ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Francesco Prosperetti – GRANDI OPERE Metro C, il soprintendente: «La fermata ai Fori va ripensata», CORRIERE DELLA SERA (28|06|2015) & LA REPUBBLICA (26|06|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Francesco Prosperetti - GRANDI OPERE Metro C, il soprintendente: «La fermata ai Fori va ripensata», CORRIERE DELLA SERA (28|06|2015) & LA REPUBBLICA (26|06|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Francesco Prosperetti – GRANDI OPERE Metro C, il soprintendente: «La fermata ai Fori va ripensata», CORRIERE DELLA SERA (28|06|2015) & LA REPUBBLICA (26|06|2015).

1). Francesco Prosperetti – GRANDI OPERE Metro C, il soprintendente: «La fermata ai Fori va ripensata», CORRIERE DELLA SERA (28|06|2015).

I dubbi di Francesco Prosperetti, da tre mesi alla guida dei tesori archeologici: «E’ anonima, potrebbe essere ovunque, in periferia, in un’altra città, non qui». Parere positivo invece per l’altra stazione: «Chiesa Nuova può aprire»

Non è facile il cammino della metro C, non lo è mai stato. Nata per cambiare il trasporto pubblico di Roma, per rendere più fluido l’ingresso al centro dalla periferia non servita, vive il travaglio che riguarda ogni grande opera a Roma. La parte più delicata, la tratta T2 che dovrà attraversare il centro storico — passando da Fori Imperiali, poi piazza Venezia fino ad oltrepassare il Tevere e approdare in zona stadio (il capolinea era previsto tra Clodio e Mazzini) — è «nelle mani del Signore», come hanno commentato i tecnici qualche settimana al Corriere. Ma, proprio per questo, sulle stazioni «centrali» si possono fare ancora riflessioni importanti. E guardando le foto del progetto che riguarda la stazione dei Fori Imperiali, che immetterà centinaia di turisti e stranieri nel cuore dell’area archeologica centrale, qualche dubbio che la città meriti qualcosa di meglio arriva.

Un dubbio che tormenta anche l’architetto Francesco Prosperetti, che da tre mesi dirige la soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma: «Capisco bene — spiega il soprintendente — la necessità di risparmiare in questo momento ma Roma non si merita progetti fatti senza tenere conto dei luoghi dove vengono sviluppati. La stazione metro dei Fori Imperiali potrebbe essere ovunque, in periferia, in un’altra città, ma non nel cuore archeologico di Roma». Effettivamente le foto che riproducono una visualizzazione virtuale mostrano un luogo anonimo, spazioso certo, ma freddo che ricorda grossi centri commerciale del Nord Europa e che non racconta a chi arriva dove si trova e cosa sta per vedere. «L’80% dell’utenza che scende ai Fori Imperiali — spiega — sono turisti, stranieri e visitatori, bisogna in qualche modo guidarli nella comprensione».

Ma il vero problema del progetto è che non è conforme alle prescrizioni del Consiglio superiore dei Beni Culturali, «Non sono stati rispettati i criteri di qualità architettonica richiesta dal luogo», dice. In sostanza Prosperetti pensa che stazioni della metro in zone di tale pregio debbano essere pensate in maniera «speciale», non possono essere progettate da chiunque. «Deve essere rispettato — continua — il Genius Loci e da quello che vedo ai Fori Imperiali è stato ignorato». Altro difetto di questa stazione è il grosso buco centrale sospeso tra decine di scale mobili, «lì doveva essere il centro servizi, che è stato definanziato. Credo che bisognerebbe recuperare quel progetto, magari in termini minimali». E poi si potrebbe ricostruire all’interno la domus romana ritrovata durante gli scavi al fianco della collina Veja, «creando un percorso che scenda da Belvedere Cederna così che il turista lentamente entri nella città antica che sta per visitare».

