ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA ”ANTIQUARIUM” – NUOVO MUSEO DEL FORO ROMANO, progettato dallo Studio Mario Bellini di Milano) | Client Mondadori Electa S.p.a. (2015-16) [01|2016].

Antiquarium-concept-project-del-nuovo-museo-del-Foro-a-Roma-a-cura-dello-studio-Mario-Bellini-Architects (2)

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA ”ANTIQUARIUM” – NUOVO MUSEO DEL FORO ROMANO, progettato dallo Studio Mario Bellini di Milano) | Client Mondadori Electa S.p.a. (2015-16) [01|2016].

___________

Nota: s.v., “…il Museo Palatino e ora il Museo del Foro (progettato dallo Studio Mario Bellini di Milano)…”, in:
ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I mega incassi della biglietteria del Colosseo. Chi ci guadagna davvero? Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, ARTRIBUNE (28|01|2016).

http://wp.me/pPRv6-3lQ
__________

ROMA ”ANTIQUARIUM” – NUOVO MUSEO DEL FORO ROMANO, progettato dallo Studio Mario Bellini di Milano) | Client Mondadori Electa S.p.a. (2015-16) [01|2016].

Mario Bellini è stato incaricato del progetto di riallestimento museografico dell’Antiquarium Forense, prestigioso museo fondato dal Senatore Giacomo Boni nei primi anni del ‘900 nei locali dell’ex convento  della chiesa di Santa Francesca Romana a Roma.

museo

Costruito sui resti del tempio di Venere e Roma, il complesso monumentale di Santa Francesca Romana (o Santa Maria Nova, così come denominato in età medievale) è posto nel cuore archeologico della città; ai piedi del Palatino e di fronte al Colosseo – ed è frutto di una complessa storia costruttiva che inizia attorno al 700 d.c. per arrivare fino ai primi anni del 1900 d.c. con i restauri curati appunto da Boni.

I preziosi reperti ospitati nel museo, coprono un periodo di tempo che và dagli antichi sepolcreti ritrovati da Boni stesso nella zona forense, fino alle testimonianze legate alla età repubblicana. Come si vede, un periodo cruciale per la formazione dell’Urbe e per la definizione del Mito legato alla sua fondazione.

Il museo si sviluppa su due livelli per una superficie espositiva totale di circa 730 mq, alla quale vanno aggiunti gli spazi destinati a cafeteria, book-shop, e gli spazi espositivi all’aperto, costituiti dalle rovine delle celle dei templi di Venere e Roma.

Il nuovo museo, sarà riaperto entro la fine del 2016.

FONTE | FOTO | SOURCES:

— ROMA ”ANTIQUARIUM” – NUOVO MUSEO DEL FORO ROMANO, progettato dallo Studio Mario Bellini di Milano) | Client Mondadori Electa S.p.a. (2015-16).

http://www.bellini.it/architecture/ANTIQUARIUM_MUSEUM.html

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I mega incassi della biglietteria del Colosseo. Chi ci guadagna davvero? Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, ARTRIBUNE (28|01|2016).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – Apertura del percorso del Tempio di Venere e Roma nel Foro romano. MIBAC (12/11/2010).

Roma - Apertura del percorso del Tempio di Venere e Roma nel Foro romano. MIBAC (12/11/2010).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Architetto Francesco Prosperetti – L’Antiquarium del Palatino – Biblioteca addio, sul Palatino arriva il ristorante di lusso vista Foro Romano, l’Espresso (23|11|2015).

http://wp.me/pPRv6-3d3

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Giacomo Boni (1898-1925): Il Foro Romano – Gli scavi & Visitor Center ‘Il Foro Romano’ (1900-05); Il Museo di Foro Romano di Prof. Arch. Giacomo Boni & Dott. Arch. Guido Cirilli (1900-12). in:

I.1 – ROME – PROF. GIACOMO BONI (1891-1925), THE ROMAN FORUM: THE ANTIQUARIUM FORENSE – REDISCOVERING AN ANCIENT MUSEUM & RESTORATION OF THE ANTIQUARIUM (2004-16). THE EXCAVATIONS OF THE COMITIUM (2009-2015).
Foto & Stampa varii 1 di 389 [01|2016].

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman Forum and prof. Arch. Giacomo Boni - "...how to evoke the genius of the place and make its dry bones live," Boni: (03|1903) Foto: (05|2015).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – Apertura del percorso del Tempio di Venere e Roma nel Foro romano. MIBAC (12/11/2010), FOTO & STAMPA 1 di 38 [01|2016].

Roma - Apertura del percorso del Tempio di Venere e Roma nel Foro romano. MIBAC (12/11/2010).
Advertisements

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I mega incassi della biglietteria del Colosseo. Chi ci guadagna davvero? Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, ARTRIBUNE (28|01|2016).

Bookshop-Electa-al-Colosseo-progetto-studio-di-architettura-Andrea-Mandara-photo-Claudia-Pescatori

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I mega incassi della biglietteria del Colosseo. Chi ci guadagna davvero? Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, ARTRIBUNE (28|01|2016).

ROMA – I mega incassi della biglietteria del Colosseo. Chi ci guadagna davvero? Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, ARTRIBUNE (28|01|2016).

FOTO – Bookshop Electa al Colosseo – progetto studio di architettura Andrea Mandara – photo Claudia Pescatori.

Nelle scorse settimane un deputato di Scelta Civica ha compilato fior di interrogazioni parlamentari per vederci chiaro sulle concessioni per la gestione di alcuni grandi monumenti italiani. In particolare, il Colosseo viene gestito in proroga da anni con guadagni che a prima vista risultano decisamente consistenti per il concessionario. Dopo aver riportato le anticipazioni di Repubblica sulla faccenda, abbiamo sentito anche l’altra campana. Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa.

Vi accusano di avere incassato più soldi del dovuto riguardo alla pluri-prorogata concessione per la biglietteria del Colosseo. È davvero tutto inventato? Qual è la vostra risposta?

Crediamo ci sia stato un fraintendimento e un’errata lettura degli atti di concessione da parte dell’onorevole Mazziotti, come poi si evince dal suo blog, a proposito dell’oggetto della concessione stessa. Che nel contratto recita, sulla falsariga della norma, “servizio editoriale e di vendita di cataloghi, materiali informativi“. Che altro non è che il servizio di libreria, oggetto della roy del 30.2% sul fatturato, che Mazziotti estende anche ai servizi collaterali, non previsti in gara e dunque non soggetti a roy nel contratto.

Come mai un parlamentare come Andrea Mazziotti di Celso, a vostro avviso, si “impegna” così contro di voi? Che idea vi siete fatti?
Nessuna idea. Comunque di tanto in tanto tornano sui media appelli o denunce politiche sulle concessioni dei servizi nei musei, prevalentemente per il tema della loro durata e del regime attuale di proroga reiterata. O per una presunzione di eccesso di profitto, a Roma come a Firenze, da parte dei privati.

Come ho scritto anche altrove, la perdita dell’aura che ha investito le soprintendenze italiane negli ultimi anni, per cause che sarebbe utile analizzare oltre gli appelli e le denunce, ha avuto effetti negativi anche sulle imprese private che più si sono sforzate nello stesso periodo di rendere possibile una collaborazione pubblico/privata, da molti teorizzata ma assai poco realmente sperimentata.

Ci dica dove ci sbagliamo: per quanto riguarda le mostre potete ricavare molto di più dal biglietto. La quota “mostre” del ticket vi restituisce una percentuale più alta della quota “monumento” tout court. Dunque al Colosseo c’è spesso una mostra in corso e il biglietto è pressoché obbligatorio per entrare nel monumento. Così incassate di royalties qualcosa come 10 milioni di euro l’anno, una cifra che di certo non spendete neppure lontanamente nella produzione delle mostre.

Dal 2005 Electa svolge per la Soprintendenza un insieme di servizi e di attività che il contratto definisce di valorizzazione del patrimonio, intendendo per patrimonio non il solo Colosseo o la sola area archeologica centrale, ma anche tutte le sedi del Museo Nazionale Romano (Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps, Crypta Balbi) e tutti i siti del suburbio della soprintendenza (via Appia, Parco delle Tombe della via Latina, Villa di Livia a Prima Porta, Gabii ecc.). Ciò per consentire la cura e la promozione dell’insieme dei beni, non solo di quelli autosufficienti o economicamente redditizi come il Colosseo.

Venne allora stabilito, per la concessione della valorizzazione, un principio di unitarietà e di sussidiarietà che è quello che ha sempre guidato la Soprintendenza anche nelle attività ordinarie di tutela e di conservazione: utilizzare le risorse in utile derivate dalle mostre al Colosseo o nell’area archeologica centrale per mostre, restauri, ricerche, studi, servizi accessori estesi al resto del patrimonio. Electa in questi anni non ha solo prodotto tutte le mostre della soprintendenza (al Colosseo come nelle sedi del Museo Nazionale Romano, da ultime Henry Moore e Forza delle rovine, entrambe senza biglietto specifico di ingresso), ma ha anche progettato e realizzato tutto il sistema di segnaletica della soprintendenza, il Museo Palatino e ora il Museo del Foro (progettato dallo Studio Mario Bellini di Milano), collaborato al riallestimento del Museo delle Terme di Diocleziano, dei sotterranei delle Terme di Caracalla, della Villa di Livia a Prima Porta. E così via.

Il programma annuale viene elaborato dal soprintendente e dai suoi responsabili; la spesa viene condivisa e rendicontata in trasparenza.
Quando Repubblica ha riportato le interrogazioni di Mazziotti alla Camera, molte persone a Roma hanno esultato: “Finalmente si tocca uno dei tanti bancomat della politica romana“. Non siete proprio amati. Come mai?

Non so rispondere a questa domanda. E non credo che il riferimento sia a Electa. La casa editrice, che ha settant’anni di storia e opera prevalentemente al nord, è costituita da professionalità di valore (archeologi, storici dell’arte, capo-redattori, esperti di economia della cultura…) selezionate sulla base dei loro saperi, competenze e interessi. Fra queste risorse, diverse sono impegnate nella sede romana, proprio per la concessione della Soprintendenza di Roma, che Electa dal suo avvio ha affidato alla mia responsabilità, per la mia formazione di studi (archeologia classica) e per le mie precedenti esperienze di lavoro.

Riguardo alla concessione del Colosseo e dei Fori Imperiali, cosa la soddisfa particolarmente e cosa la delude, onestamente, del servizio che date?
Importante non definire la nostra attività come la concessione dei Colosseo e dei Fori Imperiali, anche se in forma abbreviata. Quasi sempre anche da questa parziale definizione deriva la distorta analisi dei conti economici poi ripresa anche dalla stampa. La concessione riguarda undici siti e musei della soprintendenza, non i Fori imperiali che sono in gestione al Comune.

