ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Fori imperiali, La Regina: Rendere questa parte della città più fruibile e facilitarne l’accesso, Il VELINO (05|11|2014) | Roma “…non c’è una misura un pò più grande?” di giannidedom, FLICKR (10|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ACHITETTURA: Fori imperiali, La Regina: Rendere questa parte della città più fruibile e facilitarne l’accesso,  Il VELINO (05|11|2014) | Roma "...non c'è una misura un pò più grande?" di giannidedom,  FLICKR (10|08|2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Fori imperiali, La Regina: Rendere questa parte della città più fruibile e facilitarne l’accesso, Il VELINO (05|11|2014) | Roma “…non c’è una misura un pò più grande?” di giannidedom, FLICKR (10|08|2014).

— Fori imperiali, La Regina: Rendere questa parte della città più fruibile e facilitarne l’accesso – Roma deve valorizzare al massimo le immense potenzialità inespresse del suo patrimonio latente.

Una Commissione di esperti, su incarico del Ministro del Mibact Dario Franceschini e del Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, elaborerà tutte le problematiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dell’area dei Fori Imperiali. I lavori si concluderanno il 31 dicembre 2014. Il VELINO ha intervistato uno degli esperti della Commissione, l’archeologo Adriano La Regina.

Una commissione di esperti, di cui lei fa parte, avrà il compito di definire un piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dei Fori Imperiali. Che cosa ci può anticipare sulle linee guida?

“La commissione sta lavorando con un ritmo abbastanza serrato nell’acquisizione e nell’esame dei dati. Le linee guida saranno definite nella fase conclusiva della discussione, e quindi per ora è prematura qualsiasi anticipazione”.

Un progetto, come ha dichiarato il ministro Franceschini, che non dovrà sottrarre quest’ area alla città, ma anzi renderla più fruibile. In che modo?

“Che il principale nucleo monumentale non debba costituire un’area separata è un’indicazione di buon senso, ed è anche necessaria: infatti, vi sono forti spinte verso una mercificazione turistica, sempre esistita, ma che ora sta prevalendo in molte parti della città e che finirà per snaturarne i caratteri. Il disegno di integrare bene quest’area nell’ambiente urbano nasce con l’età moderna: fu perseguito già dal papa Paolo III, il quale fece sistemare un percorso attraverso le rovine del Foro tra l’arco di Tito e il Campidoglio per l’ingresso di Carlo V a Roma nel 1536. Poi, fin dai primi anni dell’Ottocento con Pio VII si avviò il programma di scavare il Foro e di costituire un vasto spazio pubblico ove fosse rappresentata la magnificenza dell’antica Roma tra il Colosseo e il Campidoglio. Questo intento di grande rinnovamento urbano ha richiesto circa due secoli per essere attuato. Il risultato è stato raggiunto nel 1980 con l’inserimento del Colosseo e dell’arco di Costantino nell’area monumentale e con l’eliminazione della strada che attraversava il Foro ai piedi del Campidoglio. La prima cosa da fare, a mio avviso, per rendere questa parte della città più fruibile è facilitarne l’accesso. Non è un problema di recinzioni, le quali secondo l’impiego possono costituire un limite oppure un incentivo alla rispettosa frequentazione. Non sono le cancellate a limitare l’uso pubblico di un luogo ma l’ingresso a pagamento. La questione non riguarda tanto i turisti, che vengono a Roma ogni tanto o più spesso una sola volta, per i quali la spesa non costituisce un problema; riguarda piuttosto i cittadini romani, ai quali è sottratta la libertà di muoversi senza dover pagare pedaggi a soggetti, pubblici o privati, in luoghi che sono di tutti e che sono sempre stati liberamente disponibili. Quando fu consentito, per diversi anni, il libero accesso al Foro romano, quello spazio venne abitualmente frequentato dai cittadini, anche semplicemente per attraversarlo o come luogo d’incontro. Fu un’esperienza bellissima per la città, ma prevalse l’avidità di lucro e con il pretesto di possibili danni al patrimonio archeologico, che non vi erano stati, nel 2006 l’ingresso tornò di nuovo a pagamento, oltre a tutto esoso. Il Foro è stato così sottratto all’uso urbano ed è diventato di dominio esclusivamente turistico. Un altro requisito essenziale per rendere più fruibile l’intero complesso monumentale è un assetto più praticabile e più comprensibile dei Fori imperiali che, a differenza del Foro romano, sono ancora in corso di radicale trasformazione. Lo spazio tra Piazza Venezia e il Colosseo si presenta come una superficie composta da particelle separate su livelli discontinui ancora privi di raccordi organici, quali invece esistono nel Foro romano e tra il Foro, il Colosseo e il Campidoglio. Ma questo è uno dei temi principali su cui la commissione deve dare suggerimenti”.

