ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Martin G. Conde, “Bird’s Eye-View – The Temple of Peace, Basilica Maxentius, & Palazzo Rivaldi (2004 [2006]), in: Terry Kirk, “Third Rome”, in: M. Minkenberg, Berghahn Books (06|2014), fig. 5.4 | p. 167.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Martin G. Conde, "Bird's Eye-View - The Temple of Peace, Basilica Maxentius, & Palazzo Rivaldi (2004 [2006]), in: Terry Kirk, "Third Rome", in: M. Minkenberg,  Berghahn Books (06|2014), fig. 5.4 | p. 167.

Fonte | source:

— Martin G. Conde, “Bird’s Eye-View – The Temple of Peace, Basilica Maxentius, & Palazzo Rivaldi, FLICKR (2004 [2006]) https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/415354061/ , = “Rome, Palazzo del Littorio first competition site today, Source Martin G. Conde, 2004., Fig. 5.4 | p. 167, Terry Kirk, ‘Image, Itinerary, and Identity in the “Third” Rome, in: Michael Minkenberg (ed.), ‘POWER AND ARCHITECTURE The Construction of Capitals and the Politics of Space,’ Berghahn Books: New York | Oxford (June 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA: ‘Un filologo prussiano nell’Italia unita, fra limoni e “porchi”,’ – Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff (1848-1931). IL MANIFESTO (24|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA: 'Un filologo prussiano nell’Italia unita, fra limoni e “porchi”,' - Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff  (1848-1931). IL MANIFESTO (24|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA: ‘Un filologo prussiano nell’Italia unita, fra limoni e “porchi”,’ – Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff (1848-1931). IL MANIFESTO (24|08|2014).

Viaggi in Italia . Allo sprezzante nemico di Nietzsche fanno da guida Burckhardt e Goethe. Ricerca della religione medioevale, dell’Antico e delle biblioteche condita da gustose scenette antropologiche.

— FONTE | SOURCE

IL MANIFESTO (24|08|2014).

http://ilmanifesto.info/un-filologo-prussiano-nellitalia-unita-fra-limoni-e-porchi/

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo a Roma: irrealtà visibili Sogni, idee ed opere di un grandissimo artista in una grandissima città,” tesi di laura & Video [Italiano | English] Roma (2012).

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Dott.ssa Silvia Valentini, "Michelangelo a Roma: irrealtà visibili Sogni, idee ed opere di un grandissimo artista in una grandissima città," tesi di laura & Video [Italiano | English] Roma (2012).

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo a Roma: irrealtà visibili Sogni, idee ed opere di un grandissimo artista in una grandissima città,” tesi di laura & Video [Italiano | English] Roma (2012).

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo a Roma: irrealtà visibili, Sogni, idee ed opere di un grandissimo artista in una grandissima città,” Facoltà di Mediazione Linguistica presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori Gregorio VII, Roma (2012). ITALIANO | ENGLISH.

http://michelanegeloaroma.wordpress.com/

— Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo a Roma: irrealtà visibili, Roma | FACEBOOK (2012).

https://www.facebook.com/MichelangeloARomaIrrealtaVisibili/timeline

— Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo a Roma: irrealtà visibili, Sogni, idee ed opere di un grandissimo artista in una grandissima città,” Facoltà di Mediazione Linguistica presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori Gregorio VII, Roma (2012). [PDF], pp. 1-154 [tesi di laura trans. Italiano | English | Deutsch].

http://michelanegeloaroma.files.wordpress.com/2012/11/michelangelo-a-roma-irrealtc3a0-visibili-silvia-valentini.pdf

— Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo a Roma: Irrealtà Visibili,” YOUTUBE (11| 2012), ITALIANO (10:58).

— Dott.ssa Silvia Valentini, “Michelangelo in Rome: Visible Unrealities,” YOUTUBE (11| 2012), ENGLISH (10:58).

s.v.,

FOTO FONTE SOURCE:

— VATICANO E ROMA ARCHITETTURA: LA CAPPELLA SISTINA| RESTAURATORI E CUSTODI, CHI VEGLIA SUL GIUDIZIO. CORRIERE DELLA SERA (24|12|2012).

http://wp.me/pPRv6-26H

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA, COSA C’ERA PRIMA DI VIA DEI FORI IMPERIALI? Folia Focus (10|07|2013). Foto: Annalisa Giuseppetti, VIA DEI FORI IMPERIALI, Roma FACEBOOK (2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA, COSA C’ERA PRIMA DI VIA DEI FORI IMPERIALI? Folia Focus (10|07|2013). Foto: Annalisa Giuseppetti, VIA DEI FORI IMPERIALI, Roma FACEBOOK (2014).
ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA, COSA C’ERA PRIMA DI VIA DEI FORI IMPERIALI? Folia Focus (10|07|2013). Foto: Annalisa Giuseppetti, VIA DEI FORI IMPERIALI, Roma FACEBOOK (2014).

A partire dal prossimo 30 luglio via dei Fori Imperiali sarà pedonalizzata. La strada voluta da Mussolini per consentire lo svolgimento delle parate militari (e per collegare il Colosseo al suo balcone di piazza Venezia) fu inaugurata nel 1932 con il nome di via dell’Impero e aperta al pubblico l’anno dopo. Per farle posto fu realizzato un imponente intervento di demolizioni e sventramenti, che nell’arco di un solo anno spazzò via – oltre a numerose vestigia romane – un intero quartiere rinascimentale.

Fino al 1931 infatti nell’area dei Fori Imperiali sorgeva il Quartiere Alessandrino, edificato durante il pontificato di Pio V (1566-1572) per volontà del cardinale Michele Bonelli (nipote del papa) detto l’Alessandrino dalla città di origine. L’edificazione dell’isolato fu preceduta da un importante intervento di bonifica per il risanamento dell’area, divenuta da tempo malsana per via dell’intasamento della Cloaca Maxima (tanto che la zona era chiamata dai romani i pantani): a tal fine, furono riversate sul terreno quantità di terra così ingenti da rialzare le quote dell’intero quartiere di circa 3,5 metri. Fu in questi anni che venne tracciata la via Alessandrina, che delimitava l’isolato ad ovest e tagliava l’antico Argiletum raggiungendo il Tempio della Pace.

Antonio Nibby, storico e archeologo del primo Ottocento, descrisse con queste parole l’edificazione del quartiere: «Circa l’anno 1570 furono ordinate le strade da questa parte e cominciato il rialzamento del suolo per le cure di s. Pio V essendo maestro delle strade Prospero Boccapaduli, e perciò le due vie principali che si traversano da nord a sud e da est ad ovest ebbero il nome di via Alessandrina, e via Bonella, una ricordante la patria, l’altra la famiglia di quel papa. Fu allora che il monastero di s. Basilio venne assegnato alle Neofite. Que’ lavori continuarono sotto Gregorio XIII il quale per testimonianza del Martinelli fece levar via gli orti che occupavano questa parte di Roma, e dopo aver diretto le altre vie in due anni si vide la contrada coperta di case l’anno 1585. Paolo V rialzò l’anno 1606 il piano della chiesa di s. Quirico come si vede, e di ciò fa testimonianza la lapide che è sulla porta; ma nello stesso tempo per opera di Giovanni Fontana fece demolire gli avanzi del tempio di Minerva del quale rimanevano in piedi dieci colonne e parte della iscrizione e del frontone ed i materiali furono impiegati per la fabbrica della Cappella Paolina in s. Maria Maggiore e per la Fontana Paolina sul Gianicolo. E così si perdette questo monumento al quale furono sostituite case plebee.»

Nel quartiere alessandrino, percorso da undici strade piccole e strette, sorgevano dunque sia case modeste che edifici di pregio, come il Conservatorio di Santa Eufemia, nato come convento delle “Sperse di Sant’Eufemia” e il palazzetto di Flaminio Ponzio. I pianterreni erano occupati da piccoli commerci e botteghe artigiane, e lungo la via Alessandrina si contavano nel 1855 ben quattro osterie, una delle quali sistemata tra i resti del Tempio di Minerva, alle Colonnacce.

A turbare la quiete del Quartiere Alessandrino fu, nel primo decennio del Novecento, il cantiere per la costruzione del Vittoriano, con cui iniziarono le demolizioni nell’area (per parlare delle quali sarebbe necessario un altro post). Qualche anno dopo, la visione urbanistica del Duce sarebbe stata fatale all’isolato cinquecentesco: già nel 1925 Mussolini affermava che «i monumenti millenari della nostra storia devono giganteggiare nella necessaria solitudine». Il regime avrebbe così attuato concretamente il metodo del diradamento urbano sostenuto da Gustavo Giovannoni, secondo il quale i monumenti antichi vanno liberati dalle sovrapposizioni di epoche diverse. Insomma, tutto ciò che non era legato alla Roma antica era decisamente cancellabile.

Oggi del Quartiere Alessandrino non è rimasto quasi nulla. Consoliamoci con una passeggiata (rigorosamente a piedi) sulla via che ha preso il suo posto.

FONTE | SOURCE:

— ROMA, COSA C’ERA PRIMA DI VIA DEI FORI IMPERIALI? Folia Focus (10|07|2013).

ROMA, COSA C’ERA PRIMA DI VIA DEI FORI IMPERIALI?

FOTO FONTE SOURCE:

— Foto: Annalisa Giuseppetti, VIA DEI FORI IMPERIALI, Roma FACEBOOK (2014).

https://www.facebook.com/annalisa.giuseppetti

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s.v,

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: ROME JOURNAL – The ‘VIA DEI FORI IMPERIALI’- “Road Through Roman History Creates Colossal Headache,” THE NEW YORK TIMES | [INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE], 1 August (2013), p. A4.

ROME JOURNAL - The 'VIA DEI FORI IMPERIALI'- "Road Through Roman History Creates Colossal Headache," THE NEW YORK TIMES | [INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE], 1 August (2013), p. A4.

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: STORIA DI VIA ALESSANDRINA E DEGLI SCAVI DEI FORI IMPERIALI, Comune di Roma (31/10/2013) [PDF. pp. 1-3].

http://wp.me/pPRv6-1QH

— ROMA ARCHEOLOGIA: “STORIA DI VIA ALESSANDRINA E DEGLI SCAVI DEI FORI IMPERIALI,” Comune di Roma & La Repubblica & ‘MARINO SINDACO – ROMA`VITA, Rome (10/2013). (31-28/10/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA: "STORIA DI VIA ALESSANDRINA E DEGLI SCAVI DEI FORI IMPERIALI," Comune di Roma & La Repubblica & 'MARINO SINDACO - ROMA`VITA, Rome (10/2013). (31-28/10/2013).

— ROMA ARCHEOLOGIA: Roma zona dei Piazza Venezia e Fori Imperiali – Chiese, Case, e Strada (Il Pantini e Via Alessandrina [ca. 1450-2012]). A cura di Alvaro de Alvariis (Roma 2012) e M. G. Conde (Washington DC 2011-12). [4.5mb / Originale (7536 x 4848)].

ROMA ARCHAEOLOGIA: Roma zona dei Piazza Venezia e Fori Imperiali - Chiese, Case, e Strada (Il Pantini e Via Alessandrina [ca. 1450-2012]). A cura di Alvaro de Alvariis (Roma 2012) e M. G. Conde (Washington DC 2011-12). [4.5mb / Originale (7536 x 4848)].

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & I Fori Imperiali (2012-13).

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & I Fori Imperiali (2012-13).

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: SCHEMA DI ASSETTO PRELIMINARE DEL PROGETTO FORI AMBITO STRATEGICO DEL PARCO DEI FORI E DELL’APPIA ANTICA ROMA – 2004/2006 [08|2014].

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: SCHEMA DI ASSETTO PRELIMINARE DEL PROGETTO FORI AMBITO STRATEGICO DEL PARCO DEI FORI E DELL'APPIA ANTICA ROMA - 2004/2006 [08|2014].

— ROMA ARCHEOLOGIA: Arch. B. Baldrati, I Fori Imperiali – Planimetria dell’ area dei Fori Imperiali (1809/1933 & 2004).

ROMA ARCHEOLOGIA: Arch. B. Baldrati, I Fori Imperiali - Planimetria dell' area dei Fori Imperiali (1809/1933 & 2004). & Bibliografia: R. Meneghini 2009 & L. Ungaro 2007.

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & I Fori Imperiali & Via dei Fori Imperiali (c. 1955-65?).

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & I Fori Imperiali & Via dei Fori Imperiali (c. 1955-65?).

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & I Fori Imperiali & Via Dell’ Impero & Via Del Mare (c. 1930-32?).

ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, Centro Storico & I Fori Imperiali & Via Dell' Impero & Via Del Mare (c. 1930-32?).

— ROMA ARCHITETTURA: “Via dei Monti 1919-20 | 1924” = “Roma, Planimetria del Centro della Citta’ Prima del 1924,” Fondo Morpurgo (Pianta generale – G. Lugli. La zona archeologica di Roma [ed. 1924]). S. Diebner, BULL. COMM. 111 (2011), Fig. 1 | p. 154).

ROMA ARCHITETTURA: "Via dei Monti 1919-20 | 1924" = "Roma, Planimetria del Centro della Citta' Prima del 1924," Fondo Morpurgo (Pianta generale - G. Lugli. La zona archeologica di Roma [ed. 1924]). S. Diebner, BULL. COMM. 111 (2011), Fig. 1 | p. 154).

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: ROME – PROF. GIACOMO BONI (1900-10), THE ROMAN FORUM: THE ANTIQUARIUM FORENSE / MEDIA PARS URBIS. R. ACCADEMIA DEI LINCEI. PROF. VINCENZO REINA.- (ROMA 1911 / Foglio 1 – 7). II of III.

ROME - PROF. GIACOMO BONI (1900-10), THE ROMAN FORUM: THE ANTIQUARIUM FORENSE / MEDIA PARS URBIS. R. ACCADEMIA DEI LINCEI. PROF. VINCENZO REINA.- (ROMA 1911 / Foglio 1 - 7). II of III.

— ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: Roma, Via di Monti (1855?), in: Capitolium 1-3, (1946).

ROMA, I FORI e VIA ALESSANDRINA: Ma Mussolini non fu il primo - Via dei Fori. Lo 'Sventramento' fascista fu la conseguenza di una ideologia nata assai prima, AA.VV., Via dei Fori Imperiali. la zona archeologica di Roma (1983). LA REP. (13|11|1983).

— ROMA ARCHEOLOGIA & ARCHITETTURA: Roma, I Fori Imperiali, I Mercati di Traiano, & Alessandrino Quartiere (16 ° secolo al 21 ° secolo): Roma, veduta aerea – Fori Imperiali, e Fora Romano, in scala 1:1000 (2008-09) & “WEBGIS CATASTO GREGORIANO (1819-1824) – labUR – ROMA TRE (2009/2007).”

ROME - IMPERIAL FORA (1998-99): EXCAVATIONS PHOTOGRAPHS - Remains of the basements cellars & walls of the Rennaisance structures of the former Via Alessandrina quarter (c. 15th - 17th cent. AD).

— ROMA ARCHEOLOGIA: ROMA, Rioni Monti I, I Fori Imperiali, Catasto Pio-Gregoriano, folio nn. 9, (1819-1824), in: scala 1:500. MiBAC / ACR Roma (2005/2012).

ROMA ARCHEOLOGIA: ROMA, Rioni Monti I, I Fori Imperiali, Catasto Pio-Gregoriano, folio nn. 9, (1819-1824), in: Scala 1:500. MiBAC / ACR Roma (2005/2012). [Nota: 10700x7300 pixels & 15.1mb].

I tre marmittoni – “The Mozart of physical comedy: Curly Howard of The Three Stooges,” in: Extravagant Creation (May 9, 2011). VIDEO: Moe, Larry, & Curly, in: “An Ache in Every Stake.” (1941), VIDEO 18:06.

Curly, Moe, and Larry delivering ice for the Ice Bucket Challenge! nyuk...nyuk...nyuk! (19 August 2014).

