ROMA BENI CULTURALI: Enzo Camerino morto, si è spento uno degli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio e reduci del rastrellamento di Roma, HUFFINGTON POST (02|12|2014).

ROMA BENI CULTURALI: Enzo Camerino morto, si è spento uno degli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio e reduci del rastrellamento di Roma, HUFFINGTON POST (02|12|2014).

ROMA BENI CULTURALI: Enzo Camerino morto, si è spento uno degli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio e reduci del rastrellamento di Roma, HUFFINGTON POST (02|12|2014).

Enzo Camerino morto, si è spento uno degli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio e reduci del rastrellamento di Roma, HUFFINGTON POST (02|12|2014).

Si è spento Enzo Camerino, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti e uno degli ultimi due ancora in vita tra i 16 reduci del rastrellamento del 16 ottobre 1943 nel ghetto ebraico di Roma. Ne dà notizia il sito Roma Ebraica, aggiungendo che il presidente Riccardo Pacifici, il rabbino capo Riccardo Di Segni e tutto il consiglio della Comunità ebraica di Roma piangono la morte di Enzo. “Proprio oggi era il giorno del suo compleanno, ci stringiamo tutti attorno alla sua famiglia che con lui viveva da anni in Canada”, comunica il portavoce della Comunità ebraica Fabio Perugia, raccontando che “Camerino era passato a Roma poche settimane fa e aveva celebrato con noi la ricorrenza del 16 ottobre. Per tutti noi è una perdita incolmabile, non solo per gli ebrei di tutto il mondo ma anche per tutti quei cittadini che da sempre lavorano per tenere viva la memoria della Shoah”.

Anche il sindaco della capitale, Ignazio Marino, ha voluto partecipare al cordoglio, esprimendo “la mia vicinanza e quella dell’intera città di Roma alla famiglia di Enzo Camerino, uno degli ultimi sopravvissuti al rastrellamento del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943. Enzo si è spento proprio oggi, giorno del suo 86esimo compleanno”, ma “non aveva ancora 15 anni quando insieme a tutta la sua famiglia venne deportato ad Auschwitz. Oggi imprimiamo nella nostra memoria il numero 158509, numero che Enzo Camerino portava sulla pelle, e ci impegniamo ancora una volta nel continuare a tener vivo il ricordo con i Viaggi della Memoria, perchè le nuove generazioni possano vedere con i propri occhi l’orrore e non dimentichino mai”.

Chi era Camerino. Enzo Camerino nasce a Roma il 2 dicembre 1928 ed è il più piccolo di tre fratelli: la sorella maggiore Vanda era nata nel 1918 e il fratello Luciano era di due anni più grande. La madre si chiamava Giulia Di Cori ed era del 1894; il padre, Italo Camerino, aveva una fabbrica a Monza, la Safe (Società anonima forniture edili), che si occupava di costruire case smontabili in legno per l’Abissinia. La famiglia era benestante e viveva nel quartiere di Trastevere. Dopo l’emanazione delle Leggi razziali del 1938 le cose cambiano e il padre prende ad occuparsi della vendita di cioccolata all’ingrosso; Enzo che frequentava la scuola pubblica ‘Umberto Primo’ è costretto a lasciare la sua classe e ad andare a scuola di pomeriggio, separato dai suoi compagni cattolici. Per aiutare la famiglia in questo momento difficile, lavora nel negozio di un barbiere; sfrutterà questa esperienza lavorativa proprio ad Auschwitz.

Il 16 ottobre 1943 Enzo vive in viale delle Milizie 11, nel quartiere Prati, ed è in casa assieme alla sua famiglia: i genitori, i fratelli e uno zio materno, Settimio Renato Di Cori. Alle cinque del mattino alla porta si presentano un tedesco e un fascista con un foglio su cui era scritto di prepararsi per il viaggio. Inizialmente credono di essere stati scoperti, poiché l’8 settembre la famiglia Camerino aveva aiutato dei carabinieri e dei militari che avevano abbandonato le loro divise. Enzo e Luciano scendono per primi e attendono il resto della famiglia. Vanda, che aveva 25 anni, scrive su un foglietto i numeri di telefono di uno zio e di altri parenti e li lascia ad un signore che abitava nel loro palazzo e che faceva il tramviere.

All’arrivo ad Auschwitz Enzo, i suoi due fratelli e i suoi genitori sono scelti per il lavoro; lo zio viene mandato direttamente alla morte. Dopo aver svolto alcuni lavori a Birkenau, tra cui anche quello di barbiere, Enzo viene mandato nel sottocampo di Jawischowitz, dove c’erano le miniere di carbone. Qui muore il padre, sfiancato dal lavoro massacrante. All’inizio del gennaio 1945 Enzo intraprende la ‘marcia della morte’ e arriva a Buchenwald dove verrà liberato nell’aprile del 1945. Tornerà a Roma il 12 giugno 1945 e della sua famiglia riabbraccerà solo il fratello Luciano. L’11 febbraio 1951 sposa Silvana Pontecorvo e il 13 aprile 1957 emigra a Montreal, in Canada, dove ha vissuto fino ad oggi.

Fonte | source:

— HUFFINGTON POST (02|12|2014).

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/02/enzo-camerino-morto_n_6255082.html?utm_hp_ref=italy

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