Roma, Archeologia e Corruzione Politica: “Ma perché a Roma sono eterni anche i lavori di restauro?” Corriere Della Sera (30.03.2010).

Roma, Archeologia e Corruzione Politica: “Ma perché a Roma sono eterni anche i lavori di restauro?” Corriere Della Sera (30.03.2010).
“Caro Conti, sono un enne romano scontento (studente di Ingegneria e Architettura). So che questa città viene chiamata Eterna, ma che eterni devono essere anche fantomatici lavori di restauro… beh, è scandaloso! Leggevo del disgustoso abbandono del Palazzo degli Esami a Trastevere, e vorrei segnalare che, sempre a Trastevere, un piccolo edificio che affaccia su piazza Beffi è stato per amu completamente coperto da iinpalcature, in abbandono: oggi finalmente è tornato a mostrare la facciata, ma… E che dire dell’edificio ormai in completo abbandono e sorretto solamente da impalcature, in piazza Bocca della Verità, con tanto di vista sul Foro Boario? O dello stesso Tempio di Portuno, proprio nel Foro Boario, ormai da un palo d’anni con la facciata nascosta da un restauro che non finisce pi … La Passeggiata su via dei Fori Imperiali doveva essere riaperta nel 2006, dopo due anni di lavori: è ancora impraticabile, anche se un paio di giorni fa ho visto due anziani operai che smontavano le basi in calcestruzzo della cancellata. Ma ci sono ancora le recinzioni, e i lampioni sono rotti e storti… E via degli Orti di Cesare? Il vecchio terrapieno della ferrovia è sotto scavo daa un paio d’anni o pi … in abbandono come lai vecchia stazione di Trastevere, bella, con le aircate chiuse da blocchetti di cemento e le finestre aperte per far entrare la polvere.”
di Andrea Saracini.
Caro Saracini, ribadisco un concetto: i nostri lettori sono ottimi cronisti. Il suo elenco è puntuale e autentico. Gli interlocutori, qui, sono tanti: Campidoglio, diverse soprintendenze, l’Acea (i lampioni). Pubblichiamo volentieri la sua protesta. Chissà che qualcuno non si muova. di P. Conti, pconticorriere.it

ROMA & ARCHEOLOGIA – IL TESORO SCONOSCIUTO – Domus Aurea delle meraviglie: Ecco il tempio di Apollo Palatino, IL MESSAGGERO (29.01.2002, pg. 35).

ROMA & ARCHEOLOGIA – IL TESORO SCONOSCIUTO – Domus Aurea delle meraviglie: Ecco il tempio di Apollo Palatino,
IL MESSAGGERO (29.01.2002, pg. 35). Click here: FULL TEXT PDF DOCUMENT
s.v., anche: Alvaro de Alvariis (a cura di), Roma – Colle Oppio, Domus e Terme.
[Una collezione di fotografie storico e contemporanee].

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Di cui ora saranno accessibili trentadue stanze DOMUS AUREA. La reggia di Nerone. CORRIERE DELLA SERA. (23.06.1999: p. 33).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: RISCOPERTE APRIRA’ VENERDI’ A ROMA UNA SEZIONE DELL’ ENORME EDIFICIO VOLUTO DALL’ IMPERATORE INCENDIARIO UNA VILLA GRANDE IL DOPPIO DEL LOUVRE COSTRUITA SUL COLLE OPPIO. DI CUI ORA SARANNO ACCESSIBILI TRENTADUE STANZE DOMUS AUREA La reggia di Nerone. CORRIERE DELLA SERA. (23.06.1999: p. 33).
RISCOPERTE Aprira’ venerdi’ a Roma una sezione dell’ enorme edificio voluto dall’ imperatore incendiario Una villa grande il doppio del Louvre costruita sul Colle Oppio. Di cui ora saranno accessibili trentadue stanze DOMUS AUREA La reggia di Nerone Un cantiere aperto: e’ quello che si troveranno davanti i visitatori venerdi’ prossimo, entrando nel labirinto di sale della Domus Aurea. “Cantiere in fase di sperimentazione”, si affannano a ripetere i restauratori che sotto la sovrintendenza di Adriano La Regina si son dati da fare per vent’ anni intorno agli affreschi che ancora rimangono ma che rischiano di svaporare se le tecniche messe in atto da architetti, ingegneri, archeologi, fisici, biologi e botanici, dovessero rivelarsi inefficaci. Sotto il controllo dell’ architetto Antonello Vodret, hanno consolidato le volte minacciate dalle infiltrazioni d’ acqua, sostituito il vecchio impianto di illuminazione, installato un sofisticato impianto contro l’ umidita’ che nei meandri sotterranei della Domus arriva al 98 per cento. In passato si pensava che la cura migliore fosse di ventilare gli ambienti e furono aperte una trentina di bocchette di aereazione. Poi ci si e’ accorti che la ventilazione attirava in superficie l’ acqua dei muri, ma anche i sali in essa disciolti, che andavano a cristallizzarsi sulle pitture rovinandole. Inoltre le correnti d’ aria trasportavano nel sotterraneo agenti inquinanti e pulviscolo, accelerando i processi di degrado. Allora si e’ fatto dietrofront, sigillando tutte le aperture, compreso il grande occhio aperto in mezzo al soffitto della Sala Ottagona, coperto con una pellicola opalina che diffonde la luce ma non lascia passare pioggia e vento. Ora il problema e’ riuscire a tenere sotto controllo il microclima, con una temperatura costante di 12 gradi. Come l’ apertura al pubblico influira’ su questo microclima e’ un mistero. Tra un anno si fara’ il punto e si decidera’ di conseguenza. Decisione rinviata anche per i graffiti tracciati sopra gli affreschi. Un numero infinito di “vandali”, illustri e non, hanno lasciato la loro “firma” sulle pitture realizzate da Fabullus (o Famulus) per Nerone. Elio Pattarani, coordinatore dei 55 resaturatori che hanno ripulito 1.200 metri quadrati di affreschi sui 30 mila metri quadri scoperti finora, racconta che si passa dai graffiti veri e propri, agli scritti eseguiti con il nerofumo delle candele, dai nomi tracciati a sanguigna a quelli (dal ‘ 700 in poi) disegnati con la grafite. Il problema e’ se cancellarli o no. Ma come si fa ad eliminare “vandalismi” che portano la firma di Giovanni da Udine e di “Pintoricchio sodomito”, del Bigordi (il Ghirlandaio) e del celeberrimo fiammingo Martin van Hemmskeerk, di Casanova e De Sade, di Gustavo re di Svezia che nel ‘ 700 “imbratto” con la sua firma e quella degli innumerevoli cavalieri che lo accompagnavano oltre un metro quadrato di pitture? Un altro fiammingo, Postumus, fece di piu’ : firmo’ le volte affrescate della Domus e poi le ritrasse, graffiti compresi, in un quadro che rappresentava la fucina di Vulcano. “Abbiamo deciso di salvare i graffiti storici”, racconta Pattarani. Ma per “storici”, finora, si intendono quelli tracciati fino al 1950. Come dire che sono stati conservati tutti, escludendo solo le frasi del tipo “viva la Lazio” o “amo Maria”. I restauratori sanno che questa non e’ una soluzione. Anche perche’ gli scritti, essendo tracciati sopra gli strati di calcare che ricoprono le pitture, non permettono di riportare alla luce queste ultime. Esempio eclatante: la stanza di Ettore e Andromaca. Per decidere quali siano degni di tutela, si aspetta che venga nominato un comitato di esperti dal ministero dei Beni culturali. Nel frattempo i restauratori ne hanno realizzato una documentazione grafica e fotografica completa, a disposizione degli studiosi.
di Lauretta Colonnelli
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Una Versailles antica con quattrocento sale e un palco girevole Augusto viveva sul Palatino vicino alla capanna di Romolo e ai piedi del Tempio di Apollo nel cui podio aveva annidato le stanze preferite. Caligola aveva un ponte sul Velabro per collegare casa sua a quella di Giove Ottimo Massimo. Nerone ha una reggia che non conosce confronti. + forse lui a scatenare l’ incendio in un giorno ventoso del 64 d.C. – stessa data dell’ invasione gallica, quattro secoli prima! – e mentre le case aristocratiche vanno in fumo lui canta Troia caduta. La nuova Roma sara’ per un terzo sua (80 ettari). Palatino, Velia, Oppio e Celio, dove prima di Roma era il protostorico Septimontium, vengono espropriati per costruire palazzi fra giardini e paesaggi idillici. + sbagliato correre subito alle pitture dai colori “floridi” e dal tocco “umido” di Fabullus. Stucchi, ori, avori, gemme e statue sono ornamenti di una sola signora, l’ architettura – di Severo e Celere – talmente vasta che per ammirarla bisogna spiccare il volo come un uccello dal Campidoglio. Oltre il Foro e’ un vialone, con portici per nascondere le rovine: la nuova Sacra via. In fondo ecco una facciata larga come il Louvre di Luigi XIV e dietro – su un alto podio riusato poi dal tempio di Venere e Roma – l’ atrio immane da cui spiccava il colosso del nostro divo, alto trenta metri. Fino al 1996 non si capiva a cosa conducesse questo atrio – il resto della reggia e’ infatti lontano – finche’ una donna piccola e determinata, Clementina Panella, ha svelato il segreto, di cui non si parlera’ in questi giorni ma che e’ novita’ vera. L’ atrio portava a un palazzo lungo due Louvre, che si specchiava in un lago rettangolare – dove sara’ il Colosseo – circondato da portici a due piani. La facciata colonnata doveva rassomigliare a quelle delle ville nelle pitture pompeiane. Questo e’ dunque il cuore della reggia che ci mancava, conservato soltanto in fondazione, ma che possiamo finalmente immaginare… Altri palazzi neroniani sono sul Palatino la Domus Transitoria (su cui sorgera’ la reggia di Domiziano) e la Domus Tiberiana (costruita sopra la casa di Tiberio). Ma e’ sull’ Oppio che era la Versailles famosissima, con il piano terreno conservatosi sotto le Terme di Traiano, ed e’ questo edificio che si riapre dopo una generazione, per grande merito della Soprintendenza statale. La Domus Transitoria e’ male conosciuta. La Domus Tiberiana e’ un basamento fantastico sul Palatino verso il Foro. Sosteneva giardini sardanapalici e al centro una villa – padiglione, ancora ignota. La Versailles sull’ Oppio, rivolta al ninfeo e al tempio del Divo Claudio sul Celio, era stretta e lunghissima, quattro volte il Louvre. Due rientranze pentagonali esaltano il corpo centrale che racchiude il celebre salone ottagono, perfettamente orientato, aperto su un ninfeo (con organo idraulico?) e su quattro triclini, contenente forse un palcoscenico girevole. Qui immaginiamo lui, Apollo – Sole, cantare roteando sotto petali di rose e profumi che cadevano dall’ occhione della cupola (e i commensali ad avere paura del veleno). Duecento erano le sale al piano terreno e altrettante al primo, che aveva probabilmente al centro, su terrazza coperta da una cupola (come da moneta), la macchina per far ruotare la cosmica sala sottostante. Nerone si uccise quattro anni dopo l’ incendio. La sua celeste reggia venne ricoperta da terme, anfiteatri e mercati, vasti come Shopping Centre. di ANDREA CARANDINI.
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Lippi, Pinturicchio, Raffaello s’ avventurarono nei cunicoli per arrivare alle antiche volte che contraddicevano ogni regola, principio di logica, legge di gravita’ . E la loro arte non fu piu’ la stessa L’ universo sepolto che incanto’ i pittori del Rinascimento Per molto tempo l’ arte antica era stata un universo monocromo, noto soltanto dai rilievi e dalle statue superstiti oppure che gli scavi facevano riemergere e da oscure citazioni polemiche di Vitruvio. Che cosa fosse la pittura antica era meno noto nel Rinascimento che nel Medioevo, quando le candelabre sulla cupola di Santa Costanza, ora distrutta, erano state reinterpretate dai maestri romanici di San Clemente a Roma. I primi pittori che entrarono a carponi nei lunghi cunicoli (le “grotte”), interposti tra la terra di riempimento e le volte della Domus Aurea, furono sconcertati dalla vista di un universo che contraddiceva ogni principio di logica e di gravita’ . La prima reazione fu di mettere ordine in quel repertorio abbondantissimo di invezioni e di disporlo quindi su assi di simmetria, come fece, in incisioni che circolarono negli studi di artisti e di artigiani, il milanese Giovanni Pietro da Birago, il primo a diffondere il nuovo vocabolario a mezzo stampa. Chi operava a Roma, come Pinturicchio e Filippino Lippi, non poteva non andare di persona nei lunghi percorsi sotterranei. Il loro passaggio e’ attestato non soltanto dall’ immediato appropriarsi del linguaggio sfrenato e inventivo di quella pittura antica, ma dalle firme che fino al Settecento i visitatori tracciarono sulle volte, quasi sempre servendosi del nerofumo sprigionato dalle torce. Nelle grotte gli stucchi spartivano piccole aree complesse, cui le composizioni dovevano adattarsi, sovvertendo cosi’ il rapporto tradizionale tra scena e cornice. Il primo a ideare un ambiente somigliante alle “grotte”, fu Raffaellino Del Garbo, compagno di Filippino Lippi, nella tomba Carafa alla Minerva, con storie di eroine romane in piccoli comparsi di stucco. Finche’ Giovanni da Udine, nel primo decennio del Cinquecento, trovo’ la formula di quello stucco bianchissimo e lucente che era stato il segreto dei romani. Ora si poteva immaginare sale e logge veramente all’ antica, dove gli stucchi non fossero piu’ soltanto cornici, ma una parte integrante, narrativa e simbolica, del discoro decorativo. Il segreto delle “grotte” non era tutto nelle risorse tecniche. Una fantasia illimitata, coperta dall’ autorita’ degli antichi, poteva ora espandersi. Altre volte i decoratori avevano dato nascostamente sfogo a invenzioni audaci, ma senza intaccare la ferma struttura della scultura classica. Le “grotte” invece invitavano alla grazia festosa e alla liberta’ cromatica e a trasformare la decorazione da fatto marginale in episodio centrale, lieve e immaginoso. Raffaello, nel 1516, a dare senso compiuto ai frammentari messaggi dell’ antico, quando realizza le Logge Vaticane e soprattutto la Loggetta e la “Stufetta” per il Cardinale Bibbiena. Nella Loggetta il bianco dominante unisce volte e pareti e su questo fondo luminoso si distende una decorazione trasparente, leggerissima e fragilmente delicata, sostanziata di continue reinvenzioni del repertorio antico. Le fanciulle che si librano come libellule, gli steli da cui gemmano acrobati e teste leonine, i tempietti sostenuti dalle ghirlande, piu’ che viceversa, rapiscono lo spettatore in una inesplicabile successione di eventi come in un sogno. Non si tratta soltanto di decorazione. + nato il concetto nuovo di una pittura senza storie da raccontare. Anche il paesaggio puo’ essere ora un puro pretesto. Non nel senso dei fiamminghi, poiche’ l’ allievo di Raffello, Maturino, lo concepisce come un luogo di profonda e malinconica contemplazione, dove la natura contende l’ eternita’ ai tempi del passato classico. di CARLO BERTELLI.
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Durata dell’ itinerario, metri, temperatura Tutti i numeri di un evento straordinario * 10 mila metri quadrati l’ estensione finora conosciuta della Domus Aurea * 80 ettari l’ estensione originaria tra edifici e giardini * 1.200 metri quadrati di pitture e stucchi restaurati su un totale di 30.000 mq. * 20 anni la durata dei restauri * 10 le ditte di restauro e 55 i restauratori * 32 le stanze visitabili, su 150 riportate alla luce * 220 metri il percorso della visita * 40 i minuti di durata della visita * 25 i visitatori ammessi ogni 15 minuti * 12o d’ estate e 4o d’ inverno la temperatura interna * 98 % il tasso di umidita’ * 10 mila lire il biglietto d’ ingresso piu’ 2 mila per la prenotazione obbligatoria * 06.39749907 e 06.4815576 i numeri di telefono per prenotare * Dal 25 giugno l’ apertura al pubblico: tutti i giorni dalle 9 alle 20 * 18.000 lire il costo della guida (Electa, 96 pagine) * 60.000 il prezzo del catalogo (Electa pagine 176) * 150.000 lire costa “Roma. Domus Aurea”, album settecentesco con tavole a colori riprodotto da FMR.
Colonnelli Lauretta, Carandini Andrea, Bertelli Carlo
Pagina 33, (23 giugno 1999) – Corriere della Sera.

