FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Antonio Frilli (? – 1902), L’opera che vi propongo si intitola: “Nudo reclino sull’amaca – Woman on a Hammock”, 1890 – marmo di Carrara. Mostra alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, USA (1904).

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FIRENZE ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Antonio Frilli (? – 1902), L’opera che vi propongo si intitola: “Nudo reclino sull’amaca – Woman on a Hammock”, 1890 – marmo di Carrara. Mostra alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, USA (1904).

1). Antonio Frilli (morto nel 1902) è stato uno scultore fiorentino specializzato nella produzione di statue in marmo e alabastro per committenti pubblici e privati.
Nel 1860, Frilli fondò il suo primo ed esclusivo Atelier in via dei Fossi a Firenze, dove lavorò con pochi assistenti. Si dedicò alla creazione di statue di media grandezza di alabastro finemente decorato con pittura, e alla scultura di grandi statue in marmo di Carrara per ville private e cimiteri monumentali. I suoi lavori decorano cimiteri famosi come il Cimitero delle Porte Sante e il Cimitero degli Allori .[1] Un ritratto in marmo dello scultore fu eseguito nel suo atelier dopo la sua morte, e fu posto nella sua tomba di famiglia nel Cimitero degli Allori.
Frilli e la sua galleria erano ben conosciuti in Europa, negli Stati Uniti e Australia, per le sue presenze in molte manifestazioni fieristice ed esibizioni di carattere mondiale. Fu presente all’Esposizione Centennale di Philadelphia del 1876; nel 1881 le sue statue e i suoi arredi da giardino furono esibiti nel padiglione italiano a Melbourne in Australia.
Nel 1904, due anni dopo la morte di Frilli, suo figlio Umberto partecipò alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, dove uno dei lavori del padre, una scultura raffigurante una donna su un’amaca (Woman on a Hammoc) realizzata in marmo bianco di Carrara, vinse il Grand Prize e sei medaglie d’oro.[2][3] Nel 1999, lo stesso pezzo fu venduto da Sotheby’s con un asta stimata $800,000.[4]
Successivamente, la scultura di Frilli Sweet Dreams realizzata nel 1892,[5] che raffigura un nudo di donna reclinata su un amaca a grandezza naturale che fu esibita all’Esposizione internazionale Panama-Pacifico di San Francisco (1915), fu venduta da una casa d’aste a Los Angeles.[6]
Nel 2013 l’autore Gary Rinehart ha pubblicato Nude Sleeping in a Hammock, un racconto romanzato sui proprietari della statua dal 1892 e di come questa scultura abbia influito nella loro sorte.[7]

FONTE | SOURCE: wiki (01|2016). https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Frilli

2). Antonio Frilli (? – 1902), L’opera che vi propongo si intitola: Nudo reclino sull’amaca – Woman on a Hammock, 1890 – marmo di Carrara. Mostra alla Louisiana Purchase Exposition a St. Louis nel Missouri, USA (1904), IN: Un grandissimo “eclettico” italiano conosciuto da pochissimi in patria, ma famoso soprattutto all’estero, in particolare in Gran Bretagna e USA, Antonio Frilli. L’opera che vi propongo si intitola: Nudo reclino sull’amaca – 1890 – marmo di Carrara – collezione Lord Lloyd Webber (acquistata in un’asta tenutasi nel 1999 da Sotheby’s, a New York, per 800.000 dollari). Antonio Frilli si sa che aveva bottega a Firenze, che è morto nel 1902, ma non si conosce la sua data di nascita (almeno io non l’ho trovata da alcuna parte, né in web né sui libri). Frilli fu indubbiamente un artista originale, dallo stile, come ho già detto, più che eclettico e “virtuoso”, infatti la sua poetica oscillava da sculture di genere domestico – busti di madri con bambino al seno – a opere di chiara impronta Neorinascimentale, mediate da un certo gusto Liberty, a il prendere spunto dal Canova e riformulare quei soggetti “alla sua maniera”. Alcune opere di Frilli furono esposte a Filadelfia, nel 1876, alla Centennial Exposition, quindi, nel 1881, nell’ Italian Pavilion, a Melbourne, in Australia, poi, nel 1904, due anni dopo la sua morte, furono messe in mostra alla Louisiana Purchase Exposition, a St. Louis. Un suo “Dante Alighieri”, ovviamente in marmo, è patrimonio del Museo Nazionale d’Arte dell’Azerbaijan, altre sue sculture sono a Montevideo, Città del Messico, Buenos Aires, Liverpool, Edimburgo, Berlino, Parigi, San Pietroburgo e perfino a Ulan Bator, capitale della Mongolia etc. Nel 1915 una sua retrospettiva si tenne alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco. E’ sepolto al Cimitero Evangelico degli Allori di Firenze, essendosi convertito a quella Chiesa. E’ stato personaggio indubbiamente fuori dal comune, per l’epoca in cui è vissuto, per i viaggi intrapresi, per come le sue opere siano sparse per il mondo. L’Italia e noi italiani dovremmo puntare esclusivamente sulla nostra genialità, sul nostro patrimonio culturale e storico, sull’artigianato di prestigio, sulla moda, sul cibo, sulle auto fuoriserie, sulle moto e sulla capacità di “venderci” per tali ricchezze e avremmo risolto il problema (naturalmente mandando a zappare i Franceschini di turno, con annessi e connessi).

FONTE | SOURCE: FOTO, Gian Ruggero Manzoni | FACEBOOK (27|01| 2016). https://www.facebook.com/gianruggeromanzoni?pnref=story

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