Giusta precisazione. Buttiamo giù un po’ di cose che vi hanno resi orgogliosi del vostro lavoro…

Si tratta di un insieme molto vasto e eterogeneo, dotato di un centro, di un cuore pulsante (il Colosseo e l’area archeologica centrale) che negli anni ha visto, sicuramente anche con il contributo di Electa, una crescita impressionante del pubblico dei visitatori. Al nostro inizio, il Colosseo, gratuito al primo ordine, registrava 300mila visitatori all’anno; nel 2015 abbiamo raggiunto il traguardo di 6,6 milioni di visitatori.
Sempre al nostro inizio non erano stati aperti o riaperti al pubblico Palazzo Altemps, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi. Domus Aurea, Villa dei Quintili e Cecilia Metella.

Il lavoro compiuto dalla Soprintendenza è stato immenso sul piano della ricerca, del restauro, della tutela, della gestione. Non si è riusciti a progredire ugualmente, o con lo stesso slancio, sul piano delle infrastrutture di servizi che occorrono per la cura del pubblico: e mi riferisco in particolare all’attività di progettazione (e conseguente realizzazione) di spazi idonei a ospitare i servizi per il pubblico.

Arriviamo così ai problemi…
In Italia, a Roma, nell’area dei Fori, non si sono mai del tutto risolti alcuni nodi di antica memoria: la permanenza o meno della strada di attraversamento dei Fori, le connessioni tra l’area statale e quella comunale, e così via. Roma, poi, a differenza di Milano, e forse proprio per la pressione del suo passato, non ha mai sviluppato una vera cultura dell’arredo urbano, del design, della qualità dei progetti anche di piccola scala. Ecco, questo è mancato, con conseguenze immaginabili nella gestione dei servizi in spazi inadeguati per qualità e per dimensioni rispetto ai flussi dei visitatori.

Gestire una libreria al Colosseo senza magazzino, servendo milioni di visitatori, comporta ad esempio una logistica assai complessa e costosa per il rifornimento della merce, in orari quasi notturni, che non è proprio il massimo per un editore libraio. E questi limiti certo influiscono anche sulla qualità dell’offerta.

Da cosa nasce la joint venture che vi vede, al Colosseo, alleati con Coop Culture? Cosa risponde a chi maliziosamente vede in tutto ciò una ecumenica alleanza imbattibile sul piano politico?

L’alleanza con Coopculture deriva da una vecchia intesa di Electa (allora Elemond) con la Lega delle Cooperative. L’intesa era riassunta in una lettera di poche righe, che ebbi modo di leggere tempo fa, e risaliva alla fine degli Anni Ottanta, all’Electa che non era ancora parte del gruppo Mondadori. Se malizia c’era, si riferiva ad altri protagonisti della vita politica e imprenditoriale del Paese.

Lei riesce a dirci, in maniera approssimativa ma facendoci comprendere gli ordini di grandezza, a quanto potrebbe ammontare non in valore assoluto, ma in percentuale, il margine di guadagno netto generato dalla vostra attività complessiva per la Soprintendenza?
La marginalità operativa lorda cambia a seconda del servizio o dell’attività. Inferiore al 10% per le librerie, in negativo per l’editoria, non superiore per obbligo di contratto al 14% per le mostre e la valorizzazione.

Non crede – pur contro il suo interesse – che le pubbliche amministrazioni dovrebbero guadagnare di più da queste concessioni? O per lo meno ottenere di più in termini di servizi?

Fin dall’inizio di questa attività e ancora oggi ritengo che in questo settore la crescita dell’impresa privata potrà esserci solo se in parallelo si rafforzerà la struttura pubblica di governo e controllo nella gestione del patrimonio culturale. E dunque potranno crescere le attività e i servizi di fruizione e di valorizzazione, per il pubblico come per il privato.

Il Colosseo è praticamente saturo e ha avuto un aumento incredibile di visitatori. Quali azioni prevedete per aumentare gli orari di apertura e per rendere più produttiva la giornata?

Electa, d’intesa con la Soprintendenza, ha affidato all’Università Bocconi e a un gruppo di specialisti una ricerca sulle scelte da fare per biglietti, prezzi, orari di visita per il pubblico. La ricerca, che sta per giungere a conclusione, ha rafforzato la convinzione, che c’era da tempo, della necessità non rimandabile, per l’archeologia di Roma come per la prevalenza dei musei italiani, di introdurre maggiore flessibilità, anche per una distribuzione più sostenibile dei visitatori nell’arco della giornata, o nei diversi giorni della settimana, o nelle stagioni di minore pressione turistica.
Il sistema di offerta dovrebbe essere quindi interamente rinnovato a partire dalla primavera estate 2016 in tutte le sedi della Soprintendenza. La ricerca cui facevo cenno sarà pubblicata dalla casa editrice.

Come mai, al Colosseo, avete atteso la cacciata dei terrificanti camion bar prima di offrire almeno un distributore di acqua ai vostri visitatori/clienti? Decisione della Soprintendenza?

Ogni decisione in tema di servizi al pubblico appartiene alla Soprintendenza, non al concessionario.

Piazza del Colosseo (di “proprietà” del Comune di Roma e non dello Stato come il Colosseo stesso) è l’emblema dell’anarchia, della prepotenza, dell’illegalità e del degrado che uccide Roma. Impostori, ladri, facilitatori, finti turisti, saltafila e abusivi di ogni risma. Voi siete un operatore economico importantissimo della piazza: avete mai preso posizione nettamente a riguardo?

Anche su questo piano, l’azione del concessionario ha dovuto purtroppo limitarsi a ridurre i danni che derivano da un’insostenibile situazione di degrado: intanto i danni al monumento, poi al pubblico dei visitatori, infine alla Soprintendenza e al concessionario. E per azioni finalizzate alla riduzione dei danni intendo il rafforzamento della segnaletica di orientamento, la dotazione di personale adeguato all’accoglienza e al controllo degli accessi, il rafforzamento del sistema delle prenotazioni, la crescita degli ingressi per lo smaltimento e l’ordinamento delle file.

A tal proposito, ci dà la sua visione sulla ristorazione di museo oggi in Italia? Noi siamo abbastanza disperati. Specie in raffronto all’estero.
La maggior parte dei musei italiani (non parliamo neppure dell’archeologia monumentale) è ospitata in palazzi storici, privi quindi di spazi idonei a caffetterie o ristoranti. Che, al pari delle librerie, hanno quasi sempre dovuto accontentarsi di ambienti di risulta, di infelice collocazione e di inadeguata dimensione. Con il risultato di una gestione economicamente insostenibile, e il conseguente abbassamento della qualità del servizio. Non di rado abbandonato in corso di svolgimento del contratto. Occorrono investimenti importanti per servizi di qualità, o dalla parte del pubblico, o dalla parte del privato. E formule contrattuali meno onerose di quelle che le stazioni appaltanti, nel timore dei danni erariali o di rilievi della Corte dei Conti, sono state in grado di elaborare.

Come è il rapporto con il Soprintendente Archeologico di Roma Francesco Prosperetti – titolare del Colosseo – e quale è il giudizio sulle sue visioni e i suoi progetti?

Francesco Prosperetti è un Direttore generale con una lunga esperienza nell’amministrazione dei beni culturali; sottolineo il ruolo perché anche da quell’esperienza, oltre che da caratteristiche personali, derivano, a mio parere, due specifiche che mi è sembrato di cogliere nella sua guida della Soprintendenza: la leggerezza con la quale supera le innumerevoli difficoltà operative del quotidiano spiccio e l’entusiasmo con il quale invece muove e coordina progetti più ambiziosi. La sua formazione di architetto è messa generosamente a disposizione dell’archeologia, una disciplina alla quale è profondamente legato, anche per una lunga consuetudine di vita e per un’educata curiosità alla conoscenza storica. Credo e spero che abbia in considerazione il lavoro che Electa svolge per la sua Soprintendenza.

A proposito di progetti: cosa sta facendo bene Dario Franceschini e su cosa invece si deve ancora applicare.

Gli va riconosciuto un forte impegno quotidiano in ambiti assai ampi, anche in quelli generalmente trascurati dai media e dai critici, come gli archivi, le biblioteche, i teatri. La riforma è ancora in corso di attuazione, e quindi ci vorrà del tempo per valutarla sul piano concreto della gestione del patrimonio. Lo inviterei, se potessi fargli una richiesta, a considerare alcune specificità dell’archeologia monumentale rispetto ai musei storico-artistici e ad alleggerire la struttura centrale del Ministero a favore di uffici e competenze che siano realmente di sostegno ai nuovi istituti in formazione sul territorio.

Perché le gare che riguardano il Colosseo (e altri monumenti) si sono arenate fin dal 2009? Cosa è successo?

Le gare sono state bandite nel 2010, e progressivamente sospese fino al 2015, tranne poche andate a buon fine (Paestum, Cerveteri, Ravenna, Pompei). In obbedienza a modelli artificiosamente costruiti a imitazione di esperienze straniere, senza che vi fosse conoscenza reale della situazione italiana. Modelli che non avrebbero funzionato senza una radicale riorganizzazione degli istituti: con la pretese di una libreria al pari del Louvre in spazi simili più a ripostigli delle scope che alla Piramide di Pei. Anche nella forma i bandi hanno evidenziato lacune e distorsioni, sì da non reggere ai rilievi della autorità di controllo e ai ricorsi delle società private.

Electa non ha mosso alcun ricorso; viceversa l’ha subito, per la libreria di Pompei, che è stata una gara vinta dalla casa editrice, e poi consegnata al secondo classificato per la formulazione errata da parte del Ministero di un cavillo del bando. Anche questa non è storia nuova nel nostro Paese, potrebbe essere interessante fare il conto delle concessioni aggiudicate a tavolino per effetto di ricorso e non per effettivo merito. Si scoprirebbe che le imprese, poche, sono sempre le stesse.

Come sta impostando la partita sulle nuove gare Dario Franceschini?

Ha scelto fin dall’inizio di affidarsi, per gli aspetti formali, alla Consip S.p.A., che evidentemente ha grande esperienza nel settore degli appalti per la pubblica amministrazione. Nell’auspicio che si possano significativamente ridurre ricorsi e opposizioni. Sulla base di progetti di valorizzazione affidati però ai nuovi direttori e responsabili di istituti, che sceglieranno in autonomia i servizi e le attività da esternalizzare.
E voi, aziendalmente come state impostando il futuro, quali novità? Quali innovazioni? Quali visioni? Cosa farete nel 2016 per continuare a mantenere la vostra leadership.

