ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali, oltre 15mila reperti archeologicI nascosti in un magazzino, LA REPUBBLICA (01|05|2015), & ROMA – I gioielli del Museo dei Fori diecimila reperti di Roma antica, CORRIERE DELLA SERA (21|09|2004)& LA REPUBBLICA (24|09|2001).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali, oltre 15mila reperti archeologicI nascosti in un magazzino, LA REPUBBLICA (01|05|2015), & ROMA - I gioielli del Museo dei Fori diecimila reperti di Roma antica, CORRIERE DELLA SERA (21|09|2004)& LA REPUBBLICA (24|09|2001)

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali, oltre 15mila reperti archeologicI nascosti in un magazzino, LA REPUBBLICA (01|05|2015), & ROMA – I gioielli del Museo dei Fori diecimila reperti di Roma antica, CORRIERE DELLA SERA (21|09|2004)& LA REPUBBLICA (24|09|2001).

“Oltre 15mila reperti chiusi in un magazzino e invisibili al pubblico [1998-2015]. E’ il tesoro ritrovato ai Fori Imperiali durante gli scavi giubilari e in quelli successivi. Studiati, schedati e riposti negli scaffali, nelle cantine cinquecentesche del quartiere Alessandrino sopravvissuto alla demolizione degli anni Trenta, quei reperti si trovano oggi “nascosti” nella galleria sotterranea che collega il Foro di Traiano a quello di Cesare.” LA REP. (01|05|2015).

1). FORO DI TRAIANO – Capitelli, teste, trionfi. Il tesoro segreto dei Fori: “Portiamolo alla luce” – Alla scoperta dei depositi accanto alla colonna di Traiano, conservano 15mila reperti. “Vogliamo esporre questi marmi.” LA REPUBBLICA (01|05|2015).

Un tesoro custodito nell’ombra. Oltre le grate e i cancelli che oggi il pubblico sfiora, percorrendo la galleria sotterranea che collega il Foro di Traiano a quello di Cesare, nel nuovo spettacolo itinerante ideato da Piero Angela. È quello conservato nei depositi dei Fori Imperiali: un nucleo di 10-15 mila reperti, per ora invisibili al pubblico, rinvenuti durante gli scavi giubilari e in quelli successivi. Studiati, schedati e riposti sugli scaffali, nelle cantine cinquecentesche del quartiere Alessandrino sopravvissute alla demolizione degli anni Trenta. Dove a ergersi, oggi, sono vere e proprie “colonne” di cassette, in cui si celano splendidi frammenti architettonici e decorativi, perlopiù del Foro di Traiano, ma anche di quelli di Augusto, di Cesare e della Pace.

Il rilievo di una manina, che pare aggrapparsi con le piccole dita sul bordo di un fregio, conquistando la superficie, si fa immagine e metafora del sogno degli archeologi: quello – come spiega Beatrice Pinna Caboni, funzionario dell’ufficio Fori Imperiali della Sovrintendenza capitolina – “di poter arrivare un giorno alla pubblica fruizione, almeno dei reperti più eclatanti, leggibili e meglio conservati”. Qualche passo è già stato fatto, proprio in occasione delle passeggiate notturne al Foro di Cesare firmate da Piero Angela e Paco Lanciano.

All’inizio della galleria sotterranea dei Fori Imperiali, ad esempio, sono stati riproposti nel loro contesto originario alcuni frammenti di colonne e lesene del colonnato che chiudeva il Foro di Traiano sul lato meridionale. Mentre più avanti, lungo il percorso ipogeo, viene illuminato un lacerto dello splendido pavimento in marmo del portico occidentale, restaurato con una parte degli incassi della prima edizione dello spettacolo sul “Foro di Augusto”. Fondi serviti anche per il restauro dei quattro maestosi “blocchi” poggiati sull’erba all’uscita della galleria, coronamento delle trabeazioni del Tempio di Venere Genitrice, nel Foro di Cesare. E per i pavimenti in opus sectile e opus spicatum della vicina Basilica Argentaria, con gli intonaci scalfiti dagli antichi graffiti con versi dell’Eneide.

