ITALIA – EMERGENZA & TERREMOTO SISMA L’AQUILA: I sismologi italiani potrebbero avere quattro anni di carcere. YAHOO.NEWS / USA (27/09/2012).

ITALIA – EMERGENZA & TERREMOTO SISMA L’AQUILA: I sismologi italiani potrebbero avere quattro anni di carcere. YAHOO.NEWS / USA (27/09/2012).

I sismologi italiani potrebbero avere quattro anni di carcere – Sei scienziati italiani e un funzionario del governo vedeva a quattro anni di carcere per omicidio colposo con l’accusa di minimizzare il rischio di un terremoto nella città di L’Aquila, Italia nel 20O9.

FONTE/ SOURCE: Italian Seismologists Could Get Four Years in Prison
By Stephanie Pappas, LiveScience Senior Writer | LiveScience.com (27/09/2012).
news.yahoo.com/italian-seismologists-could-four-years-pri…

CF:
ITALIA – EMERGENZA & TERREMOTO SISMA L’AQUILA – L’Aquila, The Tragic Earthquake, the Restorations, and the Italian Government Bureaucracy / L’Aquila, il tragico terremoto, i restauri, e la burocrazia del governo italiano (2009-12).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157627…

ROMA ARCHEOLOGIA: BASILICA JULIA – Marmi colorati mura colossali riapre il tribunale del Foro Romano. LA REPUBBLICA (26/09/2012), p. 17.

ROMA ARCHEOLOGIA: BASILICA JULIA – Marmi colorati mura colossali riapre il tribunale del Foro Romano. LA REPUBBLICA (26/09/2012), p. 17.

ROMA ARCHEOLOGIA: BASILICA JULIA – Marmi colorati mura colossali riapre il tribunale del Foro Romano. LA REPUBBLICA (26/09/2012), p. 17.

ITALIA BENI CULTURALI: “Debt-hit Italy sells off palaces / L’Italia, gravata del debito pubblico, vende i suoi palazzi.” THE SUNDAY [LONDON] TIMES, (02/09/2012), p. 27.

ITALIA BENI CULTURALI: “Debt-hit Italy sells off palaces / L’Italia, gravata del debito pubblico, vende i suoi palazzi.” THE SUNDAY [LONDON] TIMES, (02/09/2012), p. 27.

PDF = ITALIA BENI CULTURALI: “Debt-hit Italy sells off palaces / L’Italia, gravata del debito pubblico, vende i suoi palazzi.” THE SUNDAY [LONDON] TIMES, (02/09/2012), p. 27.

cf:

– The Three Problems Inbuilt into the Privatization of Italian Cultural and Architectural Heritage 1996-2010. Talk between Salvatore Settis and Roland Benedikter (13/01/2011). PDF, pp. 1-13.

http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5939262047

– Roland Benedikter, Privatisation of Italian Cultural Heritage. International Journal of Heritage Studies. Vol. 10, No. 4, September 2004, pp. 369–389. PDF, pp. 1-22.

http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/5939816328

ROMA ARCHEOLOGIA – La capitale tra ‘500 e ‘800: RECORDI ROMANI – Palazzo Braschi tra papi, nobile, e feste, IL TEMPO (15/09/2012), p. 41.

ROMA ARCHEOLOGIA – La capitale tra ‘500 e ‘800: RECORDI ROMANI – Palazzo Braschi tra papi, nobile, e feste, IL TEMPO (15/09/2012), p. 41.

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA – La capitale tra ‘500 e ‘800: RECORDI ROMANI – Palazzo Braschi tra papi, nobile, e feste, IL TEMPO (15/09/2012), p. 41.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: Barca di milioni per L’ Aquila – Cinquecento milioni per i restauri nel cratere. IL TEMPO ABRUZZO & MOLISE (22/09/2012), P. 23.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: Barca di milioni per L’ Aquila – Cinquecento milioni per i restauri nel cratere. IL TEMPO ABRUZZO & MOLISE (22/09/2012), p. 23.

PDF = TERREMOTO SISMA L’AQUILA: Barca di milioni per L’ Aquila – Cinquecento milioni per i restauri nel cratere. IL TEMPO ABRUZZO & MOLISE (22/09/2012), p. 23.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: Mezzo miliardo fino al 2012 per salvare i beni culturali. IL MESSAGGERO ABRUZZO (23/09/2012), P. 47.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: Mezzo miliardo fino al 2012 per salvare i beni culturali. IL MESSAGGERO ABRUZZO (23/09/2012), p.47.

PDF = TERREMOTO SISMA L’AQUILA: Mezzo miliardo fino al 2012 per salvare i beni culturali. IL MESSAGGERO ABRUZZO (23/09/2012), P. 47.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: [parte 1] RICOSTRUZIONE – PRESTO I CANTIERI – Ai monumenti danneggiati 500 milioni, IL CENTRO (22/09/2012), p.15.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: [parte 1] RICOSTRUZIONE – PRESTO I CANTIERI – Ai monumenti danneggiati 500 milioni, IL CENTRO (22/09/2012), p.15.

PDF = TERREMOTO SISMA L’AQUILA: [parte 2] RICOSTRUZIONE – PRESTO I CANTIERI – ADOZIONE MONUMENTI – Ai monumenti danneggiati 500 milioni, IL CENTRO (22/09/2012), p.15.

 

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: [parte 2] RICOSTRUZIONE – PRESTO I CANTIERI – ADOZIONE MONUMENTI – Ai monumenti danneggiati 500 milioni, IL CENTRO (22/09/2012), p.15.