Electa ha sempre avuto nella sua storia lunga una vocazione “istituzionale”: a partire dagli imponenti volumi di catalogazione dei musei editati negli Anni Ottanta e Novanta. L’esperienza della Ronchey ha certamente contribuito a rafforzare tale vocazione, forse sottraendole, per la complessità degli impegni anche amministrativi che le concessioni comportano, quello sguardo di libertà e di innovazione di cui le imprese necessitano per fiorire.
Da qualche anno stiamo cercando di ricostituirlo, nell’editoria e nella promozione di mostre fuori dai musei in concessione: a Milano, Mantova, Verona, Venezia. Con risultati importanti (Giotto da ultimo), che ci confortano nella convinzione di una attività editoriale a ampio raggio, nel settore delle arti visive e dell’archeologia, da promuovere in collaborazione con il pubblico, per contribuire allo sviluppo, certo economico, ma anche di un rinnovato piacere all’educazione culturale.

Bookshop-Electa-al-Colosseo-progetto-studio-di-architettura-Andrea-Mandara-photo-Claudia-Pescatori-

FONTE | SOURCE:

— ROMA – I mega incassi della biglietteria del Colosseo. Chi ci guadagna davvero? Ecco l’intervista a Rosanna Cappelli, direttore generale di Electa, ARTRIBUNE (28|01|2016).

http://www.artribune.com/2016/01/biglietteria-colosseo-incassi-intervista-rosanna-cappelli-electa/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Architetto Francesco Prosperetti – L’Antiquarium del Palatino – Biblioteca addio, sul Palatino arriva il ristorante di lusso vista Foro Romano, l’Espresso (23|11|2015).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: La Direttice Rosella Rea: pochi custodi (…) “…Roma, Museo del Palatino dove un mese fa due malviventi hanno messo segno una rapina da 40mila euro.” Il Messaggero (08/08/2011), p. 31.

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA:E l’ex sovrintendente lasciò il Palatino Adriano La Regina trasloca dalla casa sull’Antiquarium Ma poteva rimanere fino alla fine dell’anno, CORRIERE DELLA SERA (29|09|2009).

http://wp.me/pPRv6-3d3

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. ARCHEO DISNEYLAND – UNA FLOP: Roma, Il Colosseo – The Bookstore (15|05|2015), & Prof. Cesare Brandi (1966) = “A Phony Rome for Lazy Tourist!”, in: The ‘Il Messaggero’ & The ‘NEW YORK TIMES’ (15|07|1959), p. 6.

http://wp.me/pPRv6-35h

ITALIA | ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Francesco Erbani, Perché non siamo un paese per archeologi, LA REPUBBLICA & Patrimoniosos.it (30|01|2016). FOTO: ROMA CAMPIDOGLIO, CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

15870077656_7c53379a61_o

ITALIA | ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Francesco Erbani, Perché non siamo un paese per archeologi, LA REPUBBLICA & Patrimoniosos.it (30|01|2016). FOTO: ROMA CAMPIDOGLIO, CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

— Francesco Erbani, Perché non siamo un paese per archeologi, LA REPUBBLICA & Patrimoniosos.it (30|01|2016).

Il malessere è diffuso da anni. Ma la nuova, ennesima riorganizzazione del ministero per i Beni culturali spinge una categoria che non vanta tradizioni barricadere, come gli archeologi, sul piede di guerra. In realtà è l’intero mondo incaricato di tutelare e valorizzare il patrimonio italiano a sentirsi frastornato dai ripetuti rivolgimenti. Non si fa in tempo, si sente dire, ad adattarsi a uno scombussolamento della macchina ministeriale (l’ultimo è dell’agosto 2014, seguito dalle nomine al vertice dei musei autonomi nell’agosto del 2015), ed eccone un altro, altrettanto radicale. Lettere, appelli, assemblee, sit-in: i lavoratori dei beni culturali sono in subbuglio.

La miccia esplosiva è la decisione del ministro Dario Franceschini di cancellare le 17 soprintendenze archeologiche, accorpandole con quelle che tutelano paesaggio e belle arti. In totale le soprintendenze in Italia saranno 39, più le due speciali di Roma (che perde pezzi pregiati: Appia Antica, Ostia e il Museo Nazionale Romano) e Pompei (alla quale viene tolta Ercolano). Un taglio di posti dirigenziali che consente di crearne altrettanti per guidare gli appena istituiti nuovi musei o siti archeologici autonomi. Le poltrone di soprintendente da poco assegnate ad architetti o a storici dell’arte saranno riassegnate perché ad esse potranno concorrere anche archeologi. Un carosello che, temono in molti, farà arrancare una macchina già in affanno.

È l’archeologia l’epicentro del terremoto. Un settore in cui l’Italia ha un primato e per tutelare il quale si formano ogni anno alcune migliaia di giovani. Dati precisi l’Associazione nazionale archeologi non ne ha. Ma da un censimento del 2011 e, assicurano, tuttora valido, risulta che in Italia ci sono, oltre l’università, 15 scuole di specializzazione più la Scuola archeologica di Atene alle quali accedono per selezione 600 giovani l’anno (il che fa dire a Salvo Barrano, presidente dell’Ana, «che i laureati ogni anno sono almeno il doppio »).

Che faranno dopo il biennio di corso? Il 14 per cento degli archeologi è dipendente in parte del ministero, in parte di imprese o istituzioni private. Il resto alimenta l’impressionante bacino dei precari: il 27 per cento scava a partita Iva, il 7 in forma di impresa o di cooperativa, il 14 come collaborazione occasionale. Il 62 non lavora più di sei mesi l’anno e solo il 17 copre gli interi dodici mesi. Eppure il 52 per cento ha una brillante qualifica (master di primo e di secondo livello, dottorato, corsi all’estero…). La maggioranza smette superati i 40 anni.

Lunedì a Palazzo Massimo a Roma erano in trecento e assai battaglieri ad affollare un’assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil. Tutto il personale della soprintendenza archeologica di Roma è in stato d’agitazione. Una lettera di protesta al ministro è stata firmata da 16 su 17 soprintendenti archeologi. «Grave preoccupazione» esprimono decine di studiosi di tutto il mondo in questi giorni a Roma per un convegno al Reale Istituto d’Olanda. I quali temono che si dissolvano «modelli amministrativi e forme di cultura giuridica che hanno ispirato l’ordinamento delle antichità in molte parti del mondo». Per lunedì prossimo è convocato un sit-in davanti al ministero (le proteste sono sempre di lunedì, a musei chiusi). Non c’entra con la riforma, ma una marcia sull’Appia Antica è stata organizzata per il 13 febbraio dall’Associazione Bianchi Bandinelli: è la prima iniziativa per i vent’anni dalla morte di Antonio Cederna. Ma ciò che la riforma prevede per l’Appia Antica non se ne starà sullo sfondo.

Sull’archeologia italiana si addensano fosche nubi. La quasi totalità degli scavi avviene non sulla base di un progetto culturale, bensì come effetto secondario dei lavori per un elettrodotto o per una linea ferroviaria. Si chiama archeologia preventiva. Ai lavori in zone dove si presume siano custoditi reperti assistono archeologi pagati dall’impresa, i quali intervengono se viene scoperto qualcosa. Funziona così così, a giudizio di molti (è qui che è impegnato l’esercito dei precari, pagato anche 5 o 6 euro l’ora). Ma intanto è un’occasione per alimentare conoscenze. Secondo gli archeologi Pier Giovanni Guzzo e Maria Pia Guermandi nella nuova formulazione del Codice degli appalti non vi sarebbero norme sull’archeologia preventiva. Il che vorrebbe dire che si torna al sistema per cui se scavando rinviene una struttura antica, l’impresa — ammesso che sia onesta — sospende i lavori, segnala il fatto alla soprintendenza avviando una farraginosa procedura.

La soppressione delle soprintendenze archeologiche e le norme fissate dalla legge Madia (il parere di una soprintendenza deve arrivare entro 60 giorni, altrimenti è come se si dicesse sì; il prefetto potrà intervenire sulle decisioni di un soprintendente) piombano su un apparato pubblico di tutela già indebolito dai tagli. Nel 2008 il bilancio era di poco superiore ai 2 miliardi, nel 2011 si è precipitati a 1,4 e nel 2015 si è appena appena risaliti a 1,5.
Per il 2016 Franceschini ha annunciato un incremento di 500 milioni: si tornerà a una condizione in cui per la cultura c’è pur sempre meno dello 0,30 per cento del bilancio statale (è oltre l’1 per cento la media Ue). Per archeologi, storici dell’arte, architetti, bibliotecari, archivisti vige il blocco del turn over che interessa il pubblico impiego e i 500 nuovi posti messi a concorso nel 2016 copriranno a malapena i pensionamenti (l’età media dei funzionari supera i 55 anni).

La tutela del patrimonio, si sente lamentare nelle assemblee, nei blog e sui siti, è ormai una chimera. Uno dei punti roventi è l’Appia Antica, che le nuove norme hanno sganciato dalla soprintendenza di Roma e trasformato in una struttura autonoma. La soprintendenza romana a sua volta è disintegrata: si occuperà del Colosseo, del Palatino e dell’area archeologica centrale, con una cassaforte di ol- tre 44 milioni d’incassi finora spalmati su gioielli meno remunerativi, come l’Appia Antica. Ma ora che succederà? Il futuro direttore dell’Appia Antica (3.500 ettari, un pezzo di città, nessun biglietto d’ingresso, quasi tutta in mano a privati, tranne la villa dei Quintili, la tomba di Cecilia Metella o il Circo di Massenzio) dovrà impegnarsi soprattutto nella valorizzazione. Che sarà separata dalla tutela e dalla guerra agli abusivi (1,3 milioni di metri cubi di nuove edificazioni). Le quali funzioni passano a una delle tre soprintendenze laziali, con il rischio che nei conflitti di competenza si perda un patrimonio di documentazione e di esperienze maturate nel fronteggiare gli assalti a un luogo così prezioso. Compreso l’accurato piano di gestione presentato appena un anno fa da Rita Paris, che dal 1996 dirige l’Appia Antica e le cui conoscenze sono imprescindibili per la tutela dell’area.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA & Patrimoniosos.it (30|01|2016).

