ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the Imperial Fora & Dr. Roberto Meneghini (2004-14): ‘Nothing Accomplished’ – ARCHEO, no. 349 (03|2014) & Stampa Vivire Roma (26|10|2003) [Italiano & English].

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the Imperial Fora & Dr. Roberto Meneghini (2004-14): 'Nothing Accomplished' - ARCHEO, no. 349 (03|2014) & Stampa Vivire Roma [Italiano & English] (26|10|2003).

ROMA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, the Imperial Fora & Dr. Roberto Meneghini (2004-14): ‘Nothing Accomplished’ – ARCHEO, no. 349 (03|2014) & Stampa Vivire Roma (26|10|2003) [Italiano & English].

— Dott. Flavia Maripietri, “A Passeggio tra i Fori Imperiali” Un intervento che però, come spiega Roberto Meneghini, ARCHEO, no. 349 | Marzo 2014.

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s.v.,

— ROMA ARCHEOLOGIA – FORO DI TRAIANO: Dott. Roberto Meneghini e Dott.ssa Lucrezia Ungaro – L’ area archeologia videosorvegliata usata come toilette – Rifuti, bivacchi, cattivi odori discarica al Foro di Traiano. Il Messaggero (20/08/2012), [PDF] p. 1 e 30 & (28/08/2007), p. 1 e 9.
http://wp.me/pPRv6-X1

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Dopo una lunga chiusura, riapre la via Alessandrina che rimette a disposizione del pubblico il suo affaccio incomparabile su un’area al centro di Roma. Un intervento che però, come spiega Roberto Meneghini, dev’essere il primo passo di un’operazione di ben piú ampia portata.

Èstato riaperto al pubblico il percorso pedonale lungo la via Alessandrina, nel centro storico di Roma, con la sua vista mozzafiato sui Fori Imperiali e sui Mercati di Traiano: è tornato cosí al godimento di Romani e turisti un affaccio unico al mondo. Ce ne parla Roberto Meneghini, archeologo responsabile dei Fori Imperiali per la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. «Si tratta dell’area archeologica monumentale piú importante al mondo: il complesso dei Fori Imperiali è un unicum nell’architettura antica per grandezza e splendore», esordisce Meneghini: «La via Alessandrina è l’unica testimonianza rimasta del quartiere omonimo, realizzato nella seconda metà del Cinquecento dal cardinale Michele Bonelli, nipote di Papa Pio V Ghislieri, originario di Alessandria, e demolito negli anni Trenta da Mussolini».

F.M. – Ma perché la via Alessandrina, col suo spettacolare affaccio sull’area archeologica dei Fori Imperiali, è stata chiusa al pubblico per tutti questi anni?

R.M. – «Per problemi di sicurezza e di ordine pubblico, a causa dei continui scippi e borseggi che si sono verificati nel tempo a danno dei turisti, in alcuni casi vere e proprie aggressioni, da parte di nomadi principalmente. Nel 2007 il Comune ha deciso di chiuderla, poiché non riusciva ad arginare il problema. Ora che l’area è stata riaperta, grazie a un accordo con l’Associazione Carabinieri in Congedo, abbiamo ottenuto un presidio fisso che controlla la zona dalla mattina alla sera e che, devo dire, sta dando buoni risultati: i furti non si sono piú verificati».

F.M. – Grazie ai nuovi pannelli esplicativi montati lungo il percorso pedonale, i visitatori potranno conoscere e comprendere meglio un’area archeologica per natura complessa e molto stratificata…

R.M. – «Abbiamo installato dodici pannelli didattici per illustrare i diversi settori dei Fori Imperiali visibili dalla strada e la storia della via Alessandrina: sei all’interno della strada e sei all’esterno, verso la chiesa della Madonna di Loreto e largo Corrado Ricci. Ma questo corredo di pannelli è solo un anticipo di quanto verrà fatto su tutta l’area nell’arco di un paio di mesi, grazie ai fondi di Roma Capitale erogati alcuni anni fa per lo scavo di via Alessandrina, poi dirottati sui restauri delle aree piú degradate dei Fori. Nelle prossime settimane tutta l’area archeologica verrà corredata da pannelli esplicativi, in totale 40, posizionati sulle balaustre di recinzione dello scavo».

F.M. – La sistemazione del percorso pedonale di via Alessandrina, peraltro, è un’operazione realizzata con poche risorse, non è vero?