I tre marmittoni – “The Mozart of physical comedy: Curly Howard of The Three Stooges,” in: Extravagant Creation (May 9, 2011). VIDEO: Moe, Larry, & Curly, in: “An Ache in Every Stake.” (1941), VIDEO 18:06.

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Note: VIDEO: Moe, Larry, & Curly, in: “An Ache in Every Stake.” (1941), VIDEO 18:06.

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“The Mozart of physical comedy: Curly Howard of The Three Stooges,” in: Extravagant Creation (May 9, 2011).

The Three Stooges have never received much critical appreciation – most unfairly, in my view – but even those who take a dim view of the violent, unsophisticated humor the Stooges reveled in generally acknowledge that Curly Howard (real name: Jerome Lester Horwitz) was a unique talent. The youngest of a trio of brothers who played Stooges, Curly was brought into the act in 1932 just prior to its career-defining association with Columbia Pictures when the oldest brother, Shemp, left to pursue a solo career (Shemp would eventually return to replace Curly after the latter had a stroke in 1946). A fairly shy man in private, when he was working Curly’s comedy seemed to flow out of his body in an effortless joie de vivre. He never had formal acting training, he had trouble remembering his lines, and he frequently improvised. In terms of physical comedy if Buster Keaton with his scrupulous planning and architectonic gags is like Beethoven, then Curly Howard is like Mozart, the “natural” who is the envy of every slapstick Salieri.

Among endless possibilities to illustrate Curly’s genius, I have selected his bowling gag from the Stooges’ 1941 short titled “An Ache in Every Stake.” The bit lasts just thirty-eight seconds, but in it, his grace, his vocalizations, and his timing shine as perfectly as they ever did. It shows Curly at the absolute top of his game.

“An Ache in Every Stake” was the 57th of the 190 short subject films the Stooges did with Columbia. It is rightly considered one of their best. The short begins with the Stooges selling blocks of ice from a horse-drawn wagon on an extremely hot day in a neighborhood with high, steep hills. The most famous gag in the short is probably not the one I selected, but the one in which the boys relay a block of ice up a ridiculously long series of hillside steps (earlier attempts up the hill, without a relay, had resulted in “shrinkage”). Then, midway through the short, the Stooges abandon their jobs as icemen to cater a birthday dinner party for a wealthy man (played by Vernon Dent) whose birthday cake they have already ruined twice. Classic dialogue and Stooge-isms abound. As a team the boys are firing on all cylinders here, and the supporting cast does great work too (I understand this is one of the few episodes with both Bud Jamison and Vernon Dent in it).

I would love to embed video of the short directly in this post, for your viewing convenience, but the folks at wordpress.com won’t allow me to embed videos without paying extra for the privilege, and I’m a skinflint (in the vernacular of the Stooges). So I’m posting this link to the short instead, which is hosted by YouTube and Crackle. You’ll have to endure a fifteen-second advertisement before the short begins, and two more ads during it, by, of all people, the U.S. Army! Considering how utterly inept and incompetent the Stooges were whenever they played soldiers (or members of any other profession, for that matter), it’s ironic that the U.S. Army wants kids who like The Three Stooges to “be all that they can be.” But I suppose the recruiting wing of the Army can’t help but drool when they see the overwhelmingly male demographics of knuckleheads (as Stooges fans like to call themselves). And I guess it’s a testament to the enduring popularity of the Stooges that it’s not just 50+ year old men like me who like them – the Army couldn’t care less about my age group – but also eminently recruitable young men.

With very rare exceptions, women simply don’t “get” The Three Stooges, at all. This is a great mystery. In fact, in ranking the greatest mysteries, I would break down the top three this way:

#1 – Why does the universe exist at all (i.e. why is there something instead of nothing)?
#2 – If the universe has a Creator-God who is unalloyedly good, why does evil exist?
#3 – Why don’t women like The Three Stooges?

Only those who are especially favored by God – prophets, mystics, and the like – may hope to receive glimpses of answers to these questions, this side of death’s door. For the rest of us they remain inscrutable. As for myself, I haven’t a clue why women don’t like The Three Stooges. From this you may infer that I am no prophet.

Curly’s bowling gag occurs early in the short, from 2:16 to 2:54 (elapsed time from the start, in minutes and seconds). The premise is that when Curly sees ten empty milk bottles, arranged vaguely like bowling pins, out in front of him on the sidewalk, he decides to hurl the tonged block of ice he is carrying into them like a bowling ball. In the course of the gag we discover that Curly has been rolling tonged ice blocks into empty milk bottles at previous stops, and that this strike shot completes a perfect game (or so Curly thinks – more on that in a minute). This mini-symphony of physical comedy can be broken down into three parts or movements of roughly equal lengths, where each movement can be further subdivided, somewhat arbitrarily, into two or four sections (all timings approximate):

1. The roll
a. Recognition (four seconds)
b. Approach, delivery and body English (eight seconds)

2. The result
a. Pinfall (two seconds)
b. The triumphant bowler tallies and savors his strike (ten seconds)

3. The comeuppance
a. Moe arrives – the flinch (four seconds)
b. Curly: “I got a perfect score!” (one second)
c. Moe: “No you haven’t, you need another strike!” (three seconds)
d. It escalates from there (six seconds)

At the beginning of the first movement, Curly, whose head Moe has just struck, again, with a large chisel (to straighten it out, after it had been bent by an initial strike to Curly’s head), and who was then been ordered by Moe to “go on, deliver that ice,” is plodding up a sidewalk with a block of ice in his tongs when he spies the ten empty milk bottles up ahead on the sidewalk. He stops dead in his tracks. After a cut to show us the bottles, we then see Curly in a starting position, farther back on the sidewalk, so as to have enough room for his approach. Given the awkwardness of trying to “bowl” a large block of ice with tongs attached, Curly’s form isn’t half bad. He uses a truncated three-step approach (the fourth step is essentially part of his follow-through). Notice how he “primes” his backswing, while still in his starting position, by gently rocking the block of ice back and forth as it hangs down in the tongs by his side, and timing the start of his steps so as to be in perfect rhythm with the rocking.

We don’t actually see the ice with tongs attached “rolling” on the sidewalk, or hitting the milk bottles, but thanks to Columbia sound effects genius Joe Henrie, we hear it. Or, I should say, we hear something that starts off sounding like a tonged block of ice rolling on concrete, but then morphs into something that, to me, sounds like a polyhedron rolling on a hard surface (with rapid little thumping noises as the edges of the polyhedron strike the floor in rapid succession) combined with the sound of a bowling ball half-rolling and half-skidding across an old linoleum floor – all with an appropriate Doppler effect to suggest an object moving away from us. When the milk bottles are struck, and the last wobbling bottle falls with a delightful plinking sound, it’s just the icing on the cake. It’s an amazing sound effect and it was likely engineered by Henrie specifically for this gag. Henrie was known to be a perfectionist (and to laugh at his own sound effects while he was creating them), and he was integral to the success and popularity of The Three Stooges.

“Helping” that last milk bottle to topple over is Curly, whose entire body is off-balance and leaning, in sympathy with the bottle, to his left. After it finally falls, and Curly exhales his little victory whoop, notice his deft footwork (he was said to be an accomplished ballroom dancer). He takes two quick backward, crossing steps, i.e. where one foot is placed behind and to the outside of the other foot. Because his body’s vertical alignment is initially tipping so far towards his left, the first of these backward, crossing steps returns him to a true vertical position, and even past vertical a little, towards his right; the second backward, crossing step reprises the side-to-side oscillation, but with much less amplitude. The effect reminds one of a spinning top, moving backwards, that begins violently out of balance, but which quickly returns to a stable (vertical) position. Or, perhaps more aptly, Curly’s body is like a wobbly bowling pin that remains standing (Curly’s uncanny ability to intuit and incorporate inanimate objects into his comedy has often been noted). See too how he keeps his arms up during this phase, as if to emphasize his top-heaviness. Then when Curly drops his hands, he simultaneously arches his back. He realizes his achievement and begins to strut and exult.

There is no guile in Curly (as a Stooge). His thoughts (if one can dignify anything that goes on inside the head of a Stooge with that word) and his feelings are a completely open book that we can read through his posture, his gestures, and his vocalizations – the most expressive of which are often wordless or, at best, nonsense words. It is to his vocalizations I would like to briefly turn now.

It is difficult to imagine Curly as a silent comedian – even though common sense suggests he would have been successful at that too, had he come along sooner – because so much of his essence was communicated by and through his voice. In fact, at the tail end of Curly’s career, just before his major stroke, and perhaps after some minor ones, it is the change in his voice that is perhaps more painful to witness than anything else. In the bowling gag we’re examining here, the second movement (“The result”) is entirely wordless, but it is graced with almost nonstop vocalizations from Curly. To the extent that these can be transcribed, I would render them thus:

1. “Yeeee-uuuuh!” (after the last bottle topples over) followed by
2. “Ha-cha,” and then on the walk over to the score sheet attached to the ice wagon
3. “Nyuk-nyuk-nyuk-nyuk-nyuk-nyuk,” and after drawing the ‘X’ to indicate the strike
4. “Nyuk-nyuk-nyuk-nyuk,” and, following a hand clap, humming that resembles
5. “La-lee-la-laa-la…”

We might question whether, relative to the short length of the overall gag, spending over ten seconds letting Curly celebrate his achievement (over ten, because it overlaps with Moe’s arrival) is justified, but it’s necessary in order to seed and set up Curly’s epic flinch.

To really appreciate “the flinch,” you should understand at least a little about the Stooges’ psychodynamics (the boys would call me an “egghead” for using that word). Of course, Stooges fans know this stuff cold; the following micro-primer is for the benefit of non-fans. Moe is “the boss of this outfit,” and he never lets the other two forget it – in fact, he’s downright tyrannical about it. Larry and Curly fear Moe’s wrath, and with good reason. Occasionally, they will respond to Moe’s violent assaults on them in kind, but they never truly challenge his authority over them. Through some tacit understanding they’ve long since accepted their subordinate status and there is never any question of any of them separating from the other two (even in shorts where the boys marry, they do so as a unit – all three marrying three women at the same time, and all the resulting couples living together under one roof). The bond that binds the Stooges together seems unbreakable. The only partial exception to this, that I can think of, is in their very first short, titled “Woman Haters,” which has Larry, as the featured Stooge (a role that doesn’t suit him), agreeing to marry a woman without telling, or coordinating with, his fellow Stooges. This is clearly intolerable, and cannot stand, but the idea that Larry would even contemplate such a thing merely highlights the problematic place this short has in the pantheon. As the first one its historical importance is undeniable but, along with the already cited anomalies, its dialogue is entirely in rhyme and it’s larded with musical numbers – all of which contribute to the decidedly un-Stoogelike feel of it. (Hmm. Oddly, writing this paragraph has made me realize that maybe women not liking the Stooges isn’t as mysterious as I thought it was.)

Curly’s flinch, once he slowly turns around and realizes that Moe is standing right next to him, glowering, is a thing of such beauty and pathos I feel confident in saying that no other comedian on the planet could ever hope to top it. Put it this way – without the flinch, I probably wouldn’t have written this essay, all of which up to now serves merely as preamble. And yet, now that we’ve finally made it here, I feel incapable of explaining why this one-second flinch by Curly demonstrates supreme comic artistry. Words fail, as when listening to the best of Mozart. But I must say something about it, so I will.

First, notice how Curly, even though startled to the point of being taken aback, hardly stops vocalizing for an instant. His celebratory “La-lee-la-laa-la…” humming turns, missing only the slightest of beats, into an “Ohhh-umph” that sinks at the end to a quiet, nasally snort that sounds a little porcine. It’s hilarious. It also shows conclusively why Curly could never fully be Curly in a silent film. He uses every part of his body, including his voice, to craft and perfect his comedy. Second, notice Curly’s right arm, hand and fingers during the flinch. See how they reach out to Moe, even as the rest of his body recoils from Moe, in a placating gesture – just like a person might use when confronting an animal he has reason to fear, but which he also has hopes of soothing. It’s touching, actually, and it shows Curly’s gentle and sensitive nature even in the midst of comic mayhem.

If you have a friend who truly appreciates Charlie Chaplin and Buster Keaton, but who gets sniffish at the idea of including Curly Howard in such august company, show him this gag, and especially direct his attention to Curly from the start of his flinch until Moe delivers the slap to his face. Because the way Curly instantly recovers from the flinch to launch into his manic declaration “I got a perfect score!” along with concurrent gesturing, and then almost as quickly settles into a zen-like calmness and immobility, in order to receive and maximize the effect of Moe’s slap – brother, that’s almost as incredible as the flinch. So ask your buddy if he honestly thinks Chaplin or Keaton or anyone else could have performed this bit better than Curly, or even as well.

The final section of the third movement, “It escalates from there,” is a little surprising, in that it is unusual for either Larry or Curly to challenge Moe this directly, on more-or-less equal footing (it’s more common that they strike back at Moe when he is temporarily immobilized or stuck someplace, and therefore incapable of retaliating, at least right away). After tricking and smacking Moe in the chin, Curly feels sufficiently liberated to hitch up his beltless pants in a ritual display of would-be dominance . . . that lasts less than the one second it takes Moe to pick up and swing an axe at him. Curly ducks and shouts “Woh-oh!” and sprints away, leaving the Stooges’ psychodynamics (for better or worse) intact.

The strict sense of order in me (I have that Moe-like tendency) demands that I point out that Moe was correct when he answered Curly’s “I got a perfect score!” with “No you haven’t,” but Moe was incorrect when he went on to say “you need another strike!” A perfect score (or game) in bowling requires twelve strikes, not the ten strikes that Curly had tallied so far. Curly needed two more strikes! I’m sure Moe would have been happy to supply a twelfth strike (slap) too, if only he had known. Leave it to those knuckleheads to have gotten something this basic wrong.

In darker moments, I sometimes think that The Three Stooges are the most honest reflection of modern American sensibility we have, sans all the bullshit idealism: ultra-violent, terminally dumb, staggeringly incompetent, cowardly deferential, and yet, for all that, never stationary, never satisfied, and possessed of a seemingly unbreakable internal bond. But then I remember that these guys were just hard-working funnymen, and that it’s unfair to overlay all of that truck on top of their great artistry. And the greatest of these artists of physical comedy is Curly Howard. Long live The Three Stooges! Long live Curly!

FONTE | SOURCE:

“The Mozart of physical comedy: Curly Howard of The Three Stooges,” in: Extravagant Creation (May 9, 2011). [04|2015].

https://extravagantcreation.wordpress.com/2011/05/09/the-mozart-of-physical-comedy-curly-howard-of-the-three-stooges/

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “ROME’S BAD BOY – RETHINKING NERO,” NATIONAL GEOGRAPHIC, USA (SEPTEMBER 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: "ROME'S BAD BOY - RETHINKING NERO," NATIONAL GEOGRAPHIC, USA (SEPTEMBER 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “ROME’S BAD BOY – RETHINKING NERO,” NATIONAL GEOGRAPHIC, USA (SEPTEMBER 2014).

Underneath Rome’s Oppian Hill, today a modest public park marred by unclever graffiti, where young men idly kick around a soccer ball, elderly couples walk their dogs, and transients build charcoal fires, part of the greatest palace in the history of the Eternal City lies buried.

The palace is called the Domus Aurea, or Golden House, erected by and for Nero. When the 30-year-old emperor’s crazed world exploded in A.D. 68, and he ordered a subject to drive a knife through his throat, gasping, so they say, “What an artist dies in me,” his palace may not even have been completed. The next few emperors reconfigured or ignored it, and in 104 Trajan reused the palace’s walls and vaults to create a suitable foundation for his famous baths. For the next 1,400 years the entombed palace was utterly forgotten.