Roma, Archeologia e Corruzione Politica: Crolla soffitto della Domus Aurea. Corriere Della Sera (30.03.2010). Il crollo ha interessato 60 metri quadri della volta di una delle gallerie Traianee.

ROMA – ARCHEOLOGIA – Crolla soffitto della Domus Aurea. Corriere Della Sera (30.03.2010).
Il crollo ha interessato 60 metri quadri della volta di una delle gallerie Traianee. Nessuna vittima
ROMA – Nel giugno dell’anno scorso il sottosegretario ai Beni cul turali Francesco Giro aveva annuncia il via ai lavo ri per combattere infiltrazioni d’acqua e pericolo di crolli nelle Domus Aurea con l’obiettivo di riaprire entro il 2011. Troppo tardi. Una porzione di parte del soffitto della Domus Aurea, l’edificio voluto da Nerone dopo l’incendio che nel 64 dopo Cristo distrusse gran parte di Roma, è crollata.
SOVRINTENDENTI SUL POSTO – «La parte della galleria Traianea coinvolta nel crollo e tra i 60 e i 70 metri quadrati», spiega Antonello Vodret, direttore tecnico della Domus Aurea. «Non si tratta della parte principale della Domus Aurea – precisa – ma di una delle gallerie traianee costruite da Traiano nel 104», ovvero di una struttura successiva al coprpo neroniano, eretta quando l’imperatore Adriano avviò l’opera di interramento della Domus su cui, nell’area di Colle Oppio, sarebbero sorte le sue Terme.
Sul luogo sono giunti anche il sovrintendente ai Beni archeologici di Roma, Giuseppe Proietti, e il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Umberto Broccoli.
ALTRI CROLLI? – «Al crollo di oggi potrebbero seguirne altri anche nell’immediato», sostiene il commissario straordinario per la Domus Aurea, Luciano Marchetti, che definisce la situazione «di grandissimo allarme». E sottolinea: «a questo punto basta andare avanti a pezzi, il progetto c’è, ci sono pure gli appalti, serve un finanziamento definitivo e bisogna avviare tutti i lavori subito». Lo smentisce, in parte l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi, presente davanti al luogo dove si è verificato il crollo della Galleria Traianea. «Il danno non è gravissimo, la galleria è una struttura indipendente dalla Domus Aurea. La cosa importante è che quest’ultima è intatta. Apparentemente non c’è rischio di crolli per la Domus Aurea. È chiaro che il patrimonio antico è sempre a rischio – ha proseguito Croppi – c’è bisogno di monitoraggio costante e manutenzione».
TRANSENNE E CASSETTE – Il crollo ha interessato la volta di una delle gallerie traianee che si trovano all’interno del complesso della Domus Aurea. Lo smottamento del terreno ha coinvolto in superficie circa 130 metri quadri dell’intera area archeologica, non lontano dal viale che da piazza del Colosseo sale al parco di Colle Oppio.
Sul posto, per verificare i danni alla struttura Neroniana, ci sono i tecnici della sovrintendenza, oltre ai vigili del fuoco. I vigili del fuoco sono al lavoro con unità cinofile e geofoni per capire se sotto la frana, che ha un ampio fronte, vi siano per caso custodi o addetti ai lavori, ma nel crollo non dovrebbero essere rimaste coinvolte persone. Le ricerche hanno al momento dato esito negativo. Sotto al terreno franato non ci sarebbe nessuno, ma si vedono le cassette di plastica con dentro i reperti archeologici.
CIPE E PROTEZIONE CIVILE – Chiusa per molti anni per il pericolo di cedimenti strutturali la Domus Aurea era stata riaperta nel 1999 da Walter Veltroni, allora ministro dei Beni Culturali, e Francesco Rutelli, all’epoca sindaco di Roma. Nel 2005 era stata chiusa a causa di gravi infiltrazio ni d’acqua, quindi riaperta nel gennaio 2006. Quindi era stata di nuovo chiusa per precauzione nel dicembre 2008, su disposizione della sovrintendenza «per percolazioni lungo le pareti».
Nel 2009 il sottosegretario Francesco Giro annunciò un intervento di due anni, al termine dei quali sarebbe stato aperto un percorso di visi ta di 2.600 metri quadri. Il commissario straor dinario Luciano Marchetti precisò: «Si tratta di una prima tranche di lavori che ri guarda circa un terzo dell’area del complesso, quella orientale, dove si trova la ‘sala Ottago na’».
COMPETENZE INCROCIATE – L’importo annunciato fu di 3,2 milioni di euro coperti con finanziamenti Cipe (3 milioni) e della Protezione civile (800 mila). Un’or dinanza della Protezione civile aveva nominato l’architetto Roberto Cecchi nuovo commissario per l’area archeologica di Roma (ha preso il posto di Guido Bertola so). Con la nomina di Rober to Cecchi per la Domus in pratica c’erano due commissari. Ma «Cecchi rinunci al compenso e usi quelle risorse per gli inter venti sull’area», chiese Gian franco Cerasoli, della Uil Beni culturali.
L’EMERGENZA – Sono più di 150 gli ambienti archeologici nel complesso della Domus Aurea che, per mancanza di fondi, non sono stati impermeabilizzati e sui quali l’umidità esercita un effetto continuo, con il rischio di nuovi crolli. La stima è il direttore tecnico della Domus Aurea, Antonello Vodret. «Sono più di 150 – spiega – gli ambienti conosciuti e scavati che non sono difesi dall’acqua che cola dal terreno sovrastante. Finora l’impermeabilizzazione – aggiunge – non è stata fatta perchè occorrono finanziamenti ingenti». Il rischio, sottolinea, è che un crollo possa avvenire proprio mentre si trovano gli archeologi al lavoro. «Bisogna trovare una soluzione per la sistemazione dei giardini di Colle Oppio che sovrastano l’area. Serve uno studio approfondito con l’apporto di architetti e ingegneri che finora non è stato fatto abbastanza approfonditamente».
Fonti / source:

Video – LA STAMPA (30.03.2010) – Roma, crollo alla Domus Aurea voluta da Nerone.