R.M. – «Sí, praticamente a costo zero: i denari per i pannelli, circa 5mila euro, erano già disponibili, mentre per gli arredi urbani, come balaustre e panchine, sono stati spesi circa 20mila euro».

F.M. – I visitatori sono contenti?

R.M. – «Molto. È un punto di aggregazione turistica notevole. È stato riaperto anche il passetto che collega i Fori con la salita del Grillo, ovvero con la Suburra e il rione Monti, che ripropone il tracciato dell’antica via di Campo Carleo. Una delle riflessioni da fare è se mantenere la via Alessandrina come affaccio, oppure scavarla per unificare le aree archeologiche di via dei Fori Imperiali. Il problema va risolto a livello urbanistico e non è detto che la via in futuro non venga scavata, come aveva previsto il Comune qualche anno fa».

F.M. – Quali sono i prossimi progetti previsti per valorizzare l’area archeologica dei Fori imperiali?

R.M. – «Abbiamo in progetto il restauro della sala marmorea della Forma Urbis, con un intervento che prevede anche lo scavo di un tunnel di collegamento tra le due parti scavate ai lati della chiesa dei SS. Cosma e Damiano nel Foro della Pace, che oggi è frazionato in varie aree di scavo irraggiungibili tra loro».

F.M. – E quali sarebbero, a suo avviso, gli interventi necessari per rendere comprensibile al pubblico questa complessa, ma preziosa area archeologica, restituendole il decoro che si merita?

R.M. – «Le idee non mancano. Si potrebbero fare pannelli interattivi, totem e punti informativi… quello che manca sono soldi, progetti e personale. Vorrei vedere un consistente finanziamento, dato anche da una legge speciale, da investire nel restauro delle strutture archeologiche, che ai Fori Imperiali hanno gli stessi problemi di Pompei».

F. M. – Quanti soldi sarebbero necessari per il restauro dei Fori Imperiali?

R.M. – «Dieci milioni di euro, solo per cominciare. La situazione piú problematica è il degrado di alcune strutture archeologiche che, esposte agli agenti atmosferici da ormai 15 anni, si stanno sbriciolando.
Se non ci saranno finanziamenti adeguati, il rischio è che crolli tutto, con danni ben peggiori di quelli registrati a Pompei».

F.M. – Che cosa si sta sbriciolando, per esempio?

R.M. – «La preparazione della pavimentazione del Foro di Traiano, quasi un ettaro di area scavata esposta alla pioggia e al vento. Solo per un consolidamento immediato di quest’area ci vorrebbe un milione di euro. Poi c’è il bellissimo pavimento marmoreo della sala della Forma Urbis, nel Templum Pacis, che è in condizioni deplorevoli. Per non parlare della Basilica Ulpia, che da 202 anni sta all’aperto (venne scavata nel 1812 e da allora non è stata mai coperta): se non si interviene con un restauro è destinata a sfarinarsi completamente».

F.M. – Quale sarebbe, a suo avviso, l’intervento piú urgente?

R.M. – «Per prima cosa avvierei il restauro di tutti i sottofondi pavimentali, che versano in condizioni critiche. Le pavimentazioni in marmo del Foro di Augusto e del Foro di Cesare sono state già restaurate, in un paio di anni interverremo nel Foro della Pace. Inoltre, si dovrebbe intervenire per velocizzare le gare di appalto, che sono la nostra “morte”: per far partire un lavoro ci vogliono almeno cinque anni. La burocrazia ci sta strangolando».

Fonte | source:

— Dott. Flavia Maripietri, “A Passeggio tra i Fori Imperiali” Un intervento che però, come spiega Roberto Meneghini, ARCHEO, no. 349 | Marzo 2014.

http://www.archeo.it/rivista/2014/Marzo/a-passeggio-tra-i-fori-imperiali

s.v.,

— Dott. Roberto Meneghini, “Foro di Traiano – Cari Reperti, non c’e un soldo!” STAMPA VIVERE ROMA (26/10/2003), p. 1 [Italiano & English].

P. 1 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/636340674/in/set-72157600507913498/

P. 2 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/636341470/in/set-72157600507913498/

P. 3 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/636342196/in/set-72157600507913498/

P. 4 = https://www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/635483511/in/set-72157600507913498/

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