CI RESTA CHE PIANGERE, IL SINDACO CONVOCHI STATI GENERALI SULLA CITTÀ. RS Roma Social (11|03|2014).

Non ci resta che piangere. E’ il titolo di un film del 1984. Oggi questo slogan potremo adottarlo – nostro malgrado – per la nostra città.
E’ sotto gli occhi di tutti che Roma ha bisogno urgentemente di una svolta, non solo politica, perché questo lo decidono i cittadini, ma di un cambio di passo culturale e civico.
E’ vero che la città è sporca, degradata e piena di buche, ma è anche vero che i romani non la amano più tanto. In un certo senso hanno perso quell’orgoglio di essere cittadini romani. Di chi è la colpa di tutto questo? Per noi è semplice comprenderlo: di una classe politica che ha governato la Capitale negli ultimi anni -senza distinzione tra destra o sinistra – e che ha utilizzato il Campidoglio come trampolino di lancio per altri obiettivi.
La città eterna è stata usata e gettata senza mai mettere in campo un progetto di lunga portata che possa rilanciarla tra le capitali europee.
Il lavoro da fare è tanto, anzi tantissimo, ma da dove iniziare? Il quesito potremo rivolgerlo al primo cittadino chiedendogli finalmente di mettersi all’ascolto di tutta la città e di convocare quanto prima gli stati generali su Roma.
Noi attendiamo fiduciosi sapendo che nulla cambierà e che anzi le nostre strade saranno sempre più sporche, gli autobus sempre più in ritardo e il traffico sempre più caotico. Sfidiamo chiunque a smentirci e a strabiliarci con un nuovo modo di fare politica non per se, ma per Roma.

— Il direttore
RS Roma Social (11|03|2014).
http://romasociale.com/roma-non-ci-resta-che-piangere-il-sindaco-convochi-stati-generali-sulla-citta/

— Non ci resta che piangere, film del 1985, regia di Roberto Benigni e Massimo Troisi.
https://www.youtube.com/watch?v=utOGyZ6iu6M

ROMA ARCHEOLOGIA e FORI IMPERIALI: F. Pajno & V. Porretta, “Il Conservatorio di S. Eufemia al Foro Traiano (con le tavv. XXVIII-XXXI f.t.),” ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI ROMANI, Anno LX-NN. 1-4, Gennaio-Dicembre (2012), pp. ?.

ROMA ARCHEOLOGIA e FORI IMPERIALI: F. Pajno & V. Porretta, “Il Conservatorio di S. Eufemia al Foro Traiano (con le tavv. XXVIII-XXXI f.t.),” ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI ROMANI, Anno LX-NN. 1-4, Gennaio-Dicembre (2012), pp. ?.

Fonte |source:

— Foto: Rome, the Imperial Fora: The Forum of Trajan, the S. Madonna di Loreto & Palazzo Valentini: Uggeri, Angelo. 1754-183: Della Basilica Ulpia nel Foro traiano, istoria e ristaurazione agli amanti delle antichita romane /. Angelo Uggeri [Roma? 1830].

Rome, the F. of Trajan, the Madonna dei Loreto & Pal. Valentini: A. Uggeri, 'Della Basilica Ulpia nel Foro di Traiano, Istoria e Ristaurione agli amanti delle Antichita Romane.' Roma (1830?) color  and high resolution]).

— F. Pajno & V. Porretta, “Il Conservatorio di S. Eufemia al Foro Traiano (con le tavv. XXVIII-XXXI f.t.),” ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI ROMANI, Anno LX-NN. 1-4, Gennaio-Dicembre (2012), pp. ?.

http://www.arborsapientiae.com/libro/6926/il-conservatorio-di-s-eufemia-al-foro-traiano-con-le-tavv-xxviii-xxxi-ft-francesca-pajno-valentina-porretta.html

— Roma, I Fori Imperiali / Il Quartiere Alessandrino – R. Meneghini & F. Pajno, (edd.). 2009. Il Quartiere Alessandrino a Roma : tre storie a confronto : nuovi dati dalle ricerche d’archivio degli operatori del servizio civile di Roma. (Roma 2009).

