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NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Napoli, biblioteca dei Girolamini: trovato manoscritto del ‘300 con le tragedie di Seneca. LA REPUBBLICA (23/05/2018).

NAPOLI – Nei prossimi giorni la Treccani presenterà un volume in una edizione di pregio (299 copie) che riprende fedelmente testo e immagini.

È scampato per miracolo al saccheggio della Biblioteca dei Girolamini. La longa manus dei ladri di manoscritti e libri antichi lo hanno risparmiato. Dimenticato, forse non visto. È il preziosissimo manoscritto trecentesco che raccoglie le tragedie di Seneca, tra i più pregiati dei volumi custoditi ai Girolamini. E gli studiosi della Federico II, cui da meno di un anno il Mibact ha affidato il futuro della Biblioteca – con l’istituzione di una Scuola di alta formazione in Storia e filologia del manoscritto e del libro antico – lo hanno tirato fuori dalla polvere e restituito a nuova vita.

E tra qualche giorno l’Istituto Treccani, nella Sala Vico della Biblioteca stessa, presenta al pubblico di studiosi e ricchi appassionati di manoscritti, il facsimile appena dato alle stampe. Una tiratura limitatissima, appena 299 copie. Che riproducono il manoscritto fedelmente, testo e immagini. Ovvero le miniature, frutto dell’ingegno e della perizia di uno dei più dotati miniatori dell’arte medievale, attivo a Napoli, durante il regno della regina Giovanna I, tra gli anni ’40 e ’80. Il suo nome è avvolto nel mistero e per questo viene chiamato Maestro del Seneca dei Girolamini. Le sue miniature non custodiscono solo il fascino dell’arte medievale, ma potenziano la preziosità dei disegni con un’eccezionale profusione di oro, con la brillantezza dei colori e con quella che gli studiosi definiscono “vivace verve narrativa che assimila la salda costruzione volumetrica e la straordinaria acutezza di soluzioni prospettiche di Giotto e di Maso di Banco, contaminate con la raffinata eleganza e la maniera mondana, lussuosa e quasi cortese di Simone Martini e Niccolò di Tommaso”.

Un lavoro che non lascia indifferenti i collezionisti di libri di pregio, anche se in facsimile. Alla presentazione del volume, corredato da un ricco commentario a cura del professore di Paleografia della Federico II Marco Cursi (che l’ateneo ha recentemente “strappato” ad altre università italiane), di Carla Maria Monti (Filologia medievale e umanistica alla Cattolica di Milano) e di Alessandra Perriccioli Saggese (grande esperta di miniatura angioina, docente alla Luigi Vanvitelli) ci saranno anche il direttoredirettore scientifico della Scuola del manoscritto e del libro antico, il filologo Andrea Mazzucchi, il responsabile del Complesso dei Girolamini Vito De Nicola ed il procuratore della Repubblica a Napoli, Giovanni Melillo. La Biblioteca, val la pena ricordarlo, è ancora sotto il sequestro della magistratura, nonostante le indagini sul saccheggio abbiano già prodotto processi e condanne. Alle sale hanno liberamente accesso, grazie ad un accordo stipulato tra Federico II, Mibact e Procura, solo gli studenti ed i docenti della Scuola.

Il primo passo verso la restituzione di questo luogo agli studiosi ed al pubblico. Proprio la pubblicazione del facsimile del manoscritto (per il quale la Treccani ha “ricompensato” la Biblioteca con un finanziamento che permetterà il restauro di altri due manoscritti) intende contribuire alla valorizzazione e alla tutela del ricco patrimonio librario della più antica biblioteca napoletana, “uno dei più affascinanti luoghi di conservazione del sapere” scrivono i curatori nelle pagine che presentano l’opera e l’operazione. Per la quale la Treccani ha scelto il titolo: “Seneca, il Teatro”. Teatro fatto, in realtà, di tragedie. Di opere che hanno segnato la strada per gli altri commediografi europei, lasciando tracce evidenti in Shakespeare e in Racine, ma influenzando anche i grandi registi contemporanei, da Artaud a Peter Brook a Ronconi. «Il nostro obiettivo – afferma Mazzucchi – è la conoscenza del patrimonio della Biblioteca. Dunque non posso che essere felice, in questa circostanza. La realizzazione del facsimile è anche l’occasione per garantire una migliore conservazione dell’originale, visto che gli studiosi non avranno più necessariamente bisogno di sfogliare il manoscritto.

Ma l’operazione è importante anche per il volume di studi che accompagna il facsimile e che costituisce una preziosa occasione di approfondimento su aspetti molteplici del manoscritto. La Federico II, che ha investito fortemente e convintamente in questa Scuola del manoscritto e del libro antico, è orgogliosa di poter annoverare anche questo risultato accanto alle attività di formazione e ricerca. Ed è grata agli allievi della Scuola di aver contribuito a restituire alla collettività questa importante opera».

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Fonte | source:

— LA REPUBBLICA (23/05/2018).

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/05/23/news/napoli_biblioteca_dei_girolamini_trovato_manoscritto_del_300_con_le_tragedie_di_seneca-197109090/

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