ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: THE MIBACT, COMUNE DI ROMA & ZETEMA | 060608 – “Ai dont spik … inglese Richiami domani” & ‘ROME & YOU’, the ‘Mafia Capital’ of the World, IL TEMPO (27-28|04|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: THE MIBACT, COMUNE DI ROMA & ZETEMA | 060608 -

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: THE MIBACT, COMUNE DI ROMA & ZETEMA | 060608 – “Ai dont spik … inglese Richiami domani” & ‘ROME & YOU’, the ‘Mafia Capital’ of the World, IL TEMPO (27-28|04|2015).

1). ROMA – CACCIA AL TESORO CAPITALE. “Ai dont spik … inglese. Richiami domani” I sotterranei di Porta Maggiore: “Riaperti da ieri”: “lo dicono ma poi non lo fanno”, IL TEMPO (27|04|2015).

Perdete le speranze o voi turisti che chiamate per prenotare una visita a un sito archeologico di Roma. E se siete stranieri, peggio per voi: «Exscuse me, i don’t speak … inglese», seguito dal rumore della cornetta che viene riagganciata, forse per vergogna. Tentare di prenotare un tour a uno dei tanti siti archeologi parlando con il call center capitolino è come giocare a “mosca cieca”, un gioco in cui si perde sempre. L’unica soluzione sarebbe armarsi di santa pazienza e attendere i tempi biblici dell’archeologia romana, con la speranza che il custode risponda al numero ceduto con immesa fatica dall’operatore. Per prenotare una visita possono servire anche 40 giorni. Il Tempo ha passato ore al telefono con gli addetti alla cultura della Capitale (060608), nel vano tentativo di trascorrere qualche ora tra antichi resti che solo la Citta eterna possiede. Le risposte del call center alle nostre richieste sono state a dir poco imbarazzanti. Si è così scoperto che nella maggior parte dei casi le informazioni sui siti archeologici date dal portale web del Mibact, corrispondono solo in minima parte con le informazioni in possesso dei centralinisti. In sostanza, un appassionato di storia e archeologia dovrebbe soggiornare in città almeno tre mesi per riuscire a visitare un sito differente dal più noto Colosseo. Emblematica e grottesca è stata la risposta, in romanesco, dataci da un operatore al quale chiedevamo informazioni sulla Fonte di Anna Perenna: «Anna che?! E chi è? Nun te so proprio di’ quanno la poi vedè». Ve lo immaginate un tedesco o uno svizzero all’ascolto? Altrettanto grottesca la lunga telefonata con un’altra operatrice, alla quale abbiamo chiesto la disponibilità per visite ad alcuni siti archeologici, tra cui un tour per la Basilica Neopitagorica di Porta Maggiore. Dopo l’ennesimo diniego, la signorina candidamente ha ammesso che in realtà risulta ancora chiusa nonostante gli annunci secondo cui avrebbe dovuto aprire proprio ieri. «Se è per questo – ha risposto – lo dicono sempre, ma poi non l’aprono mai».

Fonte | sources:

— IL TEMPO (27|04|2015).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/04/27/ai-dont-spik-inglese-richiami-domani-1.1408820

— ROMA | ZETEMA | 060608 – The project – Get ready for 06 06 08, the telephone and internet information service of the city of Rome specifically designed for tourism and culture in the city of Rome. Whether you’re a local or a visitor give us a call to get the latest on what’s on.

http://www.060608.it/en

2). ROMA – Ecco i 70 siti archeologici vietati ai turisti AUDIO – Due aree su tre non possono essere visitate ASCOLTA gli audio delle telefonate ai call center 1 – 2 – 3 LEGGI ANCHE “Ai dont spik…inglese. Richiami domani”, IL TEMPO (27|04|2015).