Around 1480 a few excavators began digging on the Oppian Hill and found what they thought were the ruins of the Baths of Titus. One of them fell through the dirt, landed in a pile of rubble, and found himself looking up at a ceiling still covered in sumptuous frescoes. Word spread across Italy. Great artists of the Renaissance—Raphael, Pinturicchio, Giovanni da Udine—climbed down into the hole to study (and later replicate in palaces and the Vatican) the repetitive ornamental motifs that would eventually be termed grotesques, after the grotto-like conditions of the Domus. More digging begat more wonderment: long, colonnaded hallways overlooking what had been a vast park and artificial lake; traces of gold and shards of marble quarried from Egypt and the Middle East that once covered the walls and vaulted ceilings; and a magnificent octagonal room with a domed roof, constructed fully six decades before the completion of Hadrian’s exalted Pantheon.

FONTE | SOURCE:

“ROME’S BAD BOY – RETHINKING NERO,” NATIONAL GEOGRAPHIC, USA (SEPTEMBER 2014).

http://ngm.nationalgeographic.com/2014/09/emperor-nero/draper-text

Thank you to Joe Geranio – Julio Claudian Iconographic Association | FACEBOOK (08|2014) for posting this article.

https://www.facebook.com/geranioj11

s.v.,

1). Rome, The Colosseum, “the Real Lord of the Rings.” / Roma, “Colosseo, il vero Signore degli Anelli.” Il Messaggero 17/10/2010. Rome – Burning of Rome in 64 AD (Forum Boarium, Palatine Hill, & Circus Maximus), & Modern View (2007-08).

Rome, The Colosseum, "the Real Lord of the Rings." / Roma, "Colosseo, il vero Signore degli Anelli." Il Messaggero 17/10/2010. Rome - Burning of Rome in 64 AD (Forum Boarium, Palatine Hill, & Circus Maximus), & Modern View (2007-08).

2). FOTO e STAMPA 1 di 116: Roma Archeologia, Architettura, e Beni Culturali: “Domus Aurea & Colle Oppio Terme di Traiano (1998-2013),” in: Comune Di Roma (2010-12), MiBAC / ISCR (2012) & MiBAC / SSBAR (2012) & SSBAR | AA.VV., tesi vari di La Sapienza, Roma (2006-07).

IL PROGETTO - Domus Aurea, per salvare il sito via i giardini di Colle Oppio. La Repubblica (15/07/2011), p.15.

3). FOTO e STAMPA 1 di 56: Roma – Mostra, Nero: Sulle tracce dell’imperatore Nerone – culture, rilievi, affreschi, dipinti e reperti: una mostra itinerante tra i Fori, il Palatino e il Colosseo (Apr.2011-Sett. 2011).

Roma - Mostra, Nero: Sulle tracce dell'imperatore Nerone - culture, rilievi, affreschi, dipinti e reperti: una mostra itinerante tra i Fori, il Palatino e il Colosseo (Apr.2011-Sett. 2011).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (25|03|2013) & Colosseo, il “piedistallo” dei selfie circondato dal degrado, LA REPUBBLICA (28|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (25|03|2013) & Colosseo, il "piedistallo" dei selfie circondato dal degrado, LA REP. (28|08|2014).
ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (25|03|2013) & Colosseo, il “piedistallo” dei selfie circondato dal degrado, LA REP. (28|08|2014).

— Colosseo, il “piedistallo” dei selfie circondato dal degrado, LA REPUBBLICA (28|08|2014).

In cima alla collinetta che si affaccia sul Colosseo, in via Celio Vibenna, c’è il ceppo di un albero tagliato dove ogni giorno centinaia di turisti salgono per scattarsi una foto-ricordo con lo sfondo dell’Anfiteatro Flavio. Il “piedistallo” naturale dei selfie, però, è circondato dal degrado e per terra sono presenti rifiuti di ogni genere: bottiglie di vetro e di plastica, sacchetti con avanzi di cibo, buste di plastica e cartacce varie. Un pessimo biglietto da visita il simbolo della città: uno dei monumenti più fotografati al mondo (di Manuel Massimo).

FONTE | SOURCES:

— Colosseo, il “piedistallo” dei selfie circondato dal degrado, LA REPUBBLICA (28|08|2014). Foto 1 di 8.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/08/28/foto/colosseo_il_piedistallo_dei_selfie_circondato_dal_degrado-94580709/1/#1

— COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR | ROMA FA SCHIFO (25|03|2013).

Buone notizie dal Colosseo. Sotto Via Celio Vibenna e Via di San Gregorio si sta iniziando a realizzare il grande centro servizi che finalmente porterà, appunto, servizi decenti al Colosseo. Ristorazione, bar, vendita di souvenir speriamo di qualità, magari artigianali. I turisti più attenti -speriamo tutti- potranno smetterla di comprare orripilanti panini con la sazizza da discutibili ambulanti o torri di pisa e david di donatello da urtisti improbabili e si troveranno al cospetto di un negozio vero, dove si pagano le tasse e si pagano i dipendenti, dove i prodotti sono di alta qualità, dove la proprietà fa capo a grandi multinazionali che il mondo ci invidia come Tod’s. Speriamo l’inizio della fine per tutto quello che il Colosseo e Roma ha dovuto tollerare fin’ora…

FONTE | SOURCE:

— ROMA FA SCHIFO (25|03|2013).

http://wp.me/pPRv6-1qz

— FOTO VARI (03|2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: COLOSSEO, REALIZZAZIONE DEL SERVIZI, MIBAC | SBBAR (2013).

ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Movimento spontaneo di cittadini, apartitico, che promuove il decoro urbano, l’orgoglio civico, il volontariato, l’educazione e l’arte legittima ‘retake ROMA’ | FACEBOOK (08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Movimento spontaneo di cittadini, apartitico, che promuove il decoro urbano, l'orgoglio civico, il volontariato, l'educazione e l'arte legittima 'retake ROMA' | FACEBOOK (08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Movimento spontaneo di cittadini, apartitico, che promuove il decoro urbano, l’orgoglio civico, il volontariato, l’educazione e l’arte legittima ‘retake ROMA’ | FACEBOOK (08|2014).

About
Movimento spontaneo di cittadini, apartitico, che promuove il decoro urbano, l’orgoglio civico, il volontariato, l’educazione e l’arte legittima.

Mission
Retake Roma è:
No Profit
No Politica
No Degrado

Amore per Roma
Pulizia mentale
Company Overview
Retake Roma, chi la ama ci segua!
RETAKE ROME è un’iniziativa spontanea, apolitica, apartitica, non-profit e ben accolta dai rappresentanti della Fondazione ONLUS Giuseppe Garibaldi.
The RETAKE ROME initiative is an apolitical, non-sectarian, non-profit grass roots initiative supported by the (ONLUS) Giuseppe Garibaldi Foundation.
Description
Retake Roma è un movimento che parte dai cittadini, no-profit e che mira ad eliminare gli atti di vandalismo, nelle forme di tagging, adesivi e rifiuti, che affliggono la città di Roma. Mentre alcuni “graffiti” possono configurarsi come forma d’espressione artistica, se dipinti con il permesso del proprietario, il graffito fatto senza autorizzazione del proprietario o dell’autorità pubblica è semplicemente vandalismo e quindi giustamente punito dalla legge con sanzioni sia penali che civili. Retake Roma promuove la legittima espressione artistica, incoraggiando artisti di talento a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici come serrande o altri luoghi pubblici e privati, previa autorizzazione (e forse anche sollecitando un contributo!). Per raggiungere i nostri obiettivi ripuliamo i quartieri e ripristiniamo i muri, o “ce ne ri-approriamo”, oltre a lavorare per indurre nei romani di tutte le età la consapevolezza e l’interesse a prendersi cura della Città Eterna, attraverso conferenze, i social media e collaborazioni con le organizzazioni orientate allo stesso modo, soprattutto gli enti educativi. La nostra speranza è che, attraverso la ricerca incessante di questi obiettivi, saremo in grado di creare una coscienza collettiva, tra cittadini e turisti, al fine di diventare responsabili per la tutela, la conservazione e il miglioramento continuo di questa bellissima città.

Retake Roma is a grassroots, non-profit movement that aims to eliminate vandalism, in the form of tagging, stickers and litter, that plagues the city of Rome. While some “graffiti” could rise to the level of aritistic expression if they were painted with the owner’s permission, painting done without proper authorization from the owner or public authority is simply illegal vandalism and therefore rightly punishable by law with both criminal and civil sanctions. Instead, Retake Roma indeed promotes legitimate artistic expression by encouraging talented artists to promote their work in public places such as storefront shutters and other private and public places after obtaining permission (and perhaps even soliciting a fee!) to do so. To accomplish our goals we hold neighborhood cleanups and mural paintings, or “Retakes”, in addition to working to build awareness and interest among Romans of all ages to take care of the Eternal City through conventions, social media and collaborations with similarly oriented organizations, especially educational institutions. Our hope is that through the relentless pursuit of these goals we will be able to create a collective consciousness among citizens and visitors that we as individuals primarily are responsible for the protection, preservation and continual improvement of this beautiful city.

FONTE | & FOTO SOURCE:

— BLOG di ‘retake ROMA’ (2010-14).
http://www.retakeroma.com/

— ‘retake ROMA’ | FACEBOOK (2014).

s.v.,

‘retake ROMA’ (2014) & [RETAKE ROME con] Gli ambasciatori Usa contro il degrado “Puliamo noi i graffiti in piazza Trilussa” Cfr: LA Repubblica ed. Roma (15-18|04|2010). & (27|06|2007).

ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Movimento spontaneo di cittadini, apartitico, che promuove il decoro urbano, l'orgoglio civico, il volontariato, l'educazione e l'arte legittima 'retake ROMA' | FACEBOOK (08|2014).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ROMA DI MARINO: “Mayor Ignazio Marino criticises the British Foreign Office warning tourists in Rome to watch their wallets,” TELEGRAPH U.K. (17|08|2014), Ma, “I Fori Imperiali completamente infestati di ladre minorenni.” ROMA FA SCHIFO (28|08|2014).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ROMA DI MARINO: "Mayor Ignazio Marino criticises the British Foreign Office warning tourists in Rome to watch their wallets," TELEGRAPH U.K. (17|08|2014), Ma, "I Fori Imperiali completamente infestati di ladre minorenni." ROMA FA SCHIFO (28|08|2014).
ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ROMA DI MARINO: “Mayor Ignazio Marino criticises the British Foreign Office warning tourists in Rome to watch their wallets,” TELEGRAPH U.K. (17|08|2014), Ma, “I Fori Imperiali completamente infestati di ladre minorenni.” ROMA FA SCHIFO (28|08|2014).

— ROMA DI MARINO: I Fori Imperiali completamente infestati di ladre minorenni. Le filmiamo e loro per farci capire che la città è proprietà loro organizzano un disgustoso spogliarello a favore di telecamera. In mezzo a tutti i turisti. Domattina il video sul nostro blog, ROMA FA SCHIFO | FACEBOOK (28|08|2014).

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*** WARNING TO ENGLISH SPEAKING TOURIST(S) VISITING – THE AREA OF THE VIA DEI FORI IMPERIALI NEAR THE COLOSSEUM VALLEY PLEASE BEWARE OF A GROUP OF THREE OR FOUR TEENAGE GIRLS AND OTHERS, THESE GIRLS ARE PROFESSIONAL THIEVES PICK-POCKETING TOURISTS ON A DAILY BASIS. UNFORTUNATELY, ROME’S MAYOR IGNAZIO MARINO OR ROME’S POLICE FORCE REFUSES TO STOP THIS TYPE OF CRIMINAL ACTIVITIES WITHIN THE CENTRAL ARCHAEOLOGICAL ZONE OF THE ROMAN AND IMPERIAL FORUMS OF ROME. (August-September 2014).***

*** NOTE FOR BRITISH TOURIST(S) VISITING THE AREA OF THE ROMAN AND IMPERIAL FORUMS PLEASE SEE THE RECENT ADVISORY WARNING FOR BRITISH TOURISTS RECENTLY RELEASED BY THE BRITISH FOREIGN SERVICE OF ROME, AS NOTED IN THE DAILY TELEGRAPH, LONDON, AND THE TIMES OF LONDON, U.K. (17 AUGUST 2014).***

*** PLEASE SEE | s.v., BRITISH TOURISTS ROBBED AND BEATEN IN ROME, ROME’S MAYOR MARINO DOES NOTHING! (27 MARCH 2014) = ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: “ALLARME SCIPPI E BORSEGGI – Turisti inglesi malmenati e derubati scrivono a Marino su Facebook,” CORRIERE DELLA SERA & «Roma fa schifo» & Martin G. Conde (27|03|2014).***

http://wp.me/pPRv6-1Yn
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FONTE |SOURCE:

— I Fori Imperiali completamente infestati di ladre minorenni. Le filmiamo e loro per farci capire che la città è proprietà loro organizzano un disgustoso spogliarello a favore di telecamera. In mezzo a tutti i turisti. Domattina il video sul nostro blog, ROMA FA SCHIFO | FACEBOOK (28|08|2014).

https://www.facebook.com/romafaschifo/timeline

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MARTIN G. CONDE (29|08|2014). Over the course of the last two months or so, both the Italian newspapers in Rome (the La Repubblica, the Il Messaggero and the Corriere Della Sera) and BLOG and FACEBOOK page of Rome Fa Schifo have published numerous articles and video’s especially of these three or four criminals in action actually robbing the tourists along this section of the Via dei Fori Imperiali… ! I am sorry to say this but in the words of my research colleague an expert on the Imperial Fora…, “…[Marino’s] via dei fori imperial is doomed,”(08|2014).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ROMA DI MARINO: Ma, “I Fori Imperiali completamente infestati di ladre minorenni.” | Gruppo di ladre si sono impadronite dei Fori Imperiali ROMA FA SCHIFO | YOUTUBE (28|08|2014). Video (02:08).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ROMA DI MARINO: Ladri ai Fori Imperiali sfilano portafogli aprendo l’ombrello per non essere ripresi, ROMA FA SCHIFO | YOUTUBE (27|07|2014). Video (01:33).

ROMA RESTAURO ARCHITETTURA e ROMA DI MARINO: Lo scippo in diretta ai Fori Imperiali. A questo sono sottoposti i turisti che visitano Roma, ROMA FA SCHIFO | YOUTUBE (29|04|2014). Video (0:20).

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— Rome mayor attacks Foreign Office for pickpocket warning. Mayor Ignazio Marino criticises an advisory released by the British Foreign Office which warns tourists in Rome to watch their wallets at the city tourist hotspots, THE TELEGRAPH, LONDON, U.K., (17|08|2014).

The mayor of Rome has launched a scathing attack on the British Foreign Office after it alerted tourists to the danger of pickpockets in the eternal city.
Mayor Ignazio Marino accused the Foreign Office of spreading lies about Rome and smugly offending Romans, after it warned tourists to watch their wallets at the city’s central station and when catching the notorious number 64 bus to the Vatican, where pickpockets go to work as visitors admire the views.

Tourists are often “hassled and jostled to distract them,” by crooks before accomplices move in to steal belongings, warned the Foreign Office.
That was enough to provoke the furious response from Mr Marino, who called the report “misleading and false.”

He added: “There are proven, international statistics which show that London is much more dangerous than Rome in terms of criminality.”

Romans “welcome with joy all tourists from the UK, but they feel offended by warnings which have a whiff of non-existent superiority,” he said.
Despite his outburst, criminality at Rome’s Termini station has recently caused alarm.

Mr Marino himself announced last month that barriers would be erected at the start of platforms to stop the increasing number of thieves who board trains to steal bags before they leave.
Rome’s police chief Giuseppe Pecoraro said the number of police patrols would be boosted to stem the invasion of pickpockets at the station. Last week, 32 pickpockets were arrested by police at tourist sites around the city, including 21 Romanians. Roma gangs are also known to train up children as pickpockets.

The Foreign Office advisory also warns visitors they might be offered spiked drinks in Italy or robbed in their sleep on night trains.
But Mr Marino said he was more concerned with the perils people face in London, adding that he fully backed the Italian government’s own advisory for Italians visiting the UK which, he said, “alerts them to the dangers of numerous London neighbourhoods.”

