ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Ok chi è il bugiardo?” – RESTAURO DEL COLOSSEO – IL PARERE DI RESTAURATORI SENZA FRONTIERE ITALIA & IL GIORNALE DELL’ ARTE (05-06|2015) & Cinzia Conti, “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, ” RIVISTA ‘ARKOS’ (02|1999) [pdf], pp. 22-27 [24|01|2015].

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: "Ok chi è il bugiardo?" - RESTAURO DEL COLOSSEO – IL PARERE DI RESTAURATORI SENZA FRONTIERE ITALIA & IL GIORNALE DELL' ARTE (05-06|2015) & Cinzia Conti, “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, " RIVISTA 'ARKOS' (02|1999) [pdf], pp. 22-27 [24|01|2015].

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Ok chi è il bugiardo?” – RESTAURO DEL COLOSSEO – IL PARERE DI RESTAURATORI SENZA FRONTIERE ITALIA & IL GIORNALE DELL’ ARTE (05-06|2015) & Cinzia Conti, “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, ” RIVISTA ‘ARKOS’ (02|1999) [pdf], pp. 22-27 [24|01|2015].

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1). ROMA RESTAURO – Colosseo, nuove polemiche sulla qualità del restauro | Lettera-documento dei Restauratori senza Frontiere a Renzi e Franceschini, IL GIORNALE DELL’ ARTE (06|2015).

Roma. «Il restauro del Colosseo rappresenta purtroppo oramai l’evidenza che abbiamo imboccato una strada sbagliata. Il fatto, accettato incredibilmente da tutti, dopo aver zittito le numerose e autorevoli voci di esperti e di cittadini appassionati e attenti, che il più importante monumento dell’archeologia occidentale sia stato affidato alle mani inesperte di imprese edili senza adeguata cultura specialistica nel campo della conservazione…, è il sintomo che esiste una crisi di valori molto profonda».

Parole gravi e allarmanti, parte di una lettera aperta a Renzi e Franceschini firmata da Paolo Pastorello a nome dell’associazione senza fini di lucro Restauratori senza Frontiere della quale è presidente. Nella lettera, un documento in più capitoli, si chiede al Presidente del Consiglio e al Ministro dei Beni culturali di intervenire con urgenza.

Partendo dal caso Colosseo, il testo (che qui pubblichiamo) riassume problemi e rischi per la salvaguardia dei nostri beni culturali che derivano anche dallo stato di emarginazione che penalizza sempre più l’intero settore del restauro e dei restauratori in un quadro legislativo ancora assai confuso.

Le polemiche sul Colosseo sono cominciate fin da quando, tre anni fa, il Ministero dei Beni culturali ha dato il via al suo restauro grazie alla mega sponsorizzazione di 25 milioni messi a disposizione da Diego Della Valle. I restauratori, nonostante le loro proteste, sono stati esclusi dalle gare di appalto per il grandissimo, delicato lavoro, affidato invece a una impresa generale di edilizia, la Gherardi e poi la Aspera, che si è sempre occupata di costruire case e realizzare opere industriali e non aveva mai eseguito restauri di edifici monumentali. I ricorsi delle imprese specializzate in restauro al Tar e al Consiglio di Stato sono stati respinti.

Dopo due anni, tolti i ponteggi alle prime dieci campate, i risultati sono adesso visibili e i restauratori hanno trovato conferma alle loro critiche. Il 18 gennaio un gruppo di 64 restauratori pubblica una lettera sul quotidiano Il Messaggero: «Il lavoro appena ultimato, denunciano, è disomogeneo e peggiora l’aspetto complessivo del monumento, per non parlare delle conseguenze che queste disomogeneità potrebbero avere sul piano conservativo. La pulitura è in alcuni punti troppo approfondita e scopre strati profondi della pietra, mentre in altri sono ancora presenti croste nere, e questo conferisce all’insieme un aspetto disordinato e sciatto».
Insomma, danni di sostanza e d’immagine al monumento simbolo del nostro patrimonio culturale.