Ma per riportare alla luce le meraviglie nascoste del Foro di Traiano e svelarle finalmente al pubblico servirebbe uno spazio ad hoc. E a mostrarlo è Marina Milella del Museo dei Fori Imperiali: siamo a pochi passi dalla Colonna Traiana, nei depositi della Basilica Ulpia e della Biblioteca occidentale. Dove “già negli anni Trenta – racconta Milella – si progettò e si cominciò ad allestire un museo sotterraneo”.

Sotto la soletta in cemento – da poco risanata per prevenire le infiltrazioni, con la risistemazione anche dell’aiuola in superficie – il tempo pare essersi fermato. Con gli spezzoni di colonne in marmo grigio egiziano della Basilica Ulpia e quelle bianche della Biblioteca lasciate in posizione di caduta, gli scorci della pavimentazione originaria e i capolavori architettonici e decorativi oggi coperti dalla polvere. A cominciare dall’enorme e maestoso frammento, protetto da un velo di cellophane, con la Vittoria Tauroctona del fregioarchitrave della Basilica Ulpia. Il più grande oggi conservato, che sarà riprodotto in materiale simile all’originario e usato per l’anastilosi delle colonne della Basilica finanziata dal magnate uzbeco Alisher Usmanov. “L’idea – spiega Milella – è di fare di questi depositi uno spazio visitabile che completi il Museo dei Fori, dove manca una sezione dedicata a quello di Traiano”.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (01|05|2015).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/05/01/news/fori-113265302/

2). ROMA – FORI IMPERIALI – I tesori della Basilica Ulpia nascosti nel ventre della città, CORRIERE DELLA SERA (21|09|2004).

Allo stupito Montaigne, che parlava correntemente il latino come fosse una lingua viva, Roma doveva apparire la traduzione architettonica della vitalità dell’ antico: una città, scriveva ammirato, dove si ha la sensazione di camminare «sul culmine di case intere», dove lo strato archeologico sembrava una seconda natura sulla quale s’ innalzavano, come escrescenze della passata grandezza, gli edifici del Rinascimento. Perfino le costruzioni moderne, aggiungerà tre secoli dopo Henry James, sembrano quasi ritornare, attraverso un’ impenetrabile stratigrafia naturale-artificiale «alla primitiva, tirannica coesione con la roccia vergine». Se si volesse comunicare il fascino di una Roma interpretata come costruzione geologica che si rigenera sulle proprie rovine, bisognerebbe costruire un grande museo nel ventre della città, ricomponendo la continuità tra architetture sepolte dove i ruderi, come quelli della Basilica Ulpia, non vengano riportati alla luce, ma custoditi nelle ramificazioni del sottosuolo.

