NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli di Napoli, LA REPUBBLICA (14|12|2011); IL GIORNALE DELL’ ARCHITETTURA (07|2011) & You-Tube (04|2011).

RESTAURO - A Napoli un restauro lungo 50 anni | Chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli di Napoli, IL GIORNALE DELL' ARCHITETTURA (07|2011).

NAPOLI ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli di Napoli, LA REPUBBLICA (14|12|2011); IL GIORNALE DELL’ ARCHITETTURA (07|2011) & You-Tube (04|2011).

1). NAPOLI – Sant´Aniello a Caponapoli apre dopo 20 anni di restauro, La Repubblica | Napoli [via patrimoniosos.it] (14|12|2011).

Ridotto in macerie dalle bombe nel 1944 il tempio è stato consegnato dall’architetto Carughi alla Curia e presentato alla città dal cardinale Sepe e da monsignor Matino. L’edificio cinquecentesco è dedicato al secondo santo dei napoletani, Una chiesa con vista sull´acropoli.

Le chiese ai privati. La Curia batte il Comune nell´assegnazione a enti e associazioni di spazi sacri anche per usi laici, finora chiusi o inagibili. Si comincia con Sant´Aniello a Caponapoli, riaperta dopo 67 anni, trasformata in auditorium per incontri dell´Arcidiocesi grazie a un restauro innovativo. Il suo autore, l´architetto Ugo Carughi, che ci ha lavorato con l´archeologa Daniela Giampaola e la storica dell´arte Paola Santucci, ha usato il vetro, permettendo la vista sugli antichi resti dell´acropoli ritrovati sotto il pavimento.

Sant´Aniello a Caponapoli diventa una chiesa di vetro. Chiusa da 67 anni, da quando il bombardamento del ´44, cioè, la ridusse gradualmente in pezzi, è di nuovo aperta da ieri, consegnata alla Curia e presentata ai napoletani dal cardinale Crescenzio Sepe e da monsignor Gennaro Matino dopo un restauro ultraventennale. Il progetto dell´architetto Ugo Carughi, contempla come materiale il vetro che vale anche come metafora, mentre, come ha raccontato all´inaugurazione il vicario per la cultura della Curia, Adolfo Russo, viene varato il progetto “Chiese da riaprire”. Gli spazi chiusi, scrigni d´arte come appunto Sant´Aniello, tempio cristiano sorto sulle vestigia dell´acropoli di Neapolis, tornano visibili, “trasparenti” e affidati a privati: enti, associazioni, ordini professionali, disposti a farsi carico anche di restauri, se di entità compatibile, sempre sotto la sorveglianza degli uffici del ministero dei Beni culturali. Sei sono le chiese già assegnate, in collaborazione con Soprintendenza e Federico II e Seconda Università. Sant´Aniello se l´è riservata l´Arcidiocesi per le manifestazioni pubbliche: concerti, convegni, mostre di opere restaurate. Fino al completamento dei lavori di restauro sarà visitabile il cantiere-scuola, con la proiezione di un cartone animato del fumettista Daniele Panebarco realizzato con Carughi.

Appassionante la storia della chiesa cinquecentesca dedicata al secondo santo di Napoli, Aniello, che segue in graduatoria per importanza il patrono san Gennaro, sorta in un sito dove le prime tracce di edificato si registrano nel 1058. Per vent´anni, dopo la guerra che la ridusse inagibile, restò dimenticata, fuori dalle rotte più battute del centro storico, in cima alla collina identificata come l´acropoli greca, dove dovevano sorgere edifici di culto dedicati a Diana, Apollo e Cerere. Si aspettarono gli anni Sessanta, per rifare tetto e nartece (l´anticamera delle chiese). Ma solo una decina di anni dopo si notarono degli avvallamenti nel pavimento: nello scavo furono trovati pezzi di mura greche di terzo e quarto secolo avanti Cristo, fortificazioni e contenimento della collina che scendeva sull´attuale piazza Cavour, e poi mura in opus reticulatum romano di età Augustea e resti di tombe altomedioevali.