Intervengono allora nella polemica anche alcuni importanti personaggi: l’archeologo Andrea Carandini afferma che queste gli sembrano «questioni di lana caprina, dove si distrugge più che costruire» ci si deve fidare, dichiara, anche perché a dirigere i lavori del Colosseo è Gisella Capponi, direttrice dell’Istituto Centrale del Restauro (Iscr). Bruno Zanardi, grande restauratore, ricorda che «il Colosseo è una vittima innocente. Non si può tenere un dente cariato al centro di Roma, ma un restauro non basta. Anche perché oggi sono diventati lavori da impresa di pulizia. Sbiancare il travertino non ci riporta alla storia, ma solo a una grande delusione»: dunque meno restauri e più lotta all’inquinamento.

La soprintendente all’archeologia romana, Maria Rosaria Barbera, difende il lavoro fatto: «Sono mesi che abbiamo tolto i ponteggi, e solo adesso nascono quelle critiche? Sono opinioni, ma noi opponiamo i fatti. Il restauro è eseguito da un’impresa qualificata e all’opera ci sono restauratori esperti».

Il 24 gennaio l’Ari, Associazione dei Restauratori d’Italia, riprende la sua critica radicale alla situazione che si è creata e scrive che è vero, alcuni restauratori sono stati chiamati per interventi specifici accanto agli operai dell’impresa edile per lavorare al Colosseo ma, ricorda, «assoldati come dipendenti o consulenti, superando anche i divieti di subappalto». E questo, dice l’Ari, «si traduce concretamente nel fatto che i singoli professionisti, estromessi dall’ambito imprenditoriale e privati della relativa capacità decisionale, non sono più liberi di scegliere le soluzioni deontologicamente migliori, ma solo quelle economicamente più redditizie per il proprio datore di lavoro, l’impresa edile».

FONTE | SOURCE:

— IL GIORNALE DELL’ ARTE (06|2015).

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2015/2/122927.html

2). ROMA RESTAURO DEL COLOSSEO – IL PARERE DI RESTAURATORI SENZA FRONTIERE ITALIA, Scritto da Restauratori Senza Frontiere (05|02|2015).

Pubblichiamo il comunicato condiviso dal Comitato Direttivo di Restauratori Senza Frontiere Italia, redatto sotto forma di “Lettera aperta” e firmato dal Presidente Paolo Pastorello

Abstract

Intorno al Colosseo si addensano da tempo nubi di tempesta, sintomo di un pericolo e anche del disagio profondo di un’intera categoria di professionisti che riverbera nella sinistra fama dell’arena, un possibile presagio d’eliminazione della professione del Restauratore e dell’intero patrimonio scientifico, di esperienze e di studio di sua competenza.

Il timore fondato è che l’intervento possa costituire l’esempio da ripetere per il futuro. L’operazione restauro Colosseo infatti, individua professionisti e operatori diversi dal Restauratore di Beni Culturali, affidando i lavori alle ditte edili, considerate strutturate e quindi veloci, che hanno in capo essenzialmente Architetti e Ingegneri, i quali normalmente rispondono dell’operato degli operai comuni. Proprio questa contraddizione é emersa in modo dirompente nel corso dell’intervento al Colosseo, quando i lavori di conservazione considerati come lavori edilizi, furono fermati per imporre la presenza di Restauratori di Beni Culturali al posto degli operai, che danneggiavano le superfici. I restauratori oggi stanno lavorando assunti con contratti dell’edilizia industriale e rispondono a logiche di tempistica, quindi anche di metodologia, non rispondenti ai corretti interventi di conservazione. Si tratta perciò di una vera e propria distorsione del senso di applicazione della norma, che ha purtroppo gravissime conseguenze quando a farne le spese è il nostro fragilissimo patrimonio archeologico monumentale.

“Lettera aperta al Presidente Matteo Renzi e al Ministro Dario Franceschini sul restauro del Colosseo e la normativa per la tutela dei Beni Culturali”
“Signor Presidente Renzi, On. Ministro Franceschini,”

“Prendendo spunto dalla recente riapertura dell’acceso e ormai annoso dibattito intorno alla vicenda del restauro del Colosseo, scrivo a nome del Comitato Direttivo e nella qualità di Presidente dell’associazione Restauratori Senza Frontiere, organizzazione di promozione sociale senza fine di lucro.”