Quattromila metri quadrati inaccessibili al pubblico Basilica Ulpia il tesoro segreto sotto via dei Fori Ventimila reperti «sepolti» dalla strada Nel cuore sotterraneo della Roma antica, almeno quattromila metri quadrati inaccessibili, segreti. Che il grande pubblico non conosce e non ha mai conosciuto. Un magazzino, oggi. Una specie di maxi deposito per più di ventimila reperti (alcuni di straordinario livello) che potrebbero – anzi, dovrebbero – essere esposti e musealizzati almeno in parte. E che invece se ne stanno lì, ammonticchiati su vecchi scaffali fin dagli anni Trenta, data in cui vennero disseppelliti. Alcuni, i più importanti, sono stati studiati, puliti e restaurati. Ma a tutt’ oggi giacciono impacchettati in grandi fogli di plastica trasparente: altorilievi con raffigurazioni di prigionieri Daci, antiche trabeazioni e altri fregi con decorazioni su temi bellici e sacrali, tutti elementi compositivi della decorazione architettonica e scultorea che fu. Questo pezzo sconosciuto e affascinante della Roma antica – scoperto e scavato settant’ anni fa da Corrado Ricci – è una parte integrante della Basilica Ulpia: quel maestoso complesso di cui molto si sa (e altrettanto ancora si ignora) e che è uno degli esempi più evidenti, a Roma, di «archeologia interrotta». Questa parte della basilica – la più importante dell’ antichità – è infatti sotterranea e invisibile da sempre. Salvo che agli studiosi, l’ unica zona del monumento che si può ammirare è quella esterna, compresa tra il cortile della Colonna Traiana e la grande piazza forense. Il resto, appunto, esiste. Ma non si vede. A meno di non penetrare nel grande sotterraneo che giunge fin sotto la via dei Fori Imperiali, ben oltre l’ area sottostante alla grande esedra arborea che si apre subito sulla sinistra imboccando la via da piazza Venezia. «Di un progetto di riuso dell’ intera zona sotterranea si è spesso parlato» dice Lucrezia Ungaro, archeologa responsabile del complesso archeologico dei Fori Traiani: «Il recupero dell’ area consentirebbe infatti di riconnettere esterno ed interno, di ridare unità, con un asse museale unico, a ciò che oggi appare interrotto». Progetto caro agli archeologi, a cui osta l’ annosa questione dei finanziamenti. Recuperare l’ area costerebbe infatti, a occhio, non meno di dieci milioni di euro: necessari intanto per affrontare una prima serie di problemi oggettivi, dalle numerose perdite d’ acqua alla soletta di cemento armato degli anni Trenta che comincia a mostrare i segni del tempo. Una spesa che, se affrontata, potrebbe però restituire ai romani una zona ipogea ad alta densità di interesse archeologico, con indubbi elementi anche di spettacolarità visiva. Già oggi infatti, nonostante il vecchio sistema di illuminazione (presente solo in una zona ristretta) e nonostante i cumuli di polvere sedimentata nel tempo, non è impossibile immaginare come questo enorme «magazzino» potrebbe essere trasformato in area espositiva e interamente percorribile. Un’ operazione da cui qualsiasi discorso sul futuro della via dei Fori Imperiali – questione di stretta attualità – non potrebbe evidentemente prescindere.
Lì sotto, ad esempio, si trova ancora l’ unico tratto degli scalini originali con cui si ascendeva alla maestosità della grande Basilica. Sempre lì c’ è la prosecuzione delle navate centrali e laterali del complesso. E, pur sotto le spesse incrostazioni, ben si vede come il calpestio insista su parti eccezionalmente conservate degli antichi marmi pavimentali: lastre di raro e pregiato «africano», ad esempio, di cui all’ esterno si conservano solo minimi frammenti.

