OSTIA ANTICA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Ostia Antica da valorizzare, lo dice anche il Wall Street Journal”. Bordoni (Fi) torna sulla questione; Il Ouotidiano di Litorale (30|01|2016) & THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016) & CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

wsj ostia

OSTIA ANTICA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Ostia Antica da valorizzare, lo dice anche il Wall Street Journal”. Bordoni (Fi) torna sulla questione; Il Ouotidiano di Litorale (30|01|2016) & THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016) & CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

______
“…Unico punto dolente: i servizi igienici. Non è possibile che per un sito di questo genere ci siano bagni che vengono puliti una volta al giorno! Ma è possibile che qui nessuno si faccia venire un’idea per trovare una soluzione? Eppure io pagherei un euro per fruire di un servizio pulito… Allora, caro ministro Franceschini un consiglio: dopo la festa, rimbocchiamoci le maniche e mettiamo in moto l’immaginazione per farci venire delle idee, impariamo a programmare per raggiungere standard europei, perché, sì, il patrimonio che abbiamo noi, non ce l’ha nessuno ed è scandaloso che noi non sappiamo sfruttarlo,” Di CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

______

1). OSTIA ANTICA – In Ostia, a Search for the Secrets of Rome’s Port – Archaeological projects abound; where’s Santa Monica’s tomb? THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016).

As ancient Rome’s main port, Ostia welcomed grain, wine, livestock and olive oil from North Africa and Southern Italy to feed one million Romans. Yet despite an archaeological site spanning more than 150 football fields, Ostia attracts one-ninth as many visitors as Pompeii, and few signs help tourists find the train from Rome to Ostia. Once there, visitors must find the ruins virtually by intuition. But change may be afoot.

In coming months, projects in Ostia Antica (ancient Ostia) will reconstruct an unearthed ship, excavate a villa in search of the remains of Santa Monica—the mother of the theologian and philosopher St. Augustine and the center of a cult herself—and recoup ruins covered in decades of vegetation. The Italian government, private organizations and international universities will all play roles in these projects.

Ostia, like Italy’s volcano-ravaged archaeological sites of Pompeii and smaller Herculaneum, offers something that bustling Rome can’t: a chance to stroll through a continuous collection of ruins of a 2,000-year-old community. “Ostia is a door onto ancient Rome and is the best reflection of what the city was like in its heyday,” said Darius Arya, an archaeologist who is chief executive and co-founder of the American Institute of Roman Culture, a U.S. nonprofit group that is leading the dig at the villa.

The new projects come after some key findings in 2014. Researchers led by teams from the U.K.’s University of Southampton and University of Cambridge used new methods to scan and map buried Roman-era structures on the far side of the Tiber River, which was thought to have been beyond the confines of Ostia Antica. The discovery showed that walled Ostia was a third larger than originally thought.

A bigger-than-expected Ostia, in turn, revises researchers’ estimates of how large an operation Rome needed to keep itself adequately supplied, said Paolo Carafa, a professor of antiquities at Rome’s La Sapienza University.

Dr. Arya, whose digs are funded principally by donations, is helping lead a team of researchers and students in uncovering the remains of a large villa that lies near a series of huge rock slabs that are the remnants of a Roman road. Dr. Arya has hypothesized that the last resting place of Santa Monica is in the park where he and his team are digging.

Though Santa Monica died in Ostia, her official tomb is in Rome’s Basilica of St. Augustine. Some experts doubt, however, that the saint’s remains are actually there. Dr. Arya hopes to find evidence of Santa Monica’s tomb while his team uncovers the villa and other structures in the park.

Ostia received more than $5.6 million in Italian government funds in 2014 (last year’s figure isn’t yet available). Some of the money has gone to fixing up what was the main road through Ostia, including the removal of decades’ worth of overgrown vegetation. With vast areas of Ostia still to be discovered, part of the annual budget is directed toward new digs, though that isn’t a priority. “There is a lot you can do by studying what you have uncovered and by using new technologies to evaluate what is still underground,” said Cinzia Morelli, the director of the Ostia archaeological site.

