ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “L’Italia cerca direttori per importanti musei – Sapere l’Italiano? Non è richiesto,” THE NEW YORK TIMES & IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (20-23|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “L’Italia cerca direttori per importanti musei - Sapere l'Italiano? Non è richiesto," THE NEW YORK TIMES & IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (20-23|01|2015).

ITALIA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “L’Italia cerca direttori per importanti musei – Sapere l’Italiano? Non è richiesto,” THE NEW YORK TIMES & IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (20-23|01|2015).

1). MIBACT – “L’Italia cerca direttori per importanti musei” L’annuncio sul New York Times, “Sapere l’Italiano? Non è richiesto,” IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (23|01|2015).

Sapere l’Italiano? Non è richiesto. Dalla Galleria degli Uffizi di Firenze alla romana Galleria Borghese, ma anche Palazzo Reale a Genova, Palazzo Ducale a Torino, senza dimenticare la Reggia di Caserta, un pilastro milanese come la Pinacoteca di Brera. Per tutti questi centri di cultura che hanno reso famoso il Bel Paese all’estero, il Ministero dei Beni e delle attività culturali sta cercando un nuovo direttore attraverso una “international call”

“L’Italia cerca nuovi direttori per suoi più importati musei”. Questo l’annuncio che è comparso sul sito del New York Times e tra le offerte di lavoro di The Economist e di altre testate internazionali. Nella lista compaiono tra i più importanti e famosi musei di tutta Italia: dalla Galleria degli Uffizi di Firenze alla romana Galleria Borghese, ma anche Palazzo Reale a Genova, Palazzo Ducale a Torino, senza dimenticare la Reggia di Caserta, un pilastro milanese come la Pinacoteca di Brera o il parco archeologico di Paestum. Per tutti questi centri di cultura che hanno reso famosa l’Italia all’estero, il Ministero dei Beni e delle attività culturali sta cercando un nuovo direttore attraverso una “international call”, ovvero un’offerta di lavoro internazionale.

Sapere l’italiano non è richiesto. Saranno invece centrali per la candidatura la conoscenza della storia dell’arte e dell’archeologia e avere esperienza nella gestione dei musei. “Immagino parteciperanno grandi nomi da tutto il mondo”, ha detto il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. Da quando è stato pubblicato il bando l’8 gennaio, sono stati scaricati 12mila moduli in italiano e 50 in inglese.

È la prima volta che l’Italia fa un annuncio su scala internazionale per cercare una guida al suo patrimonio culturale. Secondo il New York Times questo cambiamento potrebbe dare una spinta all’Italia rendendo i suoi musei più simili al Louvre e al Prado. Altro obiettivo, avere direttori che cerchino fondi privati per limitare i problemi legati ai tagli di quelli statali. Ma cosa rende un museo più internazionale? “Sarà necessario migliorarne l’organizzazione generale e le presentazioni delle singole esposizioni”, commenta il New York Times, aprendo al dibattito se l’internazionalizzazione della scelta dei direttori dei musei italiani non possa anche portare con sé una maggiore commercializzazione della cultura e una buona dose di marketing. Un rischio che potrebbe invece mettere in ombra la conservazione stessa delle opere.

Sul sito del Ministero si trovano anche dettagli sui futuri stipendi dei manager: i direttori resteranno in carica per quattro anni e guadagneranno dai 78mila ai 145mila euro l’anno. E anche su questo si apre la polemica a livello internazionale, visto che “forse questi sono salari alti per l’Italia e l’Europa – si legge sempre sul giornale statunitense – ma impallidiscono rispetto a quelli dei loro omologhi negli Stati Uniti, quando il direttore del Metropolitan Museum of Art di New York guadagna più di un milione di dollari l’anno”. Ma a fronte di salari che non possono competere a livello internazionale, l’Italia può offrire un settore in crescita sia dal punto di vista dei visitatori (nel 2014 oltre 40,2 milioni, +6,2% rispetto al 2013) sia da quello degli introiti (+7%), con punte di eccellenza al sud e in alcuni musei cosiddetti minori che sono però anch’essi in cerca di direttori, come il museo di Capodimonte a Napoli. Le candidature – rigorosamente online – dovranno arrivare entro il 15 di febbraio. Poi, colloqui fino a metà maggio per arrivare a conoscere i nomi dei venti nuovi direttori già dal primo di giugno.

