ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTUARO ARCHITETTURA: Berlusconi e la cultura (che non sa bene cosa sia) – L’ex Cavaliere ha deciso di dar vita ad un Dipartimento nazionale di Forza Italia dedicato al lavoro culturale. EUROPA (07|05|2015).

ITALIA ARCHAEOLOGICA & RESTUARO ARCHITETTURA: Berlusconi e la cultura (che non sa bene cosa sia) - L’ex Cavaliere ha deciso di dar vita ad un Dipartimento nazionale di Forza Italia dedicato al lavoro culturale. EUROPA (07|05|2015).

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTUARO ARCHITETTURA: Berlusconi e la cultura (che non sa bene cosa sia) – L’ex Cavaliere ha deciso di dar vita ad un Dipartimento nazionale di Forza Italia dedicato al lavoro culturale. EUROPA (07|05|2015).

ITALIA – Berlusconi e la cultura (che non sa bene cosa sia) L’ex Cavaliere ha deciso di dar vita ad un Dipartimento nazionale di Forza Italia dedicato al lavoro culturale. Ma scambia la cultura con le sue proprietà e il fatturato, EUROPA (07|05|2015).

s.v., BERLUSCONI – Berlusconi “rilegge” Manzoni: ecco il 5 maggio elettorale, YOU-TUBE | Da Rainews, 7 maggio 2014. Cultura in Forza Italia, conferenza stampa di Silvio Berlusconi. https://www.youtube.com/watch?v=QLQI5e2J-V8

«Quando sento parlare di cultura, metto mano alla pistola», amava dire Joseph Goebbels, l’inventore della propaganda politica moderna. Silvio Berlusconi, propagandista in procinto di diventare padre della patria nonché imprenditore culturale, ha preferito un’altra strada: quella del fraintendimento totale. Berlusconi non sa che cosa sia esattamente la cultura, e alternativamente ne subisce un po’ provincialmente il fascino (la prima Forza Italia era coronata da fior di intellettuali) oppure, con la sbrigatività dell’uomo concreto, la ridicolizza e sbeffeggia. Ma che cosa davvero sia la cultura, secondo me Berlusconi non lo sa.

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Con una decisione sorprendente e inaspettata, però, l’ex Cavaliere ha deciso di dar vita ad un Dipartimento nazionale di Forza Italia dedicato per l’appunto al lavoro culturale nei suoi molteplici aspetti. Lo dirige Edoardo Sylos Labini, autore e attore di teatro (ieri, per ragioni professionali, di aspetto vagamente dannunziano), ed è articolato in numerose sezioni, come neanche la Commissione culturale del Pci di una volta: arte, letteratura e beni culturali; teatro e danza; musica; cinema, web e tv; economia e marketing culturale. In ogni regione, è stato poi annunciato, il partito si darà la stessa struttura a livello locale.

Ma il punto, come sempre quando si parla di Berlusconi, non è questo. Le proposte avanzate da Sylos Labini sono largamente condivisibili (dalla privatizzazione della gestione dei beni culturali a varie forme di incentivo fiscale), ma il primo a metterle in secondo e terzo piano è stato lo stesso Berlusconi: che ha regalato ai siti e alle tv di tutta Italia una nuova versione del Cinque maggio rivista e corretta per dimostrare la sua personale invincibilità, rovesciando il mito manzoniano della caduta: due volte nella polvere, ma tre volte sull’altar.

È la scuola dell’obbligo il recinto culturale al cui interno si muove Berlusconi: alunno svogliato ma spiritoso, muove dal fraintendimento totale cui si accennava prima per accendere d’ilarità l’umore dei compagni (e delle compagne, naturalmente) con una parodia tanto più scontata quanto più efficace, garbata e innocua come il Bagaglino, e già predisposta per l’applauso. Che infatti anche ieri è venuto, insistito e forzato come ad un pranzo di matrimonio.
La vera cultura, per Berlusconi, è un fatturato: aprendo la conferenza stampa, chiarisce subito di aver fatto la sua parte, essendo il proprietario della «più grande azienda televisiva», della «più grande impresa editoriale nel settore dei libri e dei periodici», nonché del Teatro Manzoni di Milano. I suoi governi avranno pure fatto poco, ma le sue aziende non hanno nulla da rimproverarsi.

E invece è proprio questo il punto: se il centrodestra non ha una cultura, è perché né la Mondadori né Mediaset hanno fatto cultura (almeno nel senso tradizionale). La prima è un editore-supermercato che pubblica ogni cosa, la seconda una tv generalista che per statuto appiattisce e omologa. Il lavoro culturale si colloca invece sul crinale opposto: opera per differenze, per nicchie, per specialismi, e soltanto dopo diventa (o può diventare) mainstream. Berlusconi invece è mainstream dalla nascita e per statuto: ed è per questo, probabilmente, che la cultura non gli serve e dunque la capisce.

FONTE | SOURCE:

— EUROPA (07|05|2015).

FOTO | FONTE | SOURCE:

— ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Berlusconi e Bertolaso – Lastre di cemento-amianto, fondale tra Arsenale e Caprera, La Maddalena, in: Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, La grande bugia di Bertolaso, da L’Espresso, (23 giugno 2010).

ITALIA ARCHEOLOGIA e BENI CULTURALI: Berlusconi e Bertolaso - Lastre di cemento-amianto, fondale tra Arsenale e Caprera, La Maddalena, in: Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, La grande bugia di Bertolaso, da L’Espresso, (23 giugno 2010)

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