ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma di Nero & Dario Franceschini | MIABCT: “Qualis artifex pereo” | “Quale artista muore con me”. Se a Roma lo spirito di un Nerone redivivo aleggiasse oggi sulle rovine del Palatino, LA REPUBBLICA (10/06/2017).

Annex - Ustinov, Peter (Quo Vadis)_01

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma di Nero & Dario Franceschini | MIABCT: “Qualis artifex pereo” | “Quale artista muore con me”. Se a Roma lo spirito di un Nerone redivivo aleggiasse oggi sulle rovine del Palatino, LA REPUBBLICA (10/06/2017).

ROMA – Lasciate in pace Nerone (anche quello rock), LA REPUBBLICA (10/06/2017).

SECONDO Svetonio le ultime parole pronunciate dall’imperatore Nerone subito prima del suicidio, appena trentenne (!), furono: “Qualis artifex pereo”, abitualmente tradotte: “Quale artista muore con me”.

Se a Roma lo spirito di un Nerone redivivo aleggiasse oggi sulle rovine del Palatino, dovrebbe ripeterle aggiungendo di non voler morire due volte, una nella realtà, l’altra in effige. Sto parlando dello show “Divo Nerone”. Non sono in discussione né la qualità dello spettacolo (per altro criticata) né il richiamo sul pubblico (peraltro altalenante a quanto sembra). Più che la riuscita preoccupa il fatto che un allestimento del genere, bello o brutto che sia, abbia avuto il permesso di essere messo in scena sul Palatino – niente meno. Voglio ricordare un episodio, lontano negli anni, di cui io stesso, insieme ad altri, sono stato protagonista negativo.

Avevamo allestito un Processo a Giulio Cesare e chiesto il permesso di poterlo rappresentare ai Fori di Traiano. Date le dovute garanzie il permesso venne accordato e lo spettacolo andò in scena con ottimo esito. Scene leggere, esemplare comportamento di tutti. Qualche giorno dopo però, uno dei responsabili mi fece notare sull’antico lastricato delle rotture sui marmi (spacchi, sconnessioni) che prima non c’erano. “Mai più” disse, quasi con le lacrime agli occhi, facendomi e facendoci molto vergognare.

Non è stato così, il “mai più” è diventato “troppo spesso”. Troppo spesso antichità venerande continuano ad essere usate come fondali per allestimenti di vario genere. Piazza del Popolo, per restare a Roma, viene affittata a questo e a quello con una frequenza dissennata, per pochi soldi e per manifestazioni in genere mediocri o, peggio, pubblicitarie.

Non faccio del moralismo, condivido l’idea che dall’immenso patrimonio che abbiamo – considerati anche gli alti costi di manutenzione e custodia – è lecito ricavare un qualche frutto. “Pecunia non olebat” ai tempi di Vespasiano, “non olet” nemmeno oggi, questo lo capiamo tutti. È esattamente il motivo per cui si richiederebbero misura, buon gusto, senso del limite, dirigenti che capiscano quando è necessario dire di no. In grado di avvertire, per esempio, il senso di ridicolo che viene da un’operina che ha per titolo “Divo Nerone – Opera rock” con il quale si fa malamente il verso ai concerti in giro per il mondo. In un luogo sacro come il Palatino.
Roma è una città piccola e di spazi angusti, il suo centro non ha grandi piazze, in compenso c’è l’ampio vuoto del Circo Massimo.

Ci si accontenti di quello, si lasci in pace il resto.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (10/06/2017).

http://www.repubblica.it/cultura/2017/06/10/news/lasciate_in_pace_nerone_anche_quello_rock_-167712178/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P1-S1.4-F4

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA di DARIO FRANCESHINI | MIBACT – Roma, Nerone canta e balla in inglese: la platea resta vuota, LA REPUBBLICA (09/06/2017) & Il Disastro di Divo Nerone…Trash! ROLLING STONE (07/06/2017).

http://wp.me/pPRv6-41t

FOTO | FONTE | SOURCE:

— “Quo Vadis” è un film kolossal del 1951, diretto da Mervyn LeRoy.

https://it.wikipedia.org/wiki/Quo_Vadis_(film_1951)

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