ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della pace – Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre [2014-15], in: FORO DELLA PACE, FASTIONLINE (2016).

foro della pace 12

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della pace – Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre [2014-15], in: FORO DELLA PACE, FASTIONLINE (2016).

1). ROMA – Foro della Pace, 2015, Bibliography, Dott.ssa Giulia Facchin & Dott. Riccardo Santangeli Valenzani – Università degli Studi Roma Tre | FASTIONLINE (2016).

Summary (Italian)

Dal 2012 sono ripresi i lavori all’interno dell’aula di culto del Foro della Pace, condotti congiuntamente dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma e dall’Università di Roma Tre, ai quali dal 2014 si è affiancata l’American University of Rome.

L’obiettivo dell’intervento è quello di ridare visibilità e comprensibilità a questa parte del complesso del Foro della Pace e, in quest’ottica, si sta progressivamente riscoprendo il pavimento severiano a grandi rotae marmoree e si sta approfondendo la comprensione della sua forma architettonica (Fig. 1).
Nel corso di queste tre campagne sono state indagate le fasi di vita che si sono stratificate dalla fine dell’Antichità a oggi.

Il monumento cadde in rovina nel corso del VI secolo, come testimoniano strati di incendio rinvenuti immediatamente al di sopra del pavimento. In un momento verosimilmente di poco successivo, ebbero luogo i primi interventi di spoliazione, mirati al recupero selettivo delle grandi rotae in porfido (Fig. 2).

Dopo questa prima fase di spoliazione, l’area fu lungamente utilizzata, almeno fino all’XI secolo, per lo scarico di detriti e materiale organico. In un primo momento questi accumuli erano contenuti da una serie di muretti a secco, costruiti con materiali lapidei recuperati nell’area (Fig. 3); successivamente, si perse quest’attenzione all’organizzazione degli spazi e i livelli crebbero rapidamente, solo di tanto in tanto intervallati da fasi di frequentazione, testimoniate da focolari e precarie strutture in blocchi di peperino e mattoni di reimpiego, ma visibili per tratti troppo limitati per poterne ricostruirne l’intero assetto architettonico (Fig. 4).

Seguì quindi una seconda fase di spoliazione delle strutture antiche, databile al XII e XIII secolo, che mostra una forte organizzazione del lavoro e un’accurata selezione dei materiali da recuperare. I primi elementi a essere smontati furono i rocchi in giallo antico delle grandi colonne del pronao. Le operazioni si approfondirono ulteriormente, mediante lo scavo di grandi trincee, alla ricerca dei blocchi di travertino di fondazione dei colonnati e dei muri perimetrali del monumento. I lavori di smontaggio procedevano per settori con la rimozione dei blocchi, il reinterro della porzione appena cavata e la sua messa in sicurezza con la costruzione di strutture a secco (Fig. 5). Un sistema di rampe consentiva l’ingresso e l’uscita dalle fosse e serviva a portare fuori i blocchi recuperati.

Questa intensa attività di spoliazione portò alla scomparsa totale delle strutture emergenti e alla stessa perdita della memoria del monumento. La successiva fase, legata alla nuova sistemazione edilizia promossa dal cardinale Bonelli e dalla famiglia Della Valle tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, determinò l’urbanizzazione dell’area. Il neonato quartiere, noto come quartiere Alessandrino, si mantenne sostanzialmente invariato fino agli anni Trenta, quando fu demolito per fare spazio all’odierna via dei Fori Imperiali.

A partire dal 2015, l’indagine è ripresa anche sulla strada che costeggiava il lato posteriore del Foro della Pace, nota già in antico con il nome di vicus ad Carinas, in quanto collegava il Foro romano all’area delle Carine. Il suo tracciato è rimasto invariato fino ai giorni nostri ed è tuttora riconoscibile nella via del Tempio della Pace. Si è intervenuti su una fase di acciottolato databile al XIII secolo, portata in luce nel corso di precedenti scavi, che mostra una lunga serie di rifacimenti e rattoppi: si tratta di interventi circoscritti e di limitata entità, probabilmente legati a iniziative episodiche e non a una manutenzione pianificata.

Il particolare interesse rivestito da questa area d’indagine deriva dal fatto che è uno dei rarissimi casi in cui, nella città di Roma, è possibile analizzare stratigraficamente un tracciato viario antico con continuità d’uso fino all’epoca moderna.

FONTE | SOURCE:

— ROMA – Foro della Pace, 2015, Bibliography, Dott.ssa Giulia Facchin & Dott. Riccardo Santangeli Valenzani – Università degli Studi Roma Tre | FASTIONLINE (2016).

http://www.fastionline.org/excavation/micro_view.php?fst_cd=AIAC_3744&curcol=sea_cd-AIAC_6378

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s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della pace – Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell’Università di Roma Tre. ‘Roma Tre scava’ [2014-15] | FACEBOOK (10|2015), in:

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il Foro o Tempio della Pace – Scavi (1998-2014 [Zona A]) | The Forum and Temple of Peace – excavations (1998-2016[Area A]). FOTO & STAMPA 1 di 284.

ROMA ARCHEOLOGIA:  Il Foro o Tempio della Pace - Scavi (2014) | Foto: Archeologia Urbana e di Archeologia Medievale dell'Università di Roma Tre | "Roma 3 Scavi" FACEBOOK (08|2014).

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