FOTO | FONTE | SOURCE:

— 1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: La rabbia degli archeologi «Usate i ricercatori italiani», CORRIERE DELLA SERA (27|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2vL

— 1.1). ITALIA ARCHEOLOGIA, BENI CULTURALI & RESTAURO ARCHITETTURA – “ART BONUS” & “ZERO COST” – Il Colosseo di Rea & Manacorda (2014), ma: Dimenticato nel seminterrato fra polvere e topi, la fine dell’archivio dei tesori puglies, LA REPUBBLICA | BARI (29|08|2014).

http://wp.me/pPRv6-2uD

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Manlio Lilli, “Riforma Sovrintendenze: Dario Franceschini, ministro del Turismo senza Beni culturali,” Il Fatto Quotidiano.it (25|01|2016).

http://wp.me/pPRv6-3lq

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ECCO DUE STUPENDI SARACOFAGI IN TERRACOTTA DA TARQUINIA – SULLE TRACE DEL SARCOFAGO MISTERIOSO, Il Messaggero (31|01|2016), p. 20 di Fabio Isman | FACEBOOK (31|01|2016).

12604834_10208740153769311_8074094947622140792_o

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ECCO DUE STUPENDI SARACOFAGI IN TERRACOTTA DA TARQUINIA – SULLE TRACE DEL SARCOFAGO MISTERIOSO, Il Messaggero (31|01|2016), p. 20 di Fabio Isman | FACEBOOK (31|01|2016).

— ECCO DUE STUPENDI SARACOFAGI IN TERRACOTTA DA TARQUINIA – SULLE TRACE DEL SARCOFAGO MISTERIOSO, Il Messaggero (31|01|2016), p. 20 di Fabio Isman | FACEBOOK (31|01|2016).

FONTE | SOURCE:

— Fabio Isman | FACEBOOK (31|01|2016).

https://www.facebook.com/fabio.isman?fref=nf

s.v.,

— ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dal blog di Giuliano Volpe. Recuperato il ‘bottino’ del ‘re degli scavi’ clandestini al Sud, PATRIMONIOSOS.IT (24|01|2015).

http://wp.me/pPRv6-2H9

— ITALIA BENI CULTURALI: “OPINION – The Great Giveback,” THE NEW YORK TIMES (03 February & 26 JANUARY 2013), p. SR12.

http://wp.me/pPRv6-1ii

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Gustavo Giovannoni & Prof. Corrado Ricci – “Prodromi per la fondazione dell’ “Istituto Centrale del Restauro” e per la ‘scientificizzazione’ (archeometrica) della pratica restaurativa (1920-30),” in: Dott. Ferruccio Canali, GUSTAVO GIOVANNONI E CORRADO RICCI ‘AMICISSIMI’ (1904-1932), «Bollettino SSF», 18-19, (2009-2010).

gg cr

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Gustavo Giovannoni & Prof. Corrado Ricci – “Prodromi per la fondazione dell’ “Istituto Centrale del Restauro” e per la ‘scientificizzazione’ (archeometrica) della pratica restaurativa (1920-30),” in: Dott. Ferruccio Canali, GUSTAVO GIOVANNONI E CORRADO RICCI ‘AMICISSIMI’ (1904-1932), «Bollettino SSF», 18-19, (2009-2010).

FONTE | SOURCE:

— Dott. Ferruccio Canali, “GUSTAVO GIOVANNONI E CORRADO RICCI ‘AMICISSIMI’ (1904-1932). Un rapporto di «cortese amicizia e di alta mentalità, infervorata dei nostri ideali» per la formazione dei nuovi architetti, per la Tutela dei Monumenti italiani e per la costruzione di un’«italiana attività creatrice nel campo dell’architettura», IN: «Bollettino SSF», 18-19, (2009-2010), pp. 65-89.

Dott. Ferruccio Canali, Università degli Studi di Firenze (University of Florence), DIDA Department of Architecture, Faculty Member [ACADEMIA.EDU] (01|2016).

https://www.academia.edu/10795493/Gustavo_Giovannoni_e_Corrado_Ricci._Lepistolario_inedito_tra_Storiografia_e_Restauro

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Giacomo Boni e Corrado Ricci ‘Amicissimi’ Tra Roma e Venezia. Questioni di Archeologia, Conservazione e Restauro dei Monumenti Nell’ Italia Unita (1898-1925); di Dott. Ferruccio Canali, STUDI VENEZIANI, n.s., LXVI (2012) [PDF], pp. 575-656.

http://wp.me/pPRv6-2XY

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: PARCO DEI FORI IMPERIALI & VIA DEI MONTI di G. Giovannoni, G. Boni, C. Ricci & V. Morpurgo (1911-13 & 1919|1924), Foto: “Dall’ alto dell Palatino, Giacomo Boni spiega al Presidente Alvear (Argentina) il Foro Romano,” (1922).

http://wp.me/pPRv6-2no

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Gustavo Giovannoni, Prof. Giulio Carlo Argan, & Prof. Cesare Brandi, in: “Archeometria e restauro,” di Paolo Marconi. Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (2008) [11|2014].

http://wp.me/pPRv6-2sA

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Gustavo Giovannoni & “The Origins of Modern Conservation Theory in Fascist Italy,” By: Prof. S. W. Semes, TRADITIONAL BUILDING PORTFOLIO (2013-14).

http://wp.me/pPRv6-2st

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: “Ok Muppet spostare l’antenna un po ‘più a destra, grande, il segnale per Don Matteo è perfetto.” [Nota: Don Matteo è una serie televisiva italiana; ritrasmesso a Washington DC nel italiano con sottotitoli in inglese]. (31|01|2016).

Sentinel-1_over_Italy.jpg

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA: “Ok Muppet spostare l’antenna un po ‘più a destra, grande, il segnale per Don Matteo è perfetto.” [Nota: Don Matteo è una serie televisiva italiana; ritrasmesso a Washington DC nel italiano con sottotitoli in inglese]. (31|01|2016).

FONTE | SOURCE:

— Don Matteo è una serie televisiva italiana, prodotta dalla Lux Vide[1] in collaborazione con Rai Fiction. Viene trasmessa su Rai 1 dal 7 gennaio 2000 – oggi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Don_Matteo

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Manlio Lilli, “Riforma Sovrintendenze: Dario Franceschini, ministro del Turismo senza Beni culturali,” Il Fatto Quotidiano.it (25|01|2016). Foto: Roma, Il Foro Romano & Arco di Tito (28|09|2015).

55862002_929e36b8a4_o (1)

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Manlio Lilli, “Riforma Sovrintendenze: Dario Franceschini, ministro del Turismo senza Beni culturali,” Il Fatto Quotidiano.it (25|01|2016). Foto: Roma, Il Foro Romano & Arco di Tito (28|09|2015).

“Perseverate, e serbatevi a miglior avvenire” ripete Matteo Renzi dal palco del teatro Bibiena di Mantova, in occasione dei festeggiamenti per il titolo di capitale della cultura italiana 2016. Il latino dopo l’inglese per il premier che ha deciso di trasformare il Paese. Insieme al ministro Franceschini per quel che riguarda i Beni culturali. Una mutazione genetica, inseguita a suon di “riorganizzazioni”. Un sovvertimento degli obiettivi, praticato attraverso una radicale variazione degli strumenti e delle modalità utilizzati finora. Una frenetica ricerca di smontare che restituisce dignità persino ai decenni più bui del Ministero. Dopo il “silenzio-assenso”, che avrà il potere di portare a termine i cantieri fermi e di avviare quelli in attesa di partire, poi dei direttori dei musei e di molto altro, è ora la volta delle Soprintendenze archeologiche e di quelle paesaggistiche. Accorpate. “Le nuove soprintendenze parleranno con voce unica a cittadini e imprese riducendo tempi e costi burocratici. La riorganizzazione prosegue nella strada di valorizzazione del patrimonio”, si legge sul sito del Mibact.

Ecco a voi le ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’. Si mette insieme quel che a lungo è stato separato. Così “a un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta. Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, che garantirà il coordinamento delle soprintendenze su tutto il territorio nazionale”. Efficienza e rapidità saranno i nuovi caratteri della struttura, si dice. In realtà, quanto tutta la nuova architettura si mostri pericolosa è agevole rilevarlo. Il punto di partenza del ragionamento che sembra guidare la rivoluzione, imposta da Franceschini e suggerita da Renzi, chiaro. Si fondono “paesaggio” e “patrimonio”. Ambiti che evidentemente costituiscono una superiore unità, associata al più alto livello valoriale di una determinata società o nazione. Elementi garantiti dal celebre articolo 9 della nostra Costituzione. Parti di un tutto.

Quel che invece suscita perplessità è la convinzione che tutela e sviluppo si possano perseguire con una struttura organizzativa unica. Meglio, sostanzialmente unica. Già, perché “La nuova articolazione territoriale, che realizza una distribuzione dei presidi più equilibrata ed efficiente, è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori”, si afferma. Ma poi, come ben sa chi con i territori ha una consolidata familiarità, la realtà sembra essere molto diversa. I problemi ai quali con difficoltà spesso si dava risposta con la vecchia organizzazione, troveranno davvero soluzione con la nuova? Diminuiranno progressivamente fino a scomparire le tante criticità imputate a ispettori e Soprintendenti?

La risposta non può che essere negativa. Sfortunatamente, per il patrimonio italiano. Patrimonio che con queste premesse non è difficile ipotizzare che venga sempre più marginalizzato. Ben inteso, marginalizzato nel suo ruolo principale, quello di modello, di riferimento identitario. Perché sul valore monetario, sul suo ruolo commerciale, non c’è da dubitare. Su quello si punta forte. Peggio, si punta tutto. Ed eccoci all’idea di fondo di Renzi-Franceschini, l’uno parte dell’altro in questa visione degradata del patrimonio e della sua tutela. A contare è soprattutto la valorizzazione di un sito archeologico, come di un singolo monumento. Di una vallata in campagna come di un parco urbano. Altrimenti si tratta solo di pietre, di spazi “vuoti”. Insomma questioni trascurabili.