Roma, I Fori Imperiali / Il Quartiere Alessandrino - R. Meneghini & F. Pajno, (edd.). 2009. Il Quartiere Alessandrino a Roma : tre storie a confronto : nuovi dati dalle ricerche d'archivio degli operatori del servizio civile di Roma. (Roma 2009).

— ROMA ARCHEOLOGIA e FORI IMPERIALI: Maria Grazia Ercolino, “La città negata. Il campo Carleo al foro di Traiano. Genesi, crescita, distruzione,” ROMA (2014), pp. 447.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2014/03/27/roma-archeologia-e-fori-imperiali-maria-grazia-ercolino-la-citta-negata-il-campo-carleo-al-foro-di-traiano-genesi-crescita-distruzione-roma-2014-pp-447/

ROMA BENI CULTURALI E DECORO: Già finito l’«effetto Obama», il Colosseo terra di nessuno, CORRIERE DELLA SERA (29|03|2014).

ROMA BENI CULTURALI E DECORO: Già finito l’«effetto Obama», il Colosseo terra di nessuno, CORRIERE DELLA SERA (29|03|2014).

ROMA BENI CULTURALI E DECORO: Già finito l’«effetto Obama», il Colosseo terra di nessuno, CORRIERE DELLA SERA (29|03|2014).

— Roma, Già finito l’«effetto Obama», il Colosseo terra di nessuno. Falsi centurioni, ambulanti abusivi, camion bar hanno di nuovo invaso l’area. Sul restauro dell’Anfiteatro Flavio, incontro fra il ministro Franceschini e Della Valle. CORRIERE DELLA SERA (29|03|2014).

— Irina, “Jan Miel – Carnival in the Piazza Colonna, Rome,” (29|03|2014).
Jan Miel - Carnival in the Piazza Colonna, Rome

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: La domus “Marino del Chirurgo” fa parte integrante del percorso del vicino Museo della Città (27|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: La domus “Marino del Chirurgo” fa parte integrante del percorso del vicino Museo della Città (27|03|2014).

— La decisione di togliere la monnezza bancarellara dal Colosseo per l’arrivo di Obama è una pietra miliare nella lotta contro l’ambulantato. Le foto scandalose del prima e dopo, ROMA FA SCHIFO (28|03|2014).
http://www.romafaschifo.com/#sthash.XBPRzaNZ.dpuf

ROMA BENI CULTURALI: President Barack Obama, the Colosseum in Rome (27|03|2014). Congradulations to Dr. Mariarosaria Barbera (Archaeological Superintendent of Rome [SSBAR]) & Dr. Rossella Rea (Archaeological Director of the Colosseum [SSBAR]) 28|03|2014.

ROMA BENI CULTURALI: President Barack Obama, the Colosseum in Rome (27|03|2014). Congradulations to Dr. Mariarosaria Barbera (Archaeological Superintendent of Rome [SSBAR]) & Dr. Rossella Rea (Archaeological Director of the Colosseum [SSBAR]) 28|03|2014.

ROMA BENI CULTURALI: President Barack Obama, the Colosseum in Rome (27|03|2014). Congratulations to Dr. Mariarosaria Barbera (Archaeological Superintendent of Rome [SSBAR]) & Dr. Rossella Rea (Archaeological Director of the Colosseum [SSBAR]) 28|03|2014.

— President Obama visits the Colosseum with Dr. Arch. Barbara Nazzaro, Technical Director and Architect of the Colosseum (SSBAR). congratulations to Dr. Mariarosaria Barbera (Archaeological Superintendent of Rome [SSBAR]) & Dr. Rossella Rea (Archaeological Director of the Colosseum [SSBAR]) and to all the staff members and the other Italian scholars and Italian university students affiliated with the Colosseum research and investigations.

