ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il degrado di Roma sul New York Times: Marino più interessato ai ricchi stranieri che ai cittadini, THE NEW YORK TIMES (22|07|2015), p. A4; LA REPUBBLICA & Forexinfo.it (23|07|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il degrado di Roma sul New York Times: Marino più interessato ai ricchi stranieri che ai cittadini, THE NEW YORK TIMES (22|07|2015), p. A4; LA REPUBBLICA & Forexinfo.it (23|07|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Il degrado di Roma sul New York Times: Marino più interessato ai ricchi stranieri che ai cittadini, THE NEW YORK TIMES (22|07|2015), p. A4; LA REPUBBLICA & Forexinfo.it (23|07|2015).

1). ROMA, LA REP (23|07|2015) – Il degrado di Roma finisce sul New York Times: “Marino onesto, ma è anche capace?”
La foto apparsa sul New York Times.

Un reportage sull’incuria e l’abbandono della capitale sul quotidiano americano che sull’edizione newyorkese di oggi titola: “Il sindaco è senza macchia, ma questo è sufficiente per fermare il declino della città eterna?”

“Il declino di Roma, di nuovo?”. Se lo chiede il New York Times che pubblica sulla prima pagina della versione internazionale del quotidiano americano un servizio, poi ripreso anche dall’edizione newyorkese, sulla capitale e il suo degrado. Accanto, la grande foto di un vicolo del rione Trastevere, in pieno centro, sommerso dai cartoni e dall’immondizia non raccolta. Più sotto due “pescatori” tra l’erba alta delle banchine del Tevere.

L’incuria e l’abbandono della città eterna rimbalzano dunque Oltreoceano. “Le sterpaglie in alcuni parchi sfiorano le ginocchia, i lavoratori della metropolitana, scontenti, hanno rallentano il servizio a passo d’uomo, un incendio ha reso il più importante scalo della città (Fiumicino), caotico e affollato, gli arresti di funzionari pubblici si accumulano rendendo evidenti le infiltrazioni criminali nel governo della città” scrive nella sua corrispondenza da Roma il Nyt che ricostruisce anche i passaggi principali dell’inchiesta di “Mafia Capitale”. “Tutto questo – prosegue il reportage – si aggiunge a quello che i romani chiamano “degrado ” – il degrado dei servizi, degli edifici, della qualità della vita – e alla sensazione generale che la loro antica città, ancora più del solito, stia cadendo a pezzi”.

Tra i sentimenti diffusi tra i cittadini – racconta l’articolo – anche quello che il sindaco di Roma Ignazio Marino non sia la causa di tutti i mali che affliggono la città e sia, anzi, una persona senza macchia. Anche se, ricorda il quotidiano, un recente sondaggio di “Repubblica” ha rivelato che la maggioranza dei romani lo considera troppo debole e il 73% di coloro che lo hanno votato alle ultime elezioni non lo farebbe di nuovo. Interpellato, il primo cittadino si difende: “Sono stato aggressivo fin dall’inizio, in modo clinico. Abbiamo portato le regole: la cosa più importante per me a amministrare la città in modo trasparente”. Ma, si chiede il New York Times, “il sindaco è onesto, lo sarà abbastanza per fermare il declino della città eterna?”

Il primo cittadino non ci sta: “E’ un titolo tradotto male, io leggo: ‘Un sindaco virtuoso contro i vizi di Roma'”. L’intestazione, come la racconta Marino, campeggia infatti sull’edizione internazionale del Nyt. Nella versione online è scritto anche però che una versione dell’articolo sul degrado romano è apparsa nella stampa newyorkese di oggi sotto al titolo: “The Mayor’s honest, but is that enough to halt the eternal city’s decline?”.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (23|07|2015).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/07/23/news/il_degrado_di_roma_finisce_sul_new_york_times-119649084/

2). ROMA – Forexinfo.it (23|07|2015). Il degrado di Roma sul New York Times: Marino più interessato ai ricchi stranieri che ai cittadini.

In un articolo del New York Times, il sindaco di Roma Ignazio Marino è sotto accusa per il continuo degrado e corruzione nella Capitale.

Roma è abituata al degrado. Dalla sua fondazione ad oggi la ‘città eterna’ ha assistito ad un continuo andirivieni di disastri ed abbandono. La capitale italiana ha sopportato invasioni, inondazioni, incendi, terremoti, bombardamenti, battaglie e di recente anche la paralisi politica del sindaco Marino.

