ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: CAOS TRASPORTI – Addio Metro C, ignorato l’allarme Consorzio verso lo scioglimento, IL TEMPO (09|02|2016).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: CAOS TRASPORTI – Addio Metro C, ignorato l’allarme Consorzio verso lo scioglimento, IL TEMPO (09|02|2016).

ROMA – CAOS TRASPORTI – Addio Metro C, ignorato l’allarme Consorzio verso lo scioglimento Istituzioni assenti nella crisi che porta alla chiusura dei cantieri della grande opera, IL TEMPO (09|02|2016).

Il sogno della metro C a Roma si infrange contro il disinteresse delle istituzioni e della politica filo-governativa. Il Consorzio che sta costruendo la linea smobilita tutto: circa 500 persone, fra cui 110 dipendenti fra ingegneri, architetti, impiegati e geometri andranno a casa. Insieme a loro, altri 400 operai scaraventati in 9 anni da un’impresa fallita all’altra. Tre stazioni centralissime rimaste incompiute a rappresentare giganteschi eco-mostri nel centro storico più bello e antico del mondo, una specie di Salerno-Reggio Calabria fra i fori imperiali e le basiliche rinascimentali. Uno scandalo di livello internazionale, tenendo conto che il Consorzio è formato da colossi industriali come Vianini (Gruppo Caltagirone), Ansaldo Sts (Hitachi), Astaldi, Ccc e Cmb, che alcune di queste imprese stanno realizzando la metro ipermoderna di Copenaghen e che Ansaldo ritirerà un premio europeo per la Lilla di Milano.
Ma a Roma le cose sembrano non andar mai per il verso giusto. Il Governo, che ha speso tre dei quattro miliardi in parte sperperati per costruire l’opera, non parla. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, da mesi non proferisce parola sull’argomento e ieri mattina, mentre i sindacati certificavano il funerale della linea C, è volato verso l’Iran per badare «a questioni all’ordine del giorno» e non a un caso «di competenza locale», come ci ha risposto nei giorni scorsi il suo staff al nostro tentativo di strappargli una dichiarazione. Peccato che, con il Campidoglio commissariato, tocchi proprio al Governo dare il via libera per l’eventuale erogazione dei 200 milioni necessari a far ripartire l’opera. Oppure, al limite, a sciogliere il contratto e dare l’ok alla pubblicazione di un nuovo bando, ma sempre attraverso l’approvazione di un nuovo progetto che finora è fermo nei cassetti degli uffici ministeriali di Porta Pia da prima dell’arresto dell’ex direttore generale Ettore Incalza.
Al silenzio assordante dell’ex vicepremier di Matteo Renzi, segue quello dei principali candidati romani alle primarie del Partito Democratico. Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, e Roberto Morassut, deputato, avevano in un primo momento annunciato la loro partecipazione all’assemblea dei lavoratori che si è svolta ieri mattina al quartier generale del Consorzio. All’ultimo momento, i due hanno deciso di virare su lidi meno «scomodi»: un’occasione persa per affrontare finalmente un tema concreto dopo settimane di filosofia politica e massimi sistenti. Chi in maggioranza si è impegnato nel tentare di far parlare il Governo è il deputato Pd, Marco Miccoli, che ha annunciato un’interrogazione urgente a Delrio, affinché «ognuno si assuma le proprie responsabilità, ma non ci rimettano i lavoratori».
Dunque, è finita davvero così? Gli scenari non sono incoraggianti. A giugno prenderà il via il primo processo della Corte dei Conti sui quasi 400 milioni di euro di danno erariale contestati a 12 dirigenti di parte pubblica e privata, fra cui anche Incalza. Nelle prossime settimane sono attese novità anche sull’altro procedimento dei magistrati contabili, che riguarda gli anni che vanno dal 2010 al 2014. E anche la Procura penale e l’Autorità Nazionale Anticorruzione si stanno muovendo. Dunque, finché il quadro non sarà chiaro, è molto complicato lo sblocco di nuovi soldi in direzione Consorzio, al cui vertice ci sono ancora i dirigenti rinviati a giudizio dalla Corte. Difficile, in questo senso, che l’incontro previsto per domani fra il sub-commissario capitolino Pasqualino Castaldi, e il contraente generale, possa dare sviluppi decisivi. ìIl silenzio dei partiti è imbarazzante – ha commentato il leader Radicale, Riccardo Magi, che da anni denuncia lo scandalo della Metro C – abbiamo inviato una diffida al premier Matteo Renzi affinché ordini la rescissione del contratto in danno”.
In attesa di capire che ne sarà della linea C, i sindacati ieri mattina hanno lanciato l’appello al prefetto di Roma, Franco Gabrielli: «L’unico referente in grado di garantire clausole di salvaguardia occupazionale per questi lavoratori», spiegano Cgil, Cisl e Uil, che poi sottolineano come «a pagare, per l’ennesima volta, saranno coloro che finora hanno garantito l’esecuzione dell’opera, cioè i lavoratori, in nome della socializzazione delle perdite e della privatizzazione degli utili».

Fonte | Source:

— IL TEMPO (09|02|2016).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/02/09/addio-metro-c-ignorato-l-allarme-consorzio-verso-lo-scioglimento-1.1507270

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Metro C, cantieri chiusi e licenziamenti: «500 posti a rischio», CORRIERE DELLA SERA & METRO C SPA (05|02|2016).

http://wp.me/pPRv6-3nT

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: METRO C SCAVI (2006-16) – Chiesa Nuova, Largo Argentina, Pz. Venezia, Pz. Madonna di Loreto, Via dei Fori Imperiali & Collosseo valle. Foto & Stampa 1 di 1000. [02|2016].

https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/72157622393628242/

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