Fonte | sources:

— President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014. (Official White House Photo by Lawrence Jackson), THE WHITE HOUSE, Washington DC, USA, 28 March 2014.

— VIDEO 01:26 = President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014. THE WHITE HOUSE, Washington DC, USA, 28 March 2014.
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— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Barbara Nazzaro, “cicerone” di Obama “Quell’ora con il presidente nel Colosseo”, L’architetto che ha fatto da guida al leader Usa durante la visita all’anfiteatro Flavio. “Gli ho raccontato di Commodo e dello struzzo decapitato sbattuto in faccia ai senatori. Quel brano di storia l’ha ripetuto al suo staff, come se lo dovessere mandare a memoria,” LA REPUBBLICA (28|03|2014).

http://wp.me/pPRv6-1Ze

— Dr. Mariarosaria Barbera & Dr. Rossella Rea interviewed during the recent opening of the exhibit – “La Biblioteca Infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico,” Mostra – Al Colosseo, 14/03/2014 – 05/10/2014. (14|03|2014)

— ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: “La Biblioteca Infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico,” Mostra – Al Colosseo, 14/03/2014 – 05/10/2014. (14|03|2014) ([FOTO, VIDEO e PDF |Italiano & English]).

ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: "La Biblioteca Infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico," Mostra - Al Colosseo, 14/03/2014 - 05/10/2014. (14|03|2014) ([FOTO, VIDEO e PDF |Italiano & English]).

ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: "La Biblioteca Infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico," Mostra - Al Colosseo, 14/03/2014 - 05/10/2014. (14|03|2014) ([FOTO, VIDEO e PDF |Italiano & English]).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014; THE WHITE HOUSE, Wash. DC, USA, 28 March 2014 & LA REPUBBLICA (28|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014; THE WHITE HOUSE, Wash. DC, USA, 28 March 2014 & LA REPUBBLICA (28|03|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014; THE WHITE HOUSE, Wash. DC, USA, 28 March 2014 & LA REPUBBLICA (28|03|2014).

— Day 4: The President Travels to Italy, Meets with Pope Francis, Taking a break from the day’s meetings, the President toured the Colosseum, the largest amphitheatre of the Roman Empire. “This is bigger than some current baseball stadiums,” he said. “I have to check on what it seats. It’s remarkable. Unbelievable.”

Fonte | sources:

— President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014. (Official White House Photo by Lawrence Jackson), THE WHITE HOUSE, Washington DC, USA, 28 March 2014.

http://www.whitehouse.gov/blog/2014/03/27/day-4-president-travels-italy-meets-pope

— VIDEO 01:26 = President Barack Obama with Barbara Nazzaro, Technical Dir. and Architect of the Colosseum, tour the Colosseum in Rome, Italy, March 27, 2014. THE WHITE HOUSE, Washington DC, USA, 28 March 2014.

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— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Barbara Nazzaro, “cicerone” di Obama “Quell’ora con il presidente nel Colosseo”, L’architetto che ha fatto da guida al leader Usa durante la visita all’anfiteatro Flavio. “Gli ho raccontato di Commodo e dello struzzo decapitato sbattuto in faccia ai senatori. Quel brano di storia l’ha ripetuto al suo staff, come se lo dovessere mandare a memoria,” LA REPUBBLICA (28|03|2014).

ROMA «Quando gli ho raccontato di Commodo e dello struzzo decapitato sbattuto in faccia ai senatori, beh, lì Obama ha strabuzzato gli occhi. E ha ripetuto, sorridendo, quel brano di storia agli uomini del suo staff, come se lo dovessero mandare a memoria». Così Barbara Nazzaro, per un’ora il cicerone del presidente Usa in visita ieri al Colosseo.

Architetto, cosa gli aveva detto?
«Eravamo nei sotterranei e io gli ho consigliato per scherzo di risolvere le questioni con i senatori Usa come fece Commodo con i suoi un giorno nell’arena: minacciandoli con una testa sanguinante».

