ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, “CIRCUS FLAMINIUS – NOTA DI TOPOGRAFIA DI ROMA ANTICA E MEDIOEVALE,” Memorie della Reale Accademia dei Lincei In 4°, 151 | Serie V – vol.16 – fasc.11 (1923), 621-770. [PDF, 1-51].

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ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, “CIRCUS FLAMINIUS – NOTA DI TOPOGRAFIA DI ROMA ANTICA E MEDIOEVALE,” Memorie della Reale Accademia dei Lincei In 4°, 151 | Serie V – vol.16 – fasc.11 (1923), 621-770. [PDF, 1-51].

GIUSEPPE MARCHETTI-LONGHI (1884-1979) è stato un grande e appassionato studioso della Roma antica e medievale, un archeologo per vocazione troppo spesso ingiustamente ignorato dai colleghi del suo tempo. Eppure è al suo nome che è indissolubilmente legata la più importante scoperta archeologica nella Roma del secolo scorso: i templi di Largo Argentina. Si tratta di un evento archeologico che supera di gran lunga tutti gli altri che hanno segnata l’archeologia romana negli ultimi cento anni. Mentre infatti le altre scoperte sono state circoscritte a luoghi o edifici singoli e hanno portato alla luce per lo più quanto era già noto dalla letteratura o da scavi parziali precedenti, l’esistenza dei quattro templi di Largo Argentina erano del tutto ignorata (eccetto per i resti del c.d. Tempio A sotto la chiesa di S. Nicola), tanto è vero che ancora oggi nessuna delle tesi avanzate dai vari archeologi circa la dedicazione dei quattro templi ha potuto trovare una conferma certa e inoppugnabile. L’importanza della scoperta è poi ulteriormente notevole in quanto trattasi di templi di età repubblicana (seppure restaurati sotto Domiziano dopo un incendio), una rarità a Roma, dove i resti antichi sono per la maggior parte di età imperiale.
Intendo ampliare questo argomento sul mio blog, invitando nel contempo a partecipare quanti sono interessati ad esso. Intanto, per consentire a tutti di individuare meglio l’attività di Marchetti-Longhi, riporto qui di seguito la bibliografia degli scritti sia suoi che di altri sull’argomento, rimandando – per quanto riguarda una sua succinta biografia – al Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69 (2007).

— Dott. Giuseppe Marchetti-Longhi, “CIRCUS FLAMINIUS – NOTA DI TOPOGRAFIA DI ROMA ANTICA E MEDIOEVALE,” Memorie della Reale Accademia dei Lincei In 4°, 151 | medievale. Serie V – vol.16 – fasc.11 (1923), 621-770. [PDF, 1-51].

http://www.tpsalomonreinach.mom.fr/Reinach/MOM_TP_072957/MOM_TP_072957_0001/PDF/MOM_TP_072957_0001.pdf

FONTE | SOURCE:

AA.VV., Accès au corpus des tirés-à-part numérisés de Salomon Reinach. Dépôt de la Maison de l’Orient et de la Méditerranée (MOM)(2012 [2017]).

http://www.tpsalomonreinach.mom.fr/

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s.v.,

— AA.VV., Giuseppe Marchetti-Longhi, La Voragine Insigne – Indice | Biografia di Giuseppe Marchetti-Longhi | La Voragine Insigne: storia dello scavo dell’Area Sacra di Largo Argentina, Roma. WORDPRESS (02/2012).

https://lavoragineinsigne.wordpress.com/2012/02/19/la-voragine-insigne-indice/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: GIORGIO FILIPPI & PAOLO LIVERANI, UN NUOVO FRAMMENTO DELLA FORMA URBIS CON IL CIRCUS FLAMINIUS, RendPontAcc., 87, (2014-2015), [pdf] 69-88 & LA MESSAGGERO (22|05|2014), 1 & 47.

ROMA – È stato presentato il 25 febbraio 2016 all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, dove rimarrà in esposizione fino al 17 marzo, un nuovo preziosissimo frammento della Forma Urbis severiana, la grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C.

Il nuovo tassello è stato scoperto nell’ambito di lavori all’interno di Palazzo Maffei Marescotti in via della Pigna, di proprietà della Santa Sede. Questo nuovo frammento va ad incastonarsi nel complesso mosaico che illustra la topografia di Roma Antica in particolare dell’area del Ghetto e del Teatro Marcello. Sul nuovo frammento sono infatti riportate alcune lettere che completano la scritta «Circus Flaminius». Dal 1562 sono stai rinvenuti oltre 1200 i pezzi appartenenti alla celebre pianta. Di questi però solo 200 sono stati identificati e ricollocati nella topografia moderna. Si tratta di circa un decimo del totale della pianta di Roma Antica, che era esposta sulla parete di un’aula nel Foro della Pace e che fu in seguito inglobata dal complesso dei SS. Cosma e Damiano.

http://wp.me/pPRv6-3EZ

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