ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Architetto Francesco Prosperetti – L’Antiquarium del Palatino – Biblioteca addio, sul Palatino arriva il ristorante di lusso vista Foro Romano, l’Espresso (23|11|2015).

 

7285880014_4d260e9563_k.jpgROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Architetto Francesco Prosperetti – L’Antiquarium del Palatino – Biblioteca addio, sul Palatino arriva il ristorante di lusso vista Foro Romano, l’Espresso (23|11|2015).

Biblioteca addio, sul Palatino arriva il ristorante di lusso vista Fori – L’idea della Soprintendenza è di fare cassa con una clientela raffinata nel bel mezzo dell’area archeologica. Il progetto, che dovrebbe essere terminato l’anno prossimo, procede a ritmo spedito. Ma le controindicazioni non mancano.

e maestose arcate severiane da una parte, gli Orti farnesiani e le suggestive rovine dei Fori dall’altra. E sullo sfondo una visuale unica, che comprende tutta la città e oltre, dai Colli Albani al monte Soratte celebrato da Orazio. Proprio da quel colle Palatino dove Roma nacque e crebbe e che ancora conserva i resti delle residenze imperiali, da Augusto a Domiziano.

È in questo angolo di paradiso, fra il Colosseo e il Circo Massimo, che l’architetto Francesco Prosperetti [Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma], arrivato a febbraio a guidare la Soprintendenza archeologica, vorrebbe realizzare un ristorante di lusso per rimpinguare le esangui casse ministeriali. Camerieri in livrea sulla terrazza dell’Antiquarium e negli spazi al secondo piano che oggi ospitano la biblioteca Palatina , pochi tavoli per un pubblico selezionato, menu a prezzi non propri popolari: un esempio di quella valorizzazione che punta sui servizi aggiuntivi (bar, tavole calde, bookshop) per accrescere i fondi destinati ai beni culturali, ma che finora quasi sempre si è rivelata un affare solo per i privati .

Sarà così anche ai Fori? Impossibile saperlo adesso. Di certo il progetto – che nelle intenzioni dovrebbe essere terminato nel 2016 – procede a ritmo spedito. E proprio in queste settimane sono in corso gli accertamenti nell’edificio per verificare la fattibilità: agibilità, accertamenti strutturali, adeguamento dell’impianto dell’ascensore. Dell’intenzione di trasformare la biblioteca in un locale deluxe per pochi intimi Prosperetti aveva già parlato l’estate scorsa .

Adesso, con l’approvazione del bilancio per il prossimo triennio nei giorni scorsi, ci sono anche i primi stanziamenti. A quanto risulta all’Espresso, secondo i calcoli degli uffici con 1 milione circa si potrebbe trasferire la biblioteca (a Palazzo Altemps) e adibire a ristorante il secondo piano e la terrazza dello stabile.

Non mancano tuttavia le controindicazioni, che hanno fatto storcere il naso a più di un funzionario. A cominciare dal fatto che realizzare un ristorante sul Palatino, per quanto raffinato, comporterebbe un discreto viavai nel bel mezzo dell’area archeologica, dai furgoni dei fornitori a quelli della lavanderia industriale.

Senza contare che – almeno allo stato attuale – non sempre i servizi aggiuntivi sono così vantaggiosi per le casse statali, come mostra proprio il caso della Soprintendenza archeologica di Roma : l’affidamento alla berlusconiana Electa-Mondadori e alla rossa Coopculture risale al 1997, è scaduto nel 2009 e da allora i concessionari vanno avanti a colpi di proroghe anno dopo anno.

E con la motivazione che in regime di proroga non è possibile modificare le condizioni contrattuali, non è mai stata rivista la ripartizione degli utili. Che non è proprio il massimo per lo Stato, che incamera l’86 per cento dai biglietti ma solo il 30 per cento dalle visite nei siti a ingresso limitato, il 25 per cento da libri e gadget e, soprattutto, nemmeno un euro da audioguide e visite guidate ordinarie (che l’anno scorso a Roma hanno prodotto 3 milioni di incasso, andati tutti ai privati).

