ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] – Alter preziose opere d’ arte – portate in salvo dalle divisione “Goering”, e consegnate alle autorita’ italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] – Alter preziose opere d’ arte – portate in salvo dalle divisione “Goering”, e consegnate alle autorita’ italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

Foto vari: Roma Piazza Venezia, un momento della riconsegna dei tesori di Montecassino alle Autorità italiane (5 & 6 gennaio 1944).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] - Alter preziose opere d' arte - portate in salvo dalle divisione "Goering", e consegnate alle autorita' italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] - Alter preziose opere d' arte - portate in salvo dalle divisione "Goering", e consegnate alle autorita' italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] - Alter preziose opere d' arte - portate in salvo dalle divisione "Goering", e consegnate alle autorita' italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] - Alter preziose opere d' arte - portate in salvo dalle divisione "Goering", e consegnate alle autorita' italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] - Alter preziose opere d' arte - portate in salvo dalle divisione "Goering", e consegnate alle autorita' italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia [tesori di Montecassino] - Alter preziose opere d' arte - portate in salvo dalle divisione "Goering", e consegnate alle autorita' italiane, IL PICCOLO (5 & 6 gennaio 1944).
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Roma Piazza Venezia (5 & 6 gennaio 1944). Sopra, la prima pagina de “IL PICCOLO” del 5 gennaio 1944, con la notizia della riconsegna delle opere d’arte di Montecassino alle Autorità italiane. In realtà, contrariamente a quanto affermato dal cronista (che ovviamente sottostava alla versione ufficiale del Regime), le cose non stavano esattamente così. Ma ricostruiamo i fatti nella loro realtà.
Le 600 casse consegnate il 5 gennaio 1944 facevano parte dell’ultimo convoglio partito da Montecassino il 3 novembre 1943 (i primi erano partiti rispettivamente il 17 e il 19 ottobre precedenti e consegnati allo Stato italiano l’8 dicembre 1943) con le opere della Galleria Nazionale e del Museo archeologico di Napoli; settantamila documenti dell’Abbazia, le reliquie di San Benedetto e di Santa Scolastica, ossia quanto restava delle loro ossa.
Sennonché le casse con i tesori napoletani non si fermarono a Roma, ma proseguirono verso nord e il Capitano della “Hermann Goering” Maximilian Becker (che con Schlegel aveva organizzato il trasferimento dei tesori da Montecassino) ebbe conferma dei propri sospetti circa un “interessamento” privato di alcuni vertici del nazismo riferiti al tesoro stesso. Becker seppe quindi che i camion avevano proseguito verso Spoleto e si precipitò nella città umbra, dove si rese conto di aver avuto ragione ad allarmarsi quando vide le casse aperte e intorno ad esse aggirarsi un incaricato del Reichsmarschall Goering, venuto dalla Germania per prelevare alcuni oggetti da inviare al capo della Luftwaffe.
Becker fece quindi ritorno al suo comando opponendosi al progetto di sottrarre alcune opere per spedirle in Germania, ma fu convocato dal suo superiore diretto, il quale gli rinfacciò di essersi occupato di questioni non di sua competenza, di aver viaggiato senza autorizzazione e di essersi assentato dall’unità senza permesso. Sarebbe stato punito con l’invio sul fronte russo (un posto dove nessun tedesco voleva andare). Nel frattempo fu trasferito a Bologna, dove ci si dimenticò di lui e questo fece si che sopravvivesse alla guerra.
Intanto dalle casse di Spoleto era sparita, tra l’altro, la Danae di Tiziano che, nel giorno del suo 51 compleanno, Goering mostrò con orgoglio ai suoi ospiti, e che tornò poi in Italia soltanto per merito del ministro Siviero e della sua infaticabile opera di recupero dei tesori sottratti dai tedeschi.
Le casse di Spoleto, dopo ulteriori sollecitazioni anche da parte di monsignor Montini, allora sostituto segretario di Stato, vennero consegnate il 5 gennaio 1944 (ed è la consegna di cui si parla nell’articolo de “IL PICCOLO” mostrato in questa pagina).
Mancavano due autocarri di quanti erano partiti dall’ Umbria. Fu detto che erano fermi per guasti e che sarebbero arrivati il giorno successivo. Non arrivarono mai. Con gli autocarri non arrivarono 15 casse che avevano proseguito il viaggio fino a Berlino. Il maggiore Evers, della divisione Goering, per avere diretto in piazza Venezia il 5 gennaio la cerimonia della restituzione parziale dei tesori di Montecassino, ricevette il 20 aprile 1944 la Croce di Cavaliere. Il generale Senger, comandante del Corpo d’ armata e il generale Conrath (comandante della Divisione “Hermann Goering”) ebbero molti elogi dalla stampa e dalla radio tedesche e poterono mostrare con compiacimento le lettere di ringraziamento dell’ Abate di Montecassino, Gregorio Diamare.

