ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Grazie, Ignazio Marino, Flavia Barca & ZETEMA”, Comune di Roma – I musei a rischio default. LA REPUBBLICA (07|03|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: "Grazie, Ignazio Marino, Flavia Barca & ZETEMA", Comune di Roma - I musei a rischio default. LA REPUBBLICA (07|03|2015).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Grazie, Ignazio Marino, Flavia Barca & ZETEMA”, Comune di Roma – I musei a rischio default. LA REPUBBLICA (07|03|2015).

Quando nasce un nuovo museo, come quello annunciato a Casal dè Pazzi, è sempre una buona notizia. La cattiva notizia è invece racchiusa in una semplice domanda: quanto durerà, quanto costerà, chi metterà i soldi? E, soprattutto, a che servirà? Non bastava la già complessa rete museale romana che da anni è in crisi di astinenza identitaria e finanziaria? Non bastava provare a risolvere i problemi dei grandi musei di Roma sull’orlo della bancarotta? Default, sì, avete capito bene.

Le ultime vicende legate al futuro del Palaexpo danno un senso al problema. Il Palaexpo, quello affidato in pompa magna alle cure di Franco Bernabè, è con l’acqua alla gola. Non per colpa di Bernabè o del direttore Mario De Simoni, ma perché da quasi sei mesi nessuno, né il sindaco né l’assessore alla Cultura Marinelli, risponde ad una domanda: è possibile creare una super fondazione che raggruppi tutto il sistema museale di Roma per fare sinergia e per presentarsi in modo competitivo sui mercati culturali mondiali? In questo raggruppamento dovrebbero rientrare il Palaexpo per l’appunto, le Scuderie del Quirinale, il Macro in tutte le sue declinazioni, i Musei comunali di arte contemporanea, la Centrale Montemartini, i Musei Capitolini, e anche Galleria Borghese, che è dello Stato ma che potrebbe essere utilissima alla mission. Il progetto c’è, i contatti con eventuali investitori esteri anche, la disponibilità di importanti fondazioni romane a metterci dei soldi è acclarata. Ma dal Comune si risponde con una raffica di tagli. Se passasse la linea di bilancio attuale, Palaexpo e Scuderie subirebbero una sforbiciata mortale. Sapete a quanto si ridurrebbe l’apporto comunale? A otto milioni anno, Iva compresa (era di 14 milioni fino al 2012).

Sapete quanto costa tenere aperto il Palaexpo dodici mesi pagando il personale, la luce, le pulizie e le bollette? 10 milioni di euro. E questo senza fare neanche una mostra. Allora, si dice nel palazzo di via Nazionale, in simili condizioni è meglio chiudere bottega: si ucciderebbe un polmone culturale ma almeno si risparmierebbe qualcosa. A meno che non si voglia dare il via alla super fondazione. Con investimenti romani e stranieri e, soprattutto, con la possibilità di inserire Roma nel circuito dei dieci maggiori musei del mondo che possono pensare e realizzare, in sinergia totale e con scambio di pezzi pregiati, le più importanti mostre planetarie. Accade così per la Tate, per il Moma, per il Centre Pompidou. Potrebbe accadere anche per il nuovo organismo che, assicurano al Palaexpo, potrebbe partire anche in autunno.
Ecco, l’alternativa è questa: o la chiusura o il rilancio. Sta al sindaco Ignazio Marino e all’assessore Giovanna Marinelli scegliere la direzione più utile alla città e alla sua vocazione storica di capitale della cultura.

FONTE | SOURCE:

— LA REPUBBLICA (07|03|2015).

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/03/07/news/i_musei_a_rischio_default-108951498/

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