“L’organizzazione si pone come fine statutario il miglioramento della politica della tutela e lo sviluppo del settore socio-economico dei Beni Culturali nel nostro meraviglioso e martoriato Paese. RSF chiama a raccolta tutte le professionalità coinvolte nella conservazione del Patrimonio Culturale: restauratori, archeologici, architetti, storici dell’arte e altri professionisti che allo stesso titolo degli scienziati della conservazione, sono di fatto gli artefici del restauro e della manutenzione dei nostri monumenti e dei Beni Culturali in Italia e nel mondo. In questo senso sono tutti Restauratori Senza Frontiere, senza confini professionali, confessionali, ideologici o politici. Sono persone che desiderano contribuire alla protezione del nostro immenso e unico Patrimonio Culturale, cittadini consapevoli che ritengono fondamentale tramandare il nostro passato e consolidare il presente per le future generazioni.”

[Note: Per il testo integrale vedi il link in basso].

FONTE | SOURCE:

— ROMA RESTAURO DEL COLOSSEO – IL PARERE DI RESTAURATORI SENZA FRONTIERE ITALIA, Scritto da Restauratori Senza Frontiere (05|02|2015).

RESTAURO DEL COLOSSEO – LA QUALITA’ E LE MODALITA’ DI AFFIDAMENTO LAVORI – IL MESSAGGIO DI ALLARME DI RSF ITALIA

3). ROMA RESTAURO DEL COLOSSEO ecco il Progetto Pilota eseguito nel “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, Scritto da Restauratori Senza Frontiere (24|01|2015).

3). ROMA RESTAURO DEL COLOSSEO ecco il Progetto Pilota eseguito nel “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, Scritto da Restauratori Senza Frontiere (24|01|2015).

Desideriamo pubblicare un articolo uscito sulla rivista ARKOS nel febbraio 2009 [Data corretta 02 | 2001] che illustra in modo dettagliato i risultati del progetto Pilota eseguito sul Colosseo nel 1999.

All’epoca il lavoro fu appaltato direttamente ad un’impresa specialistica di restauro di Beni Culturali, con la supervisione della Soprintendenza Archeologica di Roma e con il contributo, per ciò che riguardò le indagini diagnostiche, delle tre Università romane di Tor Vergata, La Sapienza e Roma3. L’Istituto Centrale del Restauro attraverso il contributo degli illustri restauratori Paolo e Laura Mora, si occupò della messa a punto delle fasi di pulitura, consolidamento e stuccatura del travertino.

Anche in quella occasione, come si può leggere alle pag. 25 e 26 della rivista, sul primo ordine di fornici del piano terreno del monumento furono trovate le tracce di pigmento rosso, relative alla ribricatura dei numeri scolpiti che indicavano gli ingressi.

FONTE | SOURCE:

— ROMA RESTAURO DEL COLOSSEO – ecco il Progetto Pilota eseguito nel “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi,” Scritto da Restauratori Senza Frontiere & Vai all’articolo ARKOS n. 3 del 2:2001 (24|01|2015)

PDF = Cinzia Conti, “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, ” RIVISTA ‘ARKOS’ (02|1999) [pdf], pp. 22-27.

PDF = Cinzia Conti, “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi, ” RIVISTA ‘ARKOS’ (02|1999) [pdf], pp. 22-27.

RESTAURO DEL COLOSSEO ecco il Progetto Pilota eseguito nel “99 – anche allora il colore rosso saltò agli occhi

s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: CULTURA – Il restauro che uccide il Colosseo, IL MANIFESTO (21|01|2015) & LA REPUBBLICA (21|01|2015).

http://wp.me/pPRv6-2G1

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I restauratori bocciano il Colosseo. Dura lettera al governo delle imprese specialistiche e di 64 esperti “Il lavoro di pulitura è disordinato e peggiora l’aspetto complessivo,” IL TEMPO (18|01|2015).

http://wp.me/pPRv6-2FA

— ROMA ARCHEOLOGIA, ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Colosseo – Scoperti i segrati dell’ incendio del 217 d.C., i blocchi di travertino usati per restaurare l’ anfiteatro dopo l’incendio, IL MESSAGGERO (22|04|2014), p. 43. & BLOCCHI LAPIDEI RIUTIZZATI DEL COLOSSEO. Di Dott.ssa Cinzia Conti, Ecole Francaise de Roma (2008), pp. 27-40.

http://wp.me/pPRv6-29M

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