Per la lista completa, i venti musei interessati dal cambiamento sono: la Galleria Borghese di Roma, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria dell’Accademia di Venezia, il Museo Capodimonte di Napoli, la Pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta, la Galleria dell’Accademia di Firenze, la Galleria Estense di Modena, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, la Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, la Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia, il Museo Nazionale del Bargello, Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Parco Archeologico di Paestum, il Palazzo Ducale di Mantova, il Palazzo Reale di Genova, Polo Reale di Torino.

FONTE | SOURCE:

— IL FATTO QUOTIDIANIO.IT (23|01|2015).

2). MIBACT – Italy Goes Global in Search for Museum Directors, THE NEW YORK TIMES (20-21|01|2015), p. C1.

ROME — Wanted: Directors for 20 of Italy’s leading museums, including the Uffizi in Florence, the Galleria Borghese in Rome and the Accademia in Venice. Strong art history background, management experience and an interest in improving visitor experience a must. Fluency in Italian a definite plus, but not a requirement.

With an advertisement in the Economist and other publications, Italy this month announced its first-ever international search for museum directors, part of a shake-up at its major art and archaeology institutions. The deadline for applications is Feb. 15.

Under the current system, the Culture Ministry manages Italy’s museums and directors have little autonomy. The changes are intended to help bring museums closer in line with counterparts like the Louvre and the Prado. They also seek to give directors more influence over budgets and ease the way for them to raise private funds to help offset drastic cuts in state funding.

The goal is also to allow directors to make Italy’s art-rich but often fusty museums easier for tourists to navigate — with better presentation, labels and organization.

“It’s a giant leap ahead,” Dario Franceschini, Italy’s culture minister, said in a recent interview in his ballroom-size office. “Italian museums should be more dynamic. They should have more bookshops, more restaurants. They should be attractive and have more multimedia.”

Mr. Franceschini has championed the changes at the Culture Ministry as part of the can-do spirit of the government of Prime Minister Matteo Renzi, who faces the challenging task of rousing Italy from a protracted recession.

But the changes have also raised concerns that the new hiring criteria will favor marketing savvy over conservation and risk putting too much power in the hands of revolving-door culture ministers rather than longtime state culture officials. Others said the changes did not provide museums with enough autonomy, given that museum employees will remain part of the Culture Ministry bureaucracy.

Simply changing directors won’t have any effect “if the state doesn’t change, if the structures of the museum don’t change,” said Antonio Natali, director of the Uffizi. He also said that unless the director has control of the museum’s crucial technical, administrative, legal and personnel offices, then “not even the descent of a new redeemer” would make Italian museums function at their best. Last year, the country’s museums attracted more than 40 million visitors and took in nearly 135 million euros, or $156 million, the Culture Ministry said. By making the most-visited and highest-earning museums more independent, the ministry hopes they will generate more revenue. Under the current system, the proceeds from ticket sales go directly to the state and directors have little incentive to draw more visitors, raise private funds or set up profit-generating cafeterias and shops.

Beyond the 20 top museums, the changes would reorganize thousands of other Italian museums into regional clusters and offer a combined ticket, encouraging tourists to visit multiple museums. “A country with 4,000 museums should see this as a formidable economic resource,” Mr. Franceschini said. “Italy’s challenge is to offer quality tourism,” he added.

The 20 top museums include some of the most-visited in Italy — the Uffizi, the Pinacoteca di Brera in Milan, the Archaeological Museum in Naples — but also sites that the ministry thinks have untapped potential, like the archaeological museums in Taranto and Reggio Calabria in southern Italy.

