ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Barbara Buonomo, PIAZZA NAVONA – Trasformazione e stratificazione, Tesi di dottorato, LA SAPIENZA UNIVERSITA`DI ROMA, (14|12|2012) [PDF] pp. 1-250.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Barbara Buonomo, PIAZZA NAVONA - Trasformazione e stratificazione, Tesi di dottorato, SAPIENZA UNIVERSITA`DI ROMA, (14|12|2012) [PDF] pp. 1-250.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Barbara Buonomo, PIAZZA NAVONA – Trasformazione e stratificazione, Tesi di dottorato, LA SAPIENZA UNIVERSITA`DI ROMA, (14|12|2012) [PDF] pp. 1-250.

Dott.ssa Barbara Buonomo, PIAZZA NAVONA – Trasformazione e stratificazione, Tesi di dottorato, SAPIENZA UNIVERSITA`DI ROMA, (14|12|2012) [PDF] pp. 1-250. *

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s.v.,

1). Dott.ssa Barbara Buonomo (2012), in: Riferimento elettronico – Martine Dewailly, « Rome, Piazza Navona, 62 », Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome [Online], Italie centrale, Messo online il 23 aprile 2013, consultato il 02 luglio 2015. URL : http://cefr.revues.org/897

2). Roma – Ecole Française: MERAVIGLIE – Tutti i segreti di Piazza Navona. Il Messaggero [pdf] (19/02/2011), p. 21 & Progetto « Piazza Navona » Ecole Française de Rome (02/2011). http://wp.me/pPRv6-e6

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Abstract:
La ricerca si è posta l’obiettivo di indagare le fasi di formazione, trasformazione e uso di Piazza Navona e di comprenderne le dinamiche formative rispetto alla preesistenza: dall’abbandono dello Stadio di Domiziano alle grandi trasformazioni di età barocca. La piazza, che conserva memoria, nell’evoluzione topografica, dell’antico impianto romano, è caratterizzata da una ricca e complessa stratificazione, leggibile sia negli allineamenti murari e nelle geometrie degli edifici, sia nelle tracce materiali dissimulate tra le fondazioni: i sotterranei e gli scantinati si sono rivelati un prezioso palinsesto, un ‘archivio di pietra’ cui attingere, soprattutto quando le fonti storiche si rivelano carenti o addirittura inesistenti. Lo studio è stato condotto secondo un duplice approccio: da un alto l’indagine più propriamente filologica e materiale delle strutture, dall’altra l’analisi dei tessuti urbani (supportata dalle suddette analisi e dall’esame delle fonti indirette) e offre diverse letture: quella diacronica, stratigrafica, con una specifica riflessione sulle modalità d’inserimento nell’impianto antico, e quella sincronica, orizzontale, che delinea fasi significative dello sviluppo dell’insieme urbano. Lo Stadio di Domiziano (I d.C.) rimane in uso fino al IV sec. ma risulta conservato, almeno in parte, fino al XV sec. Ciò è probabilmente dovuto a un processo di lunga durata, un progressivo adattamento all’antico impianto, che non ha mai rifiutato del tutto la preesistenza, ma ha operato in continuità, secondo dinamiche diverse in relazione alle varie epoche storiche e ai differenti contesti: opere ad integrazione o tamponamento, piccole modifiche funzionali, operazioni di distruzione-livellamento o piuttosto di consolidamento-rinforzo. Lo stesso Borromini, nella grande opera di riedificazione della chiesa di S. Agnese, tiene conto delle sostruzioni dello Stadio e conserva, restaurandoli, alcuni ambienti della chiesa medievale, luoghi sacralizzati dalla tradizione del martirio della Santa. Ancora più evidente è il caso della chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli, cresciuta mantenendo le proporzioni e il ritmo strutturale imposti dalle strutture più antiche. Lo stadio romano era, probabilmente, un luogo destinato a diverse funzioni, anche commerciali, come accade in contesti analoghi e come testimoniano le recenti scoperte archeologiche che ipotizzano, nel IV sec. la presenza di un’officina di marmoraio tra le grandi aule sotto la cavea; nella fase di abbandono (V-VI sec.) il rinvenimento di sepolture in diversi punti della piazza ne attesta invece l’uso funerario, analogamente a quanto avviene in altre aree intramuranee a Roma. Le nuove funzioni, abitative o di culto (le chiesette sorte nel medioevo in griptis agonis) s’innestano sul monumento dapprima secondo una logica di spontanea occupazione, sfruttando i fornici che meglio si prestavano ad accoglierle, poi gradualmente e parallelamente all’espansione urbana e alla crescita d’importanza dell’area, saturando i vuoti e occupando gli antichi percorsi. Il tessuto medievale è disomogeneo, con edifici semplici rivolti verso le vie esterne, accostati o divisi da stretti passaggi; spesso hanno un orto sul retro, sull’antico campus agonis, che si presenta come uno spazio concluso, libero e non coltivato. Il mutare del toponimo da campus a piazza, nella seconda metà del XV sec., testimonia il grande cambiamento urbanistico e sociale di Piazza Navona; le case volgono il fronte principale verso l’interno, divenuto ormai centro della vita economica e sociale. Si assiste a una maggiore progettualità, sia di ‘mano’ pubblica che privata. Le fonti archivistiche attestano modesti interventi di restauro, chiusura di spazi aperti, eliminazione di parti comuni per ottenere spazi abitativi, maggiore articolazione degli ambienti e, soprattutto, la costruzione di palazzi ottenuti, spesso, dalla ‘rifusione’ di cellule abitative più antiche. Nel secolo successivo la strategia patrimoniale di grandi enti religiosi (S. Giacomo) da un lato, l’ascesa sociale delle grandi famiglie (soprattutto i Pamphili) dall’altro, determinano importanti trasformazioni nel tessuto edilizio, a partire dal versante sud, cambiamenti che caratterizzano ancora oggi l’immagine di Piazza Navona. Lo studio intende fornire un contributo sia in relazione alla tematica specifica, sia, più in generale, alla storia dell’architettura e dell’evoluzione delle tecniche costruttive, con particolare riguardo all’atteggiamento, nelle varie epoche, nei confronti dell’antico. Tali strumenti conoscitivi sono fondamentali per la conservazione: sia per l’interpretazione delle forme di degrado e di dissesto (anche in vista di una conservazione programmata), sia in una più ampia prospettiva di valorizzazione, di fruizione e, soprattutto, di rilettura di questi contesti stratificati, nell’ottica di una sistemazione unitaria, di una visione diacronica, anche con la possibilità di un percorso archeologico museale