“Sono alla guida del più importante Ministero economico italiano: l’avevo detto come battuta nel giorno del giuramento da ministro, dopo questi mesi ne ho la certezza”. A dirlo nel giugno 2014, il ministro Franceschini, a Pollenzo per l’inaugurazione della Scuola di cucina ideata dall’Università di Scienze Gastronomiche e da Slow Food. Della serie “l’aveva detto”. Il ministro l’ha sbandierato fin da subito. A lui interessa il turismo. I Beni culturali solo lo strumento per aumentare il flusso dei visitatori. Quindi perché stupirsi di come abbia voluto “sistemare” le Soprintendenze? Di come abbia voluto mortificare non solo i funzionari di oggi ma quelli che lungo la storia d’Italia hanno scritto pagine memorabili per la salvaguardia e la valorizzazione di tanta parte del Patrimonio? Davvero sarebbe stato difficile aspettarsi misure diverse dal ministro che ha ufficializzato la possibilità di sostituire ai professionisti i volontari. Nessuna sorpresa. Semmai qualche sorpresa provoca la posizione assunta anche in questa occasione dal Consiglio superiore dei Beni Culturali. Nessun tentativo di opporsi all’accorpamento. Anzi un plauso quasi senza “se” da parte del Presidente, Giuliano Volpe secondo il quale “Chi pensava che si trattava solo di una riorganizzazione amministrativa fatta sotto il peso della spending review si sbagliava. Si tratta, al contrario, di un disegno politico-culturale complessivo”.

Il problema è forse proprio quello. Non è una semplice Riforma. “Si tratta di un disegno politico-culturale”. Tutt’altro che giunto a compimento.

FONTE | SOURCE:

— Dott. Manlio Lilli, “Riforma Sovrintendenze: Dario Franceschini, ministro del Turismo senza Beni culturali,” Il Fatto Quotidiano.it (25|01|2016).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/25/riforma-sovrintendenze-dario-franceschini-ministro-del-turismo-senza-beni-culturali/2402473/

FOTO | FONTE | SOURCE:

— lan4t, Rome – “What’s with all the cameras”, FLICKR (September 28, 2005) [01|2016].

What's with all the cameras

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ITALY – The People of Rome sends Iran’s President Iranian President Hassan Rohani a nice gift commemorating his recent visit to the Eternal City. THE NEW YORK TIMES (30|01|2015).

12604857_1188439641184433_729267132950772337_o

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ITALY – The People of Rome sends Iran’s President Iranian President Hassan Rohani a nice gift commemorating his recent visit to the Eternal City. THE NEW YORK TIMES (30|01|2015).

Following the recent visit last week in Rome by Iran’s President Iranian President Hassan Rohani, the people of Rome sent Rohani a nice gift to commemorate his recent visit to the Eternal City. The gift, a bronze statue of an unknown Italian woman, the statue is not just a priceless work of art. But rather representing the legacies of ancient Greece and Rome, the cradles of democracy and Western civilization. The bronze statue is similiar to many marble masterpieces that were rediscovered during the Renaissance and studied by great artists who came up with a fresh vision for the world, one that gave renewed importance to “humanitas” – humanity and human dignity – and which ultimately set off the series of scientific, political and social revolutions that created the modern world. The new bronze statue of an unknown Italian woman is similiar in work and style as that of: Antonio’s Corradini Antonio, “Modesty,” (1751), the marble statue of Corradini located in the Cappella Sansevero, Napoli, Italy. Antonio Corradini lived from 1668 until June 1752, and he worked as a Rococo sculptor in Venice. There’s not a lot known about him, but he’s most famous for his veiled women, and it’s not hard to see why. Her smooth skin shines right through the thin ripples of the veil resting softly – it spills off noses and ears like tiny waterfalls of marble. But the eyes can always be seen so clearly, closed against the veil pressed against them.

FONTE | SOURCES:

— THE NEW YORK TIMES (30|01|2015).

http://takingnote.blogs.nytimes.com/2016/01/27/italys-strange-choice-to-hide-its-art/

— Antonio Corradini’s Veiled Sculpture (01|08|2013).

http://www.thingsworthdescribing.com/2013/08/01/antonio-corradinis-veiled-sculpture/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Alessandro Viscogliosi, L’architettura dei Fori Imperiali, alla luce dei recenti scavi. Roma, Auditorium Parco della Musica, ROMA TODAY (24|01|2016). Foto: Basilica Ulpia | Foro di Traiano di Prof. James E. Packer, Dr. Arch. Kevin Lee Sarring (2001 | 1997) & John Burge (2001).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. James E. Packer, 'Il Foro di Traiano a Roma : breve studio dei monumenti | di James E. Packer : ricostruzioni architettoniche di John Burge, James E. Packer, e Kevin Sarring, Roma : Quasar (2001). pp. 1-256, Illustrazioni: 175 ill; 1 tav. f.t.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Alessandro Viscogliosi, L’architettura dei Fori Imperiali, alla luce dei recenti scavi. Roma, Auditorium Parco della Musica, ROMA TODAY (24|01|2016). Foto: Basilica Ulpia | Foro di Traiano di Prof. James E. Packer, Dr. Arch. Kevin Lee Sarring (2001 | 1997) & John Burge (2001).

ROMA – Prof. Arch. Alessandro Viscogliosi, L’architettura dei Fori Imperiali, alla luce dei recenti scavi. Roma, Auditorium Parco della Musica, ROMA TODAY (24|01|2016).

L’architettura dei Fori Imperiali, alla luce dei recenti scavi di Alessandro Viscogliosi.

Auditorium Parco della Musica: Domenica 24 gennaio 2016 – Sala Sinopoli ore 11

A voler drasticamente sintetizzare, due caratteristiche risultano comuni a tutti i Fori Imperiali, li differenziano da altri Fori coevi e consimili, e permettono di riconoscerne ascendenti e discendenti nella storia dell’architettura: un progetto sostanzialmente unitario, ed un fortissimo messaggio politico ad essi sotteso.

Si prenda ad esempio il Foro Romano: accompagna Roma dalla sua creazione come fenomeno urbano, ne segue le vicende politiche, parametrandole in senso architettonico, presenta in ogni fase storica una veste architettonica diversa, e non è mai stato oggetto di una progettazione globale. Altrettanto era accaduto per l’agorà di Atene, e per le piazze di quasi tutte le città del mondo romanizzato.

Fori Imperiali, invece, sono progettati di volta in base ad un’idea architettonica, che può precisarsi in itinere, come ogni grande pensiero artistico, senza però perdere mai i propri connotati originali; una volta completati, fatti salvi i restauri dovuti a cause accidentali, restano sostanzialmente immutati fino alla fine dell’Evo Antico.

FONTE | SOURCES:

— 1). ROMA – Prof. Arch. Alessandro Viscogliosi, L’architettura dei Fori Imperiali, alla luce dei recenti scavi. Roma, Auditorium Parco della Musica, ROMA TODAY (24|01|2016).

http://www.romatoday.it/eventi/fori-imperiali-architettura-auditorium-24-gennaio-2016.html

FOTO | FONTE | SOURCES:

— 2.1). Foto | Top di Prof. James E. Packer, personal communication (September 2000), later republished in:

Prof. James E. Packer, ‘Il Foro di Traiano a Roma : breve studio dei monumenti | di James E. Packer : ricostruzioni architettoniche di John Burge, James E. Packer, e Kevin Sarring, Roma : Quasar (2001). pp. 1-256, Illustrazioni: 175 ill; 1 tav. f.t.

— 2.2). Foto | Bottom di Prof. James E. Packer (1997), in: ROMAN ARCHITECTURE – THE FORUM OF TRAJAN: Prof. James E. Packer, THE FORUM OF TRAJAN IN ROME. VOL. I-II, and PORTFOLIO. Berkeley: University of California Press (1997), in: “TRAJAN’s FORUM (Prof. Packer)”, in: “DACIA: DECODING TRAJAN’s COLUMN,” A feature documentary in production 2011-12. This Kogainon Films production is planned for 2011-12 in partnership with National Geographic Magazine (Romania) [05|2015].

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITTETURA: Risorge la Basilica Ulpia con l’innalzamento delle colonne – I lavori inizieranno entro la fine dell’anno, più veloci quelli sul Foro di Traiano, CORRIERE DELLA SERA (03|05|2015).

http://wp.me/pPRv6-30D

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: S. ZEGGIO, Le aree studio. L’antico che torna alla luce. Valle del Colosseo, velia, Largo Corrado Ricci, Fori Imperiali, in R. PANELLA (a cura), Roma la città dei Fori. Progetto di sistemazione dell’area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo, Roma 2013, [ITALIANO & ENGLISH] [pdf] pp. 72-107. [FOTO: Dott.ssa Arch. Paola Giannone | Roma | FACEBOOK (04|04|2015)].

http://wp.me/pPRv6-3kL

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Un marmo sopra l’altro così rialzeremo le colonne del Foro di Traiano”, LA REPUBBLICA (15|04|2015). The Forum of Trajan, comments by prof. James E. Packer | FACEBOOK (15|04|2015).

http://wp.me/pPRv6-2Y1

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Museo dei Fori Imperiali – “Il Laboratorio s.r.l.” dell’Prof Arch. P. Martellotti & Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (1999-2002) | The Museum of the Imperial Fora by: “Il Laboratorio s.r.l.” Prof. P. Martellotti | Dr. B. Baldrati (1999-2002). Foto & stampa varii 1 di 44.

1.2. Rome - The Markets of Trajan / Museum of the Imperial Fora: Dr. Arch. Barbara Baldrati "il Laboratorio srl": The Studies, Drawings, and Recomposition of the Marble Architectural Sculptural Elements of the Imperial Fora (1999-2002).

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Visitor Center Fori Imperiali (1999-2013) | I Fori Imperiali – Punto di informazioni turistiche (2013-15). Foto & stampa varii 1 di 198.

Rome, Visitor Center Imperial Fora (2005): Entrance to the visitor center of the Imperial Fora of Rome.

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Alessandro Viscogliosi, I fori imperiali nei disegni di architettura del primo Cinquecento. Editore | Gangemi (collana Arti visive, architettura e urbanistica), ROMA (2000), pp. 1-256.

http://www.ibs.it/code/9788849200287/viscogliosi-alessandro/fori-imperiali-nei.html

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Alessandro Viscogliosi, “Il foro Traiano riesaminato” [= PACKER JAMES E. , THE FORUM OF TRAJAN IN ROME: A STUDY OF THE MONUMENTS 1–3, with architectural reconstructions by SARRING KEVIN LEE and PACKER JAMES E. (University of California Press, Berkeley 1997). Pp. xxx + 656], in: Journal of Roman Archaeology, Vol. 12, January (1999), pp 600-613.

http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=9117221&fileId=S1047759400018420

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “… e de tu nonno in cariola!” Di margherita ~ “La Verità è nascosta fra le pieghe della Storia”, ROMA (22|01|2016).

Source: Foto, elemosiniere di Santa Maria Portae Paradisi (Via di Ripetta) chiede un obolo per i malati mostrando questa triste condizione. ROMA, IN: “… e de tu nonno in cariola!” “… e de tu nonno in cariola!” Di margherita ~ “La Verità è nascosta fra le pieghe della Storia”, ROMA (22|01|2016).

