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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dario Franceschini | MIBACT – Biblioteca Nazionale di Roma, triste epilogo per gli scontrinisti: cacciati dopo la protesta. LA REPUBBLICA (22-23/05/2017).

1). ROMA – Biblioteca Nazionale di Roma, triste epilogo per gli scontrinisti: cacciati dopo la protestaBiblioteca Nazionale di Roma, triste epilogo per gli scontrinisti: cacciati dopo la protesta. Una sala della Biblioteca nazionale di Roma. Dopo aver denunciato la propria attività di lavoro mascherata da “volontariato”, i lavoratori hanno ricevuto come risposta la fine della convenzione tra il Mibact e l’associazione Avaca che forniva servizi al ministero.

“Da domani mattina non potrete più prestare la vostra attività di volontariato e firmare i fogli firma”. L’sms agli scontrinisti della Biblioteca Nazionale di Roma è arrivato ieri sera, mittente il responsabile dell’associazione Avaca, il sindacalista Claudio Rastelli. Il quale sempre ieri, proprio a Repubblica.it, per difendersi aveva tirato in ballo tutto il sistema del “volontariato” all’interno dei musei.

In sostanza però adesso chi aveva denunciato la propria attività di lavoro mascherata da “volontariato” ha ricevuto come risposta un “licenziamento”, tra virgolette perché il rapporto di lavoro formalmente non esisteva. Paga l’anello più debole della catena insomma.

Nella sua comunicazione, Rastelli spiega che l’ordine è arrivato dal direttore generale delle biblioteche. La convenzione del Mibact con Avaca è stata di fatto sospesa. Troppo clamore attorno alla faccenda che ha scoperchiato come molte attività del ministero stiano in piedi grazie al lavoro di “volontari”. Un modo per sopperire alla cronica mancanza di organico delle strutture culturali.

Un epilogo amaro, ma domani la vicenda sarà affrontata in un question fine alla Camera su richiesta di Sinistra Italiana.

“Da oggi non svolgeremo più le nostre mansioni e non riceveremo quel magro rimborso di 400 euro pesato a scontrini. Non riceveremo neanche una minima forma di indennità di disoccupazione, nonostante un’anzianità nella biblioteca di sei, dieci e a volte diciassette anni”, dicono gli scontrinisti.

“Di fronte alla sacrosanta richiesta di lavoratori camuffati da volontari di poter accedere a concorsi che non vengono banditi e di vedere riconosciuto il nostro lavoro con un contratto vero – continua la denuncia degli scontrinisti – la risposta è stata mandarci a casa. A questo punto aspettiamo una risposta del Ministero dei Beni Culturali che sembra disinteressato alla nostra condizione, ma complessivamente allo stato della cultura e dei suoi lavoratori in Italia. Vorremmo capire se il Ministero intende riconoscere il lavoro ed eliminare il volontariato o preferisce prendersela con i volontari.”

— LA REPUBBLICA (23/05/2017).

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/23/news/scontrinisti_biblioteca_nazionale_di_roma_licenziati-166199174/

2). ROMA – “Gli scontrinisti? Sono dei raccomandati e ci sono associazioni che fanno i milioni sulla pelle dei volontari.” LA REPUBBLICA (22/05/2017).

Dopo la denuncia dei finti volontari della Biblioteca Nazionale di Roma, la risposta di Gaetano Rastelli, il sindacalista e presidente dell’associazione che dà loro i rimborsi spese.

“Mi sento un perseguitato, accusano me ma ci sono associazioni di volontariato che fanno i miliardi!”. Dopo la denuncia degli “scontrinisti” raccontata da Repubblica.it giovedì scorso, arriva la replica di Gaetano Rastelli, componente del coordinamento generale Flp Bac, sindacato dei lavoratori pubblici dei beni culturali, ma soprattutto presidente dell’associazione Avaca. La quale versa in media 400 euro a ventidue “volontari”, indispensabili però per tenere aperta la Biblioteca Nazionale di Roma.

Dalle parole di Rastelli esce fuori un quadro chiaro: tutto appare effettivamente a norma di legge, ma è una legge che di fatto consente al Mibact di non assumere personale di cui invece di sarebbe bisogno. E in tutto questo qualcuno, dice sempre Rastelli, ci specula sopra. Sulla pelle dei volontari, ovviamente.

Quali sarebbero le menzogne raccontate dai volontari?
“Loro non sono dipendenti ma volontari, è questo il punto. Anche due giudici del lavoro del tribunale di Roma lo hanno confermato e hanno condannato i ricorrenti a pagare le spese processuali. Non si possono aggirare le leggi, nel pubblico si entra solo per concorso pubblico. Lo ha detto anche il ministro Dario Franceschini”.

Formalmente sono volontari, lo dicono anche loro, però hanno dei turni. Se uno è volontario va quando vuole no?
“Fanno turni da almeno da quattro ore, ma è tutto regolare grazie a una convenzione fatta con Giovanna Melandri e Walter Veltroni anni fa, firmata anche dalla Cgil. Che poi inganna queste persone dicendo che saranno assunte”.

