ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Gossip sul sindaco Marino [DAJE – I Gansters dell’ via del Colosseo]: viene ad abitare in una casa del comune a via del Colosseo, ROMA CAPITALE NEWS (21|10|2014).

 

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Gossip sul sindaco Marino [DAJE - I Gansters dell' via del Colosseo]: viene ad abitare in una casa del comune a via del Colosseo, ROMA CAPITALE NEWS (21|10|2014).

Di Dimitri Buffa – Il tam tam è insistente da qualche giorno: il sindaco Ignazio Marino potrebbe presto cambiare casa e venire ad abitare in una delle belle abitazioni del comune in via del Colosseo quella stradina che nessuno sa che si chiama così e che parte da poco dopo l’incrocio tra via Cavour e i Fori Imperiali. Case da cui recentemente sono state sfrattate le ultime due vecchiette che avevano resistito per anni.

Sarebbe una grande occasione per gli abitanti della via che porta dai Fori Imperiali fino alla terrazza da cui si vede il Colosseo e che è stata per anni il palco vip per i concertoni gratis offerti dal Comune e dalla Telecom, a cominciare da quello mitico di Simon e Garfunkel nel luglio 2004.

Una grande occasione per fare la posta al sindaco pro tempore e chiedere finalmente a una amministrazione capitolina di prendere di petto

PalazzoRivaldi_facciatal’annosa (e vergognosa) questione di palazzo Rivaldi. Una costruzione d’epoca lasciata andare in rovina, dopo essere stata occupata per anni da quelli di Stella Rossa, non è sopravvissuta alla maledizione degli anni di piombo.

Ben sei amministrazioni capitoline, prima di Marino, hanno lasciato cadere la patata bollente di mettere una quarantina di milioni di euro per recuperare uno dei palazzi più belli del Cinquecento, ex convento di clausura, pieno di pitture e mosaici lasciato al degrado e diventato nel tempo casa di rifugio per barboni.

Citando le notizie che ci dà Wikipedia “il palazzo ha una storia di incompiutezze e disamori: voluto e iniziato nei primi anni ‘40 del Cinquecento per volontà di Eurialo Silvestri, cameriere segreto di papa Paolo III, i suoi lavori furono interrotti alla morte del papa, che troncò le speranze di carriera del Silvestri.”

Già da allora quindi iniziò un destino di “incompiuta” e di abbandono.

“Nel 1577 gli eredi lo cedettero a vita al cardinale Alessandro de’ Medici, futuro Papa Leone XI, che a sua volta lo affittò ad un Colonna – si legge sempre nella enciclopedia del web – alla morte del Medici gli eredi Silvestri vendettero la villa, nel 1609, ad un cardinale Lanfranco Margotti che però morì due anni dopo. Dopo alcuni anni di incuria, gli eredi Margotti la vendettero nel 1626 ad un altro cardinale, Carlo Emmanuele Pio di Savoia, che morì una quindicina d’anni dopo.

Alla sua morte, la proprietà fu venduta al “Conservatorio delle Zitelle Mendicanti”, patrocinato da un monsignore Ascanio Rivaldi, che fece di quest’opera pia il principale legato della sua eredità. I Conservatori delle zitelle – assai numerosi a Roma – erano collegi dove venivano ospitate donne povere e le loro figlie, per sottrarle alla strada e dar loro un lavoro, e anche una piccola dote alle giovani. La villa fu così ristrutturata per diventare convitto e fabbrica tessile in cui erano impiegate le donne assistite”.

In seguito alla breccia di Porta Pia, “come la gran parte delle analoghe istituzioni romane, e dopo l’Unità d’Italia, il conservatorio fu trasformato in “Pio Istituto” (Rivaldi, in questo caso).”

Dal punto di vista architettonico “il colpo peggiore al complesso fu inferto nel 1932, con la realizzazione della “via dell’Impero” (via dei Fori Imperiali), che comportò lo sbancamento della Velia, la collina su cui insisteva il giardino (che originariamente arrivava fino all’abside della basilica di Massenzio) che fu distrutto quasi per intero insieme con gli arredi rinascimentali e barocchi.”