Commodo è anche l’imperatore del Gladiatore di Ridley Scott, l’antagonista di Russell Crowe.
«Obama conosce quel film — sottolinea l’esperta del monumento, 49 anni, da otto in forza al Colosseo — e si è fatto una risata alla mia proposta: con quel suo modo gentile però, sempre estremamente cortese, affabile e diretto, davvero un gentleman».

Durante la visita guidata avete usato un interprete?
«No, io parlo inglese bene: ho vissuto e studiato molti anni in Sudafrica. Poi però mi sono laureata a Roma e specializzata in restauro architettonico».

Che cosa lo affascinava dell’anfiteatro Flavio?
«L’aspetto politico. Da lì abbiamo cominciato. Dalla decisione dei Flavi di spianare il lago di Nerone per restituire quello spazio al popolo, regalando all’Urbe la più grande arena per i giochi».

Fonte | source:

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Barbara Nazzaro, “cicerone” di Obama “Quell’ora con il presidente nel Colosseo”, L’architetto che ha fatto da guida al leader Usa durante la visita all’anfiteatro Flavio. LA REPUBBLICA (28|03|2014).

http://www.repubblica.it/politica/2014/03/28/news/barbara_nazzaro_cicerone_di_obama_qull_ora_con_il_presidente_nel_colosseo-82107111/?ref=HRERO-1

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Scavi di Pompei, dalla politica italiana 20 anni di bugie,” FANPAGE (22|03|2014).

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “Scavi di Pompei, dalla politica italiana 20 anni di bugie,” FANPAGE (22|03|2014).

Dal governo Prodi a quello D’Alema, da Berlusconi a Monti fino a Matteo Renzi: premier e ministri ai Beni Culturali hanno saputo solo promettere e annunciare. Cronistoria di una menzogna pluridecennale.

È un miracolo che gli Scavi di Pompei, il sito archeologico più visitato d’Italia, esistano ancora. Crollano i muri, spariscono gli affreschi, ma è davvero un miracolo che siano arrivati a noi e abbiano resistito non ai millenni passati ma agli ultimi dieci anni di politica italiana. Si sono avvicendati presidenti del Consiglio, ministri della Cultura, presidenti della Regione Campania, sovrintendenti, commissari straordinari, assessori regionali al Turismo. Abbiamo ascoltato ogni promessa, ogni piano, ogni colossale cretinata per anni e anni e nonostante le assicurazioni, le garanzie, le «svolte» annunciate, Pompei è sempre più la Grande Bellezza miserabile e cadente, in mano a pochi incapaci e a tanti che continuano a spremere quel che resta del limone. Del resto, finquando resiste. Breve cronistoria di un mare di promesse, di passerelle e di bugie. È il dicembre del 1996: Walter Veltroni, ministro per i Beni Culturali, nel governo di Romano Prodi, va in visita all’ombra del Vesuvio. «Non sono contento di come si presenta il nostro maggior monumento archeologico – dice – vi sono molte strutture a rischio, manca del tutto un’adeguata informazione per i visitatori dei singoli monumenti, così come non vi sono servizi aggiuntivi per rendere più gradevole la visita e garantire alla soprintendenza introiti straordinari. L’impegno del governo è quello di garantire entro tre anni una serie di interventi che contribuiscano a migliorare la visita e a conferire al monumento un’autentica dignità internazionale. “Bisogna rivolgersi ai mercati finanziari, con “appropriate operazioni di ingegneria finanziaria”, dirà poi, nel 1997. Il governo Prodi nel 1998 come molti ricorderanno, cadde. Nel 1999, esecutivo guidato da Massimo D’Alema, il ministro ai Beni Culturali è Giovanna Melandri, quello dell’Interno è Rosetta Iervolino che poi qualche anno dopo sarebbe ritornata all’ombra del Vesuvio, ma da sindaco. Entrambe annunciano in pompa magna – è il 19 novembre del 99 – che “Un occhio telematico sorveglierà l’area archeologica di Pompei”. Viene firmato un protocollo d’intesa visto il Giubileo del 2000 e il grande numero di pellegrini che giungeranno a Pompei per garantire sicurezza. E infatti, oggi, 15 anni dopo, spariscono gli affreschi dai muri.