On a site linked to the Italian foreign office, tourists heading for London are told that “great attention and caution” is required on public transport since thefts and pickpocketing are on the rise.
More ominously, tourists are told to keep an eye on news bulletins issued by the press or local authorities about possible new flare-ups of public disorder in the wake of the August 2011 riots in the UK.

But journalist Paolo Conti took issue with Mr Marino on Sunday, arguing in Corriere della Sera that “in London’s train stations one is not assaulted by bands of immigrants, most of whom are minors”. Londoners, he added, “are rarely pickpocketed on trains or the tube.”

“Romans are not offended by the UK Foreign Office which is doing its job, dear Mayor Marino, but by those crooks who make life unliveable at the station, the airport and on too many buses.”

FONTE | SOURCE:

— Rome mayor attacks Foreign Office for pickpocket warning. THE TELEGRAPH, LONDON, U.K., (17|08|2014).

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11039628/Rome-mayor-attacks-Foreign-Office-for-pickpocket-warning.html

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, studi e scavi, ricerche topografiche sull’area compresa tra il Campo Marzio meridionale e il Circo Flaminio (1919-1942). The Blog of Rolando (2011-14).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, studi e scavi, ricerche topografiche sull'area compresa tra il Campo Marzio meridionale e il Circo Flaminio (1919-1942). The Blog of Rolando (2011-14).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, studi e scavi, ricerche topografiche sull’area compresa tra il Campo Marzio meridionale e il Circo Flaminio (1919-1942). The Blog of Rolando (2011-14).

— Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, studi e scavi, ricerche topografiche sull’area compresa tra il Campo Marzio meridionale e il Circo Flaminio (1919-1942). The Blog of Rolando (2011-14).

Indice e sommario:

— MARCHETTI-LONGHI, Giuseppe.

— La Voragine Insigne – Area Sacra L.go Argentina.

— La Voragine Insigne – Capitolo 1 di 10, = studi e scavi, ricerche topografiche sull’area compresa tra il Campo Marzio meridionale e il Circo Flaminio (1919-1942).

— La Voragine insigne – APPARATO – D- ECO STAMPA [sotto esempio di informazioni] =

25.4.1929 Il mistero archeologico di Largo Argentina, su IL CORRIERE D’ITALIA, di F. Clementi; 5.10.1933 I templi di Apollo e la Curia Pompeia (Rinnovato splendore di Roma), su CORRIERE DELLA SERA, di L. Bottazzi (con osservazioni di M-L ), & 26.11.1933 Un mistero archeologico a Roma, su LA TRIBUNA ILLUSTRATA, pp.13-14, di M. Franzetti, ecc.

— La Voragine insigne – APPARATO – B -CORRIPSONDENZA [sotto esempio di informazioni] =

14.2.1924 Soprintendente ai Monumenti del Lazio e degli Abruzzi alla Direzione Antichità e Belle Arti del Comune di Roma (in seguito ABA) – Oggetto: Roma – Tempio di Ercole a S. Nicola dei Cesarini – Viene riferito che l’ufficio delle Affissioni in piazza S. Nicola de’ Cesarini sta per iniziare la costruzione di un ambiente interno che verrebbe a rendere invisibili gli avanzi pregevolissimi del tempio di Ercole, e specialmente il basamento che venne messo in luce alcuni anni or sono da questa Soprintendenza in occasione degli studi che il Comune preparava per il prolungamento di Via Arenula. Prego codesto Ufficio, ove la notizia corrisponda a verità, di impedire la nuova costruzione, trattandosi di edificio di proprietà comunale. (ASC, RIP. X, B. 37, F. 4).

— La Voragine insigne – APPARATO – E – VARIE e REFERENZE FOTOGRAFICHE [sotto esempio di informazioni] =

24.6.1924 DELIBERAZIONE n. 954 del R. Commissario per Roma. Provvedimenti di massima per regolare l’azione del Comune in materia archeologica ed in questione di Storia ed Arte.
Con questa decreto la Commissione Archeologica – che aveva avuto fino al 1906 una vitaautonoma, nell’ambito dell’Amministrazione Capitolina, un ufficio proprio e funzioni esecutive e che dal 1906 era divenuta consultiva – venne soppressa insieme al Comitato di Storia ed Arte ed alla Commissione per lo studio e il restauro delle mura urbane ed in loro vece venne costituita una ‘Commissione Comunale di Storia ed Arte’ divisa in tre Comitati:

1° Comitato di Archeologia e Arte antica;

2° Comitato di Arte moderna (Architettura, Pittura ed Arti plastiche);

3°Comitato per la Musica e la Drammatica.

Oltre ai membri effettivi furono chiamati a partecipare di diritto al primo Comitato, il Soprintendente agli Scavi ed il Soprintendente ai Monumenti del Lazio; si previde inoltre di poter invitare alle riunioni quelle persone dell’Amministrazione del Comune o dello Stato che avessero potuto portare nell’esame dei singoli problemi elementi e consigli utili.

Il personale della Comm. Archeologica passò in pari data alle dipendenze del Servizio Antichità e Belle Arti.

FONTE | SOURCE:

— Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, studi e scavi, ricerche topografiche sull’area compresa tra il Campo Marzio meridionale e il Circo Flaminio (1919-1942). The Blog of Rolando (2011-14).

http://rolgall.wordpress.com/2012/01/01/marchetti-longhi-giuseppe/

FOTO FONTE SOURCE:

Rene, “2014 Rome, Torre Argentina Cat Sanctuary,” FLICKR (17|02|2014).

2014 Rome, Torre Argentina Cat Sanctuary

ROMA ARCHEOLOGIA MEDIEVALE e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Riccardo Santangeli Valenzani – Roma e Fori Imperiali – ricerche e scavi medievale, varie pubblicazioni (2011-12, 2007-08, 1999 & 1996).

ROMA ARCHEOLOGIA MEDIEVALE e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Riccardo Santangeli Valenzani - Roma e Fori Imperiali - ricerche e scavi medievale, varie pubblicazioni (2011-12, 2007-08, 1999 & 1996).

ROMA ARCHEOLOGIA MEDIEVALE e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Riccardo Santangeli Valenzani – Roma e Fori Imperiali – ricerche e scavi medievale, varie pubblicazioni (2011-12, 2007-08, 1999 & 1996).

FONTE | SOURCE:

— Dr. Riccardo Santangeli Valenzani
Roma Tre University, Rome, Italy, Dipartimento di Studi Umanistici, Faculty Member (academia.edu [08|2014]).

https://uniroma3.academia.edu/RiccardoSantangeliValenzani

FOTO FONTE | SOURCE:

— Dr. Riccardo Santangeli Valenzani at the Crypta Museum Rome (2014), in:
THE AMERICAN UNIVERSITY OF ROME (2014).

http://www.aur.edu/blog/2014/05/20/charlemagne-financial-asset/

s.v.,

— Foto e stampa 1 di 248: Il Foro di Nerva – Scavi (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31) | The Forum of Nerva – excavations (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31) [08|2014].

ROME - THE FORUM OF NERVA: ARCHAEOLOGICAL EXCAVATIONS & RELATED STUDIES (1995-2009).

— ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI e I FORI IMPERIALI: I lavori di scavo al foro della Pace, ROMA UNA TV (24/07/2013), [FOTO e VIDEO 04:23].

ROMA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI e I FORI IMPERIALI: I lavori di scavo al foro della Pace, ROMA UNA TV (24/07/2013), [FOTO e VIDEO 04:23].

— Foto e stampa 1 di 209: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi (1998-2013 [Zona A]) | The Forum and Temple of Peace – excavations (1998-2013 [Area A]).

ROMA ARCHEOLOGIA:  Il Foro o Tempio della Pace - Scavi (2014) | Foto: Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell'Università di Roma Tre | "Roma 3 Scavi" FACEBOOK (08|2014).

— ROMA ARCHEOLOGIA: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi (2014) | Foto: Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre | “Roma 3 Scavi” FACEBOOK (08|2014).

— Foto e stampa 1 di 81: Museo Nazionale Romano di Crypta Balbi | The Crypta Balbi Museum of Rome (2000-14).

CRYPTA BALBI - DUE NUOVE STANZE. Botteghe oscure, Riscoperti ambienti sepolti nel VII secolo e visibili da oggi. LEGGO ROMA (27/07/2011), p. 21 [PDF pp. 1-2].

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma, Fori pedonali flop. Pedoni chiusi nel corral del marciapiede: solo autobus,” blitz-quotidiano (28|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: "Roma, Fori pedonali flop. Pedoni chiusi nel corral del marciapiede: solo autobus," blitz-quotidiano (28|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma, Fori pedonali flop. Pedoni chiusi nel corral del marciapiede: solo autobus,” blitz-quotidiano (28|08|2014).

ROMA – La chiusura di via dei Fori Imperiali al traffico delle auto private, venduta come pedonalizzazione dei Fori imperiali, si sta rivelando una burla. Basta guardare le foto, scattate in via dei Fori Imperiali, alle 20 di mercoledì 27 agosto 2014, per rendersene conto: i pedoni non sono così liberi e felici come la propaganda del Comune di Roma, basandosi su interviste turisti più o meno probabili, vuole fare credere. I pedoni sono stretti sul marciapiede, chiusi come mucche nel corral da un recinto di ferro, stretti dalla palizzata che chiude il cantiere della nuova linea della Metropolitana.

Devono anche dividere lo spazio con i numerosi vu’ cumprà che sono tra i nuovi padroni nella Roma di Ignazio Marino e Luigi Nieri, Capitale della illegalità.

Via del Fori Imperiali è inaccessibile ai pedoni, non solo per la ringhiera ma anche perché chi ci si avventurasse rischierebbe di essere travolto da qualche ciclista che si sente al velodromo e soprattutto da un autobus: ciclisti, autobus e tai, più autoblu assortite, sono gli unici a godere della “pedonalizzazione”.

I pedoni no.

Intanto, la chiusura alle auto di via dei Fori Imperiali ha compiuto un anno e a Roma si fanno bilanci negativi.

Solo il sindaco Ignazio Marino, Stranamore del traffico urbano, sembra non rendersene conto e parla di“tante testimonianze di adesione alla pedonalizzazione manifestate da romani e turisti. Il crescente consenso che registriamo ci rafforza nell’intento di realizzare quanto prima il parco archeologico urbano più grande del pianeta”.

Fortuna che parla di traffico e non di bombe, ma la logica non diverge.

Le cose stanno in modo assai diverso e non solo il Messaggero, coerente con una linea fortemente critica di quel che combinano Ignazio Marino e la sua Giunta, ma anche Repubblica, ormai una specie di Pravda, ha dovuto rendere conto ai suoi lettori di un amaro bilancio.

Il bilancio è stato affidato a Sara Grattoggi, che, essendo precaria, non ha potuto esprimersi al meglio, ma quel che ha scritto è sufficiente. Riporta due interviste. Una, un po’ edulcorata, con Paolo Gelsomini, portavoce del Coordinamento residenti Città storica, che sembra un concetto molto ampio e quindi mediato:

“Non si può pensare solo di spostare il traffico da una parte all’altra, ma va intrapresa una decisa politica di riduzione del traffico privato. Che deve partire, prima di tutto, da un potenziamento del trasporto pubblico. E non solo in termini di corse. Questo potenziamento ancora non c’è stato, ma sarebbe fondamentale, anche in vista delle pedonalizzazioni”
Ulteriori che premedita Ignazio Marino:

“Il problema, su via dei Fori Imperiali, non si limita però ai trasporti. «Un’altra questione che non è ancora stata affrontata in modo soddisfacente e risolutivo è quella della massiccia presenza di venditori ambulanti e figuranti abusivi» spiega Gelsomini. In effetti, via dei Fori Imperiali appare come un unico tappeto di lenzuola su cui si espongono, in bella mostra, borse, occhiali e gadget, fra centurioni, fachiri e ogni genere di figuranti che invadono i marciapiedi. E non solo di giorno”.

Anzi, interloquisce Sara Grattoggi, al calar del tramonto il ”bazar” si moltiplica e affolla fino a tarda notte piazza del Colosseo e dintorni. Paolo Gelsomini non si tiene più:

“La sera, ai venditori ambulanti di accessori e bottigliette d’acqua, si aggiungono anche quelli che offrono alcolici. E non solo su via dei Fori. Accade anche in tutte le piazze del Centro, in barba all’ordinanza anti-ancol”.

La seconda intervista è quella con Federico Fiorucci, titolare di un negogio, Ottica Patriarca, e portavoce del Comitato difesa Esquilino-Monti:

“L’errore è stata la mancanza di programmazione. E, nel frattempo, tutto quel che preannunciammo un anno fa si è verificato, a cominciare dalla massiccia chiusura di negozi su via Labicana. In un anno, hanno abbassato per sempre le serrande almeno tre esercizi commerciali vicini al mio: un bar, una celebre sartoria e una galleria d’arte. E molti altri negozi hanno già annunciato la chiusura per l’autunno. Un effetto della mancanza di parcheggi, visto che la perdita di posti auto che abbiamo subito non è mai stata integrata. E il Comune continua a fare orecchie da mercante alle nostre richieste”.

Fonte | source:

— “Roma, Fori pedonali flop. Pedoni chiusi nel corral del marciapiede: solo autobus,” blitz-quotidiano (28|08|2014).

http://www.blitzquotidiano.it/blitz-blog/roma-fori-pedonali-flop-pedoni-chiusi-1957466/

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Decreto Sblocca Italia: un contributo delle Archeologhe e degli Archeologi italiani,” Associazione Nazionale Archeologi.org | FACEBOOK (27|08|2014).

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: "Decreto Sblocca Italia: un contributo delle Archeologhe e degli Archeologi italiani," Associazione Nazionale Archeologi.org | FACEBOOK (27|08|2014).

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Decreto Sblocca Italia: un contributo delle Archeologhe e degli Archeologi italiani,” Associazione Nazionale Archeologi.org | FACEBOOK (27|08|2014).

Cara Collega, caro Collega,

in vista dell’approvazione del Decreto “Sblocca Italia” da parte del Consiglio dei Ministri, il Governo si appresta a varare misure di semplificazione per le opere pubbliche. Ci sembra doveroso fornire un contributo migliorativo al testo, anche per scongiurare il rischio che dietro la parola “semplificazione” si introducano misure per “eludere” o “allentare” la tutela archeologica del territorio. Se condividi l’iniziativa ti chiediamo di inviare il seguente testo alla casella attivata dal Governo per un confronto con i cittadini.
E-MAIL
rivoluzione@governo.it e per cc rivoluzione@archeologi.org

OGGETTO
“Decreto Sblocca Italia: un contributo delle Archeologhe e degli Archeologi italiani”

TESTO DA INVIARE
Nelle linee guida del decreto “Sblocca Italia” presentate in conferenza stampa lo scorso 1° agosto il Presidente del Consiglio ha annunciato misure per superare le criticità che da anni affliggono i cantieri e le opere pubbliche in Italia. Parte di tali criticità è sovente causata da rinvenimenti archeologici ritenuti “imprevisti”.
Si tratta di una circostanza purtroppo vera che però va sostanzialmente imputata alla MANCATA APPLICAZIONE da parte delle stazioni appaltanti degli artt. 95 e 96 del Codice dei Contratti Pubblici (DLgs 163/2006). Attraverso la “verifica preventiva dell’interesse archeologico” il Codice prevede, già in fase preliminare, una stima puntuale dei costi e dei tempi da destinare alle attività archeologiche necessarie alla realizzazione dell’opera. La procedura si attiva sin dal progetto preliminare proprio per rendere più efficiente il progetto definitivo e valutare le soluzioni progettuali più efficaci per la rapida esecuzione dell’opera stessa.
Le ragioni di questa cattiva applicazione sono numerose e non è questo il luogo per muovere recriminazioni. Tuttavia il Governo potrebbe adottare una serie di iniziative per stimolare la corretta adozione della legge e contribuire in maniera decisiva a risolvere molti dei problemi che si verificano di consueto:

1) L’art. 96 co. 6 prevede un Decreto interministeriale contenente le linee guida per garantire alla procedura speditezza ed efficacia. Questo decreto non è mai stato emanato, e la sua assenza costituisce indubbiamente una grave lacuna che impedisce alla macchina un funzionamento efficiente.