TERREMOTO SISMA L’AQUILA: [parte 2] RICOSTRUZIONE – PRESTO I CANTIERI – ADOZIONE MONUMENTI – Ai monumenti danneggiati 500 milioni, IL CENTRO (22/09/2012), p.15.

L’AQUILA – Terremoto e ricostruzione Proteste davanti la sede della Regione Sit-in del movimento inquilini Abruzzo. IL MESSAGGERO (18/09/2012).

L’AQUILA – Terremoto e ricostruzione Proteste davanti la sede della Regione Sit-in del movimento inquilini Abruzzo. IL MESSAGGERO (18/09/2012).

L’AQUILA – Giornata caratterizzata da manifestazioni di protesta quella di oggi davanti alla sede del Consiglio regionale d’Abruzzo all’Aquila. Alla villa comunale è stato organizzato un sit-in del Mia Casa (movimento inquilini Abruzzo) e di alcune cooperative sociali. Il responsabile del Mia Casa, Pio Rapagnà, accompagnato da un gruppo di inquilini delle case popolari protesta per il mancato avvio della cosiddetta ricostruzione pesante delle case classificate «E», quelle più danneggiate dal terremoto del 2009, di edilizia residenziale pubblica.

In piazza sono scesi anche i rappresentanti di alcune cooperative sociali che assicurano servizi sociali in numerose Comunità Montane. La protesta nei confronti della Regione è legata al fatto che per il taglio dei fondi operato dalla Regione i servizi sono a rischio, mentre i precari sono senza stipendio da alcuni mesi.

Fonte/ source:

L’AQUILA – Terremoto e ricostruzione Proteste davanti la sede della Regione Sit-in del movimento inquilini Abruzzo. IL MESSAGGERO (18/09/2012).

www.ilmessaggero.it/abruzzo/terremoto_aquila_ricostruzion…

AMERICA AMO SICILIA: ‘MAMA MIA “CANNOLI” MANGIA MANGIA’ – Mascarpone Ice Cream with Fudge Covered Cannoli Pastry Shell Chunks & a Mascarpone Swirl[Gelato al mascarpone con fondente coperto Cannoli pezzi guscio di pasta e un turbinio mascarpone] (09/2012).

AMERICA AMO SICILIA: ‘MAMA MIA “CANNOLI” MANGIA MANGIA’ – Mascarpone Ice Cream with Fudge Covered Cannoli Pastry Shell Chunks & a Mascarpone Swirl [Gelato al mascarpone con fondente coperto Cannoli pezzi guscio di pasta e un turbinio mascarpone] (20/09/2012).

FONTE / SOURCE: BEN & JERRY’S / flavors / cannoli.
www.benjerry.com/flavors/cannoli

ROMA ARCHEOLOGIA: ‘ROMA. UNA VOLTE ERA LA CITTA` ETERNA’ – Prima indagine nazionale per catalogare i principali probleme delle citta` Italiane. Quarta puntata. IL GIORNALE DELL` ARTE (01/09/2012), p. 4.

ROMA ARCHEOLOGIA: ‘ROMA. UNA VOLTE ERA LA CITTA` ETERNA’ – Prima indagine nazionale per catalogare i principali probleme delle citta` Italiane. Quarta puntata. IL GIORNALE DELL` ARTE (01/09/2012), p. 4.

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA: ‘ROMA. UNA VOLTE ERA LA CITTA` ETERNA’ – Prima indagine nazionale per catalogare i principali probleme delle citta` Italiane. Quarta puntata. IL GIORNALE DELL` ARTE (01/09/2012), p. 4.

ROMA ARCHEOLOGIA:”Roma citta eterna” dello schifo,” Il terrazzo che guarda al Colosseo. E che annega nel degrado e nell’abbandono. Blog di ROMA FA SCHIFO (30/08/2012).

ROMA ARCHEOLOGIA:”Roma citta eterna” dello schifo,” Il terrazzo che guarda al Colosseo. E che annega nel degrado e nell’abbandono. Blog di ROMA FA SCHIFO (30/08/2012).
www.romafaschifo.com/2012/08/il-terrazzo-che-guarda-al-co…

cf:
ROMA ARCHEOLOGIA: Santa Francesca Romana l’assedio di bivacchi e rifiuti – Rossella Rea, directtrice del Colosseo: “Zona piuttosto abbandonata.” IL MESSAGGERO (02/09/2012), P. 43.
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7995704203

ROMA ARCHEOLOGIA: Botteghe Oscure, ecco Roma Medievale (…) emergano il quartiere dei”calcarari e la chiesa di Santa Lucia. LA REPUBBLICA (19/09/2012), P. 19.

ROMA ARCHEOLOGIA: Botteghe Oscure, ecco Roma Medievale (…) emergano il quartiere dei”calcarari e la chiesa di Santa Lucia. LA REPUBBLICA (19/09/2012), p. 19.

PDF = ROMA ARCHEOLOGIA: Botteghe Oscure, ecco Roma Medievale (…) emergano il quartiere dei”calcarari e la chiesa di Santa Lucia. LA REPUBBLICA (19/09/2012), P. 19.