The new directors are expected to be in place by the summer and will serve four-year terms before the positions reopen. The current museum directors — typically experts in art history, archaeology or architecture but for the most part with little professional training in arts management — will have to reapply for their own jobs. Mr. Natali of the Uffizi said he would do so “to keep faith in my dignity as a man.” Since the job was posted on Jan. 8, at least 50 people have applied. The Italian-language application has been downloaded 12,000 times and the English application 50 times, a spokesman for the Culture Ministry said.

Mr. Franceschini said he hoped the search would attract international applicants. But while salaries for the new directors — from 78,000 euros ($91,000) to 145,000 euros ($170,000) — are high for Italy and competitive in Europe, they pale in comparison to those of their counterparts in the United States, where the director of the Metropolitan Museum of Art in New York earns more than $1 million a year.

Most Italian cultural experts welcomed the changes, with some reservations. “It opens the possibility for a new era of management of Italian museums,” said Stefano Baia Curioni, a professor of cultural policy at Bocconi University in Milan. “But the crucial point is that the minister has to nominate a committee that’s outside of the game, that can make selection in an independent way.”

Under the present system, museum directors are named by career state culture officials, not by the minister, who is a political appointee. After the Feb. 15 deadline, a five-member committee selected by Mr. Franceschini will choose a shortlist of three candidates for each museum, and he will make the final decisions this spring. Mr. Franceschini dismissed the idea that the changes would centralize power and run the risk of cronyism. “The selection procedure presupposes that very high-level candidates will apply,” he said, adding that committee members will also be able to give their recommendations.

Some worry that the changes might be the first step toward dismantling an established and widely respected system of cultural stewardship and replacing it with one that favors crowd-pleasing blockbuster shows over quality and research.

“One word of caution is that museums have to educate and not entertain, that’s the bottom line,” said Daniel Berger, a longtime adviser to the Culture Ministry. “They are the font of Italy’s cultural heritage and collective memory.”

Many experts acknowledge that the ministry’s mandate is primarily conservation, rather than making museums appealing to visitors.

“There is social, cultural, educational value in museums that is underused because of the current system of cultural management,” said James Bradburne, the director general of the Palazzo Strozzi in Florence. “If, on the other hand, it is just a way to get politicians closer to the decision-making structure to transform them into tourist cash cows,” he added, “then it’s a mistake.”

FONTE | SOURCE:

— THE NEW YORK TIMES (20-21|01|2015), p. C1.

http://www.nytimes.com/2015/01/21/arts/design/italy-goes-global-in-search-for-museum-directors.html?_r=0

3). FOTO | FONTE | SOURCE:

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “Roma – alcune fotografie panoramiche dei Fori Imperiali e Via dei Fori Imperiali (01 | 2015),” Fonte: Dott.ssa Annalisa Giuseppetti, Roma | Flickr (24|01|2015).

Note: photograph courtesy of Dr. Annalisa Giuseppetti, Rome | Flickr (24|01|2015).

https://www.flickr.com/photos/stregh/

s.v.,

— ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTTURA. FRANCESCHINI & the MIBACT – ITALY’S New: ‘Ali Baba and the Forty Thieves,’ – “Musei: sull’Economist il bando internazionale per i nuovi direttori,” IL SOLE 24 ORE | ArtEcomony 24 (08|01|2015) & (10|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2Da

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: MIBACT – Ilaria Borletti Buitoni – Opere dai magazzini dei musei esposte negli hotel? A lanciare la proposta è Adnkronos Culturalia, per il Ministero dei Beni culturali è da “valutare attentamente”: voi come la pensate? ARTRIBUNE (16|12|2014).

http://wp.me/pPRv6-2zI

— ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: BENI PUBBLICI – Musei, quel tesoro che l’Italia lascia ai privati, l’ESPRESSO & PATRIMONIOSOS.IT (08|01|2015) & L’Espresso (11|11|2014) & LA REP. (12|11|2014).

http://wp.me/pPRv6-2Dq

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