“La Domus Aurea fu la residenza dell’imperatore Nerone, fatta costruire dopo l’incendio che distrusse Roma nel 64 dC. Era un grande palazzo in mattoni, caratterizzato da moltissimi rivestimenti in oro che gli diedero il nome. Vi erano, inoltre, soffitti stuccati con incastonate pietre preziose e lamine d’avorio.Si estendeva per due chilometri e mezzo e comprendeva giardini, vigne, boschi, zone per le feste e un laghetto artificiale dove anni dopo sorgerà l’Anfiteatro Flavio.”

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=25364&tipo=VIDEO

Roma, Archeologia e Corruzione Politica: “Roma – Palazzo Venezia, poster infinito.” 27/3/2010.

Roma, Archeologia e Corruzione Politica:  “Roma – Palazzo Venezia, poster infinito.” 27/3/2010.
Carlo Alberto Bucci, La repubblica – Roma 27/3/2010.
In sette mesi girandola di pubblicità sui ponteggi. E niente lavori.
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Sotto il vestito, niente. Dietro il maxi-poster di una casa di moda che ammanta ora i ponteggi di palazzo Venezia, a sette mesi dall’installazione dei tubi innocenti non s’è visto ancora nessuno avviare seriamente il cantiere. Un restauro davvero di facciata , utile, più che al monumento, alla ditta che gestisce lo spazio pubblicitario in uno dei luoghi più centrali, visibili e remunerativi di Roma: il palazzo di piazza Venezia.
La struttura metallica con la riproduzione in scala uno a uno dello splendido edificio quattrocentesco la cui bellezza architettonica non è stata oscurata neanche dal tragico ricordo di Mussolini dal balcone è stata montata a settembre. Sono passati sette mesi da allora. Sette mesi di réclame di auto, griffe e anche una bevanda gassata che l’intervento della Soprintendenza ai Beni architettonici ha però fatto togliere di grande carriera. Sette mesi di ricchi guadagni per la società che si è aggiudicata l’appalto. Eppure, fino alla settimana scorsa, nessun operaio è stato visto salire e scendere lungo le scale dell’imponente ponteggio. «Da ieri, veramente, dottò – ci ha detto il venditore di caldarroste all’angolo con la piazzetta di San Marco – è cominciata a colare acqua dall’alto. Vede quel camioncino parcheggiato lì, è degli operai.. Acqua che scende copiosa fino al marciapiede? Sono spuntati i restauratori? Ma i marmi non si puliscono con delicati liquidi nebulizzati? L’acqua sembrerebbe derivare da una ben più corrosiva lancia idraulica. Quale impresa è stata incaricata? Chi dirige i lavori? E soprattutto, quanto durano? Sei mesi, già passati, o i 12-15 mesi stabiliti dalla convenzione come limite massimo? Non si sa. Perché, accanto al gigantesco poster che domina palazzi napoleonici, chiese prestigiose e l’Altare della Patria, non c’è l’ombra del cartello di cantiere. Si pubblicizzano per òle ditte che hanno in gestione l’affare. Installazioni Maxi affissioni Carp Group ; Edil Max ; Urban Outdoor, Building communication . Lo scorso dicembre, a due mesi dall’avvio dei ponteggi, era stato il consigliere Pd Athos De Luca a denunciare su Repubblica l’installazione di un telone pubblicitario per un costo di 160mila euro. I lavori sono per la sistemazione della facciata. In realtà, si tratta di intonaci staccati che potevano essere sistemati con un intervento di urgenza . De Luca riferendosi alla caduta di piccoli frammenti nell’ aprile 2009 segnalava anche che le imprese avrebbero ricavato 1000mila euro al mese per l’affitto delle pubblicità. Immenso guadagno rispetto all’esiguità dell’importo dei lavori: 160 o l70mila euro. Cifra da ritinteggiatura di un condominio moderno e non da restauro di un capolavoro dell’architettura rinascimentale, peraltro ripulito appena dieci anni fa. Dietro le pubblicità sulla facciata, nel palazzo coabitano in troppi: la Soprintendenza al Polo museale; quella ai Beni storico artistici del Lazio; la Biblioteca di storia dell’arte; la Sioi; parroco e suore di San Marco; soprattutto, il Museo nazionale. Un monumento-ginepraio, la cui tutela e cura degli interventi spetta alla Soprintendenza statale ai Beni architettonici di Roma.
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Fonte / Text source: Patrimoniosos.it (27.03.2010). =
Fonte / Text & Foto source: La Repubblica ed. Roma (27.03.2010) =

RETAKE ROME-Speak Up and Clean Up. (15.03.2010). Ok all you Americans living in Rome, Drop those McDonald’s Cheese Burgers and Starbuck Coffees and Grap a Bloom and a Trash Bag.

RETAKE ROME-Speak Up and Clean Up. (15.03.2010). Ok all you Americans living in Rome, Drop those McDonald’s Cheese Burgers and Starbuck Coffees and Grap a Bloom and a Trash Bag.
“Un’iniziativa capeggiata dalla Rebecca Spitzmiller con il sostegno della Fondazione Giuseppe Garibaldi ONLUS che mira ad aiutare i nostri giovani a migliorare la conoscenza della lingua inglese e nel contempo a ottimizzare la qualità dell’ambiente nelle nostre città, iniziando da Roma, quartiere per quartiere, scuola per scuola.”

Fonti / Foto source: (15.03.2010).
s.v., Romani e americani insieme per pulire statue e monumenti. Corriere della Sera (14.03.2010), p. 7.
– Un esercito di bambini e genitori ripulice Pincio e Villa Borghese. Successo per il Primo esperimento di “decore partecipato.” IL TEMPO (15.03.2010), p. 40.

Rif: Roma, Archeologia e Corruzione Politica. E-mail reply to: On. Manuela Ghizzoni (PD), from: Martin G. Conde (09/03/2010).

Dear Mrs. Hon. Manuela Ghizzoni, thank you for your kind reply. I must apologize for my very bad Italian please forgive me.

For the past 10 years, Feb.1999 – Feb. 2010, I have working as a freelance informations specialist for the study of the Archaeological Area of the Imperial Fora, etc.  I am located here in Washington Dc, USA, helping Italian and International scholars and university students keeping up with both the archaeological news, etc., as well as news of the protection and management of Rome’s archaeological heritage.

I am as well as numerous Italian & International scholars and students are deeply concerned with Italian Minister of Culture Sandro Bond’s, Under- Secretary of Italian Culture Francesco Giro’s, Director General of Valorization of Italy’s Patrimonial Heritage Mario Resca’s, and Alain Elkann, the Adviser for Cultural Events and Foreign Relations to the Italian Minister Sandro Bondi, very controversial and highly politicized policies towards the overall management and privatization of Italy’s Cultural Heritage, particularly in Rome and Ostia.

As for the Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica 2008-2010, just to give you an idea of the overall negative effects these new policies are having on the staff members of both the archaeologists, custodians and others affiliated with the City of Rome and the Archaeologist Superintendency of Rome, I am forwarding you an e-mail from an archaeologist employed by the City of Rome. I am sorry I cannot not give you this personal name for confidential reasons [but please see the e-mail below].

Personally, it would be rude of me to criticize in this e-mail pertaining to the current administration of the Italian Min. Sandro Bondi and his Under-Secretary Francesco Giro; but, if their current mis-managed & mis-guided solely political motivated policies towards Italy and Rome’s Cultural Heritage are to continue, it will have a devastating negative effect on the Italy Cultural Heritage, but, worse, more so to the hundreds of Italian scholars and University Students and other related professional staff members responsible for safeguarding and the enhancement of Italy’s tremendously amazing cultural heritage.

Again Hon. Manuela Ghizzon, thank you for your reply to my earlier e-mail, I would really hope that you and the other members of “Componente degli organi parlamentari: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)” do something to hold Min.Bondi and Under-Secretary Giro and Director General Mario Resca, etc., morally responsible and accountable to the people of Italy for the safeguarding and the enhancement of Italy’s tremendously amazing cultural heritage.
Thank you and with sincere gratitude.
MARTIN G. CONDE
WASHINGTON DC, USA
mgconde@yahoo.com
Cfr: An e-mail reply of an Italian archaeologist from the City of Rome –
[The Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica 2008-2010]
March 19th, 2009.
[Note: the text below is verbatim, with no corrections to the original text of the e-mail].
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“…The real risks are in Palatine slopes and related structures (two or three year ago a modern wall collapsed) This is a problem known from long time, and it is a matter of geological stucture of the hill and not only of preservation of ancient structures. So it requires a lot of money to avoid dangers for visiting people. The Imperial Fora should have money too, about preservation of remains (the risk is there to lose ancient traces of pavement, for istance).

For all ancient (and middle-age and modern too, I suppose) monument, the problem should be a change in weather, that seems less “soft” as it used to be. But also the lack of (money for) a plan of maintenance: for a long time things as periodical cleaning, maintenance and so on, seemed to be not so important: better to spend money for events and shows (too many), where politicians could show theirselves in the better way. This is a matter about past government
too, it is not a matter of right or left (perhaps it could be if we had a left in Italy, or perhaps I have a romantic and out-of-time idea of what a left should do).

The street light on via dei Fori Imperiali should be the new lights on the archeological area of Basilica Ulpia and on the Trajan’s Column (?): they seem to want to start from the light in the archeological area and not from the restauration works: that is said to be because a growing attention to the area will bring new money for restauration too. What oppositors suspect is that in this way they will just hide dust under the carpet, since the new beautiful light will make seem everything is ok. And who will think about a lot of less actracting and expensive matters as serious studies and
restaurations? The oppositors think that the urgence is to show that, since the major has changed (now a right major), they need to show (only appearance) that things are changing too. Fastness and efficence. Forgetting that serious matters should require time enough to think and not only the time to do some maquillage.

The reason to choose Bertolaso, who is in charge of “protezione civile” (i.e civil protection during emergencies, like earthquakes), is that in this way they think they could avoid burocracy: no problem with surintendencies that want to stop progress saving little remains or requesting serious studies before any intervention. Emercency syle
is simpler. Bertolaso is in charge for an year beacause a) the Regione Lazio asked that if it is an emergency, that should be temporary; b) a year is enough to start projects and tostate as to spend money. Some of the 37 millions will be spent  to pay the new burocratic structure they created *over* the public structures already existing. This would have been a good idea if the existing structures didn’t work well enough, but in fact they didn’t have money to start project: the oppositors think it would have been a better idea to give money directly to the existing structures. But in this way the government would not have any control: the superintendecies would have it. Anyway the new structure will not make any real work: they will only decide how to spend money. Some fear that (as it has been done in the past too) they will decide to pay friend people and not necessary useful people in order to find a solution.
The “indipendent” commission is made by the statal Superintendent (that sadly is not any more La Regina) and the municipal Superintendent (choosen by the major). One of the two indipendent experts is professor Andrea Carandini, that replaced Settis, who dimised in protest. The new statal and the new municipal right governements think that
the cultural heritage is a way of making money, first of all. So the statal minister of culture, Biondi, choosed a former manager of McDonald to find the better way to do that. So the idea of an acheological amusement park arised (I don’t know if it come really from the McDonald manager, but the sound is the same). The preservation is not so important (just enough to make people enter and pay tickets?), archeological studies are not so important: too much money for no money result.