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cf:
Foto fonte / source:
“Scavi all’altezza della Crypta Balbi,” di giannidedom (16/09/2012).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8002487286

“Durante gli scavi per il prolungamento di una linea tramviaria in via delle botteghe oscure sono apparsi reperti di grande importanza che gli archeologi stanno studiando accuratamente.
Si tratta della zona dove venivano fatte le distribuzioni gratuite di grano alla plebe e la crypta balbi, ancora in parte oggetto di studio.”

www.flickr.com/photos/giannidedom/7999498803
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cf: ROMA ARCHEOLOGIA: Sotto Botteghe Oscure tesori di archeologia [medioevo] – La via di Roma famosa per la sede del Partito Comunista oggetto di una straordinaria campagna di scavi. LA STAMPA [e video di La Stampa] (14/09/2012), p. 29.
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7986292492

ROMA ARCHEOLOGIA: “Scavi all’altezza della Crypta Balbi,” di giannidedom (16/09/2012), cf: Botteghe Oscure, ecco Roma Medievale (…) emergano il quartiere dei”calcarari e la chiesa di Santa Lucia. LA REPUBBLICA (19/09/2012), P. 19.

ROMA ARCHEOLOGIA: “Scavi all’altezza della Crypta Balbi,” di giannidedom (16/09/2012), cf: Botteghe Oscure, ecco Roma Medievale (…) emergano il quartiere dei”calcarari e la chiesa di Santa Lucia. LA REPUBBLICA (19/09/2012), P. 19.

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Foto fonte / source:
“Scavi all’altezza della Crypta Balbi,” di giannidedom (16/09/2012).

“Durante gli scavi per il prolungamento di una linea tramviaria in via delle botteghe oscure sono apparsi reperti di grande importanza che gli archeologi stanno studiando accuratamente.
Si tratta della zona dove venivano fatte le distribuzioni gratuite di grano alla plebe e la crypta balbi, ancora in parte oggetto di studio.”

www.flickr.com/photos/giannidedom/7999498803
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cf: ROMA ARCHEOLOGIA: Sotto Botteghe Oscure tesori di archeologia [medioevo] – La via di Roma famosa per la sede del Partito Comunista oggetto di una straordinaria campagna di scavi. LA STAMPA [e video di La Stampa] (14/09/2012), p. 29.
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/7986292492

ARCHEOLOGIA CRISTIANA: sbiadito papiro si riferisce a Gesù di ‘moglie’, Gesù aveva una moglie, vangelo di recente scoperta suggerisce. THE NEW YORK TIMES (18/09/2012) & LA REPUBBLICA (19/09/2012), P. 53.

ARCHEOLOGIA CRISTIANA: sbiadito papiro si riferisce a Gesù di ‘moglie’, Gesù aveva una moglie, vangelo di recente scoperta suggerisce. THE NEW YORK TIMES (18/09/2012) & LA REPUBBLICA (19/09/2012), P. 53.

cf:

– Prof.ssa Karen L. King, (e Anne Marie Luijendijk),“Jesus said to them, ‘My wife…’”
A New Coptic Gospel Papyrus [“Gesù disse loro: ‘Mia moglie …'”Un nuovo Vangelo copto Papyrus].
The Harvard Theological Review” 106:1, January 2013, PDF pp. 1-52.

– A Faded papyrus refers to Jesus’s ‘wife’; Jesus had a wife, newly discovered gospel suggests.
THE NEW YORK TIMES (18/09/2012).

http://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8001847009

ROMA CRISTIANA RESTAURO ARCHITETTURA: Cemento armato per Michelangelo – Uno studio inedito sui materiali e le tecniche di costruzione della cupola di San Pietro. L`OSSERVATORE ROMANO, VATICANO. (06/04/2011, p. 5).

ROMA CRISTIANA RESTAURO ARCHITETTURA: Cemento armato per Michelangelo – Uno studio inedito sui materiali e le tecniche di costruzione della cupola di San Pietro. L`OSSERVATORE ROMANO, VATICANO. (06/04/2011, p. 5).

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FONTE/ SOURCE:
L`OSSERVATORE ROMANO, VATICANO. (06/04/2011, P. 5).
www.osservatoreromano.va
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Nel secolo scorso fu grazie alla paziente ricerca dell’archeologa Margherita Guarducci che furono ritrovate le reliquie di san Pietro proprio al di sotto dell’altare papale. Oggi, a sessant’anni da quella sensazionale scoperta, sono ancora due studiose a proporci importanti novità. Le recenti indagini condotte da Marta Carusi e Barbara Baldrati nell’Archivio Storico Generale della Fabbrica di San Pietro, non solo ci fanno scoprire i materiali e le tecniche usate per la costruzione della grande cupola ma ci fanno apprendere anche il suo effettivo stato di salute.

Queste nuove ricerche hanno messo a fuoco un argomento che sembrava esaurito: la conoscenza dei materiali che compongono la struttura della cupola di San Pietro, in un primo tempo disegnata da Michelangelo, ma risolta e conclusa da Giacomo Della Porta (1532-1602).

La paternità geniale di quest’ultimo non è mai stata valorizzata quanto avrebbe dovuto. Questi infatti, pur non essendo edotto nella scienza delle costruzioni, all’epoca sconosciuta, lavorando d’intuito mise a punto un sistema di rinforzamento delle strutture molto simile al moderno cemento armato.

È vero che Michelangelo alla sua morte, nel 1564, aveva lasciato un modello di cupola in legno di tiglio (cm 500 x 400 x 200) molto dettagliato. Doveva servire da guida per i futuri esecutori dell’opera. Proprio quel modello, invece, conservato nella Fabbrica di San Pietro, doveva subire le prime modifiche.

