ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Ilaria Giacobbi – Presidente Ass. Selciaroli Romani, “Lo Scempio Roma: colata di asfalto su Via dei Fori Imperiali – A San Pietro colata di asfalto su i sampietrini, ” ROMA | FACEBOOK (06|12|2015).

Immagine.Vincolo-paesaggistico-del-Centro-Storico-di-Roma

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Ilaria Giacobbi – Presidente Ass. Selciaroli Romani, “Lo Scempio Roma: colata di asfalto su Via dei Fori Imperiali – A San Pietro colata di asfalto su i sampietrini, ” ROMA | FACEBOOK (06|12|2015).

Roma, dicembre 2015, la cronaca locale titola così:
Lo Scempio Roma: colata di asfalto su Via dei Fori Imperiali
A San Pietro colata di asfalto su i sampietrini.
Le foto a corredo degli articoli completano un quadro dal sapore apocalittico, uno scandalo Made in Italy: gli antichi lastricati romani, nel cuore pulsante di Roma, sono stati ripristinati con colate di asfalto… Anzi no, letteralmente ricoperti durante gli interventi speciali di riqualificazione stradale a ridosso dell’ anno Giubilare.

Ed ecco che alla storia travagliata dei sampietrini, iniziata con le dichiarazioni choc dell’ ormai ex Ass. ai Lavori Pubblici Pucci (vedi questione Aeterna Design e la volontà di farne oggetti di arredo), si aggiunge un nuovo capitolo: Via dei Fori Imperiali e un tratto a ridosso di San Pietro non esistono più, cancellate da una gettata di asfalto, anni di storia e di tradizioni seppellite, l’ architettura del paesaggio danneggiata.

Dal Campidoglio si affrettano a specificare che: il tratto interessato rientra nell’ambito della seconda fase dei lavori per la metro C, che è stata definita nel corso di ripetute riunioni, le ultime delle quali si sono tenute nello scorso mese di ottobre, mentre il progetto esecutivo risale addirittura al gennaio del 2013. “Tali lavori comportano l’ampliamento delle aree di cantiere, con conseguenti spostamenti dei marciapiedi al fine di mantenere la larghezza della carreggiata, utile al transito dei mezzi pubblici nell’area. Nei casi di lavori di superficie, come quello in questione, le puntuali prescrizioni progettuali dispongono che l’asfalto venga steso provvisoriamente al fine di proteggere i sampietrini e poi immediatamente rimosso alla fine dei lavori. Nei lavori che prevedono escavazioni, invece, i sampietrini vengono rimossi, puliti e custoditi, per poi essere ri-posati. In sintesi, il breve tratto interessato, coperto con conglomerato bituminoso, in assoluta conformità al progetto esecutivo la cui approvazione – ribadiscono dal Comune – risale ad oltre due anni fa, sarà perfettamente ripristinato alla chiusura del cantiere, mediante il ripristino integrale del manto di sampietrini”.

Alcune considerazioni attingendo alla normativa che tutela i Beni Culturali e Paesaggistici:

(…) soffermandoci sulla lettera c) del 1° comma dell’art. 136 del Codice, si può sottoporre a vincolo paesaggistico anche il centro storico di Roma “con provvedimento dell’amministrazione competente”.
Il 1° comma stabilisce, inoltre, che “i beni paesaggistici inerenti gli immobili e le aree tipizzati ed individuati dal PTPR, ai sensi dell’art. 134 lett. c) del Codice ed in base alle disposizioni dell’art. 143 dello stesso Codice costituenti patrimonio identitario della comunità della Regione Lazio, individuati nelle Tavole B, sono “ gli insediamenti urbani storici e territori contermini per una fascia di 150 (centocinquanta) metri” (Lettera c) mentre al 2° comma si precisa che “l’autorizzazione paesistica è obbligatoria per i progetti delle trasformazioni dei luoghi ricadenti nei beni paesaggistici tipizzati e individuati dal PTPR nelle relative fasce di rispetto a decorrere dalla data di pubblicazione sul BURL del PTPR adottato”.

Pertanto il centro storico di Roma rientra fra i “beni tipizzati” e ciò é dimostrato dalla Tavola 24_374_B nella quale viene indicata una zona specifica attraverso un perimetro evidenziato in rosso (che è senza fascia della profondità di 150 metri) e che corrisponde ai confini del I Municipio ( all’ interno di questo sono inglobate anche le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città).

