ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Salviamo i Fori Imperiali: un museo sotterraneo invece dello scempio folle di Cederna, L’ HUFFINGTON POST (16|03|2015). FOTO: ROMA FA SCHIFO (14|03|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Salviamo i Fori Imperiali: un museo sotterraneo invece dello scempio folle di Cederna, L' HUFFINGTON POST (16|03|2015). FOTO: ROMA FA SCHIFO (14|03|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Salviamo i Fori Imperiali: un museo sotterraneo invece dello scempio folle di Cederna, L’ HUFFINGTON POST (16|03|2015). FOTO: ROMA FA SCHIFO (14|03|2015).

ROMA – Salviamo i Fori Imperiali: un museo sotterraneo invece dello scempio folle di Cederna, L’ HUFFINGTON POST (16|03|2015).

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“…Assessore alla Urbanistica Giovanni Caudo, scavando nuovi passaggi modi sotto la Via Alessandrina e la Via dei Fori? Perché? Perché non c’è spazio per il pubblico di camminare ai lati della via dei Fori. Dal 2013, la Fori è ora coperto con innumerevoli venditori abusivi, camion di cibo, centurioni falsi, falsi EE.UU. guide, venditori spazzatura, altri personaggi dei cartoni animati, i ladri, borseggiatori, rifiuti di tutti i giorni, umani e merda di cane! Forse se Marino e Caudo, sarebbe ripulire la via dei Fori, e mettere i non-occupati archeologi italiani a Roma per lavorare nella zona Fori, forse sia il MIBAC e il Comune di Roma potesse vedere ciò che è effettivamente rimasto della zona Fori, prima di iniziare a scavare più fori sotto la Via dei Fori. Questo, considerando il Comune di Roma non ha finito il lavoro del 1998-2000.”

“Assessore alla urbanistica Giovanni Caudo, digging new passages ways beneath the Via Alessandrina & the Via dei Fori? Why? Because there is no room for the public to walk on the sidewalks of the Via dei Fori. Since 2013, the Fori is now covered with countless illegal vendors, food trucks, fake centurions, fake E.U., guides, junk sellers, other cartoon characters, thieves, pick-pockets, everyday trash, human and dog shit! Maybe if Marino and Caudo, would clean up the Via dei fori, and put the un-employed Italian archaeologists in Rome to work in the Fori area, maybe both the MIBACT and the Comune di Roma could see what is actually left of area Fori, before you start digging up more holes beneath the Via dei Fori. This, considering the Comune di Rome has not finished the work of 1998-2000.”

Commento di Martin G. Conde, Washington DC, Stati Uniti d’America (16 | 03 | 2015).

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Ci voleva l’assessore all’urbanistica Giovanni Caudo per avere un’idea sensata sul futuro di via dei Fori Imperiali, dopo il vero e proprio delirio degli ultimi due anni. Un delirio in cui, in una città completamente smarrita, che dico, più prosaicamente “persa” come la Roma degli ultimi tempi, si avverte terribilmente l’assenza di qualsiasi dibattito.

L’assessore Caudo fa notare che per interpretare al meglio l’idea di una restituzione dell’area archeologica centrale alla collettività e alla scienza, non occorre mobilitare ruspe e tirare giù via dei Fori Imperiali, ma basta minimalisticamente aprire dei varchi sotto la strada per permettere il passaggio da una parte all’altra della stessa, ma da sotto, attraverso l’area archeologica. Deo gratias! Per tanti che se ne sono stati zitti aspettando che l’idea folle di riprendere il progetto di Cederna, concepito, sia chiaro, nel primo dopoguerra, dove la voglia di veder scomparire ogni lacerto di fascismo era forte e legittima, è una boccata d’aria fresca. Tutti aspettavamo, poiché si sapeva che l’incapacità italica, e capitolina in particolare diventata leggendaria negli ultimi anni (vedi Mausoleo di Augusto o Circo Massimo), avrebbe fatto da sola e che un’alzata di scudi avrebbe prodotto l’esatto contrario. E così fu.

Finalmente, Caudo, perciò sembra proporre una via d’uscita onorevole al sindaco che dopo averla sparata grossa in campagna elettorale, non sapeva probabilmente come tirarsi indietro. Ma soprattutto, avanza una soluzione che non distrugga, dico distrugga ulteriormente, una della aree più martoriate della città. Perché l’idea di Cederna e, ancora di più, di una sua ripresa sono una follia? Per tante, tantissime ragioni che tento ora di elencare:

1. Via dei Fori Imperiali è un falso storico: con gli sciagurati sbancamenti fascisti, infatti, si è alterato per sempre il tessuto, non solo della città antica e moderna, ma anche dell’urbe antica. Lo sbancamento, come è noto, ha in effetti asportato un’intera collina, la Velia, che occupava la sua ultima parte, ostruendo alla vista e al passaggio, il Colosseo. In età antica, per arrivare all’anfiteatro, bisognava passare dal Foro repubblicano, con l’ampio simbolismo di questo passaggio sacro. Nella parte finale della via dei Fori Imperiali, andando verso il Colosseo, sulla destra si può vedere l’antico muro di contenimento a uso della Basilica di Costantino, ormai erigersi a elemento puramente decorativo su cui il regime ha incollato le sue retoriche mappe, poiché non ha nessuna collina da contenere.
2. La parte iniziale di via dei Fori Imperiali presenta anch’essa una serie di “falsi storici”. Per citarne solo uno, il retro della chiesa dei santi Luca e Martina di Pietro da Cortona, rivestita e ridecorata dal regime per nascondere le prove del suo violento isolamento urbanistico-architettonico.