The problem is not merging the superintendencies (Ostia, Rome (state) and municipality (Sovraintendenza comunale), too): this should be a good idea, and they could very well make agreement among them. The problem is that the decision will be taken by someone else, put over them, who has no idea of archeological matters.
The majority of archeologist working in the state or in the municipality superintendencies seem to be rather upset: they asked (for years) money enough, not someone else to decide at their place, who doesn’t know anything about archeological problems and matters, or the better way to do things (that is not always the most rapid or
the most cheaper. I suppose, anyway, that if they want to say something in their work and to say something in the monuments they work on, they should do so, from *inside*. If they stay out, I don’t think they will lose their job, but probably they could have no help and no money to work as it would be necessary.
[ — End of Text –].
— On Tue, 3/9/10, Manuela On. Ghizzoni wrote:
From: Manuela On. Ghizzoni <ghizzoni_m@camera.it>
Subject: Rif: Roma, Archeologia e Corruzione Politica.  “Qui si vendono IL  COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette  all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del ministero.” L’ESPRESSO  (04.03.2010), p. 48-52.
To: “MARTIN G. CONDE” <mgconde@yahoo.com>
Date: Tuesday, March 9, 2010, 1:41 PM
Caro sig. Conde,purtroppo siamo già alla distruzione della nostro patrimonio culturale. Così come della nostra democrazia. E il rammarico più grande è l’assoluta disattenzione e la totale mancanza di indignazione che accompagnano questo scempio. Povero nostro amato Paese.
Con i migliori saluti, Manuela Ghizzoni.

“MARTIN G. CONDE” ha scritto: —–
Per:  ghizzoni_m@camera.it, parlam@pdmodena.it
Da: “MARTIN G. CONDE” <mgconde@yahoo.com>
Data: 28/02/2010 18.34
Oggetto: Roma, Archeologia e Corruzione Politica.  “Qui si vendono IL COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del  ministero.” L’ESPRESSO (04.03.2010), p. 48-52.
“Dear Mrs. Ghizzoni, Just how bad or corrupt, does the current MIBAC administration of Min. Bondi thru Mario Resca, etc, etc, etc,… have to become, before Min. Bondi and his political cronies ruin Italy’s cultural Heritage?
Thank you Martin G. Conde

Washington DC, USA
mgconde@yahoo.com
Link to: Roma, Archeologia e Corruzione Politica.  “Qui si vendono IL COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del  ministero.” L’ESPRESSO (04.03.2010), p. 48-52.

Rif: Roma, Archeologia e Corruzione Politica. “Caro sig. Conde, purtroppo siamo già alla distruzione della nostro patrimonio culturale, ecc.” di Manuela Ghizzoni 09/03/2010.

“Caro sig. Conde,

purtroppo siamo già alla distruzione della nostro patrimonio culturale. Così come della nostra democrazia. E il rammarico più grande è l’assoluta disattenzione e la totale mancanza di indignazione che accompagnano questo scempio. Povero nostro amato Paese.”

Con i migliori saluti,

Manuela Ghizzoni [09/03/ 2010 *].


[ — End  of e-mail text –]
—–
—–“MARTIN G. CONDE” ha scritto: —–
Per: ghizzoni_m@camera.it, parlam@pdmodena.it
Da: “MARTIN G. CONDE” <mgconde@yahoo.com>
Data: 28/02/2010 18.34
Oggetto: Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Pt. II. “Qui si vendono IL COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del ministero.” L’ESPRESSO (04.03.2010), p. 48-52.
“Dear Mrs. Ghizzoni, Just how bad or corrupt, does the current MIBAC administration of Min. Bondi thru Mario Resca, etc, etc, etc,… have to become, before Min. Bondi and his political cronies ruin Italy’s cultural Heritage?”
Thank you
Martin G. Conde
Washington DC, USA
mgconde@yahoo.com
Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Pt. II. “Qui si vendono IL COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del ministero.” L’ESPRESSO (04.03.2010),ecc.
[– End of Text –].
[s.v.,-].  BERLUSCONI: GHIZZONI (PD), NIENTE TOMBE FENICIE A VILLA CERTOSA
(ASCA) – Roma, 9 mar – ”Niente tombe Fenicie a Villa Certosa: perche’ il premier dichiaro’ il contrario?’ (09/03/2010).

Sacro Fuoco Romano (Professione Vestali). 29/04/2008.

Sacro Fuoco Romano (Professione Vestali). 29/04/2008.

Sarà stata la vittoria politica della destra e la sua tradizionale rievocazione degli antichi fasti imperiali ma questa mattina mi è venuta una gran voglia di passeggiare tra le rovine romane.
Mi aggiravo tra il Colosseo e via dei Fori imperiali e nel vedere frotte di turiste desiderose di farsi immortalare al braccio di aitanti centurioni romani ho avuto un’idea per risolvere i GRAVI problemi lavorativi miei e di Ilari.
Perché non provare ad offrire il corrispettivo femminile ai turisti di tutto il mondo? Io e la Ilari, nei panni di due “antiche” vestali, a disposizione di turisti pronti a farsi sedurre dal mito e desiderosi di portare a casa l’effigie della romana immortalità. Tornata a casa mi sono documentate sull’argomento. Ho così scoperto che le fanciulle consacrate al culto della Dea Vesta godevano di una serie di privilegi che rendevano la loro condizione femminile unica rispetto alle donne romane.
Di origini patrizie, a loro erano richieste solo due cose: essere vergini e mantenere sempre acceso il sacro fuoco nel Tempio. La loro vita si svolgeva quindi accanto al Tempio, luogo inviolabile, così come inviolabile era la loro persona.  Potevano uscire liberamente, erano affrancate dalla patria potestà ed erano mantenute a spese dello Stato. Erano le uniche donne romane che potevano fare testamento e testimoniare senza giuramento. I magistrati cedevano loro il passo e facevano abbassare i fasci consolari al loro passaggio.
Dopo aver letto tutto ciò io e Ilari abbiamo provato un certo rimpianto nell’aver avuto natali romani solo nel ventesimo secolo ed anche una certa rabbia nei confronti di Teodosio I che, nel 391 D.C., con una serie di editti proibì il mantenimento di qualunque culto pagano decretando lo spegnimento del sacro fuoco.
Così ora non ci resta altra possibilità che quella di riprodurre simulacri turistici, e neanche così facilmente. Leggo, sull’edizione odierna del “Corriere della sera”, che d’ora in poi, i personaggi in costume, pronti a farsi pagare all’ombra del Colosseo, saranno regolamentati dal Comune di Roma. Un esame comunale dovrà accertare le competenze di cultura generale e la capacità di parlare in inglese, successivamente sarà rilasciato un tesserino, si assegneranno le zone di attività, le tariffe saranno fisse e ci sarà l’obbligo di emettere la ricevuta. Insomma ogni «comparsa» avrà il suo metro quadro accanto a un monumento, e la sua tassa per occupazione suolo pubblico. A noi due, se volete, ci potete trovare all’ Atrium Vestae, presso il Foro Romano. Con tanto di sottoveste (stola), mantello (pallium), scialle (suffibulum) tenuto da una spilla (fibula) che lascia scoperta soltanto la fronte e l’attaccatura dei capelli. Di sotto, all’orlo anteriore dello scialle, sei trecce (seni crines) di capelli posticci, attorcigliati di  lana nera e rossa. Portatevi la macchina fotografica.

Fonti / Source: http://re-pubblica.blog.kataweb.it/2008/04/29/sacro-fuoco-romano-professione-vestali/

Colosseo, a primavera parte il grande restauro, & E’ sopravvissuto almeno a tre antichi terremoti. di RAFFAELLA TROILI, IL MESSAGGERO ROMA (06/03/2010), pp. 1 & 40.

Colosseo, a primavera parte il grande restauro, & E’ sopravvissuto almeno a tre antichi terremoti.

di RAFFAELLA TROILI, IL MESSAGGERO ROMA (06/03/2010), pp. 1 & 40.
Roberto Cecchi: «Già al lavoro nella parte alta, danneggiata dal sisma».
Angelo Bottini, ieri al lavoro per l’ultimo giorno (al suo posto Giuseppe Proietti), dopo cinque anni a capo della Soprintendenza archeologica.
Il terremoto del 2009 ha fatto danni e già si sta provvedendo. Altri lavori, grandi lavori, interesseranno a breve il simbolo di Roma, il Colosseo. «Il restauro è un progetto che fa parte dell’Alto piano strategico di sviluppo – annuncia il sindaco Gianni Alemanno – e sarà fatto con sponsor privati, il costo è elevato, pari a 20 milioni di euro. I lavori partono quest’anno». Già a primavera i primi cantieri di quella che sarà una ristrutturazione complessiva: la Soprintendenza archeologica di Stato ha elaborato un progetto generale di restauro di tutto l’Anfiteatro Flavio, dagli ipogei all’ultimo livello, sollecitata particolarmente dal sindaco (che in passato ha definito il Colosseo «la sua inquietudine quotidiana») e incentivata dai fondi messi a disposizione dai Beni culturali con l’arrivo del commissario straordinario per l’area archeologica Roberto Cecchi (incarico assegnato inizialmente al capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che ha lasciato per seguire il terremoto in Abruzzo).
Un progetto importante: pulizia della parte esterna, restauro, recinzione disegnata ad hoc e meno vistosa (l’attuale cancellata in tubi innocenti verrà sostituita e arretrata quasi a creare un’area pedonale: sarà meno vistosa, molto alta, tipo quella del Foro, del colore della pietra pulita), illuminazione studiata da un architetto della luce, spostati più all’esterno anche i metal detector. Almeno un anno, la stima della durata dei lavori. Attico, settore Stern, terzo ordine e ipogei, per un costo di 1,8 milioni di euro: «in realtà i lavori sono già iniziati a luglio scorso – spiega il commissario straordinario Roberto Cecchi – tutta la parte legata ai pronti interventi, in particolare al piano alto che ha risentito del sisma del 2009, quando le criticità già esistenti nell’area più esposta sono diventate urgenze. Per la parte sottostante sono in corso tre perizie di spesa. L’obiettivo finale è rendere fruibili tutti i livelli, è un peccato che siano tali solo il basamento e il primo piano. Abbiamo approfittato, per andare ad analizzare meglio lo stato del Colosseo, di quanto recita l’ordinanza dell’11 giugno scorso, disposizioni urgenti della Protezione civile, che chiede di garantire allo stesso modo sicurezza e fruizione dei beni». Quest’anno si comincia, i cantieri sono previsti a primavera, anche se Cecchi precisa: «E’ un progetto che in termini finanziari va al di là delle risorse disponibili».
Angelo Bottini, ieri al lavoro per l’ultimo giorno (al suo posto Giuseppe Proietti), dopo cinque anni a capo della Soprintendenza archeologica e 34 di servizio conosce bene quanto sta per avvenire al Colosseo. «Negli obiettivi del commissario governativo c’era al primo posto la sistemazione del Colosseo. E la commissione di valutazione che fino ad oggi ho presieduto ha approvato un pacchetto di interventi con l’obiettivo di migliorarne l’aspetto e ampliarne la fruizione, in particolare con i sotterranei, che nessuno conosce. Una priorità che Alemanno ha sottolineato e che abbiamo ascoltato, il progetto della Soprintendenza è stato fatto proprio dal commissario, i lavori sono già approvati e in fase d’appalto. Per primavera si parte». Anche i servizi al pubblico – biglietteria, wc, bookshop – saranno spostati all’esterno. «L’idea finale è quella di usare il mezzanino della Stazione Metro C; proposte a medio termine si stanno valutando».
Sarà l’anno dei grandi cantieri dunque, ma a scacchiera, il Colosseo resterà sempre aperto al pubblico. Del resto lavori sono già in corso. «Ma a questi interventi – spiega il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro – si aggiungeranno la ripulitura del secondo ordine di archi che accoglie le mostre e il ripristino dell decoro nel primo ordine. Interventi urgenti, resi indispensabili per contrastare alcuni fenomeni di degrado del monumento». Giro sottolinea che «il Colosseo avrebbe bisogno di un restauro completo, soprattutto dei prospetti esterni. Il commissario ha già elaborato un progetto complessivo per il restauro della facciata nord e della facciata sud, una superficie complessiva di 12.700 mq; dei 72 ambulacri interni e per la sostituzione della recinzione».
Colosseo – E’ sopravvissuto almeno a tre antichi terremoti.
Terremoti, occupazioni, furti sistematici. Ne ha viste tante, l’Anfiteatro Flavio, come testimonia anche l’iscrizione apposta da Decio Mario Venanzio Basilio per celebrare i restauri del Colosseo, effettuati a sue spese dopo un terremoto (CIL VI, 32094, sembra del 442 AD). La sua costruzione inizia con Vespasiano nel 72 d.C.., viene inaugurato da Tito nell’80 d.C., con ulteriori modifiche apportate durante il regno di Domiziano. Intorno al VI secolo, viene abbandonato, adibito a cava di materiale, area di sepoltura e poco dopo utilizzato come castello. Sotto papa Leone IV è ancora gravemente danneggiato: un altro un terremoto (847 circa). A lungo utilizzato come fonte di materiale edilizio, nel XIII secolo è occupato da un palazzo dei Frangipane, che viene successivamente demolito, ma il Colosseo continua ad essere occupato da altre abitazioni. E’ noto poi che i blocchi di travertino vennero sistematicamente asportati nei secoli XV e XVI per essere riutilizzati in nuove costruzioni. Non solo: blocchi caduti a terra furono ancora utilizzati nel 1634 per la costruzione di palazzo Barberini. E successivamente, nel 1703, dopo un altro terremoto, per realizzare il porto di Ripetta.
Fonti / source: IL MESSAGGERO ROMA (06/03/2010), pp. 1 & 40. –