Today, visitors can ramble among the remains of shops, baths, stadiums, fountains, theaters, chapels, temples, houses and barracks for a fire brigade. “Ostia’s private dwellings are something that we can’t see today in Rome,” said Prof. Carafa. “In Rome, one residential building from antiquity has survived, while in Ostia, we have streets full of them.”

Ash, lava and other debris spit out by Vesuvius in its massive eruption in 79 A.D. preserved Pompeii and Herculaneum, which lie a few hours’ drive to the south, in phenomenal shape. Ostia, 15 miles southwest of Rome, escaped that catastrophe and went on to suffer centuries of wear and tear.

Ostia promoters are calling for a bigger push by Italy to promote the site. In 2015, visitors to the Ostia archaeological site totaled 321,000—tiny compared with the 6.6 million who checked out the Roman Colosseum and Forum. Still, that was a 9% increase from the number of visitors five years ago. Word may be spreading that there’s more to see in Ostia than its low profile suggests.

FONTE | SOURCE:

— THE WALL STREET JOURNAL (29|01|2016).

http://www.wsj.com/articles/in-ostia-a-search-for-the-secrets-of-romes-port-1454089086

2). OSTIA ANTICA – Ostia Antica, castello Giulio II chiuso. Bordoni (Fi): “Situazione inspiegabile”, Il Quotidiano del Litorale (30|01|2016).

La Soprintendenza chiarisca, non ci sarebbero lavori in corso.

“Riaprire al pubblico il Castello rinascimentale di Ostia Antica, inspiegabilmente chiuso da altre un anno”.
La denuncia arriva dal coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni e riguarda uno dei monumenti più belli del litorale romano ma assai poco conosciuto: il Castello che Giuliano della Rovere, quando era Vescovo di Ostia, fece costruire come presidio sul Tevere: il Castello di Giulio II.
“Il Castello, all’interno del Borgo di Ostia Antica- spiega Bordoni- ha grandissime potenzialità turistiche, sia per la sua bellezza e interesse architettonico, sia perché sorge a poche decine di metri dall’area archeologica degli Scavi di Ostia Antica. Questi ultimi, con oltre 800 mila ingressi l’anno, risultano al 17esimo posto tra i musei più visitati d’Italia. E in tantissimi, infatti, ogni giorno dagli scavi si spingono all’entrata del Castello nella speranza di poterlo visitare. Non ultimo, Ostia Antica si trova a pochi minuti di strada dall’aeroporto internazionale di Fiumicino e con una giusta promozione potrebbe diventare un must tra le mete turistiche. Da oltre un anno il monumento risulta ufficialmente chiuso per restauro, sebbene non vi sia traccia di alcun tipo di intervento in corso né di ingresso o uscita di personale. Ma già in passato le aperture erano rare, ridotte a poche giornate al mese. Spesso si parla di spese di gestione degli spazi culturali. Beh, viste le lunghissime file di turisti nelle rare occasioni di visita, sono convinto che, anche con un biglietto di ingresso di pochi euro, il Castello di Giulio II sarebbe in grado di autofinanziarsi.
E’ una follia tenere chiuso questo monumento a altissimo potenziale turistico e che con l’interesse che è capace di generare, può autofinanziarsi. Basterebbe il pagamento di un biglietto di pochi euro a sostenere le spese per il personale addetto all’apertura del monumento. Convinto della necessità di riaprire il Castello, tramite un deputato di Forza Italia, l’on. Francesco Maria Giro, abbiamo anche presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini. Lo scorso anno la Regione Lazio realizzò un video sugli scavi e sul borgo di Ostia Antica, proiettandolo nel padiglione Italia dell’Expo’. Un bellissimo omaggio, emozionante e peccato che il Castello, durante l’ultimo anno non è stato visitabile”.