Le quote, che scendevano irregolarmente in profondità, non avrebbero consentito la discesa ai visitatori. Vicino all´altare maggiore, dal restauro ancora incompleto, apparvero tracce dell´abside di una cappella paleocristiana. Quell´altare è opera di Girolamo Santacroce e risale al 1517. Tutta di marmo, la chiesa fu commissionata da Giovanni Maria Poderico, arcivescovo di Taranto, consigliere di Ferdinando il Cattolico, che faceva parte del circolo letterario e filosofico di Jacopo Sannazaro. E ricca di opere d´arte: a Giovanni da Nola è attribuita la statua di santa Dorotea, la cui testa staccata si trova a San Martino, e alla sua scuola il bassorilievo della Madonna delle grazie. Dopo lo scavo, il pavimento rimase aperto come una grande piscina lunga dieci metri e larga circa cinque, chiusa dopo l´intervento dello strutturista Lo Cascio con un solaio in acciaio, lamiere e calcestruzzo. Alla fine degli anni Ottanta per iniziativa di Nicola Spinosa nacque il progetto per un centro di sperimentazione teatrale al quale si dichiarò interessato anche Mario Martone, e si tentarono soluzioni ardite di platea mobile o a scomparsa, con ponte levatoio per una cavea di 150 posti. Il rebus di come permettere ai visitatori di camminare e guardare al tempo stesso chiesa e sussistenze di altre epoche, in quel museo del tempo che è Sant´Aniello a Caponapoli, è stato risolto da Carughi studiando una passerella di travi di vetro a sbalzo, capace di reggere 400 chili per metro quadrato più il peso proprio anche sotto forma di una folla compatta. Su una pedana in legno ora ci sono panche girevoli il cui schienale può diventare piano di lavoro per chi è seduto dietro. Un palinsesto di storia che dal passato, in trasparenza, arriva sino ad oggi.

FONTE | SOURCE:

— La Repubblica | Napoli [via patrimoniosos.it] (14|12|2011).

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=91945

2). RESTAURO – A Napoli un restauro lungo 50 anni | Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli di Napoli, IL GIORNALE DELL’ ARCHITETTURA (07|2011).

RESTAURO - A Napoli un restauro lungo 50 anni | Chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli di Napoli, IL GIORNALE DELL' ARCHITETTURA (07|2011).

L’intera la storia della città in una stanza: è ciò che colpisce visitando la cinquecentesca chiesa di Sant’Aniello sulla collina di Caponapoli, che fu per secoli l’acropoli fortificata della città greca. Secondo la tradizione, nella chiesa furono tumulate le spoglie di Santo Aniello ma la storia del degrado, come spesso succede a Napoli, è ben più complessa di quella degli accadimenti. Dopo i danni dovuti ai bombardamenti della guerra, e dopo un lungo periodo di abbandono e incuria (crollo del tetto ligneo e spoliazione di molti reperti marmorei), negli anni sessanta iniziarono i restauri. A fine anni settanta furono rinvenuti i reperti delle mura greche e romane della città e alcune tombe di epoca medioevale. «Sono subentrato nella seconda metà degli anni ottanta», ci racconta l’architetto Ugo Carughi, autore del restauro in collaborazione con Luigi Picone, «realizzando un progetto per un centro di sperimentazione teatrale per Mario Martone, vincitore di un premio europeo per il recupero dei monumenti». Il cantiere …

(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea) di Diego Lama, da Il Giornale dell’Architettura numero 96, luglio 2011.

FONTE | FOTO | SOURCE:

— IL GIORNALE DELL’ ARCHITETTURA (07|2011).

http://www.ilgiornaledellarchitettura.com/articoli/2011/7/109664.html

3). RESTAURO – Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli di Napoli, You-Tube (04|2011).

Video 1 = https://www.youtube.com/watch?v=u23aPbmPVf0  [05:30].

Video 2 = https://www.youtube.com/watch?v=u7dQU0J466M [05:62].

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s