Prof. Adriano La Regina: ‘Rome the Monumental,’ [Public Lecture] CHF. Chicago, Ill., USA. [Video made public online Feb. 03, 2010]*

Prof. Adriano La Regina: ‘Rome the Monumental,’ CHF [made public online February 03, 2010]*

“Rome is fondly known as the Eternal City, and surely no metropolis in the world better reflects the history of humankind’s ambition and ingenuity. At every turn, visitors and locals come upon marvels of ancient engineering that continue to awe: generous roads, vaulting domes, immense baths and amphitheatres, winding aqueducts, and gravity-defying bridges. Adriano La Regina describes the raisons d’être and the continuing influence of a variety of ruins along the Appian Way and elsewhere, including Nero’s Golden Pavilion and the Caesars’ palace in this celebration of Roman achievement and its continuing importance to civilization.”

http://www.chicagohumanities.org/en/Genres/History/Adriano-La-Regina-Rome-Monumental.aspx

* = Prof. Adriano La Regina: ‘Rome the Monumental,’ [Public Lecture] CHF. [February 03, 2010]*

http://www.youtube.com/watch?v=KX4XNhMnkf0

ABOUT ADRIANO LA REGINA

Adriano la Regina, born in 1937, lives in Rome where he is a Professor at the Università degli studi di Roma la Sapienza in the Department of Archaeology. From 1976 to 2004, he was the superintendent of antiquities for the City of Rome. He restructured the Museo Nazionale Romano (Baths of Dioclecian), expanding it to include the Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Altemps and Crypta Balbi. He promoted the restoration of the main ancient buildings in Rome: the arches of Titus, Settimio Severo, Costantino, the Trajan columns and the columns of Marcus Aurelio, the Roman Forum, the imperial residence of Palatino, la Domus Aurea, the Coliseum, the Baths of Caracalla and the Appian Way.

Fonti / source: Prof. Adriano La Regina: ‘Rome the Monumental,’ [Public Lecture] CHF. © Copyright 2009 Chicago Humanities Festival

Ecco i quaranta “angeli custodi” dei monumenti della Città Eterna. di BEATRICE PICCHI, IL MESSAGGERO (04/04/2010), pp. 1 & 37.

Ecco i quaranta “angeli custodi” dei monumenti della Città Eterna. di BEATRICE PICCHI, IL MESSAGGERO (04/04/2010), pp. 1 & 37.

Gasperini, delegato del sindaco: lavoreranno in Soprintendenza e nelle piazze, replicheremo l’iniziativa nel 2011.
I giovani volontari del servizio civile dal 10 marzo per un anno custodi dei “tesori” del centro storico Calcoleranno i rischi in caso di disastri, aiuteranno turisti e studenti.

Il sovrintendente ai Beni culturali, Umberto Broccoli, li guarda e dice, «ecco, non esistono solo tronisti, esistono anche i ragazzi innamorati dell’arte», e Andrea, Erica, Paola, Anna, Elisa, Luca sorridono, sanno cosa li aspetta, lo hanno scelto, hanno studiato per questo, archeologia, ingegneria civile e ambientale, marketing, scienze di conservazione di restauro e di beni culturali, e ora per un anno si occuperanno dei monumenti di Roma, ne calcoleranno i rischi in caso di disastri, spiegheranno ai turisti eppoi agli studenti nelle scuole come ci si comporta quando si va a visitare un luogo d’arte, aggiorneranno e amplieranno l’attuale censimento del patrimonio artistico. Ma soprattutto, primo progetto di questo tipo in Italia, faranno un piano d’emergenza per i beni culturali, un lavoro che andrà a sovrapporsi a quello di Protezione civile e Sovrintendenza ai beni culturali di Roma. Perché ciò che manca è un’integrazione del piano d’emergenza di protezione civile che indichi come comportarsi in caso di esondazione del Tevere, sisma o altri pericoli ed emergenze con un occhio di riguardo per i monumenti che possono essere danneggiati.
Questo faranno i quaranta ragazzi volontari del servizio civile, selezionati sui 450 che avevano risposto al bando comunale. Ma non chiamatele sentinelle o vigilanti, perché non sarà questo certo il loro compito, per questo ci sono già altre figure specifiche. Dino Gasperini, delegato del sindaco per il centro storico: «Alcuni ragazzi lavoreranno negli uffici della Sovrintendenza, alle schede cartografiche, altri andranno nelle piazze, e delle piazze, piazza di Spagna, Fontana di Trevi, piazza Navona, piazza del Popolo, largo Argentina, al Colosseo, al Foro Romano, ai Fori, al Pantheon. Saranno muniti di pettorina di riconoscimento, di un cellulare, svolgeranno turni di sei ore percependo un rimborso spese di 430 euro al mese. Un’iniziativa che sarà replicata anche per il 2011». Perché la presenza è tutela, sottolinea il sovrintendente Broccoli.

Nelle ultime due settimane hanno studiato cartografie, norme sul riciclaggio e la vendita di oggetti d’arte, hanno consultato la banca dati dei carabinieri: cominceranno fra sei giorni e non vedono l’ora. Tommaso Profeta, capo della Protezione civile di Roma: «Tutto questo servirà per redigere un vero e proprio piano d’emergenza che ci permetta, in caso di pericoli, di mettere in sicurezza il patrimonio artistico, monumentale e storico della nostra città. Lo studio effettuato dai ragazzi ci indicherà quali sono i maggiori flussi di gente attorno ai monumenti, qual è lo stato attuale dei reperti, quali sono i rischi derivanti dall’uomo maggiormente pericolosi. Con questo si incroceranno le linee guida della sovrintendenza che indicherà come, eventualmente, trattare la singola opera d’arte per esempio durante un eventuale trasferimento, e con il piano di protezione civile che indica come realizzare la messa in sicurezza. Profeta ha spiegato che per farlo ci vorranno dei mesi, «anche perché bisogna pensare a un diverso grado di emergenza a seconda delle diverse aree storico-monumentali. Poi si dovrà decidere a quali monumenti applicare l’rfid, (radio frequency identification), un chip che misurerà le conseguenze di una serie di agenti esterni che danneggiano i monumenti, dalle vibrazioni di una scossa di terremoto al movimento degli uccelli, dal temporale al traffico.

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Fonti / source:
http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2010/2010-03-04/2010030415116382.pdf
http://carta.ilmessaggero.it/sfoglia.php?data=20100304&pag=36&dorso=NAZIONALE&pagina=CRONACA&ediz=20_CITTA&vis=&tt=

s.v., Gianni Alemanno, Comune di Roma – Progetto per la salvaguardia dei beni culturali. (03/03/2010).
“… Il sindaco Gianni Alemanno e il delegato del Sindaco al centro storico Dino Gasperini hanno presentato questa mattina in Campidoglio, i giovani volontari che hanno partecipato al progetto per la salvaguardia dei beni culturali del centro storico di Roma. E’ intervenuto il Sovrintendente ai Beni Culturali del Comune, Umberto Broccoli. “

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Judith Harris, [Rome’s] Warrior Archaeologists on the March [26.02.2009]). Judith Harris, [Rome’s] Warrior Archaeologists on the March [26.02.2009]).