«A me sta Fontana de Anna Perenne non mi risulta che esista». È la sconfortante risposta di un centralinista del numero della Sopraintendenza al quale abbiamo chiesto informazioni per visitare la Fonte di Anna Perenna, uno dei 70 e più siti archeologici “minori” della Capitale, che non possono essere visitati. Un patrimonio unico al mondo di cui milioni di visitatori, italiani e stranieri, non possono godere a causa della cronica malagestione del tesoro nascosto nella Citta eterna. Lavori interminabili, restauri mai iniziati, consolidamenti mai portati a termine, ma soprattutto la profonda ignoranza di chi è pagato per dare informazioni e davanti alla lingua straniera è costretto a riattaccare per la vergogna di non saper rispondere. Il Tempo ha mappato, in maniera certosina, i siti archeologici della Capitale chiusi al pubblico oppure visitabili solo su prenotazione. Si tratta di monumenti che non rientrano tra le aree turistiche più visitate come il Colosseo. Attraverso estenuanti chiacchierate telefoniche con i centralinisti preposti alle prenotazioni, Il Tempo ha scoperto che due siti archeologici su tre della Capitale, non sono visitabili. Le telefonate, registrate, raccontano scuse e ancora scuse: dalla mancanza di custodi fino «all’area ancora in allestimento», passando per il «non sappiamo di cosa state parlando». E quando in rari casi viene data la disponibilità per una visita guidata, i tempi di attesa possono raggiungere addirittura i tre mesi. Dall’Antiquarium Forense a quello Comunale, dai Templi del Foro Olitorio passando per l’area di Sant’Omobono, fino al tristemente famoso Mausoleo di Augusto. La lista completa, lunghissima, potete scorrerla nella mappa che pubblichiamo in questa pagina. Ma anche Colosseo e Fori possono riservare al turista sprovveduto, amare sorprese. Pagando l’ingresso, infatti, non si accede a tutte le aree del sito e per poterne godere occorre aggiungere un supplemento, a seconda dell’area che si vuole visitare. Questa improbabile “caccia al tesoro” dimostra che Roma Capitale e ministero dei Beni Culturali non sono all’altezza della Città eterna che, per giunta, a breve ospiterà il Giubileo di Papa Francesco. Ascoltate sul sito internet de Il Tempo le telefonate al call center e ci darete ragione.

— IL TEMPO (27|04|2015).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/04/27/ecco-i-70-siti-archeologici-vietati-ai-turisti-1.1408903

3). ROMA – CACCIA AL TESORO CAPITALE «Un numero verde anti-figuracce» Ecco la replica del Soprintendente dopo lo scoop de Il Tempo sui siti dimenticati, IL TEMPO (28|04|2015).

Le fantozziane telefonate al call center del Comune (060608) pubblicate ieri su «Il Tempo» che documentavano i tentativi falliti di prenotare visite ad alcuni siti archeologici (dalle scuse per non saper parlare inglese alle false indicazioni su un sito chiuso che invece era aperto) corredate poi dal nutrito elenco di monumenti chiusi al pubblico, hanno destato malumori alla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma. Difronte alla situazione catastrofica le rimostranze sono state risibili: «sbagliato» telefonare al call center del Comune, e aver fatto «confusione» tra la Soprintendenza Statale e la Sovrintendenza Capitolina. Una «v» o una «p» di troppo rispetto allo scoop de Il Tempo che ha trovato 70 siti archeologici vietati ai turisti e ai cittadini. Il Soprintendente ai Beni archeologici di Roma Francesco Prosperetti si arrampica sugli specchi. Spiega che i siti «statali» chiusi nell’elenco erano soltanto tre e che altri tre erano chiusi ma prenotabili. Poi, alla fine, si arrende, ammettendo che le disfunzioni ci sono e sono gravi per la Capitale dell’archeologia mondiale.

— IL TEMPO (28|04|2015).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/04/28/ecco-la-replica-del-soprintendente-dopo-lo-scoop-sui-siti-dimenticati-un-numero-verde-anti-figuracce-1.1409216

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