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Chiusura del Parco Colle Oppio e riparazione della cancellata, sono felice che gli indirizzi impartiti dal Consiglio con la mozione a mia firma del 2014 siano finalmente realizzati! Di Nathalie Naim, Roma | FACEBOOK (30|01|2016).

12651255_10153935515072139_2591124200094298737_n

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Chiusura del Parco Colle Oppio e riparazione della cancellata, sono felice che gli indirizzi impartiti dal Consiglio con la mozione a mia firma del 2014 siano finalmente realizzati! Di Nathalie Naim, Roma | FACEBOOK (30|01|2016).

ROMA – Chiusura del Parco Colle Oppio e riparazione della cancellata, sono felice che gli indirizzi impartiti dal Consiglio con la mozione a mia firma del 2014 siano finalmente realizzati!
Prot. n. CA/25059/2014
Municipio Roma I Centro
Mozione n. 15 del 27.2.2014

OGGETTO: Richiesta di provvedere alla chiusura notturna del Parco di Colle Oppio e di eseguire la dovuta manutenzione nella recinzione del parco
Proponente: N. Naim (L.C. Marino).

Premesso
che il parco di Colle Oppio si estende su una buona parte della superficie anticamente occupata dalle Terme di Traiano e di Tito e custodisce i resti della Domus Aurea;
che nel 1871, l’area venne destinata a giardini pubblici. Il primo nucleo del parco fu realizzato tra il 1928 ed il 1932, dall’architetto Raffaele De Vico;
che ai sensi della Carta Internazionale dei Giardini Storici di Firenze Colle Oppio è considerato “una composizione architettonica e vegetale che dal punto di vista storico o artistico presenta un interesse pubblico. Come tale è considerato come un monumento…” “che deve essere salvaguardato secondo lo spirito della Carta di Venezia. Tuttavia, in quanto monumento vivente, la sua salvaguardia richiede delle regole specifiche “;
che ai sensi Art. 22 e 23 della carta di Firenze l’amministrazione comunale deve prendere le disposizioni finanziarie per favorire la conservazione, e “che se un giardino è chiuso da mura, non bisogna eliminarle senza considerare tutte le conseguenze dannose per la modificazione dell’ambiente e per la sua salvaguardia che potrebbero risultarne”;
che per tutti i parchi e giardini recintati di Roma è prevista l’apertura all’alba e la chiusura al tramonto;

Considerato
che i cancelli del giardino di Colle Oppio da diverso tempo vengono lasciati aperti;
che il Servizio Giardini riferisce di non avere avuto dal Comune i fondi necessari per dare l’appalto a una cooperativa;
che a causa della presenza notturna di numerose persone all’interno del parco si è creata una situazione di gravissimo degrado che oltre al parco interessa anche l’area giochi per i bambini che a dire dei genitori è diventata inutilizzabile in quanto il luogo oltre a essere vandalizzato viene anche utilizzato come gabinetto pubblico;
che secondo la Soprintendenza queste persone penetrano all’interno della Domus Aurea e costituiscono un pericolo sia per il bene archeologico che per la loro stessa incolumità;
che la recinzione del parco in alcuni punti è rotta consentendo, anche qualora i cancelli fossero chiusi, di penetrare nel parco;

IL CONSIGLIO IMPEGNA
Il Presidente e Assessori competenti a chiedere a Roma Capitale di intervenire per applicare le disposizioni vigenti relative all’apertura chiusura del parco, di richiedere quotidiane verifiche delle forze dell’ordine per assicurare prima della chiusura la non presenza di persone al suo interno e di procedere con la dovuta manutenzione della recinzione, onde chiudere eventuali aperture nella stessa.
Il Presidente, assistito dai Consiglieri Ricciardelli, Di Serio e Tozzi, che fungono da scrutatori, pone in votazione, per alzata di mano, la suestesa proposta di Mozione che risulta approvata all’unanimità con 11 voti favorevoli, nessun contrario e 6 astenuti (Conss. Marchi, Giuntella, Aubert, Di Serio, Curcio, D’Ubaldo).
Il Segretario Il Presidente del Consiglio F.to Maria Pia Bellini F.to Yuri Trombetti

FONTE | FOTO| SOURCE:

— ROMA – Chiusura del Parco Colle Oppio e riparazione della cancellata, sono felice che gli indirizzi impartiti dal Consiglio con la mozione a mia firma del 2014 siano finalmente realizzati! Di
Nathalie Naim, Roma | FACEBOOK (30|01|2016).

https://www.facebook.com/nathalie.naim?fref=nf

OSTIA ANTICA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Ostia Antica da valorizzare, lo dice anche il Wall Street Journal”. Bordoni (Fi) torna sulla questione; Il Ouotidiano di Litorale (30|01|2016) & THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016) & CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

wsj ostia

OSTIA ANTICA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Ostia Antica da valorizzare, lo dice anche il Wall Street Journal”. Bordoni (Fi) torna sulla questione; Il Ouotidiano di Litorale (30|01|2016) & THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016) & CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

______
“…Unico punto dolente: i servizi igienici. Non è possibile che per un sito di questo genere ci siano bagni che vengono puliti una volta al giorno! Ma è possibile che qui nessuno si faccia venire un’idea per trovare una soluzione? Eppure io pagherei un euro per fruire di un servizio pulito… Allora, caro ministro Franceschini un consiglio: dopo la festa, rimbocchiamoci le maniche e mettiamo in moto l’immaginazione per farci venire delle idee, impariamo a programmare per raggiungere standard europei, perché, sì, il patrimonio che abbiamo noi, non ce l’ha nessuno ed è scandaloso che noi non sappiamo sfruttarlo,” Di CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

______

1). OSTIA ANTICA – In Ostia, a Search for the Secrets of Rome’s Port – Archaeological projects abound; where’s Santa Monica’s tomb? THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016).

As ancient Rome’s main port, Ostia welcomed grain, wine, livestock and olive oil from North Africa and Southern Italy to feed one million Romans. Yet despite an archaeological site spanning more than 150 football fields, Ostia attracts one-ninth as many visitors as Pompeii, and few signs help tourists find the train from Rome to Ostia. Once there, visitors must find the ruins virtually by intuition. But change may be afoot.

In coming months, projects in Ostia Antica (ancient Ostia) will reconstruct an unearthed ship, excavate a villa in search of the remains of Santa Monica—the mother of the theologian and philosopher St. Augustine and the center of a cult herself—and recoup ruins covered in decades of vegetation. The Italian government, private organizations and international universities will all play roles in these projects.

Ostia, like Italy’s volcano-ravaged archaeological sites of Pompeii and smaller Herculaneum, offers something that bustling Rome can’t: a chance to stroll through a continuous collection of ruins of a 2,000-year-old community. “Ostia is a door onto ancient Rome and is the best reflection of what the city was like in its heyday,” said Darius Arya, an archaeologist who is chief executive and co-founder of the American Institute of Roman Culture, a U.S. nonprofit group that is leading the dig at the villa.

The new projects come after some key findings in 2014. Researchers led by teams from the U.K.’s University of Southampton and University of Cambridge used new methods to scan and map buried Roman-era structures on the far side of the Tiber River, which was thought to have been beyond the confines of Ostia Antica. The discovery showed that walled Ostia was a third larger than originally thought.

A bigger-than-expected Ostia, in turn, revises researchers’ estimates of how large an operation Rome needed to keep itself adequately supplied, said Paolo Carafa, a professor of antiquities at Rome’s La Sapienza University.

Dr. Arya, whose digs are funded principally by donations, is helping lead a team of researchers and students in uncovering the remains of a large villa that lies near a series of huge rock slabs that are the remnants of a Roman road. Dr. Arya has hypothesized that the last resting place of Santa Monica is in the park where he and his team are digging.

Though Santa Monica died in Ostia, her official tomb is in Rome’s Basilica of St. Augustine. Some experts doubt, however, that the saint’s remains are actually there. Dr. Arya hopes to find evidence of Santa Monica’s tomb while his team uncovers the villa and other structures in the park.

Ostia received more than $5.6 million in Italian government funds in 2014 (last year’s figure isn’t yet available). Some of the money has gone to fixing up what was the main road through Ostia, including the removal of decades’ worth of overgrown vegetation. With vast areas of Ostia still to be discovered, part of the annual budget is directed toward new digs, though that isn’t a priority. “There is a lot you can do by studying what you have uncovered and by using new technologies to evaluate what is still underground,” said Cinzia Morelli, the director of the Ostia archaeological site.

Today, visitors can ramble among the remains of shops, baths, stadiums, fountains, theaters, chapels, temples, houses and barracks for a fire brigade. “Ostia’s private dwellings are something that we can’t see today in Rome,” said Prof. Carafa. “In Rome, one residential building from antiquity has survived, while in Ostia, we have streets full of them.”

Ash, lava and other debris spit out by Vesuvius in its massive eruption in 79 A.D. preserved Pompeii and Herculaneum, which lie a few hours’ drive to the south, in phenomenal shape. Ostia, 15 miles southwest of Rome, escaped that catastrophe and went on to suffer centuries of wear and tear.

Ostia promoters are calling for a bigger push by Italy to promote the site. In 2015, visitors to the Ostia archaeological site totaled 321,000—tiny compared with the 6.6 million who checked out the Roman Colosseum and Forum. Still, that was a 9% increase from the number of visitors five years ago. Word may be spreading that there’s more to see in Ostia than its low profile suggests.

FONTE | SOURCE:

— THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016).

http://www.wsj.com/articles/in-ostia-a-search-for-the-secrets-of-romes-port-1454089086

2). OSTIA ANTICA – Ostia Antica, castello Giulio II chiuso. Bordoni (Fi): “Situazione inspiegabile”, Il Quotidiano del Litorale (30|01|2016).

La Soprintendenza chiarisca, non ci sarebbero lavori in corso.

