ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Adriano La Regina – Memorie dal sottosuolo – Scoperti a Roma i resti di un edificio risalenti all’epoca di Traiano, L’Osservatore Romano, Vaticano (28/06/2017), [s.v., LA REPUBBLICA (05/07/2008) & Lorenzo Bianchi (10/1999)].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Prof. Adriano La Regina – Memorie dal sottosuolo – Scoperti a Roma i resti di un edificio risalenti all’epoca di Traiano, L’Osservatore Romano, Vaticano (28/06/2017), [s.v., LA REPUBBLICA (05/07/2008) & Lorenzo Bianchi (10/1999)].

ROMA – Il sottosuolo di Roma è un grande archivio di documenti sulla storia della città. Per quanto possa sembrare incredibile, è un archivio per lo più ancora inesplorato. Persino i luoghi maggiormente indagati con scavi archeologici continuano a restituire informazioni che aggiungono conoscenza di particolari vicende urbane: sotto i livelli dei fori imperiali, per citare ritrovamenti recenti e inaspettati, sono state portate alla luce sepolture di epoca protostorica, testimonianze di quello che era Roma “prima di Roma”.
Strutture di una casa romana con resti di incendio I lavori della nuova linea sotterranea, la Metro c, offrono frequenti occasioni di scoperte negli strati più profondi della città antica. È una linea che dovrebbe collegare parti opposte del suburbio romano attraversando tutta l’area all’interno delle Mura Aureliane. Stranamente, mentre il suo tracciato in parte già si costruisce, per il resto è ancora in discussione ed è anche d’incerta fattibilità, vista l’indeterminazione dei finanziamenti governativi: originalità del “pianificar facendo” teorizzato dai maestri dell’improvvisazione, cui Roma deve le maggiori sventure urbanistiche.
L’archivio delle antichità sepolte ha un carattere molto particolare: le informazioni racchiuse nelle stratificazioni dei livelli urbani si possono leggere come nelle pagine di un libro; una volta lette, però, svaniscono e sono recuperabili solo attraverso la registrazione dei dati, ossia facendo uso di una fonte conoscitiva secondaria e non più immediata. Da qui discende la responsabilità demandata agli archeologi, alla loro competenza e capacità di intendere e documentare ciò che disvelano nel terreno mentre lo asportano; è un’esperienza quindi non ripetibile e non condivisibile con altri investigatori, come avviene invece nell’esplorazione degli archivi di carte e pergamene.
È una fortuna, tuttavia, che gli archeologi sappiano far valere al meglio gli scavi che per le esigenze costruttive della linea metropolitana si vanno eseguendo nella città. Scoperte importanti sono avvenute lungo tutto il tracciato finora sondato, non solo nel suburbio orientale, ma anche nell’area centrale, come in piazza Venezia, sul Celio e nei pressi delle Mura Aureliane, a San Giovanni in Laterano e in via Ipponio. Il ritrovamento più recente si è avuto nel corso di lavori per la costruzione di un pozzo aperto in largo dell’Amba Aradam, poco distante dalle Mura per verificarne la stabilità nel punto in cui verranno sottopassate dalla linea ferrata alla profondità di trenta metri. Il pozzo ha il diametro di otto metri, ed è stato scavato fino alla profondità di dieci. La responsabilità delle operazioni archeologiche è qui affidata a Simona Morretta, archeologa della Soprintendenza, cui si devono altre notevoli scoperte connesse con i lavori della Metro c.
Sono stati ora trovati i resti di un edificio con pitture parietali, pavimenti a mosaico e un impianto di riscaldamento; la costruzione si può datare, sulla base della tecnica edilizia, alla prima metà del ii secolo prima dell’era cristiana, e più precisamente all’epoca di Traiano, con trasformazioni avvenute sotto Adriano e poi ancora in età severiana. Gli ambienti individuati erano stati distrutti dal divampare improvviso di un incendio nella prima metà del iii secolo, come dimostrano i materiali rinvenuti e lo scheletro di un cane rimasto intrappolato sotto il crollo di un solaio ligneo carbonizzato.
Simona Morretta sostiene che, quanto all’identificazione di queste strutture, al momento si possano formulare due ipotesi: potrebbero essere parte della grande caserma individuata negli scavi di via Ipponio, oppure di una delle domus aristocratiche del Celio; il chiarimento dipenderà da altri sondaggi. È stata anche formulata l’ipotesi che l’incendio sia stato determinato da un evento sismico, come farebbero pensare alcune deformazioni riscontrate nelle murature. Ciò che per ora resta comunque di acquisito per la storia della città è che nell’età dei Severi la parte bassa del Celio, nel suo versante meridionale, dovette essere interessata da un incendio, non sappiamo quanto esteso.
Naturalmente, ogni qualvolta vi sono ritrovamenti dovuti all’esecuzione di opere pubbliche, ci si domanda cosa ne sarà dei resti monumentali riportati alla luce. L’impegno di ricostruire in altro luogo strutture architettoniche intenzionalmente smembrate è di solito frutto di mera ipocrisia, perché si sa già che difficilmente avrà qualche seguito (si veda la fine della domus di Agrippina travolta dalla rampa del Gianicolo); se tuttavia ciò avvenisse, sarebbe fuorviante sotto il profilo culturale: si rimuove ciò che per natura è immobile. L’ipotesi di ricostruire i resti di una caserma nella stazione della metropolitana, prospettata per i ritrovamenti di via Ipponio, annuncia uno sperpero di risorse in aggiunta al danno della distruzione.
La costruzione della metropolitana c è stata una grande occasione perduta per Roma: studiata nella sua impostazione fondamentale durante gli anni ’90 da Walter Tocci, allora vicesindaco di Roma, la terza linea sotterranea avrebbe dovuto attraversare la città a una quota molto profonda con le stazioni scavate in galleria a cavallo dei binari, non a cielo aperto com’è poi avvenuto. In considerazione di questi criteri il progetto era stato approvato dalla Soprintendenza, giacché le interferenze con i livelli archeologici si sarebbero avute solamente per la costruzione delle rampe di uscita, peraltro flessibili, e di pozzi tecnici come quello che ha dato luogo alle ultime scoperte. Purtroppo nessuno ha rispettato questo impegno: l’impostazione originaria è stata abbandonata ei poteri per la protezione e la conservazione di importanti testimonianze archeologiche della città di Roma non sono stati esercitati.