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Judith Harris, [Rome’s] Warrior Archaeologists on the March [26.02.2009]).
(Fonti / Source):
Italy’s Culture Minister Sandro Bondi announced that the government will appoint a special commissioner to deal with the country’s “archaeological emergency”. Looming in the background is privatization of archaeological sites and their exploitation…
ROME – At a crowded press conference in Rome Friday over one hundred angry archaeologists met to protest a government campaign denigrating popular sites like the Roman Fora, the Palatine Hill, Ostia Antica and Pompeii as dirty, dangerous and degraded. In addition, some opponents of the government plan are threatening symbolic sit-in’s that in theory could interrupt tourist visits to the most popular archaeological sites.
For months the media message about an archaeological emergency has been hammered away by the foreign as well as the local press (the New York Times, for one, picked up the story). Given the declared emergency, more recently Culture Minister Sandro Bondi announced that the government will appoint a special commissioner cum inspector and, with him, a new oversight committee, bypassing the present bureaucratic structure.
Given the extent of the proclaimed archaeological emergency, Bondi’s choice has fallen on the national director of Italy’s Civil Protection department, Guido Bertolaso, to guarantee the visitors’ pleasant and safe visits to the sites. Bertolaso is a former medical doctor whose normal responsibilities include dealing with earthquakes, forest fires and the still unresolved Naples rubbish emergency. Because Civil Protection falls under the bureaucratic bailiwick of the Council of Ministers, Bertolaso answers directly to Premier Silvio Berlusconi. If and when the proposals are formalized, Bertolaso would be flanked in Rome by a local Roman politician, Marco Corsini, who is city commissioner for urban affairs.
The reorganization would effectively whisk the country’s primary archaeological sites from control by their present directorates. Among the protesters were museum directors, professors, politicians, directors of cultural associations (Italia Nostra was one), the former editor-in-chief of Il Messagggero daily and a number of archaeocrats willing to risk their jobs to denounce what they called a manipulated “fictitious creation of an emergency.”
This is far more than a picturesque battle between soft-headed intellectuals and pointy-penciled politicoes. Parliamentarian Walter Tocci complained that when a hearing was to be held on the question, the government did not bother to show up. “There is no justification for appointing a special commissioner,” Tocci said. “There is no situation that would call for civil protection authorities to intervene. What’s going on is that they simply want to privatize the archaeological parks.”
Indeed, looming in the background is privatization of archaeological sites and their exploitation, which some observers see as the way forward and others, as heretical and in outright conflict with the Italian constitution; indeed plans are underway to take the issue to Italy’s high court, the Corte Costituzionale. In the worst possible case the reorgnization is the thin end of the wedge and could lead, in park areas, to construction projects, hotels, swimming pools, night clubs, and Disney-style theme parks. “The plan is in fact part of the spoils system,” one irate archaeologist claimed.On the other hand, the 72-year-old archaeologist Andrea Carandini, whom Bondi has already named to head the future oversight committee with Bertolaso and Corsini, is an ardent supporter of the emergency measures. Carandini says that climate change has made the Palatine Hill “fragile” and hence in need of swift emergency action which only the proposed joint city-state can guarantee. “Ancient Rome is a sinking ship,” Carandini told an Italian journalist, adding that the evidence is in the decline in tourist visits to the Roman Forum.
The protesters at the assembly were not buying Carandini’s nor Bondi’s arguments. For one thing, if tourism is down in the Roman Forum, it has risen drastically at Ostia Antica despite a general decline in tourism in Rome as in all Italy due in part to complex reasons, beginnning with the worldwide economic crisis. In addition, as one of the speakers Friday said, “The proposal risks de facto privatization.” Others spoke of the “pseudo-reforms” of recent years and the government’s hacking away of the Culture Ministry’s budget—and then denouncing the bureaucrats for not doing enough to maintain the sites.
Behind the scenes the scuttlebutt is that Minister Bondi will shortly leave the Culture Ministry to return to his old job of promoting the political party created by Berlusconi, Forza Italia. A possible successor: rightist Senator Gaetano Quagliarello, recently in the news for his protest that Eluana Englaro, the woman in a coma for seventeen years, was “killed” by the doctors who let her die earlier this month.
To learn more on both sides of this story, see the Carandini interview [1] and an article on the protest by Edoardo Sassi, Corriere della Sera, Feb. 21, 2009 [2].
At Patrimoniosos.it readers can sign a petition in English being circulated against the nomination of a “special inspector” for the Archaeological Sueprintendencies of Rome and Ostia.
[– End of text –]
ENGLISH VERSION – APPEAL AGAINST THE NOMINATION OF A SPECIAL INSPECTOR FOR THE ARCHAEOLOGICAL SUPERINTENDENCIES OF ROME AND OSTIA. Posta della Redazione,
To support, click here:
[Fonti / source: PatrimonioSos (21.02.2009) – http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=52200
1). “Roma antica è una barca che affonda” Alain Elkann, interv. a Andrea Carandini, La Stampa 08/02/2009.
2.1). ROMA – La protesta degli archeologi «Il Commissario? Occupiamo il Colosseo» EDOARDO SASSI Corriere della Sera – ROMA – 2009-02-07 num: – pag: 16.
2.2). ROMA – Protesta e assemblea: gli archeologi rifiutano il commissariamento. Edoardo Sassi, Corriere della Sera – ROMA – 2009-02-21.
Please note the links in the original article by Mrs. Harris, are not working. I inserted them # [1] & [2].

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. ELISABETTA POVOLEDO, Angst Among the Ruins: Protests in Italy. THE NEW YORK TIMES ONLINE EDITION (March 11th, 2009).

ELISABETTA POVOLEDO, Angst Among the Ruins: Protests in Italy. THE NEW YORK TIMES ONLINE EDITION (March 11th, 2009). Originally published in print edition of the NYT on March 12, 2009, page C3.
ROME — State archaeologists are up in arms over a proposal to shift control of fragile ancient monuments here to a government committee with special powers, saying it will undermine their authority.
Nearly 4,700 people have signed an online petition arguing that the proposal “mortifies the professionalism” of the archaeological staff. On Thursday morning archaeologists and employees at the ancient sites plan to stage a three-hour protest at the Culture Ministry; during that time the principal sites here and in Ostia will remain closed. A similar protest on Friday left thousands of tourists standing outside locked gates.
The director of Italy’s civil protection agency was designated on Jan. 30 to lead the new committee that is to oversee repairs and restorations at the Colosseum, the Palatine Hill, the Ostia Antica ruins and other sites. The panel would have the equivalent of emergency powers, letting it circumvent legislative restrictions and bureaucratic obstacles.
Many archaeologists and arts administrators see more ominous designs behind the provision, which the Italian cabinet is expected to ratify on Friday. They fear it will lead to the gradual dismantling of a century-old system of state-run conservation, allowing private investors to gain a stake in some the most lucrative tourist sites in Italy.
With some 4.5 million visitors in 2007, Rome’s downtown archeological complex is the most traipsed spot in Italy, with nearly $38 million a year in ticket sales.
The divide reflects opposed visions of who should maintain the country’s cultural patrimony, with one side pushing for conservation as the top priority and the other for a more commercial strategy that includes private investment.
A decision last year to appoint Mario Resca, the former chairman of McDonald’s Italy, to a post in which he would enhance the money-making potential of Italy’s monuments drew ridicule and broad protests. His appointment has not yet been ratified.
Archaeologists concede that some ancient monuments seriously need repairs, especially after heavy rains this winter, but question whether emergency powers are needed for that.
Vittorio Emiliani of the Comitato per la Bellezza (Beauty Committee), an arts-protection group, opposes the notion to bring in Guido Bertolaso, the civil protection chief of Italy. “Civil protection means erupting volcanoes or tsunamis,” Mr. Emiliani said. “I don’t understand the emergency here.”
Italy’s undersecretary for culture, Francesco Maria Giro, countered that the monuments suffer from “total and unacceptable degradation.”
“Important decisions had to be made,” he said in a telephone interview. He described abandoned archaeological excavations, half-complete repairs, flooded sewers and worn scaffolding abutting buildings, such that “you can’t tell whether they support the monuments or vice versa.”
There are other concerns for archaeologists and arts groups. In its Jan. 30 news release on the proposal the Culture Ministry said that Mario Corsini, the Rome city councilman in charge of urban development, would work alongside Mr. Bertolaso. That caused speculation that the government, which set aside $23 billion last week for a building program that includes a bridge over the Strait of Messina, could subjugate the protection of ruins to construction projects that would generate jobs and revenue.
Under the current system Culture Ministry officials must sign off on building projects in areas where archaeological remains may exist, including the outskirts of the capital.
“In moments of economic crisis perhaps one wants to have a free hand in the Roman countryside,” Adriano La Regina, the former chief of Rome’s archaeological heritage, said dryly in an interview last month in the newspaper La Repubblica.
Rome’s downtown archaeological area is unusual in that it is managed partly by the state and partly by the city. A spokesman for Mr. Corsini said on Wednesday that the makeup of the new committee and its mandate would not be known until Friday at the earliest.
Mr. Giro said that the committee’s special powers, granted for a year initially, will let it cut the red tape that often keeps things from getting done in Italy. Even after the committee is running, he added, the state archaeological authorities will still have a say in conservation matters.
Angelo Bottini, the current state-appointed chief of Rome’s archaeological areas, said he saw nothing wrong in allowing Mr. Bertolaso to deal with genuine emergencies at the sites. But he cautioned that there was no substitute for his own staff’s conservation work. “It would be serious to intervene in questions of our competence,” he said.
Tourists strolling through the Roman Forum on Wednesday seemed unaware of any crisis regarding the site’s condition.
“Isn’t this what ruins are supposed to look like?” said Peggy Schelgel, an instructor of biochemistry at Penn State University. “It’s kind of hard to tell.”
Leanne Kilroy contributed reporting.

Fonti / source:

http://www.nytimes.com/2009/03/12/arts/design/12foru.html?scp=3&amp;sq=rome&amp;st=cse#”

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Guido Bertolaso,ex-commissario straordinario dell’area archeologica di Roma e Ostia Antica. “Berlusconi aide in corruption probe.” The Financial Times (10 Feb. 2010).

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Guido Bertolaso,ex-commissario straordinario dell’area archeologica di Roma e Ostia Antica. “Berlusconi aide in corruption probe.” The Financial Times (10 Feb. 2010).
Berlusconi aide in corruption probe. The Financial Times, February 10 2010.
Guido Bertolaso, right-hand man to Silvio Berlusconi, Italy’s premier, was told by police on Wednesday that he was under investigation in connection with a probe into suspected corruption. The inquiry related to building of facilities for last year’s Group of Eight summit, hosted by Italy. Mr Bertolaso immediately offered his resignation as head of the Civil Protection agency but Mr Berlusconi, with the support of the cabinet, declined it.
Police arrested four people in connection with the investigation, including Angelo Balducci, a senior official in charge of public works. Special carabiniere forces were reported to have searched Mr Bertolaso’s home and office. Media reported that more than 20 people were under investigation, including a Rome magistrate. The Civil Protection agency deals mainly with natural disasters and emergencies but is also deployed to organise major state events, including the logisitics for the G8 heads of state summit last July., etc.
Berlusconi aide in corruption probe By Guy Dinmore in Rome. Published: The Financial Times, February 10 2010.
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MIBAC – Roma archeologica: La missione di Bertolaso, Pubblicato il 19 marzo 2009.

Con l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri numero 3.747, datata 12 marzo 2009, Guido Bertolaso è stato nominato commissario straordinario dell’area archeologica di Roma e Ostia Antica. Lo stesso documento mette a disposizione, per la realizzazione degli interventi finalizzati al superamento dell’emergenza, 37 milioni di euro. Per il sottosegretario dei Beni e le attività culturali, Francesco Maria Giro, questo provvedimento “è una scelta amministrativa studiata per il bene comune e per la città di Roma”, e l’ordinanza “ha obiettivi precisi e condivisi” con tutti gli Enti locali interessati (Regione Lazio e Comune di Roma, ndr) e con il ministero dei Beni e le attività culturali. Per Giro gli obiettivi sono molto chiari: “Combattere il degrado, il dissesto e l’inaccessibilità dei luoghi”: un’area archeologica tra le più ammirate del mondo, e luoghi, ha sottolineato ancora, “di tutti e dove tutti devono poter entrare”. Nelle scorse settimane sono stati compiuti, dallo stesso Giro e dai suoi collaboratori, dei sopralluoghi in molte aree archeologiche della città che hanno evidenziato spesso “uno stato di abbandono”. “Aree degradate – ha evidenziato Giro -, con scavi iniziati in alcuni casi negli anni ’80 che spesso sono pieni di immondizie. Gli interventi saranno indirizzati inizialmente verso il Palatino, che si sta letteralmente sgretolando e verso la cloaca maxima, che in caso di forti piogge esonda e allaga la via Sacra, la Domus di Lilia e la Domus Aurea costringendo l’amministrazione a chiudere le strutture per settimane.

