ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTTURA: Roma – Mafia Capitale, Sabella a Radio Cusano: sciogliendo Comune si lascerebbe Roma nel baratro, AGENPARL (09|06|2015). Foto: “G. T. Borch – in Roma Anno 1609.”

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTTURA: Roma - Mafia Capitale, Sabella a Radio Cusano: sciogliendo Comune si lascerebbe Roma nel baratro, AGENPARL (09|06|2015).  Foto: “G. T. Borch – in Roma Anno 1609.”

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTTURA: Roma – Mafia Capitale, Sabella a Radio Cusano: sciogliendo Comune si lascerebbe Roma nel baratro, AGENPARL (09|06|2015). Foto: “G. T. Borch – in Roma Anno 1609.”

Roma – Mafia Capitale, Sabella a Radio Cusano: sciogliendo Comune si lascerebbe Roma nel baratro, AGENPARL (09|06|2015).

(AGENPARL) – Roma, 08 giu – Alfonso Sabella, Assessore alla Legalità del Comune di Roma e delegato del Sindaco per il X municipio, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Sabella smentisce ogni tensione in atto nella giunta capitolina: “C’è stato solo un equivoco che è stato già risolto, siamo tutti d’amore e d’accordo, la struttura di Roma Capitale è complessivamente sana, purtroppo abbiamo avuto una serie di dirigenti e funzionari che non hanno fatto il loro dovere, si sono lasciati corrompere e quindi su questi dobbiamo agire senza alcun indugio e senza pietà”. Su Mafia Capitale: “Ci sono stati momenti in cui la mafia ha convissuto con lo stato, momenti in cui ci ha trattato, momenti in cui ci è andata allo scontro e momenti in cui ha capito che le conviene comprarselo. Questo è quello che sta succedendo adesso. Il reato contestato ai protagonisti di mafia capitale si basa su una legge scritta col sangue da Pio La Torre. Una norma che siccome è scritta bene ha dimostrato in maniera eccezionale la sua flessibilità e la sua capacità di adattamento di una grande legge dello stato scritta in contrappasso alla straordinaria capacità di adattamento delle organizzazioni criminali. Per fare pulizia non servirebbero norme eccezionali, ma norme scritte bene. Ho detto tante volte: datemi la possibilità di cacciare i funzionari e i dirigenti corrotti e incapaci e purtroppo in questa storia ce ne sono stati diversi. Ad esempio, il contratto nazionale di lavoro dice che il procedimento disciplinare è sospeso in attesa del procedimento penale. L’ennesima delega alla magistratura di un compito che invece spetta all’amministrazione. Questo concede ai funzionari e ai dirigenti, anche considerando la lunghezza dei procedimenti penali, di rimanere al loro posto per vent’anni. Bisogna dare all’amministrazione gli strumenti per fare da sola, senza aspettare la magistratura. Non si può delegare tutto alla magistratura”. Sabella si scaglia anche contro gli interessi politici e di categoria: “Dobbiamo finirla una volta per tutte di autoassolverci. Ieri ho letto: ‘le imprese sono sane non criminalizziamole, i dipendenti sono sani non criminalizziamoli, la politica è sana non criminalizziamola, la magistratura è sana, non criminalizziamola’. Allora, se siamo tutti sani, come mai siamo in questa situazione? Bisogna smetterla con le difese di categoria. Prendere atto che esistono mele marce e che ognuno ha le sue responsabilità. Nessuna categoria può autoassolversi. Se le regole fossero state rispettate da tutti, noi mafia capitale non l’avremmo mai avuta. In mafia capitale ci troviamo un dirigente del comune che viene chiamato a far parte di una commissione appaltante della regione e non mi si dica, e faccio una esempio, che all’interno della regione non ci fosse un dirigente sanitario in grado di fare quel lavoro. Io per fare questo lavoro, per mettermi al servizio di Roma e del mio Paese ho rinunciato a metà del mio stipendio, sapere che qualcuno che avrebbe dovuto lavorare nell’interesse di tutti ha fatto scelte corruttive fa ancora più male “. Sullo scioglimento per mafia del Comune di Roma: “Commissariare Roma sarebbe un salto nel buio tremendo. Ci sarebbero tantissime persone da sostituire, più di 500. Si butterebbe Roma nel baratro, anche perché se non si cambia il sistema il rischio è di ritrovarsi in una situazione simile. Secondo me lo scioglimento di Roma non lo vuole nessuno, per una città che si trova a dover ripartire dopo aver stoppato una situazione marcia, azzerare tutto significherebbe ripartire da zero. La politica che è rimasta in Campidoglio è quella sana, l’onestà di Marino è certificata. Questo è un momento in cui tutti dovremmo rinunciare a qualunque tipo di pretesa personale per l’interesse della comunità e l’interesse della comunità in questo momento non passa dal commissariamento di Roma. Ci sono dei dirigenti onesti che in questo momento stanno denunciando comportamenti corruttivi. Faccio un esempio: una cosa di una gravità enorme che era passata sotto silenzio. Lavori che erano fatti formalmente di somma urgenza in un asilo del comune che in realtà sono stati fatti in un asilo privato e una parte forse sarebbero serviti per mettere il condizionatore a casa di qualcuno.Però queste cose che mi vengono denunciate dagli uffici e dai dirigenti onesti dimostrano che le cose stanno cambiando”.

Fonte | Source:

— AGENPARL (09|06|2015).

Foto | Fonte | source:

— ROMA ARCHEOLOGIA & BENI CULTURALI: Roma, “G. T. Borch – in Roma Anno 1609.” [12|05|2015].

http://wp.me/pPRv6-Hf

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