Tutti i volontari hanno un rimborso fisso, come se fosse uno stipendio. Normale anche questo?
“Sono dei rimborsi spese e ho anche sbagliato a darglieli. Io vado dalla magistratura, me ne strafotto di quel che hanno dichiarato, è assurdo dire che prendessero scontrini a caso. Se sono fasulli allora è una truffa, quindi appena mi chiamerà la Guardia di Finanza porterò tutto alla magistratura”.

Mi scusi, ma lei andrebbe a fare il “volontario” quattro ore al giorno, con rimborso spese di 400 euro?
“Lo ha fatto anche mio figlio, quindi sì. Io vorrei che fossero assunti, ci mancherebbe”.

Però?
“Però non dipende mica da me, io cosa c’entro?”.

Mi perdoni, quindi il sindacato tutto, dalla Cgil fino alla Uil e via dicendo, ha firmato anni fa un accordo dove si istituisce il volontariato nei musei. E questi volontari, insieme ai dipendenti, mandano avanti la baracca. Ma le sembra normale, da sindacalista?
“Il governo non vuole assumere perché non ha i soldi, questa è la verità”.

E quindi ecco l’escamotage dei volontari.
“Guardi che la mia è una formica come associazione: Auser, Touring club, associazioni carabinieri, sa quante ce ne sono? E loro danno dei buoni pasti ai volontari, che sono dei pensionati. Una cosa illegale. L’unico modo che io avevo per dargli un rimborso era il metodo degli scontrini. Sono persone di supporto ma non indispensabili e io non schiavizzo nessuno”.

Ma come si sono avvicinate queste persone alla vostra associazione?
“Di questi venti della biblioteca, io non ne ho messo neanche uno. Sono stati segnalati, figli di dipendenti, iscritti a un certo sindacato…”.

La Cgil?
“Sì, ma se loro vogliono farmi una persecuzione, allora dico tutta la verità, davanti al magistrato”

Scusi ancora, ma da sindacalista, non vede un problema etico in tutto questo?
“Ma è tutto previsto dalla normativa. Devono cambiare la legge allora. Da sindacalista dico che sanno benissimo di essere volontari. A me danno 100 e 99 vanno a loro, il mio bilancio è pubblico, ho mani e coscienza pulita”.

Com’è fatta questa convenzione? Lei ci guadagna qualcosa?
“Qui ci sono associazioni grosse che hanno i miliardi. Il ministero ci dà un rimborso a noi e noi lo giriamo ai volontari. Stabilimmo con Veltroni questo, è previsto. Siamo nella piena legalità”.

Quindi tutte queste associazioni fanno filantropia, sta dicendo questo?
“Io non ho nessun guadagno, la mia è un’associazione non lucrativa. Se vuole le mando il bilancio”.

Lei è un dipendente del Mibact. Presiede un’associazione che fornisce un servizio al Mibact. Non c’è un conflitto di interesse?
“No, è tutto regolare, altrimenti mica avrei potuto farlo”.

Facciamo finta che domani nessun “volontario” si presenti nei musei italiani. Cosa succede?
“Chiuderebbero in tanti”.

Allora a rigor di logica il ministero sta sfruttando questi volontari, anche con la complicità di associazioni come la vostra.
“Ma perché? Non sono lavoratori questi. Sono loro che vengono a chiedere di dare una mano, gli servono per i crediti formativi all’università. Ripeto sono io che ho sbagliato a dargli i rimborsi spesi, sono l’unico. E tanto è vero che altre associazioni sono miliardarie”.

C’è un business dietro sulla pelle dei volontari, sta dicendo questo?
“Ma questo lo chieda a loro”.

Sarò ripetitivo, glielo chiedo ancora, al di là della legge non vede un problema etico in questa faccenda?
“Ascolti, per quelli che hanno fatto quella denuncia pubblica è l’ultima spiaggia per trovare un lavoro, per questo protestano. Perché non se ne sono andate come hanno fatto altri? Quelle che hanno fatto casino prendono 600 euro. Potevano rifiutarsi di prendere i soldi no?”.

(A fine conversazione interviene anche Rinaldo Satolli, coordinatore generale della Flp-Bac e spiega che “da quando si è insediato Franceschini abbiamo cominciato a fornire dati oggettivi circa la mancanza endemica di organico. In questi anni, lo sappiamo, è accaduto che si sono inventate delle forme creative per sopperire a delle mancanze. Servirebbero almeno tremila assunzioni attraverso concorso, l’età media degli assunti del Mibact è di 58 anni”).

— REPUBBLICA (22/05/2017).

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/22/news/volontari_biblioteca_roma_replica_raccomandati_cgil_ipocrita-166113926/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P4-S1.4-T2

s.v.,

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— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA – I finti volontari della biblioteca nazionale: “Pagati per anni con rimborsi spese fasulli, ora ci mandano a casa.” LA REPUBBLICA | PATRIMONIOSOS.IT (18/05/2017) & IL MANIFESTO (17/01/2017).

http://wp.me/pPRv6-3UG

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