La Proposta – C’ è un grande museo nelle viscere della città. Si potrebbero collegare i resti sotto Palazzo Valentini con l’ area a ridosso della Colonna Traiana È possibile realizzare un poderoso sistema integrato nel cuore della Capitale Il visitatore vi scoprirebbe l’ ordine della storia che si frammenta e si ricompone nella metropoli contemporanea, l’ enigma delle sue complesse sezioni, l’ energia inesauribile delle permanenze antiche capaci di trasmettere la propria forma nascosta alla città moderna. Credo che questo straordinario museo dovrebbe riutilizzare i vasti spazi ipogei sotto via dei Fori Imperiali e sotto piazza Madonna di Loreto, dove Corrado Ricci fece disporre i frammenti venuti alla luce nel corso della campagna di scavo condotta tra il 1926 ed il 1933: una vasta, dimenticata costruzione, mai aperta al pubblico, sospesa tra i giardini moderni sulla copertura e i resti di mura rovinate al suolo, di magnifiche trabeazioni semisepolte che affiorano dal pavimento. La parte più vasta di questa costruzione, che occupa l’ intera ala occidentale della basilica innalzata da Apollodoro di Damasco, potrebbe costituire l’ embrione di un sorprendente sistema museale composto da spazi sotterranei. A cominciare dalla sistemazione della galleria, peraltro già prevista nei piani della Soprintendenza archeologica, che collega i resti romani sotto Palazzo Valentini (utilizzando anche il rifugio antiaereo costruito sotto il cortile) all’ area degli horrea ancora sommersi a ridosso della Colonna Traiana, per continuare con gli scavi da eseguire di sotto via dei Fori Imperiali allo scopo di connettere tra loro parti del complesso archeologico oggi separate. Sull’ altro lato di via dei Fori, continuando le gallerie abbandonate che si dirigono verso il Monumento a Vittorio Emanuele II (vecchi sondaggi che raggiungono il limite del Foro di Traiano) ritengo che si potrebbe arrivare ai grandi spazi sotto le volte, poco distanti, che sostengono la scalinata del Vittoriano. Continuando, potrebbero essere raggiunti i vuoti sotto la scalinata dell’ Aracoeli, oggi ridotti a deposito, valutando poi non solo l’ ipotesi di spingersi ad utilizzare le estese cavità prodotte dalla secolare estrazione del tufo sotto il Campidoglio (le quali, ora convertite a magazzini, dovranno in ogni modo essere consolidate), ma perfino la possibilità di percorsi che potrebbero congiungere e rendere visitabile il sistema di passaggi, gallerie, cunicoli, che conduce al teatro di Marcello. Ne risulterebbe, in alternativa all’ idea di parco archeologico segregato, un poderoso sistema dimostrativo integrato nel cuore stesso di Roma, ricavato ristrutturando e collegando tra loro spazi esistenti oggi in abbandono. Un complesso degno di una grande capitale, che ripagherebbe i grandi sforzi necessari alla sua realizzazione raccogliendo la vocazione ipogea comune a molti spazi archeologici romani: mitrei, ninfei interrati, cripte, carceri, cimiteri. Una vocazione consolidata dalla memoria della Roma sotterranea, misteriosa, magica, iniziatica, indagata nel passato con solitaria passione da scrittori e artisti, verrebbe così raccolta e riproposta come potente narrazione, corale e continua, sepolta nelle vive viscere della città.

FONTE | SOURCE:

— CORRIERE DELLA SERA (21|09|2004).

http://archiviostorico.corriere.it/2004/settembre/21/tesori_della_Basilica_Ulpia_nascosti_co_10_040921002.shtml

3). ROMA – I gioielli del Museo dei Fori diecimila reperti di Roma antica – E per Palazzo Rivaldi pronti 14 miliardi – Visita nei depositi sotto la Basilica Ulpia tra fregi architettonici e statue in attesa di esposizione. Apertura a metà 2003, LA REPUBBLICA (24|09|2001), p. 3.

In attesa. Diecimila reperti architettonici, statue, capitelli, colonne. Chiusi nei depositi ai piedi della Colonna Traiana, nella biblioteca della Basilica Ulpia, a lato della grande mezzaluna dei Mercati Traianei. Sigillati, catalogati e riposti sugli scaffali ancora per qualche stagione, prima di tornare sotto gli occhi della gente a testimoniare la storia di Roma antica ancora più a fondo di quanto facciano scavi e monumenti. Sono i gioielli che andranno a costituire il Museo dei Fori imperiali, l’anello ancora mancante della mastodontica impresa di riorganizzazione dell’area archeologica centrale, che troverà sede all’interno dei Mercati di Traiano. Visitare questi depositi sotterranei, soffiar via la polvere del tempo da questi capolavori è, insieme, un rapido tuffo nel passato e uno sguardo a un futuro ormai prossimo.

Per il “polo museale” dei Fori l’inaugurazione è prevista a metà 2003: verranno esposti i pezzi migliori portati alla luce nel corso degli scavi degli anni Trenta ma anche delle più recenti campagne giubilari. Ecco così i due guerrieri daci ritrovati nel Foro di Traiano un paio di anni fa ora custoditi in un’aula dei Mercati semisconosciuta, destinati a stare accanto ai fregi architettonici che decoravano le piazze dell’imperatore, colossali e sufficienti a dare l’idea della maestosità degli spazi pubblici frequentati dal popolo romano. Oltre i cancelli incatenati del deposito della basilica Ulpia, oggi sorvegliati da implacabili occhi elettronici e da magnifici gatti a mo’ di sentinelle, stanno allineati a perdita d’occhio i pezzi che accendono di entusiasmo la passione di studioso del sovraintendente Eugenio La Rocca in visita insieme alla direttrice dei Mercati, Lucrezia Ungaro.