Sicuramente la metro C patisce la conflittualità tra Comune ed il contraente, «ma per questo non devono pagare Roma e i cittadini». A piazza Venezia l’uscita della metro è prevista in corrispondenza dell’Auditorium di Adriano, «qui si tratta di progettare bene lo spazio, in maniera che usciti dal treno i visitatori possano entrare nel percorso archeologico, bisogna armonizzare il passaggio di servizio con i reperti monumentali». La stazione successiva dovrebbe essere quella di piazza della Chiesa Nuova, in bilico perché molto complicato scavare in quella zona: per il momento, quella fermata è stata tolta dal progetto. Ma è altrettanto difficile pensare che dopo piazza Venezia la stazione successiva sia oltre Tevere. «Si potrebbe pensare di usare — riflette il soprintendente — gli scavi fatti per il parcheggio di via Giulia. Quella zona è stata già indagata, quindi un parte del lavoro è stato realizzato. Ed inoltre si avrebbe in questo modo anche un accesso metro più vicino al rione Trastevere».

FONTE:

— CORRIERE DELLA SERA (28|06|2015).

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_giugno_27/metro-c-soprintendente-la-fermata-fori-va-ripensata-28e8b07e-1d16-11e5-b9b9-2371cb339323.shtml

2). Piazza Albania – Francesco Prosperetti: “Opere molto rovinate, avanti con le indagini e l’edificio sarà finito”, LA REPUBBLICA (26|06|2015).

L’architetto: “Sono pronto a garantirlo con una lettera. E lo spostamento dei resti non è un tabù.”

“IL rischio è di avere per 50 anni uno scheletro di cemento in piazza Albania. Io non ci sto. Per questo sono pronto ad assicurare a Paribas che la palazzina di piazza Albania potrà essere rinforzata con il sistema antisismico. A costo di smontare e portare in un museo i lacerti di mosaici”, dice Francesco Prosperetti.

Lei è il Soprintendente all’archeologia di Roma. Non teme che le rinfaccino di ragionare da architetto, la sua professione?
“Ma no, qui ognuno fa il proprio lavoro. La proprietà si occupa dello sviluppo edilizio noi della tutela del bene archeologico. Però ognuno deve saper rinunciare a qualcosa. Anzi, è possibile che noi, lo Stato, non si debba rinunciare a nulla se dovessimo convincerci che il contesto archeologico non esiste”.

C’è chi ha fatto il paragone con le domus sotto palazzo Valentini spiegate dal percorso audio-video di Piero Angela.
“È stata l’archeologa Alessandra Capodiferro a proporre questo confronto, ma io non sono convinto. A due tre metri sotto la quota del garage sono venuti alla luce lacerti di mosaici e frammenti di muri, sacrificati e martoriati da una foresta di pilastri e plinti di cemento di mezzo secolo fa”.

Non è sufficiente per rendere visitabile in futuro lo scavo?
“Ma i lavori di consolidamento in chiave antisismica non sono procrastinabili. La proprietà ha bloccato i lavori di indagine archeologica. Io voglio che si riprendano urgentemente gli scavi”.

Cosa è pronto a fare per spingere Paribas a muoversi?
“Ho detto loro, se serve ve lo scrivo in una lettera: i lavori di trasformazione degli uffici in appartamenti saranno portati a termine. Non si tratta di abusivi. E se i miei uffici in passato hanno dato il nulla osta, vuol dire che si può fare”.

E le opere che fine faranno?
“Qui manca quell’insieme di parti che restituisce un’immagine. La nostra legge di tutela chiarisce che si può valutare la rimozione, in vista della musealizzazione”.

FONTE:

— LA REPUBBLICA (26|06|2015).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/06/26/news/francesco_prosperetti_opere_molto_rovinate_avanti_con_le_indagini_e_l_edificio_sara_finito_-117735816/

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Scoperta all’Aventino la domus dei mosaici. Stop al palazzo dei vip – Paribas interrompe gli scavi per il nuovo condominio. Lo Stato: “Scoperta eccezionale, riprendete i lavori”, LA REPUBBLICA (26|06|2015). http://wp.me/pPRv6-38n

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