Le iniquità del sindaco sono delineate in un articolo di ieri del New York Times, che ripercorre i fallimenti di Marino e lo scontento crescente nella Capitale.

L’articolo inizia parlando di ‘degrado’; un degrado a cui i romani sono fin troppo abituati.

È ironico che proprio il sindaco “Made in USA” – Marino ha infatti avuto la sua formazione negli States – sia ora l’oggetto della critica del giornale più popolare del Nord America.

“I media romani hanno spesso criticato il sindaco di essere più interessato in una audience straniera – corteggiando ricchi patroni per restaurare le antichità cittadine – piuttosto che ai problemi municipali”.
Lo scrive Gaia Pianigiani, nel suo articolo nel NYT e procede con l’analizzare il malcontento dei cittadini romani nei confronti della palesata mancanza di know how di Marino.

I romani avevano infatti sperato che la qualità ‘straniera’ del nuovo sindaco gli permettesse di non essere corrotto dal sistema politico romano e allo stesso tempo di mettere in atto rapidamente delle riforme per rimediare il declino cittadino.

Il NYT riporta un’intervista con Carlo Bonini de La Repubblica:

“La sua (di Marino) virtù è anche il suo principale difetto: non è legato a tutte le relazioni corrotte di Roma. Conosce troppo poco il mondo in cui opera”.

Infatti, dopo due anni dalla nomina di Marino, il comune di Roma rischia il default, il debito del trasporto pubblico aumenta vertiginosamente e la polizia arranca senza una guida precisa, senza fondi e con una criminalità in aumento.

Il New York Times cita dunque i giornali italiani che hanno definito il sindaco un ‘marziano’ e addirittura ‘Forrest Gump’.

Ma le critiche non sono finite qui, il colpo di grazia lo fornisce il disastro di “Mafia Capitale” di cui l’articolo offre un breve e schematico sommario.

“Anche per un paese abituato a scandali del genere, le rivelazioni sono arrivate come uno shock”.
I continui arresti e le rivelazioni riguardanti la vasta rete di corruzione e criminalità a Roma non hanno fatto altro che aumentare la frustrazione dei 2.8 milioni di abitanti romani.

Marino, che prima di cimentarsi nella politica faceva il chirurgo, si difende dalle accuse di inerzia affermando di essere stato “aggressivo in modo chirurgico fin dall’inizio”.

Sembrerebbe che il sindaco non ne combini una giusta. Anche la sua tanto pubblicizzata promessa di rendere i fori imperiali un’area pedonale gli si è ritorta contro causando le lamentele dei venditori, mercanti, autisti e anche di coloro che vanno in bicicletta.

L’articolo del New York Times continua riportando i dati rilevati da La Repubblica che rilevano che il 70% di coloro che hanno eletto Marino non lo voteranno alle prossime elezioni.

Ma non c’è da preoccuparsi. Roma è sopravvissuta a disastri ben peggiori di Marino.

FONTE | SOURCE:

— ROMA – Forexinfo.it (23|07|2015).

http://www.forexinfo.it/Il-degrado-di-Roma-sul-New-York-Times-Marino-piu-interessato-ai-ricchi

3). ROME – Romans Put Little Faith in Mayor as Their Ancient City Degrades, THE NEW YORK TIMES (22|07|2015), p. A4.

ROME — The grass in some public parks sways knee high. Disgruntled subway workers have slowed service to a crawl. Fire has rendered the city’s largest airport crammed and chaotic. The arrests of public officials pile up, revealing mob infiltration of the city government.

It all adds up to what Romans call “degrado” — the degradation of services, buildings and their standard of living — and the general sense that their ancient city, even more than usual, is falling apart.

Not all those troubles are necessarily the fault of Mayor Ignazio Marino, a former surgeon whose own integrity remains unblemished. But, strangely enough, in Rome, his decency is not necessarily seen as part of the solution, either.

Today, Mr. Marino finds himself under political siege in the city he vowed to save from itself. Italy’s news media lampoons him as an honest man in over his head, or as one newspaper called him, a Forrest Gump.

“His virtue is also his main problem: He is not connected to all the rotten Roman relationships,” said Carlo Bonini, an investigative journalist with La Repubblica, a daily newspaper. “He knows the world he operates in too little.”

Romans are notorious for their cynicism about politics, their resignation in the face of antiquated services and sprawling bureaucracy, and their abundance of ways to complain about it. As the problems mount, residents are voicing more frustration with services inadequate to serve the city’s roughly 2.8 million people.