2) All’art. 95 andrebbe specificato, con un emendamento, che la procedura è obbligatoria e che la mancata attivazione costituisce un caso di grave omissione progettuale sanzionabile ai sensi dell’art. 56 del Regolamento DPR 207/2010. Questa precisazione spingerebbe le stazioni appaltanti a non “dimenticare” l’attivazione della procedura, circostanza che molto spesso comporta l’intervento delle Soprintendenze solo in fase esecutiva con conseguenti fermo-lavori, ritardi, aumento dei costi, etc.

3) Allo stesso tempo i termini previsti ai commi 3 e 4 dell’art. 95 devono divenire perentori per responsabilizzare i progettisti e per evitare che si sfori rispetto alle previsioni dei cronoprogrammi.

4) Sarebbe opportuno infine escludere dall’applicazione del criterio del massimo ribasso i lavori di cui all’art. 245 del Regolamento DPR 207/2010 (scavi archeologici e restauri), proprio per scongiurare il rischio di una cattiva esecuzione o, più frequentemente, l’adozione di espedienti da parte degli appaltatori per “rientrare” degli eccessivi ribassi, con conseguente lievitazione dei costi, così come successo ad esempio nel caso della Linea C della Metropolitana di Roma.
Queste osservazioni insieme ad altre indicazioni tecniche utili sono già contenute nella circolare 10 prot. DG-ANT 6548 emanata nel 2010 dalla Direzione Generale alle Antichità del MiBACT, che però andrebbe assunta ad un livello normativo gerarchicamente superiore e non può certo sostituirsi al Decreto interministeriale mancante.

Inoltre va ricordato al Governo che l’Italia non ha mai ratificato la Convenzione europea per la salvaguardia del patrimonio archeologico, firmata a Malta nel 1992. La mancata ratifica ha comportato un ritardo ormai ultraventennale nell’evoluzione delle pratiche di tutela che nel resto d’Europa è andata di pari passo con le esigenze di sviluppo di una società moderna, aperta e democratica mentre in Italia ha condotto ad uno scollamento fra tutela del patrimonio culturale e resto della società. Un DDL di ratifica (di iniziativa del Governo) è attualmente all’esame della Camera (C.2127): sarebbe opportuno velocizzarne l’iter!

FONTE | FOTO SOURCES:

— “Decreto Sblocca Italia: un contributo delle Archeologhe e degli Archeologi italiani,” Associazione Nazionale Archeologi.org | FACEBOOK (27|08|2014).

http://www.archeologi.org/

https://www.facebook.com/archeologi

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, ‘LA CUPOLA DI SAN PIETRO – Il metodo costruttivo e il cantiere.’ Presentazione del card. Angelo Comastri | Prefazione del prof. Giovanni Carbonara, ROMA : EDIZIONI STUDIUM (2014), pp. 1-320.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, 'LA CUPOLA DI SAN PIETRO - Il metodo costruttivo e il cantiere.' Presentazione del card. Angelo Comastri | Prefazione del prof. Giovanni Carbonara, ROMA : EDIZIONI STUDIUM (2014), pp. 1-320.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, ‘LA CUPOLA DI SAN PIETRO – Il metodo costruttivo e il cantiere.’ Presentazione del card. Angelo Comastri | Prefazione del prof. Giovanni Carbonara, ROMA : EDIZIONI STUDIUM (2014), pp. 1-320.

Barbara Baldrati, LA CUPOLA DI SAN PIETRO – Il metodo costruttivo e il cantiere.
Presentazione del card. Angelo Comastri
Prefazione del prof. Giovanni Carbonara

PDF = Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, Presentazione del volume: LA CUPOLA DI SAN PIETRO Il metodo costruttivo e il cantiere (11|2014).

Fuori collana
17×24
pp. 320 in carta patinata, di cui 32 a colori, € 40,00
ISBN 978-88-382-4164-2

La cupola della basilica di San Pietro è stata, da sempre, oggetto di letture acute ma settoriali che, prevalentemente, hanno indagato la struttura architettonica nel suo insieme. Poco risalto e scarse informazioni sono state date circa la conduzione del cantiere e le tecniche costruttive poste in opera e proprio questi aspetti, così poco indagati, vengono illustrati in quest’ opera.

La visione delle superfici architettoniche da punti di vista privilegiati, unitamente al confronto con le fonti mediate, alla ricerca d’archivio e alla raccolta iconografica ha permesso all’Autrice, mediante un lungo studio metodologico, di ripercorrere le fasi costruttive della cupola e restituirne la complessità storica, architettonica e decorativa, ma soprattutto le tecnologie e le scelte costruttive per essa adottate.

Le indagini, articolate in rilievi, saggi mirati e accertamenti strumentali condotti direttamente sul monumento, hanno permesso di individuare e posizionare armature e cerchiature metalliche inserite in fase di costruzione, presidi lapidei e soluzioni tecniche che dimostrano la grande capacità e il ruolo concreto e innovativo operato da Giacomo Della Porta per la realizzazione della cupola petriana, sulla base del progetto e delle intuizioni di Michelangelo.

Una serie di esami di laboratorio ha consentito, inoltre, l’integrazione dei dati acquisiti con lo studio documentario circa la provenienza delle materie prime e la preparazione dei materiali da costruzione, arricchendo di risultati inediti il bagaglio delle informazioni per meglio definire le tecniche costruttive e le modalità di esecuzione della struttura, consentendo una migliore comprensione del comportamento statico e strutturale della cupola.

Barbara Baldrati è nata a Roma nel 1972, dove si è laureata con lode alla facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma, presso la cattedra di Restauro Architettonico del prof. Giovanni Carbonara. Iscritta alla Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, ha conseguito il diploma nel 2004 per poi perfezionare la sua formazione con il titolo di Dottore di Ricerca presso il Dipartimento di Storia dell’Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici. Esercita da anni la libera professione svolgendo studi, ricerche e consulenze finalizzate ad interventi di restauro e consolidamento per enti pubblici, società e privati. Ha inoltre collaborato con importanti studi professionali partecipando a ricerche, seminari e concorsi nazionali ed internazionali di valorizzazione, consolidamento e riqualificazione di monumenti.

Fonte | sources:

— Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, ‘LA CUPOLA DI SAN PIETRO – Il metodo costruttivo e il cantiere. Presentazione del card. Angelo Comastri | Prefazione del prof. Giovanni Carbonara, ROMA : EDIZIONI STUDIUM (2014), pp. 1-320.

http://www.edizionistudium.it/pubblicaz_2014/baldrati.htm

— GOOGLE BOOKS (2014) = Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati, ‘LA CUPOLA DI SAN PIETRO – Il metodo costruttivo e il cantiere. Presentazione del card. Angelo Comastri | Prefazione del prof. Giovanni Carbonara, ROMA : EDIZIONI STUDIUM (2014), pp. 1-320.

La cupola della basilica di San Pietro è stata, da sempre, oggetto di letture acute ma settoriali che, prevalentemente, hanno indagato la struttura architettonica nel suo insieme. Poco risalto e scarse informazioni sono state date circa la conduzione del cantiere e le tecniche costruttive poste in opera e proprio questi aspetti, così poco indagati, vengono illustrati in quest’ opera. La visione delle superfici architettoniche da punti di vista privilegiati, unitamente al confronto con le fonti mediate, alla ricerca d’archivio e alla raccolta iconografica ha permesso all’Autrice, mediante un lungo studio metodologico, di ripercorrere le fasi costruttive della cupola e restituirne la complessità storica, architettonica e decorativa, ma soprattutto le tecnologie e le scelte costruttive per essa adottate. Le indagini articolate hanno permesso di individuare e posizionare armature e cerchiature metalliche inserite in fase di costruzione, presidi lapidei e soluzioni tecniche che dimostrano la grande capacità e il ruolo concreto e innovativo operato da Giacomo Della Porta. Una serie di esami di laboratorio ha consentito, inoltre, l’integrazione dei dati acquisiti con lo studio documentario circa la provenienza delle materie prime e la preparazione dei materiali da costruzione.

http://books.google.com/books?id=wlGbpwAACAAJ&dq=inauthor:%22Barbara+Baldrati%22&hl=en&sa=X&ei=n4f-U6uNNqPisATA14HYDA&ved=0CB8Q6AEwAA

Foto | Fonte | source:

— Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati | FACEBOOK (2014).

Foto courtsey of Italian architect: Arch. Dott.ssa Barbara Baldrati, dottore di ricerca in “Storia e Restauro dell’Architettura” e diplomata presso la “Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, “Sapienza” Università di Roma. Il cantiere della cupola della basilica di San Pietro: dinamiche, tecnologie e fasi costruttive. In: La cupola della basilica di San Pietro in Vaticano. Roma | Casa dell’Architettura |piazza Manfredo Fanti, 47 mercoledì 6 aprile 2011.

https://www.facebook.com/barbara.baldrati.50/

s.v.,

— ROMA | VATICANO BENI CULTURALI & ARCHEOLOGIA: “Piazza S. Pietro durante l’innalzamento dell’obelisco,” scuola di Cesare Nebbia, 1588-1589. Salone della Biblioteca Sistina, Vaticano. Fonte: Dott.ssa ARCH. Barbara Baldrati, Roma (02/2013).

http://wp.me/pPRv6-1lU

— ROMA CRISTIANA RESTAURO ARCHITETTURA: Cemento armato per Michelangelo – Uno studio inedito sui materiali e le tecniche di costruzione della cupola di San Pietro. L`OSSERVATORE ROMANO, VATICANO. (06|04|2011), p. 5.

http://wp.me/pPRv6-Y7

ROMA CRISTIANA RESTAURO ARCHITETTURA: Cemento armato per Michelangelo - Uno studio inedito sui materiali e le tecniche di costruzione della cupola di San Pietro. L`OSSERVATORE ROMANO, VATICANO. (06/04/2011, p. 5).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I turisti – saccheggiando le piastrelle di ceramica da strutture di epoca rinascimentale localizzazione nel Foro di Traiano? (2007-08 | 2014).

Foto 1). Sig. Gianni de Dominicis, Il Foro di Traiano, Roma | FLICKR (08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I turisti – saccheggiando le piastrelle di ceramica da strutture di epoca rinascimentale localizzazione nel Foro di Traiano? (2007-08 | 2014).

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Nota: Problema del deterioramento degli esposti rovine antiche, medievali e rinascimentali nel Fori Imperiali | Foro di Traiano, commento in Inglese di Dott.ssa Marina Milella, Curatore archeologo at Museo dei Fori Imperiali (19|03|2007). E-mail post & reply in ex- OSTIA ANTICA YAHOO.COM GROUP (19|03|2007).

“…The real risks are in Palatine slopes and related structures (two or three-years ago a modern wall collapsed) This is a problem known from long time, and it is a matter of geological structure of the hill and not only of preservation of ancient structures. So it requires a lot of money to avoid dangers for visiting people.”

“The Imperial Fora should have money too, about preservation of remains (the risk is there to lose ancient traces of pavement, for instance). For all ancient (and middle-age and modern too, I suppose) monument, the problem should be a change in weather, that seems less “soft” as it used to be. But also the lack of (money for) a plan of maintenance: for a long time things as periodical cleaning, maintenance and so on, seemed to be not so important: better to spend money for events and shows (too many), where politicians could show themselves in the better way. This is a matter about past government too, it is not a matter of right or left… (perhaps it could be if we had a left in Italy, or perhaps I have a romantic and out-of-time idea of what a left should do)…”

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— Roma, Il Foro di Traiano (08|2014), foto e commenti di Sig. Gianni de Dominicis, Roma | FACEBOOK | FLICKR(08|2014).

“…Ciao Martin, da questo residuo di parete, che faceva parte di una abitazione della via alessandrina, demolita durante l’epoca fascista per fare posto agli scavi del foro di traiano, sono state asportate quasi tutte le “mattonelle” di maiolica, assolutamente moderne ed ancora in uso al giorno d’oggi, soprattutto per le cucine. (…) I resti delle abitazioni sono confinanti con il foro ed i mercati di traiano e molti turisti li confondono con quelli romani autentici. Oggi molti turisti mostrano con orgoglio nelle loro case queste modernissime mattonelle spacciandole per reperti antichi.”

– Foto 1). Sig. Gianni de Dominicis, Il Foro di Traiano, Roma | FLICKR (08|2014).

resti dei piani interrati delle abitazioni demolite di via Alessandrina

Foto 2). Sig. Gianni de Dominicis, Il Foro di Traiano, Roma | FACEBOOK (08|2014).

https://www.facebook.com/giannidedom?fref=ufi

Foto 3). Sig. Gianni de Dominicis, Il Foro di Traiano, Roma | FLICKR (08|2014), “resti delle abitazioni della via Alessandrina, completamente demolita per fare spazio agli scavi del foro di Traiano.”

resti delle abitazioni della via Alessandrina, completamente demolita per fare spazio agli scavi del foro di Traiano

Foto 4). Sig. Gianni de Dominicis, Il Foro di Traiano, Roma | FLICKR (08|2014), “resti dei piani interrati delle abitazioni della via Alessandrina, demoliti nel corso degli scavi al foro Traiano.”

resti dei piani interrati delle abitazioni della via Alessandrina, demoliti nel corso degli scavi al foro traiano

– Martin G. Conde, Roma, I Fori Imperiali, Il Foro di Traiano (05-06| 1998 & 06|2008?):

Foto 1). ROMA ARCHEOLOGICA – IL FORO DI TRAIANO: Scavi iniziali nel Foro di Traiano, la primavera 1998 [04|2010.

ROMA ARCHEOLOGICA - IL FORO DI TRAIANO: Scavi iniziali nel Foro di Traiano, la primavera 1998.

Foto 2). Il Foro di Traiano (06|2008?), s.v., de Dominicis foto 1 & 2.

Roma – I Fori Imperiali (1995-2008). Part. 2 - The Forum of Trajan. Excavations & Related studies (1998-2008).

Foto 3). Il Foro di Traiano (06|2008?).

Roma – I Fori Imperiali (1995-2008). Part. 2 - The Forum of Trajan. Excavations & Related studies (1998-2008).

– Alvaro de Alvariis, Roma, 2007 – Via Alessandrina case demolita (06|2007).

2007 Via Alessandrina case demolite

Foto varii in:

– Rione Monti | Via Alessandrina, Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis (2007) foto 1 di 65.

1930 2007 Via Alessandrina piano di calpestio

s.v.,

– Roma, Foro di Nerva: Via del Sole angolo & Via Salara cortile con portici (1930, 1983-89, & 2011).

1). Roma, Foro di Nerva: Gli edifici con le cantine, i pavimenti e i selciati delle vecchie strade interrati dopo le demolizioni degli anni Trenta e riportate alla luce con gli attuali scavi nell’area del foro di Nerva, FASCICOLO DI APPARTENENZA, 1378 “Fori Imperiali – piante (lavori)” 1981 – 1989. in: ARCHIVIO ANTONIO CEDERNA © 2008 – 2009.

2). Roma [Foro di Nerva]: 1930 ca 2011 Via del Sole angolo Via Salara cortile con portici, in: Alvaro de Alvariis, Via dei Fori Imperiali lato sinistro verso piazza Venezia. Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis (2011).

Roma, Foro di Nerva: Via del Sole angolo & Via Salara cortile con portici (1930, 1983-89, & 2011).

OSTIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Lo sfregio archeologico di Ostia Antica. Uno dei siti più importanti al mondo muore nell’incuria. Erbacce, sporcizia, cantieri fermi. I turisti ridono del degrado, IL TEMPO (27|08|2014).

OSTIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Lo sfregio archeologico di Ostia Antica. Uno dei siti più importanti al mondo muore nell’incuria. Erbacce, sporcizia, cantieri fermi. I turisti ridono del degrado, IL TEMPO (27|08|2014).

OSTIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Lo sfregio archeologico di Ostia Antica. Uno dei siti più importanti al mondo muore nell’incuria. Erbacce, sporcizia, cantieri fermi. I turisti ridono del degrado, IL TEMPO (27|08|2014).

— L’INTERVISTA al direttore degli scavi Morelli: “Operai in ferie i lavori partiranno”

«Con i soldi che abbiamo, non possiamo fare di più». Cinzia Morelli, direttore degli scavi archeologici di Ostia Antica, è chiara e decisa quando risponde alle domande sulle condizioni in cui versa il sito archeologico più grande di Pompei.

Oggi ci siamo fatti un giro tra domus, tempietti, teatri e ruderi. Quasi non si vedevano tanto è alta l’erba. Non è un’immagine indecorosa per un polo turistico tanto prestigioso?

«Il problema dell’erba è relativo. Abbiamo determinati fondi e interveniamo nelle aree a rotazioni fisse, privilegiando i percorsi turistici. Certo, facciamo in modo di tenere tutto sotto controllo ma c’è da dire – e non è per giustificarmi – che quest’estate il tempo non ci ha aiutato. Solitamente a luglio e agosto la ricrescita è scarsa, ma con la continua alternanza di pioggia e sole star dietro all’erba è stata una follia».

Ci sono dei reperti e delle domus irriconoscibili a causa della vegetazione incolta. Ha notato?

«L’area degli scavi archeologici è grande ottantacinque ettari, dei quali trentatre sono di ruderi. E’ un’area completamente aperta e noi facciamo di tutto per curarla anche nelle zone più marginali per evitare il rischio di un incendio, magari divampato per una sigaretta buttata ancora accesa. Ma abbiamo anche degli alberi molto antichi, che vengono censiti e controllati da esperti agronomi per verificare che siano in salute. Certo, aspettarsi di trovare il prato inglese in un’area archeologica è assurdo. Facciamo il massimo, nelle zone dei ruderi lo sfalcio viene effettuato con il decespugliatore, diversamente da quanto avviene nelle aree libere, ma più di questo è difficile fare».

A fine luglio sono iniziati i lavori nell’area sud del Decumano Massimo. Di cosa si tratta? E dove sono gli operai?

«Stiamo intervenendo proprio di fronte al Teatro, i lavori sono già partiti ma gli operai sono in ferie. Entro novembre, dicembre al massimo puntiamo a restituire al pubblico l’intera area grazie al diserbo, realizzato eliminando alcune radici che minavano la stabilità dei ruderi e restaurando le mura intaccate e danneggiate dalle piante rampicanti. D’altronde non è un lavoro semplice: la manutenzione del verde non veniva fatta dagli anni Settanta. Sono già pronti i finanziamenti per i prossimi anni, gli interventi non si fermeranno».

E riguardo le audioguide? Anche i cartelli, pochi e illeggibili, sono rovinati e lasciano non poco a desiderare. Bisognerebbe cambiarli per agevolare i visitatori nella fruizione.

«Per quanto riguarda le audioguide, abbiamo approvato di recente i nuovi testi e spero a breve di renderle finalmente disponibili ai visitatori. I cartelli sono stati realizzati in un’epoca in cui non esistevano i file, quindi si devono riscrivere da capo e riposizionarli rinnovati».

I disabili continueremo a lasciarli a casa?

«In piazzale delle Corporazioni abbiamo già un percorso per non vedenti e tra breve riusciremo a creare un sentiero loro dedicato dalla caffetteria fino alla piazza del Foro, passando attraverso il piccolo mercato compatibilmente, con la Soprintendenza».

Lo sa che al bagno non ci si può andare tanto è sporco?

«Purtroppo qui, come nel caso degli atti vandalici, tutto dipende dall’inciviltà della gente. Abbiamo dovuto mettere una persona all’ingresso dei servizi per controllare che non si portassero via i rubinetti. Ma noi, più che pulire due volte al giorno, cosa possiamo fare?»

Già, i vandali. Come quelli che hanno firmato sul muro del caseggiato degli Aurighi. L’ha visto?
«Sarà una scritta vecchia. L’area è vasta e controllarla tutta non è semplice».
Redazione online

— Lo sfregio archeologico di Ostia Antica. Uno dei siti più importanti al mondo muore nell’incuria. Erbacce, sporcizia, cantieri fermi. I turisti ridono del degrado, IL TEMPO (27|08|2014).

Ostia Antica, il sito archeologico più grande d’Italia dopo Pompei, l’antico porto di Roma che ancora oggi regala sorprese ai ricercatori di tutto il mondo, è abbandonata. Dopo una prima visita tre mesi fa, ieri mattina siamo tornati a vedere se la situazione fosse quanto meno cambiata. Se non altro per premiare i turisti che a luglio hanno dato agli scavi di Ostia Antica la priorità su qualsiasi altra meta, prediligendola al Colosseo, al Foro Romano, a Pompei e agli Uffizi di Firenze.
Pagati gli undici euro del biglietto, ci incamminiamo confusi tra gli altri visitatori lungo il Decumano Massimo, la via principale che conduce fino a Porta Romana e, quindi, alla via Ostiense. Siamo abbastanza spaesati, considerata l’inesistenza di audioguide e i pochi e illeggibili cartelli a descrivere i reperti portati alla luce «Le guide bisogna prenotarle, altrimenti sperare di trovarle all’ingresso degli scavi è utopia – spiega Piero Labbadia, geometra e studioso dell’area archeologica ostiense – Il fatto che il sito sia stato il più visitato, il mese scorso, non dipende certo da anima viva. I reperti si sono venduti da soli. Manca la manutenzione ordinaria e si continuano a fare interventi spot, tanto per evitare i crolli di Pompei».
L’erba incolta, secca e alta a livelli imbarazzanti ai lati, non è nulla, infatti, rispetto a quella che ricopre le varie “domus” di epoca imperiale, i tempietti, le mura, le terme. Non solo portarci un disabile sarebbe un azzardo ma anche per i normodotati molte, troppe aree si rivelano impervie se non off-limits. Non facciamo in tempo a interrogaci sulla pericolosità per le tante comitive di ragazzi che qui vengono in gita, che una famigliola di olandesi riprende il figlio avventuratosi tra la fitta vegetazione che ricopre l’Horrea dell’Hortensius.
Continuiamo a camminare nel ciottolato che costeggia l’anfiteatro, il Tempio Collegiale, l’aula di Marte e Venere: la situazione non cambia. L’impressione è che i reperti di un sito che tutto il mondo ci invidia avrebbero ancora tanto da raccontarci, se liberati dalle piante rampicanti e dalle erbacce. Più camminiamo sotto al sole e più abbiamo conferma di aree inaccessibili, chiuse da bandoni verdi e arancioni che sembrano sopravvivere da anni. Una parte del sito è stata chiusa ai visitatori per l’avvio di «opere urgenti», di non meglio specificata entità, finanziate con 500mila euro dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Oltre uno di quei teli verdi, appoggiati ad un muro che dovrebbe essere un cimelio da conservare, ci sono una scala e una griglia per il barbecue. Nessuna anima, i lavori sono un ricordo o una chimera, fate voi. Andiamo oltre. Dove è possibile addentrarsi, in assenza di transenne, sono bisce e lucertole a reclamare, scocciate, un territorio effettivamente selvaggio. I rovi si attaccano ai vestiti mentre cerchiamo di sbirciare attraverso un colonnato. L’immagine è tanto desolante, rispetto alla bellezza trascurata degli scavi, da provare un dispiacere fisico per i turisti stranieri arrivati fin qui per ammirare un sito unico al mondo, bellissimo, che qualsiasi Paese renderebbe un gioiello da conservare e da far fruttare. Un posto da sogno in cartolina, descritto dalle guide turistiche com’era un tempo e oggi non più. Francesi, americani, giapponesi mai lascerebbero a terra bottiglie di plastica, cartacce, addirittura una carriola senza ruota, unica testimonianza dei lavori il cui avvio – come si legge nel cartello su una rete metallica – era previsto per il 24 luglio. Il biglietto da visita peggiora affacciandosi al Decumano Massimo per raggiungere la fontanella e dissetarsi. Un signore russo ridacchia con la moglie mentre prova ad evitare il lago che la circonda. Altra vergogna. Più avanti, ecco la più antica sinagoga del mondo occidentale: un gioiello, scoperto poco più di mezzo secolo fa, che testimonia l’esistenza dell’antica comunità ebraica ostiense e oggi abbandonato tra l’erbaccia incolta. Nel caseggiato degli Aurighi, tra gli affreschi ancora ben conservati, una coppia di visitatori commenta lo sfregio peggiore che si possa vedere in mezzo a tanto splendore: una scritta incisa dai soliti vandali con una chiave a deturpare la parete.
Non resta che un’ultima tappa: il bagno, la toilette, proprio di fronte alla caffetteria: meglio sorvolare, il fotografo si arrende al pavimento sporco e all’inesistenza di carta igienica. Se consideriamo che sono gli unici servizi in tutta l’area, non è difficile capire il perché siano in condizioni disastrose alle 12.30. Zaino in spalla ci muoviamo verso l’uscita. Non ci controlla nessuno, neanche l’ombra di un custode che sorvegli l’area che conduce agli scavi archeologici. Considerati i reperti alla portata di tutti, molti accatastati al di là dei bandoni, avremmo potuto trafugare chissà quanti oggetti. L’indolente parcheggiatore, stravaccato su una sedia di plastica, abbozza un sorriso alla macchina che si avvia verso l’uscita. Giove fulminatore, che nell’area archeologica ha perfino una domus, scaglierebbe l’intera riserva di saette per la rabbia. Pompei, tra un crollo ed un altro, cede il passo a Ostia Antica. Ma uno dei siti più belli e vasti del mondo, a due passi dalla Capitale, per tenere il passo avrebbe bisogno, e presto, di interventi seri che la restituiscano all’antico e degno splendore. Chi se ne infischia o fa finta di nulla uccide la cultura e la storia di Roma. Vergogna.

Silvia Mancinelli

FONTE | SOURCE:

— Lo sfregio archeologico di Ostia Antica. Uno dei siti più importanti al mondo muore nell’incuria. Erbacce, sporcizia, cantieri fermi. I turisti ridono del degrado, IL TEMPO (27|08|2014).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2014/08/27/lo-sfregio-archeologico-di-ostia-antica-1.1300615

FOTO | FONTE |SOURCE:

— FOTO 1 di 27 in: ROMA / OSTIA ANTICA / PORTO DI TRAIANO: COMUNE DI ROME PRG: 2003/2008; PROVINCA DI ROMA – Relazione storico-archeologica / Schede delle preesistenze archeologico-monumentali (10/ 2007) [03|2014].

ROMA / OSTIA ANTICA / PORTO DI TRAIANO: COMUNE DI ROME PRG: 2003/2008; PROVINCA DI ROMA - Relazione storico-archeologica / Schede delle preesistenze archeologico-monumentali (10/ 2007). Comune di Ostia / Ostia Antica, Carta / Map: 1:10.000.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman architecture of Mussolini,still standing. One of the world’s great cities bears the signature of a Fascist dictator, and nobody wants to talk about it. THE BOSTON GLOBE (13 July 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman architecture of Mussolini,still standing. One of the world’s great cities bears the signature of a Fascist dictator, and nobody wants to talk about it. THE BOSTON GLOBE (13 July 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman architecture of Mussolini,still standing. One of the world’s great cities bears the signature of a Fascist dictator, and nobody wants to talk about it. THE BOSTON GLOBE (13 July 2014).

THE MAYOR of Rome, Ignazio Marino, made a splash when he first took office last August: He proposed to tear down the Via dei Fori Imperiale, the four-lane boulevard that cuts right through the heart of the city’s most prominent ancient excavations.

Nearly all visitors know the road, and most have likely walked on it. One of the few long, straight arteries in a city of tangled lanes and alleys, it’s something of a monument itself, running from Piazza Venezia and its “wedding cake” – like Victor Emmanuel Monument to the ancient Colosseum.

But to anyone familiar with the history of the city, this road is more than just a central thoroughfare: It is one of the ways Italian Fascist leader Benito Mussolini, who ruled Italy from 1922 to 1943, signed his name across the city. In one grand destructive act, he connected himself to the ancient Roman emperors, modernized the city for the automobile, and created a huge open-air space for his frenzied balcony speeches. Hitler would be given a hero’s welcome along the avenue in 1938, celebrating the newfound alliance between Nazi Germany and Fascist Italy.

Via dei Fori Imperiali is but one of the dozens of Fascist legacies hiding in plain sight here. Though Mussolini came from the north and had once disdained the Eternal City, after his 1922 coup he remade the urban landscape as only a few before him had. Today he might be surprised, and pleased, by how little of his legacy has been erased. Public reckonings are a big part of how other nations have moved forward from morally repugnant pasts. Not so in Italy. Today a handful of people are trying, openly, to confront Mussolini’s architectural imprint on Rome, but they’re a small minority. In an Italy and Europe rumbling with the newfound power of the right wing, the more typical response is a deafening—and troubling—silence.

FROM ATOP the Janiculum, a hill where Giuseppe Garibaldi fought unsuccessfully for the independence of the city in 1849, visitors can look out at centuries of ambitious visions for the city. Squint a little and you can make out the monuments of Roman emperors: the Baths of Diocletian, the Pantheon, Palatine Hill. Later the planners were popes, usually scions of wealthy Roman families, who gave rise to the city so recognizable today, of palazzi and church domes and grand squares anchored by obelisks.

With virtually no modern buildings added to the city’s historic center since the 1950s, one might easily get the sense that Rome has been largely unchanged for centuries. There was, however, one last great builder. Benito Mussolini and his stable of architects and planners built post offices, sports facilities for youth, apartments and schools, public markets. They remade the road system, not only with the massive Via dei Fori Imperiale, but also the Via della Conciliazione, the equally famous boulevard leading to St. Peter’s Square. They built entire new towns in agricultural lands south of Rome, made possible by massive draining and reclaiming of the Pontine marshes.

Some of the most surreal sights in modern Rome are Mussolini’s surviving spectacles of propaganda. To the south of the city is the EUR, a necropolis of white neo-classical forms, including an abstracted, cube-like homage to the Colosseum, all part of an unfinished plan for a 1942 world’s fair—the Esposizione Universale Roma—that would celebrate 20 years of Fascism. The Foro Mussolini (now Foro Italico), a large sports facility north of the Vatican, features a mosaic plaza—the largest built here since the fall of Rome—celebrating the colonial conquest of Ethiopia in 1936. The mosaic includes 248 crumbling but still-visible repetitions of the favorite roar at Fascist rallies: “Il DUCE.”

To outside observers, it’s easy to imagine that the argument over the road would really be an argument about the legacy of a dictator: Mayor Marino, at long last, removing a garish and offensive symbol of Fascist ambition and Italy’s dismal history in WWII. But this is not how Romans are discussing it. Marino bills the closing as an environmental and quality-of-life move for Romans, clearing the polluted air while making space for civic events. The vitriol of the debate arises not over the road’s political meanings, but from drivers, who wonder how the heck they are going to get to work.

Mussolini’s own image rarely makes an appearance, but throughout the city you can spot hundreds of copies of the ancient Roman military emblem that gave Fascism its name. The “fasces”—a bundle of sticks with an axe—was affixed to public buildings, fountains, manhole covers, even doorstops during Mussolini’s dictatorship. Many were removed after the war, but, as is typical here, the removal was inconsistent, and dependent on the politics of neighborhoods. In Germany, the swastika is outlawed, and you will find no examples in public spaces. But in Italy, the fasces remain sprinkled throughout the urban landscape.