Gli anni Duemila: il governo Berlusconi e le promesse su Pompei
È il 2002 quando col governo guidato da Silvio Berlusconi il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani, annuncia che sarà ‘cucito’ un ‘vestito su misura’ per la gestione degli scavi archeologici di Pompei “per una sovrintendenza speciale che è un poco più speciale delle altre”. Urbani visita la città sommersa durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme ad Ercolano, Stabiae ed Oplonti insieme all’allora governatore della Campania, Antonio Bassolino. E annuncia un piano di interventi e risorse mirate per gli Scavi “Insomma – dice – per Pompei non va bene la ‘taglia unica’ merita un vestito su misura, ma sarà fatto tutto con i suggerimenti e l’esperienza di chi deve operare. L’importanza di Pompei è tale che si può può pensare ad esempio a ‘leggine speciali’”. Qualche annetto dopo è Rocco Buttiglione il ministro e il premier è sempre Berlusconi. L’ex Dc viene a sapere di abusi edilizi all’interno dell’area archeologica e di ben 130 milioni di euro stanziati e mai investiti dalla Soprintendenza degli Scavi. “S’indigna e si sdegna” per dirla alla Fabrizio De André e annuncia inchieste interne, verifiche, eccetera. “Non cederemo a ricatti” fa sapere il suo staff al ministero. Altre parole al vento. Nel 2006 il governo è di centrosinistra. Era luglio e l’esecutivo di Romano Prodi esprimeva quale vicepresidente del Consiglio e ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli. Il “bello guaglione” della Margherita era in quel della Campania per un avvenimento di primissimo piano: partecipare al matrimonio del figlio del ministro alla Giustizia, Clemente Mastella. In quella occasione pensò bene di allungarsi agli Scavi archeologici di Pompei per incontrare sindacati, dipendenti e perfino farsi qualche foto ricordo coi turisti. Rutelli ascolta le lamentele dei lavoratori che preconizzano il disastro che poi sarà. Poi va via: il matrimonio del rampollo Mastella non può attendere. Una manciata di mesi e cambia ancora il ministro e il governo: nel 2008 torna Silvio Berlusconi e con lui c’è Sandro Bondi ai Beni Culturali. Il 4 luglio 2008 viene dichiarato lo stato di emergenza per Pompei con un provvedimento di un anno reso necessario “dal perdurante stato di incuria e degrado in cui versa ormai da lungo tempo il sito” e “per intervenire con mezzi e poteri straordinari a difesa dell’immenso patrimonio artistico, minacciato da crescenti e gravi criticità”. La situazione resta drammaticamente la stessa, anzi nel corso degli anni la magistratura accende i riflettori su sprechi e mancanze. Nel mese di giugno del 2011 il ministro ai Beni Culturali, sempre con Silvio Berlusconi, è il veneto Giancarlo Galan. Che dà il via libera al programma da 105 milioni di euro per il rilancio di Pompei annunciando una mappatura degli Scavi. L’Università Federico II di Napoli però attacca: anziché spendere 8,2 milioni usate i nostri lavori – dice la facoltà di Architettura – che in gran parte hanno già mappato l’area. Il piano da 105 milioni di euro è articolato in cinque fasi di intervento che hanno l’obiettivo di risollevare le sorti del museo all’aperto più visitato d’Italia e fra i primi in Europa. “A Pompei l’emergenza non finirò mai”, fa notare Galan. Almeno in questo aveva ragione. Infatti continuano a crollare antichissimi muri, Pompei continua a cedere. Sempre nel 2011 il commissario europeo Joannes Hahn rassicura: verrà per presentare il programma organico di intervento per la salvaguardia del sito, 105 milioni di euro dell’Europa sono pronti. E quei soldi a cosa sono serviti? In quel periodo il sottosegretario ai Beni Culturali è Riccardo Villari, il re del cambio delle casacche in Parlamento. “Bisogna mantenere la testa fredda e non correre” avverte il sottosegretario, facendo riferimento al cambio di uomini all’interno della soprintendenza che avrebbe dovuto tutelare il gioiello delle aree archeologiche d’Italia.
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IL CASO – Pompei, gli scavi sepolti dall’ipermarket – Aperta indagine dopo denuncia Espresso. Dopo la segnalazione del nostro giornale, il caso del centro commerciale dal cui cantiere sono emersi i resti dell’antica area industriale di Pompei è al centro di un’inchiesta ad ampio raggio della procura di Torre Annunziata. L’ESPRESSO (14|01|2014).