“Riaprire al pubblico il Castello rinascimentale di Ostia Antica, inspiegabilmente chiuso da altre un anno”.
La denuncia arriva dal coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni e riguarda uno dei monumenti più belli del litorale romano ma assai poco conosciuto: il Castello che Giuliano della Rovere, quando era Vescovo di Ostia, fece costruire come presidio sul Tevere: il Castello di Giulio II.
“Il Castello, all’interno del Borgo di Ostia Antica- spiega Bordoni- ha grandissime potenzialità turistiche, sia per la sua bellezza e interesse architettonico, sia perché sorge a poche decine di metri dall’area archeologica degli Scavi di Ostia Antica. Questi ultimi, con oltre 800 mila ingressi l’anno, risultano al 17esimo posto tra i musei più visitati d’Italia. E in tantissimi, infatti, ogni giorno dagli scavi si spingono all’entrata del Castello nella speranza di poterlo visitare. Non ultimo, Ostia Antica si trova a pochi minuti di strada dall’aeroporto internazionale di Fiumicino e con una giusta promozione potrebbe diventare un must tra le mete turistiche. Da oltre un anno il monumento risulta ufficialmente chiuso per restauro, sebbene non vi sia traccia di alcun tipo di intervento in corso né di ingresso o uscita di personale. Ma già in passato le aperture erano rare, ridotte a poche giornate al mese. Spesso si parla di spese di gestione degli spazi culturali. Beh, viste le lunghissime file di turisti nelle rare occasioni di visita, sono convinto che, anche con un biglietto di ingresso di pochi euro, il Castello di Giulio II sarebbe in grado di autofinanziarsi.
E’ una follia tenere chiuso questo monumento a altissimo potenziale turistico e che con l’interesse che è capace di generare, può autofinanziarsi. Basterebbe il pagamento di un biglietto di pochi euro a sostenere le spese per il personale addetto all’apertura del monumento. Convinto della necessità di riaprire il Castello, tramite un deputato di Forza Italia, l’on. Francesco Maria Giro, abbiamo anche presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini. Lo scorso anno la Regione Lazio realizzò un video sugli scavi e sul borgo di Ostia Antica, proiettandolo nel padiglione Italia dell’Expo’. Un bellissimo omaggio, emozionante e peccato che il Castello, durante l’ultimo anno non è stato visitabile”.

La scheda tecnica
(dal sito della Soprintendenza di Roma)
Nel 1483 il vescovo di Ostia cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, iniziò la costruzione del castello di Ostia. Il fortilizio inglobò la più antica torre circolare, edificata nel 1423-24 da papa Martino V Colonna, che divenne il mastio della nuova costruzione.
Nella rocca aveva sede la dogana pontificia, che regolava il pagamento delle gabelle per le merci che arrivavano a Roma via mare. Asceso al soglio pontificio, Giulio II (1503-1513) ordinò importanti trasformazioni: fu costruito sul lato occidentale del cortile, ristrutturando alcuni ambienti di epoca borgiana, un vero e proprio appartamento papale. I tre piani dell’edificio furono collegati da uno scalone monumentale, affrescato, secondo i recenti studi, da Baldassare Peruzzi con alcuni collaboratori tra cui il lombardo Cesare da Sesto.
Alla fine del conflitto tra la Francia e la Spagna la rocca di Ostia nel 1556 subì un famoso assedio da parte degli spagnoli, che procurò non pochi danni alla struttura. L’anno dopo, nel 1557, in seguito ad una clamorosa piena, il Tevere cambiò il suo corso venendo ad allontanarsi per seguire un nuovo tracciato, conservato ancor oggi. Ciò causò il trasferimento della dogana pontificia altrove.
Nel XVIII secolo il castello fu usato come fienile e poi nel secolo successivo divenne una prigione per i forzati utilizzati come manodopera negli scavi dell’antica Ostia. Dopo vari restauri operati nel corso del Novecento nel 2003 è stato realizzato un nuovo allestimento museale in alcune sale degli appartamenti papali e del mastio, esponendo la parte più significativa della collezione di ceramiche tardomedievali e rinascimentali, provenienti da scavi praticati nel secolo scorso all’interno del castello e del borgo.

FONTE | SOURCE:

— Il Quotidiano del Litorale (30|01|2016).

http://www.ilquotidianodellitorale.it/politica.asp?id_dettaglio=2546

3). OSTIA ANTICA – Scavi di Ostia antica: pulite le toilettes!, CORRIERE DELLA SERA (01|2016).

Caro Severgnini, a proposito dei dati relativi all’aumento delle presenze nei musei italiani, vorrei fare alcune considerazioni. Fa bene il ministro a gioire se i numeri parlano di una tendenza in crescita. Fare paragoni con gli altri paesi non ci porta avanti, perché è evidente che all’estero si sono fatti venire delle idee, le hanno realizzate, le hanno valutate, le hanno modificate, insomma hanno sperimentato e agito, mentre noi ci siamo fermati a discutere se con la cultura si mangi o meno. Adesso, però, quello che conta è non fermarsi, perché purtroppo un altro vizietto italico è quello di pensare che se qualcosa migliora, significa che funziona benissimo, che sarà sempre così, perché dopotutto noi siamo italiani, siamo geni e nessuno può fare meglio di noi perché noi ce l’abbiamo nel sangue, perché l’eccellenza italiana, bla bla bla. Cerchiamo, dunque, di restare con i piedi per terra e di non darci per vincitori, perché il lavoro da fare è enorme! Durante le vacanze di Natale sono tornata nella mia amata Roma, e ho portato mio marito e i miei figli a visitare gli scavi di Ostia antica. Un posto incantevole che anch’io ho scoperto diversi anni fa, dopo aver lasciato l’Italia. E’ stata una bella gita: siamo andati in metro, il biglietto d’entrata non è costoso, abbiamo mangiato nella nuova caffetteria, abbiamo goduto il sole e la bellezza del posto. Unico punto dolente: i servizi igienici. Non è possibile che per un sito di questo genere ci siano bagni che vengono puliti una volta al giorno! Ma è possibile che qui nessuno si faccia venire un’idea per trovare una soluzione? Eppure io pagherei un euro per fruire di un servizio pulito… Allora, caro ministro Franceschini un consiglio: dopo la festa, rimbocchiamoci le maniche e mettiamo in moto l’immaginazione per farci venire delle idee, impariamo a programmare per raggiungere standard europei, perché, sì, il patrimonio che abbiamo noi, non ce l’ha nessuno ed è scandaloso che noi non sappiamo sfruttarlo. Saluti,
Rita Cagiano, Colonia […].

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

http://italians.corriere.it/2016/01/16/scavi-di-ostia-antica-pulite-le-toilettes/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Keti Lelo [Centro per lo studio di Roma, Roma Tre], A GIS Approach to Urban History: Rome in the 18th Century. ISPRS Int. J. Geo-Inf. 3 (2014), [pdf], pp. 1293-1316.

aless q

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Keti Lelo [Centro per lo studio di Roma, Roma Tre], A GIS Approach to Urban History: Rome in the 18th Century. ISPRS Int. J. Geo-Inf. 3 (2014), [pdf], pp. 1293-1316.

— ROMA – Dott.ssa Keti Lelo [Centro per lo studio di Roma, Roma Tre], A GIS Approach to Urban History: Rome in the 18th Century. ISPRS Int. J. Geo-Inf. 3 (2014), [pdf], pp. 1293-1316.

Foto | fonte | source:

1). Dott.ssa Keti Lelo, Roma Tre University, Rome, Italy, Economics, Adjunct, CROMA, Faculty Member [ACADEMIA.EDU] (2015).

2). Dott.ssa Keti Lelo (2013), Nolli e la visione della città. Rigore ed estetica nella rappresentazione dello spazio urbano. In: Travaglini C.M., Lelo K. (eds.) Roma nel Settecento. Immagini e realtà di una capitale attraverso la pianta di G.B. Nolli.

https://uniroma3.academia.edu/KetiLelo

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma – I Fori Imperiali [WEB-GIS-DIGITALI] – Pianta di G. Nolli (1748) & Catasto Gregoriana (1819-1824) Rioni Monti – Foglio 9. Foto & stampa vari, 1 di 72 [2016].

Roma - I Fori Imperiali [WEB-GIS-DIGITALI] - Pianta di G. Nolli (1748) & Pianta di Catasto Gregoriana (1819-1824) Rioni Monti - Foglio 9. FONTI - UNIVERSITA "ROMA TRE" (DIPSU). COPYRIGHT (2009).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: S. ZEGGIO, Le aree studio. L’antico che torna alla luce. Valle del Colosseo, velia, Largo Corrado Ricci, Fori Imperiali, in R. PANELLA (a cura), Roma la città dei Fori. Progetto di sistemazione dell’area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo, Roma 2013, [ITALIANO & ENGLISH] [pdf] pp. 72-107. [FOTO: Dott.ssa Arch. Paola Giannone | Roma | FACEBOOK (04|04|2015)].

16864860329_cc6caef3c9_o

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: S. ZEGGIO, Le aree studio. L’antico che torna alla luce. Valle del Colosseo, velia, Largo Corrado Ricci, Fori Imperiali, in R. PANELLA (a cura), Roma la città dei Fori. Progetto di sistemazione dell’area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo, Roma 2013, [ITALIANO & ENGLISH] [pdf] pp. 72-107. [FOTO: Dott.ssa Arch. Paola Giannone | Roma | FACEBOOK (04|04|2015)].

________

FOTO = ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I FORI IMPERIALI – La demolizione delle murature di protezione realizzate come protezione durante i lavori per la nuova fermata della metro C; Dott.ssa Arch. Paola Giannone | Roma | FACEBOOK (04|04|2015).

http://wp.me/pPRv6-2W7
________

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: S. ZEGGIO, Le aree studio. L’antico che torna alla luce. Valle del Colosseo, velia, Largo Corrado Ricci, Fori Imperiali, in R. PANELLA (a cura), Roma la città dei Fori. Progetto di sistemazione dell’area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo, Roma 2013, [ITALIANO & ENGLISH] [pdf] pp. 72-107.

FONTE | SOURCE:

— Sabina Zeggio, Sovrintendenza di Roma Capitale, Servizio Territorio, Carta dell’Agro e Forma Urbis Romae, [La Sapienza] Faculty Member | [ACADEMIA.EDU] (2016).

https://www.academia.edu/16502460/S._ZEGGIO_Le_aree_studio._L_antico_che_torna_alla_luce._Valle_del_Colosseo_velia_Largo_Corrado_Ricci_Fori_Imperiali_in_R._PANELLA_a_cura_Roma_la_citt%C3%A0_dei_Fori._Progetto_di_sistemazione_dell_area_archeologica_tra_Piazza_Venezia_e_il_Colosseo_Roma_2013_pp._72-107

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA, ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: La Fondazione Roma Sapienza presenta il volume “Roma la città dei Fori” di Raffaele Panella lunedì 7 aprile 2014, alle ore 17.00.

— ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: Presentazione volume “Roma la città dei Fori” di Raffaele Panella – Lunedì 7 aprile 2014, ore 17.00. Sala Odeion – Museo di Arte Classica Piazzale Aldo Moro 5, Roma [04|2014].