Dal momento che l’affidamento non comprende la ristorazione, per il Palatino servirebbe fare una gara. Nella speranza di spuntare quanto meno condizioni vantaggiose, se proprio si intende mettere un gioiello a disposizione di una clientela facoltosa per una indimenticabile cena a lume di candela vista Fori. Aprire un ristorante infatti, per quanto di lusso, non è necessariamente sinonimo di affari a gonfie vele per il pubblico.

A Roma l’unico museo che, oltre al bar, ha anche una tavola calda è la Galleria d’arte moderna a Valle Giulia. Nel 2014 gli incassi hanno superato 1 milione ma al museo sono andati solo gli spiccioli: appena 83 mila euro, poco più del 7 per cento.

FONTE | SOURCE:

— l’Espresso (23|11|2015).

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/11/20/news/biblioteca-addio-sul-palatino-arriva-il-ristorante-di-lusso-vista-fori-1.240215

FOTO | FONTE SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGIA, ORTI E GIARDINI IL CUORE DI ROMA ANTICA. MiBAC / SSBAR (06/05/2012 – 14/10/2012). [PDF pp. 1-12].

ROMA ARCHEOLOGIA, ORTI E GIARDINI IL CUORE DI ROMA ANTICA. MiBAC / SSBAR (06/05/2012 - 14/10/2012). [PDF pp. 1-12].

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: La Direttice Rosella Rea: pochi custodi (…) “…Roma, Museo del Palatino dove un mese fa due malviventi hanno messo segno una rapina da 40mila euro.” Il Messaggero (08/08/2011), p. 31.

https://rometheimperialfora19952010.wordpress.com/2011/08/09/la-direttice-rosella-rea-pochi-custodi-roma-museo-del-palatino-dove-un-mese-fa-due-malviventi-hanno-messo-segno-una-rapina-da-40mila-euro-il-messaggero-08082011-p-31/

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA:E l’ex sovrintendente lasciò il Palatino Adriano La Regina trasloca dalla casa sull’Antiquarium Ma poteva rimanere fino alla fine dell’anno, CORRIERE DELLA SERA (29|09|2009).

ROMA – Adriano La Regina ha mantenuto fede a quanto, non senza nervosismo, aveva annunciato pochi mesi fa: ha finalmente lasciato il prestigioso appartamento sull’Antiquarium del Palatino e con sua moglie ha traslocato nella sua nuova casa di Porta Latina.
L’ex sovrintendente archeologico poteva restare fino a fine anno, ha preferito chiudere in anticipo la diatriba di cui era stato oggetto, sottoposto alle raffiche del sottosegretario Francesco Giro che lo aveva accusatodi essersi insediato nell’alloggio senza più averne titolo. L’appartamento, che sorge sopra il Museo dell’Antiquarium di fronte alla Biblioteca della struttura museale, è stato richiesto ora dalla direzione archeologica del colle. Nei suoi 130 metri quadri con vista strepitosa sulla città, a pochi metri dalla Domus di Augusto appena riaperta e dalle vestigia più remote di Roma come la zona delle capanne romulee, ospiterà uffici.

È una novità per il colle più importante e più in pericolo di Roma imperiale, che ogni tanto dà qualche brivido per il suo stato febbricitante. È la ciliegina che sovrasta una piccola torta di altre iniziative, che in parte annunciate dal commissario straordinario all’area centrale archeologica Roberto Cecchi nel corso della sua recente conferenza stampa, sono ancora da mettere definitivamente a punto. Il fervore riguarda infatti due versanti del colle, quello centrale che dal Clivo Palatino va verso il fronte sul Circo Massimo e l’altro opposto che degrada invece verso i Fori e la Casa delle Vestali. Il primo innesto riguarda le riaperture di vaste aree a partire dalla zona immediatamente adiacente all’Arco di Tito, le Vigne Barberini. Questa parte viene dunque riaperta al pubblico in un percorso che sfocia infine sul terrazzo magnifico sovrastante le Arcate Severiane, chiuso da tempo in attesa che fossero completati i consolidamenti delle grandi strutture crepate da profonde lesioni.