Diventerà un parco archeologico unico al mondo.

“È di certo senza pari al mondo un’area così vasta e così ricca di caratteri storici e monumentali, soprattutto di epoca classica, che si proietta dal centro di Roma attraverso il suburbio lungo il tracciato della via Appia. Questa singolarità è universalmente riconosciuta ma ciò nonostante è stato quasi sempre difficile ottenere una giusta considerazione politica della sua importanza”.

Fu proprio lei, negli anni Settanta, in qualità di soprintendente, a proporre il Progetto Fori. Di che cosa si trattava?

“La questione si pose nel 1978 in primo luogo per un’esigenza di conservazione dei monumenti marmorei di Roma: per effetto dell’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico automobilistico e dagli impianti di riscaldamento archi, colonne istoriate ed edifici antichi perdevano le superfici scolpite. La trasformazione del marmo in gesso, dovuta alla reazione chimica indotta dall’inquinamento esponeva le superfici dei monumenti al dilavamento ed all’erosione eolica. Questo stato di cose suggerì la necessità di ridurre il più possibile il traffico in prossimità dei monumenti. Il rispetto e la valorizzazione dei caratteri storici, da considerare prioritari, potevano comportare un disegno diverso da quello della città radiale, qual era e quale invece ha continuato a essere Roma. Trent’anni fa sarebbe stato più semplice avviare questo processo”.

Dopo tanti anni, viene ripresa quest’iniziativa. È cambiato qualcosa nei suoi progetti e nelle possibilità di portarli a termine?

“È cambiato molto soprattutto nella città, che ha continuato a crescere a dismisura e tuttora si sviluppa secondo criteri che consentono agli interessi particolari di prevalere su quelli pubblici. È anche cambiato l’uso della città storica dovuto all’incremento del turismo di massa e alla mancanza di norme per regolarlo. Continuo tuttavia a credere che proprio in conseguenza delle mutate condizioni Roma debba valorizzare al massimo le immense potenzialità inespresse del suo patrimonio latente. Il recupero di complessi monumentali che possano costituire nuovi e attraenti spazi comuni, controllati ma di libera frequentazione secondo il modello già sperimentato al Foro romano, offrirebbe nuova linfa alla vitalità di un centro ormai assediato da masse di visitatori che finiscono per concentrarsi nel Colosseo e nel Foro romano. Gli spazi e le architetture antiche dei Fori imperiali, ora ridotti a mere vedute dall’alto delle strade asfaltate, potrebbero diventare praticabili dando al Foro romano quella naturale estensione che esso già ebbe in antico mediante la costruzione delle cinque grandi piazze”.

Fonte | source:

— Il VELINO (05|11|2014).

http://www.ilvelino.it/it/article/2014/11/05/fori-imperiali-la-regina-rendere-questa-parte-della-citta-piu-fruibile-e-facilitarne-laccesso/1d204086-d169-4a59-8975-b299ac2cbf28/

— Foto | fonte | source:

Roma, Via dei Fori Imperiali – “…non c’è una misura un pò più grande?” di giannidedom | FLICKR (10|08|2014).

non c'è una misura un pò più grande?

One thought on “ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Fori imperiali, La Regina: Rendere questa parte della città più fruibile e facilitarne l’accesso, Il VELINO (05|11|2014) | Roma “…non c’è una misura un pò più grande?” di giannidedom, FLICKR (10|08|2014).

  1. La “salvezza” del Colosseo o Anfiteatro Flavio, dei Fori Romani e di tutta l’area circostante è costituita dai due Decreti di Vincolo del 22 giugno 1991 e del 20 dicembre 2001, nonchè di quello ambientale del 2007, imposto su Via dei Fori Imperiali, che impediscono “dentro” e “fuori” i Fori Romani, il Colosseo e le zone limitrofe lo “ius aedificandi”!

    Quindi, NESSUNA MERCIFICAZIONE DI DUEMILA ANNI STORIA ROMANA, NIENTE METRO C E NESSUNA SCENOTECNICA “IN FIERI”!

    OCCHIO ALL’ART. 9 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA!

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