Quando Della Porta assume l’incarico capisce che la curvatura a tutto sesto della calotta, così come l’aveva progettata Michelangelo, avrebbe prodotto una spinta verso l’esterno all’altezza del tamburo, mettendo a rischio tutta la struttura. L’architetto risolve il problema aumentando la verticalità della calotta di sette metri. Alzando di poco il sesto della curvatura fa sì che il peso di tutta la struttura venga scaricato verso il basso, assicurandone la staticità.
Alla morte di Michelangelo la costruzione della cupola era arrivata solo al piano del tamburo. Papa Pio iv aveva affidato la prosecuzione dei lavori al Vignola, il quale, però, prima di morire, fece solo in tempo a iniziare la parte interna delle due cupole minori. Queste cupole sono state utili per sperimentare le varie possibilità esecutive e poi approdare all’esecuzione della maggiore.

Erano passati circa ventitré anni dalla morte di Michelangelo quando Giacomo Della Porta, assistito da Domenico Fontana, ricevette da Sisto v l’incarico di completare la cupola. Era il 19 gennaio del 1587. Della Porta firmò un contratto secondo il quale avrebbe avuto dieci anni di tempo per completare i lavori. Nonostante le difficoltà tecniche riuscì invece a portare a termine il cantiere in soli ventidue mesi.

È vero che si servì di ottocento operai che lavorarono giorno e notte per portare a termine l’impresa, ma è anche vero che Della Porta in persona si dedicò, un giorno dopo l’altro, a un lavoro snervante. Nei primi diciotto mesi realizzò per le sue maestranze disegni in scala «uno a uno» tracciandoli sul pavimento della basilica di San Paolo fuori le Mura.
Tra luglio e agosto del 1588 iniziò a voltare la cupola usando materiali di altissima qualità, controllati uno a uno. Per esempio per i mattoni utilizzò due fornaci collocate dove attualmente è situata l’aiuola con lo stemma del Papa, dietro l’abside della basilica. Le cave di travertino erano quelle di Tivoli e Fiano Romano, mentre il legno proveniva dalle foreste di Camaldoli. Il legno di castagno, solido ma elastico, era molto usato sia per le impalcature che per la costruzione delle macchine con cui venivano sollevati notevoli pesi. Per non parlare poi delle travi, piegate a vapore, impiegate per realizzare le nervature della calotta esterna della cupola.

L’8 agosto del 1589, pochi giorni prima della morte di Papa Sisto v, erano state approntate anche trentasei colonne decorative. Invece la conclusione della lanterna e la copertura esterna con lastre di piombo si realizzò nel 1593 sotto Clemente VIII. Sotto questo pontificato venne collocata in cima alla cuspide del lanternino la grande sfera in bronzo dorato, sormontata dalla croce eseguita da Sebastiano Torrigiani.

Anche se i lavori terminarono sotto il pontificato di Clemente VIII egli volle dedicare l’impresa ormai conclusa non solo alla gloria di san Pietro ma anche di Sisto v, facendo scrivere nell’anello interno di chiusura della lanterna S. Petri gloriae sixtus Pp. V. A mdxc pontif. V.

Per anni e anni illustri storici dell’arte hanno scritto centinaia di testi, tramandando pedissequamente informazioni uguali tra loro, perché mai verificate. Gli autori che si sono interessati alla cupola e che sono stati maggiormente citati e copiati sono Angelo Rocca (1591), Carlo Fontana (1694), Giovanni Poleni (1748), Ennio Francia (1977), Michele Basso (1987). Questi testi presentano numerose imprecisioni dovute principalmente alla trascrizione di notizie riportate senza alcuna possibilità di verifica, oppure «tramandate» oralmente, se non «ipotizzate».

Come si è arrivati alle odierne conclusioni? Le due studiose hanno pazientemente confrontato fra loro tutti i testi disponibili, rintracciando errori, incongruenze e marchiane scopiazzature. Hanno scoperto che di oltre cinquecento titoli sulla costruzione della cupola, solo una decina presentano notizie attendibili, anche se parziali. Infatti nessuno aveva mai indagato sui materiali usati e come erano stati usati. Solo con questa nuova ricerca apprendiamo ad esempio che le lastre di travertino sono state incernierate tra di loro con piombo fuso, così come tutta la struttura è tenuta insieme da sette grandi anelli di ferro, due dei quali posizionati sulla lanterna.

Dal punto di vista strutturale la cupola è «armata» da un gran numero di elementi metallici, predisposti a integrare la resistenza della muratura e ad assicurare l’aderenza dei blocchi. Le catene di ferro, collocate alle varie quote e disposte in concomitanza con le catene o le legature di travertino, assicurano il contenimento della parte più bassa della cupola, soggetta a una maggiore spinta, e di quella più alta, interessata dal peso della poderosa lanterna.

Le esatte informazioni sulla struttura metallica che determina la resistenza statica della cupola sono individuabili nei Libri del Fattore. Una raccolta di manoscritti, dal 1588 al 1593, catalogati per la prima volta negli anni Trenta e che riguardano la fornitura dei materiali al cantiere, riportandone anche i pesi delle singole parti. Poiché nell’Archivio della Fabbrica di San Pietro sono catalogati come Libri di Ricordi, forse è questo il motivo per cui nessuno ha avuto prima l’opportunità di studiare e confrontare tutte le notizie relative al cantiere. Si era infatti a conoscenza di due cerchiature di ferro e si ipotizzava l’esistenza di una terza, ma le indagini di Marta Carusi hanno individuato una struttura metallica complessa: 7 cerchi, 64 barre trasversali di collegamento tra le due calotte, 32 catene nella calotta interna, 16 catene nei costoloni, 16 paletti nella zona inferiore dell’occhio della cupola. Nascosti nella muratura, questi materiali non furono più individuabili e se ne perse la memoria.

Per appurare l’esattezza delle proprie intuizioni, la Carusi è arrivata al punto di farsi imbracare come un’alpinista per poter scansionare le pareti con un geo-radar appositamente fornitole dal Laboratorio SGM di Perugia. Questa eccentrica indagine le ha permesso di individuare la posizione esatta di cerchi, barre e catene.