Questo percorso non è tutto: si lavora anche all’ipotesi di inaugurare un percorso «Severiano» dal basso che, partendo dall’ingresso di via di San Gregorio, l’antica via Trumphalis, possa portare alla base delle grandi arcate della Domus Severiana sovrastate dalla terrazza belvedere che viene riaperta. La Domus Severiana con le sue grandi arcate è un ampliamento della Domus Augustana voluta dall’imperatore Settimio Severo. Nell’angolo adiacente alla curva orientale del Circo Massimo conserva infatti i resti poco noti degli impianti di riscaldamento delle terme del palazzo, rifatte da Massenzio e alimentate da un ramo dell’acquedotto neroniano. Quello era anche il punto in cui sorgeva il Septizodium eretto da Settimio Severo, il monumentale ninfeo a più piani di colonne demolito poi da Papa Sisto V che ne aveva fatto utilizzare i resti per decorare la cappella Sistina in Santa Maria Maggiore.

L’altro percorso che si sta delineando punta invece all’apertura della Casa delle Vestali. Il collegio delle sacerdotesse fondato secondo la tradizione da re Numa Pompilio per la custodia del fuoco sacro può diventare un altro dei punti forti della visita ai Fori. La casa delle Vestali è stata ricostruita da Nerone dopo l’incendio del 64 d.C. e in seguito è stata restaurata e ampliata. Nelle vicinanze i recenti scavi di Andrea Carandini hanno riportato alla luce altre strutture legate al culto delle Vestali, che potrebbero presto essere valorizzati nella visita. Se questi piani vanno in porto, la parte del Colle ancora chiusa per restauro si dovrebbe circoscrivere alla fiancata nord-occidentale con la Domus Tiberiana e le alte sostruzioni sul fronte di via di San Teodoro, parti da tempo sottoposte a un lungo e delicato restauro completato a metà. Della Domus Tiberiana sono ancora da affrontare le parti alte, con punti superbi come il passaggio di Caligola e le arcate che richiamano visioni alla Piranesi.

In questo contesto si è chiusa la vicenda dell’appartamento occupato dall’ex sovrintendente Adriano La Regina, che aveva mantenuto questo privilegio di abitare nel cuore della storia, tra il Triclinium Iovis, la Domus Flavia, il tempio di Apollo Aziaco, la casa di Livia. Non è il primo sfrattato da quelle mura. Era già successo nel 1870 alle suore del convento delle suore della Visitazione trasformato poi definitivamente nel 1928 in museo.

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (29|09|2009).

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_settembre_28/laregina_via_dal_palatino_brogi-1601816800402.shtml

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: L’ARCHEOLOGO ABITA SOPRA IL MUSEO ACCANTO ALLA DOMUS DI AUGUSTO. È IN PENSIONE DAL 2005. La villa al Palatino a equo canone L’ex soprintendente La Regina: un mio diritto. Il sottosegretario Giro: vada via, CORRIERE DELLA SERA (16|04|2009).

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (16|04|2009).

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_16/paolo_brogi_la_villa_al_palatino_a_equo_canone_91ce2d7e-2a49-11de-a92d-00144f02aabc.shtml

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROME – PROF. GIACOMO BONI (1891-1925), THE ROMAN FORUM: THE ANTIQUARIUM FORENSE – REDISCOVERING AN ANCIENT MUSEUM. FOTO & STAMPA (1 di 378).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman Forum and prof. Arch. Giacomo Boni - "...how to evoke the genius of the place and make its dry bones live," Boni: (03|1903) Foto: (05|2015).

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