ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO – UN’ ICONA – dall’ Antichità all’era Fascista: Dott.ssa Rossella Rea, Il Colosseo svela i suoi segreti dalle origini a Jeeg Robot: in mostra reperti mai esposti, IL MESSAGGERO (06/03/2017).

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: COLOSSEO – UN’ ICONA – dall’ Antichità all’era Fascista: Dott.ssa Rossella Rea, Il Colosseo svela i suoi segreti dalle origini a Jeeg Robot: in mostra reperti mai esposti, IL MESSAGGERO (06/03/2017).

[NOTE TO THE READERS: After viewing the various new photographs and the video by Laura Larcan | IL MESSAGGERO (06/03/2017), this is probably the best exhibit ever documenting in amazing details the overall history, function and design on the Colloseum in antiquity and it’s influence on later architecture in Post-Antiquity Rome and up-to the Fascist era in the 1930s, as produced by Dr. Rossella Rea and his staff. Dr. Rea, will soon be retiring as the director of the Roman Colloseum after nearly 30 years or more… Dr. Rea, deserves a tremendous thanks and gratitude from the people of Rome, the Italians and every International tourist, university student, independent researcher and scholar who has ever visited the Colloseum (either on-site or by way of the internet) for all her amazing work; “Ottimo lavoro Dott.ssa Rea, è sicuramente merita un grande abbraccio e un bacio dal mondo.”].

ROMA, COLOSSEO – UN’ ICONA – dall’antichità all’era fascista: Il Colosseo svela i suoi segreti dalle origini a Jeeg Robot: in mostra reperti mai esposti (di Rossella Rea, Riccardo Santangeli Valenzani, Serena Romano, Francesco Cellini & Maria Margarita Segarra Lagunes), IL MESSAGGERO (06/03/2017).

ROMA – Il Colosseo si racconta. Dalle origini alla seconda vita medievale, passando per l’influenza della Chiesa, le trasformazioni (prima in fortezza di potenti famiglie come i Frangipane, poi in ospedale), il Grand Tour, l’impero di Napoleone e il Risorgimento, fino all’età contemporanea, che abbraccia anche la visione da parte degli artisti del ventesimo e ventunesimo secolo. Senza dimenticare il cinema: da Quo Vadis a Il Gladiatore fino a Lo chiamavano Jeeg Robot (con proiezioni di frame sulle colossali volte dell’ambulacro). Un viaggio trasversale nella storia di un monumento diventato un’icona del patrimonio di Roma e d’Italia.

Lo racconta la bella mostra “Colosseo. Un’icona” che aprirà al pubblico l’8 marzo, per durare un intero anno (chiuderà il 7 gennaio 2018). La prima esposizione che indaga in “esclusiva” il Colosseo, svelando al pubblico reperti rinvenuti all’interno del monumento ma mai esposti prima, ricostruzioni inedite di modellini (che tengono in considerazione le ultimissime scoperte), ceramiche medievali, stampe e quadri, fino ad installazioni multimediali. Superstar, l’unica delle due statue integre sopravvissute, tra le 160 che all’epoca dei Flavi ornavano i fornici delle facciate. Un prestito arrivato direttamente dalla Centrale Montemartini (l’altra riposa ai Musei vaticani).

Un mostra «complessa e divertente», come ama definirla il Soprintendente Francesco Prosperetti, capace di «far comprendere il senso e il significato di questo luogo, evocandone il mito e esplorandone una vita millenaria passata per tanti ruoli e funzioni a volte inaspettate e sconosciute al grande pubblico». Una mostra (con due anni di gestazione) che rappresenta la «summa» di uno lungo e accurato studio, per la direttrice Rossella Rea, da oltre trent’anni ad occuparsi di questo monumento. Rea ne firma, non a caso, la cura insieme a Riccardo Santangeli Valenzani e Serena Romano, con un allestimento sobrio, raffinato e minimale firmato da Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes.

«Abbiamo documentato per la prima volta nel dettaglio tutta la fase medievale del Colosseo, rivelando l’originario impianto della fortezza dei Frangipane, durata tra XII e XIV secolo, distrutta poi con il terremoto del 1349 lo stesso citato dal Petrarca». Come spiega Valenzani, «Il Colosseo nel Medioevo non è stato solo una fortezza, ma conviveva con un utilizzo diffuso di tutti gli ambienti del piano terra. le conosciamo proprio tramite gli scavi cominciati nel 2011». A Serena Romano il compito di ricostruirne tutta la suggestione romantica del monumento, dalla sua “terza vita” come orto botanico di specie esotiche frutto di interramenti e semi-abbandono.

FONTE | SOURCE: Laura Larcan | IL MESSAGGERO (06/03/2017).

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/mostre/colosseo_scoperte_mostra_icona_origini_jeeg_robot-2300289.html

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