Tra i ritrovamenti di Marta Carusi nell’Archivio della Fabbrica c’è anche il Parere di Mattia de’ Rossi relativo ai danni rilevati sulla cupola nel 1680. Considerato perduto, lo si stava cercando dal 1740, si è trovato nell’Archivio, anche se anonimo e non datato. Con questo documento sono state rinvenute anche 26 composizioni fotografiche risalenti al 1857, che ritraggono i lati dei contrafforti del tamburo prima che questi venissero parzialmente demoliti e ricostruiti. Queste foto, realizzate da Baldassarre Simeli, sono di importanza storica e archivistica straordinaria e costituiscono una documentazione fondamentale del reale degrado dei contrafforti.

L’analisi della documentazione ritrovata e degli interventi di ordinaria manutenzione e controllo dei restauri effettuati ha permesso a Marta Carusi di capire come la cupola si è spostata nei secoli, individuandone gli eventuali punti deboli e la resistenza a un fenomeno tellurico consistente.

Ricordiamo che la cupola ha subito il terremoto del 1703, che ha costituito il violento inizio, per l’Italia centrale, di una delle più significative sequenze sismiche dell’ultimo millennio.

Ci volevano il coraggio, la spericolatezza e l’indifferenza di due giovani donne verso le intimidazioni di certi storici dell’arte per riuscire a conoscere tante inedite e interessanti notizie intorno a uno dei monumenti più famosi del mondo.

SANDRO BARBAGALLO / 6 aprile 2011

ARCHEOLOGIA CRISTIANA: sbiadito papiro si riferisce a Gesù di ‘moglie’, Gesù aveva una moglie, vangelo di recente scoperta suggerisce. THE NEW YORK TIMES (18/09/2012). & Karen L. King (a cura di), 2012; [prossimo] “Harvard Theological Review” 106:1, 2013.

ARCHEOLOGIA CRISTIANA: sbiadito papiro si riferisce a Gesù di ‘moglie’, Gesù aveva una moglie, vangelo di recente scoperta suggerisce. THE NEW YORK TIMES (18/09/2012). & Karen L. King (a cura di), 2012; [prossimo] “Harvard Theological Review” 106:1, January 2013 [01/2013]. [PDF pp. 1-52].

Fonti / sources:

– Prof.ssa Karen L. King, (e AnneMar ie Luijendijk),“Jesus said to them, ‘My wife…’”
A New Coptic Gospel Papyrus [“Gesù disse loro: ‘Mia moglie …'”Un nuovo Vangelo copto Papyrus].
The Harvard Theological Review” 106:1, January 2013, PDF pp. 1-52.

www.hds.harvard.edu/sites/hds.harvard.edu/files/attachmen…

– A Faded papyrus refers to Jesus’s ‘wife’; Jesus had a wife, newly discovered gospel suggests.
THE NEW YORK TIMES (18/09/2012).

www.nytimes.com/2012/09/19/us/historian-says-piece-of-pap…

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This Sept. 5, 2012 photo released by Harvard University shows a fourth century fragment of papyrus that divinity professor Karen L. King says is the only existing ancient text that quotes Jesus explicitly referring to having a wife. King, an expert in the history of Christianity, says the text contains a dialogue in which Jesus refers to “my wife,” whom he identified as Mary. King says the fragment of Coptic script is a copy of a gospel, probably written in Greek in the second century. (AP Photo/Harvard University, Karen L. King).

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A Faded Piece of Papyrus Refers to Jesus’ Wife By LAURIE GOODSTEIN,
CAMBRIDGE, Mass. — A historian of early Christianity at Harvard Divinity School has identified a scrap of papyrus that she says was written in Coptic in the fourth century and contains a phrase never seen in any piece of Scripture: “Jesus said to them, ‘My wife …’ ”

The faded papyrus fragment is smaller than a business card, with eight lines on one side, in black ink legible under a magnifying glass. Just below the line about Jesus having a wife, the papyrus includes a second provocative clause that purportedly says, “she will be able to be my disciple.”

The finding was made public in Rome on Tuesday at the International Congress of Coptic Studies by Karen L. King, a historian who has published several books about new Gospel discoveries and is the first woman to hold the nation’s oldest endowed chair, the Hollis professor of divinity.

The provenance of the papyrus fragment is a mystery, and its owner has asked to remain anonymous. Until Tuesday, Dr. King had shown the fragment to only a small circle of experts in papyrology and Coptic linguistics, who concluded that it is most likely not a forgery. But she and her collaborators say they are eager for more scholars to weigh in and perhaps upend their conclusions.

Even with many questions unsettled, the discovery could reignite the debate over whether Jesus was married, whether Mary Magdalene was his wife and whether he had a female disciple. These debates date to the early centuries of Christianity, scholars say. But they are relevant today, when global Christianity is roiling over the place of women in ministry and the boundaries of marriage.

The discussion is particularly animated in the Roman Catholic Church, where despite calls for change, the Vatican has reiterated the teaching that the priesthood cannot be opened to women and married men because of the model set by Jesus.

Dr. King gave an interview and showed the papyrus fragment, encased in glass, to reporters from The New York Times, The Boston Globe and Harvard Magazine in her garret office in the tower at Harvard Divinity School last Thursday.

She repeatedly cautioned that this fragment should not be taken as proof that Jesus, the historical person, was actually married. The text was probably written centuries after Jesus lived, and all other early, historically reliable Christian literature is silent on the question, she said.