FONTE | SOURCE:

— L’Osservatore Romano, Vaticano (28/06/2017).

http://www.osservatoreromano.va/it/news/memorie-dal-sottosuolo

— FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Scavi al Gianicolo [domus di Agrippina] ecco le ultime scoperte.” LA REPUBBLICA (05.07.2008).

ROME - THE DOMUS OF AGRIPPINA ON THE GIANICOLO: THE DISCOVERY AND CONTROVERSEY (1999-2008)."Gianicolo, ecco i nuovi affreschi della domus." LA REPUBBLICA (05.07.2008).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “Mini Pompei” da scavi metro C di Roma, c’è anche cane. ANSA & ASKANEWS | VIDEO (26/06/2017). [ENGLISH | ITALIANO].

1). ROME – ‘Mini Pompeii’ found in Rome metro excavation Wooden ceiling, furniture, dog’s skeleton, ANSA (26/06/2017).

http://wp.me/pPRv6-45p

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA METRO C – Tra via della Ferratella e via Amba Aradam – Nuovi reperti dagli scavi per la metro C – Roma come Pompei. CORRIERE DELLA SERA, IL TEMPO & LA REPUBBLICA (26/06/2017) [ENGLISH |ITALIANO]. Foto | stampa 1 di 31.

http://wp.me/pPRv6-45h

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA:Roma Mostra – Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti archeologici (1980-2006) | Dal 2 dicembre 2006 al 9 aprile 2007. FOTO | STAMPA 1 di 229.

Roma - Mostra: Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti Archeologici (1980-1996) / Memories from the Underground. Archaeological Discoveries in Rome (1980-2006). [Catalogue Cover and Summary of Articles].
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