Lo sbancamento a fini archeologici, perciò, provocherebbe delle conseguenze folli, tali da produrre un falso, nel falso, nel falso:

1. Intanto non potrebbe che riguardare la parte iniziale dei Fori Imperiali, mentre la seconda parte – essendo anticamente occupata dalla Velia – perderebbe dunque totalmente di leggibilità: non più spianamento fascista, né restituzione alla condizione originale, cosa sarebbe? Qualcuno sogna di tirare fuori il Forum Pacis, è vero, ma l’effetto desolante e di degrado sarebbe probabilmente lo stesso prodotto sul Foro di Traiano con gli scavi dell’epoca Rutelli e, poi, basterebbe a bilanciare i problemi causati su tutto il resto?
2. Lo scavo della prima parte produrrebbe una disarticolazione tale da rendere incomprensibile l’insieme degli elementi stratificati dell’area: per restare alla chiesa dei santi Luca e Martina, assieme al calpestio antistante al Carcere Mamertino risulterebbero come un’isola rialzata sensa nessun significato, tanto più a causa del rivestimento posteriore, già poco comprensibile, della chiesa, almeno ora ricondotto a unità dalla presenza degli alberi.

L’unico elemento di un’ordinata configurazione urbana tale da dare senso architettonico e urbanistico, vale a dire il verde urbano, verrebbe a mancare, trasformando il cuore della città destrutturato dal fascismo in maniera irreparabile, in un ventre vuoto, in una disposizione di macerie a cielo aperto, tipico di una periferia. E qui, si potrebbero aprire varie parentesi sul ruolo del verde urbano nell’urbanistica sostenibile contemporanea, oppure sul rapporto archeologia/consumo di suolo, nel dibattito internazionale degli ultimi anni, nonché sulle dinamiche problematiche della tutela nel mondo globale (dalla Barcaccia, al Colosseo, fino alle distruzioni in atto in Iraq e Siria). Temi assenti quasi del tutto nella discussione pubblica italiana. Ma passi.

Meno male che l’assessore Caudo si è espresso, dunque. E aggiungerei: in nessun luogo al mondo – se rimaniamo alla democrazie occidentali – verrebbe in mente di rimuovere i segni di un regime che, come quello fascista, ha cosi negativamente gravato sulla storia universale. Via dei Fori imperiali è un monumento, un monito, che deve rimanere, tanto più che, come detto, il suo smantellamento produrrebbe conseguenze peggiori del suo mantenimento. Per questo, va fatto un appello al ministro Franceschini, perché lasci, e se lo ha già tolto, reintroduca il vincolo. E allora, avanzo un ‘idea: e se sotto la strada, un po’ come fatto da Peter Eisenman a Berlino con il monumento per l’Olocausto, si agisse per creare spazi che ospitassero un museo sotterraneo, che vivrebbe in mezzo ai resti archeologici recuperati? Un museo, connesso a quello dei Fori Imperiali, dell’idea di impero e della sue virtuose e terribili – finanche razziali – conseguenze storiche?

FONTE | SOURCE:

— L’ HUFFINGTON POST (16|03|2015).

http://www.huffingtonpost.it/simone-verde/salviamo-i-fori-imperialiun-museo-sotterraneo-invece-dello-scempio-folle-di-cederna_b_6875656.html?utm_hp_ref=cronaca

— FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA – VIA DEI FORI, “Fori imperiali, i reperti usati per tenere su un palletto. Poesia,” ROMA FA SCHIFO | FACEBOOK (14|03|2015).

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma Moderna, i Fori e la Città” – il testo di Prof. Adriano La Regina (09|03|2015) [PDF], pp. 1-8; & Prof. Antonio M. Colini, “COSI`NACQUE VIA DEI FORI IMPERIALI,” IL TEMPO (30|11|1981), [PDF] p. 4. http://wp.me/pPRv6-2RO

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA ‘Giubileo straordinario’ 2015-16: Caudo: “Per i Giubileo apriamo i varchi sotto ai Fori Imperiali”, LA REPUBBLICA (15|03|2015).
ROMA – Caudo: “Per i Giubileo apriamo i varchi sotto ai Fori Imperiali”. La proposta dell’assessore. E dal Campidoglio: “Se dev’esserci un commissario, sia Marino.”
http://wp.me/pPRv6-2Ry

One thought on “ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Salviamo i Fori Imperiali: un museo sotterraneo invece dello scempio folle di Cederna, L’ HUFFINGTON POST (16|03|2015). FOTO: ROMA FA SCHIFO (14|03|2015).

  1. Martin, sei simpatico: “…prima di iniziare a scavare più fori sotto la Via dei Fori…”….La storia è lunga e … il finale TUTTO DA SCRIVERE! IO (MA NON SONO SOLA!!!) CE LA METTO TUTTA!!! Leggendo tra le righe… gli scavi sono SOLO “pro METRO C”, giammai al fine di indagini archeologiche!!!

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