But the discovery is exciting, Dr. King said, because it is the first known statement from antiquity that refers to Jesus speaking of a wife. It provides further evidence that there was an active discussion among early Christians about whether Jesus was celibate or married, and which path his followers should choose.

“This fragment suggests that some early Christians had a tradition that Jesus was married,” she said. “There was, we already know, a controversy in the second century over whether Jesus was married, caught up with a debate about whether Christians should marry and have sex.”

Dr. King first learned about what she calls “The Gospel of Jesus’s Wife” when she received an e-mail in 2010 from a private collector who asked her to translate it. Dr. King, 58, specializes in Coptic literature, and has written books on the Gospel of Judas, the Gospel of Mary of Magdala, Gnosticism and women in antiquity.

The owner, who has a collection of Greek, Coptic and Arabic papyri, is not willing to be identified by name, nationality or location, because, Dr. King said, “He doesn’t want to be hounded by people who want to buy this.”

When, where or how the fragment was discovered is unknown. The collector acquired it in a batch of papyri in 1997 from the previous owner, a German. It came with a handwritten note in German that names a professor of Egyptology in Berlin, now deceased, and cited him calling the fragment “the sole example” of a text in which Jesus claims a wife.

The owner took the fragment to the Divinity School in December 2011 and left it with Dr. King. In March, she carried the fragment in her red handbag to New York to show it to two papyrologists: Roger Bagnall, director of the Institute for the Study of the Ancient World, at New York University, and AnneMarie Luijendijk, an associate professor of religion at Princeton University.

They examined the scrap under sharp magnification. It was very small — only 4 by 8 centimeters. The lettering was splotchy and uneven, the hand of an amateur, but not unusual for the time period, when many Christians were poor and persecuted.

It was written in Coptic, an Egyptian language that uses Greek characters — and more precisely, in Sahidic Coptic, a dialect from southern Egypt, Dr. Luijendijk said in an interview.

What convinced them it was probably genuine was the fading of the ink on the papyrus fibers, and traces of ink adhered to the bent fibers at the torn edges. The back side is so faint that only five words are visible, one only partly: “my moth[er],” “three,” “forth which.”

“It would be impossible to forge,” said Dr. Luijendijk, who contributed to Dr. King’s paper.

Dr. Bagnall reasoned that a forger would have had to be expert in Coptic grammar, handwriting and ideas. Most forgeries he has seen were nothing more than gibberish. And if it were a forgery intended to cause a sensation or make someone rich, why would it have lain in obscurity for so many years?

“It’s hard to construct a scenario that is at all plausible in which somebody fakes something like this. The world is not really crawling with crooked papyrologists,” Dr. Bagnall said.

The piece is torn into a rough rectangle, so that the document is missing its adjoining text on the left, right, top and bottom — most likely the work of a dealer who divided up a larger piece to maximize his profit, Dr. Bagnall said.

Much of the context, therefore, is missing. But Dr. King was struck by phrases in the fragment like “My mother gave to me life,” and “Mary is worthy of it,” which resemble snippets from the Gospels of Thomas and Mary. Experts believe those were written in the late second century and translated into Coptic. She surmises that this fragment is also copied from a second-century Greek text.

The meaning of the words, “my wife,” is beyond question, Dr. King said. “These words can mean nothing else.” The text beyond “my wife” is cut off.

Dr. King did not have the ink dated using carbon testing. She said it would require scraping off too much, destroying the relic. She still plans to have the ink tested by spectroscopy, which could roughly determine its age by its chemical composition.

Dr. King submitted her paper to The Harvard Theological Review, which asked three scholars to review it. Two questioned its authenticity, but they had seen only low-resolution photographs of the fragment and were unaware that expert papyrologists had seen the actual item and judged it to be genuine, Dr. King said. One of the two questioned the grammar, translation and interpretation.

Ariel Shisha-Halevy, an eminent Coptic linguist at Hebrew University in Jerusalem, was consulted, and said in an e-mail in September, “I believe — on the basis of language and grammar — the text is authentic.”

Major doubts allayed, The Review plans to publish Dr. King’s article in its January issue.

Dr. King said she would push the owner to come forward, in part to avoid stoking conspiracy theories.

The notion that Jesus had a wife was the central conceit of the best seller and movie “The Da Vinci Code.” But Dr. King said she wants nothing to do with the code or its author: “At least, don’t say this proves Dan Brown was right.”

ARCHEOLOGIA CRISTIANA: sbiadito papiro si riferisce a Gesù di ‘moglie’, Gesù aveva una moglie, vangelo di recente scoperta suggerisce. THE NEW YORK TIMES (18/09/2012). & Karen L. King (a cura di), 2012; [prossimo] “Harvard Theological Review” 106:1, (2013

ARCHEOLOGIA CRISTIANA: sbiadito papiro si riferisce a Gesù di ‘moglie’, Gesù aveva una moglie, vangelo di recente scoperta suggerisce. THE NEW YORK TIMES (18/09/2012). & Karen L. King (a cura di), 2012; [prossimo] “Harvard Theological Review” 106:1, January 2013 [01/2013]. [PDF pp. 1-52].

