ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Felice Barnabei (Castelli, 13 gennaio 1842 – Roma, 29 ottobre 1922) è stato un archeologo e politico italiano | Felice Barnabei | Archivio Barnabei; MIBACT – BIASA (2012)[pdf], pp. 1-183. [01|2015]. Foto: Largo di Nemi (12|1895-01|1896).

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Felice Barnabei (Castelli, 13 gennaio 1842 – Roma, 29 ottobre 1922) è stato un archeologo e politico italiano | Felice Barnabei | Archivio Barnabei; MIBACT - BIASA (2012)[pdf], pp. 1-183. [01|2015].

ITALIA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Felice Barnabei (Castelli, 13 gennaio 1842 – Roma, 29 ottobre 1922) è stato un archeologo e politico italiano | Felice Barnabei | Archivio Barnabei; MIBACT – BIASA (2012)[pdf], pp. 1-183. [01|2015]. Foto: Largo di Nemi (12|1895-01|1896).

Felice Barnabei | Archivio Barnabei; MIBACT – BIASA (2012), Storia archivistica – Le carte di Felice Barnabei conservate presso la Biasa costituiscono una parte del suo archivio personale che venne destinata nel 1930 all’Istituto di archeologia e storia dell’arte dalla famiglia (presso la Biasa si conserva copia della lettera di ringraziamento del 27 nov. 1920, dal Presidente dell’Istituto di archeologia e storia dell’arte a Corinna Barnabei, la vedova, per il dono di “una vasta raccolta di materiale (manoscritti e fotografie) appartenenti alla Biblioteca” del marito); il resto dell’archivio fu indirizzato alle sedi della Biblioteca Angelica di Roma e della Scuola normale superiore di Pisa. Una parte di documentazione personale rimasta agli eredi venne di recente (1999) donata alla Biasa.

L’attuale ordinamento è la risultante di diversi interventi succedutisi negli anni successivi alla donazione. I primi vennero apportati dal soprintendente alle antichità e belle arti di Chieti Valerio Cianfarani, che detenne 40 cartelle della documentazione dal 6 marzo 1954 e altre 11 cartelle dal 17 dicembre 1865, fino al 24 marzo 1966. In seguito alla restituzione della documentazione l’Istituto diede incarico al Lucos Cozza Luzi di fare una ricognizione sulle carte che diede luogo a un elenco degli argomenti dei fascicoli contenuti nelle antiche cartelle (ma che già probabilmente in parte avevano subito degli spostamenti e rimaneggiamenti) e di altri fascicoli ricondizionati in nuove cartelle.
Si procedette a una nuova ricognizione sul materiale documentario nei primi anni ’80: inizialmente ad opera di Erberto Cardaci nel 1983, che intraprese una divisione in fascicoli (e un parziale riordinamento) a partire dalle prime cartelle della descrizione di Lucos Cozza Luzi; lo stesso Cardaci adottò anche un sistema di numerazione dei documenti con numeri romani (cartelle), arabi (fascicoli) e altri numeri arabi (documenti), forse estendendo un sistema già trovato sulle carte (risalente al Cianfarani o precedente). Si riscontrano infatti, sulle carte, vecchi numeri di classificazione, apposti sugli incartamenti, o in qualche caso, sui singoli documenti.

A fine 1983 si avvicendò nell’incarico Maria Cristina Marchei, che cominciò un vasto lavoro di ricognizione, ricondizionamento e schedatura, che diede luogo a un riordinamento secondo l’indice del Lucos Cozza (dove possibile) o, in qualche caso a un’estrapolazione e segnalazione di documentazione che si riteneva spuria, in base al confronto con l’indice stesso. La Marchei ha redatto anche un dettagliato schedario di molte delle cartelle, lasciando scrupolosamente appunti e relazioni del suo operato (fra 1983 e 1986) e segnalando le carte che necessitavano di restauri.

Si è ritenuto necessario, nell’attuale intervento, recuperare e informatizzare in una trascrizione critica, la documentazione del prof. Lucos Cozza e della d.ssa Marchei, rendendo consultabili indice e schede anche in ambiente informatico. Si è inoltre redatto un prospetto di confronto della numerazione attuale nella base dati e della numerazione dei fascicoli della schedatura Marchei e si è creato un rimando, in ogni scheda, all’elenco di Lucos Cozza e alla schedatura Marchei, dando il numero di riferimento del fascicolo o attribuendo una sigla (tra parentesi quadre) qualora mancasse la numerazione dei fascicoli creati nei precedenti interventi; si è attribuito il numero 0, convenzionalmente, ai fascicoli miscellanei non numerati creati dalla Marchei all’inizio delle cartelle con la documentazione di cui non era stata ritrovata la descrizione nell’elenco di Lucos Cozza.

I materiali donati alla Biasa dagli eredi del Barnabei nel 1999, sono stati in parte riordinati e descritti in indici delle cartelle, dalla d.ssa Zannoni attuale responsabile dei fondi archivistici.

La struttura data nell’attuale proposta di ordinamento rispecchia le attività professionali del soggetto produttore. All’interno delle sezioni e di ciascuna serie e sottoserie la ripartizione delle unità archivistiche segue prevalentemente un ordinamento cronologico e la numerazione parte dal n. 1 per ogni ripartizione (ovvero non si è dato un numero di corda unico).

FONTE & FOTO SOURCE:

— MIBACT – BIASA: INVENTARIO DEL FONDO | FELICE BARNABEI (1842-1922) [pdf], pp. 1-183. [01|2015].

http://www.archeologica.librari.beniculturali.it/index.php?it/208/archivio-barnabei

PDF = MIBACT – BIASA: INVENTARIO DEL FONDO | FELICE BARNABEI (1842-1922) [pdf], pp. 1-183. [01|2015].

PDF = MIBACT – BIASA: INVENTARIO DEL FONDO | FELICE BARNABEI (1842-1922) [pdf], pp. 1-183. [01|2015].

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