La scheda tecnica
(dal sito della Soprintendenza di Roma)
Nel 1483 il vescovo di Ostia cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, iniziò la costruzione del castello di Ostia. Il fortilizio inglobò la più antica torre circolare, edificata nel 1423-24 da papa Martino V Colonna, che divenne il mastio della nuova costruzione.
Nella rocca aveva sede la dogana pontificia, che regolava il pagamento delle gabelle per le merci che arrivavano a Roma via mare. Asceso al soglio pontificio, Giulio II (1503-1513) ordinò importanti trasformazioni: fu costruito sul lato occidentale del cortile, ristrutturando alcuni ambienti di epoca borgiana, un vero e proprio appartamento papale. I tre piani dell’edificio furono collegati da uno scalone monumentale, affrescato, secondo i recenti studi, da Baldassare Peruzzi con alcuni collaboratori tra cui il lombardo Cesare da Sesto.
Alla fine del conflitto tra la Francia e la Spagna la rocca di Ostia nel 1556 subì un famoso assedio da parte degli spagnoli, che procurò non pochi danni alla struttura. L’anno dopo, nel 1557, in seguito ad una clamorosa piena, il Tevere cambiò il suo corso venendo ad allontanarsi per seguire un nuovo tracciato, conservato ancor oggi. Ciò causò il trasferimento della dogana pontificia altrove.
Nel XVIII secolo il castello fu usato come fienile e poi nel secolo successivo divenne una prigione per i forzati utilizzati come manodopera negli scavi dell’antica Ostia. Dopo vari restauri operati nel corso del Novecento nel 2003 è stato realizzato un nuovo allestimento museale in alcune sale degli appartamenti papali e del mastio, esponendo la parte più significativa della collezione di ceramiche tardomedievali e rinascimentali, provenienti da scavi praticati nel secolo scorso all’interno del castello e del borgo.

FONTE | SOURCE:

— Il Quotidiano del Litorale (30|01|2016).

http://www.ilquotidianodellitorale.it/politica.asp?id_dettaglio=2546

3). OSTIA ANTICA – Scavi di Ostia antica: pulite le toilettes!, CORRIERE DELLA SERA (01|2016).

Caro Severgnini, a proposito dei dati relativi all’aumento delle presenze nei musei italiani, vorrei fare alcune considerazioni. Fa bene il ministro a gioire se i numeri parlano di una tendenza in crescita. Fare paragoni con gli altri paesi non ci porta avanti, perché è evidente che all’estero si sono fatti venire delle idee, le hanno realizzate, le hanno valutate, le hanno modificate, insomma hanno sperimentato e agito, mentre noi ci siamo fermati a discutere se con la cultura si mangi o meno. Adesso, però, quello che conta è non fermarsi, perché purtroppo un altro vizietto italico è quello di pensare che se qualcosa migliora, significa che funziona benissimo, che sarà sempre così, perché dopotutto noi siamo italiani, siamo geni e nessuno può fare meglio di noi perché noi ce l’abbiamo nel sangue, perché l’eccellenza italiana, bla bla bla. Cerchiamo, dunque, di restare con i piedi per terra e di non darci per vincitori, perché il lavoro da fare è enorme! Durante le vacanze di Natale sono tornata nella mia amata Roma, e ho portato mio marito e i miei figli a visitare gli scavi di Ostia antica. Un posto incantevole che anch’io ho scoperto diversi anni fa, dopo aver lasciato l’Italia. E’ stata una bella gita: siamo andati in metro, il biglietto d’entrata non è costoso, abbiamo mangiato nella nuova caffetteria, abbiamo goduto il sole e la bellezza del posto. Unico punto dolente: i servizi igienici. Non è possibile che per un sito di questo genere ci siano bagni che vengono puliti una volta al giorno! Ma è possibile che qui nessuno si faccia venire un’idea per trovare una soluzione? Eppure io pagherei un euro per fruire di un servizio pulito… Allora, caro ministro Franceschini un consiglio: dopo la festa, rimbocchiamoci le maniche e mettiamo in moto l’immaginazione per farci venire delle idee, impariamo a programmare per raggiungere standard europei, perché, sì, il patrimonio che abbiamo noi, non ce l’ha nessuno ed è scandaloso che noi non sappiamo sfruttarlo. Saluti,
Rita Cagiano, Colonia […].

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (16|01|2016).

http://italians.corriere.it/2016/01/16/scavi-di-ostia-antica-pulite-le-toilettes/

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s