Poi i giorni nostri: “Così mutilata, nel 1975 la villa passò all’Istituto S. Maria in Aquiro (ISMA). Il palazzo restò inutilizzato e fu quindi occupato da gruppi vicini al “Movimento” politico degli anni ’70 (Stella Rossa), prendendo così il nome di “Convento Occupato”.

“Il convento fu occupato durante gli anni settanta, come accadde in quel periodo per molti altri grandi edifici (conventi ma non solo), appartenenti a patrimoni immobiliari lasciati in abbandono dagli enti religiosi che li avevano ereditati – continua la voce su Wiki che lo riguarda – queste occupazioni “inventarono”, durante gli anni ’70-’80, dei luoghi dove si svolgeva un insieme di attività dove arte, cultura, sperimentazione e politica potevano convivere ed interagire in uno spazio multifunzionale e autogestito, e furono il modello di quello che poi sarebbero stati i centri sociali negli anni novanta.

In quegli anni molti sono stati gli artisti che si sono fermati a lavorare negli spazi del Convento Occupato: il gruppo musicale Stradaperta, l’attrice e cantante folk Muzzi Loffredo, il batterista statunitense Marvin Boogaloo Smith, il percussionista Karl Potter e molti altri.”

Per la cronaca “nel corso degli anni il Convento Occupato è stato sede di numerosissimi concerti, spettacoli teatrali d’avanguardia, mostre, e corsi di musica e teatro. Fra gli artisti che hanno presentato loro spettacoli al Convento Occupato si possono nominare: Stradaperta (il loro concerto del Febbraio 1977 fu trasmesso dalla allora popolare trasmissione della RAI “l’Altra Domenica” diretta da Renzo Arbore), il cantautore americano Shawn Philips, il percussionista Tony Esposito, il cantautore Franco Battiato, il cantautore Rino Gaetano, la pianista Patrizia Scascitelli, il percussionista Massimo de Majo, Muzzi Loffredo (con la prima di “Un Giorno Lucifero” nell’ Aprile 1978), e molti altri rappresentanti dell’avanguardia artistica romana di quegli anni”.

E oggi? “Conclusasi quell’esperienza negli anni ‘80, il complesso versa in stato di completo abbandono ed è minacciato da cedimenti strutturali”.

In pratica dai primi anni ’80 non c’è stato un cane, né tantomeno un sindaco capitolino, cui sia fregato un po’ meno di niente mettere mano al portafoglio e al cervello per rimettere in sesto questo palazzo. Che oltretutto è anche pericolante transennato da oltre dieci anni con i ponteggi con il marchio Marcegaglia. Nn ci sono i soldi per pagare i lavori ma in compenso si pagano gli affitti dei ponteggi.

Da anni gli abitanti del quartiere Monti e quelli di via del Colosseo in particolare raccolgono firme e petizioni per palazzo Rivaldi ma non li sta a sentire nessuno.

Chissà che ora, visto che il gossip di quartiere dice che il sindaco Ignazio Marino verrà ad abitare a 20 metri da questo palazzo, in una delle tante case che il Comune possiede nel centro di Roma, non possa cambiare qualcosa.

Gli abitanti ne sarebbero entusiasti.

Fonte | source:

ROMA CAPITALE NEWS (21|10|2014).

http://www.romacapitalenews.com/gossip-sul-sindaco-marino-viene-ad-abitare-in-una-casa-del-comune-a-via-del-colosseo/

Foto | fonte | source:

— ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman architecture of Mussolini,still standing. One of the world’s great cities bears the signature of a Fascist dictator, and nobody wants to talk about it. THE BOSTON GLOBE (13 July 2014).

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: The Roman architecture of Mussolini,still standing. One of the world’s great cities bears the signature of a Fascist dictator, and nobody wants to talk about it. THE BOSTON GLOBE (13 July 2014).

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