“Per questo, ma anche per altro, è stato deciso di affidare poteri importanti a un commissario straordinario – ha ricordato Giro -. Ma che opera in piena sinergia con il soprintendente, Angelo Bottini”. Sarà, inoltre, costituito un tavolo tecnico per affrontare e discutere gli interventi da effettuare. Occasione questa per il confronto tra il commissario, la soprintendenza e i tecnici degli Enti locali per studiare la migliore soluzione alle emergenze in atto. Bottini ha ricordato che già con il precedente governo la soprintendenza archeologica di Roma e Ostia antica aveva chiesto la nomina di un commissario. “Non è quindi una scelta di oggi”, ha sottolineato. L’ordinanza è quindi uno strumento “che serve per venire incontro all’emergenza”. L’incarico di commissario straordinario durerà fino al termine dello stato di emergenza per le alluvioni proclamato a dicembre 2008 a Roma e nel Lazio. Bertolaso ha voluto fugare le polemiche riguardanti il suo nuovo incarico: “Come capo del dipartimento della Protezione civile mi occupo di preservare non solo la vita ma anche di garantire tutela e protezione ai beni artistici e archeologici del nostro paese”. Un esempio è stato quello del terremoto dell’Umbria e delle Marche, dove la Protezione civile si è occupata della ricostruzione dei beni artistici lesionati o distrutti. Ma anche in occasione dell’emergenza rifiuti a Napoli ed in Campania, con la ricostruzione della Cattedrale di Noto e in occasione del G8 in Sardegna il suo compito è stato di far fare bella figura all’Italia.

“Per questo – ha ricordato Bertolaso – quando Bondi e Giro hanno chiesto la mia disponibilità mi sono messo subito a disposizione. Non mi sono tirato indietro”. Il capo della Protezione civile ha voluto anche sottolineare che, come nel caso della Campania, l’incarico è a titolo gratuito. Negli scorsi giorni Bertolaso ha visitato con la famiglia il Palatino, il Colosseo e i Fori Imperiali. Trovandone una situazione di degrado. Un disabile, ha fatto notare Bertolaso, non ha nessuna possibilità di visitare i Fori. Anche la situazione di assistenza sanitaria nelle aree di maggior flusso turistico sono precarie, per non parlare dei servizi igienici. “Questo è incoerente con una città che vorrebbe essere ai primi posti in classifica per flussi turistici”, ha sottolineato il neocommissario. Che ha portato come esempio l’ingresso dell’area del Palatino dove c’è un cartello affisso dal personale di sorveglianza che raccomanda a tutti i visitatori di riporre particolare attenzione ai pericoli in cui si può incorrere. “Valuterete voi e i turisti – ha concluso Bertolaso – quanto sarà fatto in questi mesi”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha evidenziato come dal testo dell’ordinanza emerga “il coraggio e la determinazione” della giunta comunale capitolina nel voler affrontare il problema del degrado dell’area archeologica centrale di Roma. Già in campagna elettorale, ha sottolineato il sindaco, “avevamo evidenziato la situazione in cui versa l’area del Colosseo e dei Fori: è un’offesa alla cultura”. La scelta di Bertolaso alla carica di commissario straordinario “è inattacabile” per Alemanno, perché la professionalità del capo della Protezione civile “è riconosciuta da tutti i governi”, non può essere letta come una nomina politica e non provoca conflitti di comptenze con il soprintendente. “Dobbiamo smettere di pensare di tutelare i luoghi artistici senza affiancarla alla loro valorizzazione e alla loro fruibilità – ha proseguito Alemanno -. I turisti vengono a Roma per vedere beni architettonici in perfetto stato di conservazione”. Il sindaco ha inoltre sottolineato la disponibilità nei confronti dell’ordinanza dimostrata dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo il quale ha comunque voluto mettere dei paletti. “Bisogna rendere fruibile a tutti questo bene dell’umanità. Mettiamoci quindi dietro le spalle le polemiche”, ha concluso Alemanno annunciando che entro il 21 aprile, Natale di Roma, i Fori Imperiali saranno illuminati e quindi visibili dall’esterno anche la notte.

Il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi ha invece ringraziato Bertolaso “per aver accettato un incarico così importante e delicato. Sono convinto – ha spiegato Bondi – che lo abbia fatto con un senso profondo di servizio verso il proprio paese. Bertolaso è una figura importante di servitore dello Stato e lo ringrazio perché ha voluto avviare un diverso livello di collaborazione con il ministero, con la Regione e con il Comune”. Il ministro ha ricordato quanto sia importante che “tutela e valorizzazione vivano l’una a fianco dell’altra perché si tratta di una grande alleanza a favore della cultura”. Bondi ha infine ringraziato Bottini “per aver compreso l’intento e lo spirito dell’iniziativa” e Giro “per aver creduto in un provvedimento che risolve un grave problema in attesa da tempo di una soluzione”.

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica (2008-2010). “Poor Bottini, they want him out. It’s all political–no wonder he doesn’t understand it!” [1]. (26/02/2010).

Roma, Archeologia e Corruzione Politica.  Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica (2008-2010). “Poor Bottini, they want him out. It’s all political–no wonder he doesn’t understand it!” [1]. (26/02/2010).

Roma, Bottini: “Lascio la Sovrintendenza ma continuerò a fare l’archeologo” cfr:

Il sovrintendente dei Beni archeologici di Roma, Angelo Bottini Il sovrintendente dei Beni archeologici di Roma, Angelo Bottini

Roma, 24 feb. – (Adnkronos) – Da cinque anni a capo della Sovrintendenza archeologica di Roma, Angelo Bottini lascia il suo incarico dal prossimo 5 marzo per andare in pensione. Sarebbe rimasto volentieri al suo posto a completare i suoi progetti, primo fra tutti il recupero del Palatino, ma la cosiddetta legge Brunetta che fissa a sessanta anni il limite di eta’ per i funzionari pubblici glielo impedisce. “Una legge che manda in pensione una generazione di dirigenti – spiega Bottini all’ADNKRONOS-. Mi chiedo perche’ il ministero dei Beni culturali abbia deciso questa falcidia approfittando di questa legge che comunque non obbliga nessuna amministrazione ad applicarla. Pare poco chiara la motivazione che contraddice la tendenza a mantenere in servizio le persone. Non riesco a comprendere la logica sottesa da questo provvedimento”

Molti funzionari hanno fatto ricorso. “Io no -aggiunge il sovrintendente- perche’ credo che se il ministero ha deciso di mandarmi in pensione avra’ anche deciso di potere fare a meno di me”. A Roma dal 2005 quando sostitui’ La Regina, Bottini rivendica il commissariamento dell’area archeologica centrale, una decisione che fece discutere politici e non. Ma lui e’ convinto che senza il commissariamento non si sarebbero raggiunti i risultati ottenuti.

“Lo Stato -prosegue- ha dato finanziamenti significativi sempre in situazioni di emergenza senza mai assicurare continuita’. Dopo il Giubileo, ad esempio, ci fu una stasi. Questo ha determinato una situazione precaria di tutta l’area archeologica. Sul Palatino il crollo di un muro fu il primo campanello d’allarme che c’era bisogno di una ripresa dell’attivita’ di recupero. La sovrintendenza, che nel frattempo era diventata ‘speciale’, lo era solo sulla carta. Quindi si e’ reso necessario il commissariamento dell’area archelogica di Roma sull’esempio di quanto gia’ fatto per la Domus Aurea con l’ingegnere Luciano Marchetti commissario. Ci sembrava l’unico modo per attirare fondi sull’area centrale. Insomma un meccanismo che funzionasse da acceleratore per attirare finanziamenti. E infatti, al commissario sono stati assegnati i fondi per Roma Capitale che erano gia’ stati assegnati alla sovrintendenza ma che praticamente non erano mai stati erogati”.

“I progetti del commissario sono stati comunque realizzati dalla sovrintendenza, frutto della collaborazione tra il commissario e gli uffici della sovrintendenza – sottolinea Bottini – a dimostrazione che queste strutture che oggi sono nell’occhio del ciclone si rimodellano, si adeguano alle situazioni. Non esiste un modello standard di interventi. Noi non abbiamo mai letto il commissario come una identita’ diversa e in qualche modo contrapposta”.

Il commissariamento dell’area archeologica di Roma porta il nome di Roberto Cecchi, che da marzo prendera’ il posto di Proietti, attuale direttore generale del ministero dei Beni culturali che in questo giro di poltrone andra’ in pensione e sostituira’, da esterno, Angelo Bottini. Prima di Cecchi il commissario era Bertolaso, che lascio’ per occuparsi dell’Abruzzo.

“Noi non abbiamo mai letto il commissario come una identita’ diversa e in qualche modo contrapposta”, ribadisce Bottini fautore dell’unione delle due sovintendenze archeologiche, quella di Roma e di Ostia, secondo il quale le riforme che hanno riguardato il ministero si sono occupate troppo degli uffici centrali e poco di quelli periferici. “La macchina amministrativa avrebbe bisogno di essere ripensata come tutte le sovrintendenze”, afferma. “Soprattutto -sostiene il sovrintendente- in vista di questa nuova funzione del ministero cioe’ la gestione del bene culturale non solo sul piano della tutela, fruizione ma anche della valorizzazione rendendolo profittevole”.

Ma cosa lascia Bottini al suo successore ancora da completare? “Una quantita’ sterminata di cose. In una realta’ come quella romana -spiega- non si puo’ mai mettere un punto”. Intanto si gode qualche successo: “Tra i risultati portati a casa certamente l’aver riportato il Foro sotto il controllo dell’area centrale. Fino al 2008 era aperto, si entrava senza biglietto. Abbiamo completato l’acquisizione di Palazzo Altemps; abbiamo impegnato molte risorse sul recupero delle Terme di Diocleziano di cui abbiamo iniziato il restauro come monumento e come museo perche’ anche alle Terme ci siano spazi di esposizione adeguati; abbiamo fatto mostre espositive, circa venti, al Colosseo e in altre sedi ma tutte con grande successo di pubblico; siamo diventati luogo dove vengono presentate le opere che tornano dall’estero”.

Il 10 marzo, infatti, saranno esposti gli argenti di Morgantina restituiti dal Metropolitan Museum di New York. Ma cio’ che avrebbe voluto completare Angelo Bottini e’ il recupero del Palatino e la conseguente riapertura di altre domus. A lui si deve la riapertura della Casa di Augusto e la scoperta di quella che viene definita la ‘sala da pranzo’ di Nerone. Ma chissa’ che non lo faccia da esterno visto che lasciato il ministero, come lui stesso afferma, ”continuero’ a fare l’archeologo”.

[– End of Text –]

[1]. “Poor Bottini, they want him out. It’s all political–no wonder he doesn’t understand it!”

Comments from an Archaeologist in Rome after reading the ‘Roma, Bottini: “Lascio la Sovrintendenza ma continuerò a fare l’archeologo” (Personal E-mail Communcation 27.02.2010).

2). Tangenti per i restauri delle chiese Mazzette romane, trovati 50mila euro. IL MESSAGGERO ed. ROMA (27.02.2010).

ROMA (26 febbraio) – Un’indagine che rischia di coinvolgere mezza Italia, soprattutto la Capitale. Partita in sordina, ha scoperto uno scenario dove le mazzette per chiudere un occhio su lavori irregolari che riguardavano opere sotto tutela della Soprintendenza sarebbero diventate una prassi. Tanto da aver già fatto finire in carcere tre funzionari della soprintendenza di Perugia e Antonio Antonelli, 51 anni, uno dei soci dell’impresa romana “Olimpo” specializzata in restauri con appalti in mezzo Stivale.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92822&sez=HOME_ROMA

3). Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica (2008-2010). Prof. Angelo Bottini (SSBAR)”…In fact I was fired.” IL MESSAGGERO (15.09.2009).