Fonti / sources:

– Prof.ssa Karen L. King, (e AnneMar ie Luijendijk),“Jesus said to them, ‘My wife…’”
A New Coptic Gospel Papyrus [“Gesù disse loro: ‘Mia moglie …'”Un nuovo Vangelo copto Papyrus].
The Harvard Theological Review” 106:1, January 2013, PDF pp. 1-52.

www.hds.harvard.edu/sites/hds.harvard.edu/files/attachmen…

– A Faded papyrus refers to Jesus’s ‘wife’; Jesus had a wife, newly discovered gospel suggests.
THE NEW YORK TIMES (18/09/2012).

www.nytimes.com/2012/09/19/us/historian-says-piece-of-pap…

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This Sept. 5, 2012 photo released by Harvard University shows a fourth century fragment of papyrus that divinity professor Karen L. King says is the only existing ancient text that quotes Jesus explicitly referring to having a wife. King, an expert in the history of Christianity, says the text contains a dialogue in which Jesus refers to “my wife,” whom he identified as Mary. King says the fragment of Coptic script is a copy of a gospel, probably written in Greek in the second century. (AP Photo/Harvard University, Karen L. King).

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A Faded Piece of Papyrus Refers to Jesus’ Wife By LAURIE GOODSTEIN,
CAMBRIDGE, Mass. — A historian of early Christianity at Harvard Divinity School has identified a scrap of papyrus that she says was written in Coptic in the fourth century and contains a phrase never seen in any piece of Scripture: “Jesus said to them, ‘My wife …’ ”

The faded papyrus fragment is smaller than a business card, with eight lines on one side, in black ink legible under a magnifying glass. Just below the line about Jesus having a wife, the papyrus includes a second provocative clause that purportedly says, “she will be able to be my disciple.”

The finding was made public in Rome on Tuesday at the International Congress of Coptic Studies by Karen L. King, a historian who has published several books about new Gospel discoveries and is the first woman to hold the nation’s oldest endowed chair, the Hollis professor of divinity.

The provenance of the papyrus fragment is a mystery, and its owner has asked to remain anonymous. Until Tuesday, Dr. King had shown the fragment to only a small circle of experts in papyrology and Coptic linguistics, who concluded that it is most likely not a forgery. But she and her collaborators say they are eager for more scholars to weigh in and perhaps upend their conclusions.

Even with many questions unsettled, the discovery could reignite the debate over whether Jesus was married, whether Mary Magdalene was his wife and whether he had a female disciple. These debates date to the early centuries of Christianity, scholars say. But they are relevant today, when global Christianity is roiling over the place of women in ministry and the boundaries of marriage.

The discussion is particularly animated in the Roman Catholic Church, where despite calls for change, the Vatican has reiterated the teaching that the priesthood cannot be opened to women and married men because of the model set by Jesus.

Dr. King gave an interview and showed the papyrus fragment, encased in glass, to reporters from The New York Times, The Boston Globe and Harvard Magazine in her garret office in the tower at Harvard Divinity School last Thursday.

She repeatedly cautioned that this fragment should not be taken as proof that Jesus, the historical person, was actually married. The text was probably written centuries after Jesus lived, and all other early, historically reliable Christian literature is silent on the question, she said.

But the discovery is exciting, Dr. King said, because it is the first known statement from antiquity that refers to Jesus speaking of a wife. It provides further evidence that there was an active discussion among early Christians about whether Jesus was celibate or married, and which path his followers should choose.

“This fragment suggests that some early Christians had a tradition that Jesus was married,” she said. “There was, we already know, a controversy in the second century over whether Jesus was married, caught up with a debate about whether Christians should marry and have sex.”

Dr. King first learned about what she calls “The Gospel of Jesus’s Wife” when she received an e-mail in 2010 from a private collector who asked her to translate it. Dr. King, 58, specializes in Coptic literature, and has written books on the Gospel of Judas, the Gospel of Mary of Magdala, Gnosticism and women in antiquity.

The owner, who has a collection of Greek, Coptic and Arabic papyri, is not willing to be identified by name, nationality or location, because, Dr. King said, “He doesn’t want to be hounded by people who want to buy this.”

When, where or how the fragment was discovered is unknown. The collector acquired it in a batch of papyri in 1997 from the previous owner, a German. It came with a handwritten note in German that names a professor of Egyptology in Berlin, now deceased, and cited him calling the fragment “the sole example” of a text in which Jesus claims a wife.

The owner took the fragment to the Divinity School in December 2011 and left it with Dr. King. In March, she carried the fragment in her red handbag to New York to show it to two papyrologists: Roger Bagnall, director of the Institute for the Study of the Ancient World, at New York University, and AnneMarie Luijendijk, an associate professor of religion at Princeton University.

They examined the scrap under sharp magnification. It was very small — only 4 by 8 centimeters. The lettering was splotchy and uneven, the hand of an amateur, but not unusual for the time period, when many Christians were poor and persecuted.

It was written in Coptic, an Egyptian language that uses Greek characters — and more precisely, in Sahidic Coptic, a dialect from southern Egypt, Dr. Luijendijk said in an interview.

What convinced them it was probably genuine was the fading of the ink on the papyrus fibers, and traces of ink adhered to the bent fibers at the torn edges. The back side is so faint that only five words are visible, one only partly: “my moth[er],” “three,” “forth which.”

“It would be impossible to forge,” said Dr. Luijendijk, who contributed to Dr. King’s paper.

Dr. Bagnall reasoned that a forger would have had to be expert in Coptic grammar, handwriting and ideas. Most forgeries he has seen were nothing more than gibberish. And if it were a forgery intended to cause a sensation or make someone rich, why would it have lain in obscurity for so many years?

“It’s hard to construct a scenario that is at all plausible in which somebody fakes something like this. The world is not really crawling with crooked papyrologists,” Dr. Bagnall said.

The piece is torn into a rough rectangle, so that the document is missing its adjoining text on the left, right, top and bottom — most likely the work of a dealer who divided up a larger piece to maximize his profit, Dr. Bagnall said.