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I governi Monti, Letta e Renzi: tante chiacchiere sugli scavi di Pompei.
Nel dicembre 2012 il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca del governo di Mario Monti va a Pompei e afferma: “L’area che non è l’obbrobrio che tutti descrivono. Entro prossimo mese di gennaio via ai primi due cantieri del progetto Pompei, dimostreranno come l’Italia non è stata grande solo più di duemila anni fa ma lo è anche adesso. Entro il 2015 si potranno vedere cose non accessibili al pubblico ma soprattutto si realizzeranno opere di riqualificazione eliminando i problemi alla radice, come nel caso delle infiltrazioni d’acqua che minano la solidità delle mura”. Qualcosa è evidentemente andata storta se continua a cadere tutto. Massimo Bray, ministro ai Beni Culturali col senatore a vita Monti, sprizza ottimismo da tutti i pori (luglio 2013): “Le risorse ci sono, i progetti sono pronti, le gare in corso”. E come mai crolla ancora tutto? Passano gli anni, passano i governi e i ministri e resta tutto uguale. Crollano altri tre muri antichi, sparisce un altro affresco e il nuovo ministro del nuovo governo di Matteo Renzi, Dario Franceschini, ammonisce: “Pompei? L’Europa ci guarda ma noi faremo bene il nostro lavoro e restituirla al mondo”. Faranno bene il loro lavoro. E se lo faranno come i precedenti toccherà tornare fra gli scavi millenari di Pompei e scattare molte foto: fra qualche anno, l’area archeologica, visti i presupposti, potrebbe non esserci più.

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Scavi di Pompei, dalla politica italiana 20 anni di bugie

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scavi di Pompei – Torre Annunziata, la denuncia: “Area archeologica sacrificata per un centro commerciale,” FANPAGE (14|01|2014).

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scavi di Pompei - Torre Annunziata, la denuncia: “Area archeologica sacrificata per un centro commerciale,

POMPEI ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Scavi di Pompei – Torre Annunziata, la denuncia: “Area archeologica sacrificata per un centro commerciale,” FANPAGE (14|01|2014).

Dopo le rivelazioni del settimanale L’Espresso, secondo cui un centro commerciale sarebbe stato edificato su un’inedita area archeologica nei pressi degli Scavi di Pompei, l’Osservatorio Patrimonio Culturale chiede che la magistratura avvii indagini atte ad appurare le eventuali responsabilità della Soprintendenza e di chi ha rilasciato i permessi per costruire in un’area sottoposta a vincoli.
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IL CASO – Pompei, gli scavi sepolti dall’ipermarket – Aperta indagine dopo denuncia Espresso. Dopo la segnalazione del nostro giornale, il caso del centro commerciale dal cui cantiere sono emersi i resti dell’antica area industriale di Pompei è al centro di un’inchiesta ad ampio raggio della procura di Torre Annunziata. L’ESPRESSO (16|01|2014).
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/01/16/news/pompei-gli-scavi-sepolti-dall-ipermarket-aperta-indagine-dopo-denuncia-espresso-1.148864
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Un’inchiesta “a ampio raggio”. Lo scandalo della Pompei 2 sotterrata da un centro commerciale, denunciato in esclusiva dall’Espresso, è finito sul tavolo della procura di Torre Annunziata. Il procuratore capo della cittadina in provincia di Napoli e competente per l’area di Pompei, Alessandro Pennasilico, ha aperto un fascicolo e lo ha affidato a un pool di magistrati. Delle indagini si occuperanno i carabinieri, proprio mentre a Pompei la gestione degli scavi è stata da poche settimane affidata a un generale dell’Arma, il super direttore Giovanni Nistri.