2). L TESTO DELL’ARTICOLO
dalla prima pagina de “IL PICCOLO” 5 e 6 gennaio 1944

Alle ore 12 di ieri si è svolta in Piazza Venezia una austera e significativa cerimonia che ancora una volta attesta come le Autorità politiche e militari germaniche non lasciano nulla di intentato per assicurare al popolo italiano l’integrità del suo patrimonio artistico e culturale.
Dopo il significativo gesto compiuto tempo addietro dai Comandi militari germanici con la consegna alle Autorità italiane dei preziosi tesori artistici di Montecassino, la cerimonia svoltasi stamane ha ridato all’Italia un altro complesso di opere d’arte depositate a Teano e a Montecassino e poste in salvo dalla Divisione “Hermann Goering” durante i combattimenti che imperversarono a suo tempo in quelle zone.
Dato che questo secondo gruppo di opere artistiche e bibliografiche comprendeva circa 600 casse, per il trasporto delle quali si sono resi necessari una quarantina di autocarri, soltanto ora i rappresentanti della Divisione “Goering” hanno potuto effettuarne la consegna.
Ad attendere il convoglio erano convenuti in Piazza Venezia il generale Maeltzer, comandante germanico della Città Aperta di Roma, il Dott. von Borch, Capo dell’Ufficio Stampa dell’Ambasciata di Germania, il Dott. Marino Lazzari in rappresentanza del Ministero dell’Educazione Nazionale, il Prof. De Gregori della Direzione Nazionale delle Accademie e Biblioteche, il Dott. Costa, il Dott. Matarazzo del Ministero dell’Educazione Nazionale. tutti i sopraintendenti delle Antichità, alle gallerie e ai monumenti di Roma, nonché numerose personalità del mondo politico e culturale italo-germanico.
Mentre la truppa procedeva allo scarico delle 600 casse che sono state collocate provvisoriamente a Palazzo Venezia in attesa di essere distribuite parte alla vecchia “Sapienza” e, probabilmente parte al Vaticano e altrove, il Capo della Protezione Artistica del Comando Supremo Germanico, maggiore Prof. Evers, ha tenuto un breve discorso nel quale, dopo aver precisato che le casse contengono preziose opere d’arte e bibliografiche depositate in un primo momento presso il Museo di Napoli, ha messo in rilievo che le truppe germaniche, pur trovandosi impegnate in combattimento, non hanno mancato di porre in salvo le preziose opere che ora, dalla protezione dei soldati del Reich, passano sotto la tutela dello Stato italiano che, a sua volta, si assume il compito e la responsabilità di conservarle come parte integrante del patrimonio culturale della comune Europa.
Si è proceduto poi alla cerimonia ufficiale della consegna delle numerose opere d’arte, che è stata fatta dal colonnello Schlegel della Divisione “Hermann Goering”. Il Prof. Alfonso Bartoli, sopraintendente agli scavi del Palatino e del Foro Romano, ha consegnato poi all’ufficiale germanico una artistica pergamena che ricorderà il significativo gesto compiuto dalla valorosa divisione germanica.
Quindi il Prof. Bartoli ha ringraziato con le seguenti parole: “A nome del Ministro dell’Educazione Nazionale e sicuro di interpretare il pensiero di tutti gli studiosi italiani, rivolgo ai comandanti e alle truppe germaniche il più fervido ringraziamento per l’odierna consegna delle opere d’arte conservate nell’Abbazia di Montecassino e dalle stesse truppe sottratte ai rischi della guerra e portate in salvo in questa Città Aperta di Roma. La gratitudine di tutto il popolo civile non potrà mancare alle valorose truppe germaniche, le quali memori dell’antica tradizione culturale tedesca, hanno saputo fare dei loro strumenti di guerra uno strumento di quella pace che affratella tutte le genti nel segno della eterna creatività dello spirito umano”.
Le opere sono state prese in consegna dal Dott. De Tomasso e dai Professori Argan, Romanelli, De Angelis e Lavagnino.

FONTE | SOURCE:

— HISTORIA MILITATARIA.IT | ITALIAN CAMPAIGN & WWII HISTORY (30|11|2015).

http://digilander.libero.it/historiatris/piccolo.htm

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