“At times I do wonder whether this is a first- or third-world service,” said Liliana Marelli, 64. She was sweating as she rode a city bus with no air-conditioning during a recent heat wave.

In recent months, the situation in the capital has grown so dire that Prime Minister Matteo Renzi, himself a reformer, has expressed concern, fueling speculation that the city cabinet will be disbanded or that the mayor might be prodded to step down.

Perhaps most damning for the mayor has been the slow-bleeding “Mafia Capitale” investigation, which has exposed tainted bidding for city contracts on a number of services, including refugee centers and sanitation. Even for a country more than accustomed to such scandal, the revelations have come as a shock.

In the south, as well as in some northern regions, investigations have revealed that organized crime groups such as the Camorra, the ’Ndrangheta and the Mafia still exert surreptitious influence and dominate public bidding.

But Rome was supposed to be different. The seat of power of the national government, it was believed to be free of mafia tentacles.

While the corruption revealed by the scandal predated Mr. Marino’s arrival in office, the mayor has been criticized as responding slowly and indecisively. “He has always been a step behind,” Mr. Bonini of La Repubblica said.

Police raids have set off a torrent of bad publicity as one powerful figure after another has been taken down. They include the former president of the City Council and top municipal officials responsible for housing and social policy.

It has not helped that some are former members of Mr. Marino’s own Democratic Party. In wiretaps, publicized in the national news media, calls for obedience can be heard.

“These city councilmen have to be at our orders,” Salvatore Buzzi, who ran a social cooperative that provided housing services for migrants, is heard telling a mob suspect, Massimo Carminati.

Both were jailed last year when the corruption revelations first emerged, and most of the public figures linked to the scandal are now under house arrest.

Facing fierce criticism, Mr. Marino published a response in a national newspaper last week and then sat down for an interview last Friday in his office in Rome’s City Hall to defend himself.

“I was surgically aggressive from the very beginning,” he said. “I am the first mayor that called the investigators of our I.R.S. inside our offices to check what had been done in the years before.”

“We bring rules here,” he added.

For the time being, though, his good intention to instill order has, it seems, ushered in still more disorder.

The corruption investigation of park maintenance contractors led the mayor to suspend their work, leaving public spaces overgrown. His order to stop sidewalk vendors from peddling near historical sites prompted protests from merchants.

Rome’s news media outlets have often criticized the mayor for being more interested in a foreign audience — courting wealthy patrons to restore the city’s antiquities — than in municipal troubles. As the crime scandal erupted, his popularity was already sinking as a result of problems more commonly encountered by mayors of larger cities.

A recent survey published in La Repubblica found that a majority of Romans consider the mayor to be too weak, while more than 70 percent of those who supported him in the last election said they would not do so again.

Once the scandal broke, critics said Mr. Marino was too naïve to grasp the vast illegal network that has long surrounded Rome’s administration, and too weak to respond.

“He personally remains honest, but that’s it, as the world around him falls apart,” Ernesto Galli della Loggia, columnist for the daily Corriere della Sera, wrote in a front-page editorial last week.

Mr. Marino argues that he has successfully shaken up the city’s entrenched networks, and that doing so has provoked much animosity. A few envelopes delivered in his mail contained spent bullets.

“I don’t give a damn about what the political agreements were before I arrived,” he said, adding that previous mayors made decisions in closed circles, often during lunches and dinners with famed entrepreneurs.

“The most important thing to me is to run the city in an honest and transparent way,” he added.

Others are backing his efforts. “Marino might be an earthenware vase among iron vases,” said Alfonso Sabella, a Sicilian anti-mafia magistrate whom the mayor brought to Rome’s administration last December, after the scandal broke. “But he has proved to be persistent and honest.”

He added: “I wonder where all those who are criticizing him were as the crimes were committed. He needs more time.”

The mayor notched a victory last week when a report by a government delegate exonerated him of any corruption.

And he maintains that he has started substituting cronyism with merit in Rome, as the rules for public bidding are streamlined and a website has been set up to allow whistle-blowers to report problems.

Many residents credit Mr. Marino for his honesty but are frustrated that he is not getting more done.

“Marino is a Martian in Rome, which is fascinating, but tiring,” said Marco Damilano, a political commentator and city resident.

“Rome is in ruins. If he starts acting, he and the city can come out of this stronger.”

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (22|07|2015), p. A4.

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