La procura vuole capire come sia stato possibile che dal cantiere di un centro commerciale siano spuntati i resti dell’antica città industriale e nessuno abbia fermato i lavori. Ed è partita la caccia ai testimoni in grado di riferire su quel tesoro sommerso e misteriosamente abbandonato tra le fauci di supermarket, fast food e negozi. Nel mirino ci sono gli attori, sovrintendenze su tutti, che hanno autorizzato tutte le procedure, regolarmente eseguite a partire dal 2007, quando fu aperto il cantiere distante appena 500 metri dalla celebre via Consolare, la strada dei Sepolcri del sito archeologico più famoso del mondo, e solo ottocento metri dall’antica linea del mare.

“E’ un filone di inchiesta assolutamente nuovo per questa procura e ci pare che abbia dell’incredibile come sia potuto accadere, ma per questo dovremo fare tutti gli accertamenti e ci vorranno tempi lunghi” – spiega il procuratore capo di Torre annunziata Alessansdro Pennasilico. Che sottolinea come “per una volta sia un giornale, cioè l’Espresso, a far partire le indagini” e che “al momento non si può aggiungere altro perché siamo in una fase davvero preliminare”. Nel mirino ci sarebbe anche la società costruttrice del megashopping, la Oplonti srl, controllata da una compagnia fiduciaria e di trust citata in una interdittiva antimafia. Un aspetto questo che potrebbe aprire un secondo filone su presunte infiltrazioni mafiose nei lavori, che passerebbe per competenza alla procura antimafia di Napoli. “Vedremo” conclude il procuratore.

Intanto c’è chi affila le armi e prepara dossier. Il Movimento 5 Stelle ha pronta una interrogazione parlamentare, mentre si sono scatenate le troupe televisive internazionali che stanno per invadere Pompei. E non da turisti.

Sul sito archeologico è andata avanti un’altra inchiesta delicata e coordinata dal procuratore Pennasilico, quella sullo scempio consumato ai danni del Teatro Grande duranti i lavori di ristrutturazione del 2010. A marzo ci sarà l’udienza preliminare che deciderà sulle richieste di rinvio a giudizio e vedrà tra i principali imputati Marcello Fiori, allora commissario straordinario e oggi braccio destro di Silvio Berlusconi e Anna Maria Caccavo, rappresentante legale della Caccavo srl, società di Pontecagnano aggiudicatrice dell’appalto per la ristrutturazione del teatro. Costi gonfiati, colate di tufo, allestimenti grossolani. L’inchiesta sul Teatro Grande ha fatto tra le sue vittime, il buon gusto e il buon senso. Quel tempio è stato ridotto a un’area da villaggio Valtur dai lavori di ristrutturazione, gonfiati del 400 per cento, secondo le accuse dei magistrati. Il teatro è stato invaso da tufo e mattoni e ha perso per sempre la sua originaria e antica dimensione mentre le lamiere dei container, che venivano utilizzate come camerini degli artisti, sono incredibilmente ancora li.

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— Scavi di Pompei – Torre Annunziata, la denuncia: “Area archeologica sacrificata per un centro commerciale,” FANPAGE (24|01|2014).

Scavi di Pompei, la denuncia: “Area archeologica sacrificata per un centro commerciale”