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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. Dario Franceschini | MIBACT & Emperor Octopus ‘Nerone’ Grabus: Nerone al Palatino, una follia con i soldi pubblici. CORRIERE DELLA SERA (23/05/2017).

Nerone al Palatino, una follia con i soldi pubblici. In questa curiosa vicenda i maligni non farebbero fatica ad avvertire un profumo di larghe intese. Destra e sinistra insieme. Tutto è cominciato con una società del 2016.

Per non essere fraintesi, una premessa è d’obbligo. In via di principio non siamo affatto contrari al fatto che spazi pubblici, anche di importanza storico archeologica qual è il Palatino, vengano utilizzati per spettacoli. Anche organizzati da privati. Fermo restando, però, l’assoluta osservanza di alcune regole, come (banalmente) il rispetto dei luoghi e dell’ambiente circostante, e la qualità degli eventi. Ma pure, non ultimo, un adeguato tornaconto per la comunità. Nel caso dell’opera rock «Divo Nerone» che verrà rappresentata per l’intera estate nell’ecomostro eretto con regolare permesso ministeriale sul colle del Palatino, ci auguriamo che almeno la qualità dello spettacolo sia all’altezza. Perché il resto non lo è neppure lontanamente. E non lo è al punto da suscitare legittimi sospetti su come tutta questa storia sia nata e sia andata avanti, tanto più dopo la rivelazione contenuta ieri nell’articolo della nostra Maria Rosaria Spadaccino, che ha davvero dell’incredibile: i soldi per l’operazione Divo Nerone sono in buona parte, per non dire quasi tutti, della Regione Lazio, cioè nostri. Un milione e 50 mila euro. Assomiglia, insomma, a una delle tante storie dove protagonisti sono i privati ma i denari per l’affare spesso e volentieri ce li mettono i contribuenti. Con la politica che non sta alla finestra. In questa curiosa vicenda, per esempio, i maligni non farebbero fatica ad avvertire un profumo di larghe intese. Destra e sinistra insieme.

Gli affari sono affari
E qui è opportuna la ricostruzione dei fatti. Per gestire l’opera rock «Divo Nerone» viene creata una società apposita, la Nero Divine Ventures spa. È il 26 ottobre 2016. Il capitale sociale di 10 mila euro è per il 51% della Artisti associati & partners srl e per il restante 49% della Amygdala srl. La prima ha due padroni con identiche quote del 50%: il produttore cinematografico Iacopo Capanna e Cristian Casella. Quest’ultimo è anche il proprietario della seconda, il cui capitale è controllato da una terza società, la 2B Team Group: 90% Cristian Casella, 10% suo fratello maggiore Marco. Non esattamente due sconosciuti, nel centrodestra. Marco Casella è stato a lungo il leader dei giovani di Forza Italia, mentre la società di cui Cristian è il maggior azionista ha lavorato per palazzo Chigi con Silvio Berlusconi premier gestendo pure la comunicazione politica del Cavaliere: fra gli azionisti, fino al 2008 e prima di essere eletta in parlamento con il Pdl, c’era anche l’attuale ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Altri tempi. Un anno la 2b Team Group ha notificato a Forza Italia un pignoramento dei beni rivendicando il pagamento di 847.636 euro relativi a contratti mai onorati dal partito. Gli affari sono affari. Torniamo però alla Nero Divine Ventures.

I soci
Il 30 novembre 2016, un mesetto dopo la costituzione, la società che realizzerà «Divo Nerone» aumenta il capitale sociale di ben 400 mila euro: organizzare un’opera rock non è uno scherzo. I soci, però, ne versano soltanto 50 mila. E gli altri 350 mila? Vengono conferiti «in natura», sulla base del valore dello spettacolo che i proponenti stimano in ben 14 milioni. I periti danno il benestare e il gioco è fatto: il capitale sociale sale in questo modo da 10 mila a 410 mila euro. E qui, il 19 gennaio 2017, ecco la terza mossa. Ovvero, l’ingresso di altri due soci tramite un aumento di capitale a loro riservato. Il primo socio è Lazio stand srl, ditta privata specializzata in servizi per esposizioni e fiere. Il secondo è invece Lazio Innova: 80,5% Regione Lazio, 19,5% Camera di commercio di Roma. L’aumento è di 77.155 euro, che dopo l’operazione in natura del 30 novembre rappresentano appena il 15% del capitale. Non solo. Quei 77.155 euro sono soltanto nominali, perché è previsto pure un sovrapprezzo. E di che entità, poi. Lazio stand versa 300 mila euro, di cui 276.853,50 di sovrapprezzo azioni, per avere il 4,75% della Nero Divine. La società controllata dalla Regione ora guidata da una giunta del Pd presieduta da Nicola Zingaretti ne sborsa invece 700 mila, di cui 645.991,50 di sovrapprezzo, per l’11,09%. Ma non è finita. I due nuovi entranti sottoscrivono un prestito obbligazionario convertibile da mezzo milione: 150 mila euro a carico di Lazio Stand, 350 mila di Lazio Innova Il succo? La società regionale mette sul piatto per il nuovo incendio di Roma un milione 50 mila euro pubblici, contro i 60 mila privati tirati fisicamente fuori dagli ideatori di un’operazione che così congegnata diventa ancor più indigeribile. Era al corrente il ministero dei Beni culturali del governo di larghe intese, quando ha dato il benestare, che oltre a dover passare un’estate intera con un ecomostro di quella fatta piazzato sul Palatino l’avremmo anche pagato noi? Una risposta chiara sarebbe gradita.

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (23/05/2017).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_22/nerone-palatino-follia-56a4088c-3f20-11e7-a386-529fb6dcf067.shtml

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Foro romano e Palatino sono chiusi Ma per i turisti americani c’è la cena. CORRIERE DELLA SERA (20/05/2017).

http://wp.me/pPRv6-3Uz

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Il MiBACT- Palco sul Palatino, Franceschini: “Solo polemiche & “Nessun rischio per la tutela.” DIRE LAZIO, LA REPUBBLICA & OSSERVATORE ROMANO (19/05/2017).

http://wp.me/pPRv6-3TZ

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Franceschini MIBACT | SSCOL – Uscita del Colosseo – “..E la colpa non è della RAGGI ma bensì del governo PD che protegge tutto questo schifo hanno rovinato Roma.” ROMA FA SCHIFO (19/05/2017).

http://wp.me/pPRv6-3Tx

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