Ma il Museo dei Fori ai Mercati di Traiano non si limiterà a tirar fuori alcuni tra gli ultimi “invisibilia” romani. Nelle casse dell’assessorato alle Politiche culturali sono infatti già pronti 14 miliardi per l’acquisizione di Palazzo Rivaldi, di fronte alla Basilica di Massenzio, che accoglierà la sezione virtualedidattica del museo con plastici e ricostruzioni digitali. L’edificio, in condizioni di grave degrado, è di proprietà Ipab, nei confronti della quale il Comune intende avvalersi del diritto di prelazione nel momento di un’asta pubblica. Circa cinquanta miliardi servirebbero poi al restauro e all’allestimento.

Tra i vari cantieri aperti nell’area, quello per la sostituzione della “passerella di Campo Carleo” che portava da via dei Fori proprio all’interno dei Mercati: dietro le impalcature si sta rimpiazzando la vecchia struttura con una leggera. Sono conclusi, invece, i lavori di riordino del giardino ai piedi della Torre delle Milizie aperta per visite guidate e attrezzata di nuovi camminamenti che conducono i turisti fino a un belvedere sopra la piazza del Foro.

«Il complesso di questi interventi si inquadra nella prospettiva di musealizzazione e risistemazione dei Fori per la quale è al lavoro una commissione specifica spiega l’assessore Gianni Borgna Esclusa la parte del Museo dei Fori imperiali vero e proprio nei Mercati, l’accesso dovrà essere libero, tranne alcune parti per le quali progettiamo di istiture comunque un unico biglietto e una gestione unitaria. I visitatori dovranno potersi muovere liberamente dal Colosseo alla Colonna Traiana».

Dunque, il Museo dei Fori sarà un insieme complesso, nel quale si incroceranno sezioni didattiche a monumenti all’aria aperta, tante sale espositive già pronte e passeggiate sotterranee da mettere a punto in termini più precisi nei prossimi mesi. Ma non è ancora tutto. Eugenio La Rocca e Gianni Borgna guardano già da qualche tempo con interesse particolare a Palazzo Tiberi, sede del cosiddetto “viscontino” su via IV Novembre. Là dove ora siedono nei banchi i ragazzini del centro storico potrebbe nascere una nuova struttura legata al Museo e ai Fori imperiali: servizi aggiuntivi, libreria, biblioteca e anche uno splendido caffè.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (24|09|2001).

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/09/24/gioielli-del-museo-dei-fori-diecimila.html

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali – Dott.ssa FRANCESCA CAVAGNINO, et. alli., “PROGETTO DI ALLESTIMENTO DEL SISTEMA DI AMBIENTI SOTTERRANEI DI COLLEGAMENTO FRA IL FORO DI TRAIANO E IL FORO DI CESARE,” FORMA VRBIS, NO. 10 | OTT (2012), pp. 30-39 [in PDF]. [Anche s.v., Dott.ssa Arch. Barbara Baldrati (2002-04), = “Tavola 1, Il Foro di Cesare: Il monumento, dalla sua realizzazione ad oggi (61 a. C. – 2001). Planimetrie dell’area dei Fori (quota + 22,00 m s.l.m. e quota + 13,00 m s.l.m.). Scala metrica 1:500.” La Sapienza (2002-04).

http://wp.me/pPRv6-1QS

— ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Via dei Fori – tunnel che collega il Foro di Cesare e il Foro di Traiano (1999-2015). Foto & Stampa (1 di 71) [05|2015].

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali, oltre 15mila reperti archeologicI nascosti in un magazzino, LA REPUBBLICA (01|05|2015), & ROMA - I gioielli del Museo dei Fori diecimila reperti di Roma antica,  CORRIERE DELLA SERA (21|09|2004)

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