“Sono entusiasta di questo incarico – ha dichiarato il Soprintendente Bottini – e ringrazio il Ministro per la fiducia che mi ha accordato. Seguirò la linea di tendenza già tracciata dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma, nel segno della rigorosa tutela e della valorizzazione del sistema museale romano, cercando di contemperare le esigenze di sviluppo e trasformazione della città, come finora ho fatto in Toscana”.

~ Prof. Angelo Bottini (14.01.2005), Ufficio Stampa MiBAC (14.01.2005). [1].

According to the Il Messaggero (15.09.2009), Prof. Angelo Bottini, The Superintendent of Archaeology in Rome (14.01.2005-15.09.2009[?]), stated he was fired, by way of forced into early retirement! The Il Messaggero article wrote:

‘Il soprintendente Bottini: «Sono stato licenziato, è una stranezza politica» ‘

This during an interview with Prof. Bottini, following the news conference given by the MIBAC (14.09.2009), on the details for the restoration of the Coloseum and other related archaeological projects in Rome, Prof. Angelo Bottini, responded to other matters, stating, “This press conference on the report of the Commissioner could almost be my farewell (…). Apparently in Feb. 2009, Prof. Bottini, recieved a six month notice. Prof. Bottini, also stated, “But I feel its a strange policy, I would say almost an oddity, to retire [forced into early retirement like his predecessor Prof. Adriano La Regina, SAR (1976-2005)?] at the age of sixty, [currently] in the middle of research, faculty and academic contributions. Apparently they are considered it a burden rather than a resource.”

—-

Full text of the articleIl Messaggero (15.09.2009) :

ROMA (14 settembre) – «Di fatto sono stato licenziato». Così il soprintendente archeologico di Roma Angelo Bottini [1], nonché presidente generale di indirizzo e coordinamento dei progetti sotto la gestione commissariale dell’area archeologica centrale di Roma e Ostia Antica ha risposto oggi a Palazzo Altemps a chi gli chiedeva dettagli sui progetti di riapertura relativi al Colosseo.

«Sono il primo su cui si applica il pensionamento anticipato secondo la nuova norma della legge Brunetta. Evidentemente ci ritengono demodè. Ho avuto i miei sei mesi di preavviso e il mio contratto nuovo scade il 24 febbraio prossimo», ha detto ancora Bottini, 60 anni, a margine della presentazione del primo rapporto del Commissario sugli interventi per la tutela e la fruizione del patrimonio archeologico.

Poi il soprintendente ha aggiunto: «Questa conferenza stampa sul rapporto del Commissario potrebbe quasi essere il mio commiato. È l’applicazione di una norma, certo. Ma la ritengo una stranezza politica – ha spiegato Bottini – direi quasi una bizzarria, mandare in pensione persone a sessant’anni nel pieno di ricerche, facoltà e contributi scientifici. Evidentemente sono considerato un peso e non una risorsa. Cercherò altrove altre forme di attività pubblica. Nel momento in cui si applica la norma del prepensionamento, il mio mestiere è e rimane l’archeologo. Lo farò in altro modo, nell’interesse della scienza e della ricerca».

Fonti / source: Il soprintendente Bottini: «Sono stato licenziato, è una stranezza politica», IL MESSAGGERO (15.09.2009) =

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=73178&sez=HOME_ROMA [link no longer available online?].

1). PROF. ANGELO BOTTINI NUOVO SOPRINTENDENTE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA / di Ufficio Stampa MiBAC – Ministero per i Beni culturali (14.01.2005).

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, ha nominato oggi a capo della Soprintendenza per i beni archeologici di Roma il dott. Angelo Bottini, già Soprintendente ai beni archeologici della Toscana. Milanese, nato nel 1949, allievo del professor Piero Orlandini all’Università Statale di Milano, è stato reggente e Soprintendente della Soprintendenza per i beni archeologici della Basilicata dal 1976 al 1996, ispettore centrale tra il 1996 e il 1997 e poi titolare della Soprintendenza per i beni archeologici in Toscana. Personalità di spicco nel campo dell’archeologia, ha pubblicato centinaia di articoli e alcuni volumi. Ha curato numerose iniziative scientifiche di carattere divulgativo, e tra queste in particolare nel 1996 la mostra I Greci e l’Occidente a Palazzo Grassi a Venezia. Ha diretto numerosi scavi archeologici nell’Italia meridionale e in Toscana, dove ha portato alla luce i relitti delle navi romane allo scalo di San Rossore nei pressi di Pisa.

Ufficio Stampa MiBAC

Tel. 06-67232261

Fonti / source: Ufficio Stampa MiBAC (14.01.2005) &

Patrimoniosos.it – IN DIFESA SEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI (14.01.2005). =

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getcomunicato&id=325


Roma, Archeologia e Corruzione Politica. – “Qui si vendono IL COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del ministero.” L’ESPRESSO (04.03.2010), p. 48-52. [Full Text].

Gianluca Di Feo & Stafania Maurizi, “Qui si vendono IL COLOSSEO. & Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del ministero.” L’ESPRESSO (04.03.2010), p. 48-52.

Una Spa dello Stato ha per anni sfruttato i tesori d’arte. Operava con criteri privati affidati allo stesso clan di potere. Che ha potuto gestire fondi miliardari.

Il Sovnarkom è tornato. L’aveva fondato Lenin nel 1917, per governare superando gli strumenti del parlamentarismo borghese. Circa un secolo dopo, il Consiglio dei commissari del popolo è di nuovo d’attualità, nelle mani del nemico dichiarato del comunismo. Silvio Berlusconi amministra il suo potere così. Tutto è emergenza, una frana e i 150 anni dell’Unità d’Italia, un terremoto e gli Uffizi, il Tevere in piena e il Colosseo. Dunque tutto richiede un commissario. Le battute d’arresto su Protezione civile Spa e sull’immunità giudiziaria per le cinghie di trasmissione del centralismo democratico sono sì da imputare ai magistrati di Firenze. Ma forse dipendono anche dal vizio di passare dal vaglio delle Camere, dove si trova sempre qualche voce critica. Con Cultura Spa tutto questo non è successo. ‘L’espresso’ è in grado di rivelare come, nel più assoluto silenzio e senza ombra di confronto parlamentare, l’esecutivo stia integrando tutto il sistema dei Beni Culturali nella rete della gestione privatizzata. Perché questa è la differenza con il bolscevismo. Per i nuovi commissari l’interesse personale è ammesso e incoraggiato. Il risultato finale è un ogm che incrocia la ricerca del bene comune con la giusta avidità neoliberista,ecc.

“Nel Pantheon delle Bustarelle – Le rivalazioni sulle mazzette all soprintendenza romane. Anche per la chiesa del ministero, Gianluca Di Feo & Stafania Maurizi, L’ESPRESSO 04.03.2010 pp. 48-52.” [FULL TEXT].

http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2010/2010-03-04/2010030415064459.pdf

Roma, Archeologia e Corruzione Politica. Roma, L’ Archeologia Dimenticata – Scavi fermi e burocrazia, cosi`muore un patrimonio. LA REPUBBLICA ed. ROMA (02/03/2010, p. 15).

Roma, L’ Archeologia Dimenticata – Scavi fermi e burocrazia, cosi` muore un patrimonio ai Fori all’Appia antica cantieri bloccati. I fondi inutilizzati.
“La Soprintendenza speciale ha rimandato indietro quasi un milione di euro” di Carlo Alberto Bucci, LA REPUBBLICA ed. ROMA (02/03/2010, p. 15).
GUARDA Gli scavi archeologici =
I lavori di scavo al Foro della Pace sono stati bloccati. Ferme anche le indagini nei cantieri della villa dei Quintili sull´Appia e in altri siti della Regina Viarum. E nessuno più che riversi nel grande archivio telematico le centinaia di schede di scavo redatte su carta per catalogare il tesoro venuto alla luce nel centro storico e nel suburbio.
Non bastano i tagli che il governo ha imposto ai Beni culturali. Ora ad affossare l´archeologia romana ci si è messa la burocrazia interna. Che ha messo alla porta un centinaio di archeologi collaboratori: quegli studiosi che costituiscono la forza lavoro senza la quale la macchina ministeriale, depauperata dal blocco delle assunzioni, si ferma. E questo perché la Soprintendenza archeologica speciale di Roma ha rimandato indietro «quasi un milione di euro di fondi già impegnati nel 2009 in contratti, affidamenti e collaborazioni esterne», denuncia nell´interrogazione alla Camera la parlamentare pd Manuela Ghizzoni.[1].
Un milione dimenticato. Mentre la società ministeriale Arcus spa ne destina uno e mezzo (nei prossimi tre anni) per “le attività culturali al Complesso monumentale del Vittoriano” facendo passare come beneficiario il Commissario straordinario per l´area archeologica di Roma e Ostia. Più un altro milione per Ostia antica. E niente per l´area archeologica centrale.
A bloccare i fondi della Soprintendenza ci sarebbe il cosiddetto “decreto Brunetta” che, in nome della trasparenza, ha limitato al 30 per cento del bilancio gli stanziamenti previsti per le consulenze esterne. Ma lo stop sul 2009 è arrivato dagli uffici amministrativi a gennaio. Quando proposte e contratti degli esterni erano stati già accettati e vistati dai vari funzionari della Soprintendenza che operano sul territorio. In molti i casi i lavori erano già stati avviati. Lavoro gratuito, scoprono adesso. «La nostra paura è che il problema si riproporrà anche nel 2010», dice Giorgia Leoni, presidente della Confederazione italiana archeologi. Tanti gli Indiana Jones con la partita iva a Roma. Erano la maggior parte dei 5000 che nel 2008 parteciparono all´ultimo concorso nazionale, dopo 25 anni, per 30 posti da archeologo. Requisiti: laurea, specializzazione e dottorato. Super esperti e precari a vita. Ora anche senza stipendio.
Rita Paris, responsabile dell´Appia e della Catalogazione, dà una speranza ai collaboratori: «Attenzione, tutti i lavori per i quali vi erano le proposte non rientrano nelle “consulenze”. Redigere inventari, catalogare, fare assistenza nei cantieri di scavo: si tratta di attività istituzionali della Soprintendenza che vengono date all´esterno per mancanza di personale. Siamo stati fermi un anno. Speriamo di riuscire a recuperare nel 2010». Avverte Rossella Rea, responsabile del Colosseo: «Al Foro della Pace il blocco dello scavo archeologico sta creando problemi e ritardi anche alla metro C». Il marciapiede di via dei Fori imperiali deve essere smantellato per lasciare il posto al cantiere dell´omonima stazione. «E per questo – spiega la Rea – abbiamo studiato un percorso pedonale alternativo: una passeggiata suggestiva e inedita sopra il Foro della Pace e dietro Massenzio». Ma gli scavi sono fermi.
[1]. Rif: Roma, Archeologia e Corruzione Politica. “Caro sig. Conde, purtroppo siamo già alla distruzione della nostro patrimonio culturale, ecc.” di Manuela Ghizzoni 09/03/2010. =