Le vie storiche del centro di Roma possono essere considerate un “paesaggio”, dunque anche un bene culturale?
Cosa significa recuperare un antico tracciato nel suo intero percorso?
Quali sono i criteri e i metodi per la tutela e la valorizzazione di una strada
dall’elevato valore storico e simbolico e dalla complessa vicenda evolutiva?
La strada può essere intesa come bene territoriale?

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo n.42 del 22 Gennaio 2004) nato nell’ambito della Convenzione europea del paesaggio (Firenze 20 ottobre 2000) divenuta nel 2006 legge dello stato italiano, considera il paesaggio un bene culturale. Intende come paesaggio non solo quello naturale che caratterizza specificamente un certo territorio, ma anche quello derivato dall’azione umana.
I piani paesaggistici dettano le linee guida per le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela, nonché gli interventi di valorizzazione del paesaggio, anche in relazione alle prospettive di sviluppo sostenibile.

Articolo 3. Tutela del patrimonio culturale
1. La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.
2. L’esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.
In particolare, gli obiettivi di qualità paesaggistica prevedono:
a) il mantenimento delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, nonché delle tecniche e dei materiali costruttivi;
b) la previsione di linee di sviluppo urbanistico ed edilizio compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti e tali da non diminuire il pregio paesaggistico del territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO e delle aree agricole;
c) il recupero e la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, al fine di reintegrare i valori preesistenti ovvero di realizzare nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati con quelli.

Ed in ultimo

Articolo 29. Conservazione
1. La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.
2. Per prevenzione si intende il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.
3. Per manutenzione si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti.
4. Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.
5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali.

La normativa dunque delimita il perimetro del centro storico di Roma come area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico e impone le linee guida per la riqualificazione e la fruizione dei beni sottoposti a tutela. Appare evidente che non si stanno rispettando i VINCOLI PAESAGGISTICI a cui è soggetto il centro storico di Roma che rientra fra i “beni tipizzati” e ciò é dimostrato dalla Tavola 24_374_B nella quale viene indicata una zona specifica attraverso un perimetro evidenziato in rosso (che è senza fascia della profondità di 150 metri) e che corrisponde ai confini del I Municipio ( all’ interno di questo sono inglobate anche le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città).

Smantellato il manto stradale di Porta Maggiore a luglio, successivamente Piazza dei Cinquecento secondo un piano di intervento di riqualificazione scellerato ora è il turno di via dei Fori Imperiali, nel tratto tra la fermata della metro a Largo Corrado Ricci, dove il consorzio metro C, come da accordi con il Campidoglio, ha ricoperto la strada post scavi con del semplice bitume, a due passi dal Colosseo. Tutto ciò va ad eliminare una parte importante della storia artistica e architettonica della nostra città.

Forse sarebbe stato il caso di iniziare prima i lavori di riqualificazione stradale invece di arrecare un danno estetico, storico, architettonico (e perché no, anche economico) alla città Eterna?!?

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Ilaria Giacobbi – Presidente Ass. Selciaroli Romani, “Lo Scempio Roma: colata di asfalto su Via dei Fori Imperiali – A San Pietro colata di asfalto su i sampietrini, ” ROMA | FACEBOOK (06|12|2015).

Fonte: https://salviamoisampietrini.wordpress.com/2015/09/11/alcune-informazioni-da-sapere-sul-ripristino-di-via-nazionale-avvenuto-nel-corso-degli-anni-salviamoisampietrini/

Facebook: #salviamoisampietrini Ass. Selciaroli Roman https://www.facebook.com/selciaroliromani/posts/1175994249095057

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, asfalto in via dei Fori Imperiali: “Ma è solo provvisorio, torneranno i sampietrini”, LA REPUBBLICA (04|12|2015) & Dott.ssa Ilaria Giacobbi di L’ Associazione Selciaroli Romani, ROMA (08|2015) & s.v., R. Giacobbi, in: THE NEW YORK TIMES (01 Sept. 2005), & Martin G. Conde, in: Patrimoniosos.it (05/01/15).

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2015/12/04/roma-archeologica-restauro-architettura-roma-asfalto-in-via-dei-fori-imperiali-ma-e-solo-provvisorio-torneranno-i-sampietrini-la-repubblica-04122015-dott-ssa-ilaria-giacobbi-d/

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