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Via dei Fori Imperiali 1/ Al suo posto, un viadotto alla stessa quota con appoggi discreti, IL GIORNALE DELL’ ARCHITETTURA, edizione online, (5 gennaio 2014).

http://wp.me/pPRv6-23S

— ROMA ARCHEOLOGICA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Raffaele Panella, “L’AREA DEI FORI IMPERIALI TRA PIAZZA VENEZIA E IL COLOSSEO,” ROMA CASA DELL’ARCHITETTURA (27 MAGGIO 2014), [PDF] pp. 1-30.

http://ordine.architettiroma.it/fpdb/file/2014/05/vb/iL%20PROGETTO%20FORI%20-%20PANELLA.pdf

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Foto, fotografia di inglesi termini di ricerca linguistica in riferimento al progetto della metropolitana di Roma Metro C 2016, [tradotto in italiano].

roma metro c 2016

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Foto, fotografia di inglesi termini di ricerca linguistica in riferimento al progetto della metropolitana di Roma Metro C 2016, [tradotto in italiano].  Martin G. Conde, (a cura di) Washington DC, USA.

1). “Fotografie della Silvio Berlusconi linea metropolitana a Roma.”
2). “Fotografie della nuova linea della metropolitana a Roma.”
2). “Fotografie della Benito Mussolini linea metropolitana a Roma.”

* fine del testo *

Nota: Dopo 10 anni del progetto metropolitana di Roma C della metropolitana (2006-16), il MIBAC, la SSCOL e il Comune di Roma non ha informazioni in lingua italiana o inglese sui progetti complessivi delle attività archeologiche sui loro siti web in lingua italiana o inglese .

Fonte | source:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Rome – The Imperial Fora: Archaeological News and Related Studies (2016).
Scholarly & Related Studies: Archaeology, Architecture, Archives, Libraries, & Publications.” [2010-16].

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il progetto metropolitana di Roma C della metropolitana (2016), foto & stampa vari 1 di 1000, ecc. [2007-2016].

https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/72157622393628242/

FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Antonio Frilli (? – 1902), L’opera che vi propongo si intitola: “Nudo reclino sull’amaca – Woman on a Hammock”, 1890 – marmo di Carrara. Mostra alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, USA (1904).

12552662_10208588868461428_2652055603890768022_n

FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Antonio Frilli (? – 1902), L’opera che vi propongo si intitola: “Nudo reclino sull’amaca – Woman on a Hammock”, 1890 – marmo di Carrara. Mostra alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, USA (1904).

1). Antonio Frilli (morto nel 1902) è stato uno scultore fiorentino specializzato nella produzione di statue in marmo e alabastro per committenti pubblici e privati.
Nel 1860, Frilli fondò il suo primo ed esclusivo Atelier in via dei Fossi a Firenze, dove lavorò con pochi assistenti. Si dedicò alla creazione di statue di media grandezza di alabastro finemente decorato con pittura, e alla scultura di grandi statue in marmo di Carrara per ville private e cimiteri monumentali. I suoi lavori decorano cimiteri famosi come il Cimitero delle Porte Sante e il Cimitero degli Allori .[1] Un ritratto in marmo dello scultore fu eseguito nel suo atelier dopo la sua morte, e fu posto nella sua tomba di famiglia nel Cimitero degli Allori.
Frilli e la sua galleria erano ben conosciuti in Europa, negli Stati Uniti e Australia, per le sue presenze in molte manifestazioni fieristice ed esibizioni di carattere mondiale. Fu presente all’Esposizione Centennale di Philadelphia del 1876; nel 1881 le sue statue e i suoi arredi da giardino furono esibiti nel padiglione italiano a Melbourne in Australia.
Nel 1904, due anni dopo la morte di Frilli, suo figlio Umberto partecipò alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, dove uno dei lavori del padre, una scultura raffigurante una donna su un’amaca (Woman on a Hammoc) realizzata in marmo bianco di Carrara, vinse il Grand Prize e sei medaglie d’oro.[2][3] Nel 1999, lo stesso pezzo fu venduto da Sotheby’s con un asta stimata $800,000.[4]
Successivamente, la scultura di Frilli Sweet Dreams realizzata nel 1892,[5] che raffigura un nudo di donna reclinata su un amaca a grandezza naturale che fu esibita all’Esposizione internazionale Panama-Pacifico di San Francisco (1915), fu venduta da una casa d’aste a Los Angeles.[6]
Nel 2013 l’autore Gary Rinehart ha pubblicato Nude Sleeping in a Hammock, un racconto romanzato sui proprietari della statua dal 1892 e di come questa scultura abbia influito nella loro sorte.[7]

FONTE | SOURCE: wiki (01|2016). https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Frilli

2). Antonio Frilli (? – 1902), L’opera che vi propongo si intitola: Nudo reclino sull’amaca – Woman on a Hammock, 1890 – marmo di Carrara. Mostra alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, USA (1904), IN: Un grandissimo “eclettico” italiano conosciuto da pochissimi in patria, ma famoso soprattutto all’estero, in particolare in Gran Bretagna e USA, Antonio Frilli. L’opera che vi propongo si intitola: Nudo reclino sull’amaca – 1890 – marmo di Carrara – collezione Lord Lloyd Webber (acquistata in un’asta tenutasi nel 1999 da Sotheby’s, a New York, per 800.000 dollari). Antonio Frilli si sa che aveva bottega a Firenze, che è morto nel 1902, ma non si conosce la sua data di nascita (almeno io non l’ho trovata da alcuna parte, né in web né sui libri). Frilli fu indubbiamente un artista originale, dallo stile, come ho già detto, più che eclettico e “virtuoso”, infatti la sua poetica oscillava da sculture di genere domestico – busti di madri con bambino al seno – a opere di chiara impronta Neorinascimentale, mediate da un certo gusto Liberty, a il prendere spunto dal Canova e riformulare quei soggetti “alla sua maniera”. Alcune opere di Frilli furono esposte a Filadelfia, nel 1876, alla Centennial Exposition, quindi, nel 1881, nell’ Italian Pavilion, a Melbourne, in Australia, poi, nel 1904, due anni dopo la sua morte, furono messe in mostra alla Louisiana Purchase Exposition, a St. Louis. Un suo “Dante Alighieri”, ovviamente in marmo, è patrimonio del Museo Nazionale d’Arte dell’Azerbaijan, altre sue sculture sono a Montevideo, Città del Messico, Buenos Aires, Liverpool, Edimburgo, Berlino, Parigi, San Pietroburgo e perfino a Ulan Bator, capitale della Mongolia etc. Nel 1915 una sua retrospettiva si tenne alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco. E’ sepolto al Cimitero Evangelico degli Allori di Firenze, essendosi convertito a quella Chiesa. E’ stato personaggio indubbiamente fuori dal comune, per l’epoca in cui è vissuto, per i viaggi intrapresi, per come le sue opere siano sparse per il mondo. L’Italia e noi italiani dovremmo puntare esclusivamente sulla nostra genialità, sul nostro patrimonio culturale e storico, sull’artigianato di prestigio, sulla moda, sul cibo, sulle auto fuoriserie, sulle moto e sulla capacità di “venderci” per tali ricchezze e avremmo risolto il problema (naturalmente mandando a zappare i Franceschini di turno, con annessi e connessi).

FONTE | SOURCE: FOTO, Gian Ruggero Manzoni | FACEBOOK (27|01| 2016). https://www.facebook.com/gianruggeromanzoni?pnref=story

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – Statue “nude” coperte per non offendere Rouhani; “Statue coperte? Grande ospitalità italiana”. Franceschini: “Scelta incomprensibile”, LA REPUBBLICA (27|01|2016).

395367594EZEkAu_ph-1 (2)

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – Statue “nude” coperte per non offendere Rouhani; “Statue coperte? Grande ospitalità italiana”. Franceschini: “Scelta incomprensibile”, LA REPUBBLICA (27|01|2016).

Rouhani: “Statue coperte? Grande ospitalità italiana”. Franceschini: “Scelta incomprensibile” Polemica internazionale sui pannelli posizionati a coprire le opere dei Musei Capitolini. Palazzo Chigi avvia indagine interna. Il ministro per i Beni culturali: “Né io né Renzi informati”. Sovrintendenza: “Non abbiamo deciso noi”.

ROMA – Una bufera che non si placa quella scatenata dalla decisione di coprire, con pannelli bianchi, ai Musei Capitolini, le statue di marmo raffiguranti corpi nudi durante la conferenza stampa del presidente iraniano, Hassan Rouhani, con e il premier italiano Matteo Renzi, lunedì scorso. La vicenda “è una questione giornalistica – ha detto il capo di Stato iraniano, tentando di smorzare i toni -. Non ci sono stati contatti a questo proposito. Posso dire solo che gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti, e li ringrazio per questo”. Ma il ministro della Cultura Dario Franceschini riapre la polemica.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (27|01|2016).

http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/27/news/rouhani_statue_coperte_solo_grande_ospitalita_italiana_-132132947/

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: MARTIN G. CONDE, Project Manager and Editor in Washington, DC; Roma, Ricercatore indipendente, si sta specializzando in studi del patrimonio archeologico,” (2016).

mgconde 1

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: MARTIN G. CONDE, Project Manager and Editor in Washington, DC; Roma, Ricercatore indipendente, si sta specializzando in studi del patrimonio archeologico,” (2016).

MARTIN G. CONDE: Washington D.C., USA. Ricercatore indipendente, si sta specializzando in studi del patrimonio archeologico, architettonico e culturale della città di Roma, e questioni relative; I Fori Imperiali; Via dei Fori Imperiali: Museo dei Fori Imperiali; Visitor Center Fori Imperiali (1999-2016).

Fonte | source:

https://about.me/martinconde

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano: Vista della base della Colonna di Traiano dall’alto, (02/2006) [01|2016].

62808240_b8f1bf2540_o (2)

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano: Vista della base della Colonna di Traiano dall’alto, (02/2006) [01|2016].

s.v.,

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano – scavi (1998-2015, 1989-1997, & 1928-33). | The Forum of Trajan – excavations (1998-2013, 1989-1997, 1928-33). Foto 1 di 466.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Veduta del Foro di Traiano e il Palazzo Valentini a volte prima del 1885.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano – Ai Piedi Della Colonna di Traiano | Forum of Trajan – Column of Trajan (1907-2015). Foto 1 di 141.

Rome - The Column of Trajan (1906-2006): G. Boni, Esplorazione del Forum Ulpium. Nsc (1907) : 361-427; & M. Bruno / F. Bianchi, La Colonna di Traiano all luce recenti indagini. PBSR 74 (2006) : 293, 320-322.