ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: APPALTI E MAZZETTE Mezzo miliardo in più per la metro C | GLI SCAVI ARCHEOLOGICI, IL TEMPO (26|03|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: APPALTI E MAZZETTE Mezzo miliardo in più per la metro C | GLI SCAVI ARCHEOLOGICI, IL TEMPO (26|03|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: APPALTI E MAZZETTE Mezzo miliardo in più per la metro C | GLI SCAVI ARCHEOLOGICI, IL TEMPO (26|03|2015).

ROMA – Mezzo miliardo in più per la metro C – Tutti gli extra pagati per la costruzione della linea. Si dovevano spendere solo 2,9 miliardi, ne hanno già sborsati più di 4, IL TEMPO (26|03|2015).

Almeno mezzo miliardo di euro. Ben 555 milioni di extracosti certificati per «imprevisti», «varianti», «adeguamento prezzi materiale», transazioni varie e pure per il risarcimento a qualche dirigente. La linea C della metro romana sarebbe dovuta costare «appena» 2,9 miliardi di euro per tutta la sua lunghezza, da Pantano-Monte Compatri (comune a est della Capitale) fino a piazzale Clodio. Invece, ad oggi, si sono già spesi 4,2 miliardi (3,9 senz’Iva) e chissà quanti «imprevisti» e «varianti» devono ancora subentrare da qui al 2024. Tra l’altro, con un ritardo mostruoso. Nel 2007, anno della posa della prima pietra, fu prevista l’inaugurazione il 30 aprile 2011, da Pantano a San Giovanni. Ma solo il 9 novembre 2014, fra mille problemi, ha preso il via «part-time» il tratto fino Centocelle, mentre a San Giovanni non si arriverà prima della fine del 2016. Quella della Metro C è una storia di progetti sbagliati, varianti milionarie, contenziosi, super dirigenti, controllati che nominano controllori e inchieste giudiziarie. Un appalto ideato con la formula «innovativa» del Contraente Generale, ma che ha finito per essere inaffidabile.

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI Uno degli errori più macroscopici avvenne già in fase di progettazione, quando nessuno fu in grado di prevenire le perdite di tempo dovute a ritrovamenti archeologici e conformazione geologica del territorio capitolino. Addirittura, il progetto iniziale, redatto in piena era Veltroni, non teneva conto del fatto che la Sovrintendenza ai Beni Culturali considerava «interessanti» anche i ritrovamenti «post-antichi» (risalenti al ’700 e ’800). Fornaci di età romana, falde acquifere mai rilevate: a dicembre 2007 la situazione era in stallo. Basti pensare che gli scavi archeologici sotto la stazione di S. Giovanni durarono ben 29 mesi, da giugno 2011 a ottobre 2013.

LE VARIANTI Gli errori progettuali fanno scatenare il consorzio delle imprese costruttrici, formato da Vianini (Caltagirone), Ansaldo e Astaldi (Finmeccanica) e dalle cooperative Ccc e Cmb. Nel giugno 2008 pretendono dagli enti finanziatori (Stato 70%, Comune 18% e Regione 12%) la bellezza di altri 2 miliardi di euro per 24 varianti al progetto originale. Dentro c’è di tutto: 103 milioni per «indebite detrazioni economiche», 268 per «maggiori oneri per il prolungamento del tempo contrattuale», ma anche 218 milioni per «aumento eccezionale dei costi di costruzione». Tutto questo, nonostante negli anni il Consorzio abbia avuto la possibilità di nominare il Direttore dei Lavori (il controllato che nomina il controllore) in contrapposizione alla convenzione stipulata nel 2005 con il Comune di Roma.

L’ATTO TRANSATTIVO Il Campidoglio (tramite la municipalizzata Roma Metropolitane), il Consorzio Metro C, il Ministero alle Infrastrutture e la Regione Lazio si mettono seduti a un tavolo e, fra il 2009 e il 2011, esaminano nel dettaglio tutte le riserve. Cosi si arriva al 6 settembre 2011, quando attraverso un atto transattivo in arbitrato la somma di 2 miliardi si riduce a 230 milioni di euro. La delibera Cipe dell’11 dicembre 2012 sancisce il nuovo accordo: si può ripartire, dopo il pagamento di questi extracosti. Partita finita? Nemmeno per sogno. Perché in quei due anni il Consorzio accumula altre 4 riserve di 235 milioni di euro, dove sostanzialmente si imputano i costi derivanti dai due anni precedenti di «ispezione» delle precedenti varianti.

L’ATTO ATTUATIVO Arriviamo così a metà del 2013. Con il cambio di Giunta in Campidoglio, da Alemanno a Marino, in estate il Consorzio Metro C chiude i cantieri. «Il Comune non paga», si legge nei cartelli affissi sulle pareti gialle che separano la strada dalle aree dei lavori. Il nuovo assessore alla Mobilità, Guido Improta, si siede al tavolo delle trattative, ma il Consorzio oltre ai 230 milioni di euro pattuiti nel 2011, ne vuole altri 90. Il 9 settembre 2013, senza alcun parere dell’Avvocatura Capitolina (come relazionato dall’ex assessore al Bilancio, Daniela Morgante, poi cacciata da Marino) e con l’unica giustificazione di «ulteriori costi per il 3,075%», viene firmato il cosiddetto «atto attuativo» della delibera Cipe, che vale in tutto 320 milioni. L’accordo, sottoscritto presso la sede del Ministero, doveva essere «tombale»: la Metro C non costerà agli italiani un euro in più. Ma così non sarà.

I NUOVI CONTENZIOSI Attualmente ci sarebbero più di 400 milioni di contenzioso fra le ditte costruttrici e la parte pubblica, fra pagamenti pendenti, interessi, penali e contestazioni varie. C’e’ la disputa sulla garanzia di software e impianti prodotti da Ansaldo, i cui problemi tecnici causarono a novembre scorso il rinvio dell’apertura della prima tratta Pantano-Centocelle. Ma non è tutto. Il 20 agosto 2014, il Consorzio avrebbe dovuto consegnare la seconda parte della prima tratta, da Centocelle a Lodi, ma i lavori non termineranno prima del settembre 2015. Per questo ritardo, secondo i patti, Metro C spa dovrebbe pagare penali per circa 50 milioni. Dall’altra parte, il Consorzio contesta ritardi sui pagamenti per 192 milioni. Una nuova richiesta di arbitrato è alle porte?

FONTE | SOURCE:

— IL TEMPO (26|03|2015).

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/03/26/ecco-quanto-ci-costa-lo-sforamento-555-032-524-1.1395945

FOTO | FONTE | SOURCE:

— Roma – “Cantiere stazione Fori Imperiali Linea C: aggiornamento febbraio 2015,” Roma Metropolitane, [03|2015].

http://www.romametropolitane.it/articolo.asp?CodMenu=245&CodArt=246

One thought on “ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: APPALTI E MAZZETTE Mezzo miliardo in più per la metro C | GLI SCAVI ARCHEOLOGICI, IL TEMPO (26|03|2015).

  1. I tempi disposti nella Delibera del CIPE, la 127/2012, e nell’Atto Attuativo del 9 settembre 2013 non sono stati rispettati e, dal momento che i pagamenti erano legati al rispetto dei tempi, nessun euro è dovuto: TUTTO DA RIFARE: Delibera del CIPE e Atto Attuativo!!!

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