Much of the context, therefore, is missing. But Dr. King was struck by phrases in the fragment like “My mother gave to me life,” and “Mary is worthy of it,” which resemble snippets from the Gospels of Thomas and Mary. Experts believe those were written in the late second century and translated into Coptic. She surmises that this fragment is also copied from a second-century Greek text.

The meaning of the words, “my wife,” is beyond question, Dr. King said. “These words can mean nothing else.” The text beyond “my wife” is cut off.

Dr. King did not have the ink dated using carbon testing. She said it would require scraping off too much, destroying the relic. She still plans to have the ink tested by spectroscopy, which could roughly determine its age by its chemical composition.

Dr. King submitted her paper to The Harvard Theological Review, which asked three scholars to review it. Two questioned its authenticity, but they had seen only low-resolution photographs of the fragment and were unaware that expert papyrologists had seen the actual item and judged it to be genuine, Dr. King said. One of the two questioned the grammar, translation and interpretation.

Ariel Shisha-Halevy, an eminent Coptic linguist at Hebrew University in Jerusalem, was consulted, and said in an e-mail in September, “I believe — on the basis of language and grammar — the text is authentic.”

Major doubts allayed, The Review plans to publish Dr. King’s article in its January issue.

Dr. King said she would push the owner to come forward, in part to avoid stoking conspiracy theories.

The notion that Jesus had a wife was the central conceit of the best seller and movie “The Da Vinci Code.” But Dr. King said she wants nothing to do with the code or its author: “At least, don’t say this proves Dan Brown was right.”

ROMA ARCHEOLOGIA MOSTRA: “Raccontare l’antico. Terra, acqua e fuoco, con ENCAUSTO E ARGILLA di Michele Paternuosto e Gastone Primon. MUSEO DELLA CIVILITA`ROMANA (5/10/2012-6/01/2013). Foto di Michele Paternuosto (17/09/2012).

ROMA ARCHEOLOGIA MOSTRA: “Raccontare l’antico. Terra, acqua e fuoco, con ENCAUSTO E ARGILLA di Michele Paternuosto e Gastone Primon. MUSEO DELLA CIVILITA`ROMANA (5/10/2012-6/01/2013).

“…Grazie Martin ,se puoi venire sarebbe un grande onore per me in rispetto della tua grande cultura su Roma e la Romanità. Capisco che Washington non è dietro l’angolo e se non puoi ti ringrazio lo stesso. Buon lavoro Martin e un caro saluto. Michele Paternuosto (17/09/2012).

fonti/ source: Foto di Michele Paternuosto / Maestro Michele Paternuosto
Studio: Roma, via del Cardello 21/b 00184 (metro Colosseo)
www.morenart.it morenart@libero.it

Si inaugura il prossimo 5 Ottobre 2012, presso il Museo della Civiltà Romana un’importante mostra intitolata:
Raccontare l’antico: Terra, Acqua e Fuoco curata da Michele Paternuosto e Gastone Primon

La mostra metterà in relazione due aspetti apparentemente distanti fra loro, ma legate a filo doppio dall’energia della creazione: l’arte dell’Encausto di Michele Paternuosto e quella materica fittile di Gaston Primon. Una sintesi stimolante tra la sapienza tecnica degli antichi – l’uso delle argille, terre colorate, bronzo, smalti e la sensibilità moderna – si rispecchia nei temi e nei contenuti contemporanei.

L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro e fine conoscitore è la tecnica pittorica per eccellenza carica di valori morali, materiali e immateriali.L’Encausto si rivolge a tutti i popoli, soprattutto ai posteri per la consegna dell’immortalità dell’ingegno artistico dell’uomo, vedi le pitture parietali e decorazioni pompeiane, quelle romane, i famosi ritratti Egiziani del Fayumm e per finire il grande fascino che ha esercitato sul grande Leonardo. La tecnica dell’Encausto fa uso nella sua componente principale cere e fuoco e racchiude in se tutte le discipline pittoriche quali: affresco buono, tempera, gouache, acquarello e olio. Si possono adoperare i seguenti supporti: intonaco fresco ancora molle composto di grassello di calce, pozzolana, sabbia e polvere di marmo, segue intonaco secco, legno, marmo, tela, carta, cotto e altro. Per i valori immateriali basti pensare che per acquistare un dipinto ad encausto su tavola (si suppone di modeste dimensioni) gli antichi imperatori e ricchi romani pagavano centinaia di migliaia di Sesterzi e secondo Plinio anche milioni di Sesterzi, da questo si può dedurre quanto piacere donava all’animo umano la pittura e in special modo l’Encausto.

Dal canto suo Gastone Primon è stato tra i primi a rompere con la tradizionale e centenaria ceramica estense. E ancora oggi continua a rompere, scomporre e distruggere manufatti, oggetti e materie per poi ricomporli e rigenerarli a nuova vita.
In questa sorta di riciclaggio, che simboleggia l’eterno fermento della materia e della vita che si oppongono al fatuo ed effimero consumismo del mondo attuale, viene sicuramente recuperata l’arcaica e consumata maestria degli antichi vasai etruschi e greci, ma anche paleo veneti, la cui creta, i cui colori e smalti sembrano proiettarsi nel vortice dei giorni d’oggi, come travolti nel tornio elettrico dell’artista stesso.

Inaugurazione: 5/ottobre 2012 ore 11.00.
Durata mostra: 5/ottobre 2012 – 6 gennaio 2013.
Orario: martedì a domenica ore 9.00-14.00 (la biglietteria chiude 1 ora prima).
Piazza G. Agnelli, 10 – 00144 Roma