Erasing the past is hardly the answer to confronting the past, but when it comes to Mussolini’s legacy, one of the world’s great cities has simply looked the other way. Serious critical reflection on Fascism here is relegated to history books and outliers on the political left. What remains in popular discourse is a hazy understanding of the period, which has provided an opening for disturbing revisionist sentiments about a leader who tied his future to Hitler.

If it is unfair to equate Mussolini with Hitler, it is also disdainful of the past not to recognize the brutality of his regime—the dictatorial takeover of government, the murder and bullying of the opposition, the suppression of free speech and press, a brutal invasion of Ethiopia marked by the use of poison gas and concentration camps, and race laws which paved the way, after the Nazi takeover of Italy in 1943, to the deportations of thousands of Jews and others, usually to their deaths in German concentration camps.

To be sure, there are many who continue to rally against Fascism, past and present, invisible and visible. “When I walk across the bridge to go to the soccer stadium and I see ‘Mussolini Dux’ on that obelisk, I want to blow it up,” a famed historian of the resistance to Fascism, told me. At a recent Liberation Day, or Festa della Liberazione, a national holiday to mark the end of Nazi occupation of Italy, a World War II partisan, now well into his 80s, declared it “a shame” that Fascist buildings at Foro Italico still stand. The T-shirts sold at the Liberation Day rally capture the sentiment of those on the left: “Yesterday, partisans, today, anti-fascists.”

But a far more common response to the debate about Mussolini’s Fascism is the one described by Rosalia Vittorini, the head of the Italian chapter of DOCOMOMO, the organization that fights to preserve modern architecture around the world. In a café in the Piazza Augosto Imperatore, I asked her what Romans think when they walk by a Fascist building, or sit, as we were, in a building built expressly to proclaim his vision for a “Third Roman Empire.” She responded simply: “Why do you think they think anything at all?”

To understand why Italians don’t actively discuss Mussolini and the era of Italian Fascism is to enter the stew of Italian politics, bubbling with half-truths and rationalizations, nostalgia and guilt, and a jockeying for position in a sharply divided country. Italy never repudiated Mussolini the way German repudiated Hitler and the Nazis. Many Italians, under the influence of post-war efforts (supported by the United States) to purge the far left from political life, argued that it was possible to separate out all that was good about Mussolini in his first decade or so from his “mistakes” later in the 1930s. This oversimplified history was a convenient consensus that allowed Italians to avoid the political discord of real debate about the lasting legacy of Fascism.

The buildings, the most visible aspect of Mussolini’s legacy, have undergone a bit of intellectual laundering: A growing number of people argue that Fascist-era architecture—especially with a modernist, or “rationalist” aesthetic—stands on its own, and, except for the overtly propagandistic buildings, should not be linked to the values of the regime that built them. Especially loved are the works of Luigi Moretti, who built sleek modernist buildings for the regime in Rome. His GIL building, a former sports center named for the Gioventu’ Italiana del Littorio—the organization of the Italian Fascist youth—has been lovingly restored, down to the bronze eagles over the front entrance. Although Moretti was a true believer in Mussolini, he was rehabilitated and continued his career after the war, including building a dramatic apartment complex in our own capital: The Watergate. Paolo Nicoloso, a leading historian of Mussolini’s architecture, argues that the renewed, and sometimes nostalgic, appreciation of Mussolini’s buildings of stone and marble is understandable, given the background of Italy’s long economic decline: “When Italian people see a monumental building they are grateful to Mussolini. They believe he did well for the people. They forget the dictatorship, the racial laws, the war.”

All this might be important only to debates about Rome’s cultural heritage, except that Fascism is quite alive in Italy. Mussolini still has a constituency, and a growing one, despite the recent victory of the centrist Prime Minister Matteo Renzi. While a small band of anti-Fascists gathered on Liberation Day this past April to remember the few living partisans who fought Mussolini and the Nazis 75 years ago, neo-Fascists were hiking up a flag on the obelisk outside the Foro Italico. Mussolini’s granddaughter holds a Senate seat; Rome’s previous mayor, Giovanni Alemanno, was closely identified with the Fascist movement. Italian Fascists gather in growing numbers in Mussolini’s hometown of Predappio three times a year; there you can find bottles of Nostalgia Cologne for Men, with Mussolini on the label giving his right-arm-raised salute. Swastikas, too, are common graffiti around Rome, to attack rival sports teams and politicians, as well as Jewish leaders. The popularity of Italy’s former prime minister, Silvio Berlusconi, is due in part to the ways in which he invoked the personality and imagined accomplishments of Mussolini.

In a country—and a continent—faced with long-term economic weakness and with an influx of immigrants from throughout the Mediterranean, the silent witness of Fascist buildings gives a perch for a resurgent right, something we might have naively thought would be swept away forever.

IF GERMANY’S memorial efforts have been in the service of never forgetting and Buenos Aires’s efforts to bring the perpetrators of state terror from the 1970s to justice have sought to use memory to achieve legal justice, Italy’s engagement with its Fascist past in the city might best be called a policy of organized forgetting. While much has been written by Italian scholars about the rise of Fascism, there has been little effort by the city and nation to confront the physical propagandistic legacy that Mussolini left one of the world’s great cities.

To confront does not mean to erase. What countries like Germany and, more recently, Argentina and South Africa, and even the United States, have done is to make public interpretation—monuments, memorials, innovative public art—an ongoing commitment, as if to say: We have to keep talking about our difficult pasts, here, where the past took place, where it was built.

Nearly a year later, Mayor Marino’s plans to eliminate the Via dei Fori Imperiale have gotten little traction, though he has managed to close off the street on weekends and holidays. Others are busy trying to deal more explicitly with the legacy of Mussolini, with a nervous intensity borne of concern about the rise of right-wing movements across Europe.

Siblings Adachiara and Luca Zevi, children of the Jewish modern architectural historian and critic Bruno Zevi, have separately taken on projects to remind Romans of the dark side of Fascism. Adachiara and her Arte in Memoria Foundation have brought German activist Gunter Demnig to install some of his stolpersteine, “stumble stones”—small brass cobblestones, with the names of victims of Fascism—in front of the homes of Romans (largely Jews, but not exclusively) who were persecuted and then, starting in October of 1943, deported to Nazi death camps.

Luca has designed a Holocaust memorial museum which will be built, starting in 2015, in a park adjacent to Villa Torlonia, an 18th-century country estate just a mile beyond the walls of ancient Rome. The villa itself is already a museum, though one that glosses over its many layers—especially the one involving Mussolini. The Villa, where he lived, often with his mistress, during much of the 1920s and 1930s, sits atop his personal bunker and a Roman-era Jewish catacomb system; nearby is the private English school that now educates Mussolini’s great-grandson.

Finally, the South African artist William Kentridge was recently in town to advance his project for drawing 90 huge figures of “victory and lament” in Roman history along the high walls that channel the Tiber river near the Vatican. One of those will be an image drawn from a Naples mural that still stands, shot through with World War II bullet holes, of Mussolini on a horse, like so many previous Roman leaders, giving his infamous salute.

Who knows? In a few years, the thousands who walk along the Lungotevere, on their way to work, or on their way to a soccer game at the Foro Italico, might pause for a moment to take in a dramatic public art installation, and start to consider again Mussolini, Italian Fascism, the danger of empires, and regimes—then and now—that traffic in brutality. Inch by inch, project by project, perhaps the arc of memory in the Eternal City can be bent.

Max Page is professor of architecture and history at the University of Massachusetts Amherst and a Rome Prize Fellow at the American Academy in Rome, and editor of “Memories of Buenos Aires: Signs of State Terrorism in Argentina” (UMass Press).

FONTE | SOURCE:

— The Roman architecture of Mussolini,still standing. One of the world’s great cities bears the signature of a Fascist dictator, and nobody wants to talk about it. THE BOSTON GLOBE (13 July 2014).

http://www.bostonglobe.com/ideas/2014/07/12/the-roman-architecture-mussolini-still-standing/csZ70EN2fTnUUNqX0kRM9K/story.html?p1=ArticleTab_Article_Top

s.v,

ROMA DI MUSSOLINI: AA.VV., L’urbanistica di Mussolini – Alla ricerca di una nuova città nell’Italia fascista, Berlin (2011), 520 pagine | 630 immagini. [Sommario Italiano | Summary English].

http://wp.me/pPRv6-1qQ

ROMA ARCHEOLOGIA e VIA DELL’ IMPERO: Paola Porretta, “Antonio Muñoz e via dei Fori Imperiali a Roma.” Ricerche di storia dell’arte, no. 95, (2008), [PDF] p. 30 di pp. 31-43.

http://wp.me/pPRv6-1M5

ROMA ARCHEOLOGIA – VIA DELL`IMPERO e VIA DEI FORI: C. Bellanca, “Antonio Muñoz. La politica di tutela dei monumenti di Roma durante il Governatorato,” Roma, L’Erma di Bretschneider, (2003), pp. 1-21 [PDF, 1-20].

http://wp.me/pPRv6-1SV

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Arch. Spiro Kostof,The Third Rome: 1870-1950 – an Exhibition, University Art Museum, (Berkeley, Calif.) (March 28 – May 13, 1973), [PDF], pp. 1-88 & Antonio Cederna, Dal piccone del regime la Roma imperiale, in «Storia illustrata n. 287», Milano, ottobre (1981) [PDF] pp. 68-82.

http://wp.me/pPRv6-32x

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: VIA DELL`IMPERO: ARTURO BIANCHI, “Il Centro di Roma – Le Nuove Vie del Mare e Dei Monti,” ARCHITETTURA – XI MARZO FASC. III (1933), [PDF], pp. 137-156.

http://wp.me/pPRv6-21s

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali & Via dell’ Impero: “L’ invenzione dei Fori Imperiali – Demolizioni e scavi: 1924-1940 (2008): A. Munoz, La Roma di Mussolini. EMPORIUM. Vol. LXXVIII, n. 466, (1933), pp. 203-222.

http://wp.me/pPRv6-r7

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali & Via dell’ Impero: : “L’ invenzione dei Fori Imperiali – Demolizioni e scavi: 1924-1940 (2008): A. Munoz, Via dell’Impero. EMPORIUM,Vol. LXXVIII, n. 466, (1933), pp. 236-247.

http://wp.me/pPRv6-r6

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano (2001 | 2014) – “Livello pavimentazione Foro di Traiano,” Foto | sinistra: Prof. James E. Packer, Rome (06-07|2001) & Foto | destra: Gianni de Dominicis, Roma (08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano (2001 | 2014) - "livello pavimentazione Foro di Traiano," Foto | sinistra: Prof. James E. Packer, Rome (06-07|2001) & Foto | destra: Gianni de Dominicis, Roma (08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro di Traiano (2001 | 2014) – “Livello pavimentazione Foro di Traiano,” Foto | sinistra: Prof. James E. Packer, Rome (06-07|2001) & Foto | destra: Gianni de Dominicis, Roma (08|2014).

Foto fonte sources:

— Prof. James E. Packer, Forum of Trajan, Rome (06-07|2001), personal communication (2001).

— Gianni de Dominicis, Il Foro di Traiano – livello pavimentazione Foro di Traiano, Roma (08|2014).

livello pavimentazione foro di traiano rit

ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: PETIZIONE N. 1140/2013 – PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO – QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE (30|04|2014 [& 24|08|2014]).

Foto = ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: PETIZIONE N. 1140/2013 - PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO - QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE (30|04|2014 [& 24|08|2014]).

ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: PETIZIONE N. 1140/2013 – PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO – QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE (30|04|2014 [& 24|08|2014]).

A seguito della comunicazione, datata 30.04.2014, nella quale c’è scritto che:

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http://www.change.org/p/martin-schulz-petizione-n-1140-2013-petition-to-the-world-heritage-committee-unesco-questioni-sollevate-ricevibili-indagine-preliminare?

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M. CECCAIONI: “ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO S’INCAZZANO”

PAOLA GIANNONE
Roma, ITALIA

Jan 19, 2014 — Questi sono i due link dei siti, che hanno pubblicato il bellissimo articolo del giornalista Maurizio Ceccaioni, lunghissimo e molto ben documentato, che illustra le ragioni, in modo sintetico e mirato, della necessità di presentazione della DIFFIDA a tutti gli Organismi coinvolti, altrimenti detta messa in mora, per raggiungere il fine della Tutela e Salvaguardia dei Fori Romani e di tutti i Beni Archeologici e Culturali, presenti nei Siti, lungo le Tratte T3, T4, T5, T6 e T7, per il fermo della Metro C a San Giovanni e il temine dei lavori con la messa in esercizio della Linea C in tutte le altre Tratte, con risparmio di risorse a carico dei cittadini:
http://www.di-roma.com/index.php/costume-a-societa/item/820-roma-metro-c-anche-le-formiche-nel-loro-piccolo-sincazzano
http://www.eur.roma.it/il-quartiere/news/le-altre-news/articolo/roma-metro-c-anche-le-formiche-nel-loro-piccolo-sincazzano.html?no_cache=1
…Per porre la parola “FINE!” a questa annosa e intricata vicenda!

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“La Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo mi ha comunicato che “la Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo ha esaminato la Sua Petizione e ha ritenuto le questioni da Lei sollevate ricevibili, a norma del Regolamento del Parlamento europeo, in quanto si tratta di una materia che rientra nell’ambito delle attività dell’Unione europea”. “La Commissione ha, quindi, avviato l’esame della Petizione e ha deciso di chiedere alla Commissione europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema. La Commissione per le Petizioni proseguirà l’esame non appena le saranno pervenute le informazioni necessarie.”. “Commissione per le petizioni, La Presidente.”,

La sottoscritta Prof.ssa Paola Giannone e I Sostenitori firmatari chiedono che SIANO SVOLTE INDAGINI URGENTISSIME, da parte della COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO, GIA’ PRESIEDUTA DALL’ON. ERMINIA MAZZONI, essendo veramente a rischio e già seriamente compromesso il Patrimonio Mondiale dell’Umanità dei Fori Romani e dell’Anfiteatro Flavio a Roma al fine di altrettanti URGENTISSIMI PROVVEDIMENTI DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DEL FORO ROMANO E DEL COLOSSEO A RISCHIO A CAUSA DEI LAVORI DELLA METRO C A ROMA, ILLEGGITTIMAMENTE ESEGUITI, SENZA IL RISPETTO DEI DIRITTI DISPOSTI DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ART. 9 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI, ART. 32, 43, 117 E 118, DALLE L. 42/04, L. 1049/89, D.lgs 490/99, DECRETI DI VINCOLO DEL 22 GIUGNO 1991 E DEL 20 DICEMBRE 2001, ETC. E DALLA NORMATIVA INTERNAZIONALE, IN PARTICOLARE IN QUESTO CASO PER QUELLI DICHIARATI “ PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’” DALL’UNESCO UNESCO – World heritage Centre Convention Concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage – whc.unesco.org/en/conventi

Arch. Paola Giannone

Questa è la Petition to the World Heritage Committee UNESCO, in oggetto anche della PETIZIONE N° 1140/2013, in trattazione alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, inviata al Presidente UE, Martin Schulz.

Petition to WORD HERITAGE COMMITTEE

UNESCO

The Role of CULTURE AND PROTECTION OF ARCHEOLOGICAL SITE “ROMAN FORUM”

WORD HERITAGE SITE IN ROME

Introduction.

In Endangering World Heritage Site by SUBWAY 3 IN ROME UNDER THE “ROMAN FORUM” “VENICE SQUARE – THE IMPERIAL FORUM WAY – COLOSSEUM” – “VENICE SQUARE – AMBA ARADAM – SAINT JOHN SQUARE”

Executive Summary.