URI: http://hdl.handle.net/10805/2115

Research interests: Storia e Restauro dell’architettura, allestimento e museografia, progettazione architettonica

Skills short description: Laureata in Architettura nel 2002, presso l’Università “La Sapienza”di Roma, con tesi in Restauro dal titolo: Il castello di Vicalvi (110/110 lode e dignità di pubblicazione). Nel 2003 ha partecipato a International Workshop for preservation of monuments and historic buildings, promosso dall’Università di Mainz, collaborando anche al restauro del duomo di Mainz. Specializzata in Restauro dei Monumenti (titolo della tesi: S. Agnese in Agone. Gli antichi ambienti sotterranei. Voto: 70/70 e lode), ha partecipato, durante tale corso di studi, allo stage di restauro presso il Castello di Sermoneta e al cantiere archeologico del Colosseo. Dal 2002 al 2007 ha svolto attività didattica con il prof. R. D’Aquino per il corso “Principi di progettazione architettonica” (Università “La Sapienza”). Svolge libera professione, ed ha collaborato con studi di architettura in Italia (prof. G. Romoli, prof. P Rocchi) e all’estero (studio BHS). Dal 2007 partecipa al progetto di ricerca “Piazza Navona”, promosso dall’“Agence Nationale de la Recherche” e coordinato dall’“Ecole française de Rome”, intervenendo a numerose iniziative e convegni, di cui strettamente collegate al tema di studio: Du stade de Domitien à l’actuelle Piazza Navona, genèse d’un quartier de Rome-2008; Un sistema informativo storico per l’area di Piazza Navona (secc. XVIII-XIX)-2008; Le culte de sainte-Agnès in agone entre Antiquitè et Moyen-Âge-2011. Ha inoltre partecipato al progetto di restauro e valorizzazione di alcuni spazi sotterranei dell’edificio in piazza Navona 62. Riconoscimenti: Istituto italiano dei castelli,“Premio di laurea sull’architettura fortificata”. Pubblicazioni: Il castello di Vicalvi in “Castellum” N. 48, Roma 2006; Il castello di Vicalvi in Rocche,castelli e città murate. Ricerche di storia dell’architettura nel territorio laziale, a cura di Daniela Esposito, Manieri del Lazio, 2005; La lettura diretta del monumento. Materiali e tecniche costruttive nell’area di Piazza Navona (in corso di pubblicazione).

Appears in PhD: STORIA E RESTAURO DELL’ARCHITETTURA

* Piazza Navona: trasformazione e stratificazione/ Barbara Buonomo
Roma : Università degli Studi di Roma ” La Sapienza “, [2012 ]
496 p. : ill. ; 30 cm
Note Tesi di dottorato di Ricerca in Storia e Restauro dell’Architettura XXIII ciclo. Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro , dell’Architettura. Facoltà di Architettura A.A 2012.

FONTE | SOURCE:

— Dott.ssa Barbara Buonomo, PIAZZA NAVONA – Trasformazione e stratificazione, Tesi di dottorato, SAPIENZA UNIVERSITA`DI ROMA, (14|12|2012) [PDF] pp. 1-250.

http://padis.uniroma1.it/handle/10805/2115?view=true

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