This petition calls on the World Heritage Committee to take action to protect the universal values of World Heritage Sites “ROMAN FORUM”- “VENICE SQUARE-IMPERIAL FORUM STREET- COLOSSEO in Rome with danger cons truction of SUBWAY 3 UNDER THIS SITE “ROMAN FORUM” – “WORD HERITAGE SITE IN ROME”

The actions that the World Heritage Committee of UNESCO should take for the protection of World Heritage Site for the “SUBWAY 3 UNDER “ROMAN FORUM”. The measures to protect the World Heritage Committee should take for the protection of World Heritage Site are extremely urgent (the Mayor of Rome has approved the start of work by April 15, 2013) and the reasons in the Petition, attached, are written in the Italian language also sent to the Minister of Foreign Affairs to the Foreign Ministry and to Government Bodies Supervisory Body, the Court of Auditors, in Italy , to Mayor of Rome, Gianni Alemanno, to the European Parliament President, to the ONU General Secretary , Ban Ki-Moon and to the President of the United States, Barack Obama.

Conclusions.

The World Heritage Committee has the opportunity to advance critical, timely action on this issue and take important measures to preserve the world’s heritage of “ROMAN FORUM” “Venezia Square, Imperial Forum Street-Colosseum” UNTIL BE EXTINCT THE EFFECTS OF DANGER OF CONSTRUCTION OF SUBWAY 3, WITH THE IMMEDIATE INTERRUPTION OF WORKS ON THIS SITE, which can be achieved with catastrophic tipping points for culture, for protection of people and civilization, and for this reason the protection of heritage world requires a strong response from the Committee

I am secure that the World Heritage Committee will take all extremely urgent Actions Should Take to Protect World Heritage Sites from Metro 3 Construction under “ROMAN FORUM”. I can provide any additional information or be of any further assistance Actions that the World Heritage Committee Should Take to Protect World Heritage Sites from “SUBWAY 3 CONSTRUCTION UNDER “ROMAN FORUM”, for the written motivations.

Sincerely

Initiator for petition

Arch. Paola Giannone, entered at No. 8125 Order of Architects of Rome and its province Duccio Di Buo-ninsegna street N° 29, Rome – C.A.P. 00142 –CELL. 3315807414- C.I. RM 8685999 p.giannone@pec.archrm.it – p.giannone@yahoo.it

Questo è il testo in italiano della Petizione al World Heritage Committee – UNESCO, inviata anche al Presidente UE, Martin Schulz, per la quale la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha ritenuto “le questioni sollevate ricevibili” e che ha disposto “le indagini preliminari”.

Petizione al WORD HERITAGE COMMITTEE

UNESCO

Il ruolo della cultura e la tutela del Sito archeologico “FORO ROMANO”, PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANI-TA’

Introduzione.

Un rischio per il Patrimonio Mondiale a causa della METROPOLITANA 3 A ROMA SOTTO IL “FORO ROMANO” da Piazza Venezia – Via dei Fori Imperiali -COLOSSEO”. da- “Piazza Venezia – Amba Aradam – PIAZZA SAN GIOVANNI”.

In sintesi.

Questa Petizione chiede le azioni che il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dovrebbe prendere per la protezione dei siti del Patrimonio Mondiale dell’Umanità a causa della Costruzione della METRO 3 SOTTO IL”FORO ROMANO” DA “PIAZZA VENEZIA – VIA DEI FORI IMPERIALI- COLOSSEO” NELLA TRATTA PIAZZA VENEZIA – AMBA ARADAM – COLOSSEO”

Le azioni di tutela.

Le azioni di tutela che il Comitato del Patrimonio Mondiale dovrebbe prendere per la protezione dei siti del Patrimonio Mondiale sono urgentissime (il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha autorizzato l’inizio dei lavori dal 15 aprile 2013) e sono scritte nelle motivazioni nella Petizione in lingua italiana, allegata, consegnata anche al Ministro degli Esteri alla Farnesina e a tutti gli Organi di Governo e di Controllo in Italia, al Sindaco di Roma, al Parlamento Europeo , al Direttore generale dell’ONU, Ban Ki-Moon e al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Conclusioni

Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha la possibilità di avanzare critiche, azioni tempestive su questo tema e adottare misure importanti per preservare il Patrimonio Mondiale di “FORO ROMANO” “Piazza Venezia-Via dei Fori Imperiali-Colosseo” fino a quando SARANNO ESTINTI GLI EFFETTI DEL PERICOLO DELLA COSTRUZIONE DELLA METRO C, CON L’IMMEDIATA INTERRUZIONE DEI LAVORI SU QUESTO SITO, che può essere realizzato con catastroficI punti di non ritorno per la cultura, per la salvaguardia delle persone e per la civiltà, e per questo motivo la protezione del Patrimonio Mondiale richiede una risposta forte da parte del Comitato. Sono certa che questa Petizione possa essere utile al Comitato che svolge la propria responsabilità ad assistere gli Stati parte e la Comunità Internazionale per la protezione del Patrimonio Mondiale e garantisce la conservazione di questo Patrimonio per le generazioni future. Sarò lieta di avere la possibilità di assistere il Comitato con ogni mezzo adeguato. Vi prego di farmi sapere se sarò in grado di fornire qualsiasi ulteriore informazione o essere di ulteriore assistenza

Sinceramente.

Iniziativa della petizione:

Arch. Paola Giannone, iscritta al N° 8125 dell’Ordine degli architetti di Roma e Provincia

Via Duccio di Buoninsegna N° 29 – Roma – C.A.P. 00142 –Cell. 3315807414 – C.I. Roma N° AK 8685999

p.giannone@pec.archrm.it – p.giannone@yahoo.it

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s.v.,

Foto | fonte | source:

— Roma, Metro C – “Cantiere stazione Fori Imperiali, Linea C: aggiornamento agosto 2014,” Roma Metropolitane (2014), in: ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: Fori Imperiali, il sogno di Marino: “Pedonalizzazione totale in 5 anni,” Quitidiano.Net (01|09|2013) & ‘…5 anni “No” dice,’ Prof. Arch. Gustov Giovannnoni, in: The New York Times (18 April 1926), p. XX4, Foto: Roma, Metro C (08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e I FORI IMPERIALI: Fori Imperiali, il sogno di Marino: "Pedonalizzazione totale in 5 anni," Quitidiano.Net (01|09|2013) & '...5 anni "No" dice,' Prof. Arch. Gustov Giovannnoni, in: The New York Times (18 April 1926), p. XX4.

Fonte | sources:

— PDF 1 = MIBAC – “VISTA la legge 1.6.1939, no. 1089 sulla tutlea della cose di interesse artistico o storico; CONSIDERATO che gli immobili delimitati da via dei Fori Imperiali, via del Colosseo e da via del Tempio della pace, segnati al Catasto Urbano del Comune di Roma Foglio 500 (…) corrispondono al sito di parte Velia, ecc.” MIBAC, ROMA (22|06|1991 [08|2014]).

PDF 1 = MIBAC – “VISTA la legge 1.6.1939, no. 1089 sulla tutlea della cose di interesse artistico o storico; CONSIDERATO che gli immobili delimitati da via dei Fori Imperiali, via del Colosseo e da via del Tempio della pace, segnati al Catasto Urbano del Comune di Roma Foglio 500 (…) corrispondono al sito di parte Velia, ecc.” MIBAC, ROMA (22|06|1991 [08|2014]).

— PDF 2 = SAR [SSBAR], “UFFICIO VINCOLI immobili sottoposti alla legge n. 1089 del 1|6 1939 – ARTT. 1, 3.M Localita` – VIA DEI FORI IMPERIALI – VIA DEL TEMPIO DELLA PACE, Foglio 500, ecc.”, SAR [SSBAR], ROMA (22|06|1991 [08|2014]).

PDF 2 = SAR [SSBAR], “UFFICIO VINCOLI immobili sottoposti alla legge n. 1089 del 1|6 1939 – ARTT. 1, 3.M Localita` – VIA DEI FORI IMPERIALI – VIA DEL TEMPIO DELLA PACE, Foglio 500, ecc.”, SAR [SSBAR], ROMA (22|06|1991 [08|2014]).

— PDF 3 = “Decreto Tutela Vincolistica ai Sensi D.L. No. 490 99 Del 20 Dec. 2001,” Arch. Ruggero Martines, SOPRINT. REGION. PER I BENI E LE ATTIVITA CULTURALI LAZIO, ROMA (21|12|2001 [08|2014]).

PDF 3 = “Decreto Tutela Vincolistica ai Sensi D.L. No. 490 99 Del 20 Dec. 2001,” Arch. Ruggero Martines, SOPRINT. REGION. PER I BENI E LE ATTIVITA CULTURALI LAZIO, ROMA (21|12|2001 [08|2014]).

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s.v,

–1). Foto e PDF 1 di 40 : Roma, I Fori Imperiali Progetto – documenti di progetto in formato PDF (1998-2014). |Rome, The Imperial Fora Project – Planning Documents in PDF (1998-2014).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: NASCE IL “CONSORZIO PER I FORI DI ROMA”. INSIEME PER L’AREA ARCHEOLOGICA URBANA PIÙ IMPORTANTE DEL MONDO, MIBACT (21|04|2015); * s.v., Min. Rutelli | Vice Sindico M. P. Garavaglia, MIBAC (18|02|2008).

— 2). Foto e stampa 1 di 101 : Roma, I Fori Imperiali / Colle Velia: Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero (1928-1933) [08|2014].

Roma, I Fori Imperiali / Colle Velia: Scavi archeologici, sterri e demolizioni per l’apertura di via dell’Impero (1928-1933).

— 3). Foto e stampa 1 di 40 : The Imperial Fora / Via dell’ Impero (2004): Exhibit: “Forma / La città moderna e il suo passato (2004),” & Prof. Paulette Singley, “[Review of:] Fascism Under Erasure: Fuksas’s Proposal for the Via dei Fori Imperiali (2004).” [08|2014].

ROME – THE IMPERIAL FORA: Mostra – ‘Forma / La città moderna e il suo passato (2004). Prof. Paulette Singley, Abstract – ‘Fascism Under Erasure: Fuksas's Proposal for the Via dei Fori Imperiali (2004).’

— 4). Foto e stampa 1 di 49 : ROMA – IL DEGRADO DELLA CITTA’- Via dei Fori Imperiali, Belvedere Cederna, che brutto spettacolo. La Repubblica (11/05/2011).

ROMA ARCHEOLOGIA: Antonio Cederna, l'instancabile; «Scrivo da sempre lo stesso articolo, finché le cose non cambieranno continuerò imperterrito a scrivere le stesse cose», di Antonio Cederna. IL FATTO QUOTIDIANO/ Patrimoniosos.it (11/08/2012).

— 5). Foto e stampa 1 di 149 : Roma – Metropolitana LINEA C – Indigini preliminari di Prima fase -tratta T2 e T3. SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA DI ROMA |MIBAC (2007-14), Aree – Palazzo Rivaldi | Stazione Colosseo sito Colosseo (ottobre 2006) S10 – b1 – b2 -b3.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Mayor Virginia Raggi & the Rome City Hall pulls plug on costly, graft-ridden Metro C subway project, REUTERS NEWS, U.K., (04/11/2016).

— 6). Foto e stampa 1 di 281: ROMA BENI ARCHEOLOGIA: Colosseo Scavi e Studi & “Archeologia, il colore del Colosseo – Ritrovate decorazioni policrome che mostrano come appariva l’Anfiteatro Flavio, [Dott.ssa Rossella Rea (SSBAR)]” (2013-14).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROME - Restoration of Colosseum's killing floor sparks debate, GAZZ. DEL SUD (03|11|2014) &  LA DIRETTRICE ROSSELLA REA: “NON BASTA IL CORAGGIO. CI VORREBBE MOLTA SCIENZA E MOLTO DENARO," Dagospia (04|11|2014).

— 7). Foto e stampa 1 di 166 : ROMA ARCHEOLOGIA, RESTAURO ARCHITETTURA e BENI CULTURALI e I FORI IMPERIALI: Marino: “Pedonalizzerò i Fori imperiali,” (2013-14), s.v., IL MESSAGGERO (13/06/2013).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTUARO ARCHITETTURA: "What's a Marino?" - Ignazio Marino a San Francisco. Ma negli Usa non se ne parla la stampa locale ancora non accenna nemmeno alla sua visita, CINQUE QOUTIDIANO (12|09|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Alessandro Cremona, Introduzione “Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma,” Consulta dei Beni Culturali. (c. 2009 [08|2014]).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA:  Alessandro Cremona, Introduzione "Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma," Consulta dei Beni Culturali. (c. 2009 [08|2014]).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Alessandro Cremona, Introduzione “Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma,” Consulta dei Beni Culturali. (c. 2009 [08|2014]).

Introduzione “Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma” – Nel 2006 la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ha avuto l’incarico di redigere un piano di fattibilità per il recupero di Palazzo Rivaldi, in vista di un accordo con l’attuale proprietario, l’Istituto S. Maria in Aquiro (ISMA), per il suo utilizzo a fini museali. Per ripercorrere le fasi di questo complesso, segnato da una storia multiforme e discontinua, si è costituito un gruppo di ricerca per studiare da vicino la fabbrica, rintracciare nuovi documenti e riassemblare le molteplici informazioni disseminate nel corso del tempo.

— Alessandro Cremona, Introduzione “Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma,” Consulta dei Beni Culturali. (c. 2009 [08|2014]).

http://www.architettiroma.it/ConsultaBC/notizia.aspx?id=11403

— Foto Fonte | source:

Roma, Nova urbis Romae descriptio, di Timanno van Veen (1623).
CIPRO (08|2014).
http://fmdb.biblhertz.it/cipro/CIPROnolliframesetengopen.htm

Roma (2014), pp. 882-887

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Alessandro Cremona,”Gli esordi di Vasanzio architetto e le opere perdute di Giovanni Battista Viola nel giardino di Palazzo Rivaldi a Roma (1609-1611),” La Festa delle Arti. vol.II, Roma, Gangemi Editore, 2014, pp.882-887
— Alessandro Cremona,”Gli esordi di Vasanzio architetto e le opere perdute di Giovanni Battista Viola nel giardino di Palazzo Rivaldi a Roma (1609-1611),” La Festa delle Arti. Scritti in onore di Marcello Fagiolo, vol.II, Roma, Gangemi Editore, 2014, [PDF] pp.882-887

Alessandro Cremona | academia.edu

https://www.academia.edu/7656817/Gli_esordi_di_Vasanzio_architetto_e_le_opere_perdute_di_Giovanni_Battista_Viola_nel_giardino_di_Palazzo_Rivaldi_a_Roma_1609-1611_


ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Alessandro Cremona, “Il Palazzo di Eurialo Silvestri ad Templum Pacis,” Ricerche di storia dell’arte, 97, gennaio-aprile 2009, [PDF], pp. 17-34.

— Alessandro Cremona, “Il Palazzo di Eurialo Silvestri ad Templum Pacis,” Ricerche di storia dell’arte, 97, gennaio-aprile 2009, [PDF], pp. 17-34.

Alessandro Cremona | academia.edu

https://www.academia.edu/7494634/Il_Palazzo_di_Eurialo_Silvestri_ad_Templum_Pacis

s.v.,

Indice “Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma”
Ricerche di Storia dell’Arte n.97/2009 Ed. Carocci, Roma,

“Palazzo Silvestri-Rivaldi a Roma”
a cura di Alessandro Cremona

83 pagine
125 illustrazioni

Indice

Alessandro Cremona: Editoriale

Angela Napoletano: Preesistenze medievali nell’area di di Palazzo Silvestri-Rivaldi.

Alessandro Cremona: Il palazzo di Eurialo Silvestri ad Templum Pacis.

Sandro Santolini: Prime indagini sulla decorazione pittorica del piano nobile di Palazzo Silvestri.

Katiuscia Quinci: La favola di Amore e Psiche in Palazzo Silvestri a Roma

Eleonora Ronchetti: Sulla collezione di antichità di Eurialo Silvestri.

